27 aprile 2009

Comunicato Ultras Spezia 1974: "Preoccupa il futuro. Meglio parlarsi chiaro"

Stiamo per concludere una stagione per certi versi problematica e drammatica
che, per mille motivi, non immaginavamo di dover vivere.
Ma ciò che preoccupa maggiormente, a prescindere dall’esito della stagione attuale, è il futuro. Un futuro che, qualora non fosse regolato da un programma ambizioso fondato sulla “voglia di fare” e di vincere, sarebbe triste, inutile e fallimentare.
E allora meglio parlarsi chiaro sin da subito.
Perche’ oggi abbiamo deciso di uscire allo scoperto alla nostra maniera con questo comunicato?

Semplice:
1) Una “comunicazione” che non esiste o quasi, in effetti dura da mesi; un atteggiamento da parte del Sig.Jacopetti che rappresenta la PROPRIETA’, fatto di se e tanti ma che, probabilmente scaturiscono dalla sua poca conoscenza del calcio fattoin una Piazza che giustamente merita di piu’ e fa sentire il proprio attaccamento o da ALTRO !!??

2) Gli innumerevoli episodi accaduti durante l’anno che, oramai sono di dominio pubblico.

3) Le scelte di mercato fatte a gennaio che non hanno giovato alla causa.

4) Lo scollamento che da piu’ parti viene evidenziato tra parte tecnica e dirigenza.

Riprendiamo e riportiamo questo pensiero di 6 mesi fa e chiediamo a gran voce ORA, CHIAREZZA,TRASPARENZA E RISPETTO. Siamo partiti in Ottobre che il pensiero ricorrente era il seguente: Perché a volte sarebbe meglio morire.

Calcisticamente si intende. Il perché è semplice, il calcio come lo intendono molti, e noi siamo tra quelli, è solo amore e passione. I soldi vengono in secondo ordine. Se questi sentimenti sono assenti tutto diventa freddo, arido e la fine è scontata. Tutto questo tradotto a Spezia è sotto gli occhi di tutti: migliaia di innamorati a mangiarsi il fegato ed una dirigenza (sarebbe più corretto dire un amministratore unico) impassibile, priva di passione perché povera di senso di appartenenza. A queste condizioni la nostra posizione, oltreché essere lontana da questo modo di far calcio, non può che essere di decisa contestazione. Far calcio a Spezia significa far i conti con la storia, significa rispettare i colori di squadra e città, significa rispetto di gente innamorata dello Spezia. Cose per noi importanti ed imprescindibili, anche, o meglio, soprattutto in serie D.
Una riflessione: ma cosa sono venuti a fare? Altro, rispettabilmente dell’altro, che con il calcio non c’entra davvero nulla…
Oggi siamo arrivati ad un punto del “percorso” che necessita di domande e risposte inequivocabili:
- Dott. Volpi, in questa città che non sente sua, in questo sport che non l’appassiona, intende per il futuro organizzare e programmare stagioni sportive ambiziose e all’altezza di quanto questa piazza meriti?
- Sindaco e consiglieri vari (quelli che avete consegnato la Società al Dott. Volpi per intenderci), pur nel vostro disinteresse totale verso le sorti calcistiche della città, siete soddisfatti dell’operato della Società Spezia Calcio? Vi convincono (se di vs. conoscenza) i programmi per il futuro e gli obiettivi prefissati?
- Organi di informazione complici e servili (fatte salve pochissime eccezioni) ma quando inizierete, se capaci, a fare informazione critica ma costruttiva, vera e sgombra da atteggiamenti plagiati e meschini?

La misura e’ colma, la pazienza credo sia esaurita in ognuno di Noi che Amiamo sta maglia,c’e’ chi ha deciso di starsene a casa per protesta, chi si logora e si domanda,chi invece non ha abbandonato i gradoni del Picco e Ora chiede con rabbia CHE NE SARA’ DI QUESTO SPEZIA CALCIO DOMANI!!!??
SIAMO ANCORA VIVI SIAMO QUI !!!

E NON MOLLEREMO MAI!!!!
ULTRAS SPEZIA 1974

24 aprile 2009

Palermo Calcio e mafia, Trapani: "Allo stadio l'incontro tra boss, dirigenti e capi ultras"

Marcello Trapani, ex avvocato dei boss Lo Piccolo, accusa: due anni fa si tenne un vertice fra i boss di Porta Nuova Nicola Ingarao e Salvatore Milano, l'ex direttore sportivo del Palermo calcio Rino Foschi, l'ex responsabile del settore giovanile Giovanni Pecoraro (insieme nella foto) e i capi tifosi Johnny Giordano e Sesto Terrazzini
Mafiosi e capi tifosi andavano a braccetto allo stadio, e si spartivano i biglietti omaggio della società. Marcello Trapani, ormai ex avvocato dei boss Lo Piccolo, accusa: si tenne un vertice fra i boss di Porta Nuova Nicola Ingarao e Salvatore Milano, l´ex direttore sportivo Rino Foschi, l´ex responsabile del settore giovanile Giovanni Pecoraro (insieme nella foto sugli spalti, durante una contestazione) e i capi tifosi Johnny Giordano e Sesto Terrazzini, responsabili dei club "Brigate rosanero" e "Warriors". «L´incontro fu sollecitato da Foschi - ha messo a verbale l´ultimo collaboratore di giustizia - dopo che era stato contestato dai tifosi, per la riduzione dei biglietti omaggio». Alla fine, l´accordo fu trovato. «Presero pure dei dolcini - racconta Trapani - così mi ha raccontato Pecoraro. L´incontro si è tenuto due anni fa».

Sembra che il boss Ingarao, assassinato il 14 giugno 2007, fosse di casa allo stadio: «Milano aveva sponsorizzato con i dirigenti del Palermo il figlio di Ingarao - accusa Trapani - perché giocasse nel settore giovanile». Salvatore Milano, il boss condannato al maxiprocesso, era molto più addentro alle cose del Renzo Barbera. «Il suo ruolo nasceva dal legame con Foschi e si era esteso anche a Gaetano Castano, che emetteva i biglietti, nonché a Guglielmo Micciché, vice presidente del Palermo». Rino Foschi avrebbe frequentato pure un mafioso del calibro di Benedetto Capizzi, di Santa Maria di Gesù. Anche questo rivela Trapani: «Foschi lo conosceva dai tempi in cui Capizzi era al soggiorno obbligato a Cesena. A Palermo, il direttore andò a trovarlo in ospedale».

Ecco i verbali di Marcello Trapani, i primi depositati dal procuratore aggiunto Ingroia e dai sostituti Del Bene, Paci, Picozzi e Viola dopo la scelta dell´avvocato di collaborare. Nei giorni scorsi, è stata chiusa la prima parte dell´inchiesta su calcio e mafia, condotta dal nucleo speciale di polizia valutaria. Ed è subito emerso il racconto inedito di Trapani. «Milano ha fondato il club Filiciuzza, che è retto da Maurizio La Blasca», dice il collaboratore. «Anche Ingarao era vicino a Filiciuzza».

I tre club storici del tifo palermitano avrebbero subito l´influenza pesante del boss Milano: «I biglietti omaggio solo formalmente venivano dati agli appartenenti ai tre club - spiega Trapani - in realtà i componenti dei club venivano fatti entrare senza biglietti, che venivano poi venduti al momento della partita». A gestire la rete dei bagarini erano Totuccio Milano, per Palermo Centro, e Calogero Lo Piccolo, per Tommaso Natale. «Per una partita, ad esempio con l´Inter - spiega Trapani - gli incassi dei bagarini erano esorbitanti. Anche quattrocento euro a biglietto».

A prendere gli omaggio il boss Milano mandava un suo collaboratore: «Andava Andrea Ciaramitaro da Castano (gestore dei servizi di biglietteria - ndr)», questa l´accusa di Trapani. Un giorno, i Lo Piccolo cominciarono a essere gelosi del ruolo di Milano e Ingarao. «In gioco c´era la questione del bagarinaggio - spiega il pentito - dopo essere uscito dal carcere venne da me Calogero Lo Piccolo, mi disse di andare da Mario Manno, Manno gomme di via Galilei, che doveva parlare con Milano, per mettere ordine». Trapani sa che Nunzio Serio fu mandato da Milano come ambasciatore dei Lo Piccolo: «All´incontro - accusa - era presente anche Schio (team manager della società - ndr).

Adesso, i pm contestano a Pecoraro il concorso esterno in associazione mafiosa. Dice l´avvocato Giovanni Castronovo: «Prendiamo atto dell´onestà intellettuale dei pm che hanno fatto cadere l´originaria contestazione di estorsione. Per il resto, stiamo valutando un ulteriore chiarimento tramite un interrogatorio. Dare degli biglietti a chicchessia può essere concorso esterno? Da tifoso dico, Palermo è piena di scrocconi che entrano gratis allo stadio».


(23 aprile 2009)da repubblica

23 aprile 2009

La Curva: "Andate a Lavorare"

Cronaca di una contestazione alla società, alla squadra, al mister ed al resto del pubblico dello stadio.

La serata inizia nel migliore dei modi. La tifoseria presenta uno striscione che vuole chiarire l'idea della curva su Balotelli: "DAVIDS, SEEDORF, SISSOKO: CAMPIONI VERI, IDOLI VERI". Uno striscione che sta a significare che la tifoseria juventina non è razzista e sa esaltare un campione qualunque sia il colore della sua pelle. Thuram era nero come Vieira e come lo è Sissoko, ma questi giocatori, secondo la tifoseria, son campioni oltre che sul campo anche come uomini.Il riscaldamento è accompagnato dalla musica ad alto volume, l'inno viene cantato con furore da tutto lo stadio fino a quando sfuma per far cominciare la vera musica della partita: il tocco del pallone, il calpestare il suolo delle scarpe ed i cori dei tifosi. Cori che contro la Lazio hanno assunto un significato importantissimo.In tutto il primo tempo la tifoseria incita la squadra ed ogni tanto rimarca il proprio pensiero su Balotelli apostrofandolo con insulti non razzisti. Insulti che in ogni caso spesso si sentono in uno stadio rivolti a tutti i giocatori.Nel secondo tempo la Scirea srotola uno striscione toccante: "PER NON DIMENTICARE, CONTINUARE A SPERARE - L'AQUILA TORNA A VOLARE". Poi lo 0-2 della Lazio e la situazione degenera.
Prima vengono presi di mira i giocatori: "ANDATE A LAVORARE", l'accusa è chiara poco impegno e scarso valore tecnico di alcuni. Poi la dirigenza: "CANNAVARO FIGLIO DI ....", anche in questo caso non c'è bisogno di commento. La curva continua puntando il dito sul tecnico: "CLAUDIO RANIERI VATTENE A CASA", in questo caso tutto lo stadio applaude. Infine la presidenza: "UN PRESIDENTE, C'E' SOLO UN PRESIDENTE" con l'invocazione a Giovanni Agnelli.La curva chiude la contestazione durante l'incontro invocando rispetto e avvicinandosi al campo, ma senza invaderlo.
Il dopo gara diventa incandescente. Un centinaio di tifosi arriva fino sotto le scale della tribuna centrale e cerca di entrare negli spogliatoi. Si pensa vogliano un contatto, forse un chiarimento con i giocatori e la società. Gli insulti arrivano pure ai giornalisti. Poi la Polizia fa sgomberare gli ultrà.
Il presidente Cobolli non si è detto colpito dagli insulti e ha dichiarato che i tifosi hanno contestato la partita ed il momento. Il messaggio però della tifoseria è chiaro. Non piace il presente e neppure il futuro che si sta costruendo. Cannavaro non lo vogliono.

Fonte: tuttojuve.com

Sequestrato un decoder anche allo stadio!

Continua l’esperimento dello stadio senza polizia ad Empoli, ecco un resoconto relativo all’ultimo incontro disputatosi al Castellani :
Allo stadio “Castellani” di Empoli, si e’ disputato l’incontro di calcio “Empoli – Treviso”, valevole per il Campionato Nazionale di serie B TIM 2008/2009, cui hanno assistito 3627 tifosi, di cui 52 della tifoseria ospite, giunti con un pulman e mezzi propri. Tutti gli spettatori hanno fatto ingresso ai rispettivi settori previa verifica della corrispondenza della titolarita’ del biglietto con il documento di riconoscimento. E’ stato garantito un rigoroso controllo degli striscioni ammessi all’interno dello stadio e debitamente autorizzati come prescritto dalla normativa in vigore.

L’attivita’ di prefiltraggio e filtraggio effettuata da 90 steward ha impedito l’introduzione all’interno dello stadio di 21 accendini, 9 bottiglie, 12 ombrelli, 3 lattine, 1 casco e 1 decoder. Sono stati impiegati 25 addetti al soccorso sanitario (misericordia, pubblica assistenza e servizio 118) e 15 addetti alla protezione civile. Come negli ultimi sette incontri e’ stato applicato il nuovo modello di gestione della sicurezza delle partite di calcio con la Polizia lontana dagli stadi. La manifestazione e’ stata gestita solo con i componenti del G.O.S. e gli stewards, sotto la supervisione del Dirigente e di tre operatori della squadra stadio del Commissariato empolese.

In occasione della gara, i contingenti della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, abitualmente in servizio nelle aree di pertinenza dello stadio, sono stati impiegati in attivita’ di controllo del territorio in ambito cittadino, pur in stato di allerta per la gestione di eventuali criticita’ emergenti.
L’attivita’ svolta ha interessato le zone maggiormente frequentate del centro urbano, nonche’ alcune aree periferiche oggetto di esposti da parte dei cittadini residenti.

Complessivamente sono state identificate 99 persone, di cui 52 cittadini extracomunitari. Sono stati controllati 3 esercizi pubblici. 36 veicoli sono stati fermati nel corso dei posti di controllo attuati, che hanno consentito la contestazione di 6 contravvenzioni per la violazione del codice della strada, nonche’ il ritiro di una carta di circolazione. Nel corso del pattugliamento e’ stato rinvenuto anche un veicolo che dagli accertamenti e’ risultato provento di furto.

L’incontro e’ terminato con il risultato di 2 – 1.


Fonte : Agi

Ricapitolando, con gli steward  che sequestrano un vero e proprio arsenale (pericolosi accendini e terribili ombrelli), finalmente le forze dell’ordine, invece di essere allo stadio possono sorvegliare meglio il territorio con multe e riconoscimenti di individui sospetti.

Ps: ma chi è il mito che s’è portato il decoder? Qualcuno può avvertirlo che per vedere la partita allo stadio non serve? Almeno per ora, poi non si sa mai, con questo calcio moderno…

21 aprile 2009

Gli Ultras tornano a cinema

Ciak, si gira in hotel  L’ultimo ultras Il film di Calvagna intende aprire uno squarcio inedito sul mondo dei supporter. Altre riprese saranno fatte a Bardolino e Calmasino Sul set allestito al Gardesana Mauro Meconi, Rossella Infanti e Giulia Gorietti Domani è atteso Shevchenko che nel film interpreterà se stesso
Si intitola «L’ultimo Ultras» e promette di descrivere la piaga della violenza negli stadi e di «aprire uno squarcio inedito sul mondo dei supporter organizzati per le trasferte attraverso l’Italia, senza alcuna censura, mediazione o attenuazione di toni». Queste sono le «garanzie» che Stefano Calvagna, regista, sceneggiatore e produttore del film, si sente di dare al pubblico che andrà al cinema a vedere la sua ultima fatica. Del cast fanno parte Mauro Meconi, noto al grande pubblico grazie a «Tre metri sopra il cielo», Rossella Infanti, già sul set di Federico Moccia con «Scusa se ti chiamo amore», e Giulia Elettra Gorietti, che a soli 21 anni ha già recitato in diversi pellicole, come «Ho voglia di te», «Ti amo in tutte le lingue del mondo» e «Caterina va in città». Nel film ci sarà anche il calciatore del Milan Andriy Shevchenko, che interpreterà sè stesso. Il calciatore arriverà a Torri lunedì, dopo gli allenamenti, e in serata girerà alcune scene. Poi il set sarà spostato a Bardolino e a Calmasino. «La pellicola avrà un forte impatto sociale perchè descrive non solo come e da cosa possa scaturire la violenza negli ultras», spiega il regista, «ma anche la vita, i sentimenti, le relazioni amorose che gli ultras, che sono persone e non delinquenti, hanno al pari di tutti gli altri». Una promessa, quella di avere un forte impatto sociale, che sarà rispettata dato che, come ha illustrato Diego Biello, responsabile dell’associazione «Cinema giovane» «il film è stato in parte finanziato dalla Regione Veneto che, con un bando, ha assegnato alla Cinema Giovane l’incarico di mandare un messaggio educativo ai giovani». La scelta della location sul Garda e, in particolare a Torri, nasce proprio dall’indicazione di Biello a Calvagna, come il regista conferma. «Inizialmente avevamo preso accordi con la sponda bresciana», racconta l’autore di «Il lupo» (2006) e «Il peso dell’aria», «ma poi, quando Biello mi ha chiesto di fare un sopralluogo a Torri, ho capito che questo porto e questo albergo erano perfetti per la sceneggiatura». E l’Hotel Gardesana del patròn Mirco Lorenzini, dove ieri mattina sono state girate le scene, sul lago detiene una sorta di «record» dato che, lo scorso anno, ha ospitato anche le riprese del film a puntate «I Cesaroni» e, in passato, ha ospitato «Il Gioco delle coppie» e «La domenica del villaggio» per Mediaset. «Il film è una sorta di tributo indiretto al mio grande amico Gabriele Sandri (il tifoso laziale rimasto ucciso l’11 novembre scorso dal colpo di pistola esploso da un poliziotto in un autogrill nei pressi di Arezzo, ndr) che aveva anche suonato al mio matrimonio ed eramio amico da una vita», confessa Calvagna lasciando trasparire una rabbia e un dolore non ancora sopiti. «Anche se non si parlerà direttamente di Sandri», prosegue il regista, «ne “L’ultimo ultras” voglio fare capire a tutti che è ora di riflettere sul perchè ci sia questa violenza negli stadi. Ma, soprattutto, voglio che la gente conosca questi tifosi, sappia che hanno un cuore e una vita come gli altri. Si deve invece riflettere sul perchè accadono le cose, non solo su chi sia colui che va in trasferta». La storia è quella di un tifoso, interpretato dallo stesso Calvagna, che accidentalmente uccide un ultrà rivale durante una partita di calcio a Milano. Fuggito da San Siro, l’omicida si rifugia sul Garda in un albergo. Qui conosce e si innamora di una donna, interpretata da Francesca Antonelli che, alla fine, si rivela essere la madre del tifoso ucciso proprio dallo stesso fuggitivo. «Il finale non ve lo racconto altrimenti nessuno poi verrà a vedere un film per cui già mi prendono in giro, perchè ne sono regista, sceneggiatore, attore e produttore. Insomma: “me la canto e me la suono da solo”», ironizza Calvagna con inconfondibile accento romano.Una curiosità: a quanto è trapelato Shevchenko nel film sarà protagonista di un’emblematica discussione col tifoso-omicida. Un dialogo che promette davvero di fare riflettere.
Mio fratello è figlio unico perchè…non ha mai criticato un film senza prima, prima vederlo (Rino Gaetnao)

fonte :L’arena.it

FIORENTINA: TIFOSI CONTRO SQUADRA, 'BASTA DISCOTECHE'

La sconfitta con l' Udinese che ha impedito alla Fiorentina di superare il Genoa al quarto posto della classifica ha lasciato il segno nella tifoseria viola e sembra aver incrinato qualcosa nel rapporto con la squadra.
La scorsa notte, per criticare il gruppo di Prandelli, alcuni tifosi hanno appeso nei pressi dell' ingresso principale dello stadio Franchi un grande striscione su cui hanno scritto: "19-4-09 Vergogna!!! Pretendiamo rispetto per la nostra città. Basta discoteche e più serietà!!!. Lo striscione è firmato Curva Fiesole.
La Curva Fiesole è il cuore della tifoseria viola. I sostenitori gigliati accusano la squadra non tanto per la sconfitta in sé (3-1), ma perché è arrivata con una prestazione brutta, forse la peggiore della stagione, nel momento chiave del campionato.


ansa

VIOLENZA STADI: ARRESTATO UN ALTRO TIFOSO ULTRA' DEL PESCARA

Fonte: "ilcentro.gelocal.it"

Ieri pomeriggio la Digos ha arrestato un giovane tifoso del Delfino Pescara Calcio, S.S. di 19 anni, che nella partita Pescara / Reggiana del 18 aprile ha lanciato una bomba carta di alto potenziale esplosivo nel campo di gioco. L'identificazione e' stata resa possibile attraverso la comparazione delle immagini delle telecamere a circuito chiuso dell'impianto. Il giovane ha lanciato il petardo dopo essersi rapidamente travisato il volto con sciarpa e cappuccio della felpa, volgendo le spalle al campo. Subito dopo ha riscoperto il viso, permettendo il riconoscimento. Com/Ett (AGI)

17 aprile 2009

L’odissea dei biglietti nominali

di Luca Gallucci Buongiorno
Quante volte abbiamo toccato su LeccePrima l’argomento dell’assurdità di certe normative, che vorrebbero combattere la violenza negli stadi, ma che, di fatto, limitano la libertà di movimento sul territorio di tanti onesti cittadini? Non si tratta solo di norme probabilmente anti-costituzionali, ma che, per paradosso, potrebbero favorire persino quello che vorrebbero combattere, ovvero momenti di tensione e persino violenza. Leggete cosa dovrà fare questo nostro lettore, che ci scrive dalla Spagna. Per arrivare nel settore ospiti, ed essere quindi al sicuro in mezzo ai tifosi del Lecce, dovrà probabilmente mescolarsi ai romanisti e pregare gli steward di farsi accompagnare nello spicchio di stadio dove, per logica, dovrebbe e vorrebbe trovarsi…
“Sono il responsabile di un importante complesso alberghiero della città di Valencia, in Spagna, e sono indignato perché nessuno mi offre una soluzione sull’acquisto di un biglietto del settore ospiti per assistere alla partita Roma-Lecce di domenica 19 aprile. Le ricevitorie Lottomatica di Roma non rilasciano i biglietti se non con la presentazione di un documento d’identità originale (il mio collega ha presentato la fotocopia del documento ed ha ottenuto esito negativo). Il mio volo arriva sabato alle 14 e seconde le norme anti-violenza venerdì sera chiudono la prevendita dei biglietti del settore ospiti. La stessa società della Roma non è riuscita a trovare una soluzione, se non quella di comprare un biglietto dei Distinti Nord e cercare di convincere gli steward a farmi passare al mio settore, quello del Lecce. Vi sembra una risposta corretta? Spero che questa lettera possa essere di aiuto per qualsiasi italiano che si trova all’estero e voglia assistere ad una partita della sua squadra.”

Fonte: www.lecceprima.it

15 aprile 2009

Gli ultras dell'Atalanta donano 15 mila euro all'Abruzzo

Migliaia di persone hanno partecipato allo stadio alla lotteria organizzata dalla Curva Nord dell'Atalanta per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni terremotate dell'Abruzzo. Durante la serata, organizzata sotto la curva sud dello stadio per il grande afflusso di tifosi che avrebbero fatto esplodere il covo di Campagnola, sono state estratte a sorte più di venti magliette indossate dai giocatori nerazzurri nella partita di sabato contro il Napoli.
Come promesso gli stessi campioni nerazzurri hanno deciso di prendere parte alla serata "pescando" i numeri fortunati. Cristiano Doni, ovviamente il più applaudito, ma anche Sergio Floccari, Gianpaolo Bellini, Luca Cigarini, Josè Talamonti, Nando Coppola, Simone Padoin, Thomas Manfredini, Marino Defendi, Daniele Capelli, Federico Peluso. I risultato è la dimostrazione che il grande cuore atalantino batte più che mai: sono stati infatti raccolti 15 mila euro che verranno donati alla Congregazione della Misericordia di San Benedetto dei Marsi. Garante dell'effettiva consegna della somma Domenico Morfeo, nato nel paese abruzzese. I soldi serviranno per ricostruire un asilo.
I giocatori hanno voluto ringraziare i tifosi nerazzurri per la dimostrazione di solidarietà. "E' bello vedere tutta questa gente pronta a fare qualcosa per chi in questo momento ha bisogno - dice il capitano Doni - un grazie a tutti quelli che hanno voluto partecipare a questa iniziativa".
La Curva Nord ha voluto poi ricordare tutte le vittime del terremoto con un toccante minuto di silenzio, iniziato con l'accensione di fumogeni intorno alle barriere della zona di prefiltraggio della curva Sud e terminato con un lunghissimo applauso.


Fonte: www.bergamonews.it

14 aprile 2009

Derby Lazio-Roma, due tifosi arrestati e 5 denunciati

Due tifosi sono stati arrestati e cinque denunciati dalla polizia durante il derby Roma-Lazio, e gli agenti della Digos hanno anche sequestrato un borsone con fumogeni, coltelli ed accette.
In seguito ad alcuni tafferugli sono state arrestate due persone. Il primo, M.A. di 38 anni, tifoso della Lazio, e' stato arrestato dalla polizia in Via de Bosis, prima del derby, mentre cercava di scagliarsi, brandendo una cinghia, contro i tifosi avversari. Il secondo, B.C., 29 anni, tifoso della Roma, nel corso del secondo tempo e' stato arrestato da poliziotti e carabinieri mentre, in Tribuna Tevere, si stava scagliando contro tifosi avversari col volto travisato brandendo una cinta. B.C e' risultato avere numerosi precedenti penali, motivo per il quale era stato sottoposto anche ad un avviso orale.

Cinque persone, inoltre, sono state denunciate in stato di liberta': 2 tifosi romanisti, T.G. di 22 anni e V.M. di 28 anni, sorpresi mentre cercavano di scavalcare dai distinti alla curva sud; un laziale, F.S. di 19 anni, che ha fornito un documento falso durante i controlli ai tornelli ed infine 2 cittadini tedeschi, tifosi della Lazio, R.D. di 30 anni e K.C. di 21 anni, entrambi di Berlino, che, a fine partita, hanno invaso il terreno di gioco dalla tribuna Tevere.

Inoltre, la Digos, nel corso dei controlli pre-partita, nella zona della Farnesina, ha ritrovato e sequestrato un borsone di stoffa con 13 fumogeni, 8 coltelli e 5 accette.


www.rainews24.rai.it

COMUNICATO UFFICIALE ULTRAS ROMANI CURVA SUD

Nonostante i tragici eventi che hanno colpito violentemente la popolazione abruzzese, sabato si giocherà lo stesso, come se niente fosse. Ancora una volta la Lega Calcio ha dato dimostrazione della sua insensibilità di questa macchina ormai chiamata "calcio moderno". Il gruppo degli Ultras Romani Curva Sud non condivide assolutamente la scelta della Lega, anzi sposa le parole di Daniele De Rossi secondo il quale, per una volta, si poteva interrompere il gioco del calcio. Per questo motivo, domani, durante il derby, il nostro gruppo non colorerà il settore dove siamo (denominato muretto) rivoltando il nostro striscione di appartenenza in segno di lutto e si asterrà da ogni forma di tifo, pur mantenendo il rispetto per qualsiasi altra scelta spontanea. Un ultimo pensiero va alle tante persone che abbiamo incontrato in questi giorni in Abruzzo, essendo stato il gruppo presente con iniziative solidali. Gente che ha perso tutto e ora si ritrova a lottare contro la sofferenza di questa tragedia. Noi tutti ci stringiamo forti a loro come fratelli". Ultras Romani Curva Sud

COMUNICATO UFFICIALE CHEROKEE ISERNIA 1994

A seguito dei tragici avvenimenti in Abruzzo, il nostro gruppo ha deciso di aiutare, per quanto possibile, le popolazioni colpite dal terremoto. Non avendo la possibilità di effettuare una raccolta fondi allo stadio come avviene ed avverrà in varie città d'Italia, abbiamo scelto le seguenti attività commerciali presso le quali sarà possibile dare il proprio contributo da sabato 11 Aprile fino al 30 dello stesso mese:
- Bar Ice&Fire, VIA GIOVANNI XXIII
- Punto SNAI, VIA BERTA
- Bar presso Hotel Europa
- Networking, Via Latina
- Grapes, C.SO MARCELLI

L'intero ricavato verrà inviato ad un fondo di solidarietà creato dalla tifoseria Pescarese, attraverso il quale numerose curve italiane stanno già testimoniando la loro solidarietà.
Chiunque volesse effettuare un versamento diretto o ricevere informazioni può consultare il sito WWW.PESCARESI.IT nel quale, oltre alle coordinate bancarie, è presente un contatore aggiornato delle offerte ricevute. Al termine della raccolta indicheremo l'importo raggiunto tramite stampa e volantinaggio.
Ci appelliamo alla generosità della città intera, anche un singolo euro può fare la differenza per chi non ha più nulla!
Si invita chiunque a diffidare da eventuali raccolte diverse da quelle effettuate nei punti indicati. Nessun altra iniziativa è riconducibile al nostro gruppo.

9 aprile 2009

Genoa: Tifosi rossoblu' per i terremotati

primocanale.it

In occasione del match di sabato prossimo al Ferraris tra Genoa e Juventus la tifoseria organizzata del Genoa in tutte le sue componenti, darà vita ad una raccolta fondi per le popolazioni dell'Abruzzo colpite dal terremoto. Chi non fosse presente allo stadio puo' contribuire alla raccolta sul c-c n.138 della Banca Popolare di Lodi ag 22 intestato a Tifoseria organizzata del Genoa per raccolta fondi terremotati d'Abruzzo. Il codice Iban è il seguente: IT47B0516401422000000000138

Bologna, ultras pro Abruzzo

Il Casms vieta la trasferta dei tifosi del Bologna a Roma. Gli ultras decidono di devolvere il danaro comunque stanziato per seguire la squadra. E lo trasformano in fondi a favore delle popolazioni martoriate dal terremoto in Abruzzo

Il mondo del calcio continua a manifestare grande solidarietà verso le popolazioni di L'Aquila e dell'Abruzzo martoriate dal terremoto. Stavolta un bel segnale arriva dai tifosi del Bologna.

Gli ultras del club felsineo devolveranno infatti alle popolazioni terremotate d'Abruzzo il danaro accantonato per la trasferta a Roma, negata dal Casms su impulso dell’Osservatorio.

Ci sarà una raccolta, svolta dai volontari dei gruppi ultras agli ingressi del Dall'Ara, in occasione della partita Bologna-Siena.

“Dopo domenica notte - precisano i gruppo organizzati del tifo rossoblù - la trasferta negata è diventata un'altra cosa. E' così che Roma-Bologna ha iniziato a diventare L'Aquila-Bologna. O meglio, Abruzzo-Bologna”.



calciopress.net

Juve Stabia: La curva Sud si mobilita per i terremotati abruzzesi

stabiachannel.it

La curva Sud sta organizzando una raccolta di generi di prima necessità (ndr. alimentari, vestiario nuovo possibilmente ancora imballato, scarpe per bambini, latte a lunga conservazione, eccetera eccetera) per la popolazione abruzzese, il luogo di questa raccolta è la sede ufficiale curva SUD, entro giovedì 9 aprile. Il tutto se possibile sarà recapitato personalmente dai ragazzi della Sud, o spedito tramite protezione civile. Vi invitiamo a partecipare numerosi, anche con una semplice cosa. Perchè con l'aiuto di tutti possiamo dare anche noi un piccolo contributo a quelle persone che in questo momento vivono sofferenze e disagi. Difficoltà che anche la nostra terra ha subito in passato, quindi "Forza gente di Castellammare, Forza Ultrà!!!"

GRAZIE!

CURVA SUD S. MARCO

8 aprile 2009

Boys, "solidarietà gialloblu" per i malati di fibrosi cistica

Questa mattina, presso il reparto di Pediatria dell’Ospedale Maggiore di Parma, alcuni ragazzi dei Boys, in rappresentanza del Gruppo ultras parmigiano e, più in generale, della Curva Nord e di tutti i tifosi gialloblù, hanno consegnato all’associazione emiliana fibrosi cistica un kit per 100 pazienti per misurare l’infiammazione bronchiale. L’acquisto di tale kit è stato possibile grazie alla generosità di tanti ultras e tifosi, che hanno partecipato alla Quarta Riffa dei Boys.

Un’iniziativa volta ad aiutare economicamente chi ha più bisogno e coprire parte delle spese che il Gruppo sostiene nelle sue attività, volte all’aggregazione nel nome di Parma e ad onorare i nostri colori in ogni città.
La Quarta Riffa dei BOYS è stata molto partecipata, oltre le previsioni. Così, volendo comunque destinare ai più bisognosi la maggior parte del ricavato, il Gruppo sosterrà economicamente un’ulteriore iniziativa benefica (ve ne sono già al vaglio alcune).
I Boys colgono l’occasione per ringraziare tutti gli ultras e tutti i tifosi che hanno acquistato i biglietti, i ragazzi che si sono impegnati a distribuirli, gli esercizi commerciali che hanno contribuito alla vendita, e il Bar Gianni per la sponsorizzazione dei tagliandi.


Fonte: www.gazzettadiparma.it

Ultras Arezzo si organizzano per la popolazione abruzzese

In seguito ai tragici eventi che hanno colpito la provincia di L'Aquila, gli Ultras Arezzo organizzano una raccolta di generi di prima necessità che verranno consegnati direttamente nei luoghi colpiti dal sisma nella giornata di lunedì 13 aprile.
La nostra sede di via fiorentina 365 rimarrà aperta nei giorni di giovedi dalle ore 18 alle 23 e sabato dalle ore 15 alle 19.
Invitiamo i tifosi dell'Arezzo e i cittadini tutti a partecipare numerosi e generosamente come gesto di solidarietà e di aiuto alla gente colpita.
I generi di cui la popolazione abruzzese necessita sono: generi alimentari a lunga conservazione, pannolini, latte in polvere, omogenizzati, coperte, vestiti...

Tifosi e non della Val di Chiana possono contribuire portando la merce raccolta presso:
Bellatian srl immobiliare
Viale Regina Elena n. 8
Camucia di Cortona (AR)
...in centro di fronte alla Cassa di Risparmio di Firenze e ci possono trovare indicativamente dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16,00 alle 19,00 tutti i giorni, dalle 9,30 alle 12,30 il sabato mattina.


www.arezzoweb.it

6 aprile 2009

Cosenza, Tar accoglie il ricorso: diffidati senza prove

di ANTONIO MORCAVALLO

DUE tifosi cosentini sono stati diffidati (provvedimento Daspo) senza adeguate prove. Il primo, C.C. di Montalto, per una foto in cui appare con una bandiera in mano, il secondo, A.F. di Castrolibero, perché trovato in auto con un altro tifoso riconosciuto dalle forze dell’ordine tra i partecipanti agli scontri. Gli incidenti in questione sono quelli avvenuti il 3 agosto a Norcia, tra i supporter del Cosenza e del Siena, e che hanno portato a denunce, diffide e arresti nelle tifoserie rossoblù e dell’Ancona (riconosciuti come partecipanti agli scontri). Ad affermare l’infondatezza dei provvedimenti di divieto di accesso agli impianti sportivi per i due cosentini, la Prima Sezione del Tar dell’Umbria (presidente Pier Giorgio Lignani; Annibale Ferrari e Pierfrancesco Ungari). Il Tribunale amministrativo ha accolto i ricorsi presentati dagli avvocati Giandomenico Carino (per C.C.) e Roberto Le Pera e Terenzio Fulvio Ponte (per A.F.). Secondo i giudici del Tar «la partecipazione agli episodi di violenza» da parte di C.C. «non risulta dimostrata dalla Questura di Perugia in modo netto e documentato». «Soprattutto, a suo carico – scrive nella sentenza il Tar – risulta soltanto una fotografia nella quale è raffigurato, con una bandiera in mano, insieme ad un gruppo di tifosi cosentini, a pochi metri da altri tifosi che appaiono intenti a scontrarsi con tifosi “avversari”. Ma mentre per questi ultimi il coinvolgimento negli episodi di violenza sembra innegabile, l’atteggiamento del gruppo di tifosi di cui fa parte il ricorrente appare suscettibile di interpretazioni diverse, e addirittura opposte. Infatti, si potrebbe supporre che i predetti tifosi, posti in fila indiana su un muretto sormontato da una recinzione, stessero attendendo il proprio turno per entrare in contatto diretto con gli “avversari”; ma, al contrario, si potrebbe anche ipotizzare che stessero aspettando il momento propizio per allontanarsi dal luogo senza essere coinvolti negli scontri, non appena una pausa del parapiglia lo consentisse. In definitiva, la fotografia allegata agli atti non consente di dimostrare che anche il ricorrente abbia partecipato ai fatti». «E’ evidente – aggiunge la Prima Sezione del Tar dell’Umbria – che la partecipazione ad una trasferta per assistere all’incontro della squadra del cuore non può equivalere alla partecipazione ai fatti di violenza verificatisi in tale occasione. Nemmeno l’essersi trovato nell’impianto al momento degli scontri, ed anzi in prossimità dell’epicentro degli scontri, appare decisivo, potendo essere dovuto ad una circostanza fortuita e indipendente dalla volontà». Per quanto riguarda A.F., i giudici ammettono che «a suo carico risulta soltanto la circostanza di essersi trovato a bordo di un’autovettura fermata dai Carabinieri sulla S.S. Valnerina all’altezza di S.Anatolia di Narco, circa un’ora dopo i fatti, mentre procedeva in direzione Terni, insieme ad altri cinque tifosi cosentini. Invero, uno di questi tifosi è stato identificato dai carabinieri come «uno dei lanciatori di sassi e pietre verso i tifosi senesi, forze dell’ordine e verso l’interno del rettangolo di gioco e per questo immediatamente arrestato». Tale circostanza però «non sembra sufficiente a dimostrare che anche il ricorrente abbia partecipato ai fatti». Per i due tifosi rossoblù, insomma, la vittoria nelle aule di tribunale, ma anche la consapevolezza di aver subito una ingiustizia. A dirlo, questa volta, non sono cori o striscioni “di parte”, ma il Tar.

fonte: Il Quotidiano della Calabria

3 aprile 2009

Empoli-Frosinone si giocherà senza polizia allo stadio.

di FULVIO BIANCHI

“Gli stadi senza polizia”: questo il sogno delcapo della polizia, Antonio Manganelli. Ora il sogno, finalmente, si avvera. Con l’esperimento di Empoli, che gioca quest’anno in serie B. Nello stadio ci sono infatti soltanto gli steward e i responsabili del Gos, gruppo operativo sicurezza. Prima di arrivare a questo test, il questore di Firenze, Francesco Tagliente, ex capo dell’Osservatorio, ci ha però lavorato a lungo. L’iniziativa è stata presentata oggi ad Empoli, in occasione della gara casalinga col Frosinone. Per sei incontri consecutivi in questa stagione- uno dei quali “attenzionato” (cioè segnalato) dall’Osservatorio nazionale (Empoli-Salernitana)- la sicurezza allo stadio Castellani è stata gestita solo con i componenti del Gos e gli stewards, sotto la supervisione del dirigente e di tre operatori della ‘squadra stadio’ del commissariato empolese.
In occasione delle gare, i contingenti della polizia e dei carabinieri, abitualmente in servizio nelle aree di pertinenza dello stadio, sono stati impiegati infatti “in attività di controllo del territorio in ambito cittadino, pur in stato di allerta per la gestione di eventuali criticità emergenti”, come è stato spiegato nel comunicato della questura di Firenze. E questo è stato un successo importante, proprio quello che voleva Manganelli e si auguravano in tanti: recuperare poliziotti per le esigenze dei cittadini e non mandare più migliaia di agenti negli stadi. Un primato di cui sinora c’era da non essere orgogliosi. “I contingenti delle forze dell’ordine sono dunque rimasti a distanza dallo stadio-spiega ancora il comunicato della questura fiorentina- anche in occasione di accese animosità da parte dei tifosi, come accaduto lo scorso 7 marzo dopo la gara con la Salernitana, conclusasi con la contestazione della squadra campana da parte dei suoi sostenitori, prima dagli spalti e poi in prossimità della zona di accesso agli spogliatoi. L’intervento dei componenti della “squadra stadio” (della Digos, ndr), supportati da un gruppo di stewards, si è rivelato sufficiente a evitare che la situazione degenerasse”. Momenti di tensione superati anche durante Empoli-Sassuolo (21 marzo) “quando un capo tifoso della squadra ospite, seguito da altri sostenitori, ha superato il blocco degli stewards, dirigendosi verso il settore dei sostenitori locali”. L’intervento degli stessi stewards e del dirigente del commissariato hanno riportato la calma e al termine della gara il capo tifoso è stato fermato e sottoposto a Daspo”. Come visto si può fare, si possono avere stadi senza poliziotti: si inizia da uno stadio impianto, ma ora-si spera-si tenterà anche in altre realtà.
Augurandoci che, come ad Empoli, i club di calcio collaborino con la polizia: Tagliente ci è riuscito, come è riuscito a Firenze a stabilire un rapporto con i tifosi del club viola. In altre città, ce ne rendiamo conto, non è per niente facile: ma questa è la strada da seguire. Con coraggio e anche con fermezza. I club per la verità non collaborano molto col Viminale. Basta pensare che sinora soltanto due società, il Milan e l’Inter, hanno adottato la tessera del tifoso: che farà il prossimo anno il ministro Roberto Maroni? Proibirà davvero le trasferte a chi non avrà la preziosa tesserina? Gli ultrà, per ora, non ne vogliono sapere e i club si muovono con estrema lentezza, più a parole che coi fatti. Da risolvere anche il nodo delle trasferte: troppe restano proibite. Da risolvere anche il problema (antico) del San Paolo: a Napoli ci sono stati incidenti durante e dopo la gara col Milan, causati anche da circa 300 tifosi milanisti e non solo dai napoletani. Non un ultrà è stato scoperto e punito. Niente di niente: speriamo che adesso che è cambiato il questore, si possa tornare alla normalità. Intanto, applaudiamo l’esperimento di Empoli, con la speranza che trovi altre città in grado di copiarlo.

Fonte : La Repubblica

Rissa tra tifosi genoani e sampdoriani per colorare un scalinata vicino al Ferraris

Scontro nella notte per imprimere i colori della squadra del cuore sulla scalinata Montaldo. I genoani sarebbero intervenuti per contrastare l’opera dei sampdoriani decisi a riportare la scalinata, da qualche tempo colorata di rossoblu, ai colori della loro squadra

Una rissa tra una ventina di tifosi di Genoa e Sampdoria nella notte per imprimere i colori della squadra del cuore sulla scalinata Montaldo, una lunga fila di gradini a due passi dallo stadio Ferraris di Genova, da tempo ormai dipinta con la livrea rossoblu, ora blucerchiata.

Quattro al momento i denunciati, tutti sampdoriani, di un’eta’ compresa tra i 17 ed i 20 anni, per rissa aggravata in concorso. Un giovane di 17 anni e’ stato medicato al pronto soccorso dell’ospedale San Martino per una ferita lacerocontusa dietro l’orecchio, ed altri due di 19 e 21 all’ospedale Villa Scassi per contusioni.

Sul luogo degli scontri i poliziotti hanno sequestrato una dozzina di secchi di vernice blu, rossa, nera e bianca, oltre a tre aste in Pvc, un bastone in legno, un cinturone con una fibbia di ferro, un fumogeno e due razzi. A dare l’allarme al 113 sono stati gli abitanti della zona che parlavano di una ventina di persone travisate anche con caschi e sciarpe.

Secondo una prima ricostruzione, i genoani sarebbero intervenuti per contrastare l’opera dei sampdoriani decisi a riportare la scalinata, da qualche tempo colorata di rossoblu, ai colori della loro squadra. L’episodio, ad un mese dal derby (il 3 maggio), viene letto in questura come un segnale preoccupante. Delle indagini si occupa ora la Digos


(Da Quotidiano.net)

E' finalmente fuori pericolo il tifoso genoano investito il 15 febbraio

I medici del reparto di rianimazione del San Martino hanno finalmente dichiarato fuori pericolo il tifoso del Genoa che il 15 febbraio scorso era rimasto schiacciato dalle ruote del pullman della Fiorentina. Il graduale e positivo miglioramento del quadro clinico e la stabilizzazione delle funzioni respiratorie, hanno consentito ai sanitari di trasferire il supporter rossoblu. Il percorso riabilitativo sarà sicuramente lungo e difficile, ma familiari, amici, tifosi e società possono tirare finalmente un bel sospiro di sollievo.

sportpeople.net

2 aprile 2009

A Taranto non si può tifare

Se ci chiedessero quale città potrebbe essere eletta a simbolo della repressione contro ultras e tifosi, risponderemmo senza esitare: Taranto! Certamente una delle tifoserie più turbolente del panorama italiano, alla quale tuttavia è stato riservata una maniacale attenzione repressiva.
Taranto non è una città facile, è la città più operaia del sud, la più inquinata e la criminalità sta tornando quella di una volta. Mettiamoci pure la crisi e la disoccupazione ed il quadro non è affatto roseo. Eppure tutto passa in secondo piano, la preoccupazione principale procurata dalla città jonica alle autorità sembrano essere i tifosi della squadra locale.
Sandri viene ucciso ad Arezzo ed a Taranto, come a Bergamo, scatta la protesta più violenta. Quanto dovranno pagare ancora i tarantini la sospensione della partita interna con la Massese, di quel maledetto 11 novembre 2007?
Quest’anno, lo Jacovone è rimasto chiuso per tantissimo tempo per lavori di adeguamento e di trasferte agli jonici ne sono state permesse davvero poche.

In una lettera firmata al Corriere del Giorno un cittadino ci illustra in maniera chiara, il clima da tolleranza zero vissuto dai supporters jonici: 

Egregio Direttore,
ogni cittadino di Taranto, assiste da qualche tempo ad un visibile ritorno tra le nostre strade, di episodi delinquenziali come furti, rapine, stupri, attentati dinamitardi e agguati con arma da fuoco, nonché di fenomeni un tempo dimenticati come il contrabbando di sigarette. Un crescendo di criminalità, un tempo sopita ma mai debellata, che con l’alibi della crisi e della disoccupazione cerca di prendere possesso del nostro territorio, delle nostre vite, della nostra tranquillità. Se ne occupano tutti gli organi di informazione; ma nessuno mai chiede conto alle istituzioni che dovrebbero garantire sulla nostra sicurezza, di come hanno intenzione di combattere questi fenomeni. Queste autorità snocciolano statistiche che dimostrerebbero un calo di fenomeni delinquenziali. Statistiche evidentemente confutabili sul nostro territorio. Di contro si nota un’attenzione costante e maniacale, con dispiegamento di ingenti risorse, nei confronti del tifo calcistico locale. Un atteggiamento non preventivo ma pretestuoso, con divieti che al cittadino perbene, quello che paga il biglietto, le tasse, che segue le regole del vivere civile, possono sembrare non solo eccessivi, ma addirittura incostituzionali. Come se il tifoso fosse l’apice del male assoluto. Una persona perbene non può andare in trasferta, magari a farsi una mangiata con la famiglia o con gli amici prima di una giornata di sport.
Trasferte che prima si facevano in tranquillità ora non sono più possibili. Forse perché qualcuno ha la coda di paglia? Come si fa, ad esempio, a rilasciare comunicati in cui si dice che Potenza è trasferta a rischio per “gravi precedenti tra le tifoserie”, quando tutti sanno che non è vero? Si ingenera il sospetto che si vogliano scaricare su un’intera comunità le manchevolezze o gli atteggiamenti di prevaricazione e di protervia che spesso hanno contraddistinto certi “rappresentanti” dell’ordine pubblico. E’ mortificante giungere allo stadio e sentirsi dare del tu da ragazzini in uniforme che potrebbero essere tuoi figli, o sentirsi le mani addosso oppure il metal-detector, manco fossimo potenziali terroristi. Per questo si chiede chiarezza. Che le istituzioni facciano il proprio dovere con equilibrio e che facciano sentire i tifosi protetti e non perseguitati. E i tifosi del Taranto, in questo momento, stanno dimostrando grande civiltà e capacità di sopportazione. O forse questo da fastidio a qualcuno?
Grazie
Nicola Dolente

Un saluto ai NAM L'Aquila

Dal sito: www.abruzzopixel.it/curvasud

...Negli anni '90 si creò un nuovo gruppo Ultras complice un ritrovato entusiasmo: N.A.M. (Nucleo Anti Marsica) L'AQUILA 1990, che avrebbe traghettato la curva aquilana fino al 97-98, anno del ritorno tra i professionisti. I NAM per un breve periodo di tempo divennero il gruppo principale della curva e a loro va riconosciuto soprattutto la grande maturità sia per l'attaccamento ai colori sia per aver sempre garantito la presenza dei tifosi anche negli anni più bui della storia del calcio a L'Aquila. Hanno portato in trasferta anche 10.000 persone (nello spareggio al flaminio) e senza ombra di dubbio si può affermare che, fino ad oggi, questo gruppo è stato parte integrante dell'Aquila Calcio e della storia del tifo a L'Aquila.

CI MANCHERETE...

Comunicato Scioglimento NAM L’AQUILA 1990

"IL NAM L’AQUILA 1990 comunica il proprio scioglimento.

Malinconicamente ma con dignità,è stata presa questa decisione, causata dalle molteplici difficoltà degli ultimi anni e dal venir meno di principi e linee di comportamento che hanno contraddistinto la vita del gruppo.
Oggi finisce la nostra storia ma con la consapevolezza che il nostro modo di essere che ci ha sempre contraddistinto rimarrà in eterno.
Ricordando i diffidati"
SEMPRE E COMUNQUE CON L’AQUILA NEL CUORE ! ! !
A MODO NOSTRO
NAM L’AQUILA 1990

1 aprile 2009

COMUNICATO CURVA NORD TARANTO

Comunicato della Curva Nord:
A DIFESA DEI NOSTRI IDEALI…

Una stagione calcistica, così critica, di sicuro, Taranto ed i suoi tifosi, nella loro storia non l’ hanno mai vissuta ; difficile immaginare come sia possibile che una squadra disputi, in un campionato, gran parte delle proprie gare casalinghe a porte chiuse, senza il calore del proprio pubblico, come sia altrettanto inspiegabile il tanto accanimento dell’osservatorio e del CASMS nei nostri confronti, che dall’inizio di questa tribolata stagione ci ha vietato quasi tutte le trasferte, calpestando, con totale menefreghismo, senza che qualcuno intervenisse, la dignità dei tifosi tarantini e la dignità di noi tutti cittadini di Taranto, una città in se per se già travagliata da tantissimi problemi e che di sicuro non aveva bisogno di questa costante etichettatura domenicale di città criminale.Abbiamo cercato di replicare a queste assurde situazioni e restrizioni che ci sono state imposte, manifestando il nostro dissenso sempre in maniera CIVILE cercando quantomeno di sostenere e di non abbandonare mai i nostri amati colori in maniera sempre coerente e costante. Non possiamo dimenticare infatti, il sostegno avvenuto dall’esterno dello stadio nelle gare contro il Foligno e l’Arezzo, che non hanno portato a nessuna “turbativa di ordine pubblico” e che è conseguito solo nella vittoria della nostra squadra che ha conquistato sei punti in classifica fondamentali per la nostra auspicata salvezza. Dopo essere stati privati a lungo del nostro stadio, e dopo aver assistito a molteplici episodi che considerare assurdo è ben poco, c’ è stato possibile ritornare finalmente nella nostra amata curva, cercando di dimenticare presto tutti i torti già subiti. Nelle gare casalinghe, infatti, esemplare è stato il nostro comportamento sugli spalti, dove abbiamo sostenuto la nostra squadra, con tanto di quell’amore che è difficile quantificare in queste semplici righe. Nonostante l’assurda repressione che abbiamo subito dall’inizio della stagione, come se fosse stato poco quello che avevamo già pagato, in settimana, ad alcuni esponenti dei gruppi, la cui unica colpa è stata quella che più di altri si sono prodigati per coordinare il tifo dei nostri amati colori, sono state notificate assurde sanzioni. Forse è il primo caso avvenuto in Italia, che riassume al meglio l’enorme esagerazione della Questura di Taranto forse un pò troppo attenta a far rispettare le leggi antiviolenza, che occuparsi di problemi davvero più seri, dei quali è afflitta la nostra splendida città. Proprio a seguito di questi inspiegabili verbali e di questo nuovo capitolo di esagerata repressione nei nostri confronti sono dovute le nostre opportune considerazioni; è vero che esistono delle normative sull’antiviolenza che devono regolare il comportamento sugli spalti, ma è anche vero, comunque, che in Italia la legge è uguale per tutti ed invece non lo è stato, e non lo è tutt’ora per noi, rispetto a ciò che avviene domenicalmente nelle altre città italiane. Come lo spieghiamo allora che nelle serie A e B, come se nulla fosse successo dopo l’introduzione di queste leggi, si continuano a portare striscioni, bandiere e in molti casi accesi anche fumogeni e torce? Perché Taranto deve pagare sempre un prezzo superiore agli altri? Come mai tanto accanimento nei confronti della nostra piazza? In molti casi sembra come se queste leggi antiviolenza debbano essere rispettate solo a Taranto, infatti , in nessun altro stadio d’Italia si è visto un così cieco accanimento, contro gli ultras, in maggior ragione del fatto che, proprio noi, che ci siamo presi sempre le nostre responsabilità dei nostri comportamenti, in queste giornate abbiamo avuto solo la colpa di essere stati protagonisti di un comportamento unico ed esemplare. Evidentemente negli altri stadi d’Italia, lo spettacolo deve continuare mentre a Taranto qualcuno ha deciso di volerlo fermare. Dopo l’arrivo di questi provvedimenti, ennesimo ed incredibile abuso nei nostri confronti, possiamo affermare, senza scanso di equivoci, che di sicuro a Taranto non si può più tifare. Per questo motivo, con sommo rammarico, i gruppi Ultrapaz, Gruppo Zuffa, Psyko Group, Nevrotik, Angeli della Nord, Ultracep, comunicano, che per il resto della stagione, si asterranno dal tifare, per far capire, soprattutto a coloro che sono diffidenti nei nostri confronti e che ci vogliono fuori dagli stadi, come sia incolore una partita di calcio senza ultras. Ci dispiace aver intrapreso questa decisione, in un momento determinante e delicato della nostra stagione, la squadra ha bisogno di noi e sicuramente anche noi abbiamo ancora tanta voglia di sostenerla fino a portarla alla salvezza ma, evidentemente, qualcuno dall’alto, vuole il male dei tifosi del Taranto e delle nostri sorti sportive.

...AVANTI ULTRAS !!!