21 aprile 2009

Gli Ultras tornano a cinema

Ciak, si gira in hotel  L’ultimo ultras Il film di Calvagna intende aprire uno squarcio inedito sul mondo dei supporter. Altre riprese saranno fatte a Bardolino e Calmasino Sul set allestito al Gardesana Mauro Meconi, Rossella Infanti e Giulia Gorietti Domani è atteso Shevchenko che nel film interpreterà se stesso
Si intitola «L’ultimo Ultras» e promette di descrivere la piaga della violenza negli stadi e di «aprire uno squarcio inedito sul mondo dei supporter organizzati per le trasferte attraverso l’Italia, senza alcuna censura, mediazione o attenuazione di toni». Queste sono le «garanzie» che Stefano Calvagna, regista, sceneggiatore e produttore del film, si sente di dare al pubblico che andrà al cinema a vedere la sua ultima fatica. Del cast fanno parte Mauro Meconi, noto al grande pubblico grazie a «Tre metri sopra il cielo», Rossella Infanti, già sul set di Federico Moccia con «Scusa se ti chiamo amore», e Giulia Elettra Gorietti, che a soli 21 anni ha già recitato in diversi pellicole, come «Ho voglia di te», «Ti amo in tutte le lingue del mondo» e «Caterina va in città». Nel film ci sarà anche il calciatore del Milan Andriy Shevchenko, che interpreterà sè stesso. Il calciatore arriverà a Torri lunedì, dopo gli allenamenti, e in serata girerà alcune scene. Poi il set sarà spostato a Bardolino e a Calmasino. «La pellicola avrà un forte impatto sociale perchè descrive non solo come e da cosa possa scaturire la violenza negli ultras», spiega il regista, «ma anche la vita, i sentimenti, le relazioni amorose che gli ultras, che sono persone e non delinquenti, hanno al pari di tutti gli altri». Una promessa, quella di avere un forte impatto sociale, che sarà rispettata dato che, come ha illustrato Diego Biello, responsabile dell’associazione «Cinema giovane» «il film è stato in parte finanziato dalla Regione Veneto che, con un bando, ha assegnato alla Cinema Giovane l’incarico di mandare un messaggio educativo ai giovani». La scelta della location sul Garda e, in particolare a Torri, nasce proprio dall’indicazione di Biello a Calvagna, come il regista conferma. «Inizialmente avevamo preso accordi con la sponda bresciana», racconta l’autore di «Il lupo» (2006) e «Il peso dell’aria», «ma poi, quando Biello mi ha chiesto di fare un sopralluogo a Torri, ho capito che questo porto e questo albergo erano perfetti per la sceneggiatura». E l’Hotel Gardesana del patròn Mirco Lorenzini, dove ieri mattina sono state girate le scene, sul lago detiene una sorta di «record» dato che, lo scorso anno, ha ospitato anche le riprese del film a puntate «I Cesaroni» e, in passato, ha ospitato «Il Gioco delle coppie» e «La domenica del villaggio» per Mediaset. «Il film è una sorta di tributo indiretto al mio grande amico Gabriele Sandri (il tifoso laziale rimasto ucciso l’11 novembre scorso dal colpo di pistola esploso da un poliziotto in un autogrill nei pressi di Arezzo, ndr) che aveva anche suonato al mio matrimonio ed eramio amico da una vita», confessa Calvagna lasciando trasparire una rabbia e un dolore non ancora sopiti. «Anche se non si parlerà direttamente di Sandri», prosegue il regista, «ne “L’ultimo ultras” voglio fare capire a tutti che è ora di riflettere sul perchè ci sia questa violenza negli stadi. Ma, soprattutto, voglio che la gente conosca questi tifosi, sappia che hanno un cuore e una vita come gli altri. Si deve invece riflettere sul perchè accadono le cose, non solo su chi sia colui che va in trasferta». La storia è quella di un tifoso, interpretato dallo stesso Calvagna, che accidentalmente uccide un ultrà rivale durante una partita di calcio a Milano. Fuggito da San Siro, l’omicida si rifugia sul Garda in un albergo. Qui conosce e si innamora di una donna, interpretata da Francesca Antonelli che, alla fine, si rivela essere la madre del tifoso ucciso proprio dallo stesso fuggitivo. «Il finale non ve lo racconto altrimenti nessuno poi verrà a vedere un film per cui già mi prendono in giro, perchè ne sono regista, sceneggiatore, attore e produttore. Insomma: “me la canto e me la suono da solo”», ironizza Calvagna con inconfondibile accento romano.Una curiosità: a quanto è trapelato Shevchenko nel film sarà protagonista di un’emblematica discussione col tifoso-omicida. Un dialogo che promette davvero di fare riflettere.
Mio fratello è figlio unico perchè…non ha mai criticato un film senza prima, prima vederlo (Rino Gaetnao)

fonte :L’arena.it