27 febbraio 2003

manifestazione ultras a Roma

In un mondo come questo l’Ultras fa paura….In un mondo dove regna l’egoismo e l’individualismo, dove i criteri per valutare una persona sono quelli del reddito, della macchina o del telefonino, dove ogni cosa viene fatta solo se esiste un tornaconto, dove dire come la si pensa è sempre poco conveniente e si preferisce aspettare cosa sia più opportuno dire. Ebbene in un mondo come questo ecco stagliarsi la figura di chi accetta le conseguenze di quello che dice e di quello che fa, di chi è pronto a sacrificare il suo per coloro che lo circondano e ne condividono i Principi, che ha come uniche armi quelle del Coraggio e della Forza (non forza bruta ma con la Effe maiuscola che rappresenta Lealtà e Serenità), che agisce per Passione e che per quella è pronto a tutto.La società moderna vuole eliminare questa figura in tutti i modi. Non conviene in un mondo amorfo chi vive di emozioni. Non conviene in un mondo omologato chi la pensa diversamente. Non conviene in un mondo di polli d’allevamento chi non consuma come gli si vorrebbe imporre.La pay tv vuole trasformare il calcio che nasce come evento vero e popolare in un qualcosa di virtuale e di controllabile.Il sistema sta tranquillo se sa che i suoi sudditi stanno chiusi nelle loro casette, si vedono tranquilli, tranquilli la partita, si sorbiscono le dovute pubblicità.Le Società vengono perdonate, condonate, supportate ed i bilanci sono solo delle noiose formalità.Ma c’è chi non ci sta a tutto questo e conseguentemente deve venire bloccato!Il primo passo è una politica dei prezzi che allontana il tifoso dallo stadio. Una famiglia che vuole andare a vedere una partita si trova a spendere una cifra che certamente non è da tutti gestibile.Il caro biglietti è solo uno dei mezzi per spingere il tifoso da stadio a trasformarsi in tifoso da antenna parabolica.Bisogna poi evitare che il tifoso si muova.Ed allora ecco che il treno speciale per andare in trasferta viene soppresso e si obbliga il tifoso a pagare il biglietto per treni ordinari riservandogli però un trattamento da deportato: nessuna possibilità di acquistare cibo o bevande, di scendere dove meglio crede.Come se non bastasse si consente la vendita dei biglietti per la partita non nella città dove la stessa si gioca ma solo in quella della società ospitata! Questa sottile norma impedisce a chi non si trova nella città stessa l’acquisto del biglietto ma soprattutto obbliga, chi ha intenzione di andare in trasferta, a decidere con notevole anticipo visto che poi tre giorni prima della gara i biglietti invenduti vengono rimandati al mittente.Veniamo poi alle misure repressive che colpiscono il tifoso. Partiamo da una premessa e sfatiamo un luogo comune: Non è vero che, come dice la gente, allo stadio tutto è permesso mentre gli stessi comportamenti tenuti in contesti diversi avrebbero una sanzione più dura.Se litighi col bagnino al mare non ti viene interdetto l’accesso alle spiagge per un anno.Se in uno scatto d’ira rompi una sedia in un cinema non ti viene vietato di assistere per due anni a qualsiasi spettacolo cinematografico.Se sei protagonista di una zuffa in un bar non hai l’obbligo per tre anni di farti la colazione a casa.Allo stadio invece basta il sospetto che tu abbia potuto tirare una bottiglietta vuota in campo o aver cercato di scavalcare dalla Curva ai Distinti per far partire rapida ed invisibile la diffida.Attenzione, basta solo il sospetto in quanto il merito della vicenda verrà poi discusso a diffida scontata!L’esempio più calzante è quello di prendere i nomi dei componenti di un treno o di un pullman ai quali indistintamente verrà poi comminata l’interdizione dagli stadi, anche se l’autore del gesto incriminato è stato un singolo.C’è quindi al contrario una sorta di “iperpunibilità” del tifoso che si contrappone all’oramai proverbiale impunità di chi è deputato a far “rispettare l’ordine”.Non fanno più notizia i lacrimogeni sparati ad altezza uomo o dentro le Curve. Non fanno più notizia i pestaggi di tifosi inermi da parte di gruppi di “tutori dell’ordine”.Come se non bastasse ecco che ritorna l’istituto della possibilità dell’arresto in flagranza fino a 36 ore dal fatto che anche ai meno ferrati in materia di Diritto Penale apparirà come un assurdo.La flagranza indica l’esser colto sul posto del fatto nelle immediate vicinanze o al termine di un inseguimento.Il poter arrestare una persona dopo UN GIORNO E MEZZO DAL FATTO equiparando questo arresto a quello di chi viene colto sul fatto è semplicemente e nel migliore dei casi anticostituzionale!Speriamo che non si affaccino presto scenari Orwelliani o ispirati al film “Minority report” dove addirittura gli arresti venivano eseguiti prima che il reato venisse compiuto.Quindi attenzione a non augurare (neanche solo pensandolo) a qualcuno “de anna’ a mori’ ammazzato”. Correreste il rischio di venire incriminati per tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione.Ricordiamoci che l’innocente in galera è mille volte più grave del colpevole in libertà! Ed è troppo facile dire o pensare “A me non capiterà mai” , “Se lo hanno arrestato un motivo ci sarà”, “Le forze dell’ordine ed i giudici operano con coscienza”. Erano cose che prima che lo arrestassero diceva anche Enzo Tortora.Ogni evento dove sono coinvolti Ultras viene amplificato e distorto.Per esempio i fatti di Torino - Milan sembrano dal tenore datogli dai media a dir poco apocalittici ma poi se scavi nelle notizie scopri che non c’è stato nemmeno un ferito.Abbiamo visto in Parlamento deputati tirarsi addosso cartelle piene di fogli, lanciarsi monetine, accapigliarsi per strapparsi di mano striscioni, commessi obbligati a portarli via con la forza.Non è violenza questa?L’Aula destinata per eccellenza al dibattito civile e democratico trasformata in arena.Ma allora la violenza non è peculiarità del demoniaco Ultras? Noi vogliamo semplicemente la possibilità di confronto diretto con chi ci critica. Siamo stanchi di sentire commenti identici ed omologati da parte di chi non conosce il nostro mondo. Siamo pronti ad un dibattito su qualsiasi tema voglia essere affrontato. Dovremmo essere ( se non ci fa difetto la memoria) dei cittadini italiani anche noi e quindi godere dei diritti di cui qualsiasi cittadino è titolare.O forse il nostro stile di vita è così imbarazzante da non considerarci nemmeno “persone”?Ci dispiace, infine, che questa classe politica da un lato si faccia promotrice di un garantismo da far impallidire Cesare Beccaria e dall’altro auspichi la tolleranza zero quando i reati di cui si tratta non li toccano da vicino.Non è possibile che l’Ultras sia diventato parafulmine di qualsiasi tipo di crisi e che all’occorrenza sia regolarmente usato per distogliere l’attenzione da problemi ben più gravi.Vogliamo quindi:• Prezzi dei biglietti per lo stadio meno cari.• Ripristino dei treni speciali per le trasferte.• Il numero di matricola bene in vista sulle uniformi delle forze di “pubblica sicurezza”.• Il ritorno alle partite giocate solo la domenica alle 15:00.• La possibilità di difendersi subito dalla diffida.• La vendita dei biglietti per le partite in trasferta anche presso la città ospitante.• La dignità di cittadini italiani.
“Se non puoi imitarlo….disprezzalo”
Movimento Ultras d’Italia (Irriducibili lazio)

www.irriducibili.com

OLTRE OGNI POLITICA
NO AL RAZZISMO

3 febbraio 2003

Ultras Inside - La Voce degli Ultras! - Anno 3 - Numero 2



Mensile anno III nr 2 - Febbraio 2003
 
E' con enorme rammarico che apriamo questo bollettino con tristissimi notizie dal mondo ultras!
nuovi decreti antiviolenza e l'aumentare di  episodi teppistici negli stadi:
un enorme autogol che pregiudica il nostro amato movimento Ultras.
NON AIUTIAMO CHI VUOLE LA NOSTRA FINE!





Questa rubrica non vuole fomentare violenza di nessun genere. Non faremo commenti e ci limiteremo a pubblicare le notizie più eclatanti successe nel mese precedente l'uscita del bollettino; Combattiamo la violenza negli stadi...salvaguardiamo il Movimento Ultras!

Condannati due tifosi di Torino e Inter
martedì 4 marzo 2003

TORINO - Sono finiti con due patteggiamenti gli strascichi giudiziari relativi agli incidenti accaduti durante Torino-Milan e Juventus-Inter. M.S., tifoso granata, è stato condannato a un anno di carcere mentre R.J.S., interista, dovrà scontare 5 mesi e 20 giorni. A entrambi è stata concessa la sospensione condizionale della pena, ma per loro ci sarà l'obbligo di firma in Questura durante le partite. (v.v.)
Minacce di morte al tecnico dell'Aek Atene
lunedì 3 marzo 2003

ATENE - L'allenatore della squadra di calcio greca Aek, Dusan Bajevic, ha detto di aver ricevuto minacce di morte, ma a sua volta ha minacciato di uccidere chiunque faccia del male alla sua famiglia. "Se osano toccare la mia famiglia, prima ucciderò il loro leader, poi chiunque l'abbia fatto, quindi andrò in prigione", ha detto Bajevic durante una conferenza stampa dopo la vittoria dell'Aek (3-1) contro l'Ofi di Creta. Bajevic ha anche rivelato che gli è stata spedita una pallottola in una busta, ma non ha voluto dire su chi abbia sospetti. Un gruppo di supporter dell'Aek, Original Club, contesta il tecnico serbo, perché nel 1996 egli lasciò l'Aek dopo 12 anni (quattro da giocatore e otto da allenatore) per andare ad allenare gli arci-rivali dell'Olympiakos Pireo. Come allenatore dell'Aek ha vinto tre campionati di Grecia. (gu.te.)
LO SFOGO DI UN TIFOSO GRANATA
giovedì 27 febbraio 2003

Ciao, ho ricevuto la tua mail (la newsletter, ndr), hai pienamente ragione e hai azzeccato tutto. Ho passato questi ultimi tre giorni (oltre che con il timore di vedermi sbirri entrare per casa) ascoltando e leggendo le tonnellate di cazzate che i media hanno sparato senza alcun ritegno. Sembra quasi che la guerra imminente in Iraq sia passata in secondo piano nei confronti di questa notizia e che il lancio di un seggiolino sia ben più grave di un lancio di missile.
Non so se sei a corrente dei fatti accaduti realmente, ma ti posso assicurare che non è successo nulla di così stravolgente, semplice scena, o perlomeno questo era il nostro obbiettivo, se avessimo realmente voluto entrare in campo lo potevamo fare tranquillamente, bastava semplicemente tirare su una levetta e in un minuto aprivi tutte le porte che portano al campo e in un secondo avevi tempo ad infilare un paletto nel culo al gobbo di Inzaghi dare due schiaffi a qualche nostro brocco e rientrare indisturbati, gli sbirri non sarebbero manco riusciti ad organizzarsi. Invece no, la partita cazzo è stata sospesa solo per colpa degli sbirri, che incazzati del lancio dei seggiolini hanno cominciato a sparare (con tantissime donne e bambini presenti in curva) senza motivo. In più di trenta minuti di casino hanno fatto vedere le immagini che facevano più comodo, ovvero le solite, lo sbirro che calcia il pallone, lo sbirro che piange, la porta che si frantuma, il ragazzo che entra e i giocatori che piangono....che tristezza, e le immagini degli sbirri che lanciano i seggiolini in curva? gli sbirri che fanno il gesto dell'ombrello e che invitanto ad entrare in campo? gli sbirri che ridono e fanno il terzo dito? le cariche dietro alla curva?  le camionette e le volanti che cercano di investire chiunque si trovasse allo stadio? le auto frantumate dai lacrimogeni? beh perchè non hanno fatto vedere quello???????? Ma sai non c'è da stupirsi è sempre stato così, uno schifo.
Mi chiedo se non fosse stato Torino-Milan di sabato sera, ma se fosse stato un Torino-Modena la domenica pomeriggio, secondo te ne avrebbero parlato così??? Invece no,Galliani in tribuna, il Milan, la guerra non fà più notizia...spariamo a zero sugli ultrà. Perchè solo un trafiletto nell'ultima pagina di un giornale per parlare dello sbirro che ha mandato in coma un ultrà romanista o le mille porcate che succedono ogni domenica in ogni stadio. Un semplice vetro sfondato e il lancio di qualche seggiolino fà gridare allo scandalo a queste merde.
Scusami per lo "sfogo" ciò che ho scritto sicuramente le saprai già, come ogni ultrà sa come vanno realmente le cose.
Brasile: tre morti
giovedì 27 febbraio 2003

BRASILE
Tre persone sono morte e cinque sono rimaste ferite nela apertura ufficiale del carnevale paulista nel sambodromo, nella notte di sabato.
Gli incidenti sono scaturiti nel blocco carnevalesco leato alle tifoserie organizzate di São Paulo, Corinthians e Palmeiras.
Tutto è cominciato intorno alle 21.50. Secondo la polizia militare, appartenenti al gruppo Torcida Independente, del São Paulo, hanno incontrato vicino al luogo di concentramento un piccolo gruppo di militanti del Pavilhão 9, del Corinthians, conclusosi con il ontare su un carro allegorico.. E' stato l'inizio dei tumulti. Con calci e pugni i tifosi del Sao Paulo hanno attaccato i corinziani. Durante la confusione l'artista plastico e carnavalesco Ruy Luciano Nogueira, di 25 anni, del gruppo Pavilhão 9, è stato colpito con un colpo d'arma da fuoco in testa. Trasportato al Pronto Soccorso è morto prima di arrivarvi. I presidente del gruppo Alex Sandro Batista Salmazo, è stato ferito alla testa. Gli aggressori sono scappati verso il  Golf de Salmazo. Sono stati sparati 14 colpi. Sono stati anche feriti Thiago Pear tree Oliveira, di 16 anni, e Itamar Fagundes Saints, di 20. Altre persone sono state medicate nel sambódromo. Secondo la polizia, il capo della Torcida Indipendente, Carlos Andres Amorosino Júnior, di 28 years, soprannominato Sukita, è stato visto sparare da alcuni testimoni, con un guanto sulla mano per evitare residui di polvere da sparo. E' stato impriginato con l'accusa di omicidio per futili motivi. Alle 23.30, tre autobus che portavano i tifosi del Sao Paulo hanno lasciato il  sambódromo. La polizia ha scortato i veicoli fino all'incrocio con River Tietê. Dopo di ciò, due dei veicoli hanno deviato per Delinquent del Tietê in direzione Via Marquis di Are Vicente. Poco dopo hanno incrociato tre macchine con dieci tifosi del Palmeiras che ritornavano da una festa nella piazza del Green Spot. Nuovo attacco. "Mi hanno costretto a fermare il bus. I tifosi sono scesi anche dai finestrini, prendendo spranghe e pezzi di legno" ha raccontato il conducente Mauro Gunu Dos Santos, dell'azienda trasporti. Il tifoso del Palmeiras  Mauro Robert Coast, di 23 years, e, probabilmente, quello paulista Diógenes Fernandes Happiness, di 20, sono stati attaccati. Sono morti in Ospedale. Con dieci macchine la polizia militare è arrivata sul posto ed ha trattenuto un ncentinaio di persone. Oltre a Sukita, è stato arrestato anche un'altro membro della Torcida Indipendiente, Ronaldo Gomes Freire de Souza, di 22 years, che aveva con sé circa 44 grammi di marijuana. E' stato accusato di traffico di stupefacenti. Alle 5, commemorando la battaglia, il gruppo Pavilion 9 ha sfilato con plastica nera a coprire parzialmente la sezione-macchine, dove si legge il nome di Ruy. E' stato anche osservato un minuto di silenzio.

Angri-Pro Ebolitana: Una domenica Bestiale
domenica 16 febbraio 2003

- tratto da www.calciocampano.com - UNA DOMENICA BESTIALE
Angri-Pro Ebolitana (a Sant'Anastasia - 16/02/03)

Definirla una domenica di follia potrebbe essere un eufemismo! La cronaca calcistica lascia spazio agli incresciosi episodi di violenza avvenuti tra le opposte tifoserie. Sulle tribune dello stadio di Sant’Anastasia erano presenti circa 1200 spettatori di fede richiamati dal fascino di un derby che avrebbe dovuto avere un ben altro epilogo. Andiamo per ordine nella ricostruzione dei fatti. Erano le 15.10 quando le due formazioni facevano ingresso in campo accolte dalla coreografica sciarpata e dall’entusiasmo del popolo angrese, mentre i tifosi ebolitani erano fermi nelle vicinanze del casello autostradale di Nola, in attesa di essere scortati nell’impianto anastasiano. Alle ore 15.18 i responsabili delle forze dell’ordine, con una scelta molto discutibile, decidevano di far scendere dai pullman i centocinquanta tifosi ebolitani nella zona sottostante la tribuna occupata dai grigiorossa. Nella stessa area dove erano state fatte parcheggiare le numerose autovetture angresi. La scelta opinabile ha scatenato la rabbia veemente degli ultras di casa che hanno innescato una sassaiola direttamente dalla zona in cui, poco prima, stavano seguendo l’evolversi della partita. I tifosi eburini sotto una copiosa pioggia di corpi contundenti erano costretti a ripiegare verso i pullman, vista l’impossibilità di raggiungere la stradina di accesso che li avrebbe dovuti condurre al settore loro destinato. Ben pochi sono stati, infatti, i coraggiosi a guadagnarsi un posto sulla gradinata. La sassaiola, avvenuta sotto gli occhi dei pochi agenti presenti, determinava la rottura dei vetri di alcune macchine che stanziavano nel parcheggio antistante. Il pericolo di vedersi danneggiare le auto generava la reazione degli angresi che, in breve tempo, guadagnavano l’accesso al piazzale cercando il contatto fisico con l’opposta tifoseria. Nell’arco di qualche minuto almeno trecento grigiorossi assediavano la zona dove erano sistemati gli ebolitani, presidiata da un nugolo di agenti dell’arma. L’esiguo numero di agenti spianava la strada alla bellicosa azione degli ultras di casa che in pochi minuti colpivano con oggetti di ogni genere i malcapitati rivali. Il provvisorio bilancio di questi scontri produceva il ferimento di diversi tifosi ebolitani e di qualche carabiniere. Gli incidenti e il conseguente fuggi fuggi generale, dividevano gli ultras biancoazzurri in due gruppi, uno dei quali trovava rifugio qualche kilomtero distante, all’ingresso della statale 268 bloccando il traffico in uscita. La restante parte, quella piu’cospicua, della tifoseria ospite tentava di eludere l’attenzione dei grigiorossi, impegnati sull’altro fronte, per mettere finalmente, piede nel settore ospiti. Nel frattempo gli increduli spettatori rimasti a seguire la partita assistevano, con incredulità e stupore, alle disfunzioni di un inesistente servizio d’ordine costretto ad assistere inerme alla battaglia tra i due gruppi. Con il proliferare degli incidenti in punti diversi e con le forze dell’ordine in evidente affanno andava in scena una delle pagine piu’ violente del calcio campano. Erano le 15.32 quando nel centro napoletano arrivavano i sospirati rinforzi che cercavano, invano, di riportare la calma nella tifoseria del cavallino rampante. Cariche e botte da orbi non si sono rivelate un valido strumento per arrestare la furia violenta degli irriducibili che in pochi minuti ingaggiavano un cruento corpo a corpo anche con i trenta agenti di polizia. Tre carabinieri e diversi sostenitori grigiorossi costretti a ricorrere alle cure dei sanitari è un bilancio che continua a crescere in queste ore. I presenti hanno assistito a scene di ordinaria follia con i carabinieri disarmati di manganelli, costretti a lanciare pietre e armarsi di bastoni di alluminio staccati dalle porte e pezzi di tavolo di legni. Scene indescrivibili e ordine pubblico che riporta con la mente agli scontri avvenuti a Genova anni addietro. Questo scenario poco invidiabile sarebbe necessario per chiudere la cronaca di una giornata amara per lo sport angrese, ma siamo appena al prologo. I Cinquanta ebolitani che erano riusciti ad entrare nella struttura napoletana richiamavano l’attenzione di una trentina di angresi con i quali inscenavano una nuova sassaiola dall’interno dello stadio, approfittando dell’assenza degli agenti di polizia fuori stadio. Saranno trascorsi cinque minuti prima che il cancello del settore ospiti venisse abbattuto dalla rabbia dei sostenitori grigiorossi. Nel frattempo entravano in campo alcuni tifosi con il volto coperto da passa montagna dirigendosi con fare minaccioso verso la panchina della formazione biancoazzurra, ma venivano fermati dai dirigenti locali. La paura e la mancanza di agenti di polizia sul rettangolo di gioco facevano riversare in campo i componeti della panchina chiedendo al direttore di gara di fermare l'incontro. L'arbitro Sassu di Sassari cercava di rassenerare gli animi dei calciatori ebolitani invitandoli ad accomodarsi in panchina. In quel preciso istante i tifosi angresi abbattevano il cancello del settore ospite generando la fuga dei cinquanta ebolitani che per trovare rifugio si riversavano sul rettangolo di gioco e negli spogliatoi determinando la fuga di tutti i presenti sul manto erboso vesuviano. Il gruppo di tifosi della piana del Sele riportava la peggio con molti sostenitori feriti e sottoposti alle cure dei sanitari. Il bilancio finale, venti feriti (diciotto ebolitani, quattro angresi e cinque carabinieri) non lascia adito a nessun dubbio in merito alla ferocia di gente che ha trasformato una sana giornata di sport in una infernale domenica di guerriglia. Nel momento del deflusso alcuni agenti delle forze dell'ordine hanno colpito con calci e pugni occupanti delle macchine angresi, un modo di vendicarsi non conforme a chi dovrebbe assicurare l'ordine pubblico e non essere la principale causa di violenza. Una domenica tutta da dimenticare, e pensare che alla vigilia la Lega aveva assicurato un imponente servizio d'ordine cosa verificatasi solo alle 16.30 quando sono stati operati dei fermi colpendo nel mucchio un "modus operandi" che lascia riflettere sull'efficienza dei corpi di polizia.


 

29 marzo 2003: ROMA 
Tutti insieme!

In un mondo come questo l’Ultras fa paura….
In un mondo dove regna l’egoismo e l’individualismo, dove i criteri per valutare una persona sono quelli del reddito, della macchina o del telefonino, dove ogni cosa viene fatta solo se esiste un tornaconto, dove dire come la si pensa è sempre poco conveniente e si preferisce aspettare cosa sia più opportuno dire. Ebbene in un mondo come questo ecco stagliarsi la figura di chi accetta le conseguenze di quello che dice e di quello che fa, di chi è pronto a sacrificare il suo per coloro che lo circondano e ne condividono i Principi, che ha come uniche armi quelle del Coraggio e della Forza (non forza bruta ma con la Effe maiuscola che rappresenta Lealtà e Serenità), che agisce per Passione e che per quella è pronto a tutto.
La società moderna vuole eliminare questa figura in tutti i modi. Non conviene in un mondo amorfo chi vive di emozioni. Non conviene in un mondo omologato chi la pensa diversamente. Non conviene in un mondo di polli d’allevamento chi non consuma come gli si vorrebbe imporre.
La pay tv vuole trasformare il calcio che nasce come evento vero e popolare in un qualcosa di virtuale e di controllabile. 
Il sistema sta tranquillo se sa che i suoi sudditi stanno chiusi nelle loro casette, si vedono tranquilli, tranquilli la partita, si sorbiscono le dovute pubblicità.
Le Società vengono perdonate, condonate, supportate ed i bilanci sono solo delle noiose formalità.
Ma c’è chi non ci sta a tutto questo e conseguentemente deve venire bloccato!
Il primo passo è una politica dei prezzi che allontana il tifoso dallo stadio. Una famiglia che vuole andare a vedere una partita si trova a spendere una cifra che certamente non è da tutti gestibile.
Il caro biglietti è solo uno dei mezzi per spingere il tifoso da stadio a trasformarsi in tifoso da antenna parabolica.
Bisogna poi evitare che il tifoso si muova.
Ed allora ecco che il treno speciale per andare in trasferta viene soppresso e si obbliga il tifoso a pagare il biglietto per treni ordinari riservandogli però un trattamento da deportato: nessuna possibilità di acquistare cibo o bevande, di scendere dove meglio crede.
Come se non bastasse si consente la vendita dei biglietti per la partita non nella città dove la stessa si gioca ma solo in quella della società ospitata! Questa sottile norma impedisce a chi non si trova nella città stessa l’acquisto del biglietto ma soprattutto obbliga, chi ha intenzione di andare in trasferta, a decidere con notevole anticipo visto che poi tre giorni prima della gara i biglietti invenduti vengono rimandati al mittente.
Veniamo poi alle misure repressive che colpiscono il tifoso. Partiamo da una premessa e sfatiamo un luogo comune: Non è vero che, come dice la gente, allo stadio tutto è permesso mentre gli stessi comportamenti tenuti in contesti diversi avrebbero una sanzione più dura.
Se litighi col bagnino al mare non ti viene interdetto l’accesso alle spiagge per un anno.
Se in uno scatto d’ira rompi una sedia in un cinema non ti viene vietato di assistere per due anni a qualsiasi spettacolo cinematografico.
Se sei protagonista di una zuffa in un bar non hai l’obbligo per tre anni di farti la colazione a casa. 

Allo stadio invece basta il sospetto che tu abbia potuto tirare una bottiglietta vuota in campo o aver cercato di scavalcare dalla Curva ai Distinti per far partire rapida ed invisibile la diffida.
Attenzione, basta solo il sospetto in quanto il merito della vicenda verrà poi discusso a diffida scontata!
L’esempio più calzante è quello di prendere i nomi dei componenti di un treno o di un pullman ai quali indistintamente verrà poi comminata l’interdizione dagli stadi, anche se l’autore del gesto incriminato è stato un singolo.
C’è quindi al contrario una sorta di “iperpunibilità” del tifoso che si contrappone all’oramai proverbiale impunità di chi è deputato a far “rispettare l’ordine”.
Non fanno più notizia i lacrimogeni sparati ad altezza uomo o dentro le Curve. Non fanno più notizia i pestaggi di tifosi inermi da parte di gruppi di “tutori dell’ordine”. 

Come se non bastasse ecco che ritorna l’istituto della possibilità dell’arresto in flagranza fino a 36 ore dal fatto che anche ai meno ferrati in materia di Diritto Penale apparirà come un assurdo.
La flagranza indica l’esser colto sul posto del fatto nelle immediate vicinanze o al termine di un inseguimento.
Il poter arrestare una persona dopo UN GIORNO E MEZZO DAL FATTO equiparando questo arresto a quello di chi viene colto sul fatto è semplicemente e nel migliore dei casi anticostituzionale! 

Speriamo che non si affaccino presto scenari Orwelliani o ispirati al film “Minority report” dove addirittura gli arresti venivano eseguiti prima che il reato venisse compiuto.
Quindi attenzione a non augurare (neanche solo pensandolo) a qualcuno “de anna’ a mori’ ammazzato”. Correreste il rischio di venire incriminati per tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione.
Ricordiamoci che l’innocente in galera è mille volte più grave del colpevole in libertà! Ed è troppo facile dire o pensare “A me non capiterà mai” , “Se lo hanno arrestato un motivo ci sarà”, “Le forze dell’ordine ed i giudici operano con coscienza”. Erano cose che prima che lo arrestassero diceva anche Enzo Tortora. 

Ogni evento dove sono coinvolti Ultras viene amplificato e distorto.
Per esempio i fatti di Torino - Milan sembrano dal tenore datogli dai media a dir poco apocalittici ma poi se scavi nelle notizie scopri che non c’è stato nemmeno un ferito.
Abbiamo visto in Parlamento deputati tirarsi addosso cartelle piene di fogli, lanciarsi monetine, accapigliarsi per strapparsi di mano striscioni, commessi obbligati a portarli via con la forza.
Non è violenza questa?

L’Aula destinata per eccellenza al dibattito civile e democratico trasformata in arena.
Ma allora la violenza non è peculiarità del demoniaco Ultras?
Noi vogliamo semplicemente la possibilità di confronto diretto con chi ci critica. Siamo stanchi di sentire commenti identici ed omologati da parte di chi non conosce il nostro mondo. Siamo pronti ad un dibattito su qualsiasi tema voglia essere affrontato.
Dovremmo essere ( se non ci fa difetto la memoria) dei cittadini italiani anche noi e quindi godere dei diritti di cui qualsiasi cittadino è titolare.
O forse il nostro stile di vita è così imbarazzante da non considerarci nemmeno “persone”?
Ci dispiace, infine, che questa classe politica da un lato si faccia promotrice di un garantismo da far impallidire Cesare Beccaria e dall’altro auspichi la tolleranza zero quando i reati di cui si tratta non li toccano da vicino.
Non è possibile che l’Ultras sia diventato parafulmine di qualsiasi tipo di crisi e che all’occorrenza sia regolarmente usato per distogliere l’attenzione da problemi ben più gravi.
Vogliamo quindi:
· Prezzi dei biglietti per lo stadio meno cari.
· Ripristino dei treni speciali per le trasferte.
· Il nome e cognome bene in vista sulle uniformi delle forze di “pubblica sicurezza”.
· Il ritorno alle partite giocate solo la domenica alle 15:00.
· La possibilità di difendersi subito dalla diffida.
· La vendita dei biglietti per le partite in trasferta anche presso la città ospitante.
· La dignità di cittadini italiani. 

“Se non puoi imitarlo….disprezzalo”
Coordinamento Ultras d’Italia





 Nuova rubrica di messaggi lasciati sul muro di ultras inside
 
  • IL CATANZARO STA ARRIVANDO CALCIO CHE CONTA!!!NOI SIAMO I PIù FORTI E QUEST'ANNO SALIREMO IN C1!!!
  • ANCORA UNA VOLTA UNA DIMOSTRAZIONE DI SUPERIORITA'....
    DAL 1973 AL 2003: IN CALABRIA SOLO NOI
    COSENZA MERDA (Grazie ai fratelli Doriani)
    REGGINA AIDS
    CROTONE TBC
    ....E RICOMINCIA LA SAMBA!!!!!
    Ultras Catanzaro 1973
    ONORE E FEDELTA' ULTRAS
  • CERCO PERSONE ,PER FORMARE UN GRUPPO CHE SEGUA L'ITALIA AGLI EUROPEI DEL 2004. SCRIVETEMI A 240386@BLU.IT OPPURE A lme@inrete.it .SCRIVETE !!!

  • onore a una tifoseria storica come quella granata
    forza toro FORZA GENOA
    TORINO E' STATA E' RESTERA GRANATA



ACCENDI  LA   PASSIONE...
SPEGNI LA TELEVISIONE!
 








Sito Italiano....le Grandi
(FRIULIANI AL SEGUITO UDINESE)


stupendo il sito dei friuliani al seguito ..
Grafica Stupenda ,notizie aggiornate un mare di consigli su libri del mondo ultras ,
con schede dettagliate, una raccolta di foto della curva e degli ospiti dal 1977 ad oggi,
fanzina on-line, materiale originalissimo del gruppo , ecc. ecc. ,
clicca subito e vai a vedere uno dei piu belli siti Ultras della rete.
 *Grafica 10 *Testi 9 *Informazione 9  *Originalità 10

Voto Totale 9,5

 
 
Sito Italiano...le Piccole
(Fedelissimi Siena)
Un gruppo davvero storivo vanta piu di trent'anni di tifo ultras, ci sono le foto e la cronaca di tute le trasferte ,
inoltre cura molto il settore della società di calcio, un sito che se hai un attimo di tempo puoi visitarlo.

*Grafica 8 *Testi 7 *Informazione 8 *Originalità 7

Voto Totale 7,5
 
dall' Estero
(Green Angels St.Etienne)
il sito dei "verdi" di francia;
buona grafica e molte le rubriche da consultare; sullo stile delle pagine italiane;
un po' lento nel caricamento
 
*Grafica 8 *Testi 8 *Informazione 7,5 *Originalità 7,5
Voto Totale 7,5




"L'Arte va Premiata !!!"  
Inviaci la foto della tua curva per farla partecipare al concorso!

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ODIO ETERNO AL CALCIO MODERNO

 
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Siccome non è ancora molto frequentata
l'appuntamento è ogni sera dopo le 21:00
Cerchiamo solo di mantenere un comportamento dignitoso.