24 novembre 2017

Perugia, comunicato Gruppi della Nord

Comunicato del 24/11/2017
Abbiamo letto di tutto in questi giorni, attacchi gratuiti contro i gruppi organizzati della Nord e verso il centro coordinamento, colpevoli, a detta di molti, di aver impedito ai singoli tifosi di prendere parte alla trasferta di domenica. Critiche assurde peraltro mosse da gente che, in questi anni, si è interessata solo a questa trasferta. Quasi tre mesi fa abbiamo reso nota la nostra decisione irremovibile, anche per dare la possibilità, a chi avesse voluto, di organizzarsi in autonomia. Eravamo ben consapevoli che questa assenza organizzativa avrebbe creato più di qualche impedimento, perché siamo gli unici a conoscere le assurde procedure che vengono richieste. Molti, in questi casi, erano abituati alla semplice chiamata per prenotare un posto sul pullman, fin troppo facile e comodo. L’organizzazione autonoma di questa trasferta vi è stata impossibile NON per colpa dei gruppi o del centro coordinamento ma, come scritto in seno al comunicato (…RIDICOLA ATMOSFERA MATURATA NEGLI ULTIMI ANNI INTORNO A QUESTO EVENTO, PER VOLONTÀ DELLE FORZE DELL’ORDINE…), per tutta una serie di norme repressive e restrittive applicate a questa fascia di incontri considerati “a rischio”. Oggi, per la prima volta, vi siete misurati con questo sistema e vi siete resi conto di quanto impegnativo, proibitivo e difficoltoso sia organizzare una semplice trasferta. Le colpe pertanto sono da imputare a osservatorio e forze dell'ordine, non di certo a noi, che vi abbiamo lasciati liberi di scegliere e di andare, come giusto che sia, avvertendovi con ampio preavviso. Sono loro che dettano i termini di questa trasferta, che permettono di partire solo con "autobus autorizzati", che non consentono l’acquisto del singolo biglietto, che in nome dell’ “ordine pubblico” hanno privato i tifosi di ogni libertà. In un campionato dove quasi tutte le trasferte sono tornate libere e nonostante il nulla accaduto negli ultimi tre anni, per questa sfida controlli e restrizioni sono sempre più ferree, non di certo per colpa o volontà nostra. Noi a casa ci stiamo per scelta, ci dispiace per tutti gli altri. PRENDETEVELA CON CHI FA QUESTE REGOLE ASSURDE, NON CON CHI NON LE ACCETTA...
I Gruppi della Nord e la Tifoseria Organizzata tutta

23 novembre 2017

Comunicato degli Ultras 1898 Ascoli

Gli Ultras 1898 hanno fatto nuovamente sentire la propria voce rispetto alle ultime difficili vicende riguardanti l'Ascoli Picchio lanciando un accorato appello via social:
"La realtà purtroppo è una ed è insindacabile e sotto gli occhi di tutti. La finzione è quella di chi si è presentato ad Ascoli con il "sogniamo insieme"... L'evidenza è la rabbia di un popolo che non accetterà mai che l'Ascoli calcio venga utilizzato come fosse un giocattolo con il quale divertirsi prima di buttarlo via. Siamo un popolo forgiato dalle difficoltà ed oggi, chi ha veramente a cuore le sorti dell'Ascoli, sarà al nostro fianco.
RITROVO ORE 18,30 CORSO VITTORIO EMANUELE SOTTO LA SEDE SOCIETARIA".

 

14 novembre 2017

Pisa, comunicato della Curva Nord Maurizio Alberti

Nonostante i diktat delle istituzioni e un prevedibile “scaricabarile” tra gli organi preposti, non possiamo non denunciare con sempre maggior forza lo scandalo dell’Arena e della questione biglietti per il derby con il Livorno. Parliamo di uno stadio che nei tempi d’oro ha contenuto almeno trentamila persone, in alcune gare, e che non dovrebbe avere problemi a contenerne, diciamo, la metà. A voler stare bassi. Parliamo di una Curva Nord dichiarata “esaurita” tutte le domeniche da quasi due anni e dove si sta larghissimi, con spazi vuoti e i bambini che giocano a calcio, giù, vicino alla vetrata. Parliamo di regolamenti da adeguare, numero di tornelli insufficiente, altre “pecche” nella sicurezza, e poi apriamo una porticina socchiusa, con tanto di serpentina in ferro pericolosissima, dove facciamo accalcare ad ogni gara duemila persone con i bambini e le donne che spariscono nella massa e dove grazie anche (e soprattutto) all’attenzione dei gruppi organizzati non si verificano incidenti o danni alle persone; parliamo come si diceva di “norme” e poi torniamo in trasferta a Cuneo e ci troviamo magicamente trasportati in Eccellenza con due steward (due) che strappano i biglietti a mano, biglietti elettronici e nominativi, zero tornelli, zero filtraggio, tubi innocenti e tribunette giocattolo. E siamo in Lega Pro. E non sono gli unici casi. Anzi. Ma a Pisa invece deve essere tutto più che perfetto, e dobbiamo sempre pagare salato: questure inflessibili, diffide per la carta igienica, per le soste nei parcheggi, per il semplice “esistere” in prossimità di settori ospiti, divieti di ogni tipo, e uno stadio non tra i peggiori d’Italia, onestamente, considerato sempre più “a rischio” fino alla mutilazione dei posti e alla impossibilità di qualsiasi deroga come si trattasse di appoggiare un mattone su un castello di carte. Non si può e non si deve. Queste le risposte a qualsiasi tipo di istanza. Neanche alla richiesta di un quantitativo di biglietti in più per una occasione straordinaria come il ritorno del derby con il Livorno, dopo tanti anni, una partita che i più giovani hanno visto sulle gambe dei genitori in tribuna o in gradinata e che adesso vorrebbero vedere finalmente dalla Nord; una partita che richiamerà attenzioni mediatiche, sicuramente, e in cui una prima soluzione per i consueti timori di ordine pubblico sarebbe intanto consentire alle persone di accedere all’impianto sportivo prima in numero congruo, e poi in modo civile e non pericoloso. Siamo l’unica piazza d’Italia, in questo calcio malato e sempre più povero di gente allo stadio, costretta ad invitare i tifosi a stare a casa, invece che a partecipare e seguire la squadra. Con più posti nei settori gradinata e tribuna che in quello popolare. Viviamo questa situazione da anni e la gente di Pisa e provincia non ha perso la passione, tra retrocessioni, fallimenti, delusioni, e porticine di ferro. E continua a venire all’Arena, a considerare il tifo per la squadra di calcio della città uno dei pochi collanti ancora rimasti tra le generazioni, tra lavoratori e studenti, tra ultras e tifosi semplici. E’ bellissimo andare allo stadio. Anche sapendo che il Pisa gioca male o che pioverà o che l’avversaria è la Giana Erminio. Ma il derby proibito sarebbe una delusione troppo grossa, le dirette tv o le altre ipotesi fantascientifiche una presa in giro a una tifoseria che non merita tutto ciò. Chiediamo, pretendiamo, con forza, una soluzione, una deroga, una idea, chiamatela come volete: aumentate la capienza per Domenica 26 Novembre. Perché Pisa possa vivere il derby come merita, e perché chi si riempie la bocca costantemente di termini come sicurezza e ordine pubblico, non perda in un sol colpo ogni credibilità per colpa della burocrazia e della mancanza di coraggio.
I Gruppi della Curva Nord Maurizio Alberti

10 novembre 2017

Genoa: comunicato della tifoseria

Dopo mesi di sostegno incondizionato, oltre una serie di risultati mortificanti, il terzo derby consecutivo perso ed una classifica imbarazzante, riteniamo ora doveroso far sentire ferma la nostra voce e puntualizzare quanto segue.
E’ chiaro ed insindacabile che il primo responsabile dello stato attuale delle cose sia Preziosi, per il quale continuiamo ad auspicare un futuro lontano dal Genoa.
Su questo, crediamo che nessun Genoano dotato di buon senso possa pensare diversamente.
Vogliamo però dire che questo non può e non deve diventare un alibi per chi indossa la maglia del Genoa. I risultati si ottengono quando, oltrechè buoni giocatori, si è – ancor prima – professionisti seri. Diego Milito e Marco Rossi ( giusto per citare due uomini che, nel recente passato, hanno fatto la storia del Genoa) alle 21:30 erano a casa. Non se ne andavano allegramente a trascorrere le loro serate festaiole all’ “Estoril” o al “Mako”, piuttosto che da “Gigino” o da “Capricci”, fino a notte inoltrata, magari anche dopo prestazioni “trionfali” come quelle di Ferrara o del Derby.
Noi questo non lo accettiamo e non lo permetteremo più.
D’ora in poi pretendiamo rispetto da parte loro. Rispetto per tutti i tifosi che, ben oltre il novantesimo di sabato scorso, come per tutto il campionato hanno incitato con passione la squadra, dando una lezione di come si possano amare incondizionatamente due colori, senza se e senza ma.
A mister Ballardini diamo il bentornato e ci rimettiamo a sua disposizione, cosi come a quella del direttore generale Perinetti, per vigilare sul comportamento professionale dei calciatori.
Tutti insieme dobbiamo salvare il Genoa. Perché questo è il primo ed imprescindibile passo per un futuro migliore e senza Preziosi.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte e vogliamo essere certi che tutti lo siano e soprattutto che abbiano capito.
CHI VUOLE NAVIGARE FINCHE’ NON SIA PASSATO OGNI PERICOLO, NON DEVE MAI PRENDERE IL MARE.
Nessuno dimentichi che noi siamo i Genoani, da voi vogliamo sudore e sangue: ONORATE LA MAGLIA!!
ULTRA’ GENOA C.F.C. 1893