28 maggio 2004

Comunicato Irriducibili Lazio 28-05-2004

ORGOGLIOSI DI ESSERE LAZIALI

Siamo qui in nome di un ideale che è anche uno stile di vita, per difendere una nobile mentalità che ci contraddistingue e che ci fa ritrovare accomunati nel momento dell’orgoglio. Uniti per dire e ribadire che la Lazio siamo noi. Con la manifestazione odierna ci proponiamo di trasmettere i nostri principi a chi ha stravolto le tradizioni calcistiche, concordi nel gridare sdegno nei confronti di quel sistema bancario che ha strozzato la società e che ora non interviene per coinvolgere nuovi imprenditori e sviluppare le adeguate sinergie chiamate a salvare il club. Alla società attuale, ai dirigenti, chiediamo di propagandare l’immagine di una realtà che fa leva sulla nostra passione, sul nostro limpido esempio di attaccamento alla maglia, manifestato attraverso quest’iniziativa che ci vede in prima fila, patrimonio inestimabile della prima squadra della Capitale. E’ anche e soprattutto per questo che 104 anni di storia non potranno mai essere ammainati. Chi vuole aiutare la Lazio può contare sulla forza d’un popolo che è pronto a tutto pur d’affermare i propri valori. Non ci piegheremo davanti alle difficoltà, non ci abitueremo all’idea di dover rinunciare alla passione di tutti i giorni. E non vogliamo più parlare di Borsa, bilanci e azioni. Ma solo della nostra fede bianco celeste, fatta di goliardia, amicizia, gol e successi. Noi non molliamo mai.

IRRIDUCIBILI LAZIO

Preso integralmente da irriducibili.com

AVANTI LAZIO NON MOLLARE MAI!
UNITI CON LA FEDE E L'ONORE E LA NOSTRA LAZIO NEL CUORE!

20 maggio 2004

Manifestazione Unitaria Movimento Ultras - Bologna sabato 19 giugno 2004




E' giunta l'ora di tornare a farci sentire!!!
...Se pensavano che fossimo ormai morti e sepolti, rassegnati ad assistere inermi alle ondate repressive che si susseguono per tentare di eliminarci ed allo scempio che i vari dirigenti calcistici mettono quotidianamente in atto...

...Si sbagliavano!!!

Manifestazione Nazionale Unitaria Movimento Ultras
- Bologna -
- Sabato 19 giugno 2004 -

Seguiranno nei prossimi giorni programma ufficiale, volantini e indicazioni logistiche.

La manifestazione è aperta a tutti i gruppi che desiderino scendere in strada pacificamente fianco a fianco con gli altri gruppi, mettendo da parte per qualche ora ogni rivalità per il bene del movimento.
E’ ovviamente fondamentale che chi decide di presenziare abbia il totale controllo sul proprio gruppo e sia certo di poter far rispettare da tutti le poche inderogabili regole stabilite.
- Assolutamente vietati scontri o incidenti di ogni tipo tra gruppi o singoli e con le forze dell’ordine!
- Vietati simboli o slogan politici di ogni tipo (né destra, né sinistra), anche su sciarpe e abbigliamento!
- Vietati cori contro le altre squadre o contro gli altri gruppi, così come cori a favore della propria!
- Da evitare striscioni e stendardi del proprio gruppo o bandiere di parte
- Ok sciarpe ed abbigliamento del proprio gruppo!
- Fortemente incoraggiati striscioni, stendardi e cori contro repressione e calcio in tv e per un calcio a misura di tifoso!

Movimento Ultras

16 maggio 2004

Breve storia della curva laziale

La storia della tifoseria Laziale ha inizio in CURVA SUD alla fine degli anni '60, con i tumulti giovanili del '68, quando gruppuscoli di giovani ragazzi, per lo più sedicenni affollano le gradinate dello stadio Olimpico. Sono i primi Ultras, gruppi di ragazzi dai nomi più disparati: Tupamaros, Aquile, Ultras, Vigilantes, NAB, CAST, Marines. Gruppi troppo frastagliati per creare un vero e proprio catino di tifo.

Così nel 1971 ha inizio la storia del primo vero gruppo ultras della capitale degno di questo nome... sono i ragazzi di Monteverde che fondano il COMMANDOS MONTEVERDE LAZIO, poi C.M.L.'74 (sull'entusiasmo dello scudetto di quell'anno). E' il 1976, i gruppi della Sud, ancora troppo divisi, decidono di riunirsi sotto un'unica sigla, nascono così i G.A.B.A.(Gruppi Associati Bianco Azzurri), che l'anno dopo nel 1977, diventeranno gli EAGLES SUPPORTERS, striscione copri-curva di 56m, nome di impostazione britannica che per oltre un decennio faranno da traino alla Curva Nord e alla Lazio stessa.

Nel 1978 fanno la loro prima apparizione in Curva Sud i VIKING, il gruppo più politicizzato e intransigente del periodo, come simbolo, l'elmo vichingo e l'ascia bipenne. E' il 28 Ottobre del 1979, la giornata più infame del Calcio italiano, si gioca il derby della Capitale, è la Roma a giocare in casa e i 15.000 laziali sono posizionati in Curva Nord, quando il terzo di tre razzi antigrandine, sparati da un diciassettenne in Curva Sud, uccide VINCENZO PAPARELLI, trentatreenne padre di famiglia, tifoso laziale.

Nello stesso anno gli Eagles Supporters opteranno per il trasferimento in Curva Nord, saranno seguiti da tutta la tifoseria tranne che dai Viking, che li seguiranno due anni dopo. Se gli anni '80 sono stati il periodo peggiore della Lazio, lo stesso non lo si può dire della Curva Nord, imitata ed ammirata da tutta Italia per calore, passione ed originalità.

I laziali stringono gemellaggi importanti con Baresi, Torinisti e Triestini. Se la Lazio è travolta da scandali, retrocessioni e umiliazioni, la Curva vince sempre e ovunque. 20.000 a Pisa e ad Arezzo, 4.000 a Udine, tanti in campi come Cava dei Tirreni e Rimini, in 80.000 per Lazio-Catania e Lazio-L.R.Vicenza, fino ad arrivare ai 35.000 due volte per gli spareggi di Napoli. Se la Lazio è ancora viva il merito è anche e soprattutto dei suoi IMPAGABILI tifosi, scesi in piazza, a Via Allegri nel 1986 per evitare la retrocessione della Lazio in C-1.

E' il 1987, si gioca Lazio-Padova, in curva nord a fare il tifo non ci sono solo gli Eagles, compare per la prima volta lo striscione di 10m con caratteri spartani degli IRRIDUCIBILI, un gruppo nuovo, di rottura, che cambierà il modo di fare il tifo e sarà un faro per gli ultras di tutta Italia; via i tamburi e cori all'inglese. Nascono però inevitabilmente dei contrasti con gli Eagles Supporters, ancorati alla tradizione Ultras, che si scioglieranno nel 1992.

Con l'arrivo di Cragnotti per la Lazio arriva l'Europa, e se la Curva Nord prima era ammirata in tutta Italia, ora, per merito degli Irriducibili, lo è in tutta Europa, dove nascono gruppi con il loro nome (Irriducibili Inter, Juve, Irreductibles Toulon). La Coca-Cola, che pubblicizza i Campionati Europei usa le loro coreografie, i Laziali oltre che con Interisti e Veronesi, ora stringono rapporti d'amicizia con i tifosi del Real Madrid, del Chelsea e del Paris St.Germain.

Nel 1994 si scatena la rivolta di piazza per impedire la cessione di Signori al Parma per 25.000.000.000£. La Lazio vola in Europa e i suoi Fans la seguono ovunque: 4.000 a Dortmund e Vienna, 2.000 contro l'Atl.Madrid e a Londra contro il Chelsea, 2.000 a Madrid contro il Real, 20.000 a Parigi, 15.000 a Birmingham, 10.000 a Montecarlo per 3.500 biglietti, 40 a Belgrado nel '99 con l'odore dei bombardamenti nell'aria!!!

Il campionato 1999-2000, rappresenta l'apoteosi, 5.000 Laziali scendono in piazza per manifestare la propria rabbia per l'ennesimo campionato rubato, di nuovo a Via Allegri; ad attenderli blindati e camionette di Polizia e Carabinieri, sarà guerriglia, sarà SCUDETTO!

Il campionato 2002-03, è un anno importante per gli Irriducibili, che giungono al loro quindicesimo anno di militanza ultras, e nello stesso anno la società biancoceleste decide di assegnare alla Curva Nord, la maglia numero 12, da oggi e per sempre, non verrà indossata da nessun giocatore, ma solo dalla Nord!

Oggi la Curva Nord è guidata dagli Irriducibili, insieme a loro i vecchi C.M.L.'74 e Viking, gli Ultras, la Banda Noantri, il gruppo Anni'70; i Veterani in tribuna Tevere e la Legione Mr.Enrich nella vecchia Curva Sud-Maestrelli insieme alle Ardite Schiere.

15 maggio 2004

Storia degli Ultras Voghera

Il tifo organizzato nella nostra città, da sempre menefreghista e fredda nei nostri confronti, trova le proprie origini nel 1974 per opera di alcuni ragazzi innamorati dei rossoneri che decide di dar vita ad un gruppo che sostenga il più possibile la squadra vogherese. Influenzati dalla curva sud di Milano, i soci fondatori cercano un nome d'impatto, che possa incutere timore, decidendo, alla fine, per Brigate Rossonere, dicitura che riprende quella ben più famosa della curva milanista.

In quell'anno la Voghe, così viene soprannominata la Vogherese, disputa il campionato di Promozione e così, le prime trasferte, vengono effettuate in paesi vicini alla nostra città, su campi quasi da oratorio. A Mede si organizza la prima trasferta del movimento Ultras vogherese mentre, nella vicina Casteggio, ci sono i primi tafferugli, con il portiere locale che reagisce agli insulti dei vogheresi, scatenando un finimondo che le forze dell'ordine faticano a sedare.

Gli anni '70 sono quelli in qui il tifo è molto artigianale, le sciarpe sono di lana (fatte in casa!), le bandiere sono tutte uguali e per tamburi si usa quello che si trova. Il gruppo, nonostante i molteplici problemi di organizzazione, riesce a fare una discreta figura dal momento che in casa, sulle gradinate del Comunale, si ritrovano parecchi ragazzi e anche in trasferta ci si riesce ad organizzare abbastanza bene.

Con la dicitura Brigate Rossonere il gruppo tira vanti fino al 1976 anno in cui, a causa di pressioni esterne al mondo del calcio, ci si trova a dover cambiare nome. L'intenzione è di mantenere un nome d'impatto, senza avere problemi, e così, dopo alcune consultazioni, si decide di creare lo striscione Fighters.Sono anni di alterni risultati e, tra questi, c'è da segnalare la buona riuscita nella coppa Italia del 1977, che ci vede andare decisamente avanti. Ci si ritrova così, in uno dei turni finali, a dover affrontare la trasferta toscana di Forte dei Marmi, in cui le due tifoserie si picchiano duramente, vedendo alcuni nostri supporters uscirne mal conci.

I Fighters continuano, tra alti e bassi, fino al 1981, anno in cui avviene il primo cambio generazionale, cedendo le redini ad un nuovo gruppo: gli Ultras Voghera affiancati, ben presto, da un sottogruppo che prende il nome di Hell's Eagles. In questo periodo, vista la costruzione della gradinata nord, il gruppo abbandonerà la vecchia postazione in gradinata est, prendendo posto nel nuovo settore. Intanto la Voghe, al termine del campionato 1979/80, trova la promozione in C2, confrontandosi così con squadre e tifoserie di un certo blasone.

La prima metà degli anni '80, per la Voghera calcistica, sono anni d'oro, con una squadra competitiva e accompagnata da un pubblico che, mediamente, si aggira sulle 2500-3000 unità con punte record di 5000 spettatori nel derby provinciale contro i pavesi, storicamente odiati in tutto e per tutto.Sono anni in cui, nonostante si incontrano tifoserie ben più numerose dalla nostra quali Spezia, Alessandria, Novara, lucchese ed altre, la tifoseria rossonera riesce sempre a fare la sua figura più che dignitosa venendo anche a scontrasi con grigi e i novaresi. Molto in voga in quel periodo, con la curva strapiena di gente, le fumogenate e le cartate che davano un immagine un pò sudamericana.

Nel 1983, a seguito del furto dello striscione Hell's Eagles ad opera degli alessandrini (avvenuta in dubbie circostanze...), i componenti del gruppo confluiranno negli Ultras Voghera dei quali comparirà anche la prima sezione (ora scioltasi) formata da ragazzi di Torricella Verzate, paese vicino a Broni, con la denominazione di Fedelissimi Torricella. Durante il campionato 1984/85, per vari motivi interni ed esterni, il movimento ultrà a Voghera comincerà ad avere un lento ma progressivo declino, che porterà tanti ragazzi ad allontanarsi dalla nord. I pochi rimasti vivacchieranno alla bene meglio ma saranno tante le partite in cui non compare lo striscione. Questo triste periodo dura circa quattro anni in cui siamo costretti a vedere malinconicamente occupato il nostro settore da varie tifoserie avversarie.

Finalmente, tra la fine del campionato 1988/89 e l'inizio di quello 1989/90, una nuova ondata di entusiasmo invade la gioventù vogherese, che inizia a ritrovarsi sulle gradinate del Comunale (la vecchia gradinata nord è intanto stata resa non agibile e quindi abbattuta) portando una nuova ondata di tifo. I nuovi gruppi organizzati prendono il nome di Skins e Teste matte, e i componenti si dimostrano subito all'altezza e parecchio uniti. E' di quel periodo la nascita del gemellaggio con gli Ultras Savona, gruppo che stimiamo e rispettiamo tutt'ora, e viene ripresa anche l'amicizia con i Lions supporters di Tortona.

La Voghe si ritrova in serie D, gioca e diverte e gli Ultras sono presenti massicciamente anche in trasferta dove, in molti casi, ci si scontra con tifoserie avversarie come in quel di Bra (violenta scazzottata ma a Voghera mai pervenuti), Carcare, Savigliano, Lodi e S.angelo la cui tifoseria ci ha fatti tenere per diverso tempo dentro allo stadio assediato dall'esterno dall' intero paese. Ovviamente tutti questi casi di ordine pubblico portò stampa e forze dell'ordine a coalizzarsi contro gli Ultras causando lo scioglimento dei due gruppi.

Per fortuna questo nuovo periodo negativo dura poco, poiché, con l'inizio della stagione 1992/93, una nuova ondata di Ultras torna ad affollare il Comunale con alcuni di essi tutt'oggi presenti. I nuovi gruppi prendono il nome di Brigata ed Ultras ma successivamente decidono di unirsi per ridare vita allo striscione Ultras Voghera. La squadra disputerà un campionato stupendo e tornerà in C2 lasciandosi alle spalle (calcisticamente parlando) una piazza come Livorno i cui Ultras, il 14 marzo, si presentano a Voghera in 3000 unità creando una vera bolgia e costringendo la tifoseria vogherese a sistemarsi in tribuna. Il colpo d'occhio è impressionante e gli Ultras Voghera organizzeranno una bella coreografia cercando di tenere testa al meglio alla torcida livornese gli unici ad avere invaso così massicciamente il nostro stadio... Vinciamo il Campionato e si torna in C2.

La stagione successiva è vergognosa, la squadra affonda in classifica ma i suoi Ultras portano alti i propri colori in tutti gli stadi. A Pavia il gruppo si presenta in 120 unità circa con la squadra ultima in classifica e, anche sotto di 5 gol, canta ininterrottamente ricevendo elogi dalla stampa locale. Presenti anche a Sassari in 4 unità si salterà solo l'ultima trasferta. Nello stesso campionato si verificherà una dura contestazione che causerà la sospensione di due gare (con Pavia e Novara), per lancio di oggetti in campo e, contro la Torres, avverrà l'aggressione all'arbitro con lancio di un mattone sull'auto della terna arbitrale e conseguente scorta della stessa fino a Piacenza...la Voghe retrocede i suoi Ultras no!

Il nuovo campionato di serie D comincia con qualche problema, in primis quello del giorno delle partite che da domenica vengono spostate al sabato. L'entusiasmo è calato notevolmente ma, anche se ridotti numericamente, siamo sempre presenti sia in casa che in trasferta. Proprio durante questo campionato si aggiunge, alla lista delle tifoserie rivali, quella di Biella i cui Ultras, mai incontrati prima d'ora, rovinano a calci una nostra macchina dopo una discussione avuta in un bar alla fine della gara in casa loro. Alla gara di ritorno, memori di questo fatto, aspettiamo i tifosi biellesi agli ingressi dello stadio ma, di loro, nessuna traccia...

Nella stagione 1994/95 tornano le partite alla domenica e torna grande entusiasmo in città grazie ad una squadra forte e compatta che sarà seguita in massa dagli Ultras Voghera che si recano per ben tre volte in Sardegna più precisamente a Castelsardo, Selargius e Calangianus. Durante la Coppa Italia viene rotta l'amicizia che ci legava ai tortonesi che si trasformerà in un maracato odio fra le due tifoserie. Ed è durante questa stagione che apparirà, dopo un lavoro durato un mese e per la prima volta a Voghera, un copritesta di metri 20x6 che andrà a formare la coreografia per la partita con il Derthona, la voghe, alla fine, vincerà il campionato e si torna in C2.

Il nuovo campionato vede la nostra tifoseria subito attivissima, forse fin troppo, visto che alla prima trsferta prendiamo 5 diffide. Nonostante ciò siamo gasatissimi ed uniti e, grazie ai buoni risultati della squadra, aumenta l'afflusso di ragazzi al settore e si formeranno altri due gruppi: gli Alculisà e le Menti perdute che dureranno fino al 2000. Ritroviamo vecchi odi (Pavia) e se ne creeranno degli altri fra cui Pro Patria , Varese e Lecco. Soprattutto con gli ultrà di Busto Arsizio scoppiano, e scoppieranno negli anni a seguire, tafferugli notevoli, in modo particolare nella partita di ritorno a Voghera dove, i bustocchi, entrano in massa in gradinata dirigendosi verso il nostro settore e noi, ancora in pochi, decidiamo di non mollare. Saranno dieci minuti di autentica guerriglia con scambi di pugni, calci e cinghiate che coinvolgeranno anche i pochi Carabinieri presenti ma, solo per puro caso,no si riscontreranno feriti gravi. In questo periodo nasce anche la forte amicizia con gli Ultras dell'Olbia con cui ci uniamo nella partita di ritorno in Sardegna. Sempre in Sardegna, più precisamente a Sassari, veniamo cercati a causa della nostra amicizia olbiese,.. siamo in sette e non sarà una bella situazione. Ma finalmente ecco il Pavia. Vinciamo il derby di andata per 2-1, con circa 500 Ultras a tifare mentre, al ritorno, organizzeremo un treno speciale. Il 16-03-1997, in stazione, si rivedono anche vecchie facce degli anni'80 e alla fine, sul treno, siamo circa in 300 e con un altro centinaio arrivati in auto, invadiamo lo stadio pavese da cui usciremo vincitori (dopo 16 anni) anche dagli spalti, sottolineato anche dai quotidiani locali.

Il campionato 1997/98 si apre con nuove diffide, dopo l'ennesima sfida con la Pro Patria, avvenute dopo scontri avuti con la stessa modalità dell'anno precedente cioè arrivando praticamente al contatto fisico, unica differenza la presenza, all'interno dello stadio, delle video camere della Polizia...sarà l'anno in cui si si verificheranno i maggiori scontri violenti con i supporters avversari. Ce ne saranno con gli Ultras della Pro Patria, del Varese della Biellese ma anche con la Polizia come a Biella dove, dopo circa un'ora di guerriglia, la forze dell'ordine sono costrette a chiudere il parcheggio del settore ospiti e la circonvallazione che passa vicino allo stesso. Ancora oggi quella trasferta viene ricordata per la violenza degli scontri corpo a corpo in cui ci sono state persone e poliziotti che hanno dovuto farsi medicare e altre che zoppicavano vistosamente. Nonostante gli scontri si siano creati a causa di un servizio d'ordine a dir poco allucinante, a rimetterci, come sempre, saranno nostri ultrà con nuove diffide.

Il campionato 1998/99 vede un nuovo declino della tifoseria vogherese, dovuto sia al pessimo campionato della squadra, sia a nuove diffide che vanno a colpire elementi di spicco del gruppo portando lo stesso ad un atto di solidarietà decidendo l'auto sospensione facendo comparire solo lo striscione:"chiuso per diffide...torneremo". Alla fine la voghe retrocederà dopo lo spareggio play out con il Novara, al termine del quale, tre ultrà vengono arrestati dalla Polizia colpendo definitivamente nel cuore la tifoseria. Nell'anno seguente si decide solo di presentarsi nei match con il Pavia durante le quali, soprattutto in casa, si cerca di fare buona figura mentre in trasferta ci si presenta in pochi e demotivati.

Si arriva così al campionato 2000/01 che vede una lenta ripresa della curva (grazie anche al rientro dalla diffida di alcuni membri) dove resistono gli Ultras Voghera, mentre Alculisà e Menti Perdute escono di scena. Nonostante ciò la squadra è penosa e lotta tutta la stagione nelle zone basse della classifica salvandosi all'ultima giornata in una partita da infarto, con un rigore parato dal nostro portiere Bensi a 5 minuti dalla fine, che avrebbe significato retrocessione, contro il Fidenza davanti a 2500 spettatori in tripudio. Per l'occasione la nord si ripopola ed organizza una bella coreografia esibendo un copritesta rappresentante la maglia da gioco della squadra con il numero 12 e la scritta Ultras.

Purtoppo accade anche un fatto triste che colpisce la nord. Infatti, proprio il sabato prima la trasferta di Pavia, uno dei ragazzi dello zoccolo duro perisce in un incidente stradale dopo aver lottato tutta la notte tra la vita e la morte colpendo al cuore tutti noi. Contattiamo subito il Capitano della squadra Cinquetti facendogli sapere l'accaduto e chiedendo alla squadra il massimo impegno anche se l'avversario era superiore a noi. A Pavia comparirà uno striscione, fatto di primissima mattina, recante la scritta:"Ciao Pino, vero amico, vero ultrà" e lo stesso Cnquetti segnerà un gol stupendo che sancirà il pareggio finale, dedicando la rete al nostro amico scomparso. Da quel giorno, ovunque la squadra gioca, compare il drappo con la scritta "Pino".

Il 2001/02 si apre con nuovi tafferugli, culminati nella partita di Coppa Italia contro il Derthona, che causeranno l'arresto di tre supporters vogheresi, e susseguente diffida, a causa della geniale idea della scorta di far passare il gruppo nel bel mezzo del paese, proprio davanti al Bar dove si ritrovano abitualmente gli Ultras local,i causando un lancio di bottiglie reciproco. Nel tentativo di caricare veniamo fermati dalla scorta mentre dal fronte opposto solo un tifoso (a cui va dato rispetto sicuramente) tenta lo scontro invano. Riusciamo inoltre ad evitare l'arresto di alcuni nostri tifosi (alcuni strappati giù dalle volanti) ma grazie all'entrata in vigore della nuova legge sull'arresto in differita, verranno colpiti nei giorni seguenti. Per ciò che riguarda il campionato vede la presenza costante del gruppo (soprattutto in trasferta) con esodi massicci in quel di Tortona e Casale dove, dopo tanti proclami alla vigilia, non si presenterà nessuno. In questa annata si annota anche la nascita, da una costola degli Ultras, di un nuovo gruppo, i Rude Boys che si fa notare subito portando nuovo entusiasmo ed è anche l'annata in cui nasce una nuova rivalità, quella con i tifosi dell'Ivrea. Compare anche la politica creando un pò di malumore tant'è che, dopo alcuni scambi di vedute, si decide di lasciarla fuori dalla nord.

Il 2002/03, oltre a nuove diffide arrivate al termine dello spareggio fra Savona ed Ivrea giocata a Voghera, vede la rinascita del movimento Ultras vogherese che, nelle partite più importanti, si presenta numeroso e compatto come nella partita di Casale (due pullman pieni) e di Crema dove si instaurerà un bel rapporto con la tifoseria locale, trovandoci a ber insieme, in un bar nei pressi dello stadio. Nella stessa stagione compare a fianco degli Ultras Voghera anche il Gruppo Racca che riprende il nome di uno storico pugile vogherese degli anni 70 finito poi in miseria e particolarmente incline all'uso dell' alcool.

La Storia : RED&WHITE ARTUSIOS GRUPPO STORICO 1979

Ciao ragazzi,finalmente siamo entrati nel 2004 e possiamo festeggiare i 25 anni di nascita del Lesna ma sopratutto i 25 anni di vita d i noi "RED&WHITE ARTUSIOS GRUPPO STORICO 1979 FOREVER dal 1979 sempre i soliti".In questa sezione vorremmo parlarvi della nascita del gruppo,delle nostre storie di come viviamo il nostro essere ultras,insomma chi siamo noi.Non potremmo mai fare un libro come quello fatto dai Fighters, pubblicato nel marzo del 1999 dal titolo 

"IL GRUPPO", ma possiamo sicuramente raccontarvi tutto quanto qui sul nostro sito,la nostra casa,il nostro modo di comunicare al mondo.Ma partiamo dall'inizio.Nel 1979 nasce il Borgata Lesna, e un gruppo di ragazzi del quartiere decide di fondare gli ULTRAS LESNA.

Questo gruppo viene subito rinominato in Artusios,nel momento in cui nelle file della giovane società si affaccia un "vulcanico" dirigente di nome Beppe Artusio.Da lui il gruppo prende il nome e possiamo seguire la giovane società in tutti i campi.Questo gruppo però va via via perdendosi con il passare del tempo pe rmolteplici motivi,da quelli economici a quelli di tempo etc.Purtoppo c'è da dire anche che il gruppo rimarrà in inattività per moltissimi anni.Ma nel 2001 gli Artusios piano piano si riaffacciano sul palcoscenico del mondo ultras grazie a una nuova leva di persone che decidono di fa risorgere il gruppo.Qualche apparizione saltuaria qua e la' e poi finalmente dopo un paio di anni di tribolazione nella stagione 2003/2004 torna il gruppo in tutto il suo splendore.Per motivi affettivi si decide di scegliere di seguire la squadra dell'88.La squadra di mister Favini.E ora vorrei raccontarvi l'ultima parte di storia ovvero le cose più importanti successe nell'ultima stagione.Il campionato si apre a Pianezza, una trasferta ridotta ai minimi termini ma che però è stata divertentissima,purtroppo la squadra ha perso 2-1.Dopo qualche giornata giochiamo in casa contro il Grugliasco e purtroppo come meriti sportivi stavolta i gialloblu rimontano da 4-1 a 4-5 nel giro di otto minuti.Da ricordare che il direttivo delle BRIGATE GIALLOBLU non si è presentato mentre alcuni supporters grugliaschesi ci hanno sfidato ad affrontare la trasferta di ritorno.

TRASFERTA CHE SICURAMENTE AFFRONTEREMO A TESTA ALTA.dopodichè abbiamo affrontata la trasferta di Avigliano con alcuni tifosi locali che hanno cercato lo scontro fisico.Poi nulla di fatto.Nelle ultime partita abbiamo contesto la squadra per il momento no che stava attraversando ma loro hanno risposto con due partite e 6 punti vincendo sempre per 3-1.Continueremo ad aggiornare la storia più recente della magica curva BRISSOGNE. I RED&WHITE ARTUSIOS RICORDANO NO AL CALCIO MODERNO NO ALLA PAY TV.

Ultras Boys Pietragalla: la storia

Gli Ultras Boys Pietragalla nascono nella stagione 98\99 in occasione degli spareggi per la promozione in prima categoria. La partita era quella contro il Tursi (foto)giocata sul neutro di Valsinni, dove un gruppo di ragazzi di eta' compresa tra i 15 e i 30 anni animarono il settore ospiti con striscioni e cori possenti da far venire i brividi.Il nostro sostegno in quel delicato momento fu determinante per le sorti della S.C. Pietragalla che potè fare l'agognato salto di categoria.

Tuttavia qualche forma ultras si è vista anche in passato come i Mujhaidin, ormai scomparsi ma il loro striscione è sempre presente.

Nel 2000 si sono aggregati a noi i "goliardici" membri del G.A.P. (Gruppo Alcolico Pietragallese) che sono e resteranno sempre al nostro fianco

13 maggio 2004

i BAD-BOYS PESCARA 1985 si sono sciolti.

Questa pagina è dedicata ai Pescaresi , a coloro che i colori biancoazzurri li portano nel cuore , ed anche a quelli che vanno allo stadio ma non sono tifosi accaniti , perfino a coloro che al Pescara sono totalmente indifferenti ma che avranno comunque sentito parlare dei BAD BOYS . D'altronde è impossibile non conoscere almeno il solo nome anche a chi del calcio non interessa proprio niente. I BAD BOYS hanno qualcosa da dirvi, un ultima cosa, ma con tutto il cuore, tutto lo stile, con tutta la lealtà che sempre ci ha contraddistinti.

Con grande tristezza, ma con ferma risolutezza, annunciamo lo scioglimento del nostro club.

E' stata una decisione sofferta, sulla quale però , meditavamo già da tempo; a convincerci totalmente sono stati i contrasti che si sono generati nell' ambiente della Curva Nord apparentemente in seguito alla nostra assenza ai funerali di Stefano, ultrà della Nord,(assenza da parte nostra davvero non voluta, perché il povero Stefano lo abbiamo sempre stimato). Ma i fondamenti della nostra decisione sono ben altri: uno dei più importanti sta nel mancato ricambio generazionale; poi nelle (poche) diffide che hanno comunque colpito elementi importanti all'interno del club.Di fondamentale importanza è il fatto che gia da un pò di tempo non ci riconosciamo più nell'attuale modo di essere del tifo pescarese, perché troppo spesso sono stati traditi il nostro spirito e la nostra passione legati ad un senso autentico della parola ultras.Tutto ciò ed altro ancora ha determinato un calo nel livello del gruppo.Il prossimo anno avremmo festeggiato il ventennale,ma non abbiamo comunque voluto tirare avanti con mediocrità ,per non rovinare tutto ciò che è stato fatto di grandioso dal 1985 negli anni.

Si era proprio il 1985 quando i BAD BOYS nascono e nel giro di pochissimo tempo diventano la forza che fa grande la Curva Nord.

Non a caso per due volte, nelle stagioni 1987/88 e 1988/89 i BAD BOYS sono i " campioni del tifo" risultando il gruppo più votato nel panorama ultras italiano. In tanti anni leader della Curva, abbiamo organizzato coreografie d'effetto, iniziative e quant'altro potesse onorare la nostra fede Biancazzurra , sobbarcandoci sempre le spese e lo sforzo notevole che ci sono dietro tanti anni vissuti a livelli altissimi.

Ma crediamo importante ricordare anche il nostro modo di stare in curva, come gruppo leader nell'organizzazione, ma corretto e sempre fedele a i propri principi. Mai abbiamo approfittato di momenti negativi di altri gruppi per dargli addosso, anzi abbiamo dato un aiuto determinante ad un club della Nord in un suo periodo di crisi profonda. In tanti anni abbiamo sempre portato in giro per l'Italia la nostra passione e la nostra fedeltà senza mai mancare un appuntamento, per onorare sempre e comunque il nome della nostra città. Mai abbiamo rifiutato il confronto con altre tifoserie e sempre ci siamo fatti rispettare, ma con correttezza; vogliamo anche ricordare che non abbiamo mai subito il furto di striscioni , stendardi ecc. ecc.)

Desideriamo anche puntualizzare che i nostri rapporti con la Pescara Calcio sono esistiti solo quando l'intera Curva faceva lo stesso e si sono interrotti quando gli altri gruppi li hanno interrotti. Respingiamo cosi delle accuse infamanti che ci sono state mosse contro da persone senza il senso della responsabilità.

Ci sarebbero ancora tante cose da scrivere, non ultima il fatto di essere stati gli artefici del gemellaggio con i messinesi, ma tutte le parole del mondo non basterebbero a farvi capire ciò che sente chi questi anni da BAD BOYS li ha vissuti, quanta emozione e orgoglio accompagnano i nostri ricordi. Quindi vi salutiamo e vi ringraziamo, voi che ci avete sostenuto;

Salutiamo anche chi si è sentito a noi nemico, perché "molti nemici, molto onore"

Noi continueremo ad essere BAD BOYS nel cuore e nella mente e con il dente avvelenato.

Onore ai BAD BOYS.



BAD BOYS PESCARA 1985

10 maggio 2004

PISA - GENOA: ROTTURA DEL GEMELLAGGIO

I gruppi della Curva Nord Maurizio Alberti desiderano rendere nota a tutti i tifosi nerazzurri la propria posizione in merito al rapporto con la Gradinata Nord di Genova.
Dopo anni e anni di solido gemellaggio, è stato deciso di terminare ogni rapporto ufficiale a livello di tifoseria.

Questo a causa del comportamento tenuto dalla tifoseria rossoblu prima durante e dopo la gara Livorno - Genoa (dove noi eravamo presenti in 150), un comportamento scorretto da parte di alcuni e superficiale da parte di altri: già in settimana alcuni esponenti della Nord di Genoa hanno "incontrato" esponenti delle B.A.L. e, quel che è peggio, oltre ad avercelo detto dopo, non si sono nemmeno degnati di venire a Pisa a ragionare con noi. Alla stazione di Livorno una delegazione amaranto si è fatta avanti per salutare alcuni esponenti genoani: potete immaginare il nostro stupore quando abbiamo visto questa scena con i nostri occhi.

Questo comportamento da parte di alcune persone è stato scorretto e, ancora peggio, è stato trattato con leggerezza e superficialità dal resto della Curva così come dai gruppi organizzati.

Un gemellaggio si basa sul rispetto reciproco ed è proprio il rispetto che è venuto a mancare.

Non c'erano più i presupposti per portare avanti un discorso coerente e in linea con la mentalità che da sempre ci contraddistingue: proprio per evitare che un gemellaggio storico come quello tra Pisa e Genoa andasse a cadere nel ridicolo, è stato tenuto opportuno mettere la parole "fine", anche per rispetto a tutte quelle persone che hanno portato avanti questo discorso impegnandosi nel corso degli anni.

Questo comunicato resterà isolato e non ne seguiranno altro: volevamo che fosse chiara la posizione dei gruppi in merito al gemellaggio, di modo ogni tifoso neroazzurro possa regolarsi di conseguenza senza equivoci e senza ambiguità di comodo.

I Gruppi della Curva Nord Maurizio Alberti

6 maggio 2004

Intervista Fedayn Napoli

I Fedayn Napoli arrivano a 20 anni. Il ventennale è un traguardo importante per uno tra i gruppi più rispettati del panorama ultras. La loro visione è semplice, essere ultras sempre e comunque. Un gruppo di "duri e puri", che predilige e si eccita allo scontro tra gruppi, ma secondo quelle regole di lealtà che dagli anni Ottanta si sono andate perdute. I Fedayn o si amano o si odiano. Chi li rispetta troverà rispetto. Un po' schivi, fedeli ai loro capisaldi che dal '79 non sono cambiati, allergici a tutto ciò che è "omologazione" e alle mode del tifo passeggere. Una filosofia che esprimono nel concetto "estranei alla massa (EAM)". Parliamo dei loro venti anni con Massimo Bandito, uno degli ultrà napoletani di più vecchia militanza della curva B e Alex Co.
Allora, parliamo di questo anniversario, i 20 anni dei Fedayn Napoli...

"Vogliamo dire che in questi venti anni siamo rimasti sempre gli stessi, non sialo un gruppo alla moda, abbiamo un nostro modo di essere, diciamo così alla "vecchia maniera", che non abbiamo mai tradito e non tradiremo mai. Uno spirito di coerenza che poggia ancora sui principi che dal 16 settembre del 1979 caratterizzano il gruppo".

Cosa significa appartenere ai Fedayn Napoli?
"La coerenza, la caparbietà, l'audacia, l'orgoglio di appartenere ai Fedayn. Ma sopratutto facciamo tutto senza mai avere dei tornaconti, pagando sempre il biglietto e senza mai essere sovvenzionati per fare degli esempi. Per noi vengono prima i colori e il gruppo. Essere ultras è una fede, non un lavoro. Essere ultras secondo questi valori ci permette di non avere dei vincoli, né con i giocatori né con con la società".

Come festeggerete il ventennale?
"Abbiamo intenzione di fare una grande festa che coinvolga tutti i ragazzi del gruppo e quelli che ci sono stati vicini. Sarà una festa per noi e per chi purtroppo non è più con noi. Sarà anche stampato del materiale celebrativo per il gruppo, in tiratura limitata, perché quando lo facciamo non c'è mai scopo lucrativo. Abbiamo anche fatto del materiale provocatorio contro Ferlaino che abbiamo già messo in vendita. Anche in questo caso non lo facciamo per soldi, ma per una "campagna" che ha lo scopo di cacciare Ferlaino dal Napoli".

I Fedayn sono un gruppo piuttosto "stagionato"?
"Sì è vero, siamo un gruppo da "vecchia guardia". L'età è molto alta, dai 27 ai 36 anni. Questo perché dal punto di vista del ricambio generazionale vogliamo che prima si faccia un bel po' di gavetta".
Fedayn, gruppo di culto nel mondo del tifo. Vi ritrovate in questa definizione?
"Se lo siamo, forse è dovuto al fatto che non siamo mai cambiati, non siamo mai stati un gruppo di massa, non abbiamo mai seguito un filone. E questo spesso è un elemento che attira e suscita ammirazione".
Un gruppo anche di "duri", intransigente, spavaldo, che non si tira indietro. Anzi...

""Diciamo che siamo ultras fino in fondo ed è normale cercare lo scontro. L'importante è che sia fatto sempre con chi è ultras come noi, con lealtà e rispetto. Detestiamo la violenza gratuita".

La tifoseria napoletana è accusata di vandalismo e violenza gratuita? Come vi ponete?
"Censuriamo tutto quello che è violenza gratuita e vandalismo?
Napoli però è una piazza con un elevato numero di tifosi, dove c'è tanta devianza giovanile e possono anche accadere episodi di teppismo. Il nostro compito è quello di rieducarli, far valere i principi veraci dell'essere ultras. Anche il lancio di razzi sui tifosi ospiti non è una bella cosa, ma purtroppo può accadere".
Si parla di un dualismo tra curva B e curva A. Ma quali sono le differenze di vedute?
"La curva A ha un grande rispetto per noi che siamo stati i veri portatori del fenomeno ultras a Napoli. In trasferta siamo sempre con i gruppi della A, dalla Masseria ai Mastiffs, con i quali ci sono delle affinità reciproche. Ultimamente però tra i gruppi della A sono venute a galla delle incomprensioni e hanno voluto "chiarirsi" in trasferta e questo non ci è andato giù. I panni sporchi se li devono lavare nella loro curva. Quando il Napoli gioca fuori casa i "padroni" siamo noi. La tifoseria napoletana deve essere compatta e queste divisioni sono intollerabili".
La Curva A vi ha dedicato uno striscione e qualcuno reclama a gran voce il vostro trasferimento...
"Se fossimo sicuri che quella curva fosse unita, si potrebbe fare anche il pensiero ad un eventuale trasferimento nella curva A, ma fino a quando ci saranno questi screzi non ci sembra opportuno. Stiamo bene in curva B, dove siamo nati, abbiamo la nostra metà di curva e nessuno ci pesta i pìedi".
Con il CUCB di Palummella ci sono stati dei dissapori in passato, anche forti. Si racconta anche di cori "chi non salta è Palummella" e di scontri in curva B...
"La nostra mentalità è distante anni luce da quello del CUCB di Montuori, ma i rapporti sono finalizzati ad una convivenza e Gennaro (Montuori ndr) si è sempre presentato con le buone maniere nei nostri confronti. I rapporti sono stati anche tesi, ma a nessuno conviene farsi la guerra in curva. Che cosa ci divide? Noi siamo un gruppo ultras, il Cucb è un club a tutti gli effetti, noi abbiamo anche un'indole contestaria, mentre il Cucb è filosocietario di principio. Noi siamo ultras, andiamo oltre, il Cucb ha una visione più folkloristica del tifo, presentando una Napoli da cartolina. Noi siamo moderni, Napoli capitale del Mezzogiorno. Sono due visioni distanti di essere ultras".
Quella dell'anno scorso è stata un'annata turbolenta. La retrocessione in B è stata accolta con malumore e la presidenza Ferlaino è stata bersaglio di una protesta ad oltranza che è culminata in striscioni velenosi e con le disertazione delle trasferte. Il Napoli ha finito il campionato con un piazzamento anonimo. Quest'anno le cose sembrano andare in un altro modo e il Napoli di Novellino dovrebbe essere tra i protagonisti, lottando per il ritorno in A.

"I Fedayn sono l'opposizione a Ferlaino, siamo stati i promotori della contestazione, appoggiati da tutti i gruppi della A. Striscioni anche pesanti, ma che andavano fatti perché il Napoli stava andando allo sbando e i tifosi napoletani meritano la serie A. Ancora oggi siamo contrari alla presidenza, siamo una spina nel fianco, anche se il Napoli va meglio. Anche Il Cubc non è contento della presidenza Ferlaino, ma non lo manifesta in modo provocatorio come noi".

Non fate una campagna tesseramenti, ma nonostante questo si può fare una stima della base del gruppo?
"Il nostro gruppo nonostante abbia venti anni è ancora tonico e attivo. In trasferta siamo sempre in buon numero e andiamo per conto nostro, in pullman o con i treni ordinari. A livello di gruppo i più attivi sono circa cinquanta, mentre se consideriamo tutti quelli che gravitano nei Fedayn siamo dai 300 ai 400 tifosi".
Che cosa pensate del ritorno della politicizzazione delle curve?
"I nostri colori sono quelli del Napoli, dei Fedayn. Odiamo tutto quello che è un colore politico. Siamo preoccupati dall'intreccio tra tifo e politica. Una volta poteva avere più senso, specie per tifoserie come veronesi o atalantini che avevano e hanno veramente un'ideologia politica.
Nel periodo degli skins la politica era una moda".
La frase "Siamo in piedi in un mondo di rovine" con la quale chiudeste la prima intervista rilasciata a Supertifo è stata ripresa da altri gruppi.
"Noi siamo ancora in piedi, anche se il mondo ultras va in decadenza: coreografie sponsorizzate dai presidenti oppure trasferte in aereo interamente pagate, come per i laziali che altrimenti non andrebbero in trasferta.

Noi lavoriamo tutta la settimana per la nostra squadra del cuore e non vogliamo aiuti da nessuno".

Ci sono dei gruppi che rispettate al di là della rivalità?
"Intanto sentiamo un grande affetto per i genoani, con i quali siamo legati da una bella amicizia. Per il resto valutiamo sempre i comportamenti.

Abbiamo una stima per atalantini e bresciani, per il loro modo leale e autentico di confrontarsi. Inoltre sono tra le poche tifoserie ad essere sempre venute a "cercarci" quando noi eravamo in trasferta. Una scazzottata leale è spettacolo, è una cosa stupenda, fa parte della natura ultras".

Di Napoli-Verona si possono svelare delle indiscrezioni?
"A causa del lungo periodo di protesta non siamo andati in trasferta da inizio dicembre fino alla fine del campionato, lasciando spazi vuoti nei nostri settori. Per questa ragione a Verona non siamo andati. Una scelta difficile, ma necessaria per far sentire la nostra voce di protesta. Non ci interessa se qualcuno non ha capito la nostra decisione. Chi è ultras secondo noi ci ha capito".

Salernitana-Napoli è stato un derby scintillante. Che rapporti avete con i salernitani, altra bella tifoseria della campania?
"Non diamo molto conto ai salernitani. Abbiamo ricordato la morte dei quattro tifosi salernitani, ma solo per solidarietà ultras. Gli episodi di violenza o le scritte anti-salernitani sono il frutto di idiozie di cani

sciolti. Pensiamo che Napoli sia stato un modello anche per i salernitani".

Che giudizio avete dei raduni ultras al quale avete anche partecipato?
"Siamo stati a Genova, a Cosenza e Bologna, mentre abbiamo dovuto dare forfait per Mantova. Appoggiamo le idee dell'Archivio del Tifo. Il problema centrale è quelle delle regole ultras. Una volta gli ultras le avevamo, oggi non le hanno quasi più. E questo è uno dei mali del mondo ultras e la causa della degenerazione della violenza. Un altro fatto che infastidisce e che secondo noi è la causa di molti problemi di molte curve attuali è la situazione in cui dei "pischelli" senza la mimina esperienza ultras pretendono di avere voce in capitolo o addirrittuera prendere il comando.

A chi dedicate i venti anni?
"Li dedichiamo a noi, ai nostri compagni che non ci sono più come l'Indiano, purtroppo scomparso e a chi invece questo momento si trova in difficoltà per alcune vicissitudini come "Piccola Peste". Mentre non ricordiamo quelli che ci hanno mollato per la strada, chi non aveva amore per il proprio gruppo. Fanculo a chi ci ha mollato per la via. In questi venti anni abbiamo imparato che di veri ultras rispetto a prima ce ne sono rimasti pochi e tra i sopravvissuti ci siamo noi. Il resto è solo un mondo dove i gruppi stanno in piedi per uno scopo di lucro. Essere Fedayn significa questo, essere ultras per amore".