4 dicembre 2006

COMUNICATO IRRIDUCIBILI LAZIO 1987

Gli Irriducibili Lazio comunicano che in occasione del derby Lazio - Roma si asterranno nel fare striscioni e cori provocatori in segno di gratitudine verso la Sud e non solo, per la solidarieta', sensibilita' e partecipazione espressa per le note vicende giudiziarie che ci riguardano e per rispetto della maggioranza dei tifosi della Lazio cosi' vicini a noi che non meritano di vivere in silenzio quello che e' un evento speciale, per questo torniamo a tifare solo ed esclusivamente per il derby.


IRRIDUCIBILI LAZIO

8 novembre 2006

Genoa-Boca Juniors, è gemellaggio tra "Gradinata Nord" e "Doce"

Nonostante rapporti dirigenziali non proprio idilliaci cresce l'amicizia tra le due curve.
Fra Genoa e Boca Juniors da quasi un anno i rapporti sono tesi per il braccio di ferro su Fernando Forestieri. Il grande gelo resta però confinato a livello dirigenziale. Anzi, con l'eccezione del presidente Mauricio Macrì, la commissione che guida gli Xeneizes si è rassegnata ed è dispiaciuta soltanto perché el Topa ha scelto l'Italia alla Nazionale argentina.

Fra i tifosi invece il legame è sempre saldo: a Buenos Aires è nato il Genoa Club La Boca, regolarmente affiliato all'Associazione Club Genoani; per reciprocità esiste anche il Peña Zeneize "Forza Boca" Genova Italia. Condizione indispensabile per l'iscrizione? «Essere genoani e tifare Boca», spiega il presidente Matteo Scalise. Che rivela: «Ho amici sampdoriani che simpatizzano Boca e vorrebbero iscriversi. Non è possibile». I tifosi della Doce, la componente ultrà del Boca, conoscono ovviamente la Samp, «perché Tito Cucchiaroni ha giocato con loro e anche Veron prima di passare in blucerchiato», ricorda Scalise.

Però sono legati al Genoa anche perché quando il Boca è stato fondato nel 1905 esisteva solo il Grifone. Anche oggi la maggior parte dei sostenitori gialloblù ha infatti antenati genovesi. Persino nella finale di Coppa Libertadores (l'equivalente sudamericano della Champions League) fra Boca e San Paolo diversi fra i capi tifosi Xeneizes indossavano la casacca rossoblù. Scalise è invitato spesso a Buenos Aires ed è amico tanto dei dirigenti quanto dei leader della Doce.


Fonte Secolo XIX

20 ottobre 2006

Palermo-Inghilterra, ci risiamo

Niente da fare, all’Inghilterra del pallone Palermo non piace proprio. Cosa suscitino nei tifosi d’Oltremanica il rosa e il nero, non ci è dato saperlo, ma è davvero curioso l’accanimento Made in England nei confronti di una compagine che solo dallo scorso anno ha cominciato a calcare palcoscenici europei. Il mondo delle curve, si sa, attinge a piene mani dal calderone delle etichette e dei luoghi comuni, con fini prevalentemente goliardici. Ma in terra albionica il limite tra ironia e cattivo gusto è stato oltrepassato da un pezzo. Prima l’attacco gratuito di Mourinho nel novembre 2004 («Se ho bisogno di quattro o cinque guardie del corpo per la trasferta contro il Porto? Direi di sì – affermò l’amabile tecnico del Chelsea - Se ti rechi a Palermo, penso che ne avresti bisogno»), poi le celebri t-shirt confezionate dagli inglesi in occasione di West Ham-Palermo, sfida ribattezzata The Hammers vs The Mafia, e infine gli scontri in pieno centro alla vigilia del match di ritorno.
Ed è proprio sui fatti di piazza Olivella che il Sunday Sun torna con testimonianze drammatiche dei tifosi inglesi e nuove ricostruzioni apocalittiche, in una sorta di avvertimento per i 3000 fans del Newcastle attesi a Palermo per la sfida di Uefa. Secondo alcuni sostenitori degli Hammers, sarebbero stati circa 500 palermitani, tra cui donne e bambini, a dare il via alle ostilità, armati di coltelli e bottiglie, pietre e razzi, con il benestare, particolare non da poco, delle forze dell’ordine, che avrebbero inoltre sottratto i telefoni cellulari ai supporters d’Oltremanica per impedirgli di scattare foto compromettenti. Uno scenario da brividi, di cui sarebbe responsabile la stampa italiana, colpevole, secondo il Sunday Sun, di aver contribuito a surriscaldare gli animi. Per la cronaca, come affermato dalle forze di Polizia, furono i tifosi inglesi a dare il via alla rissa, in seguito ad alcuni diverbi sorti tra di loro, coinvolgendo, in un secondo momento, alcuni sostenitori rosanero presenti in zona.

Insomma, l’articolo del Sunday Sun, apparso eccessivamente forzato, non sembra essere altro che il solito tentativo di infiammare una vigilia con ulteriori tensioni, di cui non si sente affatto il bisogno. I tifosi del Palermo, ormai, non ci fanno neanche più caso. Per loro, conta solo una cosa: che alle solite provocazioni, Corini e compagni rispondano alla solita maniera. 


Goal.com

25 settembre 2006

Tifoso di Castenedolo denunciò: «Sono stato picchiato»

Tifoso assolto, poliziotto condannato. È questo, in estrema sintesi, il risultato di una vicenda giudiziaria che si trascinava da anni, che ha visto in aula un tifoso, accusato di resistenza a pubblico ufficiale e un agente di polizia, accusato di lesioni. La vicenda, vecchia di sei anni, è arrivata ieri alla fase finale con la sentenza pronunciata ieri mattina dal giudice Maria Chiara Minazzato. Il giudice ha assolto Massimo Franzoni, di Castenedolo, assistito dall’avvocato Francesco Corbetta e condannato a sei mesi (con sospensione della pena) il poliziotto Angelo Celotto, che all’epoca dei fatti era in servizio alla polizia ferroviaria di Brescia, il corpo che presta servizio e garantisce la sicurezza dei cittadini in stazione.
La vicenda risale al 6 settembre 2000. Ben sei anni fa. In stazione, come ricostruito dalla difesa, è in partenza un treno speciale per Vicenza. Il Brescia deve scendere in campo, il treno è pieno zeppo di tifosi che vogliono incitare i loro beniamini fino a restare senza voce. Forse c’è qualche scaramuccia, forse i sostenitori delle Rondinelle si agitano più del dovuto, forse la situazione si presenta preoccupante. La polizia effettua un controllo, gli agenti salgono sul treno e, dopo le varie verifiche, prelevano due tifosi. Uno dei due è Massimo Franzoni. I due vengono portati negli uffici della polizia ferroviaria. Gli agenti controllano i documenti, fanno accertamenti. E il risultato è che il treno speciale parte, senza Franzoni e senza l’altro tifoso. A questo punto Franzoni perde la calma, si innervosisce, impreca. Forse passa i limiti. Un poliziotto, Angelo Celotto, come ricostruito dalla difesa, lo porta in un altro ufficio e, come denuncerà il tifoso, comincia a picchiarlo. Dalla stanza Franzoni esce malconcio, tanto che va al pronto soccorso dove gli viene riscontrata la frattura di due costole e un trauma cranico-facciale importante. Il tifoso sporge denuncia e contestualmente la polizia denuncia Franzoni per resistenza a pubblico ufficiale.
Franzoni non lascia perdere e ieri, dopo sei anni, in cui dichiara di aver subito intimidazioni e minacce, oltre che vari danneggiamenti (ma non ha mai sporto alcuna denuncia) è convinto di aver ottenuto giustizia. Il giudice che l’ha assolto ha creduto al suo racconto, alla versione della difesa. Il poliziotto, che dopo l’episodio non è più in servizio in stazione, è stato condannato, come detto a sei mesi, oltre che al risarcimento del danno civile con il pagamento di una provvisionale di 3.000 euro.
Ci sono voluti sei lunghi anni, ma alla fine Franzoni, tifoso privato di una partita del Brescia, è convinto di aver ottenuto la giustizia che cercava.
w.p.

www.bresciaoggi.it

10 settembre 2006

ONDA D'URTO 77 SAMB SI E' SCIOLTA

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – 8 settembre 2006: l’Onda d’Urto Samb non esiste più. Ora è ufficiale. Ammainata un’altra delle bandiere del tifo italiano. Dopo le Brigate Nerazzurre dell’Atalanta, la Fossa dei Leoni del Milan o i Nord Kaos dell’Udinese, tanto per restare alla stretta attualità, anche il teschio alato decide di farsi da parte. Parentesi: il paragone coi gruppi sopraelencati non può e non deve far sorridere perchè quello sambenedettese è stato un modello, indiscutibile, di tifo a livello nazionale.

Una volta si diceva che il calcio odierno bruciava le bandiere. Quelle sul campo, però. Da qualche anno a questa parte succede la stessa cosa sugli spalti. Ricambi generazionali, la convivenza tra i gruppi che si fa più difficile, le diffide – giusto in queste ore a San Benedetto ne stanno arrivando una trentina per i fatti accaduti nel prepartita dell’ormai famoso Samb-Genoa dello scorso 23 aprile - i tempi che cambiano.

Ecco allora che anche il gruppo per antonomasia del tifo rossoblu decide di fare basta. Nasce al Ballarin, nel lontano 1977, e muore al Riviera delle Palme. Lascerà un grande, un grandissimo vuoto. Gli ultras e tutti gli sportivi sambenedettesi (e non solo) erano attaccatissimi a quel “lenzuolo” lunghissimo che per tre decenni ha accompagnato le gesta della Sambenedettese, dal Nord al Sud, in dieci o in settemila. Si lascia alle spalle un anno difficilissimo, con frizioni tra le varie entità della Cioffi, curva attualmente priva di quell’unità che di recente le aveva fatto vivere uno dei quinquenni più belli in assoluto. Gli ultimi mesi vissuti in una sorta di coma senza soluzione di continuità. Poi l’ufficialità.

«Non c’era altra soluzione – dice Giuseppe Pallesca, capo storico dell’Onda d’Urto – Eravamo rimasti davvero in pochi, nessuno ha voluto dare seguito alla storia del teschio alato». Conseguenza: una sorta di anno zero del tifo rossoblu. Un comunicato di poche righe, intrise però di profonda tristezza per una storia cancellata in pochi minuti. Lo riportiamo qui di seguito.

In seguito alle varie riunioni effettuate, si comunica lo scioglimento dell’ONDA D’URTO 77.

Di conseguenza, non verrà più esposto lo striscione, né qualsiasi altro simbolo relativo al gruppo stesso.

Si ringraziano tutti coloro che, in 29 anni di storia del gruppo, hanno contribuito a far conoscere e rispettare l’ONDA D’URTO nei vari stadi d’Italia.

Lo scioglimento del gruppo non significa che verranno meno la presenza, l’attaccamento e la passione per la Samb da parte di coloro che dell’ONDA D’URTO hanno fatto parte.

DOMENICA ARRIVA IL TARANTO E domenica al Riviera arrivano i tifosi tarantini, curva tra le più calde dell’intero girone B. Nella Nord compariranno i soli striscioni di Nucleo e Baldi Giovani. Confidiamo nell’enorme passione dei tifosi, affinchè la Nord torni più forte di prima. E’ o non è Il Tempio del Tifo?

7 agosto 2006

JUVENTUS CAMPIONE D' ITALIA (INTERISTI BUFFONI D' ITALIA). DI GIOVANNI LORETTA

Cari amanti, come me, della Vecchia Signora, vi invito a prestare attenzione a quanto sto per comunicarvi, perché lo considero particolarmente importante. A spingermi a scrivervi subito è stata la deprimente visione di un manifesto, affisso in una località balneare ed in un paesino vicini al mio, con il quale, qualche particolarmente "geniale" gruppo di tifosi dell’Inter, ha avuto il coraggio(o meglio la bassezza morale) di affermare che " il popolo nerazzurro ringrazia la Figc per avere finalmente fatto luce e giustizia con l’accertamento della circostanza che per anni la dirigenza della Juve ha truccato le partite non permettendo così alle squadre pulite di vincere" e di continuare dicendo che "il popolo nerazzurro augura alla Juve di restare il più possibile nella serie cadetta a giocare, come merita, con squadre come Frosinone e Spezia, in modo da fare un bel bagno di umiltà".
Dopo la lettura di tali disgustose (ed avvilenti per il genere umano) parole, mi sono sentito in dovere di rispondere con la seguente lettera intitolata JUVENTUS CAMPIONE D’ITALIA(Interisti buffoni d’Italia):
" Il sempre più ridicolo popolo nerazzurro, per la buffonata da perdenti realizzata in questi mesi, farebbe bene a ringraziare non la Figc come organismo imparziale ma direttamente il Sig. Guido Rossi ex consigliere di amministrazione e tifoso frustrato dell’Inter(dovrebbe in pratica autoringraziarsi).
Il sempre più "onesto"popolo nerazzurro farebbe bene a chiedere luce e giustizia riguardo al passaporto falso di Recoba realizzato dall’"onestissimo" Oriali.
Il sempre più "pulito"popolo nerazzurro farebbe bene a chiedere luce e giustizia riguardo alle cene tra Facchetti e Bergamo riguardanti, per ammissione del designatore, le griglie arbitrali, nonché riguardo alle telefonate tra lo stesso "brindellone" e Pairetto per conoscere in anticipo gli arbitri di Coppa in cambio di biglietti per le partite.
Il sempre più patetico popolo nerazzurro farebbe bene a chiedere luce e giustizia sulle vendite fittizie ed illecite del marchio dell’Inter da parte del "santo" Massimo Moratti, sulle quali aveva promesso di intervenire duramente la Figc, salvo tirarsi indietro per non ledere gli interessi degli amici.
Il sempre più frustrato popolo nerazzurro deve ringraziare il suo azionista Tronchetti Provera, proprietario della Telecom, se le intercettazioni sono state effettuate in un certo senso.
Il sempre più "verginello" popolo nerazzurro ricordi che quando, negli anni Sessanta, vinceva(l’Inter vinceva?!), lo faceva in modo non del tutto limpido, come testimoniato dalle dichiarazioni di Ferruccio Mazzola sulla somministrazione ai giocatori di sostanze(queste sì) pericolose ed illecite, e dai racconti di molti addetti ai lavori sulle "amicizie arbitrali" di alcuni suoi dirigenti.
Il sempre più miserabile popolo nerazzurro ricordi il misero numero di scudetti che ha vinto negli ultimi 30/ 40 anni(Moggi o non Moggi).
Il sempre più pietoso popolo nerazzurro rifletta sul vero motivo del proverbiale status di perdente di Moratti. Rifletta sul fatto che se, malgrado centinaia di giocatori comprati,decine di allenatori avvicendati e migliaia di milioni di euro(che moralità!) spesi, se, malgrado falsi in bilancio e decreto spalmadebiti, l’Inter non vince sul campo uno scudetto da 17 anni, la colpa è solo dell’assoluta incapacità, incompetenza ed idiozia(vedi gestione dei giocatori) dei suoi dirigenti.
Il sempre più inferiore popolo nerazzurro, prima di accampare le solite meschine scusette da perdente, vada a riguardarsi le partite non affidandosi solo alle moviole ed ai commenti schifosamente antijuventini delle televisioni e dei giornali appartenenti alla Cupola dei Perdenti e scoprirà che se la sua squadra ha perso è solo perché lo ha meritato, perché è più debole, perché è l’Inter.
Il sempre più invidioso popolo nerazzurro ricordi che anche se fosse stato assegnato il rigore nel1998 a Ronaldo, l’Inter non avrebbe vinto automaticamente lo scudetto(la Juve vinceva 1 a 0 ed aveva un punto in più in classifica). Ricordi inoltre che in quel campionato gli errori arbitrali non furono solo pro Juve(basta rivedere Inter- Udinese della giornata precedente allo scontro diretto nella quale furono negati un rigore ed un gol clamorosi all’Udinese). Ricordi che nel 2002 perse lo scudetto quando tutti erano pronti a impiattarglielo e che nella giornata precedente all’indimenticabile 5 Maggio contro il Chievo l’Inter non fu danneggiata in quanto anche in questa occasione usufruì di un errore arbitrale (basta come al solito solo rivedere tutte le immagini).
Il sempre più piagnone popolo interista ricordi che(soprattutto dal 1998, quando il "signorile" Massimo Moratti si è scatenato nel gettare "garbatamente" fango sulla Juve) l’Inter ha avuto più favori che torti arbitrali specie negli scontri diretti: gol di Toldo con azione da Rugby e difesa della Juve buttata dentro la porta al 90°, varie mancate epulsioni in più partite per entrate assassine dovute alla frustrazione o per disperato fallo da ultimo uomo del portiere, gol regolare annullato a Trezeguet dal "nostro" arbitro De Sanctis nella finale di Supercoppa italiana, giocatori non espulsi come Samuel che pareggiano temporaneamente salvo arrendersi al magistrale ed incancellabile capolavoro su punizione di Del Piero per poi chiudere la porta degli spogliatoi alla terna arbitrale(sequestro?!) in modo isterico per l’ennesima umiliazione subita in campo.
Il sempre più becero popolo nerazzurro prima di cercare meschinamente di giustificare le sue cocenti sconfitte parlando di aiuti alle altre squadre vada ad analizzare bene le "sue" partite di quest’ultimo campionato tra le quali quelle contro Cagliari, la Lazio, il Treviso, il Milan e la Juventus.
Il sempre più vergognoso popolo nerazzurro ricordi che in questi due ultimi campionati in cui gli abbiamo inflitto 30 punti di distacco, più che mai le decisioni arbitrali non hanno inciso sulle sorti dello scudetto, come ammesso dalla maggior parte degli opinionisti e dallo stesso Massimo Moratti in una telefonata in cui si complimentava con uno dei designatori.
Il sempre più povero di dignità popolo nerazzurro ricordi che la realtà virtuale creata in questi mesi dalla sua cara "Cupola dei Perdenti"(l’unica Cupola emersa nel calcio italiano anche alla luce di ogni indagine) composta da pseudogiornalisti, magistrati sportivi e non , politici e dirigenti vari tutti uniti dall’odio dei perdenti nei confronti di noi juventini vincenti, è stata, come era logico che fosse, totalmente smentita dalla vera realtà.
Il sempre più ignobile popolo nerazzurro prima di parlare di partite truccate, se proprio non gli basta aver visto le partite, può andare ad analizzare il contenuto delle telefonate intercettate per accorgersi, come farebbe qualsiasi essere dotato di un minimo di cervello, che non esiste traccia di illecito(a differenza che nel caso del passaporto di Recoba).
Il sempre più grottesco popolo nerazzurro, che ha assistito miseramente con avida fame di vendetta al processo farsa che si è svolto in queste settimane, processo da bar dello sport, senza interrogatori e senza analisi dei filmati delle partite, senza possibilità di difesa e quindi per niente accettabile in un Paese che si reputa civile (e non lo sosteniamo solo noi ma anche tantissimi autorevoli ed imparziali opinionisti e giuristi), rifletta sull’assoluzione degli arbitri e vada a leggere le dichiarazioni del Presidente(Sandulli) e di uno dei componenti della Corte Federale(Serio ,purtroppo solo di nome) che hanno affermato che"il campionato 2004/2005 è stato regolare, non è stato falsato"."non si sono evidenziati illeciti reiterati da parte della Juventus". "non c’era nessun sistema"."non c’era illecito strutturale". "non c’era nessuna Cupola".
Il sempre più perdente popolo nerazzurro vada rivedere il Mondiale vinto dalla Juvitalia (in una finale con ben 8 giocatori della Juve dell’anno scorso) e riflettano sul perché la sua ed altre"squadre di avvoltoi" cerchino ora di acquistare i nostri giocatori. Non avremo mica vinto per l’assoluta supremazia e forza dei giocatori della nostra"mostruosamente" imbattibile squadra?
Il sempre più bieco popolo nerazzurro sappia che accettando la ridicola assegnazione(da parte anche di un avvocato vicino a Moratti) a tavolino del nostro scudetto è caduto sempre più in basso divenendo(dopo essere già stato il pane quotidiano di tutti i cabarettisti italiani) sempre di più la barzelletta del calcio italiano, dimostrando che dopo 17 anni di fallimenti poteva ottenere solo così il tricolore: senza vincerlo.da perdente.
Il sempre più comico popolo nerazzurro sappia che il tricolore, sulle maglie della sua squadra, è spaesato, a disagio perché si trova in un posto in cui non andava da tantissimo tempo e che non voleva assolutamente tornare a frequentare( tanto che vi è stato portato coattivamente).
Il sempre più divertente popolo interista sappia che così adesso potrà forse gioire anche per la vittoria del palio di Siena, del Festival di Venezia, di Miss Italia(già me lo vedo Moratti sorridente con la fascia e la corona da Miss) e lo Zecchino d’Oro(considerando l’età mentale di certi personaggi tra cui il sempre più infantile Mancini: gli infanti perdonino lo sminuente paragone ).
Il sempre più spassoso popolo interista sappia che la frase pronunciata da una massa di ebeti nello slogan pubblicitario che lo riguarda e che impazza in questi giorni danneggia seriamente l’ immagine di chi la pronuncia facendolo cadere sempre più nel ridicolo.
Il sempre più "interista"(mi scusi per la peggiore delle offese) popolo nerazzurro sappia che questi ultimi due scudetti che abbiamo vinto meritatamente in campo a suon di record(stando sempre in testa per 76 giornate e totalizzando 91 punti nell’ultimo torneo) noi Juventini li abbiamo festeggiati, ce li siamo goduti e continiamo e continueremo a goderceli.
Sappia che i nostri scudetti sono per noi sempre 29 perché a noi interessa il calcio giocato e non le porcate.
Sappia che il campo ha detto che i Campioni d’Italia siamo noi della Juve e che gli interisti potranno fregiarsi solo del titolo di Buffoni d’Italia.
Sappia che se andremo in serie B lo faremo da Campioni, da Vincenti, per eccesso di vittorie e di forza.
Sappia che quello che è successo costituisce una definitiva nostra vittoria morale perché rappresenta una "resa totale" da parte degli avversari che per fermare una leggendaria squadra inarrestabile in campo(che chissà per quanto tempo ancora avrebbe umiliato tutti) sono stati costretti a ricorrere a questa buffonata ,a questa meschinità epocale.
Sappia che noi siamo sempre più orgogliosi perché la Storia dice che siamo stati, siamo e saremo sempre i più forti, il calcio, la JUVE."
Invito gli altri tifosi della Juve, come me, a diffondere tale messaggio (o qualche altro dello stesso tenore) in ogni paese e città d’Italia con affissioni , volantinaggio o ogni altra modalità possibile. Solo così potremo riuscire a fare sentire a tutti la nostra voce ed a fare riflettere i poveri interisti (e con loro molti altri antijuventini che sguazzano in tutto il fango creato in questi mesi) sul perché loro devono vergognarsi mentre noi siamo e saremo sempre più orgogliosi di essere Juventini.

19 maggio 2006

Comunicato Viking Juve 18/05/2006

COMUNICATO UFFICIALE DEL 18/05/06

La storia ha detto che eravamo nel giusto !!!
Era giusto nel lontano 1994 contestare l'arrivo di gente che avrebbe usato la JUVE solo per propri interessi economici. Tutti ricordano,prima i cori e gli striscioni in curva nord, poi una vera e propria contestazione fisica in tribuna ovest in occasione di juve-cagliari. Tutto questo per affermare che Moggi era un personaggio a noi poco gradito per i suoi "ambigui" trascorsi nel Toro e nel Napoli, e Giraudo un noto tifoso granata, basta ricordare l'esultanza pro Toro nei derby e contro la juve in finale di coppa con l' ajax nel '73 a Belgrado. Detto questo per i più che non sapevano torniamo ai giorni nostri.
QUESTA E' LA STESSA GENTE che ci siamo trovati contro quando siamo tornati in curva nord nel 2003, che ci ha "costretto" ad andare in curva sud, nonostante sia NOI ,dal '90 al '98, sia un altro gruppo ultras dopo,fino al 2002, avevano fatto della "nord" un simbolo del tifo bianconero !!!
QUESTA E' LA STESSA GENTE che in questi anni ha aumentato i prezzi dei biglietti fino a 50€ in curva, per tradizione settore "popolare", che ha aumentato i prezzi degli abbonamenti in curva fino a 250€, che ha tolto ogni diritto ai club, fino a pretendere da loro una vera e propria "tangente" di 1600€ l'anno !!!
QUESTA E' LA STESSA GENTE che non ha mai rappresentato e amato i nostri colori, anzi li ha infangati e disonorati !!!
A testimonianza di questo il nostro striscione esposto a Bari, "109 anni di gloriosa storia non saranno infangati da 4 telefonate" , segna il netto confine tra i "ragazzi" che sosteniamo e questa gente che disprezziamo, per avere sempre agito per il tornaconto personale !!!
Lo scudetto è dei "ragazzi", tutti, sia quelli che hanno sempre lottato in campo, sia quelli che hanno sempre lottato sugli spalti. Siamo consapevoli di quello che sta accadendo, ma siamo sempre più convinti ad andare avanti come abbiamo sempre fatto!
"SIAMO SEMPRE CON VOI" è l'imperativo che ci accompagna ed il fatto innegabile che non abbiamo mai avuto interessi ne politici ne economici, ci distingue dagli altri !!!
Per concludere ribadiamo a gran voce:
CI FACEVATE SKYFO IERI, CI FARETE SKYFO DOMANI, CI FATE SKYFO OGGI... PISANU, GIRAUDO E MOGGI !!!!!

Il direttivo VIKING JUVE

11 aprile 2006

PALMARES della NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO

PALMARES della NAZIONALE
Palmares dell'Italia ai Mondiali
1930 in Uruguay Non partecipa
1934 in Italia Campione
1938 in Francia Campione
1950 in Brasile Eliminata al primo turno
1954 in Svizzera Eliminata al primo turno
1958 in Svezia Non partecipa
1962 in Cile Eliminata al primo turno
1966 in Inghilterra Eliminata al primo turno
1970 in Messico Seconda classificata
1974 in Germania Eliminata al primo turno
1978 in Argentina Quarta classificata
1982 in Spagna Campione
1986 in Messico Eliminata agli Ottavi
1990 in Italia Terza classificata
1994 in USA Seconda clasificata
1998 in Francia Eliminata ai Quarti
2002 in Korea Japon Eliminata agli Ottavi
 
Palmares dell'Italia agli Europei
1960 in Francia Non partecipa
1964 in Spagna Non partecipa
1968 in Italia Campione
1972 in Belgio Non partecipa
1976 in Jugoslavia Non partecipa
1980 in Italia Quarta classificata
1984 in Francia Non partecipa
1988 in Olanda Terza classificata
1992 in Svezia Non partecipa
1996 in Inghilterra Eliminata al primo turno
2000 in BelgiOlanda Seconda classificata
 
Albo d'oro
2 Coppe Rimet 1934 e 1938
2 Coppa F.I.F.A. 1982 e 2006
1 Olimpiade 1936
1 Campionato Europe 1968


Palmares dell'Italia alle Olimpiadi
1900 a Parigi Non partecipa
1904 a Saint Louis Non partecipa
1908 a Londra Non partecipa
1912 a Stoccolma Eliminata al primo turno
1920 ad Anversa Quarta classificata
1924 a Parigi Eliminata ai Quarti 
1928 ad Amsterdam Terza classificata
1936 a Berlino Campione
1948 a Londra Eliminata ai Quarti 
1952 a Helsinki Eliminata ai Quarti 
1956 a Melbourne Non partecipa
1960 a Roma Quarta classificata
1964 a Tokio Non partecipa
1968 a Città del Mex. Ritirata
1972 a Monaco Eliminata al primo turno
1976 a Montreal Non partecipa
1980 a Mosca Eliminata al primo turno
1984 a Los Angeles Quarta classificata
1988 a Seoul Quarta classificata
1992 a Barcellona Eliminata ai Quarti
1996 ad Atlanta Eliminata al primo turno
2000 a Sidney Eliminata ai Quarti 
Nazionale Mondiali 2002
 

12 marzo 2006

Guerrieri Ultras Curva Sud Milano

Comunicato Guerrieri Ultras Curva Sud Milano
sabato 31 dicembre 2005
Dopo diverse situazioni più o meno sgradevoli della nostra Curva SUD è finalmente arrivato il momento della nascita di un nuovo gruppo ultras di Milano, “Guerrieri Ultras”.

Chi siamo:

Servono poche parole per presentarci, il nostro gruppo è nato dalla sinergia di alcuni militanti della ex Fossa dei Leoni e appunto i nuovi Guerrieri che, in serenità e accordo con il resto dei gruppi della curva; andremo a colmare il vuoto lasciato sia in sud che nei nostri cuori.
Come oramai la maggior parte delle tifoserie italiane, non siamo contraddistinti da nessuna ideologia politica né rossi ne neri ,ma solo ed esclusivamente rossoneri.
Siamo un gruppo indipendente e l’unico nostro scopo è quello di tifare, incitare,urlare,batterci …..per una sola causa....il nostro Magico Milan.
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L’ufficialità arriva domenica 8 gennaio 2006 quando, nella balaustra del Secondo Anello Blu di San Siro, compare per la prima volta lo striscione Guerrieri Ultras.

Dopo alcune fugaci apparizioni di uno stendardo con il Leone, in molti attendevano, in quel settore, di vedere “I Leoni della Sud” (che comunque sorgono, capitanati da Luciano Aretosi). Invece saranno i Guerrieri Ultras a prendere il posto che, fino a qualche incontro precedente, era stato degnamente occupato dalla Fossa dei Leoni e, poco dopo e in maniera molto transitoria, da altri gruppi. Ed è proprio loro che Ultrasportal ha voluto contattare in quanto, di loro, si sa veramente poco ma di cui si parla e si sparla tanto, soprattutto su internet. E chi meglio di loro poteva darci qualche risposta?

Premettiamo – esordiscono - che ci sentiamo parte di quei gruppi che si ritengono ultras e che non amano la rete; ovviamente però, siamo consapevoli che la mentalità ultras non è più quella di una volta, le cose cambiano ed un pò bisogna adattarsi. Abbiamo perciò deciso di risponderti, e lo facciamo volentieri, per svariati motivi il primo dei quali è la disponibilità ed apertura per dare delle giuste informazioni visto che ancora ci manca un sito del gruppo e che ultimamente si dice di tutto su di noi.
Il nome del gruppo è Guerrieri Ultras e il simbolo al centro dello striscione raffigura il guerriero scozzese William Fallace che sarà soggetto di miglioramenti grafici”.
E come Wallace, nel XIII secolo, combattè con caparbietà per donare al popolo scozzese la libertà, forse anche i Guerrieri Utras intendono lottare per –come rispondono loro-: “la libertà di essere neutrali tra schifose dispute ,libertà di non appoggiare in curva idee politiche che siano esse di sinistra o destra, libertà di non scendere a compromessi con niente e nessuno”.
Entra in discussione il capitolo “politica”. Sì, poiché vedendo dominare nello striscione rossonero la scritta bianca in gotico, è facile supporre che una venatura di “destra” sia insita nel gruppo. ”I caratteri gotici sono solo per puro gusto grafico, nessuno riferimento politico” è la loro risposta. Viene confermato così quanto scritto nel breve e conciso comunicato in cui, in modo chiaro, viene sancita l’apoliticità dei Guerrieri attraverso le righe: “non siamo contraddistinti da nessuna ideologia politica nè rossi nè neri ,ma solo ed esclusivamente rossoneri”. Oltre a questo punto fermo, altro si riesce ad evincere: “…il nostro gruppo è nato dalla sinergia di alcuni militanti della ex Fossa dei Leoni e appunto i nuovi Guerrieri che, in serenità e accordo con il resto dei gruppi della curva…”. Così scrivendo vengono subito messe in chiaro due questioni importanti: il riconoscimento da parte di alcuni esponenti della ex-Fossa sul progetto e la sinergia con gli altri gruppi. Parole confermate da loro stessi: “Ad ogni ragazzo che si avvicina al nostro gruppo gli viene immediatamente spiegato che se anche i volti della maggior parte degli aderenti sono della ex-Fossa, questo è un gruppo nuovo, con nuove persone e che la Fossa non c'è più; che i rapporti sono ottimi con tutti e che si ricomincia per ricostruire una curva sud, che ci impegneremo a far tornare grande!”
Senza entrare troppo nel merito della questione non dev’essere stato facile ricreare la sinergia tra i vari gruppi visti i tristi sviluppi a cui erano giunti gli ex membri della Fossa e i componenti di Brigate e Commandos. Appare ben chiaro quindi che all’interno di Guerrieri Ultras vi sono persone in grado di poter assicurare non solo la salda tenuta di un dialogo tra le diverse realtà della Sud ma anche quello di poter far tranquillamente tornare i ragazzi che avevano militato nella Fossa e a cui, i “quattordici”, avevano dato libertà di scelta sul da farsi.
“Ci auguriamo - forse appellandosi a coloro i quali si sono dimostrati scettici e ne stanno rimanendo all'esterno - che nessuno si tolga la gioia di vivere le giornate tifando per la propria squadra, perchè comunque l'obiettivo è e sarà sempre il Milan”.
Idee e concetti già molto chiari per essere un gruppo appena nato ma che, come tengono a sottolineare giustamente anche loro: “la cui mentalità dovrà essere quella di portare avanti il gruppo con gli stessi identici principi della ex-fossa.
I Guerrieri Ultras hanno ora tutti gli occhi puntanti su di loro e non sarà facile l’esame che li attende. Ancora meno facile sarà portare sulle spalle l’eredità lasciata dalla Fossa dei Leoni. Fare un confronto ora non sarebbe corretto: 37 anni di storia non possono essere paragonati con poche apparizioni. Il futuro è aperto davanti a loro e la speranza che possano incarnare i veri valori ultras pulsa dentro tutti coloro che vedono ancora la Curva come un luogo di aggregazione, divertimento, amicizia, solidarietà e confronto secondo il “codice ultras”.

I timori che dietro si celino svariati interessi è un timore fondato. Sarebbe sciocco non ammetterlo! Ma come poterlo constatare senza dare la possibilità a chi crede in qualcosa di dimostrare il proprio valore ed il proprio modo di essere?
Guerrieri Ultras vi aspetta un bell’impegno!
Basta confronti col passato! Basta con questa "cultura del sospetto" che infanga a gratis l’operato di chi sta provando, per il bene di una Curva, a ricostruire qualche cosa! Così facendo, noi crediamo, che si tarpino le ali ad un progetto prima ancora di poter essere valutato per quello che realmente sia.

10 marzo 2006

Comunicato BRN sulla manifestazione di Brescia

Sabato 18 febbraio siamo andati a Brescia e abbiamo partecipato alla manifestazione organizzata dagli ultras bresciani per esprimere tutta la nostra solidarietà a Paolo e alla sua famiglia.
Paolo, lo ricordiamo, è il tifoso bresciano massacrato dalla celere il 24 settembre 2005 dopo la partita Verona – Brescia.
I bresciani, tutto il mondo ultras italiano, i tifosi, la gente comune chiede che venga fatta chiarezza su quanto accaduto quel giorno perchè, come recita il volantino della manifestazione:

QUALCUNO HA SBAGLIATO NESSUNO HA PAGATO!

Come curva sud di Milano eravamo presenti in centocinquanta, numero sicuramente notevole, tenuto conto che proprio il 18 febbraio si disputava Milan – Cagliari (e molti sono rimasti a Milano, visti i pessimi rapporti con i cagliaritani).
La manifestazione, nonostante la pioggia battente, ha visto la partecipazione di centinaia di ultras e tutto si è svolto per il meglio.
Da parte nostra, rinnoviamo gli auguri di una pronta guarigione a Paolo.
L’urlo di rabbia di sabato scorso, che abbiamo indirizzato contro questo sistema di leggi assurde e inutili, sarà la nostra bandiera. Perché venga fatta giustizia e perché tutti sappiano. Ora e sempre: NO ALLA REPRESSIONE!

Curva Sud

6 marzo 2006

Comunicato Noi Soli Juventus

Il direttivo del gruppo NoiSoli comunica che, dopo quasi 4 anni di piccola storia ma di grandi emozioni, dalla partita di domani sera Juventus-Werder non sarà più presente il nostro striscione nè lo sarà per le future partite.
A malincuore, dopo mesi e mesi di liti interne siamo arrivati a prendere questa dolorosa decisione; dolorosa perchè il nostro intento era quello di arrivare nel 2007 ancora tutti assieme più uniti e compatti che mai per dare un senso e uno stimolo ai nostri 6 ragazzi che in questi anni sono stati diffidati solo ed esclusivamente per il nostro nome.

Ma la realtà ci ha messo di fronte a questa decisione inevitabile; in faccia a tutte le malelingue che in questi mesi ci hanno criticato e ci hanno dato dei venduti, oggi più che mai ci sentiamo orgogliosi di essere quello che siamo e di tutte le decisioni che abbiamo preso, sempre in modo coerente e autonomo con noi stessi e con l’ideale Ultras per il quale eravamo nati!
E anche oggi, con la massima trasparenza, ci facciamo da parte e ritiriamo il nostro striscione, perchè sono venute a mancare quelle basi a noi fondamentali per farci credere ancora nel “nostro”, ora non più, movimento.

Concludiamo salutando e ringraziando tutti, ma proprio tutti, questi ragazzi; dai vecchi ai giovani, che anche per poco o per molto tempo hanno costruito questa piccola realtà con tanta voglia e tanti sacrifici, incuranti di tutto, ma solo con la grande voglia di portare ovunque il nostro ideale!

Ora si tornerà alle origini, le nostre vere origini, quelle che dal 1996 al 2002 ci hanno portato a seguire ovunque in 5 come in 20 la nostra fede, ma sempre presenti e sempre disposti a batterci per il nostro guerriero.

NOI SOLI
LIBERI DI VIVERE LIBERI DI MORIRE

TUTTI A LIVORNO!!!

-- Il Direttivo NoiSoli --

8 febbraio 2006

Comunicato UFFICIALE curva nord livorno

Per la prima volta dopo anni di onnipresenza al fianco della maglia amaranto, siamo amareggiati nel comunicare a tutti i livornesi e non solo, che abbiamo intrapreso la decisione di disertare la trasferta di Ascoli per la quale erano già stati completati (e pagati) 3 pullman.
Questa decisione è stata scelta come forma di protesta nei confronti dei veri responsabili dell’ordine pubblico e della gestione politica e sociale del territorio (media compresi) nonché nella parte della città benpensante che dimostra di disconoscere la natura e la tradizione livornese.
Come accade da ben due anni, infatti, si ignora lo scioglimento del gruppo Brigate Autonome Livornesi, avvenuto proprio per evitare che si ripetano gli assurdi teoremi con i quali troppo spesso le istituzioni intendono distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle responsabilità che certi ruoli impongono, o almeno dovrebbero. Teoremi che tutt’ora costano denunce per associazione a delinquere ridicolizzate da azioni militari terminate senza alcun esito.
La calata di Borghezio nella nostra città, elemento che nulla ha a che vedere con parole come democrazia, tolleranza e civiltà che tanto piacciono ai politici, è divenuta per forza di cose un evento provocatorio pubblicizzato dai media proprio per la sua natura bizzarra (non sono i giornali stessi ad averne pubblicato il curriculum?) per la quale non c’era bisogno di adunate o organizzazioni.(...)
(...)Organizzare una manifestazione come gruppo significa scegliere di mettersi in prima fila, e in questo non siamo mai venuti meno, scegliere di parteciparvi come singolo è legittimo, puo’ considerarsi deplorevole o ammirevole ma sempre riconducibile alle personali responsabilità.
Purtroppo le elezioni imminenti e i gioghi politici hanno fatto si che istituzioni locali, media e ministero degli interni andassero in tilt nominando di nuovo le BAL e la curva, non solo come responsabile diretta ma addirittura come organizzatrice.
Il tutto ha contribuito a creare una situazione esasperata oltre il limite immaginabile per la quale non riusciamo nemmeno ad essere più garanti nei confronti di noi stessi e di quelli che intendano seguire la squadra con noi (dal momento che siamo i soli ad essere sempre presenti).
Sentir parlare di associazioni a delinquere finalizzate alla sovversione gratuitamente, ci impone una doverosa pausa di riflessione che servirà a guardarsi dentro e a far capire ai veri “tifosi livornesi”, che la politica allo stadio la fanno (magari in tribuna) che è stato raggiunto il limite della sopportabilità.(...)
(...)Quale sarà il destino della curva e la situazione che creerà questa nuova ondata di criminalizzazione non lo sappiamo, di certo è che una volta tanto non siamo noi i responsabili dell’inutile coinvolgimento di fattori politici nella vita della curva.
Noi non siamo il capro espiatorio di nessuno.Ora Basta!
Curva Nord Livorno
Fronte liberazione Diffidati

Con questo comunicato sintetizzato dai media locali, la curva nord ha annunciato l'inizio di una dura protesta.
In seguito ai fatti avvenuti in centro per l'avvento del provocatore leghista Borghezio, il ministro Pisanu prima e alcuni politici locali poi avevano puntato il dito contro le BAL sciolte ormai da due anni.
Il tutto nonostante allo stadio domenica non vi sia effettivamente stato nessuno striscione, coro o altro elemento che potesse ricondurre la curva all'organizzazione della manifestazione.
Questa protesta, volta a sensibilizzare l'opinione pubblica, è scattata dall'eccessiva reiteranza delle istituzioni locali di addebitare ogni problema sociale o politico della città sulle spalle della curva amaranto.
Al domani di un disgelo avvenuto grazie al cambio del questore ed alle vittorie legali raggiunte grazie al lavoro degli avvocati Contucci e Cacciotti, si torna a parlare di aria pesante attorno al tifo labronico.
La protesta, che forse proseguirà nelle prossime domeniche tiene in subbuglio gli ambienti legati al calcio labronico il quale nel frattempo è stato scosso da un repentino cambio di allenatore.

amaranto news

2 gennaio 2006

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