16 luglio 2008

Quindici diffide per Parma-Inter I Boys: "E' proprio una beffa"

repubblica.it

Nessun nerazzurro diffidato. Lo sfogo dei tifosi parmigiani "puniti" proprio mentre parte la campagna abbonamenti

Dieci, forse addirittura quindici, i tifosi parmigiani diffidati per gli scontri avvenuti prima e dopo Parma-Inter, ultima giornata di campionato. Da circa una settimana, "a pioggia" dicono i Boys, stanno arrivando le diffide. Per ora solo una decina sono state consegnate agli ultras "ma altre cinque sono in arrivo", spiega uno dei capi ultras Boys.

"Ci hanno colpito nonostante tutto – precisa il tifoso – nonostante abbiano lasciato agli interisti la possibilità di invadere la nostra città, nonostante i decreti. Hanno preso le immagini e i video degli scontri e emesso diffide a raffica. Solo per noi. Nessuna per gli interisti. Mai e poi mai vorremmo vedere arrivare diffide anche per gli interisti, la nostra cultura ultras non ci fa ragionare con la legge del taglione. Ma perché hanno colpito noi? E soprattutto perchè nessuno si è preso le responsabilità di un ordine pubblico gestito malissimo? E' una beffa il fatto che se la siano presa con noi, dopo tutti i casini che hanno combinato coloro che dovevano gestire quella partita".
Fra i diffidati – anche se la questione del daspo e i termini della diffida saranno precisati solo in futuro – "forse a settembre" – i tifosi colpiti appartengono per lo più al gruppo dei Boys. Le accuse si riferiscono in particolare agli scontri avvenuti dopo la partita, a margine della curva nord del Tardini. In quegli episodi rimasero feriti sia poliziotti che tifosi. Le cariche di agenti e carabinieri, però, furono indirizzate sia verso i tifosi parmigiani che verso quelli nerazzurri.

Intanto lo sfogo dei Boys, come di consueto, passa per le pagine del sito internet del gruppo ultras.
"A proposito – scrivono nel sito - dopo aver consegnato la nostra città agli interisti, dopo aver boicottato le nostre iniziative per Parma-Inter rivolte a tutta la tifoseria gialloblù (che erano state programmate per cercare di aiutare il Parma a salvarsi), chi non ha saputo/voluto gestire l'ordine pubblico ha pensato bene (oltre a rimanere stabilmente al suo posto) di inviare una diffida ad (almeno?) una decina di ultras di Parma, di Boys. Stiamo a vedere, poi diremo tutto quel che ci sarà da dire, nei dettagli, attraverso tutti i mezzi a nostra disposizione".
Il nervosismo dei tifosi sale, oltretutto, perchè "queste diffide sono arrivate a raffica proprio prima della campagna abbonamenti della squadra. La cosa suona come una beffa".

10 luglio 2008

Spezia: L’ultimo tifo per Ilaria

Più di mille braccia al cielo per applaudire Ilaria e accompagnarla nell’ultimo viaggio allo stadio Picco della Spezia. Nella sua Curva, nella sua casa. C’è chi ha preso un pomeriggio di ferie, chi ha anticipato il rientro dal mare e chi addirittura è dall’inizio della settimana che non va a lavorare perché affranto dal dolore. Ci sono tantissimi giovani, ultras della Vecchia Guardia, ma anche persone di mezz’età nascoste dietro vistosi occhiali da sole quasi a voler schermare le lacrime.
Oltre cinquecento persone applaudono, piangono, cantano per Ilaria Franchetti Rosada, una splendida ragazza di 29 anni strappata alla vita, agli amori, alle sue passioni per una maledetta malattia che ha colpito i polmoni. C’è la mamma Tina che non ha più lacrime da versare e il papà Franco che nonostante i guai di salute riesce a trovare la forza di gridare a tutti “Grazie Ilaria e forza Spezia». Momenti commoventi che raggiungono i brividi quando gli amici e le amiche leggono le lettere di Ilaria inviate prima di partire per l’ospedale di Padova dove il trapianto di polmoni le ha cancellato tutti i sogni. Proprio così: da Padova, a Padova. Dalla fantastica promozione di due anni fa, dove Ilaria accusò i primi sintomi della malattia, alla fine del sogno in una stanzetta del reparto di rianimazione.
Il fidanzato Peppe commuove tutti quando racconta gli ultimi istanti di Ilaria. «L’ho accompagnata fino alle soglie della sala operatoria. Ilaria era felice e fino all’ultimo inviava sms agli amici. L’unica consolazione è che l’ho vista sorridere fino all’ultimo come era nella sua natura. Sono stato fortunato di avere conosciuto una persona così speciale. Era sempre un passo avanti rispetto a tutti, nonostante le difficoltà. Sappiate che quando sarò in questa fantastica curva lei mi starà sempre accanto».
Ilaria ci sarà, lo ha promesso anche nella lettera inviata allo speaker del Picco Federico La Valle: «Quando chiamerai in campo le formazione sappi che sarò sempre ad ascoltarti» quasi a presagire che non ce l’avrebbe fatta. Eppure la casistica di quelle operazioni lascia tantissima speranza. Ma forse Ilaria avvertiva strane sensazioni, nonostante non avesse mai perduto quell’inseparabile sorriso che la rendevano amabile.
Quando la bara bianca entra nel cuore della curva ci sono già cinquecento tifosi ad aspettarla. Marco Gorzegno non trattiene le lacrime: la sua maglia è stata indossata da Ilaria nella bara. Al suo fianco c’erano anche Francesco Zizzari e gli ex Bruccini, Rotoli e Caverzan e poi numerosi dirigenti dello Spezia sparpagliati tra la gente. Una delegazione degli “Sgreuzi”, tifosi della Sampdoria e amici degli spezzini, depone un mazzo di fiori sulla bara. Ci sono due minuti buoni di applausi. E poi il canto ultrà preferito da Ilaria seguito da “O bela Spesa” con tanto di sciarpata e fumogeni. Le tifose delle Curve Pericolose sono in prima fila con i lucciconi. Per loro che hanno vissuto in presa diretta tutto il calvario di Ilaria il colpo è ancora più duro. Si rivedono le sciarpe del club Cavatorti di Fossamastra, di cui Ilaria fu presidente ad appena 19 anni. E poi naturalmente la foltissima rappresentanza dell’Orgoglio Spezzino. Sullo sfondo della bara, affisso alla rete c’è lo striscione che ricorda Mattia Sorrentino, il primo fidanzatino di Ilaria, morto dieci anni fa a seguito di un incidente stradale. In curva c’è la sua mamma Liviana alla quale Ilaria ha riservato una delle lettere più toccanti.
La bara lascia lo stadio coperta di sciarpe bianche e nere, il carro funebre se ne va con la bandiera degli ultras che sventola. La gente si abbraccia e piange, chi invece se ne sta in disparte in religioso silenzio. Il corteo funebre si allontana dal Picco e si dirige a Barbarasco dove il sacerdote attende per la cerimonia religiosa.
La gente del Picco tarda a sfollare Qualcuno propone di dedicare a Ilaria la Curva Ferrovia. Ma lei, con quel suo viso da eterna bambina, vi avrebbe risposto con tono scanzonato: «Ma che diavolo state dicendo?». Già perché Ilaria non era protagonista. Il suo protagonismo era quel suo sorriso speciale e accattivante sempre scolpito in volto anche nella cattiva sorte. Ilaria non vuole cerimonie perché state certi sarà sempre tra noi a gridare “Forza Spezia”.

5 luglio 2008

COMUNICATO CURVA SUD VENEZIAMESTRE

Da quanto appreso in quest’ultime settimane dai quotidiani locali e dalle stesse dichiarazioni della società SSC VENEZIA, la situazione che si prospetta nei prossimi giorni sembra essere molto preoccupante. L’espletamento delle pratiche per l’iscrizione al campionato di prima divisione che in un primo momento sembravano essere semplici formalità si sono rivelate incomplete. Queste irregolarità ci portano nella migliore delle ipotesi ad affrontare il prossimo campionato con dei punti di penalizzazione e nella peggiore delle ipotesi all’esclusione dal campionato con ovvie conseguenze. Noi gruppi della Curva Sud ci sentiamo traditi nella fiducia che abbiamo riposto nei confronti della società e chiediamo a gran voce che i f.lli Poletti, quanto prima, facciano chiarezza su questa confusa vicenda rassicurando l’ambiente con prove certe e concrete di regolari iscrizioni, non più con promesse e false illusioni. Onestà e umiltà prima di tutto.
Aspettando una tempestiva risposta dalla presidenza,

I GRUPPI DELLA CURVA SUD

Comunicato Legione Cybea

La Legione Cybea con tanta amarezza e disgusto scrive:
Inizialmente Noi Legione Cybea, avevamo intenzione di non rispondere alle dichiarazioni tanto infamanti quanto false uscite nel quotidiano di martedi nei nostri confronti da parte delle varie associazioni di sinistra della nostra città; ma in un secondo momento la rabbia e il disgusto per tanta falsità e ipocrisia hanno preso il sopravvento e quindi abbiamo preso la triste decisione di scrivere due righe da presentare a giornali e TV, triste perché da tempo ci eravamo promessi di non intervenire più sugli organi di informazione locali ma di fronte a tanta falsità non si può rimanere in silenzio. Queste righe non sono per giustificarci, perché non ci sentiamo di dovere chiedere scusa a nessuno dato che se è accaduto qualcosa non è certo per colpa nostra e per mano nostra, ma scriviamo per rispondere alle frasi lette ieri nei giornali, piene di falsi moralismi e accuse infamanti da parte di persone che già in passato avevano trovato di buon gusto additarci di ogni male possibile presente in Città! Volete far sapere alla gente chi siamo? Noi Legione Cybea Massa siamo un gruppo Ultras che segue le sorti della Squadra della nostra Città da ormai 5 Anni, e da ben 3 anni (festeggiati proprio il 28 Giugno scorso), abbiamo una sede nostra che non ci è stata regalata e concessa da nessuno, ma di cui paghiamo l’affitto ogni 10 del mese e difendiamo ogni giorno da vili attacchi di gente ignota! All’ interno del nostro Gruppo ci sono ragazzi che oltre e seguire le sorti della US. Massese 1919 sono impegnati anche nel sociale ovvero partecipando a partiti politici molto probabilmente orientati dalla parte opposta di chi ci ha infamato ieri, ma questo non li giustifica e non gli permette di raccontare fatti falsi e mai accaduti indicando Noi come autori di ogni azione violenta contro ragazzi di sinistra o contro immigrati o come in questo caso “di un aggressione 30 contro 3”!! Questa storia che si ripete è molto triste perché ancora una volta i soliti signori delle varie associazioni di sinistra prendono la palla al balzo, come una semplice rissa che accade in ogni giorno in qualsiasi parte del mondo, per sputare le solite accuse e le solite infamità, organizzare le solite ridicole manifestazione che sapete bene che nel giornale e nell’opinione pubblica trovano un terreno fertile che genera tanto scalpore e indignazione per un fatto successo in tutt’altro modo da quello da voi raccontato! Queste poche e semplici parole servono per dire che Noi Legione Cybea sappiamo quello che siamo e sappiamo quello che rappresentiamo e ne andiamo naturalmente fieri e non bastano le vostre solite accuse infondante per farci indietreggiare!