29 dicembre 2010

Pazzesco! Lecce-Bari a porte chiuse!!!

LECCE – Si è concluso il vertice in Prefettura sul derby Lecce-Bari del 6 gennaio. La partita si giocherà a porte chiuse ed è il primo caso in Italia dall’inizio del campionato. Questo l’esito del vertice svoltosi in Prefettura stamattina a Lecce e terminato pochi minuti fa. La decisione è assolutamente clamorosa, in quanto mai nel corso di questo campionato era stata presa una decisione tanto severa. «Di fronte alla situazione prospettata dagli organi tecnici preposti alla sicurezza e all’ordine pubblico – afferma il prefetto Mario Tafaro – non si poteva che adottare tale provvedimento al fine di garantire il controllo della manifestazione».
IL PARERE – La riunione si è resa necessaria per organizzare l’ordine pubblico in vista di una partita ritenuta ad alto rischio. L’osservatorio sulle manifestazioni sportive, prima di Natale, aveva indicato alla prefettura di Lecce il suo orientamento: vietare l’accesso a tutti i tifosi del Bari, in conseguenza degli scontri che si verificarono nel maggio del 2008 a margine del derby di serie B e per i quali il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, definì gli ultras biancorossi dei barbari scatenando un vespaio di polemiche. Ma la prefettura di Lecce è andata oltre la decisione dell’Osservatorio ed ha disposto le porte chiuse per la sfida salvezza del prossimo 6 gennaio.

Fonte: il corriere del mezzogiorno

Rileggiamo quanto dice il prefetto: “non si poteva che adottare tale provvedimento al fine di garantire il controllo della manifestazione” tradotto significa che non avevano alternative e che in Italia non siamo in grado di garantire la sicurezza durante un Lecce-Bari.
Un’ammissione di inadeguatezza e incompetenza a dir poco sconcertante!!!
Se alzano bandiera bianca in occasioni come questa, possiamo avere fiducia nelle stesse istituzioni quando sono impegnate in ben altri ambiti? Davvero un pessimo segnale!

3 dicembre 2010

Mailbombing all’Uefa contro divieti e restrizioni!

Gli amici del sito “La Padova Bene” lanciano una campagna di mailbombing alla Uefa per protestare contro le restrizioni e i divieti che settimanalmente vengono imposti alle tifoserie italiane.
“Stanchi dei continui divieti imposti dall’Osservatorio e dal Casms, spesso con intenti punitivi e non preventivi, anche in partite che non vedono problemi per l’ordine pubblico o che addirittura vedono sfidarsi due tifoserie gemellate (sono i casi recenti di Parma-Sampdoria, Lazio-Inter o Milan-Brescia) e senza che vi sia uno straccio di spiegazione per i provvedimenti che vengono presi, abbiamo deciso di lanciare un’iniziativa mirata, informando di volta in volta l’Uefa (da sempre contraria ai “sistemi italiani” di gestire l’ordine pubblico) via mail ogni volta che escono le disposizioni dell’Osservatorio Nazionale Manifestazioni Sportive. Per far ciò è semplicissimo: basta copiare il testo qui sotto riportato (in inglese) ed inviarlo all’indirizzo info@uefa.com
Ma informare l’Uefa non basta! Il “tam-tam” mediatico deve essere martellante anche nei confronti di chi vede e finge di non vedere: i giornalisti dei principali quotidiani (sportivi e non) italiani ed i politici! Considerata l’atavica difficoltà del nostro popolo con le lingue, a loro bisognerà scrivere in Italiano! Basta inviare loro il testo che si manda all’Uefa, giusto perché siano informati…”


Questo il testo della mail inviata a info@uefa.com all’attenzione di Michel Platini:

“Signor Platini, ancora una volta La avvisiamo di quanto sta accadendo in Italia allo sport che tanto amiamo. Il Ministro degli Interni (onorevole Maroni, Lega Nord), attraverso l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, sta cercando di evitare che i tifosi che non sono d’accordo con il suo progetto della “tessera del tifoso” (una carta prepagata ricaricabile imposta ai tifosi, non regolata da alcuna legge e assolutamente inutile) possano assistere a partite di calcio, anche se NON a rischio.Vendono i biglietti creando discriminazioni territoriali. Chievo/Roma, per esempio, partita assolutamente non a rischio, che ha visto solo la scorsa stagione 20mila tifosi romanisti sulle gradinate senza alcun problema, solo pochi giorni fa è stata individuata come “partita a rischio”, cosicché i tifosi della Roma che sono residenti nella Regione Lazio non possono acquistare i biglietti. Deve sapere che i tifosi che hanno sottoscritto la “tessera del tifoso” non sono soliti recarsi in trasferta, cosìcché il risultato è che i settori ospiti degli stadi sono sempre vuoti, anche per partite non a rischio. Stanno indicando come partite a rischio anche match come Parma/Sampdoria, le cui tifoserie sono gemellate da 20 anni, solo perché i loro correttissimi tifosi hanno detto no alla tessera del tifoso. Se paragona l’affluenza negli stadi con le precedenti stagioni potrà facilmente vedere come gli stadi siano mezzi vuoti e questo è dovuto ai sistemi diabolici che hanno pensato per vendere i biglietti. In molti casi non si può comprare più di un biglietto a persona e, quando lo si può fare, bisogna portare con sé un documento in originale per ogni persona che vuole acquistarlo.Lazio/Roma è stata giocata di fronte a una Tribuna Tevere quasi vuota, anche se le relative immagini non sono state mostrate dalla televisione, perché si preferisce escludere i tifosi piuttosto che gestirli con gli usuali sistemi di ordine pubblico. Stiamo scrivendo questo per suggerire all’UEFA di monitorare con attenzione quanto sta accadendo negli stadi italiani, perché i media nazionali al riguardo tacciono. Noi crediamo che l’Italia non abbia il diritto di organizzare alcun torneo internazionale fino a che non saremo liberi di andare alle partite di calcio, così come abbiamo fatto dal 1896 fino al 2008.
Con i migliori saluti.”



http://www.lapadovabene.it/StopDivieti/stopdivieti.html

2 dicembre 2010

Comunicato Curva Nord Udinese

La redazione di UdineseBlog.it ha pubblicato la lettera pervenuta dai Ragazzi della Nord dopo quanto scritto sulle aggressioni fuori dallo stadio in occasione di Udinese-Napoli.


Abbiamo sbagliato ma non siamo ORCHI!
Visto come l'opinione pubblica e le Istituzioni hanno interpretato e proposto ciò che è successo domenica prima della partita Udinese-Napoli, sentiamo il dovere per le nostre famiglie, noi stessi e per tutta la Curva Nord di fare chiarezza sull'accaduto.
L'incidente che ha coinvolto alcuni ragazzi della Curva, due agenti in borghese e, ai noi, un bambino e suo zio tifosi del Napoli ha avuto uno svolgimento nei fatti discorde da come è stato narrato dagli organi di stampa. Un gruppetto di ragazzini ha visto zio e nipote che stavano camminando verso la Curva con i colori del Napoli. Sbagliando due volte, vista la presenza di un bimbo, si rivolgevano a loro in malo modo con l'invito di andare altrove. L'intervento di una macchina della Digos di Udine, con due agenti in borghese, è stato pronto e tempestivo. Fatti salire sulla macchina zio e nipote gli agenti partivano per portarli oltre la Curva.

I ragazzini hanno continuato a seguire la macchina. Transitando proprio davanti all'ingresso della Curva la macchina si è fermata: scesi i due agenti, senza identificarsi, gli stessi venivano scambiati per ultrà napoletani.
Un gruppo di ragazzi della Nord, ignaro di chi fosse all'interno dei veicolo e di quanto accaduto e decritto in precedenza, e visti gli accadimenti dello scorso anno con gli ultrà napoletani, si è avvicinato alla macchina urlando alle persone scese dal mezzo di andarsene. Il tutto si è svolto in una manciata di secondi e, nella concitazione del momento, nessuno si accorgeva della presenza del bambino e qualcuno ha avuto la pessima idea di rompere i vetri della vettura con le mani. Senza voler passare per angeli, visto che siamo ultras ed umani, vogliamo però sottolineare che l'accaduto è stato un madornale sbaglio che non può però infangare più di trent'anni di sano tifo friulano. La Curva Nord è stata la prima in Italia a vedersi eliminare le barriere tra campo e spalti, a giocare senza la presenza all'interno dello stadio di forze dell'ordine, dall'estero sono giunti per le nostre trasferte europee complimenti ed elogi per il comportamento tenuto anche grazie a quei ragazzi che oggi vengono fatti passare per orchi.

In Curva Nord ogni domenica sono presenti tantissimi bimbi con i loro genitori; da moltissimi anni, vista l'entrata dei bus dei giocatori, padri con i loro figli tifosi di Milan, Inter, Juve e altre squadre transitano e stazionano vicino alla Curva Nord per attendere i loro beniamini. In molti anni mai successo nulla.
Sinceramente se dobbiamo sapere chi sono i nostri vicini di casa, vorremmo nome e cognome di un pedofilo che di un tifoso dell'Udinese che ha commesso uno sbaglio, se ne rende conto ed è pronto a pagarne le conseguenze.
Le nostre scuse vanno a quel bimbo e a tutta la sua famiglia.


Curva Nord Udine.

1 dicembre 2010

Spaccarotella condannato a 9 anni per omicidio volontario

(ASCA) – Firenze, 1 dic – Luigi Spaccarotella, l’agente di polizia imputato per l’omicidio di Gabriele Sandri, e’ stato condannato a 9 anni e quattro mesi di reclusione dalla Corte di Appello di Firenze per omicidio volontario.
A leggere la sentenza e’ stato il presidente Emilio Gironi, dopo circa 3 ore di camera di consiglio.
In primo grado Spaccarotella era stato condannato a sei anni per omicidio colposo.
Il Pg Aldo Giubilaro, questa mattina, aveva chiesto la condanna a 14 anni per omicidio volontario.