31 ottobre 2008

Bologna-Juve: si cercano gli aggressori, tre ultras rossoblu

Fonte: voceditalia.it

Mostrati i filmati delle telecamere dello stadio a due sedicenni, unici testimoni. Uno e' il figlio del tifoso ferito.
Sarebbero tre ultras, gli autori dell'aggressione al tifoso juventino, modenese di 44 anni, colpito alla testa ieri sera allo stadio di Bologna, ora ricoverato in ospedale.
L'uomo, recatosi ad assistere alla partita insieme al figlio sedicenne e a un amico del ragazzo, suo coetaneo, è stato colpito alla fronte con una pietra mentre cercava di recuperare la sciarpa sottratta al figlio da uno dei tre tifosi rossoblu.
Ai due sedicenni, per ora unici testimoni dell'aggressione, verranno mostrati i filmati delle telecamere interne dello stadio Dall'Ara, per verificare se tra gli ultras nella curva fossero presenti anche i tre ultras aggressori.

30 ottobre 2008

Violenza dopo Bologna-Juve, grave tifoso bianconero

Fonte: ansa.it

Un modenese di 44 anni, sostenitore della Juventus, è stato ricoverato in ospedale in condizioni gravi dopo essere stato colpito alla testa da una sassata. L'ennesimo atto di violenza legato al calcio è avvenuto nel dopopartita di Bologna-Juve che i bianconeri hanno vinto per 2-1. Un risultato maturato senza contestazioni.

La premessa del ferimento in via della Certosa, la strada vicino allo stadio che scorre lungo il cimitero monumentale. Il modenese stava tornando verso la propria automobile camminando al fianco del figlio sedicenne. Il ragazzino portava al collo una sciarpa bianconera. Una colpa da punire o un trofeo da conquistare nella logica della tifoseria violenta: un gruppetto di sostenitori del Bologna ha cercato di strappare quella sciarpa e il padre è intervenuto per difendere il figlio. Ne è nato uno scontro concluso da una o più sassate, almeno una delle quali ha colpito il capo dell'uomo, che si è accasciato.

I primi a soccorrere il ferito sono stati gli agenti della Polizia municipale che hanno poi fatto intervenire il personale del 118. Nella notte un'ambulanza è corsa all'ospedale Maggiore e l'intervento è stato classificato in 'codice 3' quello che segnala una condizione di gravità. Una testimonianza ha riferito che il ferito era intubato e non cosciente. L'uomo è poi stato ricoverato in prognosi riservata e consegnato alle cure dei medici mentre i cronisti sono stati trattenuti nell'atrio. A loro è sembrato di capire che non ci fosse pericolo di vita. In ospedale anche la Polizia per acquisire altri elementi utili alle indagini scattate subito nella caccia ai violenti che rischiano l'arresto in base alle nuove norme sulla flagranza differita.

Dopo questo fatto tanto pericoloso quanto stupido potrebbe rischiare divieti pure la tifoseria del Bologna. Paradossale perché la partita è filata via liscia in campo e sugli spalti, senza gli episodi contestati che negli anni scorsi avevano infiammato gli animi rossoblù. I soliti cori offensivi e uno scontro verbale in tribuna i soli episodi focosi di una serata controllata senza problemi da un robusto servizio di ordine pubblico. Ma l'assenza di polemiche e la vittoria tranquilla di una Juve che ha più che altro sfruttato la modestia degli avversari non sono bastate a calmare i cervelli di chi ha pensato di strappare la sciarpa a un ragazzo di 16 anni e che poi ha colpito il padre sotto i suoi occhi

COMUNICATO: GLI ULTIMI DELLA CLASSE ...IN "GREPPA"

Commissioni, osservatori, comitati di sicurezza. Organismi statali che dovrebbero garantire i cittadini, ma che in ogni loro decisione oltre a non mostrare un’ unico intento ed un’ unica veduta, vorrebbero farci credere che l’ unità di misura per la violenza ed il teppismo da stadio siano gli abbonamenti. In poche parole secondo, il comitato di sicurezza, se sei abbonato non sei pericoloso. Anzi il magico tesserino ti protegge anche da eventuali pericoli nel caso lo stadio non fosse completamente agibile. Noi facciamo i complimenti a tale arguzia, ma ci sembra alquanto sospetto che la decisione di inserire anche Terni nella lista dei “delinquenti da Biglietto” sia venuta dopo uno spot del ministero degli interni che ci mette alla gogna pubblica ignorando, per esempio, i fatti dove persero tragicamente la vita prima Raciti e poi Sandri e che generarono decreti e legislazioni speciali.Sicuri di pagare ad altissimo prezzo l’ impegno che da sempre mettiamo in campo contro la repressione, l’ omologazione, il razzismo ecc., fieri della nostra fastidiosa appartenenza, comunichiamo che domenica 14/ settembre/2008, abbonamento o no, resteremo fuori dallo stadio, in quella “greppa” che ci ha visto sempre più spesso involontari protagonisti, per sostenere i colori Rossoverdi, consapevoli che la libertà di azione e di pensiero non ha prezzo.

AVANTI ULTRAS AVANTI TERNANA
GLI ULTIMI DELLA CLASSE

29 ottobre 2008

Se ne è andato Andrea, colonna portante degli Ingrifati Perugia

Ingrifati .it;

Ieri se n'è andato Andrea, detto Skondro, colonna portante degli Ingrifati Perugia.
Ancora non si sa molto sull'accaduto, solo che si trovava in vacanza e pare l'abbia colpito un malore.

Un forte abbraccio alla famiglia, agli amici e agli Ingrifati tutti, per la scomparsa di un tifoso del Grifo con una forte passione e attaccamento verso la maglia e la sua città.

Ciao Skrondo!

28 ottobre 2008

COMUNICATO UFFICIALE BRAVI RAGAZZI JUVE CURVA SUD

In occasione della partita Juve-Catania, per una sciagurata negligenza, uno stendardo del gruppo Bravi Ragazzi è stato dimenticato allo stadio comunale. Non sappiamo chi lo abbia trovato e non ci interessa saperlo, l'unico punto che consideriamo è che lo striscione non è stato né rubato né sottratto con la forza o in qualche scontro.
Invitiamo caldamente chiunque a non sbandierare e a non vantarsi di aver conquistato un vessillo con onore e con mentalità.
Qualsiasi sia la tifoseria che lo espone sappia che lo farà contro le regole e la mentalità ultras.


IL DIRETTIVO BRAVI RAGAZZI JUVE

Napoletani all’Olimpico : ospiti sgraditi.

Lazio e Napoli avrebbero meritato una platea più numerosa dei trentamila spettatori presenti. Sulla scarsa affluenza all´Olimpico, oltre al divieto di trasferta per i tifosi partenopei, hanno certamente influito le disposizioni del Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive. Il Casm ha deciso che gli abbonati della Lazio avrebbero potuto acquistare fino a 4 biglietti ciascuno, da poter girare a tifosi residenti nella provincia di Roma sui quali avrebbero garantito essi stessi. La decisione è stata presa con l´intento di non penalizzare i tifosi biancocelesti e di limitare al massimo le infiltrazioni di sostenitori napoletani.
Ma ieri qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto. Che ci fosse qualche tifoso non laziale in tribuna era preventivabile. All´autogol di Siviglia però, c´è stato un vero e proprio boato: quel qualcuno si è moltiplicato superando abbondantemente il migliaio di persone. Lotito, interpellato a fine gara, ha provato a dare una spiegazione: «Sono rimasto stupito anche io. Non è la Lazio che gestisce quella parte della Tribuna d´Onore. Di chi sono quei posti? Del Coni». Vero, in parte. Il fatto è che i tifosi presenti nella parte destra della Tribuna, anche fossero stati tutti napoletani, erano stati registrati dal Coni in modo così meticoloso da non permettere l´ingresso nemmeno ad un argento olimpico nel taekwondo, Mauro Sarmiento, perché non residente nella capitale. Il problema quindi è che la maggior parte dei sostenitori di Lavezzi e compagni si trovava nel settore attiguo della Monte Mario Sud.
In serata c´è stato il chiarimento fra Lotito e Petrucci ma la curiosità è rimasta: come è stata possibile quella presenza così massiccia? La spiegazione la forniscono Marco, Andrea e Giorgio, tifosi del Napoli mentre escono dall´Olimpico: «I biglietti? Noi viviamo a Roma da anni e avendo qualche amico laziale abbonato ci siamo fatti comprare i tagliandi. Come noi lo hanno fatto tutti quelli che erano presenti». Svelato l´arcano e beffato il Casms.


Stefano Carina su : espresso.repubblica.it

Comunicato CRIPS Casertana

IL COMUNICATO - Questa la nota diffusa dal gruppo 'Crips' nel quale si elencano i motivi della decisione drastica presa dai gruppi organizzati

Diserto perchè: 17 ANNI DI FALLIMENTI possono bastare!
Diserto perchè: da troppi anni la maglia rossoblu è stata infangata da
troppe PSEUDO SOCIETA’ che hanno umiliato la fede della tifoseria senza
ricambiare i sacrifici fatti!
Diserto perchè: la nostra Casertana era quella che faceva la Serie C
inseguendo la B e ci rendeva orgogliosi di seguirla NEGLI STADI
DELL’ITALIA INTERA e non in giro per quartieri o paeselli!
Diserto perché: non credo più alle PROMESSE, voglio vedere i fatti!
Diserto perché: già la serie D mi faceva schifo, siamo retrocessi in
maniera VERGOGNOSA perdendo un play-out già vinto e ora la stessa
società mi chiede di dargli fiducia??!!
Diserto perché: non è stato fatto il massimo per essere ripescati in
serie D quest’estate condannandoci ad un altro anno di UMILIAZIONI.
Diserto perché: NON VEDO UNA SOCIETA’ FORTE E AMBIZIOSA che programma
la risalita in serie C in due anni, ma chiede pazienza ai tifosi!
Pazienza???!!!!
Diserto perché: dov’è la programmazione? Vedo solo IMPROVVISAZIONE!
Diserto perché: tutte le squadre fallite con la Casertana in pochi anni
si sono riprese gli anni persi, arrivando in C o anche fino alla A e alla
B (Catania, Messina, Palermo, Pisa, Ternana, Taranto, Cosenza, ecc.).
Diserto perché: Caserta non si deve abituare a fare la spola tra
Eccellenza e serie D. Solo uno stadio vuoto potrà far capire alla classe
politica e imprenditoriale che Caserta vuole e merita ben altro.
Diserto perché: se la città non è in grado di offrire una Società in
grado di riportare Caserta nel calcio che conta in brevissimo tempo, si
può anche fare a meno di avere una squadra. MEGLIO VIVERE DI RICORDI CHE
DI UMILIAZIONI.
Diserto perché: noi restiamo FUORI DAL CORO!!
CRIPS

23 ottobre 2008

Diffidati cinque sostenitori della Libertas Lucchese

Fonte: Loschemo.it

Entrano in campo a pochi minuti dal termine della gara e appendono uno striscione offensivo nei confronti di Fouzi Hadj. Per cinque tifosi della Libertas Lucchese, individuati dalla Digos, scatterà il Daspo, la diffida dall'assistere a manifestazioni sportive. Una parte della tifoseria continua infatti a seguire la storica Libertas in aperta contestazione col presidente che l'ha condotta in terza categoria.


Tornano alla ribalta della cronaca gli Ultras della Lucchese, con la Digos che ne identifica cinque e li deferisce in quanto responsabili del reato di "invasione del terreno da gioco nel corso di una manifestazione sportiva". Nei loro confronti scatterà l'emissione del divieto di accesso alle competizioni sportive.

I fatti si sono svolti durante la partita valevole per il campionato di terza categoria tra Libertas e Valdottavo, quando a pochi minuti dal termine dell'incontro i cinque ragazzi, tutti di età compresa tra i 37 e i 22 anni, sono entrati in campo per appendere uno striscione recante la scritta "Fouzi bastardo".

Tutti e cinque erano già noti alle forze dell'ordine per essere appartenenti al gruppo "Ultras Lucchese". Il gruppo, da non confondersi con i più volte alla ribalta della cronaca "Bulldog", a dispetto del nome in realtà nel corso degli anni si è dimostrato piuttosto tranquillo ed i suoi esponenti raramente si sono resi protagonisti di azione violente da stadio.

La notizia infatti, più che evidenziare un grave atteggiamento ‘Ultras', porta alla ribalta della cronaca il disagio con il quale la città sta vivendo la situazione del calcio locale. Non bisogna infatti dimenticare, laddove ci si addentra in una riflessione riguardante questi episodi, che il calcio in Italia è il fenomeno di massa che ogni domenica fa muovere e aggregare il maggior numero di persone.

A Lucca dopo i noti fatti che hanno riguardato la storica società Libertas Lucchese, non tutti gli appassionati si sono messi al seguito della nuova società Sporting Lucchese, ma molti di loro sono rimasti al seguito della centenaria Libertas, iscritta al campionato di terza categoria. Ogni partita della Libertas in terza categoria è dunque accompagnata dal seguito di decine di sostenitori che non perdono l'occasione di contestare Fouzi Hadj, ritenuto responsabile del fallimento (per il momento solo sportivo) della storica società.

Nonostante i timori iniziali, finora la protesta dei tifosi non è andata oltre a qualche striscione o coro, ma l'anomala situazione per i campi di terza categoria ha attirato l'attenzione delle forze dell'ordine, dato che a quei livelli i controlli negli impianti non sono certo a misura di ultras.

21 ottobre 2008

Atalanta-Milan solo per i tifosi bergamaschi

I biglietti di Atalanta-Milan di domenica 26 ottobre potranno essere acquistati solo dai residenti di Bergamo e provincia, saranno nominali e quindi non cedibili a terzi. Lo ha deciso il prefetto di Bergamo, Camillo Andreana.

Ciò vuol dire che, ad assistere la partita, ci saranno solo bergamaschi. L'unica eccezione è rappresentata dal settore ospiti: per questa parte dello stadio, infatti, Andreana ha demandato la decisione al prefetto di Milano che dovrebbe decidere in giornata.

Le decisioni del prefetto di Bergamo sono più rigide di quelle previste dall'Osservatorio di Milano, che aveva infatti indicato solo l'acquisto di un biglietto per ciascuna persona. A Bergamo c'è molta attesa per la gara di domenica, dopo gli incidenti dell'11 novembre 2007, quando la partita fu sospesa.


FONTE: www.ilmessaggero.it

19 ottobre 2008

lettera di un tifoso della pistoiese

Riportiamo la toccante lettera di un tifoso della pistoiese pubblicata sul sito ufficiale del club arancione, esprimiamo a Cristiano tutta la nostra solidarietà.
Dal sito : http://www.acpistoiese.net/
“Mi chiamo Cristiano Gori, sono portatore di handicap alle gambe dalla nascita e sono tifosissimo della Pistoiese. Con questo mio comunicato vorrei essere testimone di quello che mi è accaduto domenica 12 ottobre 2008 in occasione della partita Arezzo-Pistoiese. Seguo la Pistoiese da sempre, in casa non ne perdo una, quando posso vado al campo ad assistere agli allenamenti e spessissimo vado in trasferta assieme ai miei amici del club di cui faccio parte, quello di Badia a Pacciana.
 Come dicevo sono portatore di un handicap dalla nascita che non mi permette di camminare se non con le stampelle e per accedere agli impianti sportivi ho bisogno di un accompagnatore che mi aiuti a salire gli scalini, perché è mia volontà assistere alle partite degli arancioni dal settore ospiti insieme a tutti gli sportivi Pistoiesi. Da sempre sono potuto entrare negli stadi senza biglietto per me e per il mio accompagnatore ma quello che mi è accaduto domenica ad Arezzo ha del grottesco.
Domenica sono partito in macchina con altri 3 amici. Due miei amici erano provvisti di regolare biglietto acquistato presso la prevendita ticket one. Io e il mio accompagnatore non avevamo i biglietti. Già intorno a mezzogiorno eravamo ad Arezzo, abbiamo cercato e trovato un ristorante e abbiamo pranzato. Siamo arrivati allo stadio attorno alle 14.30, eravamo tra i primi. Il piazzale antistante l’entrata del settore era transennato, praticamente eravamo solo noi, pochi Stewart, alcuni tra carabinieri e polizia. Ci siamo avviati all’entrata ma siamo stati bloccati dagli Stewart in quanto non avendo il biglietto non potevamo passare dai tornelli. Siamo stati comunque rassicurati dalle forze dell’ordine presenti che il problema sarebbe stato risolto anche se la responsabilità di carabinieri e polizia era solo per quello che succedeva al di fuori dello stadio e non per gli accessi e che dovevamo parlare con qualche dirigente dell’Arezzo Calcio. Quindi abbiamo chiamato il segretario della Pistoiese che prontamente è arrivato all’ingresso del settore ospiti e parlando con gli addetti alla sicurezza ci ha offerto i suoi biglietti di entrata che però erano nominativi e di tribuna laterale, quindi non adatti a farmi entrare con il mio accompagnatore nel settore ospiti. E’ stato quindi chiamato un addetto dell’Arezzo che ha ordinato ad uno Stewart di risolvere il problema procurando due biglietti presso la rivendita sotto la tribuna dello stadio. A questo punto il mio accompagnatore ha preso i suoi ed i miei documenti e insieme all’addetto si è recato alla biglietteria. Il tempo passava, la partita stava iniziando e in quella giornata faceva anche caldo. Mi sono potuto sedere in terra, appoggiato ad un lampione e non ho potuto fare altro che aspettare il biglietto che mi consentisse di entrare ad assistere alla partita tra lo sdegno e l’imbarazzo delle stessi carabinieri presenti. Per telefono il mio amico mi faceva sapere che alla biglietteria c’erano tantissime persone in coda e che nemmeno lo Stewart riusciva a farsi fare i biglietti in quanto le persone addette avevano problemi tecnici ai computer che stampavano i titoli. Intanto arrivavano altri tifosi da Pistoia e assistevo ad un altro paradosso. Alcuni ragazzi di Pistoia, sono stati bloccati dagli addetti in quanto volevano entrare nel settore ospiti con biglietti di tribuna. Gli Stewart spiegavano che non era possibile e che dovevano entrare nel settore descritto sul biglietto. A nulla è valsa l’insistenza dei ragazzi che non hanno potuto fare altro che entrare in tribuna laterale, dove sono presenti anche i tifosi dell’Arezzo. Dopo pochissimo tempo ho visto partire la celere verso proprio quel settore dove si erano recati i tifosi pistoiesi e sono stati riportati nel piazzale accanto a dove ero io. Non nascondo di avere avuto un po’ di paura e ho chiamato il ragazzo che era alla biglietteria per avvertirlo di quello che era accaduto e consigliargli di tornare indietro e che se non avessero fatto i biglietti sarei stato pronto per tornarmene a casa. Solo dopo quasi un’ora di attesa il mio amico è tornato con una grande sorpresa per me. La responsabile della biglietteria aveva fatto solo un biglietto gratuito al mio accompagnatore e per lo più della curva dei sostenitori dell’Arezzo e per me nessun titolo. Siamo stati comunque accompagnati dagli Stewart all’entrata. A me hanno aperto un cancello per entrare nel settore e al mio accompagnatore hanno sbloccato il tornello perché con il biglietto che aveva poteva accedere alla curva sud e non alla nord. Ho potuto così assistere al secondo tempo della partita.

 Con questa testimonianza non voglio certo fare polemica perché se esistono delle regole sono il primo che dice che queste vanno rispettate. Ma a volte serve anche un po’ di umanità. Non possiamo avere la colpa di essere tifosi di calcio! 
Cristiano Gori – Pistoia”

Cercasi umanità!

Dal sito : http://www.acpistoiese.net/
“Mi chiamo Cristiano Gori, sono portatore di handicap alle gambe dalla nascita e sono tifosissimo della Pistoiese. Con questo mio comunicato vorrei essere testimone di quello che mi è accaduto domenica 12 ottobre 2008 in occasione della partita Arezzo-Pistoiese. Seguo la Pistoiese da sempre, in casa non ne perdo una, quando posso vado al campo ad assistere agli allenamenti e spessissimo vado in trasferta assieme ai miei amici del club di cui faccio parte, quello di Badia a Pacciana.
 Come dicevo sono portatore di un handicap dalla nascita che non mi permette di camminare se non con le stampelle e per accedere agli impianti sportivi ho bisogno di un accompagnatore che mi aiuti a salire gli scalini, perché è mia volontà assistere alle partite degli arancioni dal settore ospiti insieme a tutti gli sportivi Pistoiesi. Da sempre sono potuto entrare negli stadi senza biglietto per me e per il mio accompagnatore ma quello che mi è accaduto domenica ad Arezzo ha del grottesco.
Domenica sono partito in macchina con altri 3 amici. Due miei amici erano provvisti di regolare biglietto acquistato presso la prevendita ticket one. Io e il mio accompagnatore non avevamo i biglietti. Già intorno a mezzogiorno eravamo ad Arezzo, abbiamo cercato e trovato un ristorante e abbiamo pranzato. Siamo arrivati allo stadio attorno alle 14.30, eravamo tra i primi. Il piazzale antistante l’entrata del settore era transennato, praticamente eravamo solo noi, pochi Stewart, alcuni tra carabinieri e polizia. Ci siamo avviati all’entrata ma siamo stati bloccati dagli Stewart in quanto non avendo il biglietto non potevamo passare dai tornelli. Siamo stati comunque rassicurati dalle forze dell’ordine presenti che il problema sarebbe stato risolto anche se la responsabilità di carabinieri e polizia era solo per quello che succedeva al di fuori dello stadio e non per gli accessi e che dovevamo parlare con qualche dirigente dell’Arezzo Calcio. Quindi abbiamo chiamato il segretario della Pistoiese che prontamente è arrivato all’ingresso del settore ospiti e parlando con gli addetti alla sicurezza ci ha offerto i suoi biglietti di entrata che però erano nominativi e di tribuna laterale, quindi non adatti a farmi entrare con il mio accompagnatore nel settore ospiti. E’ stato quindi chiamato un addetto dell’Arezzo che ha ordinato ad uno Stewart di risolvere il problema procurando due biglietti presso la rivendita sotto la tribuna dello stadio. A questo punto il mio accompagnatore ha preso i suoi ed i miei documenti e insieme all’addetto si è recato alla biglietteria. Il tempo passava, la partita stava iniziando e in quella giornata faceva anche caldo. Mi sono potuto sedere in terra, appoggiato ad un lampione e non ho potuto fare altro che aspettare il biglietto che mi consentisse di entrare ad assistere alla partita tra lo sdegno e l’imbarazzo delle stessi carabinieri presenti. Per telefono il mio amico mi faceva sapere che alla biglietteria c’erano tantissime persone in coda e che nemmeno lo Stewart riusciva a farsi fare i biglietti in quanto le persone addette avevano problemi tecnici ai computer che stampavano i titoli. Intanto arrivavano altri tifosi da Pistoia e assistevo ad un altro paradosso. Alcuni ragazzi di Pistoia, sono stati bloccati dagli addetti in quanto volevano entrare nel settore ospiti con biglietti di tribuna. Gli Stewart spiegavano che non era possibile e che dovevano entrare nel settore descritto sul biglietto. A nulla è valsa l’insistenza dei ragazzi che non hanno potuto fare altro che entrare in tribuna laterale, dove sono presenti anche i tifosi dell’Arezzo. Dopo pochissimo tempo ho visto partire la celere verso proprio quel settore dove si erano recati i tifosi pistoiesi e sono stati riportati nel piazzale accanto a dove ero io. Non nascondo di avere avuto un po’ di paura e ho chiamato il ragazzo che era alla biglietteria per avvertirlo di quello che era accaduto e consigliargli di tornare indietro e che se non avessero fatto i biglietti sarei stato pronto per tornarmene a casa. Solo dopo quasi un’ora di attesa il mio amico è tornato con una grande sorpresa per me. La responsabile della biglietteria aveva fatto solo un biglietto gratuito al mio accompagnatore e per lo più della curva dei sostenitori dell’Arezzo e per me nessun titolo. Siamo stati comunque accompagnati dagli Stewart all’entrata. A me hanno aperto un cancello per entrare nel settore e al mio accompagnatore hanno sbloccato il tornello perché con il biglietto che aveva poteva accedere alla curva sud e non alla nord. Ho potuto così assistere al secondo tempo della partita.
 Con questa testimonianza non voglio certo fare polemica perché se esistono delle regole sono il primo che dice che queste vanno rispettate. Ma a volte serve anche un po’ di umanità. Non possiamo avere la colpa di essere tifosi di calcio! 

Cristiano Gori – Pistoia”

17 ottobre 2008

COMUNICATO CURVA SUD

DOMENICA 19 OTTOBRE CI VEDIAMO NEGARE PER L’ENNESIMA VOLTA IL DIRITTO DI SEGUIRE LA NOSTRA SQUADRA DEL CUORE, ADDIRITTURA IN UNA TRASFERTA CHE PER NOI STABIESI , SIGNIFICAVA ONORARE LA MEMORIA DI “CATELLO MARI” CHE AVEVA UN SOGNO CHE ERA DI RECIPROCO RISPETTO, TRA CASTELLAMMARE DI STABIA, E CAVA DE TIRRENI. ABBIAMO DIMOSTRATO IN TANTISSIME OCCASIONI CHE QUEL SOGNO SI E’ REALIZZATO, MA LO STATO NON NE HA VOLUTO TENER CONTO, ED IN MANIERA SINTETICA, HA CHIUSO LA CURVA OSPITI. NOI SIAMO ULTRAS E VOGLIAMO SOSTENERE LO STABIA DAL SETTORE OSPITI, CON SCIARPE E BANDIERE, NON CONOSCIAMO NESSUN ALTRO SETTORE, QUINDI NON ANDREMO IN QUEL DI CAVA, CHI SI RECHERA’ A CAVA LO FARA’ A TITOLO PERSONALE. A TESTA ALTA ONOREREMO CATELLO MARI, GRIDANDO IL SUO NOME AD ALTA VOCE, SPERANDO CHE QUEL URLO POSSA ARRIVARE FINO A LUI, E SMUOVA LE COSCIENZE DI CHI PRENDE DECISIONI, SENZA TENER CONTO DEI SENTIMENTI

CATELLO VIVE

Ultras Curva Sud

14 ottobre 2008

Il Perugia scende in campo!

Domenica 19 ottobre Stadio Liberati di Terni : Ternana – Perugia. Il Casms ha chiuso le porte del settore ospiti ai tifosi del grifo. Proteste da entrambe le parti, riportiamo di seguito il comunicato degli Ultras 07 Terni ma soprattutto il duro comunicato del Perugia Calcio che si riserva ulteriori azioni a tutela dei propri sostenitori.
COMUNICATO ULTRAS 07 TERNI
Decisioni inutili ed incomprensibili, demagogiche e populiste, quelle che domenicalmente prendono le nuove generazioni degli organismi preposti alla tutela dell’ ordine pubblico alle manifestazioni sportive. Dalle porte chiuse, ai soli abbonati, dai biglietti per i soli residenti ( si penalizzano soprattutto i tifosi di casa che non hanno la residenza ), al divieto per i tifosi ospiti, bisogna trovare qualcuno da penalizzare, ma non si capisce quale ordine pubblico tutelino certe imposizioni, e quale sia il criterio con cui viene calcolato il rischio di certe gare.
Un risultato devastante comunque viene raggiunto ed è la distruzione della passione, da sempre la linfa del calcio, che privata della rivalità diventa una scatola vuota, un semplice rincorrersi tra 22 giocatori che per la quasi totalità non ha né spirito di appartenenza, né amore per i colori, né legami tradizionali con la città, un prodotto da vendere alle televisioni, un mezzo per bieche speculazioni.
E’ altrettanto vergognoso che si obblighino comuni e società a rendere gli stadi simili a campi di concentramento per poi vietare l’ accesso totale o parziale ai tifosi.
Noi da “ Ultimi della classe “ possiamo solo prendere qualche decisione di protesta per rendere pubblico il nostro dissenso, quindi domenica 12/Ottobre e domenica 19/ Ottobre in occasione delle partite con il Taranto e con il perugia osserveremo 15 minuti di silenzio, inoltre per il derby con il perugia rinunceremo alla coreografia già programmata. Coreografia studiata senza bisogno di autorizzazioni né dalle società né dalle questure. Entreremo comunque allo stadio, anche se il nostro istinto ci suggeriva di rimanere all’ esterno, ma i nostri rivali al derby regionale non meritano tanta attenzione visto che si dilettano nel divulgare inqualificabili comunicati (2005) o a provocare a km. di distanza con “tanto di foto al monte di S. Erasmo” e con scritte da “baby gang” negli angoli nascosti degll’ autogrill, mentre noi sfilavamo in corteo contro la decisione del derby a porte chiuse del 2007, primo frutto velenoso del decreto Amato. Quindi tutti allo stadio per sostenere i nostri colori, per esprimere dissenso verso i padroni del calcio, senza cadere nella sgradevole tentazione di insultare chi non c’è.
GLI ULTIMI DELLA CLASSE
COMUNICATO PERUGIA CALCIO
“Il Perugia Calcio SpA., in seguito alla decisione del Casms, del 7 Ottobre 2008, con la quale viene proibito ai tifosi del Perugia di assistere al derby Ternana-Perugia del 19 p.v., esprime il più profondo dissenso e manifesta la propria incredulità.La tifoseria perugina è conosciuta e rispettata in tutta Italia per la sua sportività e correttezza; si fa presente, inoltre, che gli ultimi derby tra Ternana e Perugia si sono svolti senza incidenti di rilievo.Tale provvedimento oltretutto appare ancor più assurdo dopo la “Campagna congiunta contro la violenza negli stadi”, promossa dalla Regione dell’Umbria, dal Comitato Umbro della Federcalcio, dai Comuni di Perugia, Terni e Foligno e dalle tre società calcistiche umbre, diretta a diffondere a livello nazionale il messaggio di un calcio diverso, fondato sulla sicurezza negli stadi, sulla non violenza e sul ritorno ai sani ed autentici valori del tifo sportivo, come per altro già dimostrato nel recente derby Ternana-Foligno.Nei prossimi giorni il Perugia Calcio si adopererà, insieme alle istituzioni locali e regionali, per tutelare i propri tifosi e per far modificare questo provvedimento.
Non ha senso organizzare dei campionati privilegiando i derby e poi negarli ai tifosi”.
Non possiamo che sottoscrivere in pieno il comunicato degli Ultras ternani nelle parti in cui si sottolinea lo snaturamento del gioco del calcio nel momento in cui diviene mero prodotto televisivo, facendo sparire il legame tra squadre e città. La nota lieta di questa vicenda, tuttavia, proviene dal comunicato del Perugia Calcio, prima società a ribellarsi alle logiche imposte a società e tifosi, da questo nuovo modo di gestire e concepire l’ordine pubblico. La speranza è che anche l’industria calcio si renda conto del patrimonio, non solo economico, rappresentato dai tifosi!

10 ottobre 2008

COMUNICATO ULTRAS 07 TERNI

Decisioni inutili ed incomprensibili, demagogiche e populiste, quelle che domenicalmente prendono le nuove generazioni degli organismi preposti alla tutela dell’ ordine pubblico alle manifestazioni sportive. Dalle porte chiuse, ai soli abbonati, dai biglietti per i soli residenti ( si penalizzano soprattutto i tifosi di casa che non hanno la residenza ), al divieto per i tifosi ospiti, bisogna trovare qualcuno da penalizzare, ma non si capisce quale ordine pubblico tutelino certe imposizioni, e quale sia il criterio con cui viene calcolato il rischio di certe gare.
Un risultato devastante comunque viene raggiunto ed è la distruzione della passione, da sempre la linfa del calcio, che privata della rivalità diventa una scatola vuota, un semplice rincorrersi tra 22 giocatori che per la quasi totalità non ha né spirito di appartenenza, né amore per i colori, né legami tradizionali con la città, un prodotto da vendere alle televisioni, un mezzo per bieche speculazioni.
E’ altrettanto vergognoso che si obblighino comuni e società a rendere gli stadi simili a campi di concentramento per poi vietare l’ accesso totale o parziale ai tifosi.
Noi da “ Ultimi della classe “ possiamo solo prendere qualche decisione di protesta per rendere pubblico il nostro dissenso, quindi domenica 12/Ottobre e domenica 19/ Ottobre in occasione delle partite con il Taranto e con il perugia osserveremo 15 minuti di silenzio, inoltre per il derby con il perugia rinunceremo alla coreografia già programmata. Coreografia studiata senza bisogno di autorizzazioni né dalle società né dalle questure. Entreremo comunque allo stadio, anche se il nostro istinto ci suggeriva di rimanere all’ esterno, ma i nostri rivali al derby regionale non meritano tanta attenzione visto che si dilettano nel divulgare inqualificabili comunicati (2005) o a provocare a km. di distanza con “tanto di foto al monte di S. Erasmo” e con scritte da “baby gang” negli angoli nascosti degll’ autogrill, mentre noi sfilavamo in corteo contro la decisione del derby a porte chiuse del 2007, primo frutto velenoso del decreto Amato. Quindi tutti allo stadio per sostenere i nostri colori, per esprimere dissenso verso i padroni del calcio, senza cadere nella sgradevole tentazione di insultare chi non c’è.

GLI ULTIMI DELLA CLASSE

8 ottobre 2008

Siena- Roma, scarcerati ultras

Romanisti arrestati dopo la partita, processo il 15 dicembre

(ANSA) - Sono stati rimessi in liberta' i quattro ultras della Roma arrestati domenica a Siena dopo la partita di calcio Siena-Roma. Il giudice monocratico del tribunale senese ha convalidato gli arresti per tutti e disposto la scarcerazione. Per due di loro disposto anche l'obbligo di firma durante le partite. Il processo e' stato aggiornato al 15 dicembre. Le accuse sono quelle di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, mentre e' decaduta quella di tentato omicidio volontario.

6 ottobre 2008

Genova, 5 ottobre “l’osservatorio dimentica 26 anni di gemellaggio”

Uno striscione contro l’Osservatorio e di solidarietà verso i tifosi napoletani con i quali i genoani sono gemellati, per protestare contro il divieto alle trasferte imposto ai vesuviani, dopo gli incidenti di Roma-Napoli con oltre 800 tifosi identificati su un treno utilizzato per la trasferta.
Lo striscione è comparso nella Nord e la polizia ne ha disposto la rimozione su indicazione del questore Salvatore Presenti, perché non era autorizzato. Ma lo striscione contestato, qualche momento di tensione per la contestazione alla … contestazione (lo striscione: l’osservatorio dimentica 26 anni di gemellaggio) da parte della polizia, sono stati gli unici momenti di difficoltà. Perché le due tifoserie sono gemellate e i rapporti sono buoni: due anni fa c’era stata la maxi festa della promozione tra azzurri e rossoblù con tifosi napoletani che avevano addirittura dormito nello stadio la sera prima della gara. I tifosi napoletani sono bloccati nelle trasferte e al Ferraris sono comunque entrati. Quelli del Napoli Club Genoa non hanno avuto problemi a trovare biglietti regolarmente e a essere allo stadio mescolati con gli amici genoani nei distinti e nella Sud, dove ci sono stati alcuni problemi per l’estensione degli striscioni che precludono la visuale agli spettatori.

Ennesima conferma del carattere punitivo – repressivo, e non preventivo, delle indicazioni dell’Osservatorio. I tifosi del Napoli sono in castigo, e come si fa con gli scolari posti dietro la lavagna, non possono uscire nemmeno durante la ricreazione. La tanto desiderata “normalità” è molto lontana dall’essere raggiunta, e le colpe non sono sempre e solo dei tifosi. 

Fonte: Secolo XIX

5 ottobre 2008

RESPINTO IL RICORSO DEL NAPOLI

Come previsto alla vigilia, l'arbitrato del CONI si è dichiarato incompetente rispetto al ricorso presentato dal Napoli contro la chiusura delle curve dello stadio San Paolo per quattro giornate, ridotte poi a tre dalla corte federale. Una decisione che ha scatenato la reazione fortemente negativa dell'avvocato del Napoli, Mattia Grassani: «Lodo erroneo, infondato e negatorio dei più elementari principi di giustizia - è stato il duro commento del legale azzurro -. La soluzione adottata dall'organo ha, di fatto, impedito ogni disamina nel merito. La scelta operata dai giudici è stata quella di non decidere. In questo modo lo sport non aiuta se stesso, non viene consentito a chi voglia cambiare le cose di farlo, anzi si mortificano gli sforzi e gli investimenti di imprenditori come Aurelio De Laurentiis. Emblematica è la circostanza che la decisione è stata presa non già all'unanimità, bensì a maggioranza, evento che, in oltre 250 lodi arbitrali, dal 2002 a oggi si è verificato a mia memoria una o due sole altre volte, anni e anni fa». Esclusa anche la possibilità di un nuovo ricorso al Tar. non vi sono infatti i tempi tecnici. Il caso è quindi da considerarsi chiuso. La società fa però sapere che sarà posibile acquistare al costo di 24 euro (più 1 di prevendita) i biglietti per il settore ospiti, chiuso ai tifosi bianconeri, ma accessibile a quelli azzurri. Magra consolazione...

calciocampania

Genoa-Napoli, la Questura fa togliere uno striscione contro l´Osservatorio

"Osservatorio: il vostro continuo monitoraggio ha dimenticato 26 anni di gemellaggio, vergogna". Uno striscione con questa scritta è comparso all´inizio della gara tra Genoa e Napoli sulle gradinate della nord, cuore del tifo rossoblù, ma è stato fatto togliere nell´intervallo dal questore di Genova, Salvatore Presenti. "Lo striscione - ha spiegato il questore - non era stato
autorizzato". (ANSA)

3 ottobre 2008

PADOVA-VENEZIA 13-10 ORE 20.45: L’ESAGERAZIONE


Dal Viminale decisione senza precedenti: biglietti venduti solo a chi risiede in città
Stefano Edel
Il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive (Casms) recepisce le indicazioni dell’Osservatorio: trasferta proibita ai veneziani. E in più…
Un provvedimento senza precedenti, che lascia esterrefatti. E che si può tranquillamente etichettare per quello che è, nei fatti: un’esagerazione. Il Ministero dell’Interno non solo ha vietato la trasferta ai tifosi arancioneroverdi in occasione di Padova-Venezia di lunedì 13 ottobre (ore 20.45), ma ha addirittura proibito la vendita dei biglietti per la partita in questione a chi non risiede nel comune di Padova, escludendo così tutti i tifosi biancoscudati della provincia. Mai accaduto.
Il giorno dopo le osservazioni mosse dall’Osservatorio, che ha rilevato nel derby veneto di Prima divisione «alti profili di rischio», il Casms – Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive – ha deciso: «1) la chiusura del “settore ospiti”, che potrà essere utilizzato per favorire la presenza allo stadio di particolari categorie di spettatori (famiglie, ragazzi delle scuole, associazioni di anziani ecc.); 2) la vendita dei biglietti esclusivamente ai residenti nel comune di Padova. Infine, ove ritenuto necessario, la cessazione della vendita di tutti i biglietti entro le ore 19 del giorno precedente la gara e contestuale distruzione di quelli rimasti invenduti».
Divieto anche al ritorno. Peggio che a Verona, perchè in occasione della gara di domenica scorsa l’acquisto dei tagliandi per accedere al Bentegodi era stato consentito senza problemi ai residenti in città e provincia, fermo restando il «no» per i padovani. Appare scontato – e sarebbe la prima volta, anche in questo caso – che, al ritorno, analoga restrizione verrà adottata nei confronti dei tifosi biancoscudati a Venezia, così come per quelli veronesi a Padova. Si è fatta di tutta un’erba un fascio, con il pericolo, questo sì serio, di allontanare moltissimi appassionati dal calcio, disincentivandoli ad andare allo stadio. E’ inevitabile chiedersi, a questo punto, che cosa sia servito a mettere a norma un Euganeo che, per ammissione delle stesse forze dell’ordine, era già sicuro prima, escludendo, per la distanza esistente fra i vari settori, qualsiasi contatto fra le opposte tifoserie. Con i tornelli, gli abbonamenti e i biglietti nominativi, e la presenza degli steward, oltre ad un sistema di video-sorveglianza che conta su ben 52 telecamere, è praticamente impossibile adesso sfuggire ad un controllo così capillare. C’era bisogno di arrivare addirittura a proibire l’accesso anche a chi abita negli oltre cento comuni del Padovano?
Si muovono le società. Consola poco che, a differenza di quanto è successo a Verona, la partita sarà visibile sul canale satellitare della Rai. Lo sconcerto e l’amarezza sono reazioni più che giustificate negli ambienti sportivi. E le proteste, alle sedi dei due club, sono cominciate a fioccare numerose già ieri. Gianluca Sottovia, consigliere delegato del Padova, ha telefonato sia al vice-prefetto Soldà che al vice-questore Di Matteo chiedendo spiegazioni sull’ulteriore restrizione imposta dal Viminale. E anche in terraferma e in laguna si è fatta pressione sulla locale Questura per cercare di modificare in parte la decisione presa. Duro il commento del direttore sportivo del Venezia Andrea Seno: «Incomprensibile. Prima l’o.k. per la notturna, poi la chiusura totale. E per una partita senza precedenti violenti. Assurdo poi per uno stadio come l’Euganeo, dove i tifosi sono controllabili perfettamente».


Art 3 Costituzione della Repubblica Italiana ” tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge,senza distinzione di sesso,di razza,di lingua,di religione,di opinioni politiche,di condizioni personali e sociali. E compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine sociale,che,limitano di fatto la libertà è l’uguaglianza dei cittadini , impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica,economica e sociale del Paese”
A quanto pare le ragioni di ordine pubblico vengono prima della Costituzione. Il provvedimento di divieto di trasferta è sostenibile, in quanto si chiude un settore dello stadio per motivi di ordine pubblico, vietare la vendita dei biglietti e pertanto l’accesso ad una manifestazione pubblica, assumendo una discriminante di carattere territoriale è, a mio parere, contro i principi di uguaglianza sanciti dalla Costituzione.
Questa volta si è voluto esagerare, la prossima volta la partita la faranno vedere solo a coloro che abitano nel centro cittadino, escludendo magari le periferie ricettacolo di violenti…
La verità è che se si dà la possibilità a ciascuno di noi di decidere se lavorare o meno, è ovvio che anche i più volenterosi diventeranno degli scansafatiche. Evidentemente la questura di Padova, la domenica non vuole seccature!

fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Derby-vietato-anche-alla-provincia/2043249/6

2 ottobre 2008

Gravi incidenti tra tifosi del Cagliari e della Torres

Lanuovasardegna.repubblica.it

Scontri tra tifosi del Cagliari e quelli della Torres, due persone in stato di fermo. In campo: esordio vittorioso per i rossoblù contro la Gialeto, il gol partita è di Serra

SERRAMANNA. Doveva essere una festa. Sul campo lo è stata, ma fuori dallo stadio no. L'arrivo a Serramanna dei tifosi della Torres ha scatenato la follia degli «sconvolts» del Cagliari, arrivati nel centro del Medio Campidano per «sfidare» i rivali. Tutto è cominciato prima dell'inizio della partita con una pioggia di sassi lanciati all'interno dello stadio. Uno ha colpito in testa un tifoso sassarese che è stato portato in ospedale e trattenuto in osservazione.

I carabinieri hanno evitato che le opposte fazioni venissero a contatto. Il resto a fine gara. I tifosi della Torres sono stati scortati fino alla stazione e qui hanno subito un secondo agguato. Circa 400 facinorosi, tra i quali tanti gli appartenenti al gruppo «sconvolts», hanno bloccato il treno già in movimento e lanciato di tutto contro il mezzo. I vetri sono andati in frantumi e, secondo quanto raccontano i tifosi, i feriti sarebbero saliti a quattro.

A quel punto i carabinieri hanno chiamato rinforzi, lanciato lacrimogeni per riportare la situazione alla normalità. Dopo diversi minuti, sono riusciti a far partire il treno. Due le persone in stato di fermo, uno di Cagliari, l'altro di Sassari. Danneggiate anche alcune auto nei pressi della stazione.

I sostenitori della Torres sono arrivati a destinazione a tardissima sera. Il treno, per motivi di sicurezza, ha fatto una lunga sosta a a Oristano e in altre stazioni. A Ploaghe, il grosso dei supporter rossoblù ha abbandonato il mezzo per evitare di farsi identificare.

I carabinieri di Serramanna hanno sentito alcuni testimoni per cercare di ricostruire l'accaduto. Dalle testimonianze raccolte sembra che tutto sia cominciato per le provocazioni dei tifosi del Cagliari, quelli che non hanno seguito a Lecce. L'ultima volta tra Torres e Cagliari è stata ad Alghero. Un'amichevole trasformatasi in una guerriglia urbana, con feriti, fermati e tanti danni. La conferma che tra le due tifoserie c'è un odio mai sopito. La paura è che la Torres dovrà andare altre volte a giocare nel Cagliaritano e il rischio di incidenti è altissimo.