30 novembre 2009

Paolo di Brescia:”Mi hanno rubato la vita e adesso voglio giustizia!”

Brescia. «Mi hanno rubato la vita e adesso voglio giustizia». Paolo Scaroni, 32enne di Castenedolo, rovinato nel fisico e nell’animo dal pestaggio subito il 24 settembre del 2005 alla stazione di Verona, durante una carica della polizia dopo la partita dei locali con gli azzurri del Brescia, non ci sta a farsi da parte. Non vuole mettersi in un angolo e piangersi addosso per quello che poteva essere e non è stato, non vuole rimuginare sulle occasioni che ha perduto, sul tempo, la vitalità, la gioia e l’allegria che gli sono state rubate dentro a quella maledetta stazione, e appena ha occasione fa sentire la sua voce. Non lo frena nemmeno l’ecolalia che lo perseguita da quando ha lasciato l’ospedale di Negrar nel Veronese, non gli impedisce di raccontare i suoi due mesi di buio totale e la lenta, difficile e dolorosa ripresa nemmeno l’afasia, che spesso gli impedisce di trovare le parole giuste. Non ha paura di nulla perchè sa che la sua sofferenza deve trovare giustizia, perchè ha pagato sulla sua pelle «il comportamento scorretto di chi non ha onorato la divisa che indossa». E ieri mattina, trascinando visibilmente la gamba destra e aggrappandosi con meticolosità allo scorrimano, ha salito lentamente le scale che portano in prefettura. In programma un incontro importante: Paolo Scaroni era atteso dal prefetto Narcisa Livia Brassesco Pace. Scaroni non era solo all’incontro. Con lui gli amici di tifoseria, i ragazzi della Curva Nord Brescia 1911. Gli ultras della Nord sono stati vicini a Paolo ogni istante. E gli sono vicini nella battaglia legale che finora non ha portato alcun risultato, ma solo tanta amarezza. «CI SONO LE PROVE che sono stato picchiato dalla polizia – spiega Paolo Scaroni -, da sette poliziotti che hanno fatto di tutto per uccidermi. Quando sono stato ricoverato a Verona non avevo nemmeno un livido sul corpo, ma mi hanno colpito solo alla testa. Volevano farmi male, ma io sono sopravvissuto». Paolo ringrazia ogni giorno per essere ancora vivo, ma la sua lucidità l’ha portato decine e decine di volte anche a sperare di morire. Il desiderio di farla finita si è insinuato spesso nella sua testa, massacrata in stazione, segnata da profonde cicatrici, rese invisibili dai capelli castano-rossiccio. Le cicatrici non si vedono più, ma per Paolo sono presenti in ogni istante, quando anche i movimenti più semplici diventano difficoltosi, quando il peso del forcone nella stalla gli impedisce di continuare il lavoro, quando la testa rimbomba a tal punto che anche seguire un film è un’impresa. Paolo Scaroni non è più quello di prima. Non può riavere la sua vita, deve fare i conti con quello che è diventato, ma qualcuno deve pagare per tutta la sua sofferenza. E i responsabili secondo Paolo Scaroni, il suo avvocato Sandro Mainardi e tutti gli amici della Curva Nord, hanno un volto, un nome e un cognome, sono sette poliziotti che dovrebbero finire davanti a un giudice. Ma la procura di Verona l’altro giorno, dopo l’iscrizione d’autorità dei sette nel registro degli indagati, ha nuovamente chiesto l’archiviazione. La prima richiesta di archiviazione è stata respinta, così come il ricorso in Cassazione. Questo ha raccontato ieri Paolo al prefetto di Brescia. Ha chiesto di aver giustizia perchè «prima ancora di essere un tifoso è un cittadino bresciano». Il prefetto ha promesso il suo interesse. È un primo passo per Paolo. Finora le sue richieste sono rimaste senza risposta: ha scritto al ministro Maroni, ha scritto al Papa. «Spero che qualcuno mi aiuti perchè mi è stata rubata la vita e nessuno ha ancora pagato».

Fonte: Bresciaoggi

26 novembre 2009

Buone notizie per i tifosi di tutta Italia: tornano striscioni e coreografie

La “tessera del tifoso” slitta a settembre. Torneranno, invece, negli stadi tamburi, striscioni e coreografie senza bisogno di fax preventivi: il materiale verrà controllato all’ingresso. La decisione è stata presa dall’Osservatorio dopo l’incontro con i vertici della Adcs (associazione difesa consumatori sportivi). Alla base del rinvio della discussa legge sull’ordine negli stadi varata dal governo ci sono alcune proposte di revisione relative al comma 9 che impone il divieto di sottoscrizione a chiunque sia stato sottoposto a Daspo o diffida, anche se ha già scontato la pena. Le novità sono state illustrate ieri nel Convegno per dibattere sull’introduzione della Tessera del Tifoso organizzato a Roma dall’Associazione Difesa Consumatori Sportivi.

Fonte: Leggo

Gli striscioni, i tamburi e le coreografie simbolo del modello italiano di tifo finalmente possono tornare all’interno degli stadi. Una splendida notizia per tutte le tifoserie d’Italia, segno che stiamo arrivando ad una normalizzazione.
Per quanto riguarda lo slittamento dell’introduzione della tessera del tifoso, è dovuto alla insostenibilità della richiesta del Ministro Maroni da parte delle società di calcio. La più che giusta revisione dell’art.9 ci fa invece sperare che l’Italia sia ancora un paese “normale”.
Sull’obbligatorietà della tessera vi rimandiamo ai  post che abbiamo già pubblicato in merito…ma ci sia concessa una battuta: se la tessera è, come dicono, strumento di fedelizzazione del tifoso (consumatore) che segua gli stessi criteri delle card dei distributori di benzina: se non ce l’hai il pieno te lo fanno lo stesso!

La "tessera del tifoso" è inaccettabile e va assolutamente respinta

La "tessera del tifoso" è inaccettabile e va assolutamente respinta
300 gruppi ultrà di destra e sinistra, del Nord, del Centro e del Sud, hanno sfilato uniti per Roma contro le nuove tecniche di repressione e di controllo sociale del ministro Maroni. La "tessera del tifoso" alimenta le solite lobby affaristiche, è una misura da Stato di polizia
Il calcio capitalistico va sciolto e rifondato su basi democratiche e popolari

Oltre 300 gruppi provenenti da tutta Italia hanno sfilato il 14 novembre per Roma, dall'Esquilino fino alla Bocca della Verità, contro la tessera del tifoso dietro lo striscione d'apertura "Se i ragazzi sono uniti non saranno mai sconfitti" (citazione del celebre gruppo rock anni '60 degli Who). Un corteo partecipato e determinato, eterogeneo e unitario, animato non già da bandiere e sciarpe riconducibili ai gruppi ultras di appartenenza, ma dalla parola d'ordine "No alla tessera del tifoso", per contrastare tutti uniti la repressione portata avanti contro le tifoserie organizzate dal ministro degli Interni fascio-leghista Roberto Maroni, a colpi di decreti e sulla base di una legislazione d'emergenza.
I tantissimi tifosi giunti a Roma, "sorvegliati" da un imponente e spropositato dispiegamento di "forze dell'ordine", hanno lanciato numerosi cori, il più gettonato "Gabriele uno di noi", in memoria del giovane tifoso della Lazio Gabriele Sandri - di cui proprio nei giorni della manifestazione ricorreva l'anniversario della morte - ucciso a freddo dall'agente Luigi Spaccarotella. Non sono mancati slogan in ricordo di Stefano Cucchi, peraltro supporter della Roma, ucciso all'ospedale Sandro Pertini, sulla cui morte per chiedere verità erano già apparsi diversi striscioni in numerose curve d'Italia nel corso della precedente giornata di campionato.

La "tessera del tifoso" è anti-costituzionale
La "tessera del tifoso", voluta già dall'allora ministro Giuliano Amato nel 2007 in seguito all'assassinio presso lo stadio di Catania dell'ispettore capo della polizia Filippo Raciti, ha l'aspetto di un bancomat, contiene i dati anagrafici e la foto del suo possessore, può essere usata come documento d'identità valido per l'acquisto dei biglietti e, ragiona il Viminale, rende certa l'identificazione ai tornelli degli stadi. Inoltre, prevede verifiche della Questura in accordo ad apposita direttiva ministeriale. Non appena la "tessera del tifoso" sarà attiva, le società ospitanti potranno vendere i biglietti ai soli tifosi in trasferta in possesso della tessera.
In realtà, dal momento che si affida a tecnologie di rintracciabilità elettronica, la "tessera del tifoso" è un evidente strumento di controllo sociale, degno di un "regime totalitario", come ha denunciato persino l'amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco. Non solo, l'articolo 9 della legge 41/2007 (Legge Amato), il più contestato dagli ultras, è chiaramente anticostituzionale, perché nega l'ingresso allo stadio anche a chi, colpito negli ultimi cinque anni dal Daspo (Divieto di accesso alle manifestazioni sportive), ha già pagato il suo debito con la giustizia sportiva e penale.
Voluta dall'ex craxiano Amato, ministro degli Interni nel secondo governo Prodi, portata avanti dal fascio-leghista Maroni, la prima tessera di fidelizzazione italiana ha i colori rossoneri del Milan, il club della squadra del neoduce Berlusconi. Su questo progetto, il regime neofascista, la destra come la "sinistra", s'è schierato a favore al gran completo.

Un affare per banche e lobby commerciali
La "tessera del tifoso" è un business per i soliti pescecani capitalisti, da Telecom Italia, che ha stretto un accordo con 90 club di Lega Pro (ex serie C) per la fornitura del tesserino e dei lettori mobili (Rfid, quelli degli ski pass) per i varchi degli impianti, a Banca Intesa San Paolo, cui è stata affidata l'emissione della tessera, e uno dei due gruppi bancari italiani più importanti.
Lo stesso istituto è nel patto di sindacato che regge RCS Mediagroup cioè tutta una serie infinita di quotidiani come il "Corriere della Sera" e soprattutto la "Gazzetta dello Sport", il più venduto giornale sportivo non a caso fortemente favorevole alla "tessera del tifoso".
Nello stesso patto di sindacato è di Mediobanca la quota più significativa, ovvero di quel Cesare Geronzi ex patron di Capitalia, uomo e banca che nel calcio sono molto conosciuti visti i rapporti economici con alcuni presidenti travolti da scandali finanziari e debiti (Parma-Tanzi, Lazio-Cragnotti, Roma-Sensi). Uomo molto vicino a Capitalia era Franco Carraro, che in passato ha fatto un po' di tutto, anche il politico e che recentemente è stato presidente della Figc e presidente di Mediocreditocentrale, banca facente parte appunto del gruppo Capitalia.
In RCS troviamo anche il gruppo Benetton: forse con la "tessera del tifoso" Autogrill potrebbe offrire sconti per i tifosi in viaggio? O magari per restare in famiglia potrebbero esservi bonus con Autostrade o Grandi Stazioni spa?
Ad essa è favorevole anche il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, cioè il fratello di Luigi Abete, vicepresidente dell'Associazione Bancaria Italiana e presidente della banca romana BNL.
Da Mediobanca a RCS, da Telecom Italia a Gruppo Benetton, da Intesa San Paolo al neoduce Berlusconi, la "tessera del tifoso" arricchisce i soliti noti pescecani, pronti a lucrare ulteriormente sul calcio rendendo sempre più commerciale e individualistica la sua fruizione, a danno del suo carattere popolare.
Il regime neofascista la presenta come la classica tessera per fidelizzare i tifosi-clienti, promuovendo una serie di agevolazioni e convenzioni con aziende di trasporto e di ristoro, corsie dedicate, borsellino elettronico e molto altro. In realtà il rapporto con il tifoso diviene di tipo commerciale, attivando un meccanismo di individuazione dei "clienti migliori". Non a caso, in Inghilterra le "membership card" hanno in pratica sostituito il pubblico da popolare a ceto benestante. Non tutti possono permettersi la "gold card".

La "tessera del tifoso" è una misura da Stato di polizia
Ancora più preoccupante, poi, è il fatto che il nullaosta per la "tessera del tifoso" è rilasciato dalla questura e sarà perciò la polizia a decidere niente meno chi può entrare o non entrare in un luogo pubblico (non solo negli stadi, ma in tutti quelli convenzionati dalla tessera), con strumenti assai arbitrari (legge Amato, diffide). La "tessera del tifoso" è uno strumento che divide, esclude, toglie diritti senza concedere alcuna garanzia di autotutela.
Si tratta perciò dell'ennesima misura di controllo e di repressione sociale messa in campo dalla destra e dalla "sinistra" del regime neofascista per uccidere ciò che di popolare e democratico resiste nel calcio capitalistico, il cui prossimo grande affare è la famigerata privatizzazione degli stadi che, dal decreto Pisanu del 2005 in avanti, tra biglietti nominali e tornelli, appaiono sempre più dei fortini militarizzati anziché degli impianti sportivi. Per ottenere la "tessera del tifoso", non a caso, non si compila un modulo, ma una vera e propria autocertificazione: chi sbaglia qualcosa, commette reato.
Nel resto d'Europa, è vero, esistono le "tessere del tifoso", ma non sono affatto gestite dallo Stato. Per questo, nell'Italia neofascista, anziché di "tessera del tifoso" è più corretto parlare di "tessera del Viminale" e di misura da Stato di polizia. La "tessera del tifoso" non piace nemmeno al commissario tecnico dell'Italia, Marcello Lippi: "è una cosa che ghettizza e sa di schedatura", ha dichiarato in estate smarcandosi dal sostegno ufficiale dato al progetto dalla Federcalcio, facendo irritare non poco Maroni, fautore persino di una "tessera azzurra" per le partite della nazionale.
Grazie all'avversione delle tifoserie organizzate e dei rilevanti oneri organizzativi che i padroni dei club devono affrontare per sostenerla, il 21 novembre l'introduzione della "tessera del tifoso" è stata rinviata da Maroni dal 1° gennaio 2010 all'avvio della stagione 2010/2011. Sei mesi prima o dopo, poco importa. La "tessera del Viminale" non deve essere adottata né ora né mai, dato che vuole disgregare i corpi sociali del tifo, ovvero i gruppi ultras e i club (nati spontaneamente attraverso l'aggregazione popolare), affinché lo stadio sia vissuto individualmente e in modo assolutamente commerciale.
Il calcio capitalistico va sciolto e rifondato su basi democratiche e popolari, per un calcio pubblico, senza alcun apporto diretto o indiretto dei privati, gestito direttamente dai tifosi e in cui i giocatori ricevano stipendi da lavoratori.

25 novembre 2009- fonte http://www.pmli.it/tesseratifoso.htm

18 novembre 2009

Verità per Denis Bergamini

Sono passati vent’anni dalla morte di Donato Bergamini e ancora il mistero avvolge la vicenda. Il 18 novembre del 1989 il calciatore del Cosenza è stato trovato morto sulla statale 106 nei pressi di Roseto Capo Spulico. Frettolosamente, l’indagine sulla sua scomparsa è stata chiusa con la versione del suicidio, ma in molti, in primis la famiglia, non ci hanno mai creduto. In tanti si stanno battendo per la riapertura delle indagini dopo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che hanno dipinto un quadro fatto di brutte storie attorno al Cosenza Calcio: droga, scommesse e partite vendute. Nel 2001 Carlo Petrini ha dedicato un libro alla vicenda, ‘Il Calciatore suicidato’, adesso è nato anche un gruppo su Facebook che chiede la riapertura delle indagini. Vent’anni di dolore per chi ha amato Bergamini.
Fonte: Calciomercato.it
Segnaliamo anche la nascita di un sito dedicato a Bergamini www.denisbergamini.com
Per la verità non è mai troppo tardi!

14 novembre 2009

Tessera del tifoso, a Roma sfila la protesta degli ultras

Nella Capitale la manifestazione contro l'iniziativa del Ministero dell'Interno. Tra gli 8 e 10 mila i partecipanti secondo uno degli organizzatori. Alla protesta sono bandite maglie, bandiere e sciarpe dei vari club di appartenenza.


"Se i ragazzi sono uniti non  saranno mai sconfitti". E' lo striscione che apre il corteo  organizzato a Roma per protestare contro la Tessera del tifoso. Supporters provenienti da diverse città manifestano contro il  provvedimento che introduce, dal 2010, lo strumento indispensabile per seguire le squadre in trasferta. Il corteo è partito dall'Esquilino e raggiungerà piazza Bocca della Verità.

Varata come "strumento difidelizzazione" per i sostenitori delle squadre di club e della nazionale azzurra, la Tessera del tifoso ha aperto una nuova spaccatura tra il "Palazzo" del calcio e numerose tifoserie organizzate. In vigore dal prossimo primo gennaio, come ha annunciato dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, la tessera - una scheda magnetica probabilmente corredata di fotografia - sarà indispensabile per chiunque voglia accedere nei settori degli stadi riservati alle tifoserie ospiti, ma anche per avere vantaggi nell'acquisto dei biglietti o merchandising e per evitare lunghe attese nell'accesso agli stadi: i possessori della tessera in cambio accettano di comunicare i propri dati personali alle società sportive e agli organi di polizia. I club potranno utilizzare le informazioni sui tifosi-clienti per promuovere iniziative connesse alla loro attività, mentre le forze dell'ordine sfrutteranno il database per l'accertamento di "eventuali motivi ostativi".

Fonte: Sport.Sky

 

12 novembre 2009

Auguri Angelo...Auguri Viking e adesso TUTTI A ROMA!!

In occasione dell'incontro con la roma la Curva ha voluto salutare i 25 anni di uno dei gruppi cardine della Nord dedicandogli un'intera coreo come accaduto la scorsa stagione per i 40 anni dei Boys.
Dei Viking non c'è molto da dire in quanto la loro costante presenza dalla nascita in ogni stadio al seguito dell'Inter parla da sola.

I Viking oggi rappresentano uno dei perni su cui si fonda la Nord e la loro principale caratteristica è quella di essere ancora rappresentati da coloro che nel 1984 hanno fondato un Gruppo di Amici prima ancora che un gruppo di Ultras.
1984-2009 ... TANTI AUGRI VIKINGHI DELLA NORD !!!
Con la roma poi la Nord non ha certo dimenticato il ricordo al Padre di tutti i Presidenti dell'Inter Angelo Moratti e gli ha dedicato uno striscione di 80 metri.
Altro momento fondamentale dell'incontro sugli spalti, sono stati i 5 minuti di silenzio (condivisi anche dai romanisti) per chiedere ancora una volta GIUSTIZIA PER SANDRI a distanza di 2 anni dal suo assassinio.

E adesso ... TUTTI A ROMA SABATO 14 !!!
La Nord a questo proposito ricorda che giovedi si raccoglieranno le iscizioni per tutti coloro che vorranno presenziare alla manifestazione nazionale Contro la tessera del tifoso.
Si ricorda che la partenza è prevista nella notte di venerdi, il ritorno sabato sera ed il costo sarà contenuto nei 20 euro (la differenza sarà a spese della Nord).

PER GARANTIRE IL CONTROLLO DI CHI SI PRESENTERA' A NOME DELLA NORD, ANCHE CHI DESIDERA TRASFERIRSI CON MEZZI PROPRI E' PREGATO DI DARNE COMUNICAZIONE GIOVEDI SERA.
AVANTI CURVA NORD, ANDIAMO A DIRE IN FACCIA AL GOVERNO QUANTO ASSURDI SIANO CERTI IPOCRITI SISTEMI REPRESSIVI !!!


www.curvanordmilano.net

10 novembre 2009

Buio all'Olimpico Tifosi: 'Lotito, paga la luce'

All'Olimpico scende il diluvio. Piove sulle macerie di una Lazio priva d'identità e di personalità. I tifosi cantano, incitano la squadra. Poi l'imprevisto. Alcune luci si fulminano e sull'Olimpico cala un triste grigiore. Un coro unanime: 'Paga la luce, Lotito paga la luce...'. Prima la Curva Nord, poi l'intero stadio, compresi i tifosi del Milan. Un sorriso che per un secondo alleggerisce il cuore.

www.calciomercato.com

MAnifestazione a Roma il 14-11-09

 

9 novembre 2009

NAPOLI ULTRAS CONTRO DE LAURENTIS

"De Laurentiis buffone". Con tale striscione gli ultras partenopei hanno voluto rispondere alle dichiarazioni di Aurelio De Laurentis. Presidente il quale, proprio poco prima del match esterno contro il Catania, così si era rivolto al migliaio di supporters azzurri in procinto di giungere in terra etnea: "Vorrei dire ai mille tifosi che andranno in Sicilia di onorare la squadra al meglio e - continuava il patron - di rispondere con un sorriso allo sfottò dell'avversario. Prometto che chi lo farà avrà una mia stretta di mano". Affermazioni che non sono andate giù alla torcida napoletana e che alimenta uno stato di tensione con il produttore cinematografico.

ultrasblog

7 novembre 2009

COMUNICATO NOCS 1983

Il "Nocs 1983", uno dei maggiori gruppi organizzati del tifo messinese, ha proclamato l'astensione dal tifo sia per le gare in casa che per quelle in trasferta. La protesta si muove contro l'attuale proprietà e arriva dopo due mesi di "fiducia a termine", esauritasi dopo gli ultimi eventi e il medidocre campionato dei peloritani.

3 novembre 2009

Tessera del tifoso: scenari inquietanti

Riportiamo una lettera apparsa su Il Mattino. Un tifoso napoletano racconta un episodio spiacevole, che suo malgrado, l’ha visto protagonista all’Olimpico di Torino, in occasione di Juventus-Napoli. Un assaggio di quanto potrà accadere con l’introduzione della Tessera del Tifoso obbligatoria:
Buongiorno a chi mi leggerà. Sono un NAPOLETANO che vive in provincia di Torino da circa 10 anni e che da tifoso napoletano si reca allo stadio per vedere quando possibile la partita Juventus-Napoli.
Negli ultimi 10 anni ho assistito a circa 6 incontri(campionato di B e di A), in tutti i casi tornando a casa sconfitto tranne ieri 31.10.2009.
In tutte le occasioni precedenti rendevo merito ai vincitori e tornavo a casa con la mia sciarpa azzurra al collo visto dai tifosi juventini con aria di “tolleranza”. Ieri invece le cose erano diverse. Il Napoli vinceva in campo MERITATAMENTE ma evidentemente i tifosi juventini non sono abituati a perdere. Assistitendo alla partita in tribuna, già durante la partita venivo aggredito verbalmente dalle persone presenti in tribuna con frasi razziste; ormai a conoscenza dopo 10 anni del livello intellettivo dei piemontesi sorvolavo. Alla fine della partita però, sul varco dal settore W1 della tribuna, venivo aggredito da supporter juventini e solo la mia stazza fisica mi permetteva di divincolarmi rimettendoci solo la mia sciarpa AZZURRA.
La polizia interveniva solo tardivamente per permettere ai tifosi napoletani che aspettavano all’interno e che dopo il mio episodio si erano fermati di uscire. Tuttavia notavo l’ASSOLUTA ASSENZA di personale di sicurezza della società Juventus F.C. ( i cosiddetti steward) tanto ligi all’inizio della partita nel sequestrare gli accendini (i tifosi juventini fumano in tribuna irrispettosi dei vicini e dei divieti) ma che si erano completamente dissolti quando era necessario che svolgessero il loro compito di sorveglianza chiamando le forze dell’ordine che invece sono state richiamate dal sottoscritto. L’unica presenza “societaria” era un enorme “pupazzone” vestito da calciatore della Juventus con intorno ragazze immagine.
Mi chiedo: ma non era obbligatoria la presenza degli steward per garantire la sicurezza all’interno e sui varchi dello stadio per chiamare quando necessario le forze dell’ordine? Dove erano gli steward preposti al varco W1?
Infine un complimento vivissimo alla sportività della tifoseria juventina, che con cori razzisti ha accolto i tifosi napoletani e la squadra del Napoli per tutta la durata della partita, anche quando la loro squadra era in vantaggio. Se questa è l’Italia in cui ci avrebbero accolti, farò domanda di affiliazione alla Lega Araba invitando con me tutti i Napoletani.
Mi riservo nei prossimi giorni di valutare con i miei legali se l’assenza degli steward che ha reso possibile la mia aggressione può comportare una responsabilità della società Juventus F.C. ed una denuncia all’autorità giudiziaria.
Gaetano Senatore

Evitiamo di gridare allo scandalo per quanto accaduto, non giudichiamo l’episodio in quanto tale, nè le mancanze organizzative all’interno dell’Olimpico e tanto meno lo sfogo della vittima. Proponiamo un’analisi più onesta intellettualmente ed allo stesso tempo più dura e preoccupante.
Le scazzottate sugli spalti sono episodi che hanno caratterizzato le partite sin dagli albori del calcio. Perfino davanti alla tv, può succedere che amici di vecchia data possano mandarsi a quel paese per motivi di tifo calcistico…
Senza scomodare antropologi o sociologi, ci vuole poco a capire che in situazioni di esasperata contrapposizione tra due identità (in questo caso sportive-territoriali) lo scontro è possibile.  Come evitare la degenerazione violenta?

Neglia anni ’70 e ’80 gli scontri sugli spalti erano frequenti, il movimento ultras era in pieno fermento e la presenza di una tifoseria in trasferta era vista quasi come un atto di sfida dai supporters di casa. Poi ci fu un’invenzione geniale: il settore ospiti!
Tifoserie separate, minori occasioni di contrasti:  scontri ALL’INTERNO DEGLI STADI quasi definitivamente spariti.
Cosa succederà con l’introduzione della tessera del tifoso? Il timore è che in Italia si possa fare un passo indietro, in termini di sicurezza negli stadi, di almeno 30 anni!

Quanto successo al sig. Gaetano Senatore potrà succedere sistematicamente in tutti gli stadi d’Italia!

La stragrande maggioranza dei tifosi occasionali, quelli che come il sig.Gaetano vanno 1 o 2 volte all’anno a vedere la propria squadra in trasferta, difficilmente saranno in possesso della tessera che apre le porte dei settori ospiti. Saranno dunque COSTRETTI a mischiarsi ai tifosi di casa…Non solo, la tessera non potrà essere rilasciata ai tifosi sottoposti a daspo negli ultimi 5 anni: in pratica costoro non sono degni di comprare un tagliando per il settore ospiti ma potranno tranquillamente posizionarsi trai tifosi avversari!!!

Ah, finalmente! Ora sì che le famiglie potranno andare negli stadi! Pensate, potreste portare il vostro bambino e farlo sedere a fianco ad un ex diffidato della squadra avversaria!
In conclusione: con l’introduzione dei settori ospiti erano spariti gli scontri negli stadi, con l’organizzazione di massa delle trasferte erano diminuiti quelli fuori. Ora, destrutturando il tifo organizzato e mandando i tifosi in trasferta  con auto o mezzi pubblici il risultato si è ottenuta una maggiore ingestibilità dell’ordine pubblico sulle strade e fuori dagli impianti sportivi; con l’introduzione della tessera del tifoso riusciranno a riportare la violenza anche sugli spalti.