23 novembre 2015

Comunicato Curva Furlan Triestina

 

E’ un duro comunicato quello diffuso ieri dalla Curva Furlan. Il tifo triestino vuole dire la propria sul difficile momento del club alabardato che sta passando dalle mani del contestatissimo Pontrelli a quelle dell’imprenditore vitivinicolo Corvezzo che però pare non essere a sua volta ben accetto a Trieste. Il club friulano sta attraversando un momento davvero difficile della sua storia annaspando nei bassifondi del Girone C della Serie D. Ecco il comunicato integrale:

Stando alle notizie e ad alcune dichiarazioni di questi giorni, sembrerebbero imminenti novità societarie in seno alla Unione Triestina 2012. Premettendo che, le parole lasciano il tempo che trovano, noi a queste voci reagiamo con necessaria quanto dovuta diffidenza visto che i soggetti protagonisti in questa triste vicenda non hanno credibilità alcuna.
In queste ultime ore, con sorpresa, abbiamo notato anche una maggiore “sensibilità” da parte di alcuni organi di stampa, sulle sorti della realtà calcistica cittadina anche se, non capiamo quanto reale sia. Mancano cinque/sei mesi alle prossime elezioni comunali e forse più di qualcuno si sta accorgendo che così non si può e non si deve andare avanti.
A marzo scorso siamo stati costretti ad assumere una posizione netta contro questa società in quanto avevamo già capito tutto, com’è noto tra l’altro, la Curva Furlan ed il CCTC si assunsero anche la responsabilità di non cedere lo storico marchio all’attuale proprietà in quanto essi non garantivano più alcuna speranza di crescita alla Triestina come l’abbiamo sempre intesa noi.
Oggi dopo pochi mesi constatiamo che avevamo ragione, la nostra linea di ferma opposizione alla gestione Pontrelli era una scelta non solo inevitabile ma dovuta per chi come noi, tiene veramente alle sorti del club.
Premesso tutto ciò, l’intento di questo comunicato non è quello di sottolineare le vincenti prese di posizione di taluni o di talaltri ma l’obiettivo è invece quello di dichiarare fermamente a tutti i tifosi e a tutta la cittadinanza che noi non ci fermeremo qui, non modificheremo la nostra posizione di ferma protesta fino a quando non si presenteranno persone perbene che puntano seriamente (e non con i soliti slogan per babbei…) a riqualificare il calcio a Trieste.
Pertanto lanciamo un bel segnale d’allarme alla politica cittadina, stavolta tocca anche a voi fare qualcosa per l’Unione, dovete fare il vostro dovere e applicarvi attivamente e non più da semplici “spettatori” affinché vi possa essere una costante e maggior vigilanza su chi dice di voler acquisire la società.
I nomi che circolano, ad esempio, vi piacciono? A noi no. In primis Corvezzo, che ha già affossato il Treviso qualche anno fa. Quindi sia ben chiaro a tutti il senso della nostra presa di posizione, non rinunceremo mai alle nostre forme di dissenso finchè attorno alla Triestina non sarà veramente fatta piazza pulita di tutti questi personaggi che nulla hanno a che fare con il mondo del calcio.

La curva Furlan

Caos Triestina: duro comunicato dei tifosi

E’ un duro comunicato quello diffuso ieri dalla Curva Furlan. Il tifo triestino vuole dire la propria sul difficile momento del club alabardato che sta passando dalle mani del contestatissimo Pontrelli a quelle dell’imprenditore vitivinicolo Corvezzo che però pare non essere a sua volta ben accetto a Trieste. Il club friulano sta attraversando un momento davvero difficile della sua storia annaspando nei bassifondi del Girone C della Serie D. Ecco il comunicato integrale:
Stando alle notizie e ad alcune dichiarazioni di questi giorni, sembrerebbero imminenti novità societarie in seno alla Unione Triestina 2012. Premettendo che, le parole lasciano il tempo che trovano, noi a queste voci reagiamo con necessaria quanto dovuta diffidenza visto che i soggetti protagonisti in questa triste vicenda non hanno credibilità alcuna.
In queste ultime ore, con sorpresa, abbiamo notato anche una maggiore “sensibilità” da parte di alcuni organi di stampa, sulle sorti della realtà calcistica cittadina anche se, non capiamo quanto reale sia. Mancano cinque/sei mesi alle prossime elezioni comunali e forse più di qualcuno si sta accorgendo che così non si può e non si deve andare avanti.
A marzo scorso siamo stati costretti ad assumere una posizione netta contro questa società in quanto avevamo già capito tutto, com’è noto tra l’altro, la Curva Furlan ed il CCTC si assunsero anche la responsabilità di non cedere lo storico marchio all’attuale proprietà in quanto essi non garantivano più alcuna speranza di crescita alla Triestina come l’abbiamo sempre intesa noi.
Oggi dopo pochi mesi constatiamo che avevamo ragione, la nostra linea di ferma opposizione alla gestione Pontrelli era una scelta non solo inevitabile ma dovuta per chi come noi, tiene veramente alle sorti del club.
Premesso tutto ciò, l’intento di questo comunicato non è quello di sottolineare le vincenti prese di posizione di taluni o di talaltri ma l’obiettivo è invece quello di dichiarare fermamente a tutti i tifosi e a tutta la cittadinanza che noi non ci fermeremo qui, non modificheremo la nostra posizione di ferma protesta fino a quando non si presenteranno persone perbene che puntano seriamente (e non con i soliti slogan per babbei…) a riqualificare il calcio a Trieste.
Pertanto lanciamo un bel segnale d’allarme alla politica cittadina, stavolta tocca anche a voi fare qualcosa per l’Unione, dovete fare il vostro dovere e applicarvi attivamente e non più da semplici “spettatori” affinché vi possa essere una costante e maggior vigilanza su chi dice di voler acquisire la società.
I nomi che circolano, ad esempio, vi piacciono? A noi no. In primis Corvezzo, che ha già affossato il Treviso qualche anno fa. Quindi sia ben chiaro a tutti il senso della nostra presa di posizione, non rinunceremo mai alle nostre forme di dissenso finchè attorno alla Triestina non sarà veramente fatta piazza pulita di tutti questi personaggi che nulla hanno a che fare con il mondo del calcio.

La curva Furlan

19 novembre 2015

Comunicato Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord

Subito dopo l’attentato alla sede di Charlie Hebdo, prima della partita “Brescia 1911 vs Frosinone”, il nostro gruppo aveva provato a introdurre allo stadio degli striscioni nel tentativo di esprimere il proprio sentimento (in una maniera forse non convenzionale, ma di certo civile e rispettosa) rispetto a quanto accaduto in Francia.
Come qualcuno sicuramente ricorderà, ciò non fu permesso, e questo diede vita a un lungo dibattito relativo alla tanto citata Libertà di opinione, una condizione difesa e rivendicata -appunto- da molti in quei giorni tristi.
Oggi, a distanza di quasi un anno, sembra che nulla sia cambiato, e non ci riferiamo solo al nuovo barbaro attacco che ha subito la capitale francese nonostante le tante parole spese nel recente passato dai “nostri” governanti.
Prima della partita “Brescia 1911 vs Trapani“, infatti, avevamo preparato uno striscione dedicato a Gabriele Sandri, tifoso laziale, cittadino italiano, ammazzato brutalmente da un colpo di pistola sparato -senza motivo- da un agente in servizio.
Un semplice ma per noi significativo: “11/11/2007 – Gabbo vive!“.
Come già era successo subito dopo l’attacco alla sede di Charlie Hebdo, anche oggi lo striscione “imputato” è stato censurato da un solerte agente in servizio allo stadio, senza per altro fornire alcuna spiegazione logica al riguardo (vi risparmiamo la laconica risposta del funzionario di turno per non gettare altra benzina sul fuoco in un momento in cui, indubbiamente, dovrebbe prevalere il buon senso e non un qualsivoglia spirito vendicativo).
Non è la prima volta che un nostro striscione solidale è censurato in maniera impietosa. Infatti, oltre agli striscioni riservati a Charlie Hebdo, potremmo citarne molti altri, a cominciare da quelli dedicati a Paolo Scaroni e a Verona Porta Nuova, oppure, senza andare troppo lontano, a quello destinato agli Amici che è stato esposto fino a ieri: “Prima di tutto gli Amici!”, diventato -da oggi- improvvisamente “fuorilegge” e, per questo, censurato anch’esso.
Diventa però sempre più difficile accettare certe imposizioni calate inspiegabilmente dall’alto.
Decisioni che aumentano quella distanza -già molto ampia- esistente fra cittadini e Istituzioni.
Prese di posizione anacronistiche e deleterie, soprattutto se comparate col clima solidale creatosi anche oggi allo stadio, ma non solo.
Per quanto ci riguarda, non ci sono morti di serie A e morti di serie B (lo stesso lo potremmo dire per i tifosi che, naturalmente, dovrebbero essere trattati tutti con lo stesso rispetto e senza alcuna distinzione).
Le tragedie che colpiscono l’animo umano e la coscienza di ognuno vanno rispettate e -possibilmente- ricordate senza subire alcuna discriminazione/censura.
Nessuno dovrebbe ergersi ad arbitro di tale sentimento.
Ancora una volta perciò, sentendo parlare a tutto campo di Libertà e -soprattutto- di solidarietà, una domanda ci torna spontanea: ma di che cosa stiamo parlando?
Prima di tutto gli Amici!
Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord