28 novembre 2007

Siena-Lazio: niente tifosi ospiti Prefetto citta' toscana dispone chiusura settore stadio.

Fonte:raisport.rai.it

Niente tifosi della Lazio a Siena: il prefetto della citta' del Palio ha disposto la chiusura del settore ospiti dello stadio Artemio Franchi. Il rappresentante del governo ha dunque accolto le indicazioni dell'Osservatorio sullo sport del ministero dell' Interno. La prefettura ha inoltre ha disposto che ciascun tifoso potra' acquistare un solo biglietto, e che sara' vietato cedere a terzi il proprio abbonamento con una delega

26 novembre 2007

Roma, operazione anti-ultras nelle vie della Capitale

Fonte: asgmedia.it

Arrestato un giovane, due i denunciati a piede libero. Perquisite le case di esponenti vicini alle tifoserie

Da questa mattina (Domenica mattina nda) è in corso un'operazione delle forze dell'ordine in seguito agli scontri avvenuti a Roma domenica scorsa dopo l'assassinio di Gabriele Sandri, il giovane tifoso della Lazio ucciso da un proiettile sparato dalla polizia. Secondo fonti dell'agenzia un ultras è stato arrestato e portato a Regina Coeli, due i denunciati a piede libero, mentre per una quarta persona sono ancora in corso accertamenti. Sembrerebbe siano state perquisite decine di case di giovani vicini alle tifoserie romane 

LAZIO-PARMA: TIFOSI RICORDANO GABRIELE SANDRI

Fonte: repubblica.it

Atmosfera tranquilla allo stadio Olimpico nel pre-partita di Lazio-Parma. I tifosi biancocelesti ricordano Gabriele Sandri, morto due settimane fa in una stazione di servizio di Badia al Pino (Arezzo) ucciso da un colpo di pistola sparato da un poliziotto. Lo stato d'animo dei tifosi laziali si traduce in uno striscione che recita "Lacrime, dolore e silenzio". De Silvestri, amico di Gabriele Sandri, giocherà con il nome del giovane tifoso sugli scarpini e prima dell'inizio depositerà un mazzo di fiori in curva. Sempre poco prima del match dall'altoparlante partiranno le note di "Meravigliosa creatura", ovvero la canzone di Gianna Nannini che amava ascoltare Gabriele Sandri.

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All'Olimpico la Curva Nord si sta svuotando. Dopo aver reso omaggio a Gabriele Sandri e aver atteso 20 minuti dopo il fischio d'inizio di Lazio-Parma, i tifosi biancocelesti stanno lasciando il settore. Alcuni sono rimasti all'esterno, nel piazzale che separa i cancelli dalla curva, altri sono del tutto usciti dallo stadio. Alcuni di essi stanno cercando di entrare in altri settori. I cancelli sono chiusi e alcuni tifosi stanno chiedendo alla vigilanza se possono vedere la partita. All'esterno dello stadio, in ogni caso, la situazione è tranquilla. 

Calcio: Livorno-Samp, livornesi fischiano il minuto di silenzio

Fonte: corriere.it

LIVORNO - Alcune decine di tifosi livornesi hanno fischiato il minuto di silenzio in memoria del militare italiano ucciso ieri in Afghanistan. Gli autori del gesto sono stati sommersi dagli applausi e da fischi di disapprovazione degli altri spettatori, molti dei quali presenti nella stessa curva. Gli ultra' amaranto hanno anche esposto uno striscione che ricorda gli episodi dell' 11 novembre scorso quando un poliziotto uccise il tifoso laziale Gabriele Sandri e la successiva reazione rabbiosa di alcune frange ultra' a Bergamo, Milano e Roma. Nello striscione campeggia la scritta: ''11-11-07: Rispetto per gli ultras''. (Agr)

24 novembre 2007

SORTEGGIO QUALIFICAZIONE MONDIALE SUDAFRICA 2010, I 9 gruppi

Mondiali 2010
L’ITALIA NEL GRUPPO 8
CON BULGARIA,
EIRE, CIPRO, GEORGIA
E MONTENEGRO

Roma 25/11/2007

Bulgaria, Eire, Cipro, Georgia e Montenegro: sono queste le avversarie dell’Italia Campione del Mondo sorteggiata nel gruppo 8 per le qualificazioni ai Mondiali 2010. E’ questo l’esito dell’urna di Durban.
Il Mondiale sudafricano prenderà il via l’11 giugno 2010 e si chiuderà un mese dopo, l’11 luglio, dopo 64 partite, che si giocheranno in tre orari diversi (stesso fuso dell'Italia): alle 13, alle 16 e alle 20.
Nove le città e dieci gli stadi che faranno da scenario alle sfide: il Soccer City (94.700 posti, ospiterà la gara inaugurale e la finale), l'Ellis
Park di Johannesburg, il Durban Stadium di Durban, il Green Point di Cape Town, il Loftus Versfeld di Pretoria, il Nelson Mandela di Port
Elizabeth, il Peter Mokaba di Polokwane, il Mbombela di Nelspruit, il Free State di Bloemfontein e il Royal Bafokeng di Rustenburg.
La finale dei Mondiali si giocherà a Johannesburg l’11 luglio, le semifinali a Città del Capo il 6 luglio e a Durban il 7 luglio.

Questi i gironi delle qualificazioni europee:
Gruppo 1
Portogallo, Svezia, Danimarca, Ungheria, Albania, Malta
Gruppo 2
Grecia, Israele, Svizzera, Moldova, Lettonia, Lussemburgo
Gruppo 3
Rep.Ceca, Polonia, Irlanda del Nord, Slovacchia, Slovenia, San Marino
Gruppo 4
Germania, Russia, Finlandia, Galles, Azerbaigian, Liechtenstein
Gruppo 5
Spagna, Turchia, Belgio, Bosnia, Armenia, Estonia
Gruppo 6
Croazia, Inghilterra, Ucraina, Bielorussia, Kazakhstan, Andorra
Gruppo 7
Francia, Romania, Serbia, Lituania, Austria, Far Oer
Gruppo 8
Italia, Bulgaria, Eire, Cipro, Georgia, Montenegro
Gruppo 9
Olanda, Scozia, Norvegia, Macedonia, Islanda
Si qualificano per la fase finale le nove vincitrici dei
gironi mentre le otto migliori seconde si affronteranno in
spareggi per definire le altre quattro qualificate.

Avellino: anche gli ultras biancoverdi ricordano Gabriele Sandri

Fonte: irpinianews.it

Quarantacinque minuti di silenzio per ricordare Gabriele Sandri: è questo quanto deciso dalle tifoserie italiane. Un tempo senza vessilli e bandiere per onorare la memoria del tifoso laziale scomparso nell’area di servizio di Arezzo. All’iniziativa, prenderà parte anche la Curva Sud dello stadio Partenio, gli ultras di Avellino ancora una volta hanno dimostrato il loro amore verso il calcio e per chi come loro segue questo sport per passione e per inneggiare i colori della propria terra.

Ternana: Ultras senza trasferta in campo a S. Francesco.

Fonte: sporterni.it

Risposta migliore alla decisione dell'Osservatorio del Viminale di vietare la trasferta di Venezia ai tifosi rossoverdi non poteva esserci. Gli Ultras 07 infatti hanno organizzato per domenica pomeriggio con inizio alle 18 una partita di calcio con alcuni vecchi esponenti della Curva Est, sul campo in sintetico dell'oratorio di San Francesco, con tanto di coreografie da stadio visto che ci saranno bandiere, striscioni e fumogeni. Questo lo slogan dell'originale iniziativa: L’OSSERVATORIO SULLE MANIFESTAZIONI SPORTIVE NON CI MANDA A VENEZIA A VEDERE LA PARTITA ?!?? ALLORA LA PARTITA LA GIOCHIAMO NOI!!!! Sono invitati tutti i tifosi rossoverdi.

23 novembre 2007

Gli ultras Novara 1908 diserteranno lo Zaccheria

In seguito agli spiacevoli avvenimenti di Arezzo, il gruppo ULTRAS NOVARA 1908 ha partecipato agli incontri con tutte le tifoserie di serie A, B e C, tenutisi a Milano per discutere della situazione attuale che riguarda direttamente tutti i gruppi ULTRAS.
Durante le riunioni si è deciso all´unanimità di non presenziare alla prossima giornata di campionato (che per noi sarebbe la trasferta di domenica 25 novembre per l´incontro Foggia-Novara).
Questo “sciopero” intende protestare contro le dure posizioni e la criminalizzazione indistinta verso il mondo Ultras da parte dei mass-media e delle istituzioni.
ULTRAS NOVARA 1908
fonte forzanovara.it

COMUNICATO SCIOGLIMENTO ULTRAS ANCONA

Il gruppo Ultras Ancona comunica il proprio scioglimento.
Questa decisione è frutto di una lunga riflessione, giunta ora a termine nella maniera più dolorosa, ma sicuramente più coerente come la linea portata avanti finora dal nostro gruppo.
Dopo i fatti di Catania dello scorso febbraio, avevamo capito che purtroppo il mondo ultras, per come lo abbiamo sempre vissuto, quel mondo ultras in cui abbiamo sempre creduto,
non sarebbe più potuto essere lo stesso. Ma non ci siamo arresi, abbiamo disertato, abbiamo organizzato manifestazioni, iniziative di ogni tipo con la speranza, oggi sempre più utopistica, che quelle leggi anti-costituzionali e degne dei peggiori regimi sarebbero potute cambiare.
Con l’inizio del nuovo campionato, nonostante problemi interni legati al gruppo, dovuti anche al fatto che la quasi totalità dei suoi componenti è diffidata e al fatto che ci riconosciamo sempre meno in questo schifo di calcio moderno, abbiamo provato a resistere e dato vita ad altre numerose iniziative per mobilitare i tifosi e le coscienze a non piegarsi alla repressione e a non accettare ogni divieto ed ogni legge liberticida pur di vedere una partita di calcio, anche se è risultato vano.

Ci sciogliamo, ma siamo fieri dei sacrifici fatti, dei nostri 4 anni di vita ultras.
Siamo nati da una costola del mitico Collettivo, cercando di portare avanti i suoi stessi valori ed ideali, senza cercare di sostituirlo. Siamo orgogliosi di aver tenenuto alti i colori biancorossi, di aver rappresentato la nostra città in ogni stadio d’Italia anche nei tempi più bui della retrocessione dalla serie A, del fallimento e della serie C2, fino al ritorno alla C1 senza mai scendere a compromessi;
ci sciogliamo altrettanto fieri di quanto fatto per combattere sempre ogni forma di razzismo e repressione fuori e dentro gli stadi.

Concludiamo ringraziando tutti coloro che in questi anni hanno creduto in noi e ci hanno supportato.
Salutiamo gli amici di Napoli, Cosenza, Genoa, Spal e Montevarchi con i quali abbiamo passato momenti indimenticabili in molte occasioni, nonchè gli ultras di Teramo con i quali abbiamo condiviso momenti importanti di lotta contro il Decreto Amato, uniti solo dalla mentalità ultras.

Il nostro ultimo saluto e ricordo va a VINCE’:
un ultras vero ed un amico che non è più con noi ma che vive per sempre nei nostri cuori.

Muoiono gli Ultras Ancona, ma non muoiono i nostri ideali.
Ancona nel cuore.

COMUNICATO ESTREMO SOSTEGNO ASCOLI

Con questo comunicato,oltre ad esprimere solidarietà alla famiglia del giovane Gabriele Sandri,che due settimane or sono,ha perso la vita in un autogrill nei pressi d’Arezzo,vogliamo mettere in luce il comportamento deprecabile ed a dir poco vergognoso di chi gestisce il sistema calcio ed esprimere la nostra posizione riguardo l’accaduto.
Secondo noi il campionato sarebbe dovuto essere fermato così come avvenne quando morì Filippo Raciti durante i fatti ben noti di Catania-Palermo. La vita sia che sia di un giovane poliziotto o di un giovane tifoso,è il bene più importante che esista e come tale deve poter essere rispettato ed onorato.
Il gruppo, dato che non appartiene al nostro modo di essere ed alla nostra mentalità,non vuole presentarvi il solito discorso finto o ipocrita che già i mass media vi hanno rifilato fino alla nausea.

E’ per voi giusto riversare tutte le colpe del nostro calcio malato sul mondo ultras?

Prima di tutto chiariamo chi per noi è l’ultras. Per noi essere ultras vuol dire cantare a squarciagola per tutti i 90 minuti sia in casa che fuori ,con il sole o con la pioggia con il caldo o con il freddo; è l’amore smisurato per la nostra squadra che ci tiene uniti e ci fa convergere tutti nello stesso gruppo. L’ultras non è violenza gratuita;è la difesa intransigente di uno stile di vita messo in pericolo dai biglietti nominativi,dalle pay –tv ,dalla tv spazzatura e soprattutto dalla repressione; essere ultras vuol dire sentimenti non richiudibili in parole ma quel brivido che ti percorre la schiena e ti stringe il cuore, che provi quando chiunque entrando in uno stadio guarda una curva gremita e calda cantare

A questo punto, arrivando alla fine del nostro ragionamento, di chi è la colpa?

Secondo noi la maggior parte della responsabilità è da attribuire a chi dovrebbe gestire questo calcio, il quale, per poter mostrare fermezza ed autorità(????), alimenta giorno dopo giorno una crescente tensione,emanando ad esempio decreti che vietano gli striscioni e le bandiere allo stadio. Politici e ben pensanti,invece di scannarsi su diritti tv e su come fare più soldi a nostre spese,potrebbero concentrare i loro sforzi in una costruttivo e corretto modo di agire prima che altre giovani vite vadano perdute.


- il Direttivo -

SARTONI, Domenica silenzio in tutti gli stadi

Fonte:firenzeviola.it

A TuttoViola, la trasmissione sportiva di Tuttoradio (Fm 95,700), è stato contattato Stefano Sartoni, presidente del Collettivo. Ecco le sue parole: "Domenica ci sarà assoluto silenzio in tutte le curve per ricordare la morte di Gabriele Sandri. Questa decisione è stata presa di comune accordo fra tutte le curve. Anche i nostri tifosi a Reggio rispetteranno questa decisione. Fortunatamente noi siamo una delle poche rappresentative di tifo in trasferta per questa giornata, viste le misure di sicurezza prese dal Giudice sportivo. Per quanto mi riguarda, la mia posizione, all'interno del Collettivo e della tifoseria viola, verrà chiarita nei prossimi giorni insieme agli altri gruppi e all' ACCVC" 

I filmati su You Tube incastrano i tifosi teppisti. Decisive le immagini dai tetti di via Monticelli

Fonte: espresso.repubblica.it
Già condannato a dieci mesi il primo arrestato
Il sospetto di una rissa organizzata per attaccare la polizia
La politica Esclusi dalla Digos schieramenti precisi. Accanto a simboli fascisti sono state trovate bandiere con il volto di Che Guevara

Nell´ordinanza di misura cautelare sottoscritta venerdì 16 novembre, ed eseguita dalla Digos cinque giorni più tardi, il giudice per le indagini preliminari Adriana Petri distingue tra chi ha precedenti penali e chi no. E ancora, tra chi è già finito nei guai per questioni legate allo stadio e chi invece ha combinato altri pasticci. E´ così che vanno letti gli arresti di tre ultrà genoani - Stefano Montaldo, Paolo Poletti, Fabio Praticò - e di un sampdoriano, Luca Crosa. I quattro dall´alba di ieri sono in carcere. Saranno interrogati domani. Ai domiciliari si trovano invece il rossoblù Agostino Nelumbo e il blucerchiato Andrea Biggi. La polizia cita quindi Lino Sias ed Ivanohe Benigni - che simpatizzano per il Grifone -, più Marco Petulicchio: per loro tre sono già scattati gli obblighi di presentazione presso la polizia giudiziaria. Dovranno firmare ogni giorno presso un commissariato. Accadrà due volte la domenica pomeriggio, per impedire comunque che vadano alla partita. Al bilancio degli investigatori vanno aggiunti altri tredici tifosi (otto del Genoa, cinque della Samp) che sono indagati. E trenta Daspo, i divieti ad assistere a manifestazioni sportive.
Sono accusati a vario titolo di rissa, lesioni e danneggiamenti aggravati, di porto abusivo di armi improprie, di lancio di oggetti atti ad offendere. In teoria rischiano oltre due anni di reclusione. In pratica, vale la pena di prendere in considerazione quello che è accaduto ad Andrea Leopizzi, 41 anni. Fu arrestato nei giorni successivi agli scontri. Ha recentemente patteggiato dieci mesi di prigione. E´ agli arresti domiciliari.
I 22 sono stati identificati grazie alle registrazioni fatte con i telefonini dagli abitanti di via Monticelli, che dalle loro finestre filmarono la furibonda rissa fra oltre trecento ultrà rossoblucerchiati. Erano le quattro e mezza di domenica pomeriggio, 23 settembre. Vigilia di Sampdoria-Genoa, derby di serie A dopo dodici anni di attesa. Le immagini finirono subito in rete, su You Tube. Gli investigatori le hanno usate per dare un nome ai teppisti. Ieri gli agenti della Digos hanno recuperato magliette e sciarpe indossate dai protagonisti degli scontri, provandone ulteriormente il coinvolgimento.
Nel corso delle perquisizioni sono state recuperate spranghe - una ancora sporca di sangue -, bastoni, coltelli, fionde. Una bandiera nazista, due manganelli neri con la scritta «Dux-Mussolini» e l´immagine del Duce. Un paio di libri dedicati agli ultrà. Passamontagna. Giuseppe Gonan, capo della Digos, ha però escluso precise connotazioni politiche del tifo più estremo. Spiegando che accanto a simboli fascisti sono state trovate bandiere con il volto di Che Guevara, ricordando che a Genova in nome della stessa squadra vanno a braccetto simpatizzanti di estrema destra e della sinistra antagonista.
Due mesi fa un gruppo di oltre cento genoani mosse dalla sede dell´ Ottavio Barbieri, lo storico club rossoblù, non lontano da piazza Alimonda. Impiegarono circa mezz´ora per arrivare in corso De Stefanis, giusto sotto alla Gradinata Sud. E´ possibile che volesse provocare i «cugini». Che però non furono colti di sorpresa, al contrario. Li aspettavano, i volti coperti. Qualcuno sostiene che la rissa era stata in realtà organizzata per attaccare le forze dell´ordine. Quando carabinieri e poliziotti caricano, i tifosi si coalizzarono per qualche secondo. Ma furono rapidamente dispersi. Il bilancio fu tutto sommato contenuto: tre feriti leggeri, una dozzina d´auto e otto scooter danneggiati.
I fermati sono quasi tutti tra i venti e i trent´anni, tranne un paio di quarantenni. Molti disoccupati, operai come Lino Sias (difeso dall´avvocato Andrea Martini), o Stefano Montaldo, commesso in un supermercato di piazza Merani. Ieri ha incontrato il suo avvocato, Mario Iavicoli. «Mi sono trovato a passare dalle parti dello stadio per caso», si difende. «Ho visto gli amici che si picchiavano, ho provato a strappare loro di mano i bastoni. E poi, ci sono finito dentro. Una scazzottata, niente di più. Le ho prese, le ho date. Ma non ho danneggiato le macchine posteggiate in via Monticelli».

Viaggio nel mondo degli ultras genovesi: "La curva è in mano ai ragazzini, cani sciolti e disgregazione le cause degli scontri".

Fonte: canali.libero.it

Trasferte vietate a Juventus, Milan, Inter, Napole e Genoa
Se le erano promesse da tempo ed è puntualmente accaduto prima del derby. E non in una fredda giornata infrasettimanale di qualche anno fa, quando, non lontano dallo stadio in Via Ferreggiano, bande di ultras di Genoa e Sampdoria si erano fronteggiate a colpi di bastoni e catene per sanare uno sgarbo fatto dai genoani. Operando una vera e propria frattura insanabile all’interno delle due tifoserie. Secondo alcuni tutto sarebbe nato da lì. Da allora nulla è stato più come prima. E ora la nuova guerriglia potrebbe rappresentare un ennesimo segnale per le due tifoserie. La polizia lo sa bene e forse anche per questo ha atteso tanto prima di intervenire con i nove arresti effettuati la notte tra martedì e mercoledì. Alcuni degli arrestati sono volti ben conosciuti alla questura, altri invece no. Ma cosa succede nella geografia ultras di una città che da sempre era stata considerata a modello da tutta Italia per la correttezza e le coreografie in occasione di derby vissuti per anni a colpi di sfottò ma senza mai trascendere nella violenza? ”Da quando si è sciolta la Fossa dei Grifoni è stato un precipitare della situazione. Non esiste più un gruppo che comanda e ormai la curva, ora, è in mano a dei ragazzini e le conseguenze si vedono...”racconta Marco venti anni di militanza nella mitica Gradinata Nord per cercare di spiegare la confusione che regna all’interno della tifoseria più accesa del Genoa. La Fossa dei Grifoni, infatti, è uno dei più antichi gruppi ultras nato all’inizio degli anni 70 e scioltosi a metà novanta, lasciando ad un manipolo di gruppi. Ottavo Barbieri, Skin heads e vecchi Orsi, sempre con una forte matrice politica di sinistra. Questa situazione molto frammentata è peggiorata dopo lo scioglimento poi rientrato anche dell’Ottavo Barbieri il gruppo che aveva preso il sopravvento sugli altri. Dall’altra parte la situazione - se possibile - è ancora più conflittuale con i gruppi degli Ultras Tito Cucchiaroni, nati nel 1969 e Fedelissimi ed Hell’s Angel a spartire diverse porzioni di gradinata. Rivalità che spesso sfocia anche in furibonde liti in gradinata.

Insomma sembra che nella città ligure, forse più che in altre parti, si stia verificando una disgregazione delle due curve e si stia assistendo ad una sorta di “guerra “per il controllo delle stesse. “Via Nereggiano è stato lo spartiacque di quella silente tregua promulgata da Fossa ed Ultras Tito. Da allora i due gruppi storici e soprattutto i capi storici si sono allontanati e non interferiscono più con le scelte della curva.

Ma come si sa nei momenti di transizioni di potere, la confusione regna sovrana”. Il quadro illustrato da Luca 24 anni, degli Hell’s Angel della Sampdoria, può forse far rabbrividire qualcuno, ma rischia di essere una lucida analisi di quello che sta accadendo. La situazione resta in ogni caso di difficile spiegazione come confermato dalla stessa Digos ma il fatto che alcuni degli arrestati fossero totalmente sconosciuti alla polizia fa supporre che probabilmente i “vecchi” - con cui le forze dell'ordine avevano instaurato una sorta di rapporto di “collaborazione” fattiva, - abbiano ormai tirato i remi in barca lasciando campo aperto ad una serie di cani sciolti. Sembrerebbe passata di moda poi anche la tipologia degli ultras genovesi, per molti come una sorta di famiglia, in cui esisteva una ferrea scala gerarchica e con rarissimi scontri in piazza. Ora invece la disgregazione ha reso tutto molto più nebuloso e difficile. 

Comunicato Gruppi ultras della Curva Andrea Costa di Bologna

Silenzio per chiedere giustizia e verità dopo l'11 novembre - 21 - 11 - 2007

Ci sono momenti per tifare, per manifestare, per urlare la propria rabbia o il proprio silenzio.
Oggi noi sacrifichiamo la voglia di urlare e di tifare, o meglio, il diritto di urlare e di tifare, per chiedere giustizia e verità per chi non può farlo, perché è stato ucciso.
Oggi e domani il silenzio dei gruppi ultras in tutti gli stadi e in tutte le categorie (dalla A ai dilettanti) sarà un altissimo grido di giustizia e una grandissima richiesta di verità, grazie ad ogni persona che si unirà al nostro silenzio e alla nostra voglia di non fare finta di nulla dopo i fatti dell'11 novembre.

I FATTI DELL'11 NOVEMBRE:
- L'11 novembre verso le ore 9,00, un agente di polizia uccide Gabriele Sandri, 28 anni, tifoso.

- l'11 novembre dalle 9 di mattina in poi, il Questore di Arezzo inizia a costruire un castello di informazioni frammentarie, incomprensibili, false, confuse e incerte e andrà avanti cosi fino a sera, raccontando di un fantomatico colpo sparato in aria che - chissà perché e chissà come - ha ucciso una persona...

- l'11 novembre il Responsabile della Polizia decide - nonostante alcune pressioni della Federazione Calcio - che non è il caso di fermare il campionato, un "simbolico" ritardo di 10 minuti (peraltro solo per le partite di serie A, perché per le altre serie nemmeno quello) è più che sufficiente per uno che poi alla fin fine era nel migliore dei casi "solo" un tifoso e nel peggiore magari anche un po' ultras....

- l'11 novembre sono (siamo) in tanti quelli che sanno che l'unica cosa giusta e civile sarebbe non giocare ! Non hanno nessun senso queste partite davanti ad un omicidio come quello che è appena avvenuto: comincia a salire subito la richiesta di GIUSTIZIA che nelle prime ore di quella maledetta domenica significa, semplicemente, "NON GIOCARE"....

- l'11 novembre si reagisce con rabbia alla ignobile decisione di far giocare il campionato: le reazioni più clamorose (da Bergamo a Taranto, dove comunque l'unico scopo era quello di non far giocare la partita) fanno subito il giro delle televisioni, dell'informazione, dei perbenisti e moralisti dell'ultima ora. La reazione rabbiosa, e sicuramente in alcuni casi estrema, diventa il pretesto per provare a far passare in secondo piano il motivo e in primo piano le conseguenze: GLI ULTRAS distruggono il calcio... sono un pericolo pubblico... fermiamoli....

- l'11 novembre ha confermato, nella sua drammaticità, (se mai ce ne fosse stato bisogno) che le norme e i provvedimenti del "dopo-Raciti" sono solo un guazzabuglio di provvedimenti anticostituzionali che si sono dimostrati clamorosamente sbagliati. I provvedimenti cautelari basati sulla presunzione di pericolosità, i tornelli, i biglietti nominali, i controlli e i divieti per i bambini di entrare allo stadio con bandiere della propria squadra, il divieto di esporre striscioni con nomi di gruppi e di suonare tamburi, il divieto di comperare i biglietti per la trasferta nel giorno della partita e via di questo passo, i sequestri di decine e decine di sciarpe con la sola scritta ultras e l'assoluta disparità e soggettività di comportamenti da uno stadio all'altro e da una partita all'altra ... a cosa sono serviti?

DOPO L'11 NOVEMBRE
- il fatto è che c'è una persona di 28 anni uccisa... uno di quelli che allunga la lista delle "morti per caso" come Aldrovandi a Ferrara e dei "morti per stadio".

- il fatto è che le conseguenze per la "gente da stadio" (per tutti, non solo per gli ultras) saranno sempre peggiori: adesso sbandierano la "Card del tifoso" (strumento di controllo e in pratica di annullamento di diritti costituzionali quali la libertà di circolazione, di parola, di espressione ecc), la security privata, il divieto di trasferte a decine di tifoserie.

- il fatto è che, per l'ennesima volta, mentre dagli ultras arriva chiaro il messaggio che NESSUNO può morire per una partita (sia questo un poliziotto oppure un ultras) e che per noi i morti sono tutti uguali (se è vero che dopo Raciti moltissimi gruppi avevano deciso un' autosospensione) per la "parte bene e ufficiale" del calcio, e dello Stato, la morte non è certo uguale per tutti.

- il fatto è che domenica 18 novembre il campionato si ferma (per altro - per caso?- proprio nella giornata in cui la Serie A - unica con un valore economico - già non avrebbe giocato) e non per rispetto verso un ragazzo morto ma per protestare verso "la violenza nel calcio"...

- il fatto è che con orgoglio non ci siamo mai adeguati alle "norme dell'Osservatorio" e abbiamo preferito rinunciare (con grandissimo sacrificio) a tutti gli storici mezzi di espressione del nostro tifo (striscioni, bandiere, fumogeni, megafoni, coreografie ecc) pur di non "accettare", e quindi implicitamente condividere, delle misure che, di fatto, erano il contrario di tutto quello che è lo spirito ultras o semplicemente il libero tifo da stadio. Per questo, mentre rispettiamo tutti i clubs "non-ultras" che hanno deciso di sottostare alle norme dell'osservatorio chiedendo i rispettivi permessi, non possiamo condividere assolutamente la scelta di "gruppi ultras" che hanno "svenduto" uno striscione per un permesso chiesto alle Questure, né possiamo pensare di portare avanti le nostre idee assieme a loro....

E ADESSO, DOPO L'11 NOVEMBRE, NOI CHIEDIAMO:
- Giustizia vera per Gabriele Sandri, e Giustizia vera significa non solo l'imputazione di omicidio volontario a carico di chi ha ucciso (quella è la minima applicazione della legge, non giustizia) ma anche che emergano in tutta la loro drammaticità le esagerate responsabilità di chi prima ha cercato di falsare o non divulgare la notizia e di chi dopo ha ritenuto che era più importante giocare qualche partita, che rispettare un morto da stadio

- Giustizia e Verità sul caso-Raciti: venga finalmente fatta luce sui fatti (ma quelli veri, non quelli che fanno comodo) e si dica, senza paura, come sono andate veramente le cose, uno Stato libero e democratico non ha paura della verità.

E se GIUSTIZIA (ma quella vera, quella con tutte le lettere maiuscole) verrà fatta, allora questa sarà la nostra unica e migliore "vendetta". Lotteremo per ottenere questa Giustizia, la invocheremo a gran voce, la porteremo tra la gente che con noi condivide la passione per la nostra squadra e che, siamo certi, non può volere questo "modo di andare allo stadio". E a tutti quelli che hanno già strumentalizzato questa vicenda o che l'hanno utilizzata o l'utilizzeranno per provare a dimostrare "che è tutta colpa degli ultras" e che senza di loro "tutto è perfetto, bello e sicuro"... a tutti questi possiamo solo dire una cosa: VERGOGNATEVI!!!

I Gruppi ultras della Curva Andrea Costa (Bologna)

22 novembre 2007

COMUNICATO UFFICIALE COMMANDO ULTRà CURVA SUD 1987 BARLETTA

COMMANDO ULTRà CURVA SUD 1987 BARLETTA
IL DIRETTIVO CUCS1987 COMUNICA CHE PER GLI EPISODI CHE SI SONO VERIFICATI DOMENICA 11/NOVEMBRE NON ESPORRà IL PROPRIO SIMBOLO NE NELLE PARTITE IN CASA E NE IN QUELLE ESTERNE.

DETTO QUESTO VOGLIAMO DIRE A TUTTI CHE QUESTA NOSTRA DECISIONE è STATA PRESA CON LA MORTE NEL CUORE MA è STATA NECESSARIA PER TANTI MOTIVI CHE VI ELENCHIAMO:

1)E ASSURDO CHE UN RAGAZZO DI 26 ANNI VENGA BARBARAMENTE AMMAZZATO DALLA POLIZIA PER NESSUN MOTIVO.ECCO PERCHè I CAMPIONATI DI TUTTE LE CATEGORIE ANDAVANO FERMATI COME QUANDO è MORTO RACITI \"LE MORTI SONO SEMPRE UNA TRAGEDIA DUNQUE UGUALI PER TUTTI\"

2)DI CONSEGUENZA SE SONO SUCCESSI INCIDENTI A BERGAMO E TARANTO E IN QUALCHE ALTRO STADIO è PERCHè SIAMO STANCHI DI ESSERE TRATTATI DA CRIMINALI.SIAMO SOLIDALI CON TUTTI GLI ULTRAS D\'ITALIA PERCHè LA MORTE DEL NOSTRO FRATELLO GABRIELE ANDAVA RISPETTATA,PERCHè IL NOSTRO MOTTO è \"DIVISI DAI COLORI UNITI NEI VALORI\"


3)SONO ANNI CHE CON ALTRI GRUPPI DI TUTTA ITALIA STIAMO COMBATTENDO LA REPRESSIONE NEGLI STADI,CHIARAMENTE NN SIAMO SANTI MA NEANCHE CRIMINALI ECCO PERCHè LA NOSTRA SCELTA è UNO STILE DI VITA (ULTRAS) CHE NESSUNO MAI POTRà REPRIMERE.I NOSTRI IDEALI VANNO RISPETTATI SE VERAMENTE VIVIAMO IN UNO STATO DEMOCRATICO E NN DI POLIZIA.
PER DIFENDERE I NOSTRI IDEALI CHE SONO LEGITTIMI 12 ULTRAS DI NOI I PIU GRANDI DEL DIRETTIVO SONO STATI ARRESTATI E DIFFIDATI NELLA MANIERA PIù INGIUSTA E CRIMINALE CHE POSSA ESISTERE.
DETTO QUESTO NOI VOGLIAMO PAGARE PER QUELLO CHE SI Fà;NN PER NN AVER FATTO NIENTE DI QUELLO CHE CI VIENE ATTRIBUITO.

4)PER QUESTI MOTIVI E MOLTI ALTRI(CI VORREBBE UN LIBRO PER ELENCARLI)CI SENTIAMO SOLIDALI CON GLI AMICI BERGAMASCHI E DUNQUE SINO AL 31 MARZO 2008 O FINO A QUANDO NON VERRA RIDATA LA CURVA NORD AI NOSTRI FRATELLI,NON ESPORREMO I NOSTRI SIMBOLI.
FERITI SI
ARRESI MAI

ULTRAS LIBERI

NN CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI!!!

IL DIRETTIVO
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UN SALUTO PARTICOLARE A CLAUDIO E TUTTA LA CURVA NORD BERGAMASCA,AGLI UCN BARI E A TUTTO IL MOVIMENTO ULTRAS,CHE NESSUNO INDIETREGGI AVANTI ULTRAS

COMUNICATO CURVA NORD MAURIZIO ALBERTI PISA

….. CHE IL NOSTRO SILENZIO VALGA PIU’ DI MILLE PAROLE…
"Dopo i due incontri Nazionali tra le rappresentative Ultras tenutisi nel corso di questa settimana, è stato deciso da tutte le curve italiane di accogliere l'iniziativa di sospendere il tifo nella prossima giornata di campionato.
Tra le diverse proposte presentate dalle Tifoserie presentatesi nei due incontri, quella della sospensione del tifo è risultata essere la più condivisa e si auspica che anche le Tifoserie che non hanno potuto intervenire possano rispettarla.
L'astensione dal tifo a livello nazionale alla ripresa dei campionati professionistici vuole esser intesa come forma di dissenso verso la criminalizzazione degli Ultras, come richiamo dei mezzi d'informazione al loro dovere deontologico e del rispetto del diritto d'informazione dei Cittadini ma soprattutto per ribadire il desiderio di aver Giustizia per Gabriele Sandri.
Sabato e domenica facciamo sì che il Nostro silenzio valga più di mille parole...".

Questo il comunicato nazionale diffuso e condiviso dalla totalità delle tifoserie. Come Curva Nord Maurizio Alberti abbiamo deciso di aderire alla forma di protesta che è stata scelta e nella partita a Verona con il Chievo ci asterremo dal sostenere la squadra durante l’arco dei novanta minuti. Anche se il momento del Pisa e le gesta dei ragazzi di Ventura meriterebbero il consueto sostegno sabato è importante rispettare questo silenzio. Invitiamo però tutta la tifoseria nerazzurra ad entrare nello stadio Bentegodi con largo anticipo, questo perché nella mezzora precedente al fischio iniziale faremo il tifo, canteremo i nostri cori, urleremo a squarciagola, sventoleremo le nostre sciarpe, cercheremo in tutti i modi e nonostante il decreto di colorare il settore ospiti. Ma appena inizierà la partita scenderà il silenzio. Un silenzio che in mezzo a tanta ipocrisia e in mezzo a tante parole false e moraliste chiede giustizia per Sandri, e, insieme al resto delle tifoserie italiane, esprime dissenso verso tutta questa criminalizzazione del mondo delle curve.
Quelli che l’ambiente Pisa Calcio loda ad ogni occasione, sono Ultrà. Che lo sappiano bene anche il tecnico e i giocatori, da capitan Raimondi in giù. Quelli che sostengono le squadra, quelli che cantano “Vamos Vamos” e fanno le coreografie, quelli che a Verona staranno zitti e renderanno spettrale il clima del Bentegodi, svilendo di fatto lo spettacolo, sono Ultrà.
Leggendo gli atti del Viminale, e gli articoli dei giornali, e sentendo le direttive delle Questure, gli ultrà sono il principale problema della criminalità in Italia. Il nemico pubblico numero uno. Da combattere, contrastare, schiacciare. Perché sull’argomento-ultrà le forze dell’ordine sono sottopressione. Più che per pedofili, mafiosi, camorristi. E sanno di avere le mani libere.
Per l’Ispettore Raciti si sono fermate la partite. Per Sandri no. È inaccettabile il silenzio che c’è stato in seguito all’omicidio dalle nove di mattina all’una, sono inaccettabili le prime dichiarazioni della questura di Arezzo che parlavano di colpi sparati in aria, di chissà quale rissa, di un morto colpito chissà da cosa ma comunque già tacciato di precedenti da stadio (tra l’altro poi smentiti). Sarebbe stato logico e normale che già alle dieci di mattina si parlasse di un colpo sparato ad altezza uomo da uno scellerato poliziotto, sarebbe stato logico scusarsi e ammettere le proprie colpe, chiedere scusa a famiglia, amici e promettere a tutti che quel Rambo dell’autostrada verrà perseguito come qualsiasi altro cittadino che commette un omicidio. E invece fino a che non sono sbucati i testimoni, fino a che la palese verità non è venuta fuori, si parlava di omicidio colposo, di colpi sparati in aria, di pistole sgusciate e di chissà quali risse epiche scoppiate a quel maledetto autogrill. Ed infine sarebbe stato normale già alle dieci di mattina che gli organi competenti, come successo nel caso di Raciti, fermassero i campionati. LA MORTE E’ UGUALE PER TUTTI! Tanti disordini che si sono venuti a creare dopo si sarebbero forse alleviati con la pronta sospensione dei campionati e con la pronta ammissione delle colpe da parte della Questura. Al contrario l’atteggiamento ha ancor più innescato la rabbia di chi in Gabriele Sandri, un tifoso che andava alla partita, si identificava. Ci viene da domandarsi se le partite non sono state sospese subito proprio perché agli organi Istituzionali conveniva alimentare questa rivolta per spostare l’attenzione dei mass-media e dell’opinione pubblica ancora una volta verso i temibili ultras e non verso l’uso improprio delle armi da fuoco da parte delle forze dell’ordine. Ma come si fa a cercare di coprire e difendere un uomo che spara ad un altro uomo inerme da cinquanta metri nella testa???
Non sfuggirà che la nostra adesione all’iniziativa nazionale sembra rovesciare una posizione tenuta ormai ferma da molti anni: nessun compromesso né accordo con quelle tifoserie che hanno continuato a girare con lame e in tasca, rivendicando tali comportamenti, o quelle tifoserie che continuano a lucrare sul tifo. Per non parlare delle tifoserie che sono scese a patti con Amato e con le questure tramite l’ultima moda delle autorizzazioni. L’autorizzazione di un gruppo Ultrà! Come gli Indiani con gli americani: pur di non farci sterminare, accettiamo le Riserve.
La nostra presa di posizione, su questo, è sempre stata molto dura: chi chiede autorizzazioni per quello che dovrebbe essere libero, chi dà una coltellata alle spalle e poi scappa via, chi è stipendiato dalle curve o dalle stesse società, per noi NON E’ UN ULTRAS. Sono anche gli stessi comportamenti di questi a dare ad Amato e colleghi il pretesto per uscire dalla costituzionalità con i ben noti decreti.
Curva Nord Maurizio Alberti - Pisa

Che il nostro silenzio valga piu’ di mille parole...

"Dopo i due incontri Nazionali tra le rappresentative Ultras tenutisi nel corso di questa settimana, è stato deciso da tutte le curve italiane di accogliere l'iniziativa di sospendere il tifo nella prossima giornata di campionato.
Tra le diverse proposte presentate dalle Tifoserie presentatesi nei due incontri, quella della sospensione del tifo è risultata essere la più condivisa e si auspica che anche le Tifoserie che non hanno potuto intervenire possano rispettarla.
L'astensione dal tifo a livello nazionale alla ripresa dei campionati professionistici vuole esser intesa come forma di dissenso verso la criminalizzazione degli Ultras, come richiamo dei mezzi d'informazione al loro dovere deontologico e del rispetto del diritto d'informazione dei Cittadini ma soprattutto per ribadire il desiderio di aver Giustizia per Gabriele Sandri.
Sabato e domenica facciamo sì che il Nostro silenzio valga più di mille parole...".

Questo il comunicato nazionale diffuso e condiviso dalla totalità delle tifoserie. Come Curva Nord Maurizio Alberti abbiamo deciso di aderire alla forma di protesta che è stata scelta e nella partita a Verona con il Chievo ci asterremo dal sostenere la squadra durante l’arco dei novanta minuti. Anche se il momento del Pisa e le gesta dei ragazzi di Ventura meriterebbero il consueto sostegno sabato è importante rispettare questo silenzio. Invitiamo però tutta la tifoseria nerazzurra ad entrare nello stadio Bentegodi con largo anticipo, questo perché nella mezzora precedente al fischio iniziale faremo il tifo, canteremo i nostri cori, urleremo a squarciagola, sventoleremo le nostre sciarpe, cercheremo in tutti i modi e nonostante il decreto di colorare il settore ospiti. Ma appena inizierà la partita scenderà il silenzio. Un silenzio che in mezzo a tanta ipocrisia e in mezzo a tante parole false e moraliste chiede giustizia per Sandri, e, insieme al resto delle tifoserie italiane, esprime dissenso verso tutta questa criminalizzazione del mondo delle curve.
Quelli che l’ambiente Pisa Calcio loda ad ogni occasione, sono Ultrà. Che lo sappiano bene anche il tecnico e i giocatori, da capitan Raimondi in giù. Quelli che sostengono le squadra, quelli che cantano “Vamos Vamos” e fanno le coreografie, quelli che a Verona staranno zitti e renderanno spettrale il clima del Bentegodi, svilendo di fatto lo spettacolo, sono Ultrà.
Leggendo gli atti del Viminale, e gli articoli dei giornali, e sentendo le direttive delle Questure, gli ultrà sono il principale problema della criminalità in Italia. Il nemico pubblico numero uno. Da combattere, contrastare, schiacciare. Perché sull’argomento-ultrà le forze dell’ordine sono sottopressione. Più che per pedofili, mafiosi, camorristi. E sanno di avere le mani libere.
Per l’Ispettore Raciti si sono fermate la partite. Per Sandri no. È inaccettabile il silenzio che c’è stato in seguito all’omicidio dalle nove di mattina all’una, sono inaccettabili le prime dichiarazioni della questura di Arezzo che parlavano di colpi sparati in aria, di chissà quale rissa, di un morto colpito chissà da cosa ma comunque già tacciato di precedenti da stadio (tra l’altro poi smentiti). Sarebbe stato logico e normale che già alle dieci di mattina si parlasse di un colpo sparato ad altezza uomo da uno scellerato poliziotto, sarebbe stato logico scusarsi e ammettere le proprie colpe, chiedere scusa a famiglia, amici e promettere a tutti che quel Rambo dell’autostrada verrà perseguito come qualsiasi altro cittadino che commette un omicidio. E invece fino a che non sono sbucati i testimoni, fino a che la palese verità non è venuta fuori, si parlava di omicidio colposo, di colpi sparati in aria, di pistole sgusciate e di chissà quali risse epiche scoppiate a quel maledetto autogrill. Ed infine sarebbe stato normale già alle dieci di mattina che gli organi competenti, come successo nel caso di Raciti, fermassero i campionati. LA MORTE E’ UGUALE PER TUTTI! Tanti disordini che si sono venuti a creare dopo si sarebbero forse alleviati con la pronta sospensione dei campionati e con la pronta ammissione delle colpe da parte della Questura. Al contrario l’atteggiamento ha ancor più innescato la rabbia di chi in Gabriele Sandri, un tifoso che andava alla partita, si identificava. Ci viene da domandarsi se le partite non sono state sospese subito proprio perché agli organi Istituzionali conveniva alimentare questa rivolta per spostare l’attenzione dei mass-media e dell’opinione pubblica ancora una volta verso i temibili ultras e non verso l’uso improprio delle armi da fuoco da parte delle forze dell’ordine. Ma come si fa a cercare di coprire e difendere un uomo che spara ad un altro uomo inerme da cinquanta metri nella testa???
Non sfuggirà che la nostra adesione all’iniziativa nazionale sembra rovesciare una posizione tenuta ormai ferma da molti anni: nessun compromesso né accordo con quelle tifoserie che hanno continuato a girare con lame e in tasca, rivendicando tali comportamenti, o quelle tifoserie che continuano a lucrare sul tifo. Per non parlare delle tifoserie che sono scese a patti con Amato e con le questure tramite l’ultima moda delle autorizzazioni. L’autorizzazione di un gruppo Ultrà! Come gli Indiani con gli americani: pur di non farci sterminare, accettiamo le Riserve.
La nostra presa di posizione, su questo, è sempre stata molto dura: chi chiede autorizzazioni per quello che dovrebbe essere libero, chi dà una coltellata alle spalle e poi scappa via, chi è stipendiato dalle curve o dalle stesse società, per noi NON E’ UN ULTRAS. Sono anche gli stessi comportamenti di questi a dare ad Amato e colleghi il pretesto per uscire dalla costituzionalità con i ben noti decreti.


Curva Nord "Maurizio Alberti" - Pisa

Perquisizione per 22 ultrà di Samp e Genoa: trovata anche una sciarpa insanguinata

Fonte: ecomatrix.it

C'era anche una sciarpa insanguinata, tenuta come ricordo o come trofeo, tra gli oggetti sequestrati dalla Digos genovese ai tifosi genoani e sampdoriani denunciati per gli scontri avvenuti in via Monticelli a Genova prima del derby il 23 settembre. Con le 22 perquisizioni domiciliari di oggi gli investigatori hanno trovato anche coltelli, fionde, mazze ferrate e mazze di legno, manici di piccone, bandiere, una copia del ''Secolo XIX'' con la cronaca degli scontri, un centinaio di grammi di hashish.

Gli incidenti erano avvenuti intorno alle 16.30, quando un corteo di genoani provenienti dalla sede del club Ottavio Barbieri, all'angolo tra corso De Stefanis e via Ponticelli, incontrò un gruppo di sampdoriani. Duecento tifosi contro duecento, scesi poi a una settantina per parte. Le indagini, condotte attraverso lo studio di foto e filmati (alcuni forniti da cittadini) e con pedinamenti, appostamenti e frequentazione dei locali più in voga tra i tifosi, hanno permesso l'arresto differito (secondo la legge 41/2007) di Andrea Leopizzi, vecchia conoscenza della polizia, e poi il deferimento di 14 genoani e 8 sampdoriani.

La procura ha ottenuto dal gip 9 misure cautelari, di cui 4 in carcere (Stafano Montaldo, Paolo Poletti, Fabio Praticò e Luca Crosa), due domiciliari (Agostino Nelumbo e Andra Biggi) e 3 obblighi di presentazione. Tredici sono gli indagati a piede libero e sottoposti a perquisizione domiciliare e personale. I reati contestati comprendono rissa aggravata, lesioni aggravate, danneggiamento aggravato.

CURVA A serpentine e tornelli antiscavalcamento

fonte: napolisoccer.net

Lavori all’esterno della curva A del San Paolo. Cominceranno stamattina.Ancora modifiche all'esterno della curva piu' calda e turbolenta d'italia così come deciso dopo il sopralluogo effettuato il 6 novembre scorso dal questore, dall’assessore allo Sport del Comune e dai responsabili degli impianti sportivi, saranno rifatte le serpentine che disciplinano l’ingresso allo stadio e sistemate sui tornelli delle grate antiscavalcamento. Interventi necessari per rendere lo stadio più sicuro e soprattutto per evitare il ripetersi di incidenti, gli ultimi dei quali, prima di Napoli-Reggina, provocarono il ferimento di due carabinieri oltre che danni a un paio di tornelli presi d’assalto da tifosi sforniti di biglietti. Di qui la decisione di rifare le serpentine che regolano l’afflusso dei tifosi. Serpentine che saranno più lunghe, ma soprattutto più strette in modo da permettere il passaggio di una sola persona per volta. Inoltre, alla sommità dei tornelli saranno installate grate per scoraggiare i portoghesi di professione. Probabile, poi, ancora in curva A, subito oppure molto presto, che vengano differenziati i varchi di ingresso. Alcuni potrebbero essere riservati solo agli abbonati, altri ai possessori di biglietti. E probabilmente altri ancora destinati solo ai gruppi organizzati che sembrano voler prendere le distanze da chi spesso semina violenza e provoca incidenti all’esterno e all’interno della curva: qualche centinaio di tifosi, molti dei quali in arrivo dalla provincia e quasi sempre sprovvisti del biglietto.

Nove tifosi di Genoa e Sampdoria in manette.

Perquisite le abitazioni di altri tredici ultrà. E' il bilancio dell'operazione condotta stanotte dalla Digos della questura di Genova contro alcune delle persone che, in occasione del derby della Lanterna del 23 settembre scorso, si diedero appuntamento in via Ponticelli alle 16, cinque ore prima dell'inizio della partita, dando vita a violenti scontri e danneggiamenti.

Le accuse per le persone finite nel mirino degli investigatori sono, a vario titolo, rissa aggravata, lesioni, danneggiamento, porto abusivo di armi improprie, lancio di oggetti e travisamento. Per gli stessi scontri fu arrestato il 29 settembre scorso l'ultrà del Genoa Andrea Leopizzi.

I dettagli dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa prevista per la tarda mattinata presso gli uffici della questura di Genova.


fonte: repubblica.it

21 novembre 2007

Guerriglia a Roma: identificati altri ultrà.

Fonte: gazzetta.it

Ieri mattina le Procure di Roma e Milano sono state protagoniste. A Roma la polizia ha consegnato ai magistrati che seguono l'inchiesta sugli incidenti di domenica 11 alcune ricostruzioni e i nomi di sei persone identificate e che potrebbero essere iscritte nel registro degli indagati con l'accusa di «eversione». A Milano c'è stata la prima condanna per gli scontri sempre dell' 11 dopo che era stato deciso di non disputare Inter-Lazio: otto mesi di obbligo di firma a un 18enne arrestato dai carabinieri.
INDAGINI ROMANE La Digos non ha gradito che dalla Procura fosse stato comunicato il ricevimento della relazione con i nomi dei primi sei identificati degli assalitori della caserma delle volanti in via Guido Reni. In realtà si tratta di un momento molto delicato delle indagini. L'assalto alle caserme era preordinato, questo spiegano nella loro ricostruzione ai magistrati gli uomini della Digos, per questo i facinorosi avevano messo a punto sistemi per non essere identificati, ma non è bastato. «Certo ci vorrà ancora un po' di tempo, ma stiamo procedendo», dicono in questura. In realtà il lavoro è svolto con l'ausilio di un sofisticato programma di computer che sta esaminando le foto di domenica 11 con quelle migliaia di scatti che la Scientifica in questi anni ha archiviato. Un lavoro enorme, ma che comincia a dare i suoi frutti.
TECNICHE D'INDAGINE Lavoro certosino più che altro, visto che domenica 11 a Roma pioveva e i bengala accesi dagli ultrà avevano creato anche un sottile strato di fumo che rendeva difficile anche le riprese delle telecamere. Tutto questo non sta facendo demordere gli investigatori. La polizia sta andando avanti con la Scientifica, ma anche i carabinieri che hanno subito l'assalto alla caserma di via Flaminia, hanno inviato le immagini al Ris che sta effettuando i riscontri. In seguito ci sarà l'accorpamento del lavoro dei due nuclei per consegnare l'informativa finale alla magistratura con tutte le persone alle quali sarà dato «nome e cognome ».
EVERSIONE L'identificazione non può essere approssimativa. Il capo del pool antiterrorismo di Roma, Franco Ionta, che coordina i pm Pietro Saviotti e Caterina Caputo, vuole contestare anche agli altri che hanno partecipato all'assalto della Caserma Giglio di via Reni, il reato di eversione (terrorismo) in base all'articolo 270 sexies del codice penale. Questo impone agli investigatori la massima cautela e anche riservatezza. I due pm che stanno conducendo le indagini, una volta esaminata la posizione dei sei potrebbero chiedere l'emissione di misure cautelari in carcere oltre quelle già emesse nei confronti di Claudio Gugliotti — attualmente ricoverato in ospedale —, Saverio Candamano (i due ai quali è contestato il terrorismo), nonchè Valerio Minotti e Lorenzo Sturiale.
INCHIESTA MILANESE È stato condannato a 8 mesi di obbligo di firma settimanale e a due anni di diffida — in rito abbreviato davanti al giudice delle direttissime — Riccardo Colato, uno dei tifosi dell'Inter arrestati lunedì della scorsa settimana in seguito alle manifestazioni di Milano. Colato è stato condannato per violazione del Daspo perché la domenica degli scontri era in corteo con altri tifosi nel percorso tra lo stadio di San Siro e il centro di Milano. È stato riconosciuto in alcune immagini durante un presidio davanti alla Rai in corso Sempione. All'obbligo di firma e alla diffida si aggiunge la condanna a 8 mila euro di multa. Colato era stato uno dei fermati per il quale il pm aveva ammesso di «aver sbagliato la norma da applicare» e per questo non aveva ottenuto la convalida dal Gip.

Bari, hai i tifosi a rischio

Vincenzo Matarrese in Prefettura per discutere della possibilità di incentivare gli stewart

Fonte: barilive.it
L'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni sportive, diretta diramazione del Ministero dell'Interno ha stabilito nei giorni scorsi che anche i tifosi del Bari sono considerati a rischio e che le trasferte per i tifosi biancorossi devono restare un ricordo. Ieri sera però il Prefetto di Bari Carlo Schiraldi ha convocato presso la Prefettura di Bari le autorità baresi, i rappresentati delle forze dell’ordine e il presidente dell’A.S. Bari, Vincenzo Mattarrese.
Tra i vari punti all’ordine del giorno, il problema della tifoseria è sicuramente quello che ha destato maggior interesse e preoccupazione sia da un punto di vista logistico sia per quanto riguarda le fitta rete di problematiche, tra società e tifoseria, che questa apparizione nella “lista nera” non fa che arrovellare ulteriormente.
“Nuove disposizioni per la sicurezza” - ha anticipato Schiraldi, ulteriori, ci sentiamo di aggiungere – per rientrare negli standard decretati dalla Federazione e dalle forze dell’ordine”.
Per raggiungere questo obiettivo la proposta che più si fa strada, e pare mettere d’accordo un po’ tutte le parti chiamate in causa, è l’istituzione della figura dello stewart.
Gli stewarts dovrebbero avere il compito, coadiuvati dalle forze dell’ordine, di sorvegliare il corretto comportamento dei tifosi prima, durante e dopo l’incontro di calcio.
Il loro numero è previsto in base ad un rapporto di 1 per ogni 250 spettatori, e la loro presenza nello stadio varierebbe a seconda del numero dei biglietti venduti e della previsione di pubblico partecipante.
Per diventare stewart sarà necessario presentare domanda presso le sede della società calcistica barese entro il 30 di novembre.
Successivamente la società invierà in Prefettura le varie richieste che verranno vagliate per verificare se le caratteristiche del candidato rispondano alle esigenze richieste.
Si prevede che queste nuove figure prenderanno servizio entro il primo di marzo del 2008, a stagione iniziata dunque.

Per quanto riguarda i provvedimenti relativi alle trasferte, si sta pensando di redigere una lista con i nomi dei tifosi che intendono recarsi in trasferta e inviarla presso la società padrona di casa.
Questo escamotage permetterebbe di interdire la vendita dei biglietti per la squadra ospite, che dunque sarebbe circoscritta ai soli richiedenti, in numero alquanto ridotto.
Nessun riferimento invece ai provvedimenti da prendere contro la condotta di eventuali agenti delle forze dell’ordine che, talvolta, si lasciano trasportare forse un po’ troppo dal clima teso che si respira negli stadi, esagerando sia da un punto di vista verbale sia, soprattutto, per quel che riguarda gli interventi fisici.
Vincenzo Mattarrese, dal canto suo, tende a sminuire l’accaduto, dichiarandosi decisamente sorpreso dalla presenza delle tifoseria barese nella succitata lista.
“Si, i tifosi baresi sono abbastanza sanguigni, ma le loro proteste sono sempre state rivolte alla propria società e alla propria squadra in virtù dei risultati non favorevoli. Tra l’altro, in passato abbiamo anche avuto il premio come migliore tifoseria”. Ha così commentato il presidente del Bari Calcio , definendo “esagerata” la decisione della Federazione.
La società è tuttavia disponibile a collaborare per la realizzazione di queste ulteriori misure di sicurezza. Non fortuito appare in questo caso il riferimento ai tornelli elettronici che in meno di un anno sono già stati manomessi da qualche “scaltro” tifoso. L’invito di Matarrese è intensificare i controlli affinché questo non accada.
“Sono convinto che i tifosi saranno accanto alla squadra in questo brutto periodo – l’ennesimo – del calcio italiano, e che torneranno ad essere premiati come migliore tifoseria”.
È alquanto ottimista il presidente barese, probabilmente perché abituato, ormai da anni, a vedere il San Nicola assolutamente vuoto; fatto sta che queste decisioni non fanno che rendere sempre più aspro il rapporto tra tifosi e società e, il grido unanime di 58.000 persone accorse a vedere la propria squadra, diventa sempre più mera utopia. 

20 novembre 2007

Zoccolo duro fuori dalla curva

Fonte: amantea.net

UN CORTEO, due striscioni, una protesta per non dimenticare che quanto accaduto a Gabriele Sandri, domenica mattina, poteva accadere ad ognuno di noi. Così una parte della tifoseria rossoblù ieri ha voluto manifestare tutto il suo dissenso per una morte assurda, evitando di entrare allo stadio a tifare per i loro colori, ma manifestando davanti al San Vito.
Un corteo pacifico, colorato anche se di certo poco numeroso: così, mentre dentro lo stadio una parte della tifoseria incitava i colori rossoblù, un’altra parte sfilava in strada per ricordare una morte assurda, per ribadire un “nunca mas” sempre più forte. Un centinaio, lo zoccolo duro dietro un drappo e tanti ideali. Appuntamento davanti alle rispettive curve alle ore 14, per organizzare in che modo dovrà essere strutturata la protesta: la curva nord è compatta, gli ultrà della Catena sono arrivati in massa desiderosi di portare avanti la loro protesta. Davanti la curva Bergamini, invece, lo scenario é ben diverso: pochi i gruppi che hanno accettato di aderire, molti preferiscono perseguire una linea di protesta diversa: si entra allo stadio ma non si intonano cori, nel rispetto di Gabriele. Alcune crew decidono di seguire la linea di restare fuori dallo stadio: i Rebel Fans sono in prima fila, striscione in mano, seguiti poco dietro da Amantea e dall’Alkool Group. All’interno della curva Sud i settori appartenenti a questi gruppi sono stati transennati con il nastro, per sottolineare l’assenza e il vincolo territoriale. Il resto dello stadio si interroga: senza tifo che gara sarà? Alle 15, in contemporanea con l’inizio del match, partono i cortei: Rebel Fans, Amantea e Alkool Group si muovono uniti, trincerandosi ed unendosi dietro allo striscione dei Rebel Fans “Contro ogni abuso – Against police state”. Partono i cori contro la polizia, contro Amato, contro un decreto che sta stretto al mondo ultras; nel mezzo, tanti cori per Donato Bergamini, indimenticato idolo della tifoseria rossoblù nel giorno del suo ricordo. Improvvisamente una pausa, un urlo, lo stadio che libera la sua gioia: i lupi sono in vantaggio, ma il corteo non si ferma, direzione tribuna stampa. Ad attenderli, sotto il gabbiotto riservato ai giornalisti, gli esponenti della Nord, capeggiati dallo striscione “Justicia e libertad”. Si uniscono i gruppi, in tutto un centinaio di supporter che marciano in corteo intorno al San Vito: spuntano le prime bombolette spray, sui muri compaiono scritte quali “Assassini”, “Gabry uno di noi”, “Acab”, slogan simbolo della protesta, mentre la polizia osserva da lontano e subisce passivamente i cori degli ultrà. Di fronte alla Sud, la protesta si disperde: chi entra nel settore, chi resta a parlare, chi torna a casa deluso dall’esito della protesta. Non resta altro che raccogliere gli striscioni e voltare pagina, pensando alla trasferta a Siracusa che forse non ci sarà. Sto-rie da calcio moderno. 

Atalanta, gli ultrà: "La città ci massacra per un vetro rotto"

Fonte: LA STAMPA

La città ci sta massacrando». Detta da un ultrà di lungo corso come il Baffo, uno che nella curva Nord dell’Atalanta ci milita da più di quarant’anni, la frase rende bene l’idea di quanto i fatti di una settimana fa abbiano deteriorato i rapporti fra la «Bergamo per bene», quella delle istituzioni, dei tifosi tranquilli e della società di calcio, e i suoi ultras.

È il giorno della maxisanzione che punisce i supporter della Nord con oltre quattro mesi di chiusura della loro curva, fino al 31 marzo, una mazzata pesantissima per chi vive di pane e Atalanta. Ma non è solo questo il punto: è come se la crepa, aperta a colpi di tombino nel plexiglas dagli ultras inferociti, si fosse allargata fino a formare un fossato di risentimento fra la città e lo zoccolo più duro del tifo. Una frattura insanabile, i cui segni si potevano vedere e sentire già la domenica della morte di Gabriele Sandri: «Quel giorno ci siamo sentiti dare dei figli di puttana da 25 mila persone, mi sono arrivati gli sputi della gente», racconta Francesco Palafreni detto Baffo, 53 anni, di professione artigiano, sposato con un figlio, che mentre la recinzione veniva giù parlava animatamente con i giocatori, chiedendo che tornassero negli spogliatoi.

Nella stessa curva non tutti hanno gradito, c’era molta confusione, ma loro, gli ultrà, dicono di non aver niente da rimproverarsi: «Anche se a Bergamo sono considerato peggio di quello che ha sparato, anche se oggi, dopo 40 anni di curva, mi verrebbe da mollare tutto, rifarei tutto quello che ho fatto. Qualcuno potrà avere esagerato, ci possono essere stati eccessi, ma di qui a criminalizzarci tutti ce ne corre. E ora siamo del tutto isolati dalla città».

La sindrome dell’accerchiamento corre ora attraverso un gruppo ultrà – la Curva Nord Atalanta 1907 che da tempo ha preso il posto delle vecchie Brigate neroazzurre – conosciuto per essere fra i più coriacei e temuti d’Italia anche se, secondo il codice ultras, gode fama di una certa correttezza, perché negli scontri non ricorre alle lame. A sentir loro, la settimana scorsa la Nord è stata attaccata con durezza inusitata soprattutto dai media locali, dalla società e, naturalmente, dall’autorità che ha disposto gli arresti per otto tifosi. L’ultima bastonata ieri, con la squalifica della curva: «No che non me l’aspettavo, pensavo che avrebbero sospeso per 3-4 giornate, invece hanno chiuso la curva per quattro mesi per un vetro rotto. A me sembrano più gravi i cori razzisti». Ma giornali e tv insistono, e danno sfogo alla rabbia degli altri tifosi atalantini, che non ci stanno a essere ostaggi degli ultras: «Anni addietro abbiamo passato momenti critici, ma mai come stavolta: sono stato insultato in televisione, sono arrivati cento messaggi in cui mi attaccano pesantemente, e adesso sto verificando se ci sono estremi per andare per vie legali».

Con la società i rapporti sono in frantumi: il comunicato di condanna della curva del presidente Ruggeri, firmato da tutti i giocatori, viene inteso come un gesto opportunistico, per limitare i danni. Con la squadra invece c’è «un ottimo rapporto: hanno subìto il comunicato, ma poi sono usciti con un secondo in cui, pur condannando la violenza, invitavano a non criminalizzare la curva». Da allora però con i giocatori nessun contatto, «Bergamo è piccola, non è mica come Roma dove le cose si possono fare senza che si sappia», mentre l’esclusione di Zampagna dalla rosa viene interpretata dagli ultras «forse come la risposta a un’eccessiva vicinanza del giocatore alla curva». E adesso cosa faranno gli ultrà? «È troppo presto per dare una risposta, ma dimostreremo con i fatti che si sbagliavano sul nostro conto. Ricevo messaggi di tanti ragazzi che non vogliono mollare», conclude Palafreni. E da un altro esponente di spicco della curva arriva la stessa reazione incredula: «Non ci aspettavamo niente del genere, non la Nord chiusa per quattro mesi. Se paghi così per un vetro rotto, a San Siro cosa dovevano fare col motorino buttato giù dalla curva, chiudere lo stadio per tre anni? Qui anche gli altri devono prendersi le loro responsabilità: si sono usati due pesi e due misure per Raciti e per il ragazzo della Lazio, se questa è giustizia... Ci assumiamo le nostre colpe per il plexiglas, ma quella partita non andava giocata».

Il capo ultrà della Nord aggiunge un dettaglio al capitolo della distanza fra curva e città: «A Bergamo hanno persino chiuso il nostro bar, perché dicevano che era frequentato da diffidati». Per le prossime partite in casa, ancora nessuna decisione, gli ultras atalantini aspettano di incontrarsi: «Dobbiamo prima parlare fra noi, dico solo che le nostre riunioni continuano, noi viviamo per l’Atalanta. Subiamo ma andiamo avanti, anche se questa è una bella mazzata». 

Sabato e domenica stop al Tifo in tutta Italia

Dopo i due incontri Nazionali tra le rappresentative Ultras tenutisi nel corso di questa settimana, la Curva Nord ha deciso di accogliere l'iniziativa di sospendere il tifo nella prossima giornata di campionato.

Tra le diverse proposte presentate dalle Tifoserie presentatesi nei due incontri, quella della sospensione del tifo è risultata essere la più condivisa e la Nord auspica che anche le Tifoserie che non hanno potuto intervenire possano rispettarla.

L'astensione dal tifo a livello nazionale alla ripresa dei campionati professionistici vuole esser intesa come forma di dissenso verso la criminalizzazione degli Ultras, come richiamo dei mezzi d'informazione al loro dovere deontologico e del rispetto del diritto d'informazione dei Cittadini ma soprattutto per ribadire il desiderio di aver Giustizia per Gabriele Sandri.

Sabato e domenica facciamo sì che il Nostro silenzio valga più di mille parole ...

AVANTI CURVA NORD !!!

18 novembre 2007

NESSUNA TIFOSERIA AL SAN PAOLO!

Un'altra restrizione. Dopo lo stop alle trasferte, che per i tifosi del Napoli durerà per tutto il campionato, l'Osservatorio del Viminale ha sbarrato i cancelli del San Paolo ai sostenitori ospiti. Il provvedimento è stato ufficializzato ieri, con specifico riferimento alla prossima sfida tra gli azzurri e il Catania, in programma a Fuorigrotta domenica 25. È già sicuro, però, che non si tratterà di un divieto soltanto occasionale. La chiusura totale del settore Ospiti, infatti, non è stata causata dalla pericolosità degli ultrà siciliani «che hanno avuto un comportamento molto positivo in questo scorcio della stagione», ma piuttosto, si legge nel dispositivo «dalla particolare connotazione di rischio della partita nel capoluogo campano». Una sede evidentemente considerata poco gestibile, a prescindere dal nome degli avversari della squadra di Reja. I tifosi del Napoli fanno paura, in casa e in trasferta. Si spiega così la contromossa del Viminale, che vuole evitare ogni contatto tra gli ultrà azzurri e i loro "colleghi" di tutt'Italia. Il San Paolo, d'ora in poi, verrà quasi sempre bandito ai sostenitori ospiti. Impensabile, dopo lo stop imposto ai fan del Catania, che l'Osservatorio possa dare il via libera a quelli di Roma, Lazio, Inter, Milan, Atalanta, Samp, Livorno, Empoli e Reggina, per far gli esempi più eclatanti di tifoserie ritenute nemiche. L'emergenza, salvo rare eccezioni, è dunque destinata a durare per tutto il campionato. Ne è consapevole Aurelio De Laurentiis, che ieri mattina ha partecipato a Roma al vertice tra tutte le società di serie A e B. «La violenza va condannata senza mezzi termini, dobbiamo fare tabula rasa e ricominciare tutti insieme da zero», ha preso posizione il presidente del Napoli, solidale con il collega dell'Atalanta Ruggeri. «È stato coraggioso a denunciare i violenti della curva e sarò sempre al suo fianco, ma è necessario salvaguardare anche quei milioni di veri tifosi che ci seguono ogni domenica», ha fatto un distinguo il numero uno azzurro, chiedendo soluzioni pratiche per contrastare i teppisti. «Noi presidenti - è uscito allo scoperto De Laurentiis - purtroppo siamo impotenti di fronte al malgoverno che ha gestito in questi anni il mondo del calcio. Il campionato non si deve fermare, ma servirebbe una commissione permanente per cambiare le regole in un'ottica più internazionale, perché in Italia siamo vecchi e provinciali». Niente da dire, invece, sul divieto delle trasferte. «I prefetti conoscono meglio di noi la situazione della sicurezza. Non me la sento d'entrare nel merito delle loro scelte», ha concluso il suo sfogo il numero uno azzurro, tra i più determinati nel corso della riunione romana. La battaglia contro i violenti è appena iniziata. Il Napoli la dovrà combattere in prima fila.

fonte. calciocampania.com

17 novembre 2007

Curva Fiesole: Le parole di "Passarella" e qualche riflssione

FONTE: fiorentina.it
Stefano Sartoni, detto Passarella, presidente del Cav, è stato ieri sera ospite della trasmissione sportiva di Rete 37 "La Sfida Viola", condotta da Mario Tenerani e Xavier Jacobelli. Il capotifoso responsabile della Curva Fiesole, uno dei referenti della questura fiorentina, dell'amministrazione comunale e della società AcfFiorentina, è entrato nel merito del racconto sulla convulsa giornata di domenica allo stadio Franchi. Dalla sua "convocazione" alle decisioni prese in curva, alle successive dimissioni. Passando per le definizioni della cosiddetta "mentalità ultras".

Una serie di dichiarazioni, quelle di Stefano Sartoni, che sono interessanti da leggere. Quindi Fiorentina.it le pubblica oggi, ma trasgredendo (per una volta che tale resterà e in questa forma molto particolare provvista di corposo cappello) una autoregolamentazione che abbiamo deciso di darci dopo la tragedia di Catania alcuni mesi fa.

Ovvero non riconoscere, dando spazio autonomo, il ruolo del capotifoso. Questo ferma restando la nostra convinzione sulla buona fede e l'onestà di chi oggi svolge quel ruolo a Firenze. La scelta fu fatta perchè ritenevamo la radio e il nostro sito mezzi inadatti per ospitare dichiarazioni dei cosiddetti capitifosi. Sui nostri canali di comunicazione, con tutto il rispetto, l'opinione di un cosiddetto capotifoso deve valere quella di un qualsiasi tifoso che dibatte attraverso i messaggi spediti a fiorentina.it o gli sms che arrivano in radio.

Ciò non significa che non si debba dar spazio all'indagine giornalistica o all'intervista che abbiano a soggetto questo o quel capotifoso, questo o quell'episodio legato alla tifoseria organizzata. Lo possiamo fare anche noi, e in questo caso lo facciamo. Ma a nostro avviso è, al limite, la carta stampata il mezzo più adatto a farlo, poichè la "voce" di queste figure del tifo arriva al lettore mediata dalla capacità di critica del giornalista. Attraverso un linguaggio letterario che faccia ben intendere la valenza di frasi come, ad esempio, una di quelle riportate nel virgolettato di Sartoni "la cultura ultras prevede giusto o non giusto scontrarsi con le tifoserie nemiche". Una frase che va contestualizzata, spiegata e doverosamente criticata. Difficile farlo correttamente nell'economia di spazi e ruoli connaturata ad una trasmissione radio o tv.

A nostro avviso non è quindi equilibrato uno spazio televisivo, radiofonico o, con dei distinguo, internet, che riconosca ai cosiddetti capitifosi, sempre con tutto il rispetto verso le persone, il ruolo di soggetti autorevoli nel contesto dell'opinione giornalistica sul mondo calcio.

Abbiamo parlato di nostra scelta, di nostra opinione, questo per rimarcare il rispetto verso quei colleghi e quelle testate che non la pensano come noi e che scelgono diversamente. Per essere corretti fino in fondo esercitiamo la memoria su noi stessi e ricordiamo a tutti che su questo tema abbiamo cambiato idea, progressivamente negli anni e definitivamente dopo l'omicidio di Filippo Raciti che ci ha scosso come giornalisti sportivi e come uomini.

Negli anni passati infatti, anche fiorentina.it usava il "vecchio metodo", quindi non vogliamo puntare l'indice su nessuno. Tant'è che sono in molti a pensarla diversamente, compresi i responsabili dell'ordine pubblico di questa città, gli amministratori comunali, i dirigenti della AcfFiorentina, che riconoscono un ruolo importante a molti capitifosi e che anzi li incoraggiano e li aiutano a rafforzare il loro ascendente sugli altri tifosi, probabilmente per comprensibili motivi pratici tesi ad impedire l'insorgere di ali più estreme e meno controllabili nel tifo.

A nostro avviso, e ribadiamo ancora che si tratta di opinioni, questo sistema di "governance" non è corretto. Sul piano teorico, per ovvi motivi etici. Sul piano pratico poichè riteniamo che in un tempo medio il riconscere ai capitifosi il ruolo di soggetti autorevoli, porti giocoforza alla nascita di altri capitifosi, non allineati e antagonisti ai primi, che prima o poi aumentano il loro potere su parti consistenti della tifoseria.

Ma non vi annoieremo ancora. Ecco quindi, vistosamente mediato dalle tante righe qui sopra, il virgolettato dell'intervento tv di Stefano Sartoni:

Stefano Sartoni:" Domenica verso le 13,15-13,30 ho ricevuto due telefonate una dalla Questura e una dalla società Viola, ci siamo ritrovati nella sede della Fiorentina...

Mencucci ci ha detto che forse fermavano il campionato e che per loro era tutto tranquillo... gli striscioni, come prescrive la legge, vengono motanti dalle 09.30 e possono essere tolti solo dopo la partita. Ho detto che avrei parlato con i responsabili della curva...

Siamo entrati in curva e abbiamo parlato, mi assumo la responsabilità, era un momento delicato, continuava ad arrivare gente, in quel momento levare gli striscioni era possibile, ma non togliere quello dal campo. In quei momenti ognuno dice la sua e te sei lì che devi prendere la decisione. Io ho deciso per ora rimaniamo così, iniziamo la partita e poi vediamo...

A quel punto c'è stata qualche discussione, non tutti erano d'accordo, in quel momento ho mollato e ho detto fate quello che volete. Gli ho detto prendete voi una decisione. Loro hanno deciso di fare silenzio e non lanciare i cori per un quarto d'ora....

Quando è iniziata la partita c'è stata ancora tensione perchè c'era chi voleva levare gli striscioni...

Uno steward nostro amico si è preso la responsabilità di togliere lo striscione in campo e quindi abbiamo tolto gli altri dalla balaustra....

La mentalità ultras è nata come gruppi organizzati che seguono la squadra, fanno coreografie, portano i tamburi e, giusto o non giusto, vogliono scontrarsi con le tifoserie nemiche. Ora non mi sembra più che ci sia questa mentalità ultras. Oggi c'è invece la caccia al poliziotto, è così da qualche anno, questa non è più mentalità ultras ma è il movimento ACAB che viene dall'Inghilterra, è un movimento contro la Polizia...

A noi vecchi ultras ci porta allo stadio il voler tifare la squadra anche in trasferta. Noi quando c'è stata la tragedia dell'ispettore Raciti ci siamo riuniti e abbiamo detto che o si chiude o ci mettiamo a fare un dialogo per portare avanti il nostro dfiscorso ultras....

A Firenze non è che come uscito sul quotidiano Avvenire che i tifosi sono amici della Polizia. Io faccio presente che a me 15 giorni fa hanno notificato un rinvio a giudizio per il corteo della stazione Campo di Marte. Sicchè se fossi tanto amico della Polizia... quindi non parliamo di amicizia con la Polizia....


Martedì ci è giunta la notizia che non eravamo graditi al funerali di Sandri, sembra che la notizia sia giunta da Firenze. In Curva ci sono 12mila persone come testimoni e tutti possono dire che cori contro Sandri non ne sono stati certo fatti. Non accettiamo queste infamie, ma sembra che a riferirlo sia stata gente che frequenta la Curva Fiesole....

Siamo gemellati dal '73 col Verona, a noi è arrivata questa notizia proprio dai veronesi e abbiamo contattato loro per avere spiegazioni, poi qualcuno di noi è andato a Roma in forma anonima per avere spiegazioni.... I cori contro Sandri o contro i laziali non sono stati fatti. Sto aspettando da ieri la telefonata degli ultras della Lazio che mi è stata annunciata, ancora non l'ho ricevuta....

Dopo la morte di Spagnolo facemo una riunione e decidemmo di esporre in tutte le curve "basta lame basta infami" la Fiesole l' ha sempre rispettata..

Le mie dimissioni? Non credo sia importante parlarne, vedremo…"


Stefano Prizio 

Comunicato Ultras Tito Cucchiaroni: Venga fatta chiarezza

Gli Ultras Tito Cucchiaroni intendono prendere posizione su cio' che e' stato detto e scritto in questi giorni, relativamente ad una ipotetica, quanto infondata unione violenta tra Ultras e No Global prevista per la manifestazione di sabato 17 Novembre.

Per cio' che e' successo a Gabriele, gli UTC NON intendono partecipare a quella che e' e sara' una manifestazione indetta per chiedere la verita' sui fatti del G8.
Pensiamo altresi' che accumunare queste due vicende cosi' tragiche e per certi versi simili, possa invece far comodo a qualcuno.

La nostra speranza e' che venga fatta chiarezza su queste due storie ancora troppo oscure.
Infatti il nostro timore e' che tutto si concluda con la solita "CACCIA ALLE STREGHE" all'italiana.

Vogliamo concludere ricordando (semmai ce ne fosse ancora bisogno) quello che per sempre sara' il nostro modo di essere ultras , lontano cioe' da qualsiasi ambiente politico.

ULTRAS TITO CUCCHIARONI PAOLO MANTOVANI 1969

16 novembre 2007

Comunicato Ufficiale Curva Fiesole


in riferimento ad articoli comparsi oggi sulla stampa nazionele, che riportano affermazioni false, inerenti agli avvenimanti accaduti Domanica 11 Novembre, dopo la tragica morte di Gabriele Sandri, tifoso della LAzio, tutti i Clubs della curva fiesole comunicano quanto segue:

1. Non accettiamo assolutamente affermazioni false o tendeziose sul comportamento da noi tenuto domenica prima, duranre e dopo la partita Fiorentina - Udinese.

2. Nella forte tensione del momento, in emergenze in mezzo a mille notizie, molto diverse fra loro che arrivavano da altri campi , per i nostri responsabili è stato assolutamente impossibile far togliere immediatamente lo striscione grande che è al interno del campo, mentre sono stati immediatamente rimossi nell' arco di 10 minuti quelli sulle nostre balaustre. Tutti senza nessuna distinsione.! Poco dopo è stato rimosso anche quello grande!

3. Durante la partita non ci sono stati canti e cori, tanto meno contro gabriele che contro i laziali. Fatto che voremmo ribadire con estrema chiarezza.

4. Se qualcuno invece avesse come disegno di strumentalizzare questo doloroso evento per scopi a noi molto chiari, se lo levi dalla testa. Ricordiamo a questi infami alcuni valori fondamentali per un ultras: Lealtà e Rispetto.

5. Nonostante i tifosi della Lazio abbiano ricevuto informazioni assolutamente false sul nostro presunto comportamanto, abbiamo ritenuto di manifestare il nostro profondo rispetto per loro e il loro fratello Gabriele morto, accogliendo il loro invito a non partecipare ai funerali in forma ufficiale, pur non essendo responsabili di ciò che veniva scritto.

6. Concludiamo questo comunicato ufficiale ribadendo con forza, senza possibilita di fraintese, la nostra vicinanza ai famigliari di Gabriele Sandri, a tutta la tifoseria laziale, onorando pur nelle nostre differenze di fede calcistica, il loro onore e la loro moralità.

7. Diffidiamo chiunque a diffondere notizie false,tendenziose, da infami che hanno l'unico scopo di destabilizzare e creare inutili tensioni. Su questo saremo vigili e reagiremo uniti con tutti i mezzi necessari.
iI Clubs della Fiesole 

13 novembre 2007

Taranto, sei arresti

TARANTO, 13 NOV - Sei ultras del Taranto, ritenuti protagonisti dei disordini di domenica scorsa allo stadio Iacovone, sono stati arrestati dalla polizia. Le intemperanze di tifosi provocarono la sospensione della partita tra la formazione di casa e la Massese (C1/B). I teppisti sono stati identificati grazie ai filmati realizzati dalla polizia scientifica. Arresti tra tifosi milanisti sono stati eseguiti dagli agenti della Digos di Milano in relazione agli incidenti durante Atalanta-Milan.
fonte: (ANSA)

COMUNICATO ULTRAS SALERNO CURVA SUD

LA MORTE NON HA COLORI
 
A distanza di poco più di nove mesi ancora un tragico episodio legato ad una partita di calcio.


Il tempo sembra passato inutilmente, sembra di rivivere le stesse scene già viste, già commentate, alle quali però è impossibile abituarsi ed assuefarsi.
Questa volta è capitato ad un giovane di 28 anni Gabriele Sandri di Roma.
Con questo comunicato, oltre ad esprimere solidarietà alla famiglia (cosa che purtroppo non serve proprio a nulla), vogliamo evidenziare ancora una volta il comportamento assurdo e menefreghista di chi gestisce il sistema calcio. Secondo Noi il campionato andava sospeso così come accadde in occasione dei fatti di Catania. Perché per Noi la morte, sia essa di un poliziotto, o di un tifoso, è uguale per tutti e il fatto che per una partita di calcio una persona perda la vita è troppo grave per andare avanti e giocare le partite. Così come è stata annullata Inter-Lazio andavano annullate tutte le altre.
Già ma chi avrebbe dovuto prendere questa decisione? Chi comanda questo calcio è troppo impegnato a litigare sui diritti tv e forse a quell’ora di domenica era impegnato in luculliani pranzi che certamente non potevano essere lasciati a metà…
Forse esponenti politici…ma Loro sono troppo impegnati ad emanare decreti che vietano gli striscioni e le bandiere allo stadio.
Credeteci non è sarcasmo o voglia di scherzare su un episodio così tragico, ma solo rabbia e voglia di evidenziare comportamenti così palesemente strafottenti.
E allora avanti così, povero il tifoso laziale…era in un posto sbagliato al momento sbagliato, perché come ha dichiarato il questore di Arezzo si è trattato di un ”tragico errore”. C’è da capire come un colpo sparato in aria possa colpire al collo un ragazzo seduto in auto… ma questo non è compito nostro…Noi possiamo solo evidenziare che non è possibile morire in questo modo per “errore”.
Questo comunicato è anche per informare che se il calcio non ha avuto la voglia e la forza di fermarsi, Noi si. E per domani la coreografia che con duro lavoro avevamo preparato sarà annullata.
Non c’è nulla da festeggiare, è morta una persona, c’è solo da capire e riflettere col dolore nel cuore.
A dirla tutta ci viene da chiedere che questa partita venga rinviata ad altra data. Sarebbe una decisione giusta sulla quale tutti sarebbero d’accordo.
Pace a Te Gabriele…
ULTRA’ SALERNO CURVA SUD


fonte: CALCIOCAMPANIA

12 novembre 2007

TARANTO-MASSESE: Sospesa!


fonte: IL MATTINO
PAOLO MELCHIORRE Taranto.

La partita dura 58 minuti, poi viene interrotta per mezz’ora, infine viene sospesa definitivamente per incidenti sugli spalti. Pomeriggio di follia anche a Taranto, dove la gara contro la Massese (C1, girone B) viene sospesa dall’arbitro Tagarelli sul 2-1 per la squadra di casa. Allo «Iacovone» si capisce subito che il clima non è dei migliori quando, durante il riscaldamento pre-partita sul campo, una frangia di ultras tarantini della curva Nord chiede di parlare con i propri giocatori. Attraverso il vetro di protezione dal campo, gli ultras chiedono ai calciatori di non giocare. Questi ultiimi si rimettono alle decisioni del responsabile dell’ordine pubblico, il questore di Taranto Gian Carlo Pozzo. Si gioca, la decisione. Ma neppure il gol del Taranto, segnato dopo soli sessanta secondi, serve a placare gli animi dei tifosi. Dalla curva nord partono cori e insulti contro le forze dell’ordine, mentre nell’intervallo una parte degli ultras scende nell’antistadio e dà luogo a uno scontro con la polizia, che usa i lacrimogeni. Le squadre tornano in campo per il secondo tempo, ma si gioca solo per tredici minuti. Tra frange di ultras di curva nord e gradinata scoppia prima una rissa, poi tutto si sposta in curva, da dove inizia un lancio fittissimo di oggetti in campo, mentre vengono infrante le barriere di protezione del campo. L’arbitro sospende la partita, dichiarandola chiusa dopo circa mezz’ora. «Quello che è successo è vergognoso. Sono disgustato e non escludo decisioni drastiche nelle prossime ore» la reazione del presidente del Taranto Luigi Blasi, in Germania per motivi di lavoro. Clamoroso il precedente di tre anni fa, in C2. Il 17 ottobre 2004, dopo scontri tra le due tifoserie e ripetuti lanci di oggetti contro le forze dell’ordine, l'arbitro sospese Taranto-Cavese al 29' del primo tempo, sul risultato di 1-0 per i metelliani. 

La guerriglia «Non si gioca»: a Bergamo vincono gli ultrà

Sfondate le barriere di protezione, sospesa Atalanta-Milan. Minacce a Doni e Bellini

fonte: IL MATTINO

Il giudice sportivo deciderà sulle partite della giornata di ieri. In questa occasione dovrebbe sanzionare l’Atalanta con la sconfitta a tavolino (0-3) per gli atti di violenza commessi dai propri tifosi (tentata invasione, lancio di petardi e cori ingiuriosi) che hanno determinato la sospensione della partita con il Milan. Come pena aggiuntiva, per la responsabilità oggttiva del club, dovrebbe arrivare anche la squalifica del campo e una sanzione economica. Pertanto la partita con il Napoli, in programmail 2 dicembre, si giocherebbe in campo neutro e non a Bergamo. Stessa sorte per il Taranto (serie C1), i cui tifosi hanno fatto sospendetela gara con la Massese. 

10 novembre 2007

COMUNICATO CURVA NORD TARANTO

CURVA NORD TARANTO

La Curva Nord esprime il proprio ringraziamento per il rispetto mostrato nei propri confronti da parte degli ultras potentini, i quali hanno manifestato il proprio disappunto in merito alla assurda decisione dell’Osservatorio di chiudere il settore ospiti durante la gara di domenica scorsa.
A distanza di una settimana, difatti, non capiamo ancora le ragioni di tale provvedimento, vista l’assoluta mancanza di incidenti in passato tra noi e la tifoseria lucana.
A tal proposito, esprimiamo il nostro disappunto per la mancata presa di posizione da parte della Taranto Sport in merito alla decisione dell’Osservatorio, la quale non ha speso alcuna parola per far luce sulle assurde motivazioni del divieto.
Anzi, la nostra società non ha saputo far meglio che mostrare ancora una volta la propria arroganza persino in uno stadio tutt’altro che ostile.

Il derby del regno delle due Sicilie

fonte: IL MATTINO

L´amicizia tra ultras napoletani e palermitani, dunque, non cambia di una virgola la determinazione dell´osservatorio: chiuso il settore ospite, vietata la vendita dei biglietti al di fuori della provincia di Palermo, annullamento dei tagliandi già venduti al di fuori di questa zona. A pesare sulla scelta, anche le difficoltà per il rientro a Napoli al termine della partita: non ci sono traghetti dopo le 22.30, troppo rischioso, a giudizio dell´osservatorio, lasciare centinaia di tifosi in giro per la città tutta la notte.

«È una decisione che ci amareggia, penalizza tanti tifosi per bene del Napoli e toglie la possibilità di una serata di festa tra due tifoserie legate da una simpatica amicizia», è il commento di Pierpaolo Marino, che fino all´ultimo aveva confidato in una soluzione diversa: «Peccato, sarebbe stata la festa delle Due Sicilie», osserva con rammarico il direttore generale azzurro, al quale fa eco il presidente del Palermo, Zamparini: «Una scelta inconcepibile, ma per me è proprio l´idea politica di un osservatorio a essere inconcepibile: quando i politici incompetenti mettono le mani, fanno solo danni», sottolinea il patron rosanero, che si dice «avvilito e preoccupato per questa situazione». 

8 novembre 2007

Il Viminale: niente Palermo per i tifosi del Napoli

Fonte: www.ilmessaggero.it

I tifosi del Napoli potranno agitare le loro bandiere soltanto davanti allo schermo di un televisore. L'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del Viminale ha infatti stabilito che non potranno assistere all'incontro in programma sabato prossimo tra Palermo e Napoli. I

n una nota si legge: «L'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive dopo aver attentamente valutato il comportamento tenuto dalla tifoseria partenopea in occasione delle gare con la Juventus e la Reggina al San Paolo e durante la trasferta a Firenze, ha ritenuto necessario intervenire nuovamente con misure interdittive per la partita di Palermo, a causa di una spiccata propensione alla illegalità che i supporter napoletani hanno puntualmente confermato in tutte le citate occasioni».

Risse e follie sul web, l´ennesima bravata degli ultras azzurri

TIFO VIOLENTO - Il film degli scontri cliccato da migliaia di utenti

Fonte: espresso.repubblica.it

I disordini di domenica scorsa davanti alla curva A del San Paolo sono ora al vaglio dell´Osservatorio del Viminale che si pronuncerà domani su eventuali provvedimenti a carico dei tifosi del Napoli. Già compromessa, comunque, la trasferta di sabato a Palermo: non ci sono traghetti di linea per riportare a casa i supporter azzurri dopo le 22.30 e la prudenza sconsiglia di lasciarli bivaccare una notte intera nel capoluogo siciliano. Intanto ieri la società è stata multata dal giudice sportivo per l´accensione sugli spalti di dieci bengala e due fumogemi nel corso della gara con la Reggina. Diecimila euro di ammenda, l´ennesimo esborso causato da una tifoseria turbolenta. Che, con frequenza crescente, celebra le sue gesta anche sul web.
Migliaia e migliaia di click e la violenza dei sedicenti tifosi entra nelle case di tutto il mondo. C´è una vetrina su internet che mostra il delirio di teppisti con sciarpe e bandiere azzurre. E ci sono centinaia di fanatici o di curiosi che frequentano questo girone del tifo degenerato. Basta andare su youtube e digitare nel motore di ricerca "scontri Napoli", "tifoseria Napoli" o "ultras Napoli" e scegliere un video. In numerosi casi si tratta di immagini poco chiare, girate con telefonini cellulari da postazioni di fortuna. Raramente l´autore del film si trova al centro dei disordini. Ma questa bacheca della violenza raccoglie materiale assai eterogeneo: spezzoni di antichi telegiornali, riprese che rivelano una regia esperta, montaggi di fotogrammi che celebrano la "mentalità" hooligan. Anche il sottofondo audio è quanto mai vario. Si va dal commento stupito, spaventato o rabbioso di chi assiste in diretta agli eventi, agli slogan dei supporter in corteo, fino ai Carmina Burana cui è affidato l´improbo compito di nobilitare immagini di pullman presi a sassate, pantere in fiamme e battaglie combattute a colpi di cinghiate.
Il gradimento riscosso da questi video è a dir poco sbalorditivo: "Ultras Napoli a Firenze" è stato visto in sette mesi quasi 148 mila volte. Roba da far impallidire molte pellicole del cinema nostrano. Il contenuto? Poco più di tre minuti di marcia di avvicinamento di qualche centinaio di tifosi all´Artemio Franchi di Firenze tra canti minacciosi e scritte in carattere gotico in sovrimpressione che ostentano spavalderia. Di diverso tenore i commenti lasciati dagli internauti al termine della visione. C´è chi si esalta, anche da nazioni lontane, e chi condanna gli atti vandalici.
Una galleria del teppismo, quella visitabile su Youtube, che prevede un identico copione con ambientazioni diverse: a Pescara un gruppetto di ultrà riesce a sfondare (era il 25 novembre 2006) un cancello presidiato da una ventina di poliziotti nonostante il continuo ricorso di questi ai lacrimogeni. Nel settore ospiti di Firenze va in scena un prolungato tafferuglio con le forze dell´ordine ("ammirato" oltre 40 mila volte), a Foggia le violenze sono precedute da una lunga dichiarazione di guerra che rimbalza da una curva all´altra, a Salerno l´aggressione si consuma ai danni di poliziotti che provano ad arginare i napoletani nel cortile dell´Arechi. Un campionario di scorribande che ben spiega la reiterata attribuzione del "rischio 4" alle gare del Napoli.

6 novembre 2007

Preparavano un agguato, arrestati tre ultrà anconetani

Fonte: Corriere Adriatico

ANCONA - Dovevano tenersi alla larga dallo stadio, proprio per i loro precedenti di ultrà troppo focosi. Invece tre tifosi dell’Ancona si sono fatti beccate in zona proibita, a neanche due ore dall’inizio del match con il Perugia, e per di più ben muniti di arnesi da guerriglia urbana, due tirapugni, un coltello a scatto con lama da dieci centimetri e una pesante torcia segnaletica lunga mezzo metro. Proprio nel giorno meno indicato, perché la questura aveva predisposto un imponente servizio d’ordine (250 uomini, soprattutto poliziotti, ma anche carabinieri e finanzieri) per la partita in calendario al Del Conero, considerata da alto rischio anche per i trascorsi spesso bellicosi tra la tifoseria dorica e quella del Grifo. A. P., 31 anni, R. R., 30, e M. M., 25, tutti di Ancona, sono stati arrestati dalla polizia per violazione del Daspo, il provvedimento del questore che gli vietava di frequentare manifestazioni sportive, e possesso di armi in ambito di manifestazione sportiva, una norma specifica introdotta di recente da un pacchetto varato per rendere più sicuri gli stadi.

Un quarto giovane che era con loro (V.F. le sue iniziali, 21 anni) è stato denunciato a piede libero perché a differenza degli altri non aveva un Daspo a carico. I quattro ultrà biancorossi ieri pomeriggio erano a bordo di una Polo appostata lungo la statale Adriatica quando poco prima dell’una, all’altezza del distributore Api di Pontelungo, a circa tre chilometri dallo stadio, sono incappati in una volante della questura. Poco prima dell’alt dai finestrini dell’auto sono volati via una nocchiera in metallo, che serve come tirapugni, e un coltello a scatto, recuperati poi dalla polizia. Nell’abitacolo gli agenti hanno trovato anche una torcia a fuoco, di quelle che si utilizzano di notte per segnalare deviazioni o incidenti stradali. Anche spenta è una pesante mazza. Così è scattato l’arresto, anche perché il gruppo di ultrà biancorossi era proprio appostato lungo la strada che di lì a poco sarebbe stata percorsa dai tifosi perugini diretti al Del Conero. La polizia ritiene che i quattro stessero preparando un’imboscata aspettando il passaggio di auto di tifosi umbri. A.P., un bancarellaro piuttosto conosciuto in città, era stato arrestato un anno fa con altri tre tifosi dorici per gli incidenti scoppiati allo stadio Curi di Perugia il 9 ottobre, in occasione della trasferta dell’Ancona. E proprio per quell’episodio era stato sottoposto a Daspo. “Non avevo nulla di proibito, non c’entro niente”, ha fatto in tempo A.P. a dire al suo avvocato, che questa mattina lo difenderà nell’udienza di convalida prevista in tribunale per i tre arrestati. Anche più di recente, in occasione di una gara a Perugia per la Coppa Italia, c’erano stati attriti tra le due tifoserie. La questura dorica non s’è fatta cogliere impreparata e ha messo in campo un dispositivo di sicurezza davvero massiccio, coordinato dal questore Giorgio Iacobone, con Volanti di rinforzo, centinaia di agenti del reparto Mobile, e tante pattuglie e un elicottero a fare prevenzione allo stadio e lungo i percorsi d’accesso. Un’opera di “filtraggio” che ha consentito anche di intercettare a bordo dei pullman dei perugini alcuni arnesi non proprio da tifosi pacifici. Alcune aste di bandiera erano legate a fascio col nastro adesivo, per funzionare come spranghe, e c’erano mattonelle e bottiglie di vetro. Anche alcuni tifosi umbri ora rischiano la denuncia.