28 dicembre 2007

Catanesi dentro la nord di Reggio

Fonte: G. Sicilia

Reggio blindata, con posti di blocco sparsi dalla Sicilia alla Calabria, e moltissimi mezzi e uomini impegnati.
Un piccolo gruppo di sostenitori catanesi con sciarpe e stendardi riuscendo a superare i controlli si è presentato dentro la curva nord dello stadio Granillo pochi minuti prima dell'inizio , settore occupato dai supporters reggini. Iniziano i primi tafferugli con i tifosi di casa, ma poco dopo la polizia interviene obbligando gli ospiti a lasciare il settore per spostarsi in quello a loro destinato.
Vittoria di merito della Reggina che conquista punti preziosi per la salvezza.

Onore ai veri tifosi

Fonte:curvanordmilano.net
E' andato tutto come doveva andare ed ancora una volta gli Ultras, l'unico vero Cuore del Tifo Milanese, hanno dato ampia dimostrazione di cosa significhi esser pronti a tutto per difendere i propri Ideali.

In un gemellaggio impensabile con la Sud abbiamo dato un segnale al Mondo di come in Italia, in materia di Tifosi ed ordine pubblico, prevalgano solo le logiche di un'ingiustificata repressione fondata sull'applicazione di leggi incostituzionali.

Dopo aver distribuito 80000 volantini all'esterno dello Stadio per spiegarne le ragioni, 120 metri di striscione diviso tra le due Curve ed esposto senza l'autorizzazione di nessuno, ha lanciato il messaggio che le istituzioni non dovrebbero ignorare.

I Tifosi hanno il Diritto di poter scegliere in quale forma esprimere il proprio attaccamento alle Squadre per le quali tifano e lo stato dovrebbere quantomeno rivedere certe assurde misure liberticide nei confronti di chi ama veramente il calcio.

Oggi l'Inter ha vinto il Derby ma il Calcio inteso come evento sportivo, sta rischiando di perdere l'anima di chi lo rende un'attrattiva unica ... la Passione del pubblico.

Onore alla Sud per la coerenza dimostrata per tutto il corso dell'incontro e per la collaborazione nella definizione dello sciopero del Tifo e Grazie a tutti i Ragazzi della Nord per l'ennesima dimostrazione di Mentalità.


LUNGA VITA AGLI ULTRAS !!!

27 dicembre 2007

Comunicato Gruppo Rock Napoli

Comunicato Gruppo Rock Napoli
25 Febbraio 1988 iniziava l’avventura del GR.
Erano i tempi del Mario Argento,di Nicola De Piano,poche soddisfazioni e tante delusioni.Eravamo un gruppo di amici che aveva l’unico scopo di sostenere Napoli.
Anni indimenticabili,emozioni indelebili nel portare avanti il nostro stile,i nostri ideali,il nostro modo sano di vivere il tifo.
Di quegli anni ricordiamo l’unico grande infinito gemellaggio con i Warriors, il rapporto carico di rispetto e amicizie storiche con i “vecchi” della Fdl Bologna, rivalità storiche con i gruppi casertani (GBN ed IBN)

27 Dicembre 2007 GAME OVER.
Il GRUPPO ROCK a partire dalla prossima partita in casa con Udine non sarà più presente sugli spalti.
Tale decisione seppur sofferta è maturata in virtù degli ultimi episodi,anche se perdura da tempo un nostro disagio dovuto alla diversità di vivere l’essere ULTRAS.
Abbiamo cercato di colmare più volte la distanza tra noi e il resto della curva,facendo innumerevoli passi indietro. Tutto ciò ha portato al depauperamento dei nostri ideali,con un conseguente ridimensionamento numerico.
Abbiamo constatato la nostra estraneità al movimento ultras basket partenopeo e,non essendo intenzionati a scatenare una guerra fratricida, abbiamo maturato quella che per noi era l’unica soluzione possibile: lasciare il palazzetto, la nostra casa.
Non abbiamo la presunzione che esistano “uomini buoni per ogni stagione”.
Evidentemente questa non è la nostra stagione,il nostro tempo.
Ma la nostra passione non si è spenta,continuerà ad ardere,a muovere ogni nostro passo.
Vent’anni non si spengono in un lampo, e forse non si spegneranno mai....

Direttivo GRUPPO ROCK

PS. Salutiamo i casertani ricordando con nostalgia la corretta e fiera rivalità anni ’90, i gemellati Warriors, i vecchi storici della Fossa e tutto il movimento ultras basket italiano…

Sono dieci i tifosi del Taranto nei guai per gli incidenti con la Massese

Fonte: ecomatrix.it

Diventano dieci gli ultras rossoblu nei guai per gli incidenti di Taranto-Massese dell'11 novembre, quando fu ucciso Gabriele Sandri. Nella giornata di ieri gli uomini della Digos hanno denunciato a piede libero un operaio di ventisette anni.

Anche lui ha preso parte alla battaglia che si scatenò sugli spalti dello Iacovone. Gli incidenti esplosero nel secondo tempo e costrinsero l’arbitro a sospendere il match. Ad innescare i disordini fu proprio la notizia della tragica morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, ucciso in autostrada dal proiettile sparato da un agente della Polstrada.

Per i disordini due giorni dopo la partita furono arrestate nove persone con le accuse di danneggiamento, violenza e resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal lancio di oggetti contundenti. Reati per i quali sono stati già condannati in abbreviato. Tutti furono identificati grazie alle immagini registrate dalle cinque telecamere della polizia scientifica. Per loro è già arrivata la condanna. Stesso iter per l’operaio denunciato a piede libero. La sua identificazione si è rivelata più complicata ed è giunta a oltre un mese dai fatti.

26 dicembre 2007

4 tifosi dello Juve Stabia arrestati a Badia al Pino

Fonte: arezzonotizie.it

Dovevano far rientro a Castellamare di Stabia al termine della partita tra l’Arezzo e la loro squadra del cuore ma ieri pomeriggio dopo il fischio finale, per quattro tifosi della società giallo blu si sono aperte le porte del carcere di San Benedetto.
Nove i tifosi a bordo di una Mercedes Vito che hanno deciso di fare una sosta nell’area di servizio di Badia al Pino e tre quelle, facenti parte del gruppetto, che sono state notate dagli agenti della Polizia stradale di Battifolle mentre uscivano dall’autogrill con numerosi prodotti.
I poliziotti insospettiti hanno loro intimato l’alt, ed è a questo punto che i tifosi si sono dati alla fuga a piedi lasciando cadere a terra la refurtiva.
Gli agenti prontamente hanno inseguito i “ladruncoli” bloccandoli sulla corsia di accelerazione; i successivi controlli hanno permesso di rintracciare un quarto complice vicino al furgone carico di merce per un valore di oltre 1.000 euro.
Altre cinque le persone identificate e trasferimento al carcere aretino di San Benedetto per i quattro responsabili del furto ai danni dell’autogrill

23 dicembre 2007

Ha vinto la Lazio, i suoi tifosi, come al solito, hanno perso

Fonte: Fantacalcio Kataweb

Che la tifoseria della Lazio fosse una delle più anti-sportive d'Italia, lo si sapeva. Quello che è accaduto ieri sera, ha però superato tutti i limiti della nostra immaginazione. A parte i soliti cori contro i napoletani -"Vesuvio lavali col fuoco", il più gettonato- l'incredibile viene raggiunto quando lo speaker annuncia le formazioni. Quando vengono fatti i nomi di Manfredini e Makinwa, ecco partire, al posto degli "olè" di rito, un bruttissimo e razzista "buuu". Esterefatti dall'accaduto, chiediamo lumi a un collega romano, avanzando l'ipotesi che i tifosi della Lazio siano in contestazione con i due calciatori per qualche motivo calcistico. Niente da fare: quegli ululati sono proprio per il colore della pelle di Manfredini e Makinwa. E sentirli ancora oggi, nel 2007, è davvero vergognoso. I tifosi della Lazio sono stati commoventi nel ricordare il loro amico Gabriele, ucciso un mese fa, ma hanno rovinato tutto con quei "buuu". E non nascondiamoci dietro la solita frase: "era uno sparuto gruppo". No, ieri sera, a insultare i calciatori di colore della Lazio, è stato tutto il pubblico presente all'Olimpico

22 dicembre 2007

Comunicato congiunto di ultras Inter e Milan

Comunicato congiunto CN69 e Curva Sud Milan
Sabato, 22 Dicembre 2007 - 12:28 - 1523 Letture
Un Derby senza Libertà di Colore
non merita neppure il Calore

La Curva Nord Milano 1969 e la Curva Sud del Milan hanno deciso di unirsi nel silenzio in occasione del Derby.

La sofferta decisione raggiunta dalle due Tifoserie Organizzate vuole essere pretesto e provocazione per dar modo di riflettere ad Opinione Pubblica, mezzi d’informazione, istituzioni e lega, sull’opportunità di perseverare nella politica repressiva che sta di fatto mutilando, se non addirittura annientando, soprattutto la parte Sana del Tifo.

Precisando che per entrambe le Tifoserie l’iniziativa non costituisce in alcun modo una forma di contestazione a Società o Giocatori e scusandosi per doverli privare dell’incitamento che meriterebbero sempre e comunque, il silenzio che verrà mantenuto dalle Curve in occasione del Derby vuole costituire un legittimo grido di battaglia contro coloro che stanno calpestando persino la Costituzione pur di perseguire in ogni modo gli Ultras.

I decreti in vigore oltre che improduttivi hanno sortito come unico effetto quello di svuotare gli stadi ed allontanare soprattutto quella parte di società che tanto gradirebbero ovvero le famiglie.

Noi Ultras non siamo il male del calcio come i media amano dipingerci, Noi siamo l’anima del pubblico che ama il Calcio, siamo la mente pensante delle Coreografie, il Dodicesimo Giocatore in campo, siamo quelli che seguono sempre ed ovunque la Squadra e che vivono la propria Passione 7 giorni su 7.

Rivogliamo gli strumenti per tornare a Tifare come abbiamo sempre fatto, Noi rivogliamo i Nostri megafoni, i Nostri tamburi, le Nostre bandiere, Noi vogliamo tornar Liberi di esprimere il Nostro attaccamento alle Nostre Squadre senza assurdi vincoli da stato antidemocratico in stile Birmano.

Esiste un evidente “piano” atto a ricondurre ogni problema legato al Calcio alla violenza degli Ultras, esiste una “logica” secondo la quale gli episodi di “violenza” vengono strumentalizzati per nascondere ben più gravi responsabilità del mondo del pallone.

L’omicidio Sandri non ha fatto altro che inasprire ulteriormente le norme e le già assurde misure restrittive messe in vigore dopo il “fatto” Raciti, come dire che anche in questo caso, dove un RAGAZZO VIENE ASSASSINATO DALLO STATO mentre si reca a vedere una partita, è colpa degli Ultras.
Viviamo in un paese che purtroppo ha bisogno di criminalizzare se stesso.
Un paese che ha bisogno di criminalizzare una fetta di società che per due ore si sposta e si aggrega in uno stadio, senza altra colpa se non quella di voler sostenere una squadra di calcio.
Abbiamo veramente bisogno di criminalizzare queste persone definendole terroristi mentre poi poco importa se il paese è vittima di se stesso? Poco importa se per strada accadono fatti ben più gravi? L’importante è veramente che il nemico siano gli Ultras?
Che la caccia alle streghe continui pure, che ci vengano a dipingere come criminali, che rovinino la vita a ragazzi di 20 anni tanto siamo tutti figli di questa “società, la quale ricerca nemici vulnerabili per sentirsi forte e fingere di saper debellare il male.

Il silenzio di oggi Vi serva per riflettere, Noi Ultras l’abbiamo già fatto …


la Curva Sud Milan & la Curva Nord Milano 1969

Un altro mondo è possibile

Fonte: folignoweb.it

Un altro mondo è possibile, lo hanno dimostrato gli ultras del Foligno nella trasferta di Cremona, degustazione di prodotti tipici, un bel bicchiere di vino, dolci casarecci e tante risate, ecco il tifo buono, genuino, passionale che tutti noi sogniamo.
Le devastazioni, le violenze gratuite sono solo gesta incivili che vanno criminalizzate e punite in maniera definitiva.
Tutto ciò che è avvenuto a Bergamo,Roma e Taranto non ha niente a che fare con il calcio, i protagonisti di quei episodi sono solo delinquenti che vanno rinchiusi.
Chi si erge ad atti di quel genere va condannato in maniera esemplare e non deve più mettere piede dentro uno stadio, come è già avvenuto in Inghilterra, dove gli hooligans sono stati banditi per sempre.
Sono convinto che questi teppisti sono solo una minoranza, gli altri ultras delle curve d’Italia sono persone civili, che amano il calcio e la loro squadra del cuore, che si sono contraddistinti anche per opere di beneficienza e di solidarietà che vanno riconosciute e premiate. La tifoseria folignate ha deciso che è il momento di passare all’azione, e cercare di cambiare in meglio un movimento che negli ultimi tempi si è deteriorato in maniera pericolosa. Domenica prossima sarà l’occasione per far capire a tutti che il mondo ultrà non è solo tafferugli, bombe molotov e spranghe, ma è anche aggregazione, sensibilità e amicizia, per questo la curva Bucciarelli ha deciso di invitare nel proprio settore i tifosi del Venezia che per motivi di ordine pubblico non possono partecipare alle trasferte e così assisteranno alla partita tutti insieme, un gesto esemplare e unico nel momento peggiore del panorama ultrà

19 dicembre 2007

Gli ultras restano in silenzio. Almeno per il momento

Fonte: sambenedettoggi.it

I Tormenti e parte della Curva rossoblu ai ferri corti: la Nord si riunirà nella serata di giovedì per decidere il da farsi dopo l'episodio avvenuto mercoledì nell'autogrill dell'A14 in zona San Severo.

I rapporti tra gli ultras della Samb e la famiglia Tormenti sembrano irrimediabilmente compromessi. In proposito lo zoccolo duro della Curva Nord preferisce non rilasciare dichiarazioni. Almeno per altre 24 ore.

Giovedì si terrà una riunione dei gruppi rossoblu. Vi prenderanno parte i 17 tifosi che mercoledì hanno raggiunto Potenza, ma non solo.

Venerdì gli ultras potrebbero diffondere un comunicato stampa. Staremo a vedere se accoglieranno l'invito del presidente rossoblu («Sono disposto a incontrarli. Parliamone» ha detto stamattina in conferenza stampa), oppure opteranno per la "rottura" definitiva, dando il là (chissà) a una contestazione a oltranza nei loro confronti.

Boys:"Giocatori crociati tra gli ultras gialloblù"

Fonte: sportparma.com

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato stampa dei Boys:
"La settimana scorsa, prendendo spunto dalle dichiarazioni di Castellini (“Sarò tifoso della squadra…”), abbiamo invitato i giocatori infortunati del Parma Calcio a seguire la partita in Curva Nord insieme a noi. Un’iniziativa organica alla nostra campagna a favore della libertà di tifo, che vuole sensibilizzare tutte le realtà che gravitano attorno alla squadra crociata sull’importanza del tifo tradizionale (oggi spogliato di tutti i suoi strumenti), ricchezza per tutto il mondo del calcio. Immagini del nostro tifo arredano studi televisivi e illustrano pagine di giornale, ma raccontano solo un passato, che non può essere vissuto nel presente. E noi: non viviamo di ricordi.
Portare i giocatori crociati tra di noi, per cercare di spiegargli cosa significa essere ultras, qual è la nostra mentalità e il nostro sentire; e per mostrargli come si vivono i popolari tra biglietti nominali, code e tornelli; senza bandiere, striscioni, coreografie, tamburi, megafoni e fumogeni.
Non abbiamo pubblicizzato preventivamente l’iniziativa per vari motivi. Innanzitutto perché abbiamo invitato i giocatori in privato, come si fa con degli amici, senza pretendere nulla. Ci siamo rivolti a loro come uomini, e non come professionisti che devono accontentare i tifosi (per cui: potevano anche dirci di no). Non li abbiamo cercati per finire sotto i riflettori o per mostrarli come fenomeni, ma per conoscerci e capirci. Non li abbiamo cercati per trasmettergli ulteriore stress, ma idee, considerazioni, sentimenti e passione.
Castellini e Budan ci sono venuti a trovare davanti ai cancelli della Nord. Abbiamo parlato, chiacchierato, discusso, riso e scherzato. Crediamo di avergli trasmesso qualcosa e speriamo si uniranno a noi nella battaglia per la libertà di tifo.
Castellini e Budan ci hanno lasciati poco prima dell’inizio (Castellini è stato operato pochi giorni or sono ed era più prudente che seguisse la partita seduto). E’ stato comunque un primo passo.
Il posto degli ultras è in Curva, quello dei giocatori in campo. Ogni tanto, però, incontrarsi e parlarsi è utile per conoscersi e capirsi. Per cui l’iniziativa potrà essere ripetuta saltuariamente.
Rivogliamo le nostre bandiere!!!"

Coppa Italia, Lazio-Napoli senza tifosi partenopei

Fonte: calciodoc.com

Lazio-Napoli si giocherà con il settore ospiti completamente vuoto: lo ha disposto il Prefetto di Roma Carlo Mosca.
Per motivi di ordine e sicurezza pubblica, c’è il divieto per i tifosi campani di andare in trasferta per l’incontro di calcio di Coppa Italia in programma mercoledì prossimo alle 20.30.
"La decisione - si legge in una nota diffusa dalla Prefettura capitolina - è maturata nel corso della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica del 13 dicembre scorso, anche in seguito alle determinazioni adottate il 6 dicembre dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, considerata la storica rivalità tra le due tifoserie".

Ultras azzurri fuori per tutto il 1°tempo

Fonte: ansa

Protesta degli ultras del Napoli, che sono rimasti per l'intera durata del primo tempo all'esterno dello stadio "Franchi", dove gli azzurri stanno giocando contro il Siena. Nell'intervallo sono entrati nella curva che li ospita e nei primi minuti della ripresa hanno esposto lo striscione "Fuori per il nostro ideale... Napoli lotta e non mollare. Avanti ultras".I supporters azzurri giunti al franchi erano oltre 3500.

18 dicembre 2007

Incidenti Taranto, 3 anni a ultra'

Fonte: it.eurosport.yahoo.com

E' stato condannato a 3 anni di carcere uno degli ultras rossoblu' ritenuti responsabili degli incidenti di Taranto-Massese dell'11 novembre. Per l'imputato, 27 anni, figlio di un poliziotto in servizio nella Questura di Taranto, on potra' inoltre assistere alle partite del Taranto calcio, sia in casa che in trasferta, fino al 2012. Altri 8 tifosi erano stati gia' giudicati e condannati a pene comprese fra 3 anni e 3 anni e 8 mesi di reclusione.

Niente più stadio per gli ultras "bombaroli"

Fonte: ilquotidiano.it

Carabinieri hanno notificato a due tifosi rossoblù un provvedimento di divieto di accesso a tutte le manifestazioni sportive. Si tratta di due giovani di 23 e 24 anni, due operai sambenedettesi...

Il provvedimento è stato emesso dal Questore di Ascoli in relazione ad un episodio verificatosi lo scorso 25 novembre in occasione della partita Samb-Massese.

Poco prima dell’inizio della gara i due supporter rossoblù erano stati perquisiti dai carabinieri e trovati in possesso di quelli che tecnicamente si chiamano “artifizi pirotecnici”, in soldoni di alcune bombe carta.

Il possesso degli ordigni è stato segnalato all’autorità competente e il Questore ha deciso di firmare il divieto di presenziare a manifestazioni sportive.

Si tratta di due giovani di 23 e 24 anni, due operai sambenedettesi che, per eventuali violazioni delle prescrizioni loro imposte, rischierebbero l’arresto immediato e una multa che, in base alla legge entrata in vigore nel febbraio scorso dopo i terribili fatti di Catania, può andare dai dieci ai 40 mila Euro.

Un provvedimento severo ma importante nel momento in cui la Samb continua a ricevere multe pesanti a causa degli atteggiamenti di alcuni dei suoi sostenitori più calorosi.

14 dicembre 2007

Sei tifosi accoltellati prima della partita Roma-Manchester

Fonte: rainews24.it

Cinque tifosi inglesi e uno italiano sono stati accoltellati, sembra in modo lieve, nella zona attorno allo stadio Olimpico a Roma. I tafferugli sono scoppiati poco prima dell'incontro di Champions League tra Roma e Manchester United.

Le forze dell'ordine hanno effettuato alcune 'cariche di alleggerimento' per cercare di disperdere i tifosi romanisti che stavano aspettando gli avversari inglesi. Le forze dell'ordine hanno disperso un gruppo di circa una cinquantina di supporter inglesi che ha cercato in tutti i modi di arrivare allo scontro con i tifosi romanisti.

Tre feriti sono stati portati all'ospedale Gemelli, due al Santo Spirito e uno al San Giacomo. Le condizioni vengono definite "non preoccupanti".

Durante i tafferugli, avvenuti a Lungotevere Flaminio e Ponte Duca d'Aosta, sei tifosi inglesi sono stati fermati dalla polizia. Trattenuti negli uffici della polizia dello stadio Olimpico, avevano tre le mani le cinture dei pantaloni che roteavano nel tentativo di colpire gli avversari della Roma.

La situazione davanti allo stadio e nei dintorni dell'obelisco sul Lungotevere, comunque, è già tornata alla normalità. L'afflusso allo stadio dei tifosi, non molto numerosi, si è svolto in modo ordinato sotto la vigilanza di polizia e di molti altri agenti in borghese sparsi sul Lungotevere e ai due lati del Ponte Duca d'Aosta. Anche l'ingresso dei tifosi inglesi nel loro settore è stato tranquillo, nonostante la vicinanza con l'ingresso della curva nord romanista.

11 dicembre 2007

Comunicato Curva Nord Taranto

CURVA NORD TARANTO
La Curva Nord Taranto torna a far sentire la propria voce in concomitanza della riapertura dello stadio in quanto la nostra mentalità ci porta a parlare unicamente agli ultras della Nord nel contesto che più ci appartiene: ovvero quello dello Iacovone.
Al tal proposito, ci teniamo a sottolineare che la Curva Nord si asterrà da qualsiasi forma di organizzazione del tifo per solidarietà ai ragazzi arrestati. Questa protesta si protrarrà fino a quando i nove ragazzi non torneranno liberi; libertà che a loro non è stata ingiustamente concessa mentre al poliziotto che ha ucciso Gabriele Sandri si.
Questa disparità, pertanto, ci impone di chiedere ancora una volta giustizia e chiarezza, sia per il povero ragazzo assassinato che per i nostri ultras ancora in carcere.
Come del resto non vediamo di buon proposito l’accanimento del comune e della Taranto Sport, i quali si sono costituiti parte civile nei confronti dei nove ragazzi, ai quali hanno chiesto cifre assurde.
La Curva Nord per tanti anni ha rappresentato un punto di riferimento per l’aggregazione giovanile in città, oltre ad essere protagonista della storia calcistica del Taranto.
E’ paradossale, tuttavia, come le tante persone che nei momenti positivi ci hanno lodato, salendo sul carro del vincitore, ora ci abbiano voltato le spalle, dandoci addosso senza aver cercato minimamente di capire quali siano state le ragioni del nostro comportamento.
Per noi, infatti, il campionato andava sospeso così come è successo per i fatti di Catania, vicenda che, tra l’altro, ancora oggi non ha dei contorni ben definiti.
Infine, ci teniamo a sottolineare che continueremo ad essere vicini ai colori rossoblù, non abbandonando la squadra ma non rispecchiandoci nella società presieduta dal signor Blasi, il quale non perde tempo per gettarci fango in continuazione e in maniera ingiusta.
Difatti, nonostante egli non faccia altro che ripetere di tutelare gli abbonati, dimentica che oltre l’80% degli aderenti ai gruppi ultras è regolarmente abbonato, mentre alcuni personaggi continuano ad assistere alle partite anche quando sono a porte chiuse, a dispetto dei restanti 3500 che hanno sottoscritto l’abbonamento.

9 dicembre 2007

Tifoso cade nel vuoto, stop partita

Paura a San Benedetto del Tronto, ma giovane non e' grave

(ANSA) - S.BENEDETTO DEL TRONTO (ASCOLI PICENO), 9 DIC - Paura allo stadio delle Palme di S.Benedetto, quando un tifoso e' caduto nel vuoto da una curva. L'incidente e' avvenuto dopo durante Sambenedettese-Sangiovannese (serie C/1, girone B), che l'arbitro ha subito sospeso. Il giovane, un ultra' della squadra di casa, ha fatto un volo di 5 o 6 metri, ma non e' grave. Quando l'altoparlante ha annunciato lo scampato pericolo, la gara e' ripresa, con un grande applauso del pubblico al ferito.

4 dicembre 2007

ATALANTA: ULTRAS CURVA NORD SI SCUSANO

Fonte: repubblica.it

Gli ultras dell'Atalanta chiedono scusa agli altri tifosi bergamaschi per la chiusura della curva nord fino al 31 marzo disposta dal giudice sportivo per gli incidenti che hanno portato alla sospensione della partita con il Milan. "Abbiamo mancato di rispetto prima di tutto ai bergamaschi e agli atalantini, anche a quelli della nostra stessa curva, e questa è la cosa che più ci dispiace", si legge in un volantino distribuito fuori dai cancelli dello stadio prima di Atalanta-Napoli.

3 dicembre 2007

Ternana: Ultras per protesta restano fuori dallo stadio

In occasione della gara di domani tra Ternana e Pro Patria gli Ultras resteranno fuori dal Liberati per protesta, entreranno in Curva Est solo per la durata del minuto di silenzio per l'improvvisa scomparsa di Riccardino, tifoso della Curva e Silvano storico tifoso di Radio Noce. Questo il testo del comunicato:

"Domenica scorsa ci avete fermato voi, questa domenica ci “fermiamo” noi. Ci fermiamo per protestare contro il baraccone del calcio che per biechi interessi economici e per squallidi motivi politici deve per forza dicose continuare. Protestiamo contro uno stato che ritiene più grave un vetro ed un cancello rotti ( Bergamo e Taranto ) che un omicidio volontario ai danni di un ragazzo di ventotto anni. La loro “giustizia” ha decretato per iprimi decine di arresti, nemmeno un minuto di galera e un‘assordante silenzio per i secondi. Protestiamo contro gli pseudo-ultras che hanno trasformato le curve in supermercati e hanno calpestato tutti i valori che ci hanno sempre contraddistinto portando avanti la politica dei facili guadagni, dei coltelli, delle asce, e dei vandalismi gratuiti. Protestiamo contro i mercanti del calcio come Longarini e i dirigenti arroganti ed incapaci come Pesce e Montemari che calpestando ed infangando la passione di intere città portano avanti gestioni che con ilnostro calcio non hanno nulla a che vedere.
NOI DI TUTTO QUESTO NON SAREMO MAI COMPLICI ed è per questo che anche domenica per la partita in casa contro la Propatria resteremo fuori
dallo stadio. Una forma di protesta che avrò un seguito con altre iniziative.
CONTINUEREMO A LOTTARE, A STARE INSIEME E AD AVERE LIBERI PENSIERI.
QUANDO ANDARE ALLO STADIO LO DECIDEREMO NOI !
CONTRO IL CALCIO DEI PADRONI !"


ULTRAS 07

1 dicembre 2007

COMUNICATO UFFICIALE CURVA SUD ROMA SEMO ROMANI MA ROMANISTI DE PIU'

FONTE: -I gruppi della Syd.

Tifoso della As Roma, Ultras della Curva Sud,
semplice utente di questo calcio industria o
illuso e romantico sostenitore di un ideale e di uno stile di vita,
a te rivolgiamo queste righe per spiegare il perchè,
domenica prossima in occasione di Roma -Udinese,
la Curva Sud dovrà rimanere vuota di passione e di persone.
La morte di Gabriele Sandri sembra si stia dimenticando,
superata e sepolta da un sistema deviato che salvaguarda se stesso
ed i propri interessi a discapito di tutto il resto

CURVA NORD CATANIA

CURVA NORD
MERITATE IL NOSTRO SILENZIO !!


Rieccoci nel nostro STADIO, dopo mesi di PROCLAMI dei FALSI MORALISMI, nell’anno in cui la poltrona della lega e occupata da un certo “MATARRESE” personaggio del quale e inutile fare l’elenco delle malefatte; negli anni in cui ai veri tifosi vengono fatte DENUNCE e date DIFFIDE per 5 anni, ARRESTI INGIUSTIFICATI restrizioni per le trasferte ecc.
E chi commette reati “OMICIDI” resta libero indisturbato e continua la sua vita come se niente fosse.
Etichettati come ‘TERRORISTI ASSASSINI, EMARGINATI SOCIALI”, noi ci definiamo ULTRAS.
Gente che della propria passione ne ha fatto una ragione di VITA.
Ora che hanno trasformato una passione in una forma di repressione costringendoci a dare addirittura a chiedere il permesso per entrare i nostri colori, adesso anche ad imporre ai tifosi, a NOI, di NON portare il SOSTEGNO per i nostri colori e la nostra passione a seguito della amata squadra .
La sciarpa, i colori, il nome di CATANIA, quella sciarpa che abbiamo portato con onore ovunque e difesa da chiunque……
Se questo e` quello che vogliono, noi siamo pronti a dirgli di NO!
Quale e` la differenza tra giocare in campo neutro e giocare nel nostro stadio senza colori o tifo?
Oggi per 90 minuti, NON CANTEREMO e come dall`inizio dell`anno non esporremo né striscioni né bandiere né sciarpe.
Resteremo in silenzio, cosi da far provare cosa voglia dire uno STADIO come vogliono loro, questi falsi MORALISTI che si sono proclamati veri tifosi del Catania, PRONTI AD ATTACCARE NOI ULTRAS.


CATANIA CURVA NORD
ONORE AI DIFFIDATI

28 novembre 2007

Siena-Lazio: niente tifosi ospiti Prefetto citta' toscana dispone chiusura settore stadio.

Fonte:raisport.rai.it

Niente tifosi della Lazio a Siena: il prefetto della citta' del Palio ha disposto la chiusura del settore ospiti dello stadio Artemio Franchi. Il rappresentante del governo ha dunque accolto le indicazioni dell'Osservatorio sullo sport del ministero dell' Interno. La prefettura ha inoltre ha disposto che ciascun tifoso potra' acquistare un solo biglietto, e che sara' vietato cedere a terzi il proprio abbonamento con una delega

26 novembre 2007

Roma, operazione anti-ultras nelle vie della Capitale

Fonte: asgmedia.it

Arrestato un giovane, due i denunciati a piede libero. Perquisite le case di esponenti vicini alle tifoserie

Da questa mattina (Domenica mattina nda) è in corso un'operazione delle forze dell'ordine in seguito agli scontri avvenuti a Roma domenica scorsa dopo l'assassinio di Gabriele Sandri, il giovane tifoso della Lazio ucciso da un proiettile sparato dalla polizia. Secondo fonti dell'agenzia un ultras è stato arrestato e portato a Regina Coeli, due i denunciati a piede libero, mentre per una quarta persona sono ancora in corso accertamenti. Sembrerebbe siano state perquisite decine di case di giovani vicini alle tifoserie romane 

LAZIO-PARMA: TIFOSI RICORDANO GABRIELE SANDRI

Fonte: repubblica.it

Atmosfera tranquilla allo stadio Olimpico nel pre-partita di Lazio-Parma. I tifosi biancocelesti ricordano Gabriele Sandri, morto due settimane fa in una stazione di servizio di Badia al Pino (Arezzo) ucciso da un colpo di pistola sparato da un poliziotto. Lo stato d'animo dei tifosi laziali si traduce in uno striscione che recita "Lacrime, dolore e silenzio". De Silvestri, amico di Gabriele Sandri, giocherà con il nome del giovane tifoso sugli scarpini e prima dell'inizio depositerà un mazzo di fiori in curva. Sempre poco prima del match dall'altoparlante partiranno le note di "Meravigliosa creatura", ovvero la canzone di Gianna Nannini che amava ascoltare Gabriele Sandri.

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All'Olimpico la Curva Nord si sta svuotando. Dopo aver reso omaggio a Gabriele Sandri e aver atteso 20 minuti dopo il fischio d'inizio di Lazio-Parma, i tifosi biancocelesti stanno lasciando il settore. Alcuni sono rimasti all'esterno, nel piazzale che separa i cancelli dalla curva, altri sono del tutto usciti dallo stadio. Alcuni di essi stanno cercando di entrare in altri settori. I cancelli sono chiusi e alcuni tifosi stanno chiedendo alla vigilanza se possono vedere la partita. All'esterno dello stadio, in ogni caso, la situazione è tranquilla. 

Calcio: Livorno-Samp, livornesi fischiano il minuto di silenzio

Fonte: corriere.it

LIVORNO - Alcune decine di tifosi livornesi hanno fischiato il minuto di silenzio in memoria del militare italiano ucciso ieri in Afghanistan. Gli autori del gesto sono stati sommersi dagli applausi e da fischi di disapprovazione degli altri spettatori, molti dei quali presenti nella stessa curva. Gli ultra' amaranto hanno anche esposto uno striscione che ricorda gli episodi dell' 11 novembre scorso quando un poliziotto uccise il tifoso laziale Gabriele Sandri e la successiva reazione rabbiosa di alcune frange ultra' a Bergamo, Milano e Roma. Nello striscione campeggia la scritta: ''11-11-07: Rispetto per gli ultras''. (Agr)

24 novembre 2007

SORTEGGIO QUALIFICAZIONE MONDIALE SUDAFRICA 2010, I 9 gruppi

Mondiali 2010
L’ITALIA NEL GRUPPO 8
CON BULGARIA,
EIRE, CIPRO, GEORGIA
E MONTENEGRO

Roma 25/11/2007

Bulgaria, Eire, Cipro, Georgia e Montenegro: sono queste le avversarie dell’Italia Campione del Mondo sorteggiata nel gruppo 8 per le qualificazioni ai Mondiali 2010. E’ questo l’esito dell’urna di Durban.
Il Mondiale sudafricano prenderà il via l’11 giugno 2010 e si chiuderà un mese dopo, l’11 luglio, dopo 64 partite, che si giocheranno in tre orari diversi (stesso fuso dell'Italia): alle 13, alle 16 e alle 20.
Nove le città e dieci gli stadi che faranno da scenario alle sfide: il Soccer City (94.700 posti, ospiterà la gara inaugurale e la finale), l'Ellis
Park di Johannesburg, il Durban Stadium di Durban, il Green Point di Cape Town, il Loftus Versfeld di Pretoria, il Nelson Mandela di Port
Elizabeth, il Peter Mokaba di Polokwane, il Mbombela di Nelspruit, il Free State di Bloemfontein e il Royal Bafokeng di Rustenburg.
La finale dei Mondiali si giocherà a Johannesburg l’11 luglio, le semifinali a Città del Capo il 6 luglio e a Durban il 7 luglio.

Questi i gironi delle qualificazioni europee:
Gruppo 1
Portogallo, Svezia, Danimarca, Ungheria, Albania, Malta
Gruppo 2
Grecia, Israele, Svizzera, Moldova, Lettonia, Lussemburgo
Gruppo 3
Rep.Ceca, Polonia, Irlanda del Nord, Slovacchia, Slovenia, San Marino
Gruppo 4
Germania, Russia, Finlandia, Galles, Azerbaigian, Liechtenstein
Gruppo 5
Spagna, Turchia, Belgio, Bosnia, Armenia, Estonia
Gruppo 6
Croazia, Inghilterra, Ucraina, Bielorussia, Kazakhstan, Andorra
Gruppo 7
Francia, Romania, Serbia, Lituania, Austria, Far Oer
Gruppo 8
Italia, Bulgaria, Eire, Cipro, Georgia, Montenegro
Gruppo 9
Olanda, Scozia, Norvegia, Macedonia, Islanda
Si qualificano per la fase finale le nove vincitrici dei
gironi mentre le otto migliori seconde si affronteranno in
spareggi per definire le altre quattro qualificate.

Avellino: anche gli ultras biancoverdi ricordano Gabriele Sandri

Fonte: irpinianews.it

Quarantacinque minuti di silenzio per ricordare Gabriele Sandri: è questo quanto deciso dalle tifoserie italiane. Un tempo senza vessilli e bandiere per onorare la memoria del tifoso laziale scomparso nell’area di servizio di Arezzo. All’iniziativa, prenderà parte anche la Curva Sud dello stadio Partenio, gli ultras di Avellino ancora una volta hanno dimostrato il loro amore verso il calcio e per chi come loro segue questo sport per passione e per inneggiare i colori della propria terra.

Ternana: Ultras senza trasferta in campo a S. Francesco.

Fonte: sporterni.it

Risposta migliore alla decisione dell'Osservatorio del Viminale di vietare la trasferta di Venezia ai tifosi rossoverdi non poteva esserci. Gli Ultras 07 infatti hanno organizzato per domenica pomeriggio con inizio alle 18 una partita di calcio con alcuni vecchi esponenti della Curva Est, sul campo in sintetico dell'oratorio di San Francesco, con tanto di coreografie da stadio visto che ci saranno bandiere, striscioni e fumogeni. Questo lo slogan dell'originale iniziativa: L’OSSERVATORIO SULLE MANIFESTAZIONI SPORTIVE NON CI MANDA A VENEZIA A VEDERE LA PARTITA ?!?? ALLORA LA PARTITA LA GIOCHIAMO NOI!!!! Sono invitati tutti i tifosi rossoverdi.

23 novembre 2007

Gli ultras Novara 1908 diserteranno lo Zaccheria

In seguito agli spiacevoli avvenimenti di Arezzo, il gruppo ULTRAS NOVARA 1908 ha partecipato agli incontri con tutte le tifoserie di serie A, B e C, tenutisi a Milano per discutere della situazione attuale che riguarda direttamente tutti i gruppi ULTRAS.
Durante le riunioni si è deciso all´unanimità di non presenziare alla prossima giornata di campionato (che per noi sarebbe la trasferta di domenica 25 novembre per l´incontro Foggia-Novara).
Questo “sciopero” intende protestare contro le dure posizioni e la criminalizzazione indistinta verso il mondo Ultras da parte dei mass-media e delle istituzioni.
ULTRAS NOVARA 1908
fonte forzanovara.it

COMUNICATO SCIOGLIMENTO ULTRAS ANCONA

Il gruppo Ultras Ancona comunica il proprio scioglimento.
Questa decisione è frutto di una lunga riflessione, giunta ora a termine nella maniera più dolorosa, ma sicuramente più coerente come la linea portata avanti finora dal nostro gruppo.
Dopo i fatti di Catania dello scorso febbraio, avevamo capito che purtroppo il mondo ultras, per come lo abbiamo sempre vissuto, quel mondo ultras in cui abbiamo sempre creduto,
non sarebbe più potuto essere lo stesso. Ma non ci siamo arresi, abbiamo disertato, abbiamo organizzato manifestazioni, iniziative di ogni tipo con la speranza, oggi sempre più utopistica, che quelle leggi anti-costituzionali e degne dei peggiori regimi sarebbero potute cambiare.
Con l’inizio del nuovo campionato, nonostante problemi interni legati al gruppo, dovuti anche al fatto che la quasi totalità dei suoi componenti è diffidata e al fatto che ci riconosciamo sempre meno in questo schifo di calcio moderno, abbiamo provato a resistere e dato vita ad altre numerose iniziative per mobilitare i tifosi e le coscienze a non piegarsi alla repressione e a non accettare ogni divieto ed ogni legge liberticida pur di vedere una partita di calcio, anche se è risultato vano.

Ci sciogliamo, ma siamo fieri dei sacrifici fatti, dei nostri 4 anni di vita ultras.
Siamo nati da una costola del mitico Collettivo, cercando di portare avanti i suoi stessi valori ed ideali, senza cercare di sostituirlo. Siamo orgogliosi di aver tenenuto alti i colori biancorossi, di aver rappresentato la nostra città in ogni stadio d’Italia anche nei tempi più bui della retrocessione dalla serie A, del fallimento e della serie C2, fino al ritorno alla C1 senza mai scendere a compromessi;
ci sciogliamo altrettanto fieri di quanto fatto per combattere sempre ogni forma di razzismo e repressione fuori e dentro gli stadi.

Concludiamo ringraziando tutti coloro che in questi anni hanno creduto in noi e ci hanno supportato.
Salutiamo gli amici di Napoli, Cosenza, Genoa, Spal e Montevarchi con i quali abbiamo passato momenti indimenticabili in molte occasioni, nonchè gli ultras di Teramo con i quali abbiamo condiviso momenti importanti di lotta contro il Decreto Amato, uniti solo dalla mentalità ultras.

Il nostro ultimo saluto e ricordo va a VINCE’:
un ultras vero ed un amico che non è più con noi ma che vive per sempre nei nostri cuori.

Muoiono gli Ultras Ancona, ma non muoiono i nostri ideali.
Ancona nel cuore.

COMUNICATO ESTREMO SOSTEGNO ASCOLI

Con questo comunicato,oltre ad esprimere solidarietà alla famiglia del giovane Gabriele Sandri,che due settimane or sono,ha perso la vita in un autogrill nei pressi d’Arezzo,vogliamo mettere in luce il comportamento deprecabile ed a dir poco vergognoso di chi gestisce il sistema calcio ed esprimere la nostra posizione riguardo l’accaduto.
Secondo noi il campionato sarebbe dovuto essere fermato così come avvenne quando morì Filippo Raciti durante i fatti ben noti di Catania-Palermo. La vita sia che sia di un giovane poliziotto o di un giovane tifoso,è il bene più importante che esista e come tale deve poter essere rispettato ed onorato.
Il gruppo, dato che non appartiene al nostro modo di essere ed alla nostra mentalità,non vuole presentarvi il solito discorso finto o ipocrita che già i mass media vi hanno rifilato fino alla nausea.

E’ per voi giusto riversare tutte le colpe del nostro calcio malato sul mondo ultras?

Prima di tutto chiariamo chi per noi è l’ultras. Per noi essere ultras vuol dire cantare a squarciagola per tutti i 90 minuti sia in casa che fuori ,con il sole o con la pioggia con il caldo o con il freddo; è l’amore smisurato per la nostra squadra che ci tiene uniti e ci fa convergere tutti nello stesso gruppo. L’ultras non è violenza gratuita;è la difesa intransigente di uno stile di vita messo in pericolo dai biglietti nominativi,dalle pay –tv ,dalla tv spazzatura e soprattutto dalla repressione; essere ultras vuol dire sentimenti non richiudibili in parole ma quel brivido che ti percorre la schiena e ti stringe il cuore, che provi quando chiunque entrando in uno stadio guarda una curva gremita e calda cantare

A questo punto, arrivando alla fine del nostro ragionamento, di chi è la colpa?

Secondo noi la maggior parte della responsabilità è da attribuire a chi dovrebbe gestire questo calcio, il quale, per poter mostrare fermezza ed autorità(????), alimenta giorno dopo giorno una crescente tensione,emanando ad esempio decreti che vietano gli striscioni e le bandiere allo stadio. Politici e ben pensanti,invece di scannarsi su diritti tv e su come fare più soldi a nostre spese,potrebbero concentrare i loro sforzi in una costruttivo e corretto modo di agire prima che altre giovani vite vadano perdute.


- il Direttivo -

SARTONI, Domenica silenzio in tutti gli stadi

Fonte:firenzeviola.it

A TuttoViola, la trasmissione sportiva di Tuttoradio (Fm 95,700), è stato contattato Stefano Sartoni, presidente del Collettivo. Ecco le sue parole: "Domenica ci sarà assoluto silenzio in tutte le curve per ricordare la morte di Gabriele Sandri. Questa decisione è stata presa di comune accordo fra tutte le curve. Anche i nostri tifosi a Reggio rispetteranno questa decisione. Fortunatamente noi siamo una delle poche rappresentative di tifo in trasferta per questa giornata, viste le misure di sicurezza prese dal Giudice sportivo. Per quanto mi riguarda, la mia posizione, all'interno del Collettivo e della tifoseria viola, verrà chiarita nei prossimi giorni insieme agli altri gruppi e all' ACCVC" 

I filmati su You Tube incastrano i tifosi teppisti. Decisive le immagini dai tetti di via Monticelli

Fonte: espresso.repubblica.it
Già condannato a dieci mesi il primo arrestato
Il sospetto di una rissa organizzata per attaccare la polizia
La politica Esclusi dalla Digos schieramenti precisi. Accanto a simboli fascisti sono state trovate bandiere con il volto di Che Guevara

Nell´ordinanza di misura cautelare sottoscritta venerdì 16 novembre, ed eseguita dalla Digos cinque giorni più tardi, il giudice per le indagini preliminari Adriana Petri distingue tra chi ha precedenti penali e chi no. E ancora, tra chi è già finito nei guai per questioni legate allo stadio e chi invece ha combinato altri pasticci. E´ così che vanno letti gli arresti di tre ultrà genoani - Stefano Montaldo, Paolo Poletti, Fabio Praticò - e di un sampdoriano, Luca Crosa. I quattro dall´alba di ieri sono in carcere. Saranno interrogati domani. Ai domiciliari si trovano invece il rossoblù Agostino Nelumbo e il blucerchiato Andrea Biggi. La polizia cita quindi Lino Sias ed Ivanohe Benigni - che simpatizzano per il Grifone -, più Marco Petulicchio: per loro tre sono già scattati gli obblighi di presentazione presso la polizia giudiziaria. Dovranno firmare ogni giorno presso un commissariato. Accadrà due volte la domenica pomeriggio, per impedire comunque che vadano alla partita. Al bilancio degli investigatori vanno aggiunti altri tredici tifosi (otto del Genoa, cinque della Samp) che sono indagati. E trenta Daspo, i divieti ad assistere a manifestazioni sportive.
Sono accusati a vario titolo di rissa, lesioni e danneggiamenti aggravati, di porto abusivo di armi improprie, di lancio di oggetti atti ad offendere. In teoria rischiano oltre due anni di reclusione. In pratica, vale la pena di prendere in considerazione quello che è accaduto ad Andrea Leopizzi, 41 anni. Fu arrestato nei giorni successivi agli scontri. Ha recentemente patteggiato dieci mesi di prigione. E´ agli arresti domiciliari.
I 22 sono stati identificati grazie alle registrazioni fatte con i telefonini dagli abitanti di via Monticelli, che dalle loro finestre filmarono la furibonda rissa fra oltre trecento ultrà rossoblucerchiati. Erano le quattro e mezza di domenica pomeriggio, 23 settembre. Vigilia di Sampdoria-Genoa, derby di serie A dopo dodici anni di attesa. Le immagini finirono subito in rete, su You Tube. Gli investigatori le hanno usate per dare un nome ai teppisti. Ieri gli agenti della Digos hanno recuperato magliette e sciarpe indossate dai protagonisti degli scontri, provandone ulteriormente il coinvolgimento.
Nel corso delle perquisizioni sono state recuperate spranghe - una ancora sporca di sangue -, bastoni, coltelli, fionde. Una bandiera nazista, due manganelli neri con la scritta «Dux-Mussolini» e l´immagine del Duce. Un paio di libri dedicati agli ultrà. Passamontagna. Giuseppe Gonan, capo della Digos, ha però escluso precise connotazioni politiche del tifo più estremo. Spiegando che accanto a simboli fascisti sono state trovate bandiere con il volto di Che Guevara, ricordando che a Genova in nome della stessa squadra vanno a braccetto simpatizzanti di estrema destra e della sinistra antagonista.
Due mesi fa un gruppo di oltre cento genoani mosse dalla sede dell´ Ottavio Barbieri, lo storico club rossoblù, non lontano da piazza Alimonda. Impiegarono circa mezz´ora per arrivare in corso De Stefanis, giusto sotto alla Gradinata Sud. E´ possibile che volesse provocare i «cugini». Che però non furono colti di sorpresa, al contrario. Li aspettavano, i volti coperti. Qualcuno sostiene che la rissa era stata in realtà organizzata per attaccare le forze dell´ordine. Quando carabinieri e poliziotti caricano, i tifosi si coalizzarono per qualche secondo. Ma furono rapidamente dispersi. Il bilancio fu tutto sommato contenuto: tre feriti leggeri, una dozzina d´auto e otto scooter danneggiati.
I fermati sono quasi tutti tra i venti e i trent´anni, tranne un paio di quarantenni. Molti disoccupati, operai come Lino Sias (difeso dall´avvocato Andrea Martini), o Stefano Montaldo, commesso in un supermercato di piazza Merani. Ieri ha incontrato il suo avvocato, Mario Iavicoli. «Mi sono trovato a passare dalle parti dello stadio per caso», si difende. «Ho visto gli amici che si picchiavano, ho provato a strappare loro di mano i bastoni. E poi, ci sono finito dentro. Una scazzottata, niente di più. Le ho prese, le ho date. Ma non ho danneggiato le macchine posteggiate in via Monticelli».

Viaggio nel mondo degli ultras genovesi: "La curva è in mano ai ragazzini, cani sciolti e disgregazione le cause degli scontri".

Fonte: canali.libero.it

Trasferte vietate a Juventus, Milan, Inter, Napole e Genoa
Se le erano promesse da tempo ed è puntualmente accaduto prima del derby. E non in una fredda giornata infrasettimanale di qualche anno fa, quando, non lontano dallo stadio in Via Ferreggiano, bande di ultras di Genoa e Sampdoria si erano fronteggiate a colpi di bastoni e catene per sanare uno sgarbo fatto dai genoani. Operando una vera e propria frattura insanabile all’interno delle due tifoserie. Secondo alcuni tutto sarebbe nato da lì. Da allora nulla è stato più come prima. E ora la nuova guerriglia potrebbe rappresentare un ennesimo segnale per le due tifoserie. La polizia lo sa bene e forse anche per questo ha atteso tanto prima di intervenire con i nove arresti effettuati la notte tra martedì e mercoledì. Alcuni degli arrestati sono volti ben conosciuti alla questura, altri invece no. Ma cosa succede nella geografia ultras di una città che da sempre era stata considerata a modello da tutta Italia per la correttezza e le coreografie in occasione di derby vissuti per anni a colpi di sfottò ma senza mai trascendere nella violenza? ”Da quando si è sciolta la Fossa dei Grifoni è stato un precipitare della situazione. Non esiste più un gruppo che comanda e ormai la curva, ora, è in mano a dei ragazzini e le conseguenze si vedono...”racconta Marco venti anni di militanza nella mitica Gradinata Nord per cercare di spiegare la confusione che regna all’interno della tifoseria più accesa del Genoa. La Fossa dei Grifoni, infatti, è uno dei più antichi gruppi ultras nato all’inizio degli anni 70 e scioltosi a metà novanta, lasciando ad un manipolo di gruppi. Ottavo Barbieri, Skin heads e vecchi Orsi, sempre con una forte matrice politica di sinistra. Questa situazione molto frammentata è peggiorata dopo lo scioglimento poi rientrato anche dell’Ottavo Barbieri il gruppo che aveva preso il sopravvento sugli altri. Dall’altra parte la situazione - se possibile - è ancora più conflittuale con i gruppi degli Ultras Tito Cucchiaroni, nati nel 1969 e Fedelissimi ed Hell’s Angel a spartire diverse porzioni di gradinata. Rivalità che spesso sfocia anche in furibonde liti in gradinata.

Insomma sembra che nella città ligure, forse più che in altre parti, si stia verificando una disgregazione delle due curve e si stia assistendo ad una sorta di “guerra “per il controllo delle stesse. “Via Nereggiano è stato lo spartiacque di quella silente tregua promulgata da Fossa ed Ultras Tito. Da allora i due gruppi storici e soprattutto i capi storici si sono allontanati e non interferiscono più con le scelte della curva.

Ma come si sa nei momenti di transizioni di potere, la confusione regna sovrana”. Il quadro illustrato da Luca 24 anni, degli Hell’s Angel della Sampdoria, può forse far rabbrividire qualcuno, ma rischia di essere una lucida analisi di quello che sta accadendo. La situazione resta in ogni caso di difficile spiegazione come confermato dalla stessa Digos ma il fatto che alcuni degli arrestati fossero totalmente sconosciuti alla polizia fa supporre che probabilmente i “vecchi” - con cui le forze dell'ordine avevano instaurato una sorta di rapporto di “collaborazione” fattiva, - abbiano ormai tirato i remi in barca lasciando campo aperto ad una serie di cani sciolti. Sembrerebbe passata di moda poi anche la tipologia degli ultras genovesi, per molti come una sorta di famiglia, in cui esisteva una ferrea scala gerarchica e con rarissimi scontri in piazza. Ora invece la disgregazione ha reso tutto molto più nebuloso e difficile. 

Comunicato Gruppi ultras della Curva Andrea Costa di Bologna

Silenzio per chiedere giustizia e verità dopo l'11 novembre - 21 - 11 - 2007

Ci sono momenti per tifare, per manifestare, per urlare la propria rabbia o il proprio silenzio.
Oggi noi sacrifichiamo la voglia di urlare e di tifare, o meglio, il diritto di urlare e di tifare, per chiedere giustizia e verità per chi non può farlo, perché è stato ucciso.
Oggi e domani il silenzio dei gruppi ultras in tutti gli stadi e in tutte le categorie (dalla A ai dilettanti) sarà un altissimo grido di giustizia e una grandissima richiesta di verità, grazie ad ogni persona che si unirà al nostro silenzio e alla nostra voglia di non fare finta di nulla dopo i fatti dell'11 novembre.

I FATTI DELL'11 NOVEMBRE:
- L'11 novembre verso le ore 9,00, un agente di polizia uccide Gabriele Sandri, 28 anni, tifoso.

- l'11 novembre dalle 9 di mattina in poi, il Questore di Arezzo inizia a costruire un castello di informazioni frammentarie, incomprensibili, false, confuse e incerte e andrà avanti cosi fino a sera, raccontando di un fantomatico colpo sparato in aria che - chissà perché e chissà come - ha ucciso una persona...

- l'11 novembre il Responsabile della Polizia decide - nonostante alcune pressioni della Federazione Calcio - che non è il caso di fermare il campionato, un "simbolico" ritardo di 10 minuti (peraltro solo per le partite di serie A, perché per le altre serie nemmeno quello) è più che sufficiente per uno che poi alla fin fine era nel migliore dei casi "solo" un tifoso e nel peggiore magari anche un po' ultras....

- l'11 novembre sono (siamo) in tanti quelli che sanno che l'unica cosa giusta e civile sarebbe non giocare ! Non hanno nessun senso queste partite davanti ad un omicidio come quello che è appena avvenuto: comincia a salire subito la richiesta di GIUSTIZIA che nelle prime ore di quella maledetta domenica significa, semplicemente, "NON GIOCARE"....

- l'11 novembre si reagisce con rabbia alla ignobile decisione di far giocare il campionato: le reazioni più clamorose (da Bergamo a Taranto, dove comunque l'unico scopo era quello di non far giocare la partita) fanno subito il giro delle televisioni, dell'informazione, dei perbenisti e moralisti dell'ultima ora. La reazione rabbiosa, e sicuramente in alcuni casi estrema, diventa il pretesto per provare a far passare in secondo piano il motivo e in primo piano le conseguenze: GLI ULTRAS distruggono il calcio... sono un pericolo pubblico... fermiamoli....

- l'11 novembre ha confermato, nella sua drammaticità, (se mai ce ne fosse stato bisogno) che le norme e i provvedimenti del "dopo-Raciti" sono solo un guazzabuglio di provvedimenti anticostituzionali che si sono dimostrati clamorosamente sbagliati. I provvedimenti cautelari basati sulla presunzione di pericolosità, i tornelli, i biglietti nominali, i controlli e i divieti per i bambini di entrare allo stadio con bandiere della propria squadra, il divieto di esporre striscioni con nomi di gruppi e di suonare tamburi, il divieto di comperare i biglietti per la trasferta nel giorno della partita e via di questo passo, i sequestri di decine e decine di sciarpe con la sola scritta ultras e l'assoluta disparità e soggettività di comportamenti da uno stadio all'altro e da una partita all'altra ... a cosa sono serviti?

DOPO L'11 NOVEMBRE
- il fatto è che c'è una persona di 28 anni uccisa... uno di quelli che allunga la lista delle "morti per caso" come Aldrovandi a Ferrara e dei "morti per stadio".

- il fatto è che le conseguenze per la "gente da stadio" (per tutti, non solo per gli ultras) saranno sempre peggiori: adesso sbandierano la "Card del tifoso" (strumento di controllo e in pratica di annullamento di diritti costituzionali quali la libertà di circolazione, di parola, di espressione ecc), la security privata, il divieto di trasferte a decine di tifoserie.

- il fatto è che, per l'ennesima volta, mentre dagli ultras arriva chiaro il messaggio che NESSUNO può morire per una partita (sia questo un poliziotto oppure un ultras) e che per noi i morti sono tutti uguali (se è vero che dopo Raciti moltissimi gruppi avevano deciso un' autosospensione) per la "parte bene e ufficiale" del calcio, e dello Stato, la morte non è certo uguale per tutti.

- il fatto è che domenica 18 novembre il campionato si ferma (per altro - per caso?- proprio nella giornata in cui la Serie A - unica con un valore economico - già non avrebbe giocato) e non per rispetto verso un ragazzo morto ma per protestare verso "la violenza nel calcio"...

- il fatto è che con orgoglio non ci siamo mai adeguati alle "norme dell'Osservatorio" e abbiamo preferito rinunciare (con grandissimo sacrificio) a tutti gli storici mezzi di espressione del nostro tifo (striscioni, bandiere, fumogeni, megafoni, coreografie ecc) pur di non "accettare", e quindi implicitamente condividere, delle misure che, di fatto, erano il contrario di tutto quello che è lo spirito ultras o semplicemente il libero tifo da stadio. Per questo, mentre rispettiamo tutti i clubs "non-ultras" che hanno deciso di sottostare alle norme dell'osservatorio chiedendo i rispettivi permessi, non possiamo condividere assolutamente la scelta di "gruppi ultras" che hanno "svenduto" uno striscione per un permesso chiesto alle Questure, né possiamo pensare di portare avanti le nostre idee assieme a loro....

E ADESSO, DOPO L'11 NOVEMBRE, NOI CHIEDIAMO:
- Giustizia vera per Gabriele Sandri, e Giustizia vera significa non solo l'imputazione di omicidio volontario a carico di chi ha ucciso (quella è la minima applicazione della legge, non giustizia) ma anche che emergano in tutta la loro drammaticità le esagerate responsabilità di chi prima ha cercato di falsare o non divulgare la notizia e di chi dopo ha ritenuto che era più importante giocare qualche partita, che rispettare un morto da stadio

- Giustizia e Verità sul caso-Raciti: venga finalmente fatta luce sui fatti (ma quelli veri, non quelli che fanno comodo) e si dica, senza paura, come sono andate veramente le cose, uno Stato libero e democratico non ha paura della verità.

E se GIUSTIZIA (ma quella vera, quella con tutte le lettere maiuscole) verrà fatta, allora questa sarà la nostra unica e migliore "vendetta". Lotteremo per ottenere questa Giustizia, la invocheremo a gran voce, la porteremo tra la gente che con noi condivide la passione per la nostra squadra e che, siamo certi, non può volere questo "modo di andare allo stadio". E a tutti quelli che hanno già strumentalizzato questa vicenda o che l'hanno utilizzata o l'utilizzeranno per provare a dimostrare "che è tutta colpa degli ultras" e che senza di loro "tutto è perfetto, bello e sicuro"... a tutti questi possiamo solo dire una cosa: VERGOGNATEVI!!!

I Gruppi ultras della Curva Andrea Costa (Bologna)

22 novembre 2007

COMUNICATO UFFICIALE COMMANDO ULTRà CURVA SUD 1987 BARLETTA

COMMANDO ULTRà CURVA SUD 1987 BARLETTA
IL DIRETTIVO CUCS1987 COMUNICA CHE PER GLI EPISODI CHE SI SONO VERIFICATI DOMENICA 11/NOVEMBRE NON ESPORRà IL PROPRIO SIMBOLO NE NELLE PARTITE IN CASA E NE IN QUELLE ESTERNE.

DETTO QUESTO VOGLIAMO DIRE A TUTTI CHE QUESTA NOSTRA DECISIONE è STATA PRESA CON LA MORTE NEL CUORE MA è STATA NECESSARIA PER TANTI MOTIVI CHE VI ELENCHIAMO:

1)E ASSURDO CHE UN RAGAZZO DI 26 ANNI VENGA BARBARAMENTE AMMAZZATO DALLA POLIZIA PER NESSUN MOTIVO.ECCO PERCHè I CAMPIONATI DI TUTTE LE CATEGORIE ANDAVANO FERMATI COME QUANDO è MORTO RACITI \"LE MORTI SONO SEMPRE UNA TRAGEDIA DUNQUE UGUALI PER TUTTI\"

2)DI CONSEGUENZA SE SONO SUCCESSI INCIDENTI A BERGAMO E TARANTO E IN QUALCHE ALTRO STADIO è PERCHè SIAMO STANCHI DI ESSERE TRATTATI DA CRIMINALI.SIAMO SOLIDALI CON TUTTI GLI ULTRAS D\'ITALIA PERCHè LA MORTE DEL NOSTRO FRATELLO GABRIELE ANDAVA RISPETTATA,PERCHè IL NOSTRO MOTTO è \"DIVISI DAI COLORI UNITI NEI VALORI\"


3)SONO ANNI CHE CON ALTRI GRUPPI DI TUTTA ITALIA STIAMO COMBATTENDO LA REPRESSIONE NEGLI STADI,CHIARAMENTE NN SIAMO SANTI MA NEANCHE CRIMINALI ECCO PERCHè LA NOSTRA SCELTA è UNO STILE DI VITA (ULTRAS) CHE NESSUNO MAI POTRà REPRIMERE.I NOSTRI IDEALI VANNO RISPETTATI SE VERAMENTE VIVIAMO IN UNO STATO DEMOCRATICO E NN DI POLIZIA.
PER DIFENDERE I NOSTRI IDEALI CHE SONO LEGITTIMI 12 ULTRAS DI NOI I PIU GRANDI DEL DIRETTIVO SONO STATI ARRESTATI E DIFFIDATI NELLA MANIERA PIù INGIUSTA E CRIMINALE CHE POSSA ESISTERE.
DETTO QUESTO NOI VOGLIAMO PAGARE PER QUELLO CHE SI Fà;NN PER NN AVER FATTO NIENTE DI QUELLO CHE CI VIENE ATTRIBUITO.

4)PER QUESTI MOTIVI E MOLTI ALTRI(CI VORREBBE UN LIBRO PER ELENCARLI)CI SENTIAMO SOLIDALI CON GLI AMICI BERGAMASCHI E DUNQUE SINO AL 31 MARZO 2008 O FINO A QUANDO NON VERRA RIDATA LA CURVA NORD AI NOSTRI FRATELLI,NON ESPORREMO I NOSTRI SIMBOLI.
FERITI SI
ARRESI MAI

ULTRAS LIBERI

NN CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI!!!

IL DIRETTIVO
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UN SALUTO PARTICOLARE A CLAUDIO E TUTTA LA CURVA NORD BERGAMASCA,AGLI UCN BARI E A TUTTO IL MOVIMENTO ULTRAS,CHE NESSUNO INDIETREGGI AVANTI ULTRAS

COMUNICATO CURVA NORD MAURIZIO ALBERTI PISA

….. CHE IL NOSTRO SILENZIO VALGA PIU’ DI MILLE PAROLE…
"Dopo i due incontri Nazionali tra le rappresentative Ultras tenutisi nel corso di questa settimana, è stato deciso da tutte le curve italiane di accogliere l'iniziativa di sospendere il tifo nella prossima giornata di campionato.
Tra le diverse proposte presentate dalle Tifoserie presentatesi nei due incontri, quella della sospensione del tifo è risultata essere la più condivisa e si auspica che anche le Tifoserie che non hanno potuto intervenire possano rispettarla.
L'astensione dal tifo a livello nazionale alla ripresa dei campionati professionistici vuole esser intesa come forma di dissenso verso la criminalizzazione degli Ultras, come richiamo dei mezzi d'informazione al loro dovere deontologico e del rispetto del diritto d'informazione dei Cittadini ma soprattutto per ribadire il desiderio di aver Giustizia per Gabriele Sandri.
Sabato e domenica facciamo sì che il Nostro silenzio valga più di mille parole...".

Questo il comunicato nazionale diffuso e condiviso dalla totalità delle tifoserie. Come Curva Nord Maurizio Alberti abbiamo deciso di aderire alla forma di protesta che è stata scelta e nella partita a Verona con il Chievo ci asterremo dal sostenere la squadra durante l’arco dei novanta minuti. Anche se il momento del Pisa e le gesta dei ragazzi di Ventura meriterebbero il consueto sostegno sabato è importante rispettare questo silenzio. Invitiamo però tutta la tifoseria nerazzurra ad entrare nello stadio Bentegodi con largo anticipo, questo perché nella mezzora precedente al fischio iniziale faremo il tifo, canteremo i nostri cori, urleremo a squarciagola, sventoleremo le nostre sciarpe, cercheremo in tutti i modi e nonostante il decreto di colorare il settore ospiti. Ma appena inizierà la partita scenderà il silenzio. Un silenzio che in mezzo a tanta ipocrisia e in mezzo a tante parole false e moraliste chiede giustizia per Sandri, e, insieme al resto delle tifoserie italiane, esprime dissenso verso tutta questa criminalizzazione del mondo delle curve.
Quelli che l’ambiente Pisa Calcio loda ad ogni occasione, sono Ultrà. Che lo sappiano bene anche il tecnico e i giocatori, da capitan Raimondi in giù. Quelli che sostengono le squadra, quelli che cantano “Vamos Vamos” e fanno le coreografie, quelli che a Verona staranno zitti e renderanno spettrale il clima del Bentegodi, svilendo di fatto lo spettacolo, sono Ultrà.
Leggendo gli atti del Viminale, e gli articoli dei giornali, e sentendo le direttive delle Questure, gli ultrà sono il principale problema della criminalità in Italia. Il nemico pubblico numero uno. Da combattere, contrastare, schiacciare. Perché sull’argomento-ultrà le forze dell’ordine sono sottopressione. Più che per pedofili, mafiosi, camorristi. E sanno di avere le mani libere.
Per l’Ispettore Raciti si sono fermate la partite. Per Sandri no. È inaccettabile il silenzio che c’è stato in seguito all’omicidio dalle nove di mattina all’una, sono inaccettabili le prime dichiarazioni della questura di Arezzo che parlavano di colpi sparati in aria, di chissà quale rissa, di un morto colpito chissà da cosa ma comunque già tacciato di precedenti da stadio (tra l’altro poi smentiti). Sarebbe stato logico e normale che già alle dieci di mattina si parlasse di un colpo sparato ad altezza uomo da uno scellerato poliziotto, sarebbe stato logico scusarsi e ammettere le proprie colpe, chiedere scusa a famiglia, amici e promettere a tutti che quel Rambo dell’autostrada verrà perseguito come qualsiasi altro cittadino che commette un omicidio. E invece fino a che non sono sbucati i testimoni, fino a che la palese verità non è venuta fuori, si parlava di omicidio colposo, di colpi sparati in aria, di pistole sgusciate e di chissà quali risse epiche scoppiate a quel maledetto autogrill. Ed infine sarebbe stato normale già alle dieci di mattina che gli organi competenti, come successo nel caso di Raciti, fermassero i campionati. LA MORTE E’ UGUALE PER TUTTI! Tanti disordini che si sono venuti a creare dopo si sarebbero forse alleviati con la pronta sospensione dei campionati e con la pronta ammissione delle colpe da parte della Questura. Al contrario l’atteggiamento ha ancor più innescato la rabbia di chi in Gabriele Sandri, un tifoso che andava alla partita, si identificava. Ci viene da domandarsi se le partite non sono state sospese subito proprio perché agli organi Istituzionali conveniva alimentare questa rivolta per spostare l’attenzione dei mass-media e dell’opinione pubblica ancora una volta verso i temibili ultras e non verso l’uso improprio delle armi da fuoco da parte delle forze dell’ordine. Ma come si fa a cercare di coprire e difendere un uomo che spara ad un altro uomo inerme da cinquanta metri nella testa???
Non sfuggirà che la nostra adesione all’iniziativa nazionale sembra rovesciare una posizione tenuta ormai ferma da molti anni: nessun compromesso né accordo con quelle tifoserie che hanno continuato a girare con lame e in tasca, rivendicando tali comportamenti, o quelle tifoserie che continuano a lucrare sul tifo. Per non parlare delle tifoserie che sono scese a patti con Amato e con le questure tramite l’ultima moda delle autorizzazioni. L’autorizzazione di un gruppo Ultrà! Come gli Indiani con gli americani: pur di non farci sterminare, accettiamo le Riserve.
La nostra presa di posizione, su questo, è sempre stata molto dura: chi chiede autorizzazioni per quello che dovrebbe essere libero, chi dà una coltellata alle spalle e poi scappa via, chi è stipendiato dalle curve o dalle stesse società, per noi NON E’ UN ULTRAS. Sono anche gli stessi comportamenti di questi a dare ad Amato e colleghi il pretesto per uscire dalla costituzionalità con i ben noti decreti.
Curva Nord Maurizio Alberti - Pisa

Che il nostro silenzio valga piu’ di mille parole...

"Dopo i due incontri Nazionali tra le rappresentative Ultras tenutisi nel corso di questa settimana, è stato deciso da tutte le curve italiane di accogliere l'iniziativa di sospendere il tifo nella prossima giornata di campionato.
Tra le diverse proposte presentate dalle Tifoserie presentatesi nei due incontri, quella della sospensione del tifo è risultata essere la più condivisa e si auspica che anche le Tifoserie che non hanno potuto intervenire possano rispettarla.
L'astensione dal tifo a livello nazionale alla ripresa dei campionati professionistici vuole esser intesa come forma di dissenso verso la criminalizzazione degli Ultras, come richiamo dei mezzi d'informazione al loro dovere deontologico e del rispetto del diritto d'informazione dei Cittadini ma soprattutto per ribadire il desiderio di aver Giustizia per Gabriele Sandri.
Sabato e domenica facciamo sì che il Nostro silenzio valga più di mille parole...".

Questo il comunicato nazionale diffuso e condiviso dalla totalità delle tifoserie. Come Curva Nord Maurizio Alberti abbiamo deciso di aderire alla forma di protesta che è stata scelta e nella partita a Verona con il Chievo ci asterremo dal sostenere la squadra durante l’arco dei novanta minuti. Anche se il momento del Pisa e le gesta dei ragazzi di Ventura meriterebbero il consueto sostegno sabato è importante rispettare questo silenzio. Invitiamo però tutta la tifoseria nerazzurra ad entrare nello stadio Bentegodi con largo anticipo, questo perché nella mezzora precedente al fischio iniziale faremo il tifo, canteremo i nostri cori, urleremo a squarciagola, sventoleremo le nostre sciarpe, cercheremo in tutti i modi e nonostante il decreto di colorare il settore ospiti. Ma appena inizierà la partita scenderà il silenzio. Un silenzio che in mezzo a tanta ipocrisia e in mezzo a tante parole false e moraliste chiede giustizia per Sandri, e, insieme al resto delle tifoserie italiane, esprime dissenso verso tutta questa criminalizzazione del mondo delle curve.
Quelli che l’ambiente Pisa Calcio loda ad ogni occasione, sono Ultrà. Che lo sappiano bene anche il tecnico e i giocatori, da capitan Raimondi in giù. Quelli che sostengono le squadra, quelli che cantano “Vamos Vamos” e fanno le coreografie, quelli che a Verona staranno zitti e renderanno spettrale il clima del Bentegodi, svilendo di fatto lo spettacolo, sono Ultrà.
Leggendo gli atti del Viminale, e gli articoli dei giornali, e sentendo le direttive delle Questure, gli ultrà sono il principale problema della criminalità in Italia. Il nemico pubblico numero uno. Da combattere, contrastare, schiacciare. Perché sull’argomento-ultrà le forze dell’ordine sono sottopressione. Più che per pedofili, mafiosi, camorristi. E sanno di avere le mani libere.
Per l’Ispettore Raciti si sono fermate la partite. Per Sandri no. È inaccettabile il silenzio che c’è stato in seguito all’omicidio dalle nove di mattina all’una, sono inaccettabili le prime dichiarazioni della questura di Arezzo che parlavano di colpi sparati in aria, di chissà quale rissa, di un morto colpito chissà da cosa ma comunque già tacciato di precedenti da stadio (tra l’altro poi smentiti). Sarebbe stato logico e normale che già alle dieci di mattina si parlasse di un colpo sparato ad altezza uomo da uno scellerato poliziotto, sarebbe stato logico scusarsi e ammettere le proprie colpe, chiedere scusa a famiglia, amici e promettere a tutti che quel Rambo dell’autostrada verrà perseguito come qualsiasi altro cittadino che commette un omicidio. E invece fino a che non sono sbucati i testimoni, fino a che la palese verità non è venuta fuori, si parlava di omicidio colposo, di colpi sparati in aria, di pistole sgusciate e di chissà quali risse epiche scoppiate a quel maledetto autogrill. Ed infine sarebbe stato normale già alle dieci di mattina che gli organi competenti, come successo nel caso di Raciti, fermassero i campionati. LA MORTE E’ UGUALE PER TUTTI! Tanti disordini che si sono venuti a creare dopo si sarebbero forse alleviati con la pronta sospensione dei campionati e con la pronta ammissione delle colpe da parte della Questura. Al contrario l’atteggiamento ha ancor più innescato la rabbia di chi in Gabriele Sandri, un tifoso che andava alla partita, si identificava. Ci viene da domandarsi se le partite non sono state sospese subito proprio perché agli organi Istituzionali conveniva alimentare questa rivolta per spostare l’attenzione dei mass-media e dell’opinione pubblica ancora una volta verso i temibili ultras e non verso l’uso improprio delle armi da fuoco da parte delle forze dell’ordine. Ma come si fa a cercare di coprire e difendere un uomo che spara ad un altro uomo inerme da cinquanta metri nella testa???
Non sfuggirà che la nostra adesione all’iniziativa nazionale sembra rovesciare una posizione tenuta ormai ferma da molti anni: nessun compromesso né accordo con quelle tifoserie che hanno continuato a girare con lame e in tasca, rivendicando tali comportamenti, o quelle tifoserie che continuano a lucrare sul tifo. Per non parlare delle tifoserie che sono scese a patti con Amato e con le questure tramite l’ultima moda delle autorizzazioni. L’autorizzazione di un gruppo Ultrà! Come gli Indiani con gli americani: pur di non farci sterminare, accettiamo le Riserve.
La nostra presa di posizione, su questo, è sempre stata molto dura: chi chiede autorizzazioni per quello che dovrebbe essere libero, chi dà una coltellata alle spalle e poi scappa via, chi è stipendiato dalle curve o dalle stesse società, per noi NON E’ UN ULTRAS. Sono anche gli stessi comportamenti di questi a dare ad Amato e colleghi il pretesto per uscire dalla costituzionalità con i ben noti decreti.


Curva Nord "Maurizio Alberti" - Pisa

Perquisizione per 22 ultrà di Samp e Genoa: trovata anche una sciarpa insanguinata

Fonte: ecomatrix.it

C'era anche una sciarpa insanguinata, tenuta come ricordo o come trofeo, tra gli oggetti sequestrati dalla Digos genovese ai tifosi genoani e sampdoriani denunciati per gli scontri avvenuti in via Monticelli a Genova prima del derby il 23 settembre. Con le 22 perquisizioni domiciliari di oggi gli investigatori hanno trovato anche coltelli, fionde, mazze ferrate e mazze di legno, manici di piccone, bandiere, una copia del ''Secolo XIX'' con la cronaca degli scontri, un centinaio di grammi di hashish.

Gli incidenti erano avvenuti intorno alle 16.30, quando un corteo di genoani provenienti dalla sede del club Ottavio Barbieri, all'angolo tra corso De Stefanis e via Ponticelli, incontrò un gruppo di sampdoriani. Duecento tifosi contro duecento, scesi poi a una settantina per parte. Le indagini, condotte attraverso lo studio di foto e filmati (alcuni forniti da cittadini) e con pedinamenti, appostamenti e frequentazione dei locali più in voga tra i tifosi, hanno permesso l'arresto differito (secondo la legge 41/2007) di Andrea Leopizzi, vecchia conoscenza della polizia, e poi il deferimento di 14 genoani e 8 sampdoriani.

La procura ha ottenuto dal gip 9 misure cautelari, di cui 4 in carcere (Stafano Montaldo, Paolo Poletti, Fabio Praticò e Luca Crosa), due domiciliari (Agostino Nelumbo e Andra Biggi) e 3 obblighi di presentazione. Tredici sono gli indagati a piede libero e sottoposti a perquisizione domiciliare e personale. I reati contestati comprendono rissa aggravata, lesioni aggravate, danneggiamento aggravato.

CURVA A serpentine e tornelli antiscavalcamento

fonte: napolisoccer.net

Lavori all’esterno della curva A del San Paolo. Cominceranno stamattina.Ancora modifiche all'esterno della curva piu' calda e turbolenta d'italia così come deciso dopo il sopralluogo effettuato il 6 novembre scorso dal questore, dall’assessore allo Sport del Comune e dai responsabili degli impianti sportivi, saranno rifatte le serpentine che disciplinano l’ingresso allo stadio e sistemate sui tornelli delle grate antiscavalcamento. Interventi necessari per rendere lo stadio più sicuro e soprattutto per evitare il ripetersi di incidenti, gli ultimi dei quali, prima di Napoli-Reggina, provocarono il ferimento di due carabinieri oltre che danni a un paio di tornelli presi d’assalto da tifosi sforniti di biglietti. Di qui la decisione di rifare le serpentine che regolano l’afflusso dei tifosi. Serpentine che saranno più lunghe, ma soprattutto più strette in modo da permettere il passaggio di una sola persona per volta. Inoltre, alla sommità dei tornelli saranno installate grate per scoraggiare i portoghesi di professione. Probabile, poi, ancora in curva A, subito oppure molto presto, che vengano differenziati i varchi di ingresso. Alcuni potrebbero essere riservati solo agli abbonati, altri ai possessori di biglietti. E probabilmente altri ancora destinati solo ai gruppi organizzati che sembrano voler prendere le distanze da chi spesso semina violenza e provoca incidenti all’esterno e all’interno della curva: qualche centinaio di tifosi, molti dei quali in arrivo dalla provincia e quasi sempre sprovvisti del biglietto.

Nove tifosi di Genoa e Sampdoria in manette.

Perquisite le abitazioni di altri tredici ultrà. E' il bilancio dell'operazione condotta stanotte dalla Digos della questura di Genova contro alcune delle persone che, in occasione del derby della Lanterna del 23 settembre scorso, si diedero appuntamento in via Ponticelli alle 16, cinque ore prima dell'inizio della partita, dando vita a violenti scontri e danneggiamenti.

Le accuse per le persone finite nel mirino degli investigatori sono, a vario titolo, rissa aggravata, lesioni, danneggiamento, porto abusivo di armi improprie, lancio di oggetti e travisamento. Per gli stessi scontri fu arrestato il 29 settembre scorso l'ultrà del Genoa Andrea Leopizzi.

I dettagli dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa prevista per la tarda mattinata presso gli uffici della questura di Genova.


fonte: repubblica.it

21 novembre 2007

Guerriglia a Roma: identificati altri ultrà.

Fonte: gazzetta.it

Ieri mattina le Procure di Roma e Milano sono state protagoniste. A Roma la polizia ha consegnato ai magistrati che seguono l'inchiesta sugli incidenti di domenica 11 alcune ricostruzioni e i nomi di sei persone identificate e che potrebbero essere iscritte nel registro degli indagati con l'accusa di «eversione». A Milano c'è stata la prima condanna per gli scontri sempre dell' 11 dopo che era stato deciso di non disputare Inter-Lazio: otto mesi di obbligo di firma a un 18enne arrestato dai carabinieri.
INDAGINI ROMANE La Digos non ha gradito che dalla Procura fosse stato comunicato il ricevimento della relazione con i nomi dei primi sei identificati degli assalitori della caserma delle volanti in via Guido Reni. In realtà si tratta di un momento molto delicato delle indagini. L'assalto alle caserme era preordinato, questo spiegano nella loro ricostruzione ai magistrati gli uomini della Digos, per questo i facinorosi avevano messo a punto sistemi per non essere identificati, ma non è bastato. «Certo ci vorrà ancora un po' di tempo, ma stiamo procedendo», dicono in questura. In realtà il lavoro è svolto con l'ausilio di un sofisticato programma di computer che sta esaminando le foto di domenica 11 con quelle migliaia di scatti che la Scientifica in questi anni ha archiviato. Un lavoro enorme, ma che comincia a dare i suoi frutti.
TECNICHE D'INDAGINE Lavoro certosino più che altro, visto che domenica 11 a Roma pioveva e i bengala accesi dagli ultrà avevano creato anche un sottile strato di fumo che rendeva difficile anche le riprese delle telecamere. Tutto questo non sta facendo demordere gli investigatori. La polizia sta andando avanti con la Scientifica, ma anche i carabinieri che hanno subito l'assalto alla caserma di via Flaminia, hanno inviato le immagini al Ris che sta effettuando i riscontri. In seguito ci sarà l'accorpamento del lavoro dei due nuclei per consegnare l'informativa finale alla magistratura con tutte le persone alle quali sarà dato «nome e cognome ».
EVERSIONE L'identificazione non può essere approssimativa. Il capo del pool antiterrorismo di Roma, Franco Ionta, che coordina i pm Pietro Saviotti e Caterina Caputo, vuole contestare anche agli altri che hanno partecipato all'assalto della Caserma Giglio di via Reni, il reato di eversione (terrorismo) in base all'articolo 270 sexies del codice penale. Questo impone agli investigatori la massima cautela e anche riservatezza. I due pm che stanno conducendo le indagini, una volta esaminata la posizione dei sei potrebbero chiedere l'emissione di misure cautelari in carcere oltre quelle già emesse nei confronti di Claudio Gugliotti — attualmente ricoverato in ospedale —, Saverio Candamano (i due ai quali è contestato il terrorismo), nonchè Valerio Minotti e Lorenzo Sturiale.
INCHIESTA MILANESE È stato condannato a 8 mesi di obbligo di firma settimanale e a due anni di diffida — in rito abbreviato davanti al giudice delle direttissime — Riccardo Colato, uno dei tifosi dell'Inter arrestati lunedì della scorsa settimana in seguito alle manifestazioni di Milano. Colato è stato condannato per violazione del Daspo perché la domenica degli scontri era in corteo con altri tifosi nel percorso tra lo stadio di San Siro e il centro di Milano. È stato riconosciuto in alcune immagini durante un presidio davanti alla Rai in corso Sempione. All'obbligo di firma e alla diffida si aggiunge la condanna a 8 mila euro di multa. Colato era stato uno dei fermati per il quale il pm aveva ammesso di «aver sbagliato la norma da applicare» e per questo non aveva ottenuto la convalida dal Gip.

Bari, hai i tifosi a rischio

Vincenzo Matarrese in Prefettura per discutere della possibilità di incentivare gli stewart

Fonte: barilive.it
L'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni sportive, diretta diramazione del Ministero dell'Interno ha stabilito nei giorni scorsi che anche i tifosi del Bari sono considerati a rischio e che le trasferte per i tifosi biancorossi devono restare un ricordo. Ieri sera però il Prefetto di Bari Carlo Schiraldi ha convocato presso la Prefettura di Bari le autorità baresi, i rappresentati delle forze dell’ordine e il presidente dell’A.S. Bari, Vincenzo Mattarrese.
Tra i vari punti all’ordine del giorno, il problema della tifoseria è sicuramente quello che ha destato maggior interesse e preoccupazione sia da un punto di vista logistico sia per quanto riguarda le fitta rete di problematiche, tra società e tifoseria, che questa apparizione nella “lista nera” non fa che arrovellare ulteriormente.
“Nuove disposizioni per la sicurezza” - ha anticipato Schiraldi, ulteriori, ci sentiamo di aggiungere – per rientrare negli standard decretati dalla Federazione e dalle forze dell’ordine”.
Per raggiungere questo obiettivo la proposta che più si fa strada, e pare mettere d’accordo un po’ tutte le parti chiamate in causa, è l’istituzione della figura dello stewart.
Gli stewarts dovrebbero avere il compito, coadiuvati dalle forze dell’ordine, di sorvegliare il corretto comportamento dei tifosi prima, durante e dopo l’incontro di calcio.
Il loro numero è previsto in base ad un rapporto di 1 per ogni 250 spettatori, e la loro presenza nello stadio varierebbe a seconda del numero dei biglietti venduti e della previsione di pubblico partecipante.
Per diventare stewart sarà necessario presentare domanda presso le sede della società calcistica barese entro il 30 di novembre.
Successivamente la società invierà in Prefettura le varie richieste che verranno vagliate per verificare se le caratteristiche del candidato rispondano alle esigenze richieste.
Si prevede che queste nuove figure prenderanno servizio entro il primo di marzo del 2008, a stagione iniziata dunque.

Per quanto riguarda i provvedimenti relativi alle trasferte, si sta pensando di redigere una lista con i nomi dei tifosi che intendono recarsi in trasferta e inviarla presso la società padrona di casa.
Questo escamotage permetterebbe di interdire la vendita dei biglietti per la squadra ospite, che dunque sarebbe circoscritta ai soli richiedenti, in numero alquanto ridotto.
Nessun riferimento invece ai provvedimenti da prendere contro la condotta di eventuali agenti delle forze dell’ordine che, talvolta, si lasciano trasportare forse un po’ troppo dal clima teso che si respira negli stadi, esagerando sia da un punto di vista verbale sia, soprattutto, per quel che riguarda gli interventi fisici.
Vincenzo Mattarrese, dal canto suo, tende a sminuire l’accaduto, dichiarandosi decisamente sorpreso dalla presenza delle tifoseria barese nella succitata lista.
“Si, i tifosi baresi sono abbastanza sanguigni, ma le loro proteste sono sempre state rivolte alla propria società e alla propria squadra in virtù dei risultati non favorevoli. Tra l’altro, in passato abbiamo anche avuto il premio come migliore tifoseria”. Ha così commentato il presidente del Bari Calcio , definendo “esagerata” la decisione della Federazione.
La società è tuttavia disponibile a collaborare per la realizzazione di queste ulteriori misure di sicurezza. Non fortuito appare in questo caso il riferimento ai tornelli elettronici che in meno di un anno sono già stati manomessi da qualche “scaltro” tifoso. L’invito di Matarrese è intensificare i controlli affinché questo non accada.
“Sono convinto che i tifosi saranno accanto alla squadra in questo brutto periodo – l’ennesimo – del calcio italiano, e che torneranno ad essere premiati come migliore tifoseria”.
È alquanto ottimista il presidente barese, probabilmente perché abituato, ormai da anni, a vedere il San Nicola assolutamente vuoto; fatto sta che queste decisioni non fanno che rendere sempre più aspro il rapporto tra tifosi e società e, il grido unanime di 58.000 persone accorse a vedere la propria squadra, diventa sempre più mera utopia. 

20 novembre 2007

Zoccolo duro fuori dalla curva

Fonte: amantea.net

UN CORTEO, due striscioni, una protesta per non dimenticare che quanto accaduto a Gabriele Sandri, domenica mattina, poteva accadere ad ognuno di noi. Così una parte della tifoseria rossoblù ieri ha voluto manifestare tutto il suo dissenso per una morte assurda, evitando di entrare allo stadio a tifare per i loro colori, ma manifestando davanti al San Vito.
Un corteo pacifico, colorato anche se di certo poco numeroso: così, mentre dentro lo stadio una parte della tifoseria incitava i colori rossoblù, un’altra parte sfilava in strada per ricordare una morte assurda, per ribadire un “nunca mas” sempre più forte. Un centinaio, lo zoccolo duro dietro un drappo e tanti ideali. Appuntamento davanti alle rispettive curve alle ore 14, per organizzare in che modo dovrà essere strutturata la protesta: la curva nord è compatta, gli ultrà della Catena sono arrivati in massa desiderosi di portare avanti la loro protesta. Davanti la curva Bergamini, invece, lo scenario é ben diverso: pochi i gruppi che hanno accettato di aderire, molti preferiscono perseguire una linea di protesta diversa: si entra allo stadio ma non si intonano cori, nel rispetto di Gabriele. Alcune crew decidono di seguire la linea di restare fuori dallo stadio: i Rebel Fans sono in prima fila, striscione in mano, seguiti poco dietro da Amantea e dall’Alkool Group. All’interno della curva Sud i settori appartenenti a questi gruppi sono stati transennati con il nastro, per sottolineare l’assenza e il vincolo territoriale. Il resto dello stadio si interroga: senza tifo che gara sarà? Alle 15, in contemporanea con l’inizio del match, partono i cortei: Rebel Fans, Amantea e Alkool Group si muovono uniti, trincerandosi ed unendosi dietro allo striscione dei Rebel Fans “Contro ogni abuso – Against police state”. Partono i cori contro la polizia, contro Amato, contro un decreto che sta stretto al mondo ultras; nel mezzo, tanti cori per Donato Bergamini, indimenticato idolo della tifoseria rossoblù nel giorno del suo ricordo. Improvvisamente una pausa, un urlo, lo stadio che libera la sua gioia: i lupi sono in vantaggio, ma il corteo non si ferma, direzione tribuna stampa. Ad attenderli, sotto il gabbiotto riservato ai giornalisti, gli esponenti della Nord, capeggiati dallo striscione “Justicia e libertad”. Si uniscono i gruppi, in tutto un centinaio di supporter che marciano in corteo intorno al San Vito: spuntano le prime bombolette spray, sui muri compaiono scritte quali “Assassini”, “Gabry uno di noi”, “Acab”, slogan simbolo della protesta, mentre la polizia osserva da lontano e subisce passivamente i cori degli ultrà. Di fronte alla Sud, la protesta si disperde: chi entra nel settore, chi resta a parlare, chi torna a casa deluso dall’esito della protesta. Non resta altro che raccogliere gli striscioni e voltare pagina, pensando alla trasferta a Siracusa che forse non ci sarà. Sto-rie da calcio moderno. 

Atalanta, gli ultrà: "La città ci massacra per un vetro rotto"

Fonte: LA STAMPA

La città ci sta massacrando». Detta da un ultrà di lungo corso come il Baffo, uno che nella curva Nord dell’Atalanta ci milita da più di quarant’anni, la frase rende bene l’idea di quanto i fatti di una settimana fa abbiano deteriorato i rapporti fra la «Bergamo per bene», quella delle istituzioni, dei tifosi tranquilli e della società di calcio, e i suoi ultras.

È il giorno della maxisanzione che punisce i supporter della Nord con oltre quattro mesi di chiusura della loro curva, fino al 31 marzo, una mazzata pesantissima per chi vive di pane e Atalanta. Ma non è solo questo il punto: è come se la crepa, aperta a colpi di tombino nel plexiglas dagli ultras inferociti, si fosse allargata fino a formare un fossato di risentimento fra la città e lo zoccolo più duro del tifo. Una frattura insanabile, i cui segni si potevano vedere e sentire già la domenica della morte di Gabriele Sandri: «Quel giorno ci siamo sentiti dare dei figli di puttana da 25 mila persone, mi sono arrivati gli sputi della gente», racconta Francesco Palafreni detto Baffo, 53 anni, di professione artigiano, sposato con un figlio, che mentre la recinzione veniva giù parlava animatamente con i giocatori, chiedendo che tornassero negli spogliatoi.

Nella stessa curva non tutti hanno gradito, c’era molta confusione, ma loro, gli ultrà, dicono di non aver niente da rimproverarsi: «Anche se a Bergamo sono considerato peggio di quello che ha sparato, anche se oggi, dopo 40 anni di curva, mi verrebbe da mollare tutto, rifarei tutto quello che ho fatto. Qualcuno potrà avere esagerato, ci possono essere stati eccessi, ma di qui a criminalizzarci tutti ce ne corre. E ora siamo del tutto isolati dalla città».

La sindrome dell’accerchiamento corre ora attraverso un gruppo ultrà – la Curva Nord Atalanta 1907 che da tempo ha preso il posto delle vecchie Brigate neroazzurre – conosciuto per essere fra i più coriacei e temuti d’Italia anche se, secondo il codice ultras, gode fama di una certa correttezza, perché negli scontri non ricorre alle lame. A sentir loro, la settimana scorsa la Nord è stata attaccata con durezza inusitata soprattutto dai media locali, dalla società e, naturalmente, dall’autorità che ha disposto gli arresti per otto tifosi. L’ultima bastonata ieri, con la squalifica della curva: «No che non me l’aspettavo, pensavo che avrebbero sospeso per 3-4 giornate, invece hanno chiuso la curva per quattro mesi per un vetro rotto. A me sembrano più gravi i cori razzisti». Ma giornali e tv insistono, e danno sfogo alla rabbia degli altri tifosi atalantini, che non ci stanno a essere ostaggi degli ultras: «Anni addietro abbiamo passato momenti critici, ma mai come stavolta: sono stato insultato in televisione, sono arrivati cento messaggi in cui mi attaccano pesantemente, e adesso sto verificando se ci sono estremi per andare per vie legali».

Con la società i rapporti sono in frantumi: il comunicato di condanna della curva del presidente Ruggeri, firmato da tutti i giocatori, viene inteso come un gesto opportunistico, per limitare i danni. Con la squadra invece c’è «un ottimo rapporto: hanno subìto il comunicato, ma poi sono usciti con un secondo in cui, pur condannando la violenza, invitavano a non criminalizzare la curva». Da allora però con i giocatori nessun contatto, «Bergamo è piccola, non è mica come Roma dove le cose si possono fare senza che si sappia», mentre l’esclusione di Zampagna dalla rosa viene interpretata dagli ultras «forse come la risposta a un’eccessiva vicinanza del giocatore alla curva». E adesso cosa faranno gli ultrà? «È troppo presto per dare una risposta, ma dimostreremo con i fatti che si sbagliavano sul nostro conto. Ricevo messaggi di tanti ragazzi che non vogliono mollare», conclude Palafreni. E da un altro esponente di spicco della curva arriva la stessa reazione incredula: «Non ci aspettavamo niente del genere, non la Nord chiusa per quattro mesi. Se paghi così per un vetro rotto, a San Siro cosa dovevano fare col motorino buttato giù dalla curva, chiudere lo stadio per tre anni? Qui anche gli altri devono prendersi le loro responsabilità: si sono usati due pesi e due misure per Raciti e per il ragazzo della Lazio, se questa è giustizia... Ci assumiamo le nostre colpe per il plexiglas, ma quella partita non andava giocata».

Il capo ultrà della Nord aggiunge un dettaglio al capitolo della distanza fra curva e città: «A Bergamo hanno persino chiuso il nostro bar, perché dicevano che era frequentato da diffidati». Per le prossime partite in casa, ancora nessuna decisione, gli ultras atalantini aspettano di incontrarsi: «Dobbiamo prima parlare fra noi, dico solo che le nostre riunioni continuano, noi viviamo per l’Atalanta. Subiamo ma andiamo avanti, anche se questa è una bella mazzata». 

Sabato e domenica stop al Tifo in tutta Italia

Dopo i due incontri Nazionali tra le rappresentative Ultras tenutisi nel corso di questa settimana, la Curva Nord ha deciso di accogliere l'iniziativa di sospendere il tifo nella prossima giornata di campionato.

Tra le diverse proposte presentate dalle Tifoserie presentatesi nei due incontri, quella della sospensione del tifo è risultata essere la più condivisa e la Nord auspica che anche le Tifoserie che non hanno potuto intervenire possano rispettarla.

L'astensione dal tifo a livello nazionale alla ripresa dei campionati professionistici vuole esser intesa come forma di dissenso verso la criminalizzazione degli Ultras, come richiamo dei mezzi d'informazione al loro dovere deontologico e del rispetto del diritto d'informazione dei Cittadini ma soprattutto per ribadire il desiderio di aver Giustizia per Gabriele Sandri.

Sabato e domenica facciamo sì che il Nostro silenzio valga più di mille parole ...

AVANTI CURVA NORD !!!

18 novembre 2007

NESSUNA TIFOSERIA AL SAN PAOLO!

Un'altra restrizione. Dopo lo stop alle trasferte, che per i tifosi del Napoli durerà per tutto il campionato, l'Osservatorio del Viminale ha sbarrato i cancelli del San Paolo ai sostenitori ospiti. Il provvedimento è stato ufficializzato ieri, con specifico riferimento alla prossima sfida tra gli azzurri e il Catania, in programma a Fuorigrotta domenica 25. È già sicuro, però, che non si tratterà di un divieto soltanto occasionale. La chiusura totale del settore Ospiti, infatti, non è stata causata dalla pericolosità degli ultrà siciliani «che hanno avuto un comportamento molto positivo in questo scorcio della stagione», ma piuttosto, si legge nel dispositivo «dalla particolare connotazione di rischio della partita nel capoluogo campano». Una sede evidentemente considerata poco gestibile, a prescindere dal nome degli avversari della squadra di Reja. I tifosi del Napoli fanno paura, in casa e in trasferta. Si spiega così la contromossa del Viminale, che vuole evitare ogni contatto tra gli ultrà azzurri e i loro "colleghi" di tutt'Italia. Il San Paolo, d'ora in poi, verrà quasi sempre bandito ai sostenitori ospiti. Impensabile, dopo lo stop imposto ai fan del Catania, che l'Osservatorio possa dare il via libera a quelli di Roma, Lazio, Inter, Milan, Atalanta, Samp, Livorno, Empoli e Reggina, per far gli esempi più eclatanti di tifoserie ritenute nemiche. L'emergenza, salvo rare eccezioni, è dunque destinata a durare per tutto il campionato. Ne è consapevole Aurelio De Laurentiis, che ieri mattina ha partecipato a Roma al vertice tra tutte le società di serie A e B. «La violenza va condannata senza mezzi termini, dobbiamo fare tabula rasa e ricominciare tutti insieme da zero», ha preso posizione il presidente del Napoli, solidale con il collega dell'Atalanta Ruggeri. «È stato coraggioso a denunciare i violenti della curva e sarò sempre al suo fianco, ma è necessario salvaguardare anche quei milioni di veri tifosi che ci seguono ogni domenica», ha fatto un distinguo il numero uno azzurro, chiedendo soluzioni pratiche per contrastare i teppisti. «Noi presidenti - è uscito allo scoperto De Laurentiis - purtroppo siamo impotenti di fronte al malgoverno che ha gestito in questi anni il mondo del calcio. Il campionato non si deve fermare, ma servirebbe una commissione permanente per cambiare le regole in un'ottica più internazionale, perché in Italia siamo vecchi e provinciali». Niente da dire, invece, sul divieto delle trasferte. «I prefetti conoscono meglio di noi la situazione della sicurezza. Non me la sento d'entrare nel merito delle loro scelte», ha concluso il suo sfogo il numero uno azzurro, tra i più determinati nel corso della riunione romana. La battaglia contro i violenti è appena iniziata. Il Napoli la dovrà combattere in prima fila.

fonte. calciocampania.com