17 novembre 2007

Curva Fiesole: Le parole di "Passarella" e qualche riflssione

FONTE: fiorentina.it
Stefano Sartoni, detto Passarella, presidente del Cav, è stato ieri sera ospite della trasmissione sportiva di Rete 37 "La Sfida Viola", condotta da Mario Tenerani e Xavier Jacobelli. Il capotifoso responsabile della Curva Fiesole, uno dei referenti della questura fiorentina, dell'amministrazione comunale e della società AcfFiorentina, è entrato nel merito del racconto sulla convulsa giornata di domenica allo stadio Franchi. Dalla sua "convocazione" alle decisioni prese in curva, alle successive dimissioni. Passando per le definizioni della cosiddetta "mentalità ultras".

Una serie di dichiarazioni, quelle di Stefano Sartoni, che sono interessanti da leggere. Quindi Fiorentina.it le pubblica oggi, ma trasgredendo (per una volta che tale resterà e in questa forma molto particolare provvista di corposo cappello) una autoregolamentazione che abbiamo deciso di darci dopo la tragedia di Catania alcuni mesi fa.

Ovvero non riconoscere, dando spazio autonomo, il ruolo del capotifoso. Questo ferma restando la nostra convinzione sulla buona fede e l'onestà di chi oggi svolge quel ruolo a Firenze. La scelta fu fatta perchè ritenevamo la radio e il nostro sito mezzi inadatti per ospitare dichiarazioni dei cosiddetti capitifosi. Sui nostri canali di comunicazione, con tutto il rispetto, l'opinione di un cosiddetto capotifoso deve valere quella di un qualsiasi tifoso che dibatte attraverso i messaggi spediti a fiorentina.it o gli sms che arrivano in radio.

Ciò non significa che non si debba dar spazio all'indagine giornalistica o all'intervista che abbiano a soggetto questo o quel capotifoso, questo o quell'episodio legato alla tifoseria organizzata. Lo possiamo fare anche noi, e in questo caso lo facciamo. Ma a nostro avviso è, al limite, la carta stampata il mezzo più adatto a farlo, poichè la "voce" di queste figure del tifo arriva al lettore mediata dalla capacità di critica del giornalista. Attraverso un linguaggio letterario che faccia ben intendere la valenza di frasi come, ad esempio, una di quelle riportate nel virgolettato di Sartoni "la cultura ultras prevede giusto o non giusto scontrarsi con le tifoserie nemiche". Una frase che va contestualizzata, spiegata e doverosamente criticata. Difficile farlo correttamente nell'economia di spazi e ruoli connaturata ad una trasmissione radio o tv.

A nostro avviso non è quindi equilibrato uno spazio televisivo, radiofonico o, con dei distinguo, internet, che riconosca ai cosiddetti capitifosi, sempre con tutto il rispetto verso le persone, il ruolo di soggetti autorevoli nel contesto dell'opinione giornalistica sul mondo calcio.

Abbiamo parlato di nostra scelta, di nostra opinione, questo per rimarcare il rispetto verso quei colleghi e quelle testate che non la pensano come noi e che scelgono diversamente. Per essere corretti fino in fondo esercitiamo la memoria su noi stessi e ricordiamo a tutti che su questo tema abbiamo cambiato idea, progressivamente negli anni e definitivamente dopo l'omicidio di Filippo Raciti che ci ha scosso come giornalisti sportivi e come uomini.

Negli anni passati infatti, anche fiorentina.it usava il "vecchio metodo", quindi non vogliamo puntare l'indice su nessuno. Tant'è che sono in molti a pensarla diversamente, compresi i responsabili dell'ordine pubblico di questa città, gli amministratori comunali, i dirigenti della AcfFiorentina, che riconoscono un ruolo importante a molti capitifosi e che anzi li incoraggiano e li aiutano a rafforzare il loro ascendente sugli altri tifosi, probabilmente per comprensibili motivi pratici tesi ad impedire l'insorgere di ali più estreme e meno controllabili nel tifo.

A nostro avviso, e ribadiamo ancora che si tratta di opinioni, questo sistema di "governance" non è corretto. Sul piano teorico, per ovvi motivi etici. Sul piano pratico poichè riteniamo che in un tempo medio il riconscere ai capitifosi il ruolo di soggetti autorevoli, porti giocoforza alla nascita di altri capitifosi, non allineati e antagonisti ai primi, che prima o poi aumentano il loro potere su parti consistenti della tifoseria.

Ma non vi annoieremo ancora. Ecco quindi, vistosamente mediato dalle tante righe qui sopra, il virgolettato dell'intervento tv di Stefano Sartoni:

Stefano Sartoni:" Domenica verso le 13,15-13,30 ho ricevuto due telefonate una dalla Questura e una dalla società Viola, ci siamo ritrovati nella sede della Fiorentina...

Mencucci ci ha detto che forse fermavano il campionato e che per loro era tutto tranquillo... gli striscioni, come prescrive la legge, vengono motanti dalle 09.30 e possono essere tolti solo dopo la partita. Ho detto che avrei parlato con i responsabili della curva...

Siamo entrati in curva e abbiamo parlato, mi assumo la responsabilità, era un momento delicato, continuava ad arrivare gente, in quel momento levare gli striscioni era possibile, ma non togliere quello dal campo. In quei momenti ognuno dice la sua e te sei lì che devi prendere la decisione. Io ho deciso per ora rimaniamo così, iniziamo la partita e poi vediamo...

A quel punto c'è stata qualche discussione, non tutti erano d'accordo, in quel momento ho mollato e ho detto fate quello che volete. Gli ho detto prendete voi una decisione. Loro hanno deciso di fare silenzio e non lanciare i cori per un quarto d'ora....

Quando è iniziata la partita c'è stata ancora tensione perchè c'era chi voleva levare gli striscioni...

Uno steward nostro amico si è preso la responsabilità di togliere lo striscione in campo e quindi abbiamo tolto gli altri dalla balaustra....

La mentalità ultras è nata come gruppi organizzati che seguono la squadra, fanno coreografie, portano i tamburi e, giusto o non giusto, vogliono scontrarsi con le tifoserie nemiche. Ora non mi sembra più che ci sia questa mentalità ultras. Oggi c'è invece la caccia al poliziotto, è così da qualche anno, questa non è più mentalità ultras ma è il movimento ACAB che viene dall'Inghilterra, è un movimento contro la Polizia...

A noi vecchi ultras ci porta allo stadio il voler tifare la squadra anche in trasferta. Noi quando c'è stata la tragedia dell'ispettore Raciti ci siamo riuniti e abbiamo detto che o si chiude o ci mettiamo a fare un dialogo per portare avanti il nostro dfiscorso ultras....

A Firenze non è che come uscito sul quotidiano Avvenire che i tifosi sono amici della Polizia. Io faccio presente che a me 15 giorni fa hanno notificato un rinvio a giudizio per il corteo della stazione Campo di Marte. Sicchè se fossi tanto amico della Polizia... quindi non parliamo di amicizia con la Polizia....


Martedì ci è giunta la notizia che non eravamo graditi al funerali di Sandri, sembra che la notizia sia giunta da Firenze. In Curva ci sono 12mila persone come testimoni e tutti possono dire che cori contro Sandri non ne sono stati certo fatti. Non accettiamo queste infamie, ma sembra che a riferirlo sia stata gente che frequenta la Curva Fiesole....

Siamo gemellati dal '73 col Verona, a noi è arrivata questa notizia proprio dai veronesi e abbiamo contattato loro per avere spiegazioni, poi qualcuno di noi è andato a Roma in forma anonima per avere spiegazioni.... I cori contro Sandri o contro i laziali non sono stati fatti. Sto aspettando da ieri la telefonata degli ultras della Lazio che mi è stata annunciata, ancora non l'ho ricevuta....

Dopo la morte di Spagnolo facemo una riunione e decidemmo di esporre in tutte le curve "basta lame basta infami" la Fiesole l' ha sempre rispettata..

Le mie dimissioni? Non credo sia importante parlarne, vedremo…"


Stefano Prizio