28 febbraio 2020

Comunicato Vecchio Irish Ferrara

 

Ancora undici immotivati DASPO in curva Ovest.

Questa è la notizia, ma sarebbe il caso, per una volta, almeno questa volta, di capire che cosa stia succedendo a Ferrara.
Normalmente un provvedimento punitivo viene preso a fronte di un evento, un fatto. Insomma, deve succedere qualcosa.

Uno stato di diritto (l’Italia dovrebbe esserlo) nella sua espressione esecutiva, dapprima valuta gli accadimenti oggetto di indagine, ne dimensiona gli effetti e dispone le conseguenze dal punto di vista della sanzione ed eventualmente della limitazione della libertà dell’individuo.
Noi non siamo né giudici né avvocati, ma questo abbiamo appreso nella nostra vita quotidiana in uno stato che si dichiara democratico e in cui la legge è uguale per tutti.

Bene, quanto sopra detto questa volta decade, perché è stata data una limitazione della libertà personale a 11 cittadini in assenza di un evento giudicabile.
Prima di Spal Parma infatti non è successo nulla; di nulla hanno parlato i giornali, nulla è emerso dai confronti incrociati.
Qualche decina di parmigiani ha circolato indisturbata per la città, sono arrivati nei pressi dello stadio, dove normalmente (sai che strano) sono presenti tifosi della Spal, si sono
guardati da lontano e poi.. non è successo nulla.
Quindi, visto che un cittadino non può essere giudicato in assenza di reato o condotta inadeguata, evidentemente chi ha formalizzato i Daspo pensava ad altro, si riferiva ad
altro, voleva altro.

Ferrara da alcuni anni rappresenta una delle belle pagine del tifo italiano, una curva dove si fa aggregazione, società in senso stretto, si costruiscono ponti culturali che vanno oltre
le posizioni politiche, l’età anagrafica o la provenienza sociale dei singoli.
E’ un luogo di incontro e di emancipazione dalla assurda alienazione voluta dal cosiddetto ‘calcio moderno’, costruito per pacchetti a prezzi crescenti.
Creare consapevolezze e posizioni critiche, dove la critica passa attraverso la costruzione di una identità, (questo sta facendo la Ovest) è evidentemente scomodo.

La scelta di undici Daspo, per un “non fatto”, significa limitare la vita individuale di undici persone, scelte non certo a caso, per altri motivi.
La vera sfida ora è chiedere alla città ed al paese intero di aprire gli occhi: questi undici Daspo sono un modello ripetibile anche sul posto di lavoro o nella nostra banale ma scomoda vita di cittadini LIBERI.
Non è solo calcio: qui si è deciso di andare ben oltre.

Vecchio Irish Ferrara

 

Lazio: Niente più "Irriducibili"


Un cambiamento storico. Dopo quasi 33 anni, in Curva Nord non si leggerà più la parola "Irriducibili". Lo ha riportato il Messaggero, si attendeva solo il comunicato ufficiale del gruppo: che è arrivato. I leader del tifo organizzato biancoceleste voltano pagina, cambiano nome. "Irriducibili" appartiene al passato, dal termine di Lazio - Bologna (in programma sabato, ndr) si identificheranno solo come "Ultras Lazio". Come spiega il gruppo tramite la seguente nota.

"IRRIDUCIBILI SE SE SEMPRE, IRRIDUCIBILI O OVUNQUE”.

Come per tutte le cose della vita, esiste un inizio e, inevitabilmente, una fine. C’è un tempo per tutto. Anche su quelle storie fantastiche, gloriose, prima o poi, cala il sipario. L’importante è averle vissute queste storie. Da protagonisti, da leoni, anche pericolosamente. Senza rimpianti, senza rimorsi.
E allora, ad maiora Irriducibili!

Proprio così, dopo trentatré anni abbiamo deciso di sciogliere il gruppo che ha scritto pagine importanti di storia, gloriose, che ha semplicemente rivoluzionato il panorama ultras, non soltanto italiano, ma anche internazionale. Un gruppo invidiato dal mondo intero che, purtroppo, ha perso 7 mesi fa uno dei suoi e dei nostri leader più carismatici: Fabrizio. 

Momenti esaltanti, difficili, giorni felici e tristi. Momenti che ci hanno fatto sentire vivi in un mondo di morti. Tutto è iniziato quell’ormai lontano 18 ottobre 1987, quando, in un tranquillo Lazio-Padova, apparve sulle gradinate dello Stadio Olimpico lo striscione Irriducibili. 10 metri di stoffa, scritta bianca, sfondo blu. Un nome che diventerà ben presto il nostro simbolo. Il nostro guanto di sfida al mondo intero.

Il corteo di San Benedetto del Tronto è ancora vivo nelle menti di tutti. Le trasferte di Bergamo, Brescia, Napoli e Catanzaro tra tutte, lo scudetto conquistato a via Allegri, gli scontri con le altre tifoserie, le rivalità. Le iniziative benefiche e la solidarietà.

Irriducibili ha voluto esprimere la nostra volontà di non piegarci a nessun compromesso, al sissignore e al politicamente corretto. “Non siamo cani perché senza padrone! Non siamo sciolti, Irriducibili ci unisce”, recita uno striscione dei primi anni.
 
Un monito da tramandare di generazione in generazione, da padre in figlio.

Ma ora è tempo di andare avanti. Troppo sangue versato, diffide, arresti. Sempre a testa alta, abbiamo pagato sulla nostra pelle ogni situazione. Ed anche per rispetto di chi non c’è più siamo arrivati a questa decisione. Inevitabile.
Ci sentiamo in dovere di ringraziare tutti. Ogni singolo componente che ha fatto parte del gruppo in questi trentatré lunghissimi anni. Sempre presente malgrado tutto.

Dai fondatori, ai partecipanti. Da chi ci ha lasciato troppo presto, a chi combatte ancora con orgoglio. Da chi ha pagato con la libertà, a chi si è sporcato solo una mano di vernice. Da chi ha portato le aste delle bandiere, a chi ogni domenica era lì, in prima fila. Da chi ha portato le pezze, a chi ha passato notti insonni in sede. Da chi ha pianto, a chi ha riso. Da chi ci ha sempre creduto, a chi ha smesso di farlo. A chi anche solo una volta è stato su quel famoso muretto... a chi ha contribuito alle scenografie, a chi ha subito perquisizioni. 

Un manipolo di fratelli che di generazione in generazione ha saputo portare avanti un ideale di vita, di lazialità. perché noi siamo stati Irriducibili e lo siamo ancora. Siamo stati rivoluzionari e lo siamo ancora. Un mix di aggregazione sociale, originalità, trasgressione senza eguali e goliardia. Irriducibili è stata una fucina di idee, di innovazioni, di una mentalità ultras sconosciuta fino a quel momento.

Da oggi ci sarà una svolta epocale. Senza precedenti per la Nord. Per la prima volta in curva sarà presente soltanto uno striscione, dietro il quale si identificherà tutta la tifoseria laziale: Ultras Lazio. Con la stessa voglia di sempre. Stesso entusiasmo, stessa adrenalina. E, soprattutto, con lo stesso spirito di quelli che eravamo, siamo e saremo.
 
Sempre irriducibili dentro, perché il futuro è solo il ricordo di uno stupendo passato...

Fonte: Lalaziosiamonoi.It

27 febbraio 2020

comunicato Curva Nord Campobasso

 

Comunicato Panthers Fano 77


Leggendo i giornali di questi ultimi giorni troviamo,con nostra grande soddisfazione, diverse reazioni scomposte alla nostra contestazione nei confronti della dirigenza del Fano Calcio (contestazione permanente che va avanti da anni ormai…)

Giornalisti vari di diversi giornali locali, che argomentando a loro piacimento e inventando realtà di comodo , cercano di screditare la nostra contestazione , provando sempre a sminuire le vere responsabilità di chi ormai da anni sta portando avanti l’umiliazione di una società che ha 114 anni di storia…

Ma lasciando da parte chi per mestiere tende a mistificare costantemente la realtà , ci soffermiamo sulle dichiarazioni del direttore tecnico Mei.

Questo personaggio conosciuto nella Fano sportiva solo per i suoi fallimenti e la sua arroganza, parla ripetutamente, indicando i contestatori, di

“una parte ristretta della tifoseria” e di ” una manciata di tifosi”…

Ora facendo due conti , basta un attimo a chi ha seguito l’Alma negli ultimi anni per ricordare le figure indegne collezionate dal presidente Gabellini, ma oltre a questo , chi (a differenza di Mei) c’è sempre stato a sostenere la maglia granata sa benissimo che il presidente e suoi tirapiedi (Mei compreso) sono la causa di questa situazione di stallo imbarazzante che ormai viviamo da anni , e non certo delle vittime .

Di cose da aggiungere ce ne sarebbero tante , ma i fatti parlano già da soli e quindi la chiudiamo qui….

La contestazione verso chi ha disonorato e offeso la nostra maglia ,la nostra dignità e la nostra città continuerà,
Come continuerà il nostro sostegno incondizionato per la nostra maglia.
Continueremo a sostenere la squadra che come abbiamo più volte detto ha evidenti limiti per la categoria, ma fino ad oggi ha dimostrato sempre impegno e cuore al di là dei risultati.

Gabellini – Bernardini – Mei : Andatevene tutti !

Solo per la maglia.

Senza padroni!

 

Comunicato : Ultras Nucleo Compatto Bitonto

 


24 febbraio 2020

Comunicato Ultras Nocerina

 

In principio fu: subito ripescaggio in Lega Pro e tra un anno Serie B.
Poi divenne: niente ripescaggio. Ma squadrone per stra vincere la D.
Poi modificato: una squadra di vertice per ambire al play off.
Ora è diventata: ho sempre rispettato la storia di questo club. Il nostro obiettivo è la salvezza.

Nel mezzo poi fantomatici sponsor e gruppi di capitali mai pervenuti, un monte ingaggi da torneo aziendale, trattative di mercato naufragate per budget ridicoli, nel nome del risparmio, un club ultracentenario ridotto a non avere più neanche la parvenza di una struttura e di un’organizzazione minima da scuola calcio.

Niente responsabili, niente figure di riferimento, niente direttore sportivo, niente sede, niente abbonamenti, niente allenamenti al San Francesco, niente ritiri, niente supporto medico, niente celebrazioni dei 110 anni, niente di niente.

E questo sarebbe rispettare la storia??? questo è ignorarla, infangarla, calpestarla, mortificarla. In questa escalation senza fine di promesse disattese, risultati drammatici, disorganizzazione surreale e figure imbarazzanti, coloro che hanno davvero a cuore i molossi e i 110 anni della sua gloriosa storia chiedono all’attuale società di consegnare il titolo nelle mani di chi abbia competenze e capitali reali tali da poter farci rivivere subito, se non l fasti di un tempo, almeno un’esistenza dignitosa e decorosa.

Il totale abbandono dell’intera classe imprenditoriale e politica cittadina, è vero ha del vergognoso, ma non deve diventare l’alibi per proporre scenari sempre più miseri e mortificanti. L’onorabilità della nocerina calcio 1910 per noi è sacra e tale deve ritornare ad essere.

Maiorino fatti da parte

17 febbraio 2020

Comunicato Ultras Casarano

 

Comunicato Curva Nord Siberiano

Pubblichiamo il Comunicato emesso dalla Curva Sud Siberiano a poche ore dalla delicata quanto fondamentale sfida in trasferta sul campo del Chievo:

“SALERNO: Il nostro modo di esistere ha un unico comune denominatore, il motivo che ci sostiene e ci dà la forza di affrontare sacrifici, delusioni, repressione ma che ci regala anche gioie e sensazioni indescrivibili. Per quanto ogni gruppo abbia la sua identità e il proprio modo di essere, abbiamo tutti lo stesso senso di appartenenza, un unico grande amore per il colore Granata e per la città che esso rappresenta: SALERNO. Ed è per questo motivo che, dalla partita di Verona con il Chievo, ci identificheremo, in trasferta, in un unico striscione che rappresenta ciò per cui esistiamo: SALERNO. Lo striscione SALERNO rappresenta un’idea, un unico modo di intendere l’ESSERE ULTRAS come punto di riferimento per la curva per la città. Senza interessi, senza compromessi e senza inutili e sterili protagonismi che non portano a nulla. E, chiunque si senta allo stesso modo rappresentato dalla città che amiamo, può stringersi dietro lo striscione, perché gli ultras sono una casa aperta a tutti. Nell’anno in cui ricorre il decennale della scomparsa di Carmine Rinaldi, IL SIBERIANO, che più di tutti ha incarnato l’essere ultras ed il sentire ultras è un atto dovuto e sentito. Tra l’altro è il nostro modo di vivere la Salernitana, lo stile tramandato di padre in figlio…Vivere Ultrà per amare SALERNO! Appunto…..

Fonte: Salernogranata.It

16 febbraio 2020

Daspo a vita del Cagliari a 3 tifosi

 

Pugno duro del Cagliari contro gli atti di razzismo che si sono manifestati alla Sardegna Arena negli scorsi mesi: interdizione a vita per 3 tifosi causa insulti discriminatori.
L'annuncio è stato dato dallo stesso club sardo, con un comunicato in cui è stato annunciato il triplo Daspo.
“Il Cagliari Calcio comunica di avere emesso tre misure interdittive rivolte ad altrettante persone riconosciute e denunciate per aver rivolto a giocatori avversari parole discriminatorie e offensive di carattere razzista durante le gare disputate alla Sardegna Arena nel corso degli ultimi mesi.
L'individuazione dei soggetti coinvolti, titolari di biglietto occasionale nei settori Distinti e Tribuna, è stata possibile grazie all'azione coordinata di steward e del personale preposto alla sicurezza interna del club. In ottemperanza al codice regolamentare in vigore, ma soprattutto a tutela dei tifosi del Cagliari, della città di Cagliari e di tutta la Sardegna, che in termini di accoglienza e rispetto non hanno certo bisogno di prendere lezioni, sono state irrogate sospensioni del gradimento perpetuo, che impediranno a chi si è macchiato di queste azioni deprecabili di entrare alla Sardegna Arena, per qualsiasi manifestazione, per sempre.
Il livello di attenzione e sensibilità atto ad impedire che nessuno possa compromettere i valori nei quali la Società e i suoi tifosi credono è e sarà sempre la priorità del Cagliari.”

Fonte: Goal.Com

 

Comunicato Sambenedettese Curva Nord

 

Coreofrafia: Lazio - Inter

Coreografie per celebrare il gemellaggio in Curva Nord ecco il disegno di due bandiere


 

Comunicato Curva Sud Avellino

 

Comunicato Ultras Biscieglie

 

10 febbraio 2020

Comunicato Curva A Napoli

 

Coreografia Curva Nord Milano


VIPEREOS MORES NON VIOLABO
Non violate le usanze del Biscione

La Nord supera se stessa alzando l’asticella della qualità coreografica con soggetti che celebrano la storia di Milano e lo fa partendo addirittura dal motto della famiglia Visconti per redarguire chi, al derby d’andata, ha profanato una delle più venerate leggende della tradizione popolare milanese e cristiana come quella della colonna del diavolo a Milano.

Nell’imponenza di una coreo maestosa e senza precedenti, la Nord – oltre il motto visconteo -rievoca l’immagine del diavolo sconfitto da Sant’Ambrogio con le corna spezzate contro la colonna tuttora presente nelle adiacenze della basilica dedicata al patrono di Milano.

L’opera dominante che completa una vera e propria lezione di storia, è l’imponente rivisitazione della celeberrima opera del Figino raffigurante l’apparizione di Sant’Ambrogio che, in sella ad un cavallo, nel momento più difficile per le truppe viscontee, esorta i milanesi alla battaglia contro i ribelli nella storica battaglia di Parabiago del 21 febbraio 1339.

Da notare come al Santo sia stata sostituita la frusta a tre teste del ritratto originale con il gonfalone dell’emblema nerazzurro che ricorda l’epoca in cui la Beneanata era stata ribattezzata proprio “Ambrosiana” per rivendicarne l’appartenenza meneghina e cristiana.

Con questo tributo chi ama Milano è servito e per noi il derby è già finito … ONORE ALLA NORD !!!

7 febbraio 2020

Comunicato Facce Toste Akragas


Noi gruppo “Facce Toste” Akragas prendendo in considerazione i problemi e le incomprensioni interne ed esterne al gruppo e della curva, preferiamo metterci da parte fino alla risoluzione degli stessi problemi.

Facce Toste Akragas

 

5 febbraio 2020

Comunicato Curva Ovest Spal

 

In merito alle ultime vicissitudini, ai risultati del campo e a una serie di gestioni che ci verrebbe da definire perlomeno “fumose”, riteniamo doveroso prendere una posizione ferma.
Noi siamo perfettamente consapevoli del nostro ruolo, che è quello di sostenere i colori a prescindere. Sempre e comunque. Nel merito di questioni tecniche, economiche o amministrative della società non siamo mai entrati e mai lo faremo. A patto che questi fattori mantengano un forte connotato di chiarezza, e che le condizioni siano tali da garantirci un futuro dignitoso. Non importa in quale serie, non importa con quali nomi. Ma importa come le cose vengono e verranno fatte.

È evidente dalle mosse di mercato e dall’atteggiamento di quest’anno in generale che i programmi della società sono improvvisamente cambiati. Da ambiziosi e determinati che erano, si sono fatti prudenti e attendisti. Tipo viviamo alla giornata e vediamo cosa capita, o almeno così vengono percepiti. Ecco, gradiremmo sapere come stanno le cose in realtà.
Noi non siamo fatalisti. Crediamo fermamente che ognuno sia fautore del proprio destino e questa crisi depressiva generalizzata che ci sta affossando dall’inizio del campionato proprio non riusciamo ad accettarla.
In troppe occasioni abbiamo visto la squadra con atteggiamenti passivi. Troppe dichiarazioni sono andate in questo senso. Troppe volte la sensazione di smobilitazione è arrivata a corrodere un ambiente che, giocoforza, appare già fortemente provato da una classifica difficile.
Questa stagione è nata sotto una cattiva stella, lo abbiamo visto tutti. Tra vicende extra calcistiche e infortuni impossibili da prevedere, era necessario buttare il cuore oltre l’ostacolo. Lottare col coltello tra i denti ogni cazzo di minuto, di ogni singola partita. Non sempre è successo, e siamo convinti che in parte sia anche dovuto ad un’espressione rinunciataria che parte dall’alto. Da quella società che tutti noi rispettiamo, cui tutti noi dobbiamo molto per gli autentici miracoli sportivi che ci hanno regalato in questi anni. Ma che gestisce comunque la cosa a noi più cara, la maglia biancoazzurra. Perciò la nostra soglia di attenzione su questo è, e rimane, massima.
Parliamoci chiaro.
I programmi devono essere chiari. Non discussi ma condivisi.
NOI SIAMO QUI PER SUPPORTARVI, NELLE GIOIE E NELLE DIFFICOLTÀ. E PER ACCOMPAGNARVI, NON PER ASSISTERE PASSIVAMENTE A TRIONFI O SFACELI.
La paura di dichiarare con forza gli obbiettivi per dover poi rispondere dei risultati non può e non deve esistere. Ci si prova, con ogni mezzo. E a fine stagione si tirano le somme, vada come vada. Senza paure, senza rimpianti.
Occorre innanzitutto comprendere e sancire una comunione di intenti. Da qui si può ripartire, compattare l’ambiente e abbandonare questo merdoso disfattismo che ci sta mangiando spirito e corpo, come un cancro.
RIALZIAMOCI E RITROVIAMO LA NOSTRA DIGNITÀ, TUTTI QUANTI.

Forza S.P.A.L.!
Avanti Curva Ovest!

Coreografia Lazio - Hellas Verona

  

Spente le luci dell’Olimpico si sono accese quelle dei telefoni a formare un’aquila. Semplicemente spettacolare!

3 febbraio 2020

Comunicato Associazione Club Genoani

 

Le parole di questa lettera aperta non sono dettate da livore o rabbia, quelle riusciamo a riservarle a uomini che riteniamo tali e ai quali riconosciamo una dignità di interlocutore che in alcun modo può avere il nulla che indegnamente presiede la società che NOI amiamo.  
Queste sono parole di disprezzo e di nausea per una gestione societaria eticamente e moralmente scellerata, dove il tifoso viene visto quasi con fastidio e, soprattutto,  dove è considerato solo un mezzo per introiti economici. 
Ci basta solo citare il commercio del trattamento dei dati personali degli abbonati e all'indecente invenzione di Genoa Tribue e di Genoa Experience, dove la passione di bambini e famiglie viene sfruttata a puro scopro di lucro in una maniera che definire ignobile è poco.
Qui non si tratta neanche di sport, di calcio, o di risultati ma di passione, amore, sentimento, lealtà, ripetutamente calpestati da questa dirigenza clownesca, una dirigenza che è riuscita ad anestetizzare una tifoseria e a creare contrapposizioni in essa.
Siamo di fronte a un vampiro di emozioni e sentimenti, a un portatore insano di vergogna.
Siamo di fronte allo scempio umano  nei confronti di un popolo fiero e  indomito che osserva attonito un morbo insinuante avvelenare il vecchio Grifone e l'intera tifoseria.
I giocatori non hanno più il permesso di partecipare alle feste dei club, dove avrebbero potuto cogliere il significato profondo della genoanità, fatta di quel rapporto viscerale con la squadra, rapporto che si tenta in ogni modo di disintegrare.
I giocatori non hanno potuto aderire fino in fondo al Progetto Scuola, organizzato da anni dall'Associazione, un lavoro iniziato sette mesi prima con la promessa di collaborazione ma che ha visto il diniego da parte dei vertici societari alla possibilità di presenziare  alle premiazioni a conclusione del progetto.
Queste sono le cose che hanno creato  una spaccatura ormai insanabile con questa dirigenza priva di sentimenti e di alcun tipo di comprensione per la realtà della tifoseria organizzata.
I liguri sono gente fiera abituata a lottare per ogni centimetro di terra e ogni miglio di mare, non temono la sofferenza ma non sopportano la menzogna, l'arroganza e la vanagloria, l'ostentazione di se stessi falsa e mendace .
Lei propietario CI DISONORA,  e non lo fa solo coi risultati in campo ma lo fa soprattutto in ogni sua azione, in ogni sua parola, in ogni suo comportamento, in ogni sua decisione   
Siamo stanchi! 
Siamo stanchi di osservare quotidianamente lo scempio morale che la sua squallida gestione porta avanti in maniera quasi provocatoria.
Siamo stanchi di doverci rapportare con lo zero assoluto  che lei è ai nostri occhi.
Siamo stanchi di esternazioni fantasiose e continuamente disattese.
SE NE VADA PROPRIETARIO!
Ci liberi da questo schifo, dalla sua amoralità, dalla sua boria, dalla sua inettitudine, da questo sfacelo umano
che dobbiamo sopportare da anni.
Ci liberi dal male che Lei rappresenta .
ASSOCIAZIONE CLUB GENOANI

Fonte: Genoanews1893.It