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12 settembre 2016

Milan, il comunicato della Curva Sud: "Tornano gli striscioni di Fossa e Brigate, ma per ora..."

In occasione del match tra Milan e Udinese - che si disputerà a San Siro alle ore 15.00 - la fazione rossonera della Curva Sud, tramite un comunicato ufficiale, ha annunciato il ritorno degli striscioni rappresentanti i gruppi ultras Fossa dei Leoni e Brigate Rossonere. Entrambi predecessori dell’attuale tifoseria, si erano sciolti qualche anno fa: il primo nel 2005, a seguito di una polemica riguardo la presunta vicinanza alla Digos. Il secondo invece alcuni mesi dopo, confluendo appunto nella Curva Sud.
Queste le parole riportate nel comunicato: "Dalla partita con l’Udinese, esporremo nel settore del primo anello blu, i due striscioni dedicati ai gruppi che hanno fatto la storia della curva prima di noi, Fossa dei Leoni e Brigate Rossonere. Gli striscioni dei due gruppi storici riporteranno le date di nascita e scioglimento, per rendere omaggio alla loro storia. Vogliamo chiarire sin d’ora che non sarà prodotto nessun genere di materiale dei due gruppi e non si tratterà di una presenza ultras. La parte ultras sarà sempre rappresentata su entrambi gli anelli da Curva Sud ed i suoi sottogruppi. La scelta di fare questo tipo di omaggio è stata presa consultando in varie riunioni i membri dei gruppi e avendo il loro consenso ed appoggio, per un’iniziativa che renderà il doveroso tributo alla gloriosa storia della Curva".
Fonte: 90min.com

8 settembre 2016

Comunicato Curva Sud Montevarchi

Ci sembra doveroso comunicare la nostra opinione e fare le dovute precisazioni riguardo ai fatti di domenica scorsa, avvenuti nel dopopartita di Montevarchi – Bucinese.
Iniziamo con il precisare che a fine partita non c’era alcuna tensione con la squadra, che anzi stava venendo sotto la curva a salutarci come sempre, ma un dirigente del Montevarchi ha pensato bene di impartire alla squadra l’ordine di fare dietrofront e tornare negli spogliatoi... con conseguente reazione della sud che si è precipitata a chiedere spiegazioni. Questo è quello che è successo, questo è quello che ha creato tensione, né più né meno, e ci fa quantomeno sorridere (o meglio, ci fa cascare le braccia) la frettolosa dichiarazione di un altro dirigente che in una immediata intervista tv si è precipitato a precisare che la squadra è tornata negli spogliatoi per evitare tensioni. Ribadiamo che con la squadra non c’era nessuna tensione, anzi, la stavamo applaudendo come sempre, quindi il gesto di richiamare la squadra negli spogliatoi aveva l’unico maldestro scopo di “fare un dispetto” a  noi della sud. Perché? Per i petardi? Sicuri? Sapete quanto ha preso il Montevarchi di multe l’anno scorso per i famigerati petardi dei dinamitardi cattivi della sud? 800 euro. Gli altri 3800 euro di multe che ha preso sono dovuti a comportamenti ed episodi riconducibili non solo alla sud, ma a tutto il pubblico o direttamente ad altri settori. E allora perché? La sud, il suo calore e, perché no, i soldi che fa entrare nelle casse del Montevarchi non valgono 800 euro? Giusto o sbagliato che sia tirare i petardi, per voi dirigenti valiamo meno di qualche centinaio di euro? O forse questo atteggiamento nei nostri confronti è dovuto al fatto che ci siamo permessi di dire che questa società, che certamente ringraziamo per averci fatto ripartire e per la squadra allestita, proprio tutte tutte non le indovina? A fine campionato scorso ci siamo permessi di dire che erano stati commessi degli errori nella stagione passata e che quest’anno non dovevamo sbagliare. L‘abbiamo fatto a fine campionato, non durante l’anno appositamente per non creare polemiche, e ne abbiamo ottenuto un muro contro muro per lesa maestà che si è trascinato fino a una campagna abbonamenti mal concepita e totalmente sbagliata nei tempi e nei modi... Per non citare una grottesca presentazione della squadra inspiegabilmente programmata il sabato sera del Perdono in concomitanza con il Gioco del Pozzo, il quale già impegna gran parte di noi. Non è tanto per il rincaro del 30% nell’abbonamento, noi lo facciamo lo stesso, anzi cogliamo l’occasione per incoraggiare tutti i tifosi a sottoscrivere l’abbonamento e riempire la sud e lo stadio, ma l’impressione che tutti noi abbiamo è che questa società non sia interessata ad attrarre i tifosi, ad avere il Brilli Peri pieno, anzi… Glielo abbiamo fatto notare con uno striscione e la ripicca è stata quella di non mandare la squadra sotto la curva. Se questo volete, cari dirigenti, benissimo, nessun problema per noi: noi andiamo avanti a sostenere la nostra squadra, la nostra maglia, come e più di prima. E a dire la nostra quando ci sembra giusto dirla, con i nostri modi e il nostro linguaggio, certo, ma sempre per amore dei colori. Ognuno per la sua strada, noi amiamo il Montevarchi e lo stesso speriamo che facciate anche voi, ancora per molto tempo, senza che per questo minacciate di dimettervi a ogni cosa che vi viene fatta notare. Certo, ci dispiace sentirci dire che degli abbonamenti non ve ne frega nulla o che la presentazione per il Perdono l’ha chiesta il Comune (ma voi il calcio lo fate per le passerelle dei politici o per i tifosi?) ma il nostro amore per la maglia e il nostro sostegno alla squadra rimangono incondizionatamente. Ma un’ultima cosa lasciatecela dire: voi siete i custodi di 114 anni di storia calcistica di una città, non i suoi padroni. Questa storia appartiene a tutti in egual misura, a voi, a noi e a Montevarchi tutta. Questo è il bello del calcio, la capacità di creare emozione, partecipazione e aggregazione attorno ad una storia condivisa. Rifletteteci.
Forza Montevarchi, ora e sempre.

CURVA SUD VASCO FAROLFI

4 settembre 2016

Gli Sconvolts Ultras San Salvo dicono basta

Al via del campionato, comunichiamo ufficialmente lo scioglimento del nostro gruppo. Gli Sconvolts Ultras San Salvo non esistono più. Da sei anni a questa parte abbiamo affrontato mille battaglie e avversità, non c'è campo di Eccellenza che non abbia visto il nostro striscione, però è arrivato un punto di non ritorno, non ci sono più i presupposti per continuare e con il cuore spezzato è stata presa questa decisione. Siamo sempre andati avanti contro tutto e tutti a testa alta, ma adesso il problema è interno, il problema è il senso di appartenenza che non siamo riusciti a trasmettere. San Salvo è sempre stata una piazza difficile, è difficile fare calcio ed è difficile fare il tifo, ma a noi questo ci ha sempre interessato relativamente. Per noi il San Salvo e suoi colori sono sempre venuti prima di tutto e ci siamo sempre stati, siamo andati avanti nonostante più di 10 diffide nella stagione 2013/14, abbiamo sempre avuto quel fuoco dentro che purtroppo anche se dentro di noi continua ad ardere è meglio pacarlo per non andare a distruggere con il tempo tutto quello che abbiamo creato fino ad oggi, perchè il tempo passa e di persone con quel fuoco dentro se ne vedono sempre meno da queste parti. Il nostro posto rimarrà vuoto, le partite la domenica avranno come protagonista un silenzio assordante, se un giorno le nuove generazioni vorranno ricreare qualcosa ben venga, ma il nostro striscione morirà oggi insieme a noi. Un saluto agli amici e ai nemici che abbiamo incontrato in questo percorso, onore ai diffidati e lunga vita agli Ultras.


Sconvolts Ultras San Salvo

2 settembre 2016

I tifosi della Fiesole contestano le scelte della società in un comunicato firmato dalla Curva

I tifosi della Fiorentina, a fine mercato, commentano così la sessione estiva che si è conclusa nella serata di ieri. Un comunicato a firma “Curva Fiesole”, che inizia così: “Finito il calcio mercato, per noi più la fine del calcio che del mercato, vogliamo esporre il nostro stato d’animo. Se da una parte - si legge - sono ancora impresse negli occhi e nella mente, le immagini e le emozioni per la festa dei 90 anni della nostra amata Fiorentina (finalmente dopo 15 anni è stata quantomeno rispettata la nostra storia e quella dei campioni e degli Ultras che l'hanno fatta), dall'altra siamo velocemente tornati con i piedi per terra, alla luce del modo in cui è stata gestita anche quest'ultima sessione di mercato. Precisiamo che non abbiamo niente contro il nostro direttore Pantaleo, a cui vogliamo dare il bentornato a casa e che anzi, è ad oggi una delle nostre ultime speranze. Le responsabilità della gestione di una squadra di calcio, ricadono in maniera inevitabile sui proprietari, coloro i quali danno le direttive generali alle quali i dipendenti si devono attenere”.

Poi continua: “Complimenti allora per l'ennesima plusvalenza (terremo tutti i titolari...), l'ennesimo taglio del monte ingaggi e ancora complimenti per il vostro bilancio in regola. Quello che non è a posto però, cari signori è il bilancio con Firenze e i fiorentini. Qualcuno, ingenuamente, pensava che per questo compleanno potesse arrivare un regalo, ma figuriamoci... Il presidente (?) "ragioniere" il regalo lo ha fatto solamente ai suoi padroni. Ma in fondo non c'è niente di nuovo: abbiamo imparato a conoscervi e sappiamo che parole come passione e attaccamento per voi non significano niente e lo avete più volte dimostrato. Non sono tanto i soldi che non investite, quanto l'amore che non avete, ciò che davvero non sopportiamo. Avete tolto la possibilità di sognare alla gente, non ci toglierete anche la speranza.

Stavate per mettere la "ciliegina sulla torta" cedendo un uomo vero, prima che un campione, che dopo aver conosciuto Firenze e la sua gente, l'ha sposata insieme a tutta la sua famiglia. Una cosa vi vogliamo dire: attenzione, perchè la misura è colma. Se il nostro capitano non riceverà il trattamento che merita (non quello che avete riservato a Pasqual...), se non sarà rispettato Borja Valero, a Firenze non ci metterete più piede davvero.

E caro Cognigni, la smetta di ribadire quanti soldi sono stati investiti negli anni. Vi facciamo notare anche che quando siete arrivati a Firenze, eravate perfetti sconosciuti. Firenze e la Fiorentina non sono lo spazio pubblicitario di nessun padroncino. Se pensate di vivacchiare aspettando un appalto o qualcos'altro andatevene subito. Altrimenti dimostrate il contrario con i fatti e con la chiarezza che la nostra gente si merita!”.

Poi conclude: “Un messaggio lo vogliamo dare anche al popolo viola. Basta tastieristi e fantomatici ex tifosi che stanno comodi in televisione buoni solo a criticare. La squadra ha bisogno di tutti noi perché la Fiorentina è nostra, è della città e dobbiamo starle vicino come abbiamo sempre fatto. Le proprietà cambiano, noi non cambieremo mai.

L'ultimo messaggio, lo vogliamo dare alla squadra e al Mister. Noi siamo con voi. La curva Fiesole sarà al vostro fianco, non su un divano o dietro una tastiera ma in ogni campo d'Italia o d'Europa in cui giocherete. Pronti
a soffrire, a gioire, a sostenervi con tutta la nostra forza e passione. Ricordiamo bene le emozioni che ci avete regalato per una buona parte del campionato scorso giocando da uomini e andando anche oltre i vostri limiti. Ebbene noi crediamo in voi. Rispettate la gloriosa maglia che indossate, date fino all'ultima goccia di sudore che avete dentro, fatelo per la gente, per il popolo fiorentino: donne, uomini e bambini che hanno Firenze nel cuore”. 

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