⚠️ Abbiamo deciso di abilitare i commenti su tutti i post del Blog, senza alcuna forma di censura. ⚠️

Cerca nel blog

Main Sponsor :

26 febbraio 2009

Boys Parma contro la decisione del prefetto di Modena

Riportiamo integralmente il duro comunicato dei Boys Parma 1977 contro l’ennesimo divieto imposto dalle autorità (in)competenti in materia di  ordine pubblico. 

“Il Prefetto di Modena, nell’ordinanza attuativa, ha stabilito che i biglietti siano venduti ai soli residenti nella provincia di Modena. Ancora una volta i diritti dei tifosi sono stati calpestati; così come accadde ai modenesi all’andata, e così come accade a tante tifoserie ogni settimana. E sempre: ingiustamente. Perché non c’è giustizia nell’impedire l’esercizio delle libertà fondamentali. Perché nessuno, mai e in nessun caso, può essere privato di ciò che gli spetta. Non chiediamo quindi giustizia solo per noi, la chiediamo per tutti: per tutti gli ultras, per tutti i tifosi, e per tutte le tifoserie d’Italia. E la chiediamo senza ambiguità, senza tentennamenti, senza ammiccamenti al potere. L’ordine pubblico non può essere garantito sospendendo i diritti fondamentali delle persone.
Dopo le inique leggi speciali, dopo la schedatura preventiva con i biglietti nominali, dopo le diffide, i tornelli, le telecamere, il giallo esercito degli steward e (addirittura) le scandalose norme anti-tifo: si chiudono stadi; settori di stadi; fino a selezionare gli accessi praticando una discriminazione su base territoriale. E tutto questo, ormai, è la regola. Così, quand’è possibile, si impediscono le trasferte. Una politica che piace agli amanti della repressione e a chi, da essa, punta a trarne un vantaggio economico. Perché impedendo le trasferte si consolida una tendenza, per cui le partite fuori casa si guardano alla tv (a pagamento). Un modo irragionevole di gestire l’ordine pubblico o una strategia di mercato? Forse entrambi.
Il successo del calcio italiano è nel suo essere (tradizionalmente) uno sport per tifosi. E’ stata la passione dei tifosi ad elevarlo a fenomeno popolare. Perché la squadra (per noi) non è solo 11 calciatori, ma una bandiera, una terra, una storia, una tradizione. E’ la nostra piccola nazione, quella che sentiamo veramente nostra, quella che veramente ci rappresenta. Parole che possono suonare ridicole a chi non è ultras o tifoso, e che immaginiamo incomprensibili per il Comitato (Casms) e l’Osservatorio, per i politicanti, e per chi vive il calcio solo per denaro. Speculazione e repressione sono le loro parole d’ordine. Ma così facendo uccidono la passione, precludendo qualsiasi futuro a questo universo (che gestiscono ma non conoscono, e tanto meno amano). Gli stadi vuoti dimostrano le loro colpe.
Il derby è l’apice della passione per tutta la tifoseria. E’ la sfida con i rivali storici, quelli che ti sono vicini ma a cui sei contrapposto nel modo più radicale. E’ sfottò che durano da sempre, incontri e scontri che hanno fatto la storia, che hanno inorgoglito una comunità o l’hanno fatta bruciare di rabbia. E’ racconti e avventure, burle, gioie immense e voglia di riscatto. E’ ricordi di gioventù (per qualcuno) e voglia di misurarsi con un mito (per qualcun altro). Per noi è anche parmigianità. Perché il sentimento che ci contrappone ai nostri rivali nasce dalla nostra tradizione e dalla nostra storia (bella o brutta che sia). Ebbene: qualcuno sta uccidendo tutto questo.
Stanno annullando i derby. Ma solo quelli tra squadre di diverse città. Quelli tra compagini dello stesso comune si giocano regolarmente, senza particolari limitazioni. In tali casi, essendo la maggior parte dei tifosi residenti sullo stesso territorio, l’unica alternativa sarebbe di giocare a porte chiuse o di riservare l’ingresso ai soli abbonati di casa. Ma nessuno si sogna di far giocare Inter-Milan, Roma-Lazio, Sampdoria-Genoa e Lazio-Roma (guarda caso: tutti derby di Serie A) con tali limitazioni. I fattori di rischio non sono certi minori, ma evidentemente ci sono derby che devono essere aperti a tutti e altri che possono non essere aperti a tutti. Se la giustizia è cieca, Casms, Osservatorio e Lega Calcio sembrano vederci benissimo. Ma non vedono lontano. Questa disparità di trattamenti, del tutto slegata dalle problematiche di ordine pubblico, dimostra la pretestuosità dei loro discorsi.
Oggi, per “ordine pubblico”, ci chiudono il settore ospiti e ci precludono l’accesso allo stadio. Domani, per prevenire gli incidenti stradali, ci vieteranno di circolare con mezzi a motore? Domani, per prevenire le risse in discoteca, ci vieteranno di andare a ballare?
Il Parma sabato giocherà contro il Modena e noi non potremo sostenerlo. Inutile, quindi, parlare di tifo. Perché il tifo si fa allo stadio e noi, al Braglia, non potremo entrare.
Siamo arrabbiati. Come immaginiamo lo siano tutti coloro che avrebbero voluto seguire i crociati; come lo sono stati, lo sono e lo saranno tutti quei tifosi (come noi) costretti a subire queste ingiustizie.
Invitiamo tutti i tifosi di Parma a farsi sentire, e a protestare nelle sedi opportune. Quando si subisce un torto senza reagire è quasi certo che se ne subiranno di ulteriori.
Rivogliamo le nostre emozioni, rivogliamo i nostri diritti, rivogliamo i nostri derby.


Boys Parma 1977″

25 febbraio 2009

I tifosi di Samp e Genoa solidali con Gaza

Domenica l’Associazione “Music for Peace Creativi della Notte”, grazie alla partecipazione di tutti i tifosi sampdoriani, ha raccolto davanti allo Stadio Luigi Ferraris, 6,5 tonnellate di generi di prima necessità.

Il materiale è stato trasportato, dai volontari dell’Associazione, presso il Magazzino del VTE, nel Porto di Voltri.

In serata, il secondo container (la cui partenza è prevista il 1° marzo) è stato stivato per metà anche grazie agli alimenti portati, nei sei punti raccolta dislocati intorno allo stadio, dai supporter sampdoriani, in particolare dai Rude Boys che hanno coordinato l’iniziativa. Cogliamo l’occasione per ringraziare fortemente tutte le sigle della tifoseria sampdoriana per il concreto aiuto concesso.

E’ stata una giornata all’insegna della solidarietà, in cui tutti si sono dati disponibili per una comune collaborazione in aiuto dei civili di Gaza. Cogliamo l’occasione altresì di ringraziare la Cooperativa Genova Insieme, costituita dalle due tifoserie genovesi, che in occasione sia di Genoa – Fiorentina sia di Sampdoria - Atalanta ha contribuito attivamente alla raccolta donando oltre 2 tonnellate tra riso e farina, in linea con quelli che sono i principi fondamentali della cooperativa stessa.


ilsole24ore.com

INTER-MANCHESTER: TENSIONE TRA TIFOSI

Momenti di tensione tra tifosi interisti e del Manchester Utd si sono verificati all'esterno dello stadio Meazza prima della partita di Champions Inter-Manchester United. La tensione è durata pochi minuti e, grazie all'intervento della polizia, la calma è stata presto ripristinata.
L'episodio si è verificato quando i tifosi inglesi sono passati nei pressi del bar sport, adiacente allo stadio, luogo di ritrovo dei tifosi di casa. Secondo quanto riferito dalla Questura è stato un gruppetto di nerazzurri a cercare il contatto con gli inglesi, lanciando anche qualche bottiglia e un fumogeno, ma le forze dell'ordine si sono schierate isolando le due fazioni. Chi ha tirato il fumogeno, peraltro, sarebbe stato già individuato. Il 118 è intervenuto invece in piazzale dello Sport, durante l'affluenza dei tifosi, per soccorrere un giovane colpito da una bottigliata, che successivamente è stato trasportato con codice verde al San Carlo.


Fonte: www.repubblica.it

24 febbraio 2009

Paolo di Brescia: poliziotti nei guai!

Torniamo a parlare della vicenda di Paolo, il tifoso bresciano pestato dalla polizia durante gli scontri alla stazione ferroviaria di Porta Nuova. Fu ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale di Verona, dopo alcune settimane di coma farmacologico indotto venne operato alla testa, infine sette mesi di riabilitazione. La versione della questura scaligera secondo cui Paolo fosse stato colpito da un sasso lanciato dai tifosi bresiciani in direzione dei poliziotti fu smontata immediatamente! Paolo ovviamente non è più quello di prima…

Nel registro degli indagati da ieri sono iscritti in sette. Sette agenti del Reparto Mobile di Bologna che il 24 settembre 2005 si trovavano a Verona, in ausilio alle altre forze di polizia, per la partita Hellas-Brescia, dovranno rispondere di lesioni gravissime pluriaggravate, quelle provocate da calci alla testa e manganellate a Paolo Scaroni, un tifoso del Brescia che l’unica colpa che ebbe quel maledetto sabato fu di scendere dal treno, fermo in stazione, per andare a prendersi una coca cola.
Non c’entrava con lanci di sassi, non c’entrava con le provocazioni esasperate da un clima reso incandescente fin dall’inizio. Già perché gli scambi iniziarono allo stadio, quando ad un gruppo di tifosi bresciani fu impedito di entrare perché non avevano i biglietti nominativi. Questo nel pomeriggio e la tensione crebbe fino ad arrivare al culmine in stazione. Ma lui non c’entrava: stava salendo le scale per tornare al binario, secondo la ricostruzione minuziosa effettuata dal nucleo di pg della Procura, si trovò davanti un gruppo di agenti del Reparto mobile emiliano. E fu massacrato.
Questa la conclusione alla quale erano giunte le indagini, difficili e complesse, che portarono il pm Vallerin a chiedere comunque l’archiviazione per il procedimento aperto «contro ignoti» in quanto non era possibile individuare gli autori materiali del pestaggio.
Il gip Sandro Sperandio il 20 novembre 2007 rigettò la richiesta ordinando al pm di iscrivere nel registro degli indagati gli agenti di polizia i cui nomi erano emersi al termine dell’inchiesta. La procura contro questa decisione presentò ricorso per Cassazione ritenendo che quanto emerso fino a quel momento non permettesse di indicare i responsabili del ferimento di Scaroni e il provvedimento del gip non forniva i criteri per stabilire precise responsabilità. Da qui «l’impossibilità di proseguire l’azione penale» sfociata nella richiesta di archiviazione.
La Suprema Corte ha tuttavia riconosciuto al gip la possibilità, in presenza di elementi sufficienti, di procedere all’iscrizione nel registro degli indagati dei soggetti che, all’esito delle indagini, presentano profili di responsabilità.
Per questo l’udienza davanti al gip Sandro Sperandio e al difensore di Scaroni, l’avvocato Alessandro Mainardi del foro di Brescia, è terminata con l’ordinanza nella quale risultano i nomi di una decina di agenti del Reparto di Bologna.
«Un’indagine coraggiosa quella della pg di Verona», l’unico commento del difensore, «quello che è emerso è che le cose non andarono come furono descritte, non vi furono lanci di sassi e nemmeno di aste a bloccare il treno. Almeno i ferrovieri non riscontrarono nessun ostacolo sui binari, se vi fu tensione fu in seguito alla carica della polizia. Il treno era fermo e Scaroni scese». Entrò da Mc Donald’s al piano terra, comprò la coca cola e tornò verso il treno.
«Paolo stava risalendo quando si trovò davanti gli agenti e lo massacrarono».
Il tifoso rimase in coma per mesi, i suoi amici la domenica, invece di andare a seguire la squadra, si riunivano sotto le finestre del reparto di neurochirurgia e cantavano slogan da stadio. Un modo per fargli sentire la loro vicinanza. Solo nell’aprile 2006 Paolo Scaroni fu in grado di parlare con il pm: «Picchiato a lungo e con violenza», disse, «poi sono caduto e sono precipitato nel buio».

F.M.  da L’Arena.it

Comunicato Ultras massesi

"Data la situazione che attualmente regna all'interno della U.S. Massese 1919, quote societarie che passano dalle mani di "personaggi", (che di fatto hanno portato la nostra squadra dalla C1 alla serie D) ad altri "personaggi" che due mesi orsono con proclami triennali hanno promesso il risanamento economico e la salvezza, salvo poi abdicare per i primi dai quali erano succeduti. Istanze fallimentari alle porte, presidenti mai presenti in città, sedi legali che viaggiano di posto in posto, situazione debitoria disastrata, squadra che ad inizio campionato si allenava a Milano e giocava le partite interne ad Aulla ( Grazie all'aiuto politico), giocatori che non percepiscono un centesimo da inizio anno, due allenatori esonerati, l'ultimo dimessosi dopo quattro giorni dovuto a pressioni esterne prima della partita con il Ponsacco, la classifica da piangere con certa retrocessione,
visto tutto questo
I gruppi organizzati della tifoseria Massese , stanchi, amareggiati, sfiniti da questa situazione caotica nella quale chiunque si prende la briga di dettare ordini, di autoplocamarsi, all'occorenza, in qualità di Presidente, Allenatore, Direttore Generale, Direttore Sportivo, salvo poi dileguarsi quando c'è da assumersi delle responsabilità economiche,

Hanno deciso

di mettere in atto questo tipo di protesta, se vogliamo provocatoria, che andrà avanti fino a quando qualcuno della proprietà o chi per essa non si presenterà alla Stadio Comunale degli Oliveti per darci delle spiegazioni plausibili a tutto questo marasma generale. Quindi dato che fino ad oggi solo noi abbiamo messo mano al portafoglio sia per la squadra ed i giocatori che seguiamo e seguiremo per sempre in tutta italia, ci sentiamo nella posizione di:
autoplocamarci: Presidenti, Allenatori, e Dirigenti della U.S. Maassese 1919.

Quello che teniamo a precisare è che tutto ciò verrà fatto nella massima correttezza e solo per il bene della Massese 1919, della nostra storia, del prestigio della nostra città".
A difesa della nostra storia, che se dovrà finire, lo sarà per mano nostra!!!

Gli Ultras

23 febbraio 2009

Gabriele Sandri fissata la data dell’udienza

Potrebbe arrivare a meta’ maggio la sentenza nel processo all’agente Luigi Spaccarotella, per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri.Il poliziotto e’ accusato di omicidio volontario. Gabriele Sandri mori’ l’11 novembre 2007, ucciso da un colpo di pistola nell’area di servizio di Badia Al Pino, sull’A1, ad Arezzo. Il processo si aprira’ il 20 marzo davanti alla corte di assise della citta’ toscana.

fonte Ansa

300 Atalantini a Genova nonostante il divieto

Prima della partita il questore di Genova, Salvatore Presenti (già questore di Bergamo), è andato a salutare i trecento tifosi atalantini che, pur non potendo entrare allo stadio di Marassi, hanno deciso di sostenere la squadra facendo sentire la propria voce dall'esterno, sul piazzale antistante l'impianto.

Fonte: www.ecodibergamo.it

Interista accoltellato, torna la guerra fra ultrà

Alle volanti arrivate davanti al suo negozio di abbigliamento e articoli sportivi ha detto di non sapere spiegare tanta violenza. Ma quella che in apparenza era una normale aggressione a scopo di rapina è passata in mano agli investigatori della Digos, che dopo i sette arresti per la scazzottata in curva nel derby temono un’escalation. La vittima, RB, una trentina d’anni abbondanti, è un noto leader degli Ultras Inter 1975.

Due o tre persone incappucciate e armate di coltello e bastoni hanno fatto irruzione nel suo negozio: botte e un fendente a un braccio, guaribile in un paio di settimane, senza rubare nulla. E sono scattate cinque perquisizioni a casa di altrettanti militanti di Guerrieri Ultras e Brigate Rossonere, le due fazioni della curva milanista coinvolte nei fatti del derby: non sono state trovate armi («Anche perché se lo aspettavano», spiegano in via Fatebenefratelli), sequestrati solo alcuni indumenti che potrebbero dare qualche indizio utile. Alla Digos non esitano a mettere in relazione i due episodi.

Dopo Inter-Milan, l’aggressione a sei tifosi della Banda Bagaj dopo una scaramuccia per uno striscione, c’era stato un tentativo di chiarimento tra i leader delle due curve. La tensione, evidentemente, resta comunque molto alta.


Fonte articolo: La Repubblica

Comunicato Inter Club Banda Bagaj sull'aggressione al derby

Domenica sera siamo stati costretti a scendere su un piano, quello della violenza, che non ci appartiene e che da sempre condanniamo.
I fatti:
All’entrata in campo dei giocatori le due curve espongono le loro coreografie, così come noi tutti bagaj siamo impegnati ad esporre i teloni della nostra coreografia.
Da su piove di tutto, anche torce accese che finiscono per colpire i tifosi sottostanti, prevalentemente famiglie.
La sud “SBAGLIA” COMPLETAMENTE LE MISURE DELLO STRISCIONE IN TRANSENNA, che per tutta la sua lunghezza tocca le teste dei tifosi sottostanti. A centinaia lungo tutto il corridoio che divide la parte coperta da quella scoperta del primo anello blu approfittano della situazione per farlo a brandelli. Ci sono immagini di diverse Tv a dimostrare quanto scriviamo e cioè che non siamo stati noi (che occupavamo i posti delle prime due file in basso) a strappare la coreografia milanista.
Quando ci accorgiamo di quello che succede molte file sopra di noi, i pochi ragazzi posizionati nelle file più in alto a tenere la parte superiore dei nostri teli mollano tutto per provare a fermare quelli che approfittando dell’anonimato strappano lo striscione della coreo milanista ma ovviamente non riescono a fare molto.
Considerazione:
Noi consideriamo le coreografie una parte fondamentale del tifo, sappiamo bene quanto sacrificio (economico e non solo) ci sia dietro il lavoro di centinaia di ragazzi delle curve che si impegnano per esporre con orgoglio la propria coreografia. Noi stessi nel nostro piccolo sopportiamo mille sacrifici economici e di impegno per realizzare le nostre piccole coreografie, ed abbiamo troppo rispetto del lavoro e dell’impegno anche altrui per poter anche solo pensare di rovinare il lavoro di altri.
Detto questo quello che è accaduto dopo lo hanno visto tutti. Siamo stati aggrediti nel nostro settore da un nutrito gruppo di milanisti scesi dalla curva sud, approfittando della totale assenza di steward. Per diversi minuti in poco più di una decina di bagaj (ragazzini e padri di famiglia) abbiamo dovuto fronteggiare il gruppo di milanisti.
Intendiamo scusarci con tutti i tifosi dell’Inter e del Milan presenti allo stadio, nonché con tutti quelli anche di altre squadre che assistevano dalle TV per il deprecabile spettacolo di violenza offerto e per il cattivo esempio dato. Purtroppo in quei frangenti, ha prevalso la rabbia verso l’aggressione subita e la voglia di non permettere che qualcuno violasse lo striscione che ci rappresenta e che rappresenta i valori che da anni portiamo avanti, e l’unico modo per farlo era reagire, impedendo che ci venisse sottratto. Purtroppo uno dei nostri, colpito probabilmente con un tirapugni, rischia di perdere un occhio. Alla fine lo striscione è rimasto nelle nostre mani, ma alla luce delle conseguenze ci chiediamo se il prezzo che stiamo pagando non sia forse un po’ troppo alto.
Pur comprendendo lo stato d’animo di molti tifosi, che a causa di quelle scene e di tutto quello che anche lontano da noi è “piovuto dall’alto” hanno manifestato l’intenzione di non andare più allo stadio o di non portarci più i propri figli, invitiamo tutti i tifosi, a non abbandonare gli stadi. I nostri figli e le nostre famiglie per primi hanno dovuto assistere a quanto accaduto, ma questo non deve impedirci di continuare a portare a vanti una filosofia di tifo coreografico e non violento che deve prevalere su tutto il resto.
Ci rivolgiamo agli ultras di tutte le curve.
Sventolare le bandiere non significa essere ultras.
Realizzare piccole coreografie coinvolgendo genitori e figli e gente di tutte le età, non significa essere ultras.
Battersi per i diritti dei tifosi, lottare contro la repressione delle libertà individuali e la libertà di poter colorare lo stadio e sostenere i propri colori liberamente, non significa essere ultras.
Noi crediamo che chiunque vada allo stadio, da chi frequenta le curve, ai soci dei club ai singoli tifosi, dovrebbe impegnarsi, nel limite delle proprie possibilità, per far valere i propri diritti e per sostenere la propria squadra.
Essere ultras è ben altro, e spesso ci meravigliamo che i primi a non conoscere i valori e la mentalità ultras, siano proprio i frequentatori delle curve, che identificano in noi un gruppo ultras e non un Inter Club.
INTER CLUB
BANDA BAGAJ

Tifosi del Potenza danneggiano pullman e auto dei calciatori lucani

Fonte: resport.it

Il pullman con a bordo giocatori, dirigenti e tecnici del Potenza (Prima divisione, girone B) - che rientrava la notte scorsa dalla trasferta di Perugia (dove la squadra rossoblù è stata sconfitta per 4-0) - è stato accerchiato e danneggiato nella zona antistante lo stadio "Viviani" di Potenza, all´interno del quale sono state danneggiate anche le auto dei calciatori.
La comitiva è arrivata a Potenza da Perugia intorno a mezzanotte e "un discreto numero di ´pseudo-tifosi´" - come li ha definiti la società oggi - ha impedito al pullman di entrare nello stadio. Constatati i danni fatti alle automobili dei giocatori, è stata chiamata la Polizia. La società, che ha annunciato "la decisione del gruppo di ´fare quadrato´ ora più che mai, tra dirigenti, tecnici ed atleti", ha annunciato che domani la squadra riprenderà gli allenamenti "rigorosamente a porte chiuse". Inoltre, sono state "sospese" le conferenze stampa di giocatori e tecnici. Il Potenza è penultimo in classifica, con 16 punti.

20 febbraio 2009

Daspo a 13 tifosi olandesi

violanews.com

Sono nove i tifosi olandesi che nella notte di mercoledì sono stati fermati e denunciati dagli uomini della questura di Firenze, nell’ambito dei controlli “pre-partita” predisposti per prevenire possibili turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica. Per tutti il Questore di Firenze ha emesso il Daspo per la durata di un anno. L’allerta, giustificata dall’abituale consumo di alcol da parte degli olandesi arrivati in città già dalla mattinata di ieri, segnalato dalle autorità olandesi nelle scorse settimane, aveva infatti indotto la Questura a prevedere servizi di pattugliamento dedicati delle aree del centro e delle zone limitrofe allo stadio, a partire dalle 13 di mercoledì fino alle prime ore della mattina di oggi. Durante la notte di mercoledì, intorno a mezzanotte e mezzo, sette cittadini olandesi, di età compresa tra i 18 ed i 20 anni sono stati denunciati dagli agenti delle volanti, coordinati dal vice questore aggiunto Roberto Sbenaglia, per danneggiamento, violenza privata e ubriachezza molesta dopo aver aggredito un automobilista fiorentino in piazza San Lorenzo. In particolare, senza alcun motivo il gruppo avrebbe ripetutamente colpito con calci e pugni la Fiat Panda del fiorentino, danneggiandone la carrozzeria, per poi strattonarlo. Alla vista degli agenti delle volanti gli aggressori hanno tentato la fuga,masono stati inseguiti e bloccati, per poi essere accompagnati in Questura per l’identificazione. I sette, riconosciuti dalla vittima, sono stati sottoposti ad accertamenti, all’esito dei quali sono stati accompagnati in Questura e denunciati all’autorità giudiziaria. Nei loro confronti il questore di Firenze ha adottato il Daspo per la durata di un anno, impedendo così la possibilità di accedere allo stadio per assistere alla gara di ieri sera. Grazie anche alla collaborazione degli agenti della Polizia olandese, giunti a Firenze al seguito della delegazione dell’Ajax, i sette denunciati sono stati informati sul fatto che il solo tentativo di recarsi allo stadio si risolverebbe con l’arresto. I nominativi dei daspati sono già stati segnalati alla Fiorentina per l’inserimento nella blacklist. Ieri sera altri 4 tifosi olandesi, di cui due trentanovenni, uno trentaduenne e un diciottenne sono stati arrestati per i reati di danneggiamento, scavalcamento delle recinzioni, lancio di oggetti, resistenza, violenza, nonché lesioni a pubblico ufficiale. I quattro sono stati fermati ed accompagnati in questura in quanto responsabili insieme ad altri tifosi olandesi di un tentativo di sfondamento delle recinzioni preposte a delimitare l’area riservata del settore ospiti. Anche loro sono stati «daspati».

Ultras atalantini fermano il bus del Sassuolo: festa a sorpresa per Zampagna!

Non è davvero usuale che gli Ultras di una squadra blocchino il pullman che riporta a casa i giocatori di un'altra compagine, impegnata peraltro in una diversa categoria, per... fare una festa a sorpresa ad un loro ex idolo!

L'eccezionale atto d'amore è stato architettato da qualche centinaio di tifosi dell'Atalanta, che martedì notte hanno atteso con cori, torce e striscioni il bus del Sassuolo, reduce dal match perso in casa dell'AlbinoLeffe. Traffico bloccato e autista costretto a fermarsi.

I tifosi hanno comunicato le loro intenzioni pacifiche all'auto di scorta della polizia, si sono fatti aprire le porte del pullman e sono saliti a bordo con un vassoio di paste e due bottiglie di spumante, tra la sorpresa generale di dirigenti e giocatori. Obiettivo del 'saluto' era soprattutto Riccardo Zampagna, indimenticato bomber orobico rimasto nel cuore della curva, ma anche altri ex nerazzurri, come esplicitato da un lungo striscione esposto per l'occasione: "Bordin Bressan Mandorlini Zampagna grazie"


fonte: Goal.com

Incidenti Genova, sta meglio il tifoso investito

Ha riaperto gli occhi, Gabriele Amato, il tifoso genoano investito domenica scorsa dal pullman della Fiorentina all’uscita dello stadio genovese di Marassi: questo ha fatto escludere ai medici dell’ospedale San Martino eventuali danni cerebrali.
Amato (37 anni), che ieri è stato sottoposto a un primo intervento chirurgico per la riduzione delle numerose fratture alle gambe, resta sedato, ma è «vigile»; il quadro clinico - hanno riferito i medici - resta «delicato» e la prognosi riservata.
Gabriele Amato sembra avere comunque risposto bene all’operazione di ieri e rimarrà «ventilato» per almeno una ventina di giorni; se non interverranno complicanze, i medici decideranno nei prossimi giorni se e come operarlo di nuovo.

La sorella Francesca, che in mattinata è andato a trovarlo in ospedale, ha capito che «Gabriele si rende conto di tutto, sente tutto, e soffre moltissimo».


Fonte: Sportpeople.net

Presunto furto di generi alimentari all'autogrill: identificati 56 ultras del Bari

lagazzettadelmezzogiorno.it

Per un presunto furto di generi alimentari compiuto la notte scorsa nella stazione di servizio "Chianti Ovest" sull'Autostrada del Sole vicino a Firenze, la polizia ha identificato 56 ultras del Bari che erano a bordo di un pullman diretto in Puglia dopo la partita Livorno-Bari giocata ieri per il turno infrasettimanale della serie B. La polizia è intervenuta su richiesta di uno dei responsabili che parlava di un furto di generi alimentari nell’esercizio ad opera di tifosi del Bari.

Siccome era stata presa nota della targa del pullman, il mezzo è stato presto rintracciato dalla polizia alcuni chilometri dopo, a Incisa Valdarno. Nel corso dei controlli, sul pullman non sono state trovate tracce del furto.

Invece, poichè quattro dei 56 ultras baresi a bordo erano sprovvisti di documenti, sono stati sottoposti ad accertamenti negli uffici della questura.

STADI, TANTE LIMITAZIONI PER I TIFOSI CAMPANI

ilmediano.it

Mentre prosegue il no alle trasferte dei supporters partenopei, il Casms interviene anche su Benevento-Sorrento e Ebolitana-Battipagliese del 1 marzo. Per domenica capienza ridotta per Gladiator-Casertana. Marcianise, con la Cavese ancora al Pinto.

Per i tifosi campani si preparano (nuove) domeniche di divieti e restrizioni: partiamo dalla misura più scontata, ma più rilevante. Come in Coppa Italia due settimane fa, e come da inizio stagione, i tifosi del Napoli non potranno recarsi a Torino sabato 28 nel match contro la Juve: il Casms ha ratificato ieri l'ennesimo divieto. Un anno senza trasferte per i tifosi azzurri, dopo le (presunte) devastazioni sul treno per Roma del 31 agosto scorso: chissà cosa diranno al Viminale o all'Osservatorio tra qualche giorno quando la Procura di Napoli archivierà il caso.

L'Osservatorio si è occupato anche dalla gara Benevento-Sorrento in programma domenica 1 marzo: i tifosi rossoneri non potranno assistere alla gara del “Santa Colomba”. Su tale decisione hanno pesato gli screzi di due anni fa, quando le squadre si giocarono il passaggio all'allora C1 in un campionato avvincente, ma ricco di polemiche. Peggio è andata ai tifosi di Ebolitana e Battipagliese: l'aggressione al presidente eburino Cicalese ha lasciato il segno. La gara del “Dirceu” si giocherà a porte chiuse.

E veniamo anche a domenica prossima, 22 febbraio: in Eccellenza c'è la gara dell'anno tra Gladiator e Casertana, derby che della rivalità tra i nerazzurri di Santa Maria ed i Falchetti rossoblù, che però si sono già affrontati tre volte quest'anno tra Coppa e campionato, senza che si verificassero incidenti rilevanti. Ieri pomeriggio la Questura di Caserta ha limitato a 500 spettatori la capienza del “M. Piccirillo” di Santa Maria Capua Vetere per la partitissima di domenica. Circa 200 biglietti saranno destinati ai sostenitori provenienti da Caserta.

Si giocherà proprio nello stadio del capoluogo, l' “Andrea Pinto”, un altro derby in programma domenica, ma in Prima Divisione: quello tra Marcianise e Cavese. Il “Progreditur”, che ha riaperto i battenti appena quindici giorni orsono per la gara col Crotone, non è stato ritenuto all'altezza di un evento che porterà a Caserta centinaia di tifosi metelliani. Il Marcianise, per evitare restrizioni al proprio impianto, giocherà dunque ancora al “Pinto”.

Comunicato Curva Sud Roma


19 febbraio 2009

Tifoso travolto: operato stamani per ridurre fratture alle gambe

Arrivano notizie confortanti sulle condizioni di Gabriele Amato, il tifoso genoano travolto domenica scorsa dal pullman della Fiorentina nei pressi dello stadio Ferraris: l'uomo è stato, infatti, operato questa mattina ad entrambe le gambe. L'intervento, resosi necessario per la riduzione delle fratture ai femori, è terminato poco prima delle 14. Adesso i medici contano di avere meno emorragie per poter intervenire nuovamente sul paziente.
Fonte: calciomercato.com

Pestaggio del derby Per 7 ultrà rossoneri scattano le manette

ilgiornale.it

Incidenti al derby? Da non credere. Meritavano l’arresto solo per aver infranto un sogno, quello del rito ambrosiano anche nel tifo: «Nelle stracittadine vi menate da Torino a Barletta? Noi a Milano andiamo a braccetto». Invece è bastato uno striscione mangiucchiato che trenta energumeni rossoneri, sono scesi dagli spalti e hanno menato di brutto i «nemici» nerazzutti: sei in ospedale, uno grave. L’altro giorno la Digos ne ha arrestati sette, tutti «soliti noti», quattro dei quali, confermato il fermo, saranno giudicati per direttissima.
Inter-Milan del 15 febbraio, gara di ritorno. Gioca in casa l’Inter per cui i tifosi rossoneri vanno sul primo anello della curva sud, gli altri sotto. Prima dell’incontro «diavoli» srotolano un enorme striscione per affermare come San Siro sia casa loro. Vada per lo sfottò, ma questo cala come un sipario tra gli interisti e il campo. Così mille mani cominciano a strapparne qualche pezzetto. Insopportabile insulto: 30 appartenenti alla «Brigate Rossonere» e ai «Guerrieri ultras», scendono per lavare l’onta. E, come detta la legge tribale dell’ «occhio per occhio dente per dente», vanno a caccia dello striscione più vicino, quello del pacifico gruppo interista «Banda Bagaj». I nerazzurri tentano di resistere e vengono pestati. E prima che la polizia riesca a placcare i rossoneri, in sei si trovano ammaccati. Finiscono in ospedale, cinque subito dimessi con contusioni varie anche se uno ha il naso rotto. Più serie le condizioni della sesta vittima: trauma cranico con sospetto distacco della retina, prognosi riservata.
Vista la scena, gli ultras interisti, quelli veri e cattivi, tentano di scendere dalla curva nord, ma vengono bloccati dalla polizia. Longo conciliabolo poi lo scontro viene scongiurato anche se non è detto che rimanga questo conto in sospeso da regolare presto o tardi. Nel frattempo la Digos inizia la caccia ai teppisti, visionando le riprese effettuate dalla polizia scientifica. In fretta perché entro 48 si posso effettuare gli arresti in «flagranza differita». Un tempo sufficiente per identificare sette picchiatori, vecchie conoscenze già colpite in passato da «Daspo», divieto di partecipare a manifestazioni sportive, per «reati» sportivi, che martedì vengono pizzicati dagli agenti. Sono i «brigatisti» M. P., 23 anni, M. S., 46 anni, C. M., 26 anni e i «guerrieri» A. A., 30 anni, A. M. V., 36 anni e i fratelli L., 28 anni, F. L., 30 anni. Per i due L. e P. e M. la magistratura ha già disposto la convalida del fermo, con concessione dei domiciliari per i primi due e la scarcerazione con obbligo della firma per gli altri, e il rinvio a giudizio con rito direttissimo. Gli altri tre rimangono a San Vittore in attesa che anche il loro arresta venga confermato. Le indagini proseguono ora per identificare gli altri squadristi.

17 febbraio 2009

Resta grave il tifoso I medici: «Decisive le prossime ore»

L'uomo, di 36 anni, ha infatti riportato numerose fratture ed escorazioni sul corpo dopo esser stato trascinato per circa sei metri dal pullman «viola».
Al capezzale di G. anche ieri si sono presentati i vertici della squadra rosssoblu a iniziare dal direttore generale del Genoa, F.P. «La società vuole esprimere la sua vicinanza al ragazzo ferito nella speranza che il quadro clinico possa migliorare», ha detto P. La dinamica dell'incidente di domenica, intanto, sembra sempre più di natura accidentale. Fonti della Questura di Genova riferiscono che «non sono emerse responsabilità né da parte della tifoseria né della società Genoa». Sui fatti, comunque, è in preparazione una dettagliata relazione. La dinamica metterebbe in luce anche il fatto che l'incidente sarebbe non direttamente collegato alle manifestazioni di protesta di un gruppo di tifosi genoani nei confronti del pullman della Fiorentina. Si tratterebbe, dunque, di un fatto isolato.


Fonte: http://iltempo.ilsole24ore.com

COMUNICATO GRUPPI CURVA A. COSTA BOLOGNA

TUTTI ALLO STADIO !
Per onorare la memoria di un grande campione;
il capitano che ci ha riempito d’orgoglio, indossando sempre e solo la nostra maglia, diventando LA BANDIERA ROSSOBLU’: GIACOMO BULGARELLI.

TUTTI ALLO STADIO !
Portando una bandiera, grande o piccola che sia, ma rigorosamente rossoblù, perché non c’è migliore occasione di questa per sventolarla.

TUTTI ALLO STADIO !
Non applaudendo, come accade di solito, durante il minuto di silenzio, perché vogliamo che questo momento sia veramente all’altezza della persona che ricordiamo.
Un minuto in cui tutto lo stadio DEVE TACERE, accompagnando Giacomo in cielo solo con le Sue bandiere al vento e le Sue sciarpe tenute alte, per poi esplodere nell’applauso sentito e meritato al fischio che ne decreta la fine.

I GRUPPI ULTRAS DELLA CURVA ANDREA COSTA --- CENTRO BOLOGNA CLUBS

COMUNICATO PER LA PARTITA BOLOGNA - INTER

TUTTI ALLO STADIO !
Per onorare la memoria di un grande campione;
il capitano che ci ha riempito d’orgoglio, indossando sempre e solo la nostra maglia, diventando LA BANDIERA ROSSOBLU’: GIACOMO BULGARELLI.


TUTTI ALLO STADIO !

Portando una bandiera, grande o piccola che sia, ma rigorosamente rossoblù, perché non c’è migliore occasione di questa per sventolarla.


TUTTI ALLO STADIO !

Non applaudendo, come accade di solito, durante il minuto di silenzio, perché vogliamo che questo momento sia veramente all’altezza della persona che ricordiamo.
Un minuto in cui tutto lo stadio DEVE TACERE, accompagnando Giacomo in cielo solo con le Sue bandiere al vento e le Sue sciarpe tenute alte, per poi esplodere nell’applauso sentito e meritato al fischio che ne decreta la fine.


I GRUPPI ULTRAS DELLA CURVA ANDREA COSTA --- CENTRO BOLOGNA CLUBS

16 febbraio 2009

Tifoso ferito, condizioni stabili

Sono gravi e stabili le condizioni di Gabriele Amato, il tifoso del Genoa che è stato investito dal pullman della Fiorentina nei pressi dello stadio Luigi Ferraris di Genova. E' ricoverato in prognosi riservata all'ospedale San Martino. Ha riportato fratture multiple, ma non lesioni interne. Gli inquirenti stanno raccogliendo materiale fotografico e video dell'incidente per effettuare una corretta e dettagliata ricostruzione dell'accaduto.
Il supporter genoano, originario di Campomorone, paese dell'entroterra genovese, ha riportato fratture delle gambe, del bacino, dello sterno e di alcune costole: lo ha rilevato la Tac a cui è stato sottoposto. Le indagini su quanto avvenuto al termine della partita Genoa-Fiorentina, terminata 3-3 con molte polemiche in campo e fuori, sono affidate ai tecnici della sezione Infortunistica della polizia municipale del capoluogo ligure.
L'autista del pullman è stato ascoltato e ha dichiarato di non essersi accorto dell'investimento. La stessa dichiarazione è stata fatta da alcuni giocatori della squadra viola. Tutti saranno nuovamente ascoltati per fornire ulteriori dettagli.


Tgcom

15 febbraio 2009

TIFOSO DEL GENOA INVESTITO DAL BUS DEI VIOLA, E' GRAVE

Un tifoso del Genoa è stato investito dal pullman della Fiorentina mentre il bus lasciava lo stadio di Genova. Il giovane rossoblù, che faceva parte di un gruppo di tifosi impegnati nella contestazione alla squadra viola, sarebbe stato colpito dal pullman durante una manovra. Ora è stato trasportato al Pronto soccorso dell'ospedale San Martino in gravi condizioni.
La partita tra il Genoa e la Fiorentina è finita in parità, suscitando numerose polemiche. Secondo quanto ricostruito dalla Questore, il giovane faceva parte di un gruppo di sostenitori genoani impegnati a contestare l'arbitro.
Quando dallo stadio è uscito il pullman della Fiorentina, la protesta si è spostata nei confronti della squadra viola, con insulti e lancio di oggetti contro il bus. Il tifoso sarebbe stato agganciato dal mezzo e sarebbe finito sotto le ruote posteriori. L'autista del pullman non si è accorto di nulla ed ha proseguito la sua marcia.
Il bus è stato poi fermato da una pattuglia della Polstrada nell'area di servizio di Sestri Levante. I giocatori viola saranno lasciati andare verso le loro destinazioni, mentre è stato trattenuto per accertamenti il conducente del mezzo.


Fonte:tgcom.it

14 febbraio 2009

Emigrato in Danimarca aveva chiesto di spargere le sue ceneri al Meazza durante il derby.

Non potrà esaudire il suo ultimo desiderio di far spargere le sue ceneri sul terreno del Meazza quando gioca l’Inter, ma da lassù Aldo Cremonesi potrà essere contento lo stesso perché domenica in occasione del derby, nella curva nord, cuore della tifoseria interista, campeggerà uno striscione dedicato a lui. In un modo o nell’altro Aldo, 59enne milanese, morto in Danimarca dopo aver lasciato come ultime volontà quelle di essere cremato e «disperso» sul campo di San Siro, sarà ugualmente protagonista.

Di ciò la famiglia Cremonesi deve ringraziare i colleghi di lavoro di Aldo e in special modo Mimmo D’Agostino che ha contattato la tifoseria della curva nord dell’Inter, inviando l’articolo del «Giorno» che parlava delle sue ultime volontà. I tifosi nerazzurri, tramite una mail, hanno assicurato per domenica la presenza sugli spalti del Meazza di uno striscione con scritto: «Ciao Aldo».


ilgiorno.ilsole24ore.com

Comunicato North Side 1994 Chievo Verona

Il North Side 1994 denuncia la mancata possibilità di manifestare apertamente all’interno dello stadio la totale contrarietà alla fusione (o acquisizione, poco cambia..) tra Chievo ed Hellas.
Infatti era stata richiesta l’autorizzazione per l’ingresso e l’esposizione di uno striscione che recitava “BASTA SCIACALLI, BASTA SPECULAZIONE, è ORA DI FINIRLA DI PARLARE DI FUSIONE: IL CHIEVO NON SI TOCCA!”.

Come si evince dal testo uno striscione duro, una chiara presa di posizione.

Ma nessuna parola offensiva.

Nessuna violazione delle norme a tutela della moralità pubblica.

Tuttavia un secco diniego, da imputare all’A.C. ChievoVerona, ed in particolare alla persona del Presidente Luca Campedelli, che ha preventivamente censurato lo striscione, e successivamente rifiutato qualsiasi incontro con i rappresentanti della tifoseria per spiegarne i motivi.

Tutto questo avviene in un delicato momento di campionato che ormai da più di 4 mesi è attraversato da insistenti e nefaste voci di fusione.

Questo ultimo atto, seguito da un lungo silenzio da parte della dirigenza (l’ultima volta il Presidente aveva glissato dicendo “nella vita non escludo mai nulla a priori”) ci lascia pensierosi e dubbiosi sulle reali intenzioni di Campedelli e sulle voci che ormai sempre più insistentemente associano la costruzione di un nuovo stadio (con tanto di dichiarazioni in prima persona del primo cittadino dopo solo 24h dall’acquisizione dell’Hellas Verona da parte di Martinelli) alla fusione tra i due club.

Per discutere di quanto esposto e programmare le iniziative a difesa della NOSTRA SQUADRA invitiamo tutti i tifosi clivensi e chiunque sia interessato e contrario alla fusione alla riunione pubblica che si terrà Sabato 14 Febbraio 2009 alle ore 16.00 presso la sede del North Side in Via Bionde 4 al Chievo.


Verona, 12 Febbraio 2009
North Side 1994

13 febbraio 2009

Roma-Lazio, Daspo per sette tifosi

Si erano resi responsabili di atti di violenza in occasione dell'ultimo derby di Roma, disputatosi il 16 novembre scorso allo stadio Olimpico. Sette ultrà sono stati colpiti dal provvedimento di divieto di accesso alle competizioni sportive, emesso dal questore di Roma, Giuseppe Caruso.

Dopo la guerriglia che si scatenò contro la polizia al di fuori dello stadio, furono arrestati cinque ultras. All'interno dello stadio, inoltre, scattarono le manette per altri due ultras, per rissa, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, e lancio di oggetti pericolosi.
Tutti gli arrestati di quella notte di violenze, saranno soggetti al Daspo massimo: 5 anni anni lontano dalle competizioni sportive con l'obbligo di firma in concomitanza delle partite.


Fonte: www.ilmessaggero.it

Pisa-Livorno: tutti fuori!

PISA – La più insolita e impensabile delle alleanze. Tifosi del Pisa che scioperano per solidarietà con i nemici più acerrimi, i sostenitori del Livorno. Incredibile ma vero, ma dopo il divieto della Prefettura alla partecipazione dei tifosi livornesi al derby più sentito della Toscana, i supporter pisani non entreranno allo stadio ma ascolteranno la partita alla radio, all’esterno dell’impianto, per solidarietà. Ci sarà comunque libertà di scelta se entrare o meno, solo che i presenti sulle gradinate dell’Arena Garibaldi saranno invitati a non fare cori contro Livorno e i livornesi. In pratica, Maroni è riuscito nel miracolo di mettere d’accordo tifosi pisani e livornesi. Già nei giorni scorsi gli ultras nerazzurri avevano anticipato la loro linea: “Che derby è senza avversari? Non è giusto negare ai tifosi del Livorno la partita di sabato. La gara è riservata agli abbonati? Noi lo siamo, tutti, ma quel giorno verrebbe voglia di strapparlo, l’abbonamento”.

fonte: repubblica.it

Pienamente comprensibile la linea di pensiero dei tifosi nerazzurri. Un derby può essere definito tale se offre l’occasione di confronto attraverso slogan, striscioni ironici e cori irriverenti tra due tifoserie rivali. Se in un derby manca la tifoseria ospite rimangono ventidue uomini in mutande che corrono dietro un pallone.

11 febbraio 2009

Due Genoani accoltellati dopo la partita

Ancora una volta coltelli all'Olimpico dove, in passato, frange ultrà romaniste e laziali si sono “distinte” per la loro violenza. I tifosi del Genoa erano andati a Roma nonostante il divieto, acquistando regolarmente i biglietti in una forma di protesta contro i decreti, dimostrando come sia, peraltro, non difficile aggirarli.

Ancora una volta una partita Roma-Genoa si chiude con un episodio di violenza. Mentre stavano viaggiando sul treno partito dalla stazione Termini in direzione Civitavecchia, dopo la partita, due giovani tifosi rossoblù sono stati feriti, alla stazione Ostiense, da un gruppetto di teppisti, armati di spray urticanti e coltelli. Uno sarebbe stato colpito al volto, vicino al mento, l’altro a una gamba: entrambi sono stati medicati e rimandati a casa. Sulla vicenda indaga la Digos di Roma.

«Questi vigliacchi sono saliti, hanno colpito e sono scesi immediatamente prima che il treno ripartisse - racconta Leo Berogno, presidente dell’Associazione club genoani - Noi eravamo tutti insieme, solo alcuni ragazzi dei nostri si erano sistemati un paio di vagoni più in là. Non ci siamo accorti di nulla: la gente poi è arrivata urlando e siamo così andati a soccorrerli. Non voglio raccontare altro, per rispetto nei loro confronti».

Anche l’anno scorso si verificò un episodio simile: dopo la partita due supporter genoani furono feriti al termine della partita, nelle vicinanze dello stadio, in piazza De Bosis, teatro in altre occasioni delle violenze della tifoseria oltranzista e dei facinorosi giallorossi. Per questo motivo l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive e il Comitato di analisi per la sicurezza sulle manifestazioni sportive (Casms) avevano stabilito la chiusura del settore ospiti. La decisione non ha però scoraggiato i tifosi rossoblù, che si sono organizzati e, analizzando attentamente il decreto, hanno trovato la scappatoia. Per la gara di San Siro contro il Milan era stata prevista la vendita riservata solo ai residenti a Milano e provincia (oltre a quelli all’estero): per quella di Roma, invece, c’era solo il divieto di vendita al di fuori dei confini del Lazio. Per questo motivo, chi proveniva da altre zone poteva comprare un biglietto per tutti i settori dello stadio, purché l’acquisto avvenisse dentro la regione.

Così hanno fatto quelli provenienti da Genova. «Abbiamo regolarmente comprato i tagliandi di Distinti Nord in una ricevitoria di Civitavecchia: se ne potevano prendere quattro a testa - racconta Berogno - In treno, eravamo circa un centinaio, abbiamo raggiunto la stazione Termini. Qui siamo stati accolti da un cordone di polizia: erano sorpresi dal nostro arrivo. Con 25 taxi, senza scorta, ci siamo diretti allo stadio Olimpico: eravamo uno spettacolo. Il nostro obiettivo era quello di non lasciare il Genoa da solo: siamo entrati tranquillamente, tutti insieme, senza creare problemi. Gli steward erano in difficoltà e si sono messi intorno a noi: la gente non ce l’aveva con noi, ma con chi ci aveva sistemato in quella posizione. La situazione si stava un po’ scaldando, qualcuno intorno si stava agitando e allora ci hanno chiesto di spostarci. Siamo così passati nel settore ospiti e abbiamo seguito la partita. Volevamo semplicemente tifare Genoa, alla faccia dei divieti, e ci siamo riusciti».

ilsole24ore.com

Comunicato Curva Nord Maurizio Alberti

"Tutti fòri, questo non è derby!"

I gruppi della Curva Nord “Maurizio Alberti” comunicano che sabato, in occasione della partita Pisa-Livorno, non entreranno dentro lo stadio, delimitando il settore centrale della Curva Nord in modo che resti vuoto. Questo per protestare contro la decisione presa dal CASMS, e confermata dal Prefetto, di far partecipare al derby i soli abbonati, e di vietarla alla tifoseria ospite e ai pisani non in possesso di abbonamento. Noi, che siamo tutti abbonati, resteremo fuori. Che razza di derby è un Pisa-Livorno con sole 7500 persone e senza tifoseria ospite? Tutti questi assurdi divieti, tutti questi decreti e questa continua repressione stanno uccidendo la parte più bella di partite come queste, e del calcio in generale: il tifo, le coreografie, il confronto, gli sfottò e il campanilismo che le contraddistingue e le rende speciali. Ci sembra inoltre doveroso precisare al Prefetto di Pisa che in concomitanza della partita di andata raggiungemmo Livorno per attaccare degli striscioni con su scritto “Senza tifosi e colore questo è il derby della repressione”. Striscioni di chiara protesta contro il divieto di trasferta. Il Prefetto invece, per addurre giustificazioni ulteriori al divieto, dichiarò che attaccammo striscioni offensivi nei riguardi della città di Livorno. Le foto di degli striscioni in questione, che contraddicono chiaramente le dichiarazioni pretestuose e false del Prefetto, sono già state ampiamente diffuse. Durante i 90 minuti di gioco fuori dallo stadio verrà allestito un impianto sonoro per ascoltare la partita e verrà offerta birra. Invitiamo la tifoseria nerazzurra ad unirsi alla nostra protesta e a rimanere fuori dallo stadio insieme a noi, ricordando che nella partita di andata perfino i livornesi fecero altrettanto. Non ostacoleremo chi vorrà entrare, ma pretendiamo che sia rispettato lo spazio vuoto in mezzo alla Curva Nord e che non vengano rivolti ridicoli cori offensivi verso un settore ospiti vuoto e verso una tifoseria cui è stata interdetta la presenza da un’assurda decisione che fa solo il male del calcio.

Curva Nord Maurizio Alberti


Derby Livorno-Pisa senza ultras neroazzurri

Gli ultrà del Pisa non assisteranno al derby casalingo contro il Livorno di sabato prossimo e delimiteranno la parte centrale della loro curva, la Nord, in modo da tenerla vuota. I gruppi della Curva Nord spiegano in un comunicato che la loro 'vuol essere una forma di protesta contro il divieto ad assistere alla partita ai tifosi ospiti e ai pisani non-abbonati'. La decisione del Viminale di limitare la partita agli abbonati ha trasformato una partita “caldissima” da 16mila spettatori in un match “annacquato”. Esattamente come nella partita di andata. E gli ultrà nerazzurri continuano: "Tutti questi assurdi divieti e decreti e questa continua repressione stanno uccidendo la parte più bella del calcio: il tifo, le coreografie, il confronto, gli sfottò e il campanilismo".
www.nostalgiatoscana.it

10 febbraio 2009

Ultrà Napoli, PM chiede condanna per 5 imputati

Condanne a pene varianti dai 6 ai 4 anni di reclusione sono stati chiesti oggi dal pm Antonio Ardituro al processo contro ultra' del Napoli accusati per incidenti e intimidazioni avvenuti negli anni scorsi allo stadio San Paolo. Il pm nella requisitoria ha parlato della ''mafiosita'' che caratterizzerebbe il comportamento dei gruppi estremisti del tifo azzurro, del clima di omerta' anche a tutela degli ultra' delle tifoserie avversarie nonche' della situazione di ''extraterritorialita'' delle curve dove non esiste ormai sanzione per i comportamenti illeciti. Gli imputati appartengono ai gruppi Ultras '72, Blue Tiger e Acan. Sei anni di reclusione sono stati chiesti per Vittorio Puglisi, cinque anni e quattro mesi per Alberto Mattera e Salvatore Piccirillo, quattro anni per Vincenzo Busiello e Francesco Ruggiero. Il processo, che si svolge davanti al gup Vincenzo Alabiso, riprendera' il 2 marzo prossimo.

Fonte: www.napolisoccer.net

9 febbraio 2009

Stefano Furlan : 25 anni di ingiustizia


Mercoledì’ 8 Febario 1984, al termine di Triestina-Udinese di coppa Italia , STEFANO FURLAN, 20 anni tifoso della Triestina, viene colpito al capo da diverse manganellate e finisce in questura. Dopo degli accertamenti viene rilasciato, subito dopo inizia ad avvertire i primi dolori alla testa. Il mattino seguente Stefano sta molto male e viene portato in ospedale dove perde i sensi nella sala del pronto soccorso. ENTRA IN COMA PROFONDO E DOPO 21 GIORNI DI AGONIA GIOVEDI’ 1 MARZO MUORE. Nel novembre 1985 la corte d’assise condanna ad un anno di reclusione con i benefici della legge l’agente che colpì Stefano. Nell’Ottobre 1992 la curva del nuovo stadio “NEREO ROCCO” viene dedicata a lui.

Un numero di cinque anni fa, della fanzine degli Ultras Triestini interamente dedicata alla commemorazione di Stefano : http://www.uts1976.com/documenti/20.pdf

Comunicato degi Ultras Catanzaro

Gli Ultras Catanzaro 73 vogliono esprimere il più sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito generosamente alla raccolta pro deltaplani.
Con questo gesto, il tifo organizzato, i clubs e impagabili singole persone hanno dimostrato per l'ennesima volta la compattezza di una tifoseria orgogliosa, che non si piega mai!
Un ultimo doveroso pensiero va alla famiglia di Danilo che anche in un momento di lacerante dolore ha aderito fattivamente alla nostra iniziativa.
Grazie a tutti voi sempre Forza Aquile.
Ultras 1973

Fonte: www.uscatanzaro.net

6 febbraio 2009

Lecce – Inter : nessun biglietto a Milano

La difficoltà di reperire i biglietti per le trasferte è ormai un problema noto. Qualche post fa, parlavamo della  paradossale vicenda degli affiliati al Salernitana Club Emilia, che in occasione della trasferta di Modena col Sassuolo, erano di fatto impossibilitati all’acquisto dei tagliandi per il settore ospiti, in quanto reperibili solo nella cittò campana. Ci è giunta una segnalazione alla nostra mail di un caso ancora più clamoroso:
Essendo un Inter club, vorremmo acquistare dei biglietti per Lecce-Inter

Andiamo sul sito del ccic e cerchiamo notizie in merito. E troviamo: circuito di vendita LISTICKET. Entriamo nel sito www.listicket.it Ora, nella sezione categorie scegliamo “calcio” Fantastico. C’è l’evento LECCE – INTER Clicchiamo sull’evento e appare…Perfetto! O quasi. Notiamo subito che l’acquisto ON-LINE non è consentito. Che palle. Ci tocca andare direttamente in un punto vendita…Clicchiamo sull’icona che dovrebbe darci la lista dei punti vendita e……fantastico. Che organizzazione. C’è anche la piantina per aiutarti a trovare gli indirizzi dei punti vendita.Ok. Ora ci chiede di ciccare in alto, nel menù a tendina per selezionare la provincia in cui vorremmo andare a trovare l’elenco dei punti vendita per acquistare questi benedetti biglietti. Chiaramente vorremmo mettere milano, visto che siamo residenti in questa piccola cittadina…Ma!!! Come!?!? Tra le possibili province, milano non c’è!!! Porca vacca. E quali sarebbero le province disponibili per andare ad acquistare i biglietti per lecce inter???

BR, LE, NA, RM.
Non ci possiamo credere. Sarà uno scherzo. E invece no.
BR sta x BRINDISI
LE sta x LECCE
NA sta per NAPOLI
RM sta per ROMA
E i tifosi residenti a Milano!!! E i tifosi residenti in tToscana!, in Veneto! In Piemonte!, in Liguria! Trentino, Emilia Romagna, Friuli, Umbria, Sicilia. Beh, forse siamo messi male noi che non riusciamo ad utilizzare internet. Chiediamo al ccic (che ha pubblicato la info sui biglietti di lecce inter) indicazioni sul da farsi. Fiduciosi di una pronta risposta. Grazie mille e buona giornata

Inter club BB

La tessera del tifoso : l’anticamera della diffida a vita

La trappola della Tessera del tifoso
Analisi di teoria e pratica sulla tessera “Cuore rossonero” dell’A.C. Milan
24 gennaio 2009
Cosa è:
* È lo strumento che ti consente l’ingresso allo stadio.
A partire dalla stagione 2008/2009, infatti, Cuore Rossonero sostituirà la tessera di abbonamento e sarà il supporto su cui caricare i biglietti delle singole partite. Andrà a sostituire nel tempo il biglietto cartaceo.
* È un attestato di fedeltà del tifoso
Per la prima volta grazie a questo strumento sarà possibile premiare la tua passione attraverso l’attribuzione di un punteggio. I Punti Stella – questo il nome dei punti assegnati – ti permetteranno di accedere a una speciale classifica che diventerà strumento per premiare i tifosi più fedeli. In base al numero di Punti Stella accumulati sulla Carta, infatti i titolari di Cuore Rossonero potranno godere di speciali facilitazioni nell’acquisto di biglietti per particolari partite.
* E’ anche una carta prepagata
Cuore Rossonero, in quanto carta bancaria potrà essere utilizzata anche come una qualsiasi prepagata ricaricabile. In futuro ti consentirà di acquistare biglietti e tessere attraverso gli sportelli bancomat e/o su internet.
* È uno strumento di Loyalty (fidelizzazione)
Tramite l’utilizzo di Cuore Rossonero in esercizi commerciali convenzionati potrai accumulare speciali Punti Milan per vincere fantastici premi e indimenticabili giornate all’insegna dei colori rossoneri o in compagnia dei tuoi campioni. Sono inoltre in fase di studio e predisposizione alcune iniziative per accrescere sempre di più la fidelizzazione dei nostri sostenitori.
Chi non la potrebbe avere, secondo il sito ufficiale del Milan:
L’abbonamento non sarà emesso a:
– soggetti che sono sottoposti a provvedimenti di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 (cosidetto DASPO),
– soggetti che siano stati condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.
Nel corso della stagione sportiva o dopo il rilascio della Carta, inoltre, le tessere intestate a (o utilizzate da) persone che risultassero destinatarie dei provvedimenti sopra indicati, saranno invalidate e inserite in apposita black list. Si ricorda inoltre che, in conseguenza dell’inserimento in black list, la Carta Cuore Rossonero sarà revocata: diverrà quindi inutilizzabile con conseguente risoluzione di ogni rapporto contrattuale ad essa connesso e saranno azzerati i Punti fedeltà fino a quel momento accumulati.
Come viene rilasciata
* È rilasciata dalla Società sportiva previo nulla osta della Questura competente che comunica l’eventuale presenza di motivi ostativi (Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni).
Cosa sta invece accadendo:
Dal sito del Milan si apprende che chi ha una diffida in corso non può avere la tessera “cuore rossonero”.
Anche il Dott. Massucci (O.N.M.S.), in una intervista a “Il Romanista” di qualche tempo fa (vedi aggiornamenti del 13 dicembre 2008), disse che “Per i Daspo, invece, parliamo solo di quelli in atto. Non di quelli scontati”.
La cosa sarebbe del tutto ovvia, visto che il diffidato non può entrare allo stadio e una misura del genere aumenterebbe la sicurezza in ordina alla non frequenatzione dello stadio da parte del diffidato.
Tuttavia a Milano non sta accadendo questo.
Sta infatti accadendo che anche le persone che hanno scontato una diffida in passato, hanno avuto comunicazione con lettera raccomandata a.r. che la loro tessera “Cuore rossonero” non vale più, e quindi non possono più andare allo stadio, in casa o in trasferta.
Per tutta la loro vita.
Questo vale addirittura per coloro che, scontata la diffida, siano stati assolti nel procedimento penale che ha dato origine alla diffida stessa.
In altre parole, chi è stato diffidato ANCHE SE INGIUSTAMENTE perché poi è stato assolto, non potrà MAI PIU’ ANDARE ALLO STADIO!
In effetti, rileggendo bene la norma (art. 9 della Legge Amato n. 41 /2007), si capisce che mostro giuridico ha creato il precedente Ministro dell’Interno:
Art. 9.
Nuove prescrizioni per le società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio
1. E’ fatto divieto alle società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili della emissione, distribuzione, vendita e cessione dei titoli di accesso, di cui al decreto ministeriale 6 giugno 2005 del Ministro dell’interno, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 30 giugno 2005, di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.
Faccio un mea culpa. Quando lessi l’intervista del Dott. Massucci non ricordavo questo articolo 9. Mi sembrava impossibile una cosa del genere.
E invece sono riusciti a farlo.
Roba da chiedere asilo politico in Iran.
Quindi, cari ragazzi, visto che il modello di tessera del Milan sarà quello che verrà adottato in tutta Italia, il piano diabolico di Amato/Maroni e soci si sta compiendo.
In base alla Legge Amato, tutti quelli che hanno ricevuto una diffida, in qualunque anno, per qualsiasi ragione e qualsiasi sia stato l’esito del procedimento penale, non potranno avere la tessera del tifoso e quindi non potranno andare più allo stadio.
Per sempre.
Anche se innocenti e assolti dal giudice penale!

Già questa norma sarebbe sufficiente.
La legge però prevede che anche chi ha ricevuto una condanna per reati “da stadio” non possa avere la tessera del tifoso (che, ricordiamolo, sostituirà i biglietti cartacei e le tessere stagionali).
La norma parrebbe persino ultronea: se sono stato denunciato, la diffida me l’hanno fatta contestualmente alla denuncia.
Quindi già non potrei mai più andare alo stadio per il fatto di essere stato diffidato.
Ma mettiamo il caso che, all’epoca, il tifoso sia stato solo denunciato ma non diffidato.
E che a distanza di 4 o 5 anni venga condannato in primo grado per aver esposto lo striscione contro Prandelli e Mutu. Dopo 5 anni quel soggetto – che regolarmente potrà andare alla partita nel frattempo non essendo né diffidato né condannato – non potrà mai più andare allo stadio, per tutta la sua vita.
Attenzione, perché non sto parlando di qualcosa che potrebbe accadere.
Sto parlando di qualcosa che sta già accadendo a Milano.
E’ stata quindi istituita per legge la diffida a vita, anche per gli innocenti e qualsiasi sia il fatto attribuito.


fonte : http://www.asromaultras.it/tesseradeltifoso.html

3 febbraio 2009

COMUNICATO GRUPPI CURVA A. COSTA BOLOGNA

Il comunicato che segue, dei Gruppi ultras della Curva Andrea Costa di Bologna, è stato diffuso in data 01 febbraio 2008 (dopo il rinvio della partita Bologna-Fiorentina).

Rinviare una partita non è sicuramente vietato, ci mancherebbe; rinviare una partita non è di certo un reato, c'è ben di peggio; però rinviare una partita senza un reale motivo, rinviare una partita per 1 cm di neve (peraltro annunciata...), rinviare una partita annunciandolo 5 minuti prima dell'inizio ufficiale... no, non è un delitto... solo l'ennesima dimostrazione di un totale disinteresse per quelli che sarebbero gli unici utenti autorizzati: i tifosi da stadio! Non stiamo a contestare la situazione atmosferica (per quanto ridicola), ma il modo: - intanto si vendono comunque i biglietti - intanto la gente parte per la trasferta - intanto si acquistano le partite in tv (sacre quelle, ci mancherebbe...) ma intanto... ...ecco intanto che domani Bologna-Fiorentina verrà (forse) giocata succederà qualcosa: - qualche migliaio di tifosi non potrà esserci perché di lunedì alle 15 sarà a lavorare - qualche migliaio di tifosi avrà la riprova di non contare davvero nulla - qualche centinaio di tifosi proverà comunque ad esserci: per i colori, per la squadra, per il cuore e per un'idea. Ecco perché una partita rinviata diventa uguale a migliaia di diritti sospesi o peggio cancellati. Ecco perché questo rinvio ci fa schifo, ingiusto nei motivi e sbagliato nel risultato: assolve un sistema che davvero ci ha stancato colpendo i tifosi, quelli veri, quelli che si sbattono, che ci credono, che vogliono esserci sempre e a volte proprio non possono esserci. E allora che i colpevoli, ossia i signori della Lega e della Federazione, inizino almeno a vergognarsi!


I gruppi ultras della Curva Andrea Costa

2 febbraio 2009

Spari e dispari

CIVITAVECCHIA (ROMA) – E’ indagato per omicidio volontario l’ispettore di polizia Paolo Morra, vicedirigente dell’ufficio immigrazione del commissariato di Civitavecchia, da ieri in carcere per aver ucciso con un fucile a pompa un ambulante senegalese di 42 anni, suo vicino di casa, Chehari Behari Diouf,che viveva da 20 anni nella città a nord di Roma. Un omicidio che ieri ha dato origine alla protesta della comunità senegalese, che dal pomeriggio fino a tarda sera ha protestato di fronte al commissariato, chiedendo giustizia per il connazionale.
Oggi le indagini, coordinate dal pubblico ministero della Procura di Civitavecchia Bianca Maria Cotronei, sono proseguite con una serie di interrogatori. Gli inquirenti stanno cercando di accertare con sicurezza i motivi dell’omicidio di fronte alle versioni divergenti fornite dall’ispettore e dai due connazionali della vittima, che hanno assistito all’omicidio. Al magistrato, il primo, in isolamento nel carcere della borgata Aurelia, ha ribadito di aver sparato accidentalmente mentre cercava di sedare una lite scoppiata tra i senegalesi.
Una versione smentita da questi ultimi, che hanno inoltre ricordato i frequenti contrasti con il poliziotto, il quale non voleva che i suoi vicini si intrattenessero in giardino che era tra le due abitazioni. Secondo il legale della comunità senegalese, avvocato Luca Santini, è necessario indagare su chi ha concesso all’ispettore il porto d’armi per il possesso del micidiale fucile a pompa, sul quale è stata disposta una perizia. Una richiesta motivata con i precedenti di Morra, già in passato al centro di alcune disavventure giudiziarie, poi risolte positivamente.
Nel 1994, venne indagato inizialmente per tentato omicidio e poi condannato per spari in luogo pubblico per aver fatto fuoco contro l’auto di due uomini che riteneva molestassero la moglie, mentre due anni fa, venne denunciato per lesioni dalla figlia.

fonte Ansa.it

1 febbraio 2009

Lazio contestata, i più insultati Carrizo e Rossi

Cori pesanti, squadra in ritiro. «Rossi dimettiti», il tecnico: «Non mollo»

ROMA, 30 gennaio - Assenza di carattere, poco impegno, scarso attaccamento alla maglia. Queste le principali accuse che i tifosi biancocelesti - un gruppo di oltre 200 persone per la contestazione annunciata già ieri - stanno muovendo ai calciatori biancocelesti in arrivo a Formello per prendere parte all'allenamento pomeridiano. Alcuni giocatori, come Brocchi, Siviglia, De Silvestri, Diakitè e Mauri, si sono fermati all'ingresso del centro sportivo per parlare con i sostenitori laziali, che hanno riservato una pesante accoglienza soprattutto al portiere argentino Juan Pablo Carrizo. Unico a ricevere applausi il centrocampista Fabio Firmani, protagonista nel match contro il Cagliari di un diverbio con Daniele Conti che gli era costato l'espulsione. A l termine della seduta di lavoro odierna la squadra di Delio Rossi rimarrà in ritiro fino a domenica, quando sara' impegnata nel posticipo dello stadio Olimpico contro il Milan. Per il portiere argentino estromesso dalla formazione titolare a Genova si parla di prestito in Spagna: la Lazio insegue Kalac.

APPELLO A ROSSI - I tifosi a Delio Rossi: «Se non riesci a tenere in mano la situazione, dimettiti». Ma l'allenatore replica: «Sono qui per risolverli i problemi, non per mollare. Non abbandono la barca». Uno striscione ha accolto i giocatori: «Nessun alibi, fuori le p...e»


Fonte: Sportpeople.net

Post più recente

Al Maradona uno striscione per Giulia Tramontano

Nel cuore della festa scudetto del Napoli, allo stadio Maradona, tra i numerosi striscioni esposti dai tifosi, uno si distingue per ricordar...