31 luglio 2009

Spaccarotella voleva sparare anche a me!

L’articolo che segue, del 26 luglio 2009, è stato tratto dal sito internet de “Il Tempo”.

Omicidio Sandri, il padre: “Ora sappiamo chi lo ha ucciso”
Giorgio Sandri chiede di fare luce sulla vita privata dell’agente condannato per l’omicidio di Gabbo.

L’ex marito della moglie di Spaccarotella: “Voleva sparare anche a me”.
Giorgio Sandri chiede di fare luce sulla vita privata dell’agente condannato per l’omicidio di Gabbo. L’ex marito della moglie di Spaccarotella: “Voleva sparare anche a me”. Parla Mattia Lattanzi, 32 anni, padre della piccola N., una delle due bambine della moglie di Spaccarotella, l’agente che ha ucciso Gabbo. Lattanzi in un’intervista a “Visto” dice: “Ho preferito il silenzio finora ma adesso è giusto che tutti sappiano che quell’uomo ha minacciato spesso di ammazzare me e mia madre. In privato mi ha minacciato di spararmi. Sono preoccupato per mia figlia: non è al sicuro”. Pronta la replica di Giorgio Sandri. Che cosa ha provato nel leggere l’intervista a Mattia Lattanzi su Spaccarotella? «Orrore, sono rimasto letteralmente terrorizzato. Esce fuori la doppia personalità di quell’individuo, che per tutto il processo non ha fatto altro che dire bugie, mentire spudoratamente. In meno di 2 anni ha raccontato 5 diverse versioni sulla dinamica dello sparo che ha tolto la vita a mio figlio. Ha sempre cercato di confondere le idee, di depistare, per passare lui come una vittima….» Quale sarebbe la doppia personalità dello Spaccarotella? «Quella che emerge da questo spaccato della sua vita privata. Nessuno prima d’ora ci aveva parlato di come è nella quotidianità l’omicida di Gabriele. Lattanzi lo dipinge come una specie di mitomane, un esaltato dalla pistola facile, una specie di Rambo che sa di essere impunito, diverso da come ad arte si è presentato in pubblico e nelle interviste preconfezionate che ha rilasciato per camuffarsi». Cioè? «Uno che minaccia dicendo: “Ti faccio fuori, vengo con la pistola e ti ammazzo te e tua madre. Ti ammazzo, sono un poliziotto e tu un criminale: ti posso sparare“. Ecco, da oggi c’è quest’agghiacciante testimonianza sul suo modo di essere, su come ragiona e pensa l’individuo che ha sparato in pieno giorno sull’Autostrada del Sole contro una macchina in movimento uccidendo il mio Gabriele». Non ha pensato che l’intervista possa essere mossa dal livore di un padre ferito. «Certamente. Però dobbiamo tenere anche in considerazione che Lattanzi ha fatto delle dichiarazioni fortissime, per certi versi se vogliamo addirittura verosimili con l’azione criminale che hanno raccontato alla Corte d’Assise di Arezzo i testimoni oculari dello sparo dell’11 Novembre 2007. Credo invece che Lattanzi abbia trovato il coraggio di dire quello che forse ad Arezzo altri sanno ma non dicono per timore». In che senso? «Chi può impugnare braccia parallele all’asfalto la propria arma d’ordinanza, a gambe divaricate, puntare un auto per 10 secondi e sparare come fosse al poligono di tiro? Chi se non un esaltato? Il signor Lattanzi parla di un soggetto pericolosissimo, di uno che minaccia di uccidere il prossimo perché consapevole di avere dalla sua la pistola. Allora mi chiedo: perché l’omicida non è stato sottoposto a test psico-attitudinali? La pistola è uno strumento di morte non può essere data a chiunque». Allora perchè Lattanzi non ha denunciato le minacce di Spaccarotella? «Lo lascia intendere nell’intervista. Probabilmente perché ha paura. Lattanzi fornisce un secondo elemento inquietante. Un suo amico, agente della Polizia, parlandogli dell’omicida di Gabriele, gli ha riferito: “Se ami tua figlia, stai lontano da quello: è un esaltato. Uno di quelli che crede di far tutto con la pistola”». Eppure ad Arezzo è stata promossa un’azione a sostegno di Spaccarotella. «Forse perché in questa triste vicenda in molti hanno creduto che sul banco degli imputati ci fosse l’intero corpo della Polizia. Lo abbiamo sempre detto: questo è un processo contro un singolo individuo che si è macchiato di un orribile delitto. Non c’entra la Polizia di Stato come non c’entra il calcio, le curve o il tifo». Adesso che cosa si sente di dire? «Mi rivolgo ai mezzi di comunicazione di massa. Ora dico: basta parlare di cose che non c’entrano con la vicenda di mio figlio! Noi ricorreremo in Appello, nel caso poi anche in Cassazione. Spaccarotella non lo mollo. Però si faccia finalmente giornalismo d’inchiesta. I giornalisti si mettano sulle tracce di quanti conoscono o hanno conosciuto l’assassino di mio figlio e raccontino una volta per tutte chi è veramente. La nostra famiglia è stata passata a setaccio. Di noi tutti sanno tutto. Di lui no».

fonte: www.boysparma1977.it

23 luglio 2009

Striscione ultrà della Curva B a favore di Spaccarotella: appoggio o sarcasmo?

Fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it

Uno striscione a sostegno del poliziotto condannato. Un drappo che suona - a prima vista - come «sfida» per i tifosi laziali, uno schiaffo in piena faccia per quei supporters biancoazzurri che avevano minacciato di scendere in piazza dopo la condanna dell'agente, considerata troppo mite. Ma potrebbe trattarsi anche di un sottile e ostile sarcasmo, indirizzato allo Stato e ai magistrati che sono stati troppo «generosi» con Spaccarotella. Interpretazione, quest'ultima, su cui convergono gli uomini della Digos.

«Arezzo 14/07/09. Nessuna condanna da espiare, la tessera del tifoso a Spaccarotella dovete dare!!».: questo il testo che si legge sullo striscione firmato «Estranei alla massa» (EAM) ed esposto questa notte all’esterno dello stadio San Paolo di Napoli, all’altezza del gate 10, da cui si ha accesso alla Curva B, cuore del tifo ultrà partenopeo.

Lo striscione che inneggia a Spaccarotella fa riferimento alla recente condanna di sei anni inflitta all’agente per l’omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri ucciso l’11 novembre del 2007 nell’area di servizio di Badia al Pino (Arezzo), mentre si recava a Milano per assistere a Inter-Lazio.

EAM è un gruppo nato da una costola del vecchio tifo ultrà. Molti di loro, infatti, prima militavano tra i «fedayn», uno dei gruppi più rispettati e «duri», allergico alle mode della curva. EAM si è poi distinto per la contestazione alla presidenza, per il caro biglietti e per la libertà degli ultrà arrestati. Il nome deriva, probabilmente, da quello di un film sui «fedayn», girato dal regista Vincenzo Marra
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21 luglio 2009

Benevento, la Curva Sud chiede la modifica della tessera del tifoso

Con il presente, teniamo a chiarire la nostra posizione in merito a questa presunta carta di fidelizzazione, la cosiddetta “tessera del tifoso”, che si pone l’obiettivo di creare la categoria dei “tifosi ufficiali”, e che, secondo quanto detto dal Ministro Maroni, nel prossimo futuro, tutte le società di calcio dovranno applicarla. Ma cos’è la tessera del tifoso, e perché ne contestiamo l’introduzione?
Esteticamente tale tessera è un vero e proprio bancomat, ed ha la funzione di regolamentare preventivamente l’accesso agli stadi Al possessore non si applicano eventuali restrizioni alla vendita dei biglietti, e permetterà quindi, di costituire la categoria degli spettatori “ufficiali”. SOLO CHI HA I REQUISITI NECESSARI per acquistare la tessera del tifoso, potrà avere il diritto di acquisire l’abbonamento o il biglietto per la singola partita. I requisiti sono facilmente leggibili all’interno della Legge Amato (art. 9 L. 41/2007) che riportiamo in parte: “E’ fatto divieto alle società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio […] di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di DASPO, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive”.
Dunque, chiunque abbia avuto, anche in passato, un provvedimento di DASPO, (un esempio classico è quello di un padre maturo, che però, nel 1989, da ragazzo, ha sbagliato ed ha scontato giustamente la pena) non potrà avere la tessera e, quindi, non potrà mai più andare allo stadio.
Nonostante le interpretazioni varie che si sentono in giro (l’Osservatorio dice che la tessera non verrà rilasciata solo a chi ha DASPO in corso o a chi ha avuto una condanna negli ultimi cinque anni), quel che si chiede è solamente la modifica dell’art. 9, perché crediamo che sia ingiusto punire nuovamente un soggetto che in passato ha commesso un reato da stadio e che abbia giustamente già scontato la relativa condanna. Fatta questa modifica, non vi saranno particolari motivi per contestare la “tessera del tifoso”.
La CURVA SUD BENEVENTO quindi, dice NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO, e comunica sin da ora, che allestirà dei PULLMANN per la grande manifestazione organizzata, prevista il 5 Settembre a Roma, invitando tutti voi a partecipare in massa.

CURVA SUD BENEVENTO

19 luglio 2009

APPELLO DEGLI ULTRAS, SALVATE IL TREVISO

Striscioni e volantini per dire agli imprenditori e ai politici di riportare il calcio che conta in città

Fonte: "oggitreviso.it"

Treviso - Gli ultras della squadra biancoceleste insorgono nella speranza di convincere uno o più imprenditori a farsi carico del Treviso Calcio. Ieri mattina hanno appeso uno strischino davanti all’ingresso principale del Tenni e hanno distribuito volantini. I tifosi della curva sud Fabio di Maio si stanno ribellando contro quello che loro definiscono l’immobilismo dei politici. “Noi non ci stiamo! Chi non vuole questo si faccia avanti”.

L’invito è dunque a tutti coloro che dispongono dei mezzi economici per riportare al più presto in città una squadra di calcio degna di una delle città più ricche d’Italia. Nel volantino invece scrivono: “La squadra del nostro cuore rischia di scomparire dall’intero mondo calcistico. 100 anni di storia stanno per esser cancellati nell’indifferenza totale di politici e presunti imprenditori che da tempo paventano fantomatiche cordate e interessamento alle sorti dei nostri colori.

E del disonore del fatto che una delle città più ricche d’Italia non abbia neppure una squadra di calcio, segno indelebile dell’indifferenza dei nostri politici. Noi non ci stiamo, chi non vuole che ciò accada si faccia avanti”. Gli ultras sono anche molto critici con i nostri politici ma anche con il mondo dell’imprenditoria.

Politici e imprenditori sarebbero, secondo i tifosi, colpevoli a di immobilismo. Se una delle città più ricche d'Italia che rischia di ritrovarsi senza nemmeno una squadra di calcio affermano: “è segno delebile della freddezza dei nostri politici come dei semplici cittadini ma anche "di imprenditori tristemente provinciali”.

Comunicato dei "Reyer 1872":

"SBATTI IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA
 
ci stanno provando per l'ennesima volta.
Con il sottile gioco delle parti "tifoso buonoultras cattivo" i vertici di S.Chiara questa volta hanno escogitato di interpretare gli scontri avvenuti il 9 aprile tra la tifoseria RIMINESE e quella VENEZIANA come a se stanti dall'universo pacifico e corretto (vedi premio fair-play...) che riguarderebbe il mondo del basket, bensi giustificandoli come gazzarra tra ultras calciofili, screditando di fatto i ragazzi del GATE 22 che, nella suddetta occasione nulla avevano a che fare con l'accaduto, nè per due indagati su tre c'era l'appartenenza a tale gruppo.
Semmai, come del resto accade dalla notte dei tempi nel veneziano, la contaminazione di seguire diversi sport riguarda non solo chi dal calcio occasionalmente va al pala, ma anche viceversa.
C'è quindi l'ennesimo tentativo di ghettizzare chi va allo stadio e costantemente viene represso solo per rivendicare diritti e idee ribelli ma forse scomode, per far apparire "buoni" i tifosi della pallacanestro, tentando (senza peraltro riuscirci...) di mostrare infiltrazioni di carattere teppistico da parte degli ASDUI, quando ultimamente qualche episodio di violenza si era verificato proprio all'interno dei pala con coinvolte persone non proprio "ultrà".
I REYER1872 prendono le distanze da ogni differenziazione di carattere ideologico che si voglia dare all'accaduto, ribadendo che fuori del palataliercio erano presenti per difendere e difendersi, esprimendo solidarietà ai ragazzi colpiti da daspo, siano essi baskettari o calciofili.

REYER1872 Curva Nord OroGranata"

Ultras rigettano "accuse ingiuste e strumentali"

FORTE REAZIONE DEI GRUPPI GIOVANILI DI TIFOSI DEL "GATE 22" E DEL "REYER 1872" A QUELLI CHE IDENTIFICANO ESSERE ATTACCHI INGIUSTI E STRUMENTALI, IN QUESTO CASO A SEGUITO DELL'AGGRESSIONE SUBITA DA TIFOSI RIMINESI AL PALASPORT TALIERCIO:
Fonte: "vesport.it"

"Ci troviamo costretti a gridare ancora una volta di fronte all´ennesimo atto repressivo e calunnioso nei confronti del Gate 22.
Fin dalla nostra nascita, siamo stati oggetto di continui atti discriminatori.
Non per punire le nostre azioni, ma per cercare di distruggere, senza riuscirci, le nostre idee.
Idee di libertà, autonomia, criticità e aggregazione.
Il nostro spirito libero e ribelle, che non accetta compromessi per essere tale, è stato sempre obiettivo di una repressione strategica, mirata a destabilizzare, senza alcun successo... se non l´accrescimento di una rabbia verso una giustizia italiana assente. Che come dimostrano i recenti fatti di cronaca (caso Sandri, caso Aldrovandi, o i recenti immotivati arresti preventivi del G8) è a totale servizio di chi indossa una divisa, e alimenta stereotipi, poi amplificati dai mass media, del tutto irreali.
Diffide, denunce, minacce che si concludono con ricorsi vittoriosi al Tar, e con il giudizio di tale tribunale che ne sottolinea la illegittimità.
Ma, nel frattempo, fanno azione destabilizzante, creando disagi familiari, lavorativi ed economici, dimostrando come l´unico obiettivo vero sia la repressione pregiudiziale.
Repressione che nel nostro caso, in questa città, ha raggiunto livelli vergognosi.
Ci ricordiamo tutti le diffide per la sola esposizione di striscioni.
Ci ricordiamo i disagi organizzati dalla Questura ai cancelli del Gate 22, che imponevano il sequestro di magliette e sciarpe indiscriminatamente, colpendo donne, bambini, anziani e giovani tifosi.
Ci ricordiamo bene tutti soldi spesi con i nostri avvocati per vincere ricorsi a diffide del tutto campate in aria.
Ora ci dovremo ricordare quella che riguarda i provvedimenti di Daspo emessi dopo l´incontro Umana Reyer - Rimini Crubs, e le ennesime storie fatte circolare sui giornali dalla Questura per screditarci...
La stessa Questura ricostruisce quella sera molto dettagliatamente, racconta di una aggressione premeditata con tanto di bastoni ai danni del pubblico veneziano. Il quale non riesce nemmeno a reagire grazie al tempestivo intervento della Questura (così si vanta...).
La colpa del pubblico veneziano è protestare e gridare di fronte alla propria auto danneggiata, o perché si vede il terrore negli occhi della propria figlia.
Sta di fatto che solo uno dei tre destinatari di Daspo è legato al Gate 22, e l´interesse che nutre nel basket è il frutto dell´amore che un genitore ha nei confronti dei propri figli, accompagnandoli a vedere la squadra del cuore.
La differenza di pesi e misure è usata nei nostri confronti... come dimostra il fatto che l´unico aderente al Gate 22 venga colpito da ben 4 anni di Daspo a differenza dei restanti...
Il messaggio lanciato in questi anni allo stadio e ultimamente anche in città è di una tolleranza zero solo verso alcuni...

GATE 22 - A SOSTEGNO DI UN IDEALE
VENEZIAMESTRE E BASTA

GLI STATI GENERALI DEL TIFO ARANCIONEROVERDE

Fonte: "vesport.it"

Riuniti nella sede CENTRO ANZIANI "FRATELLI CERVI" - VILLAGGIO LAGUNA – CAMPALTO, dopo un ampio e partecipato dibattito redigono il seguente comunicato:
La crisi che ha investito il Calcio Venezia scuote nel profondo le tifoserie che hanno accolto con amarezza e con rabbia l'esito finale di una vicenda che appariva improbabile fin dalle sue origini e che tappa dopo tappa ha disvelato tutti i suoi contorni di falsità, di pressappochismo, di assoluta inaffidabilità.
I club organizzati, i coordinamenti dei tifosi, i gruppi giovanili che attorno ai colori del Calcio Venezia hanno vissuto momenti davvero emozionanti anche in questo ultimo soffertissimo campionato ritengono che vada fatto tutto il possibile per ricreare le condizioni per l'esistenza, al miglior livello sportivo possibile, di una squadra di calcio che nell'interpretare i valori di serietà, di professionalità, di rispetto, di crescita umana attraverso lo sport, unisca nello spirito e nei colori le tifoserie e sappia con onore e con decoro rappresentare l'intera Città.
Reputano che la situazione vada affrontata nella sua radicalità, contando sul fattivo supporto fornito fin'ora dal Sindaco e dall'Assessore allo Sport che costituisce anche una reale garanzia per il futuro; sanno di poter fare affidamento su figure di specchiata onestà e affidabilità che in tutti questi mesi hanno lavorato, all'interno della squadra e dello staff, con abnegazione nel tentativo di salvare una situazione già gravemente compromessa.
Ritengono che vadano respinti tutti i tentativi dilatori messi in atto anche in queste ore da personaggi che hanno già dato ampia dimostrazione di scarsa serietà e di nessun interesse per le vicende calcistiche cittadine, concentrati come sono a lucrare su operazioni finanziarie oscure ai più.
Valutano irrinunciabile che si proceda alla costituzione di una nuova realtà societaria che sappia raccogliere attorno a sé l’affetto, il sostegno, l’aiuto dei tanti tifosi che desiderano solo un rilancio del Calcio Veneziamestre nel rispetto dei più genuini valori sportivi.

Mercoledì 15 Luglio 2009

Il presente comunicato viene sottoscritto al momento dal CCCVM e Club Alta Marea, viene condiviso nei contenuti dal Gate 22 ma non sottoscritto, altri gruppi si riservano di portarlo in discussione per l’approvazione all’interno delle singole organizzazioni.

Hanno preso parte:
CENTRO COORDINAMENTO CLUBS ARANCIONEROVERDE VENEZIA MESTRE -
ASSOCIAZIONE VENEZIA CLUBS;
CLUB RIUNITI '87;
CURVA SUD VENEZIA MESTRE-ZONA D'OMBRA;
GATE 22;
VECCHI ULTRA'
ALTA MAREA

Addio a Ettarù, ultrà del Cosenza

Fonte:curvanordcosenza.com

Tutti conoscevano Ettaruzzo. Tutti porteranno dentro il ricordo della sua risata allegra e del suo sorriso grande, come il suo cuore. Ci mancheranno i suoi cori stonati, urlati a squarciagola, ci mancheranno i suoi buffi modi di dire. Tutti ricorderanno la sua allegra “ciotia” che sapeva sempre regalarti una risata sincera. Pochi però hanno saputo vedere oltre, pochi hanno guardato con attenzione in quegli occhi profondi, semi nascosti dall'inseparabile cappellino del Cosenza.

Pochi hanno avuto la fortuna e il privilegio di conoscere Ettore, la sua bontà, la sua dolcezza.

Uno studente brillante prossimo alla laurea. Un ragazzo dotato di una intelligenza vivace e di un cuore grande. Una persona sempre disponibile, l'amico di tutti, degli ultimi, degli emarginati.

Perchè Ettore sapeva vedere oltre le apparenze e sapeva trovare del buono in ognuno. Perchè Ettore credeva negli ideali e lottava contro i pregiudizi. Tutto questo era Ettaruzzo, non solo un ultrà del Cosenza, tutto questo e tanto altro ancora ma non bastano le parole per descrivere la persona speciale che era. Ora ci resta la rabbia, il silenzio e un vuoto che non si riesce a colmare.

Ci stringiamo intorno alla famiglia e condividiamo con la mamma e il papà questo dolore immenso. A loro vogliamo dire che Ettore lo porteremo dentro e che il suo ricordo vivrà nei nosti cuori, la lezione di vita che ci ha lasciato ci aiuterà di certo a diventare persone migliori.

Grazie Ettarù per l'allegria che hai portato nelle nostre vite.

CURVA NORD

COSENZA ULTRAS

14 luglio 2009

Comunicato-Vecchio Settore 1993 Benevento

Il Vecchio Settore 1993 Benevento comunica il proprio scioglimento.

Le motivazioni che hanno portato a questa decisione sono interne al gruppo stesso e non sono in alcun modo riferibili alla recente sconfitta nella finale Play Off per la B del 21 giugno scorso.

In tal senso precisiamo che continueremo a seguire sempre il Benevento rimanendo in curva e occupando la "nostra" torretta, ma non più come gruppo organizzato.

Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti coloro che in questi anni hanno militato nel Vecchio Settore e tutti quelli che hanno partecipato alla vita del gruppo condividendone il modo di essere.

CON LO SPIRITO DEL 1993... ALLA MANIERA ANTICA!

Benevento 14 Luglio 2009

VECCHIO SETTORE 1993 BENEVENTO