21 giugno 2004

Manifestazione Bologna 2004

BOLOGNA — A migliaia, in un gran caldo e in una Bologna indifferente o infastidita, per una protesta ...

... un po’ romantica e un po’ retrò contro il business e per il ritorno al calcio di una volta. Arrivati anche da molto lontano con un viaggio faticoso, gli ultras di una novantina di squadre hanno fatto la loro manifestazione a Bologna gridando alla loro maniera il no allo strapotere delle tv, alla frammentazione del calendario e degli orari ma anche alla repressione contro la violenza negli stadi.
Manifestazione del tutto pacifica, anzi ben organizzata, con tanto di raduno a mezzogiorno nel parco di villa Angeletti, prima periferia della città, gazebo di accoglienza per le delegazioni gestito da tranquille madri di famiglia e cartelle stampa per i giornalisti. E il motto della giornata, «Divisi dai colori, uniti nei valori», è stato rispettato: nessuna violenza nè tra i diversi gruppi nè contro le persone o le cose di Bologna. Già da fine mattina si sono visti modenesi e bolognesi passeggiare a braccetto per il parco, sampdoriani e genoani a scherzare fra loro davanti a una birra, e ad accogliere i gruppi una tifosa atalantina che sfoggiava un due pezzi neroazzurro, in grado di far girare la testa anche ai «nemici» bresciani. Tra i gruppi organizzati, anche quelli più eroici arrivati da molto lontano: Avellino, Andria, Messina, Chieti, Latina. Grandi assenti i tifosi delle big del calcio italiano: le curve di Roma e Lazio non pervenute; un manipolo di tifosi juventini e due transfughi interisti. Unica eccezione i milanisti che non sono voluti mancare. «Ormai ti diffidano anche se lanci una bottiglietta in campo, non se ne può più. Siamo venuti qui per lottare uniti, anche con quelli con cui la domenica ci si ammazza. Il calcio è amore e loro ce lo vogliono portare via», hanno spiegato ragazzi di Foggia. Il calcio sarà anche amore ma per Andrea, portavoce della curva nord bresciana: «La rivalità e la violenza fra tifoserie ci sarà sempre, inutile discutere su questo punto. Oggi però vogliamo far conoscere i valori ultras. La curva è una realtà in cui medico e operaio sono uguali e dove solidarietà e amicizia sono fondamentali».
Grande la soddisfazione degli organizzatori del Movimento Ultras anche perchè, ha raccontato la portavoce Giusy: «Il segretario della Lega Calcio, Marco Brunelli, ha detto che le nostre proposte sono molto interessanti e che saremo convocati quando ci sarà la nuova dirigenza». 4 giorni fa, all’ultima riunione di Lega, gli ultras avevano consegnato un documento con le loro richieste: bocciano la decisione di far iniziare le partite alle 13, protestano contro il caro-biglietti e chiedono controlli sui bilanci delle società e riduzione degli ingaggi dei calciatori.

domenica 20 giugno 2004

9 giugno 2004

Comunicato Curva Nord Alessandria

Supporters1999.it

CONSTATANDO IL PERDURARE DI MANOVRE POCO CHIARE(A DIR POCO)ED A TUTELA DI UNA CITTA' ORAMAI STUFA DI ASSISTERE A CERTI GIOCHETTI SIMILI AL GIOCO DELLE 3 CARTE CHE STANNO AVVENENDO INTORNO AL'ASSEGNAZIONE DEI BENI MATERIALI RIGUARDANTI L'ALESSANDRIA CALCIO 1912,LA TIFOSERIA TUTTA SOLLECITA UNA DIMOSTRAZIONE DI PROTESTA DA SVOLGERSI IL GIORNO 18 GIUGNO DURANTE L'ASTA PUBBLICA AL FINE CHE TUTTO AVVENGA NELLA MASSIMA TRASPARENZA E NELLA MASSIMA REGOLARITA'.CONFIDIAMO QUINDI IN UNA CONCLUSIONE LOGICA DELLA VICENDA,SPERANDO CHE ALMENO NELLE AULE DI TRIBUNALE NON SI MESCOLINO SPORT E POLITICA.ESSENDO INOLTRE I GRIGI UN PATRIMONIO DI TUTTA LA CITTA' E DEI SUOI CITTADINI E NON UN OGGETTO PRIVATO DA USARE PER SCOPI DI LUCRO PERSONALI SPERIAMO CHE VENGA ASCOLTATA LA VOLONTA' DI TUUTO IL POPOLO GRIGIO E DI TUTTA UNA CITTA' CHE VEDE NEL NOSTRO AMATO PRESIDENTE GINO AMISANO L'UNICA PERSONA CHE POSSA RIPORTARE I NS GRIGI AI FASTI PASSATI E CI FACCIA RITORNARE ORGOGLIOSI DELLA SQUADRA CHE RAPPRESENTA LA NOSTRA CITTA'E NON DOVENDOLA RINNEGARE COME NELL'ULTIMA STAGIONE. COMUNQUE NOI VIGILEREMO SEMPRE SULL'EVOLVERSI DI TUTTA LA SITUAZIONE E CHE TUTTO SI SVOLGA NELLA MASSIMA TRASPARENZA E CERCHEREMO DI SMASCHERARE QUALSIASI INTRALLAZZO CHE VENGA FATTO A DISCAPITO DELLA NOSTRA GLORIOSA MAGLIA GRIGIA.

AGOSTO 2003 NOI NON DIMENTICHEREMO MAI!

GINO PRESIDENTE IN ETERNO

GRADINATA NORD U.S. ALESSANDRIA

8 giugno 2004

Derby Lazio-Roma, blitz della polizia in ambienti ultras. Molti arresti

All'alba di stamani la Digos della Questura di Roma ha eseguito numerosi arresti negli ambienti delle tifoserie ultras di Roma e Lazio. I fatti riguardano gli incidenti verificatisi nel dopopartita del derby Lazio-Roma del 21 marzo, sospeso in seguito a una voce, poi rivelatasi falsa, della morte di un bambino. L'operazione di polizia è coordinata dal pool "Tifoserie violente" della Procura della Repubblica di Roma, diretto dal pm Silverio Piro.
21 marzo 2004: all'Olimpico è in corso il derby Lazio-Roma. È il terzo minuto della ripresa quando nello stadio, tra gli spalti, si diffonde la voce che negli incidenti avvenuti prima del march sarebbe morto un ragazzo travolto da un'auto della polizia. Scoppia il caos. Tre tifosi giallo-rossi scavalcano le transenne ed entrano in campo. Parlano con i capitani delle due squadre per chiedere la sospensione della partita.

Dall'altoparlante arriva un invito alla calma e la smentita da parte della Questura di Roma della notizia dell'incidente. L'arbitro Rosetti esita, qualcuno gli porta un telefonino. Dall'altra parte, c'è il presidente della Lega Calcio, Adriano Galliani: la gara viene sospesa.

Lo stadio viene svuotato, ma fuori si ripropongono scene da guerriglia urbana, come quella del pomeriggio. Botte, lacrimogeni, e lanci di sassi. La tattica usata dai gruppi di teppisti, in particolare sotto la curva Sud dell'Olimpico, è quella del "mordi e fuggi". Un'azione che costringe gli agenti di polizia, i militari e i carabinieri a continue cariche di alleggerimento con la copertura dei furgoni blindati. 


Fonte RAI .it