18 dicembre 2005

Saluto romano, Blatter furioso «Di Canio va cacciato dal calcio»


Gian Piero Scevola

Non c'è pace per Paolo Di Canio e il suo nostalgico saluto romano. Prima ci si è messa la Federcalcio che ha aperto un'inchiesta, ora a bollarlo ci pensa addirittura il presidente della Fifa, l'ex colonnello di ferro Joseph Blatter che da Tokio, dove è in corso il mondiale per club, ha tuonato contro il centrocampista biancoceleste. «In certi casi dovremmo escludere qualcuno dalla nostra famiglia», il duro commento di Blatter quando gli è stato posto il caso del giocatore laziale.

Una chiara minaccia di sanzioni da parte del numero uno del calcio mondiale che non ha proprio gradito come domenica scorsa Di Canio si sia rivolto con il saluto romano ai sostenitori biancocelesti presenti sugli spalti del Picchi a Livorno. «Stiamo seguendo con attenzione la vicenda - conferma Blatter - e contrasteremo fermamente ogni forma di discriminazione. La linea della Fifa nei confronti del razzismo è durissima. Le uniche sanzioni efficaci in questi casi per i club sono la penalizzazione in termini di punti, l'esclusione dalla competizione o la retrocessione. Inutile invece puntare sulle sanzioni pecuniarie, le multe non servono a nulla, sia per i giocatori che per le società. Bisogna prendere provvedimenti severi, bisogna essere duri sul serio».

Dopo questa filippica la sorte di Di Canio sembra proprio segnata, anche perché questo è un duro avvertimento alla nostra Federcalcio, Carraro in primis, e alla nostra giustizia sportiva. Di Canio, per il quale si è già mosso l'Ufficio indagini, verrà senz'altro squalificato, ma il previsto stop di un turno potrebbe a questo punto arrivare anche a tre, se non addirittura a sei giornate, visto come la pensa la Fifa e visti, soprattutto, i parametri di pena della federazione mondiale. Ma le parole di Blatter fanno anche paventare una possibile squalifica a vita da parte della Fifa. Per Di Canio si prospettano davvero tempi molto duri.


IlGiornale.it

13 dicembre 2005

Di Canio fa il saluto romano a Livorno


Di Canio che uscendo saluta i tifosi con il saluto romano. Scoppia la bufera per la provocazione del giocatore. L'anno scorso aveva saluto con il braccio alzato durante il derby con la Roma.

Livorno, 11 dicembre 2005 - Paolo Di Canio ci ricasca col 'saluto romano'. La bandiera della Lazio alla fine della gara persa a Livorno 2-1 e' andato sotto la curva dei suoi tifosi ed ha piu' volte mostrato il braccio teso come da gesto caratteristico del regime fascista.

Di Canio e' recidivo in tal senso perche' fu deferito alla Commissione Disciplinare lo scorso febbraio per lo stesso atteggiamento 'nostalgico' alla fine del derby vinto contro la Roma.

E al seguito del deferimento fu ammonito e multato di 10.000 euro, al pari della Lazio per responsabilita' oggettiva. Un precedente che potrebbe dare altri problemi a Di Canio, anche perche' Livorno-Lazio era partita a rischio incidenti per la cosiddetta contrapposizione politica delle due curve.

Gli ultras amaranto hanno risposto alla provocazione intonando cori contro Di Canio. L' episodio non e' piaciuto al portiere amaranto Amelia, un ragazzo cresciuto a Roma e nella Roma.

''E' un gesto stupido, non e' la prima volta che lo fa, esiste un regolamento e credo che la federazione debba prendere provvedimenti''. E Grandoni sottolinea che la risposta migliore a quel gesto ''l' ha data il campo con i giocatori che hanno disputato una partita corretta''.

E' vero, quei gesti macchiano una gara 'composta' in campo, dove i giocatori non hanno mai perso la testa, come dimostra una sola ammonizione, quella di Morrone, arrivata intorno al novantesimo. Episodi stonati in una sfida curvaiola giocata a colpi di slogan e striscioni e bandiere con croci celtiche e tricolori con l' aquila (simbolo della Rsi) da una parte, immagini del Che dall' altra, con i cori ''Duce Duce'' che si sono contrapposti a ''Bandiera rossa'', con il motto fascista ''Boia chi molla'' e i pugni chiusi.

Ai livornesi Di Canio non piace e cosi' non perdono l' occasione di aspettarlo al pullman, a fine gara. Sfotto', offese e lancio di oggetti, con lui che mentre sale le scalette per andare a sedersi fa sberleffi.

E fuori dal campo Livorno-Lazio, una delle partite ad alto rischio per l' ordine pubblico, registra un poliziotto ferito in uno scontro con tifosi livornesi (otto punti di sutura alla testa) avvenuto prima della gara e il lancio di un fumogeno al pullman della Lazio mentre stava arrivando allo stadio.

Per il resto, il servizio d'ordine montato dalla questura ha funzionato. Nessun contatto tra le due tifoserie. E questo era il pericolo maggiore, quello che dava piu' preoccupazione.

La Lazio, Di Canio e i tifosi che inneggiano al Duce lasciano Livorno, la curva del Che Guevara si scioglie: ognuno va per la sua strada. Tutto va via liscio. Ma piu' che una partita di calcio e' stato un derby politico.

1 dicembre 2005

Comunicato Curva Nord Foggia

COMUNICATO
I gruppi della CURVA NORD prendono decisamente le distanze dall'azione legale che i gruppi della Curva Sud stanno intraprendendo nei confronti del servizio d'ordine, relativo alla partita di campionato Napoli-Foggia del 27-11-2005.

Noi della Nord nel prendere le distanze da tale atto non vogliamo andare contro nessuno, sia chiaro. E' solo il nostro modo di pensare, e la nostra linea che ci fanno prendere con fermezza le distanze da questi mezzi. Crediamo che il dovere di un ultras non sia quello di denunciare, ma altro.

Anche noi siamo ovviamente dispiaciuti del ritardo del nostro ingresso, che non ci ha fatto esultare ai goal del Foggia, ma il nostro primo interesse da ultras era ed è sempre Essere Presenti, non importa se prima della gara, durante, o a fine gara. Questo per ciò che concerne il ritardo del nostro ingresso.

Per ciò che riguarda, infine, altre questioni della denuncia, su presunti agguati e quant'altro, prendiamo anche in questo caso, le distanze in modo deciso. Queste azioni legali non fanno parte del nostro comportamento. Di tutto quello che è accaduto, non ci lamentiamo, siamo ultras e sappiamo a cosa andiamo incontro.

Siamo anche stati combattuti nell'effettuare questo comunicato, ma non c'era altro modo per smentire questa faccenda.

Ribadiamo ancora una volta la nostra posizione, che non ci vede in nessuna maniera coinvolti come gruppo e curva in questo tipo di azioni.

Curva Nord Foggia