28 maggio 2009

Ultras della Torres assolti per non aver commesso il fatto

Assoluzione perché il fatto non sussiste. Si è conclusa così, dopo quasi sei anni, la battaglia giudiziaria di sei ultras della Torres accusati di aver partecipato agli scontri con alcuni tifosi del Rimini in occasione di una partita a Sassari nel settembre del 2003, quando la Torres militava in serie C1. La sentenza è stata emessa stamattina dal giudice monocratico Antonietta Crobu: accolta la richiesta del pubblico ministero che aveva sollecitano l’assoluzione per tutti. Prima della gara le due tifoserie entrarono in contatto e intervennero le forze dell’ordine per riportare la calma. Sei appartenenti alla tifoseria organizzata vennero denunciati. Per tutti scattò automatica anche la diffida. Per uno, due o tre anni, a seconda dei casi, ai sei tifosi non fu concesso di assistere alle partite interne ed esterne della squadra rossoblù. All’epoca le denunce dei tifosi sassaresi avevano fatto clamore in tutta Italia, perché erano arrivate il giorno dopo la morte di un tifoso del Napoli, in seguito a scontri prima del derby con l’Avellino.

fonte: UNIONE SARDA

Curva Sud Milano: comunicato ufficiale dopo le strumentalizzazioni di Milan-Roma

Viste le solite strumentalizzazioni della stampa italiana la Curva Sud Milano intende fare chiarezza su quanto accaduto nel corso della partita Milan-Roma.
Durante il match sono stati esposti due striscioni di RINGRAZIAMENTO nei confronti di Paolo Maldini.

Il primo, esposto all'ingresso delle squadre in campo recitava

"GRAZIE CAPITANO: SUL CAMPO CAMPIONE INFINITO

MA HAI MANCATO DI RISPETTO A CHI TI HA ARRICCHITO",

mentre sul secondo, esposto durante il giro di campo finale c'era scritto

"PER I TUOI 25 ANNI DI GLORIOSA CARRIERA SENTITI RINGRAZIAMENTI

DA COLORO CHE HAI DEFINITO MERCENARI E PEZZENTI".

Ci teniamo a precisare che i nostri striscioni non erano di contestazione ma volevano sottolineare comportamenti che il giocatore ha manifestato più volte durante tutto l'arco della sua carriera calcistica verso i suoi tifosi. Tra i tanti episodi spiacevoli sottolineamo la frase "POVERI PEZZENTI" pronunciata a Malpensa al ritorno dalla finale persa ad Istanbul dopo che i ragazzi avevano speso la bellezza di 800€ per stare vicino alla squadra.

In 25 anni di storia con la maglia rossonera sfidiamo chiunque a trovare un episodio di contestazione nei confronti di Maldini. Anche nel corso di Milan-Roma sono stati innalzati solo cori a favore e soltanto dopo il gestaccio e le frasi irriguardose rivolte verso la Sud abbiamo deciso, in risposta provocatoria, di esporre la bandiera di Franco Baresi, sempre presente negli incontri casalinghi dal giorno dell'addio del CAPITANO. Per quella parte di stampa che intende relazionare la mancata coreografia per l'addio con vicende processuali ancora in corso, la Curva Sud, non avendo nulla da nascondere ribadisce con forza la volontà di affrontare il prima possibile questo processo per ripulire l'immagine di una curva troppo spesso infangata da personaggi interessati ad eliminare quelle frange di tifosi che un tempo erano per loro fonte di un grande business ma che oggi, con l'avvento delle tv a pagamento sono diventati scomodi e non più indispensabili.

Per quanto riguarda la CONTESTAZIONE rivolta al nostro Presidente possiamo dire che sono stati esposti striscioni provocatori poiché da quando Silvio Berlusconi non segue più direttamente tutto ciò che riguarda il Milan la società ha perso quell'identità vincente che la caratterizzava.

Come per Maldini, ribadiamo che anche il Presidente ha sempre goduto meritatamente dell'appoggio incondizionato della Curva Sud, da quando era ricoverato in ospedale fino alle vicende di calciopoli dell'estate 2006 e sfidiamo chiunque a sostenere il contrario.

27 maggio 2009

TIFO VIOLENTO: POLIZIA ARRESTA 14 ULTRAS DEL LECCE

Fonte: agi.it

Gli agenti della Digos della Questura di Lecce hanno arrestato 14 appartenenti al gruppo "Ultras Lecce" del Lecce, in esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, 7 in carcere e 7 agli arresti domiciliari, emesse dal gip di Lecce. Gli arrestati sono ritenuti a vario titolo responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di atti di aggressione e violenza nei confronti di personale e mezzi delle forze dell'ordine, di atti di violenza nei confronti di appartenenti alle opposte tifoserie, di danneggiamenti dei beni e delle vetture, di aver impedito e condizionato la partecipazione degli spettatori alle manifestazioni calcistiche, di aver interferito con violenza e minaccia nell'organizzazione dell'attività sportiva, con particolare riferimento ai giocatori ed ai dirigenti della società "U.S. Lecce". Le indagini, che hanno avuto inizio nel marzo 2008, hanno svelato l'esistenza di un pericoloso sodalizio i cui componenti, tutti appartenenti all'ala piu' estrema del tifo leccese, avvalendosi della forza, in particolare, all'interno della Curva Nord dello stadio di via del Mare, si erano resi responsabili di preordinati e sistematici attacchi e danneggiamenti sia nei confronti delle forze dell'ordine che di appartenenti ad altre tifoserie. Uno degli indagati, inoltre, e' ritenuto responsabile anche di tentato omicidio nei confronti di tre carabinieri poiche', il 16 marzo scorso, nel corso di un corteo non autorizzato organizzato dagli ultras leccesi per celebrare i "100 anni di calcio a Lecce", aveva lanciato un rudimentale ordigno, contenente circa 800 grammi di esplosivo, contro il fuoristrada di servizio dei militari. Lo scoppio della bomba carta causo' un ampio squarcio nel cofano anteriore ed il danneggiamento di alcune parti meccaniche.

26 maggio 2009

A S.Siro striscione vergognoso contro De Falchi

“Orgoglioso di non essere uno di loro” ha detto Paolo Maldini al termine della partita Milan-Roma riferendosi agli Ultras del Milan che hanno rovinato la sua festa d’addio. Ed in silenzio, invece, è passato uno striscione esposto dalle Brigate Rossonere ("Il nostro arresto è in flagranza, il vostro è cardiaco") che faceva riferimento ad Antonio De Falchi, il tifoso romanista morto il 4 giugno del 1989 proprio in occasione di un Milan-Roma, deceduto a causa di un infarto.

Ecco il racconto di quella giornata:

Antonio De Falchi, non ancora diciannovenne, arriva alle 8:30 di mattina alla Stazione Centrale di Milano assieme ad altri tre amici. I quattro decidono di raggiungere San Siro per conto proprio, staccandosi dal gruppetto dei quaranta con cui avevano condiviso il viaggio.
Comprato il biglietto i quattro si avviano verso il cancello 16, con le sciarpe giallorosse nascoste sotto al giubbotto. Sono le 11:35 (la partita sarebbe iniziata alle 16:00). Improvvisamente compare una persona. "Avete una sigaretta?" gli chiede. E poi: "sapete che ore sono?". L'accento romano tradisce Antonio e i suoi amici: un cenno e da dietro una struttura di cemento (c'erano i lavori per Italia 90), sbucano una TRENTINA (!!) di persone. I quattro scappano. Antonio non ce la fa, inciampa (forse per per uno sgambetto) e cade a terra. Lo massacrano a calci a pugni. Dopo una trentina di secondi gli aggressori si mettono in fuga per l'arrivo della polizia. Antonio prova a rialzarsi, è cianotico e respira a fatica; cade nuovamente a terra. Uno degli agenti cerca di rianimarlo con la respirazione bocca a bocca e con il massaggio cardiaco. Inutile. Viene immediatamente caricato sull'ambulanza ma arriva all'Ospedale San Carlo già morto. Intanto la polizia ferma, nei pressi del cancello 16 tre persone. Si tratta di Daniele F. (29 anni), uno dei capi del "gruppo brasato" e tesserato con pass del "Servizio d'ordine" del Milan, di Luca B. (20 anni) e Antonio L. (21 anni). Il funerale (a spese della Roma) viene celebrato il 7 giugno 1989 nella Chiesa di San Giovanni Leonardi a Torre Maura davanti a oltre diecimila persone commosse. Sono presenti Dino Viola (che alla fine della cerimonia abbraccia commosso la madre di Antonio), Peruzzi, Nela (che parla commosso con un fratello di Antonio), Giannini e l'intera Squadra dei Giovanissimi della Roma.
Il 7 giugno 1989 l'autopsia sul corpo di Antonio stabilisce che la causa del decesso è avvenuta per infarto.
Il 13 luglio 1989 il tribunale di Milano stabilisce il verdetto. Luca B. viene condannato a sette anni di reclusione con relativa libertà provvisoria. Daniele F. e Antonio L. sono assolti per insufficienza di prove.
Da La Repubblica del 14 luglio 1989. - Pallida e addolorata la madre di Antonio alla sentenza dice: "E' questa la giustizia? E' uno schifo". E poi: "A me questa sentenza non sta bene. Loro dovevano pagare, anche se nessuno mi può riportare il mio povero Antonio".


sportpeople.net

25 maggio 2009

Comunicato stampa: trapani nel cuore dei trapanesi

Esordiamo con questo comunicato, diffondendo la notizia, che Sabato in data 30 Maggio 2009, la cittadinanza, la Sv, l’intero Consiglio Comunale di Trapani, è invitata a partecipare, alla mobilitazione generale, in favore del Ns amato Trapani Calcio, affinché non scompaia.
La manifestazione, partirà da P.zza Martiri d’Ungheria, attraversando tutta la Via G. B. Fardella, e si fermerà, davanti palazzo D’Ali’.
L’invito è rivolto, a tutta la cittadinanza, ai commercianti, alla classe imprenditoriale, agli impiegati, agli operai, , ai precari, ai disoccupati, agli studenti!
Tale manifestazione, avrà lo scopo di fare capire, a noi Trapanesi, se siamo in grado di debellare la nostra apatia, divenuta ormai cronica, di fare capire a tutti, che il Trapani Calcio, fa parte della Città, e che fa parte della nostra storia, e che quindi, non può e non deve scomparire!
Beh.. noi Ultras siamo diversi, da quanti, leggeranno questo comunicato, e penseranno; unni ni futte nente!!!
Noi metteremo tutta la nostra fede, tutto il nostro orgoglio, pensando che i nostri sacrifici delle Domeniche, non risulteranno invane!!
Noi coinvolgeremo la Città tutta, la classe politica, la classe imprenditoriale, per il bene della Città e del Trapani Calcio.
Noi siamo abitutati a lottare, per questo Sabato scenderemo in campo, facendoci sentire, spronando la gente apatica, mettendo in risalto il nostro orgoglio di essere Trapanesi.
Ma il nostro gesto è mirato a sensibilizzare, quella classe imprenditoriale, che per vari motivi, si estranea dal Calcio e di conseguenza alla Città di Trapani.
Trapani Città di 100.000 mila abitanti, in quanto per noi Tifosi non esistono confini comunali, per noi Trapani, va dalla funivia a torre di Ligny, Trapani città capoluogo, si trova a lottare, per sopravvivere negl’inferi della serie D, allo stato attuale, senza un futuro roseo.
Mentre, ben altre Città piu’ piccole, si trovano in serie superiori, come ad esempio la B. Il nostro gesto, oltre a sensibilizzare la Città intera, è mirato a fare scattare, quella prova d’orgoglio, e perché no, a dare prova di se stessi, rischiando in prima persona, a tutti coloro che in Città si dichiarano imprenditori’ SERI “, d’altronde esserlo, è andare incontro ai rischi.
Il denaro non ha mai avuto posto nella storia, le persone si!!
Noi siamo stanchi di soffrire, anche per questo motivo Sabato 30 Maggio, scenderemo in strada.
Noi siamo stanchi di essere sfruttati, noi siamo stanchi di essere illusi, noi meritiamo rispetto da parte di tutti, nessuno dovrà permettersi, di dire che nel giro di 4 anni, il Trapani sarà in serie B, per poi non mantenerlo, basta!! Basta promesse, basta proclami!
Noi non faciamo parte di caste, ma siamo i quartieri. siamo la Città, siamo l’espressione di un popolo. . . di quello duro, di cui taluni, occupanti a pagamento del solito carrozzone, farebbero meglio a preoccuparsi, NOI NON ABBIAMO NULLA DI CUI VERGOGNARCI!

Tifosi Trapanesi!

24 maggio 2009

Calcio, muore tifoso vicentino caduto da spalti stadio a Parma

Un tifoso del Vicenza di 19 anni è morto, dopo avere fatto ieri un volo di sei metri dagli spalti dello stadio di Parma, durante una partita di Serie B.
Lo ha detto il club vicentino in un comunicato.
Il tifoso, che è morto in ospedale, si era sporto da una inferriata ed è scivolato in uno spazio vuoto tra due sezione del vecchio stadio Tardini.
La partita è stata sospesa per alcuni minuti, mentre arrivavano i soccorsi. Sembra che nessun altro sia stato coinvolto nella caduta.

reuters.com

Bentornato BOCIA .....

Claudio «Bocia» Galimberti, leader della tifoseria atalantina, potrà tornare in curva già da domenica. Il questore di Genova Salvatore Presenti ha infatti sospeso il Daspo di 5 anni (con obbligo di firma) che aveva emesso nei suoi confronti nel marzo scorso.

Si tratta di una sospensione e non di una revoca definitiva del provvedimento, in attesa degli esiti dell'indagine penale aperta dalla magistratura genovese nei confronti del capo degli ultrà nerazzurri. tensione alla stazione Il «Bocia» era accusato di aver ingaggiato una colluttazione con un poliziotto del Reparto mobile alla stazione Genova Brignole il 14 dicembre 2008.
Quel giorno, all'arrivo dei tifosi nerazzurri per Genoa-Atalanta, c'erano stati momenti di tensione. L'agente era stato aggredito da un supporter bergamasco, ma nel parapiglia non aveva saputo riconoscere il responsabile: lo aveva scritto anche nella sua relazione di servizio.
Anche durante una prima visione dei filmati, avvenuta due giorni dopo, il poliziotto non aveva individuato Galimberti. Lo aveva fatto dopo due mesi, al termine di una seconda visione delle immagini.

www.ecodibergamo.it

23 maggio 2009

Parma-Vicenza: tifoso precipita dalla balaustra

Parma-Vicenza e´ stata ´momentaneamente sospesa´ per soccorrere un tifoso veneto che ha riportato un forte trauma alla testa. Il tifoso e´ stato intubato sul posto dai soccorritori presenti allo stadio ed e´ stato trasportato d´urgenza nel reparto di rianimazione dell´ospedale Maggiore di Parma. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, sarebbe caduto dalla balaustra che divide il settore ospiti da un corridoio d´accesso, con un volo di alcuni metri.

ansa.it

20 maggio 2009

La Lazio raccomanda: Non invadete!

Non invadete, per favore. E’ l’appello che fa il club romano in vista del match contro la Reggina: la Uefa ha dertogato al proprio diritto di avere lo stadio della finale a 10 giorni da Manchester-Barcellona, ma vanno evitati danneggiamenti per la festa con cui si celebrerà domani la vittoria della Coppa Italia. «La S.S. Lazio comunica che prima dell'inizio della gara Lazio-Reggina, fissata per domani alle ore 19:30 presso lo stadio Olimpico di Roma, darà corso davanti al proprio pubblico ai festeggiamenti per la conquista della Tim Cup 2008/2009. La società ricorda altresì che ha profuso il massimo impegno perchè la gara stessa si giocasse in casa davanti ai propri tifosi; raccomanda perciò a tutti di mantenere un comportamento corretto ed in linea con i valori sani dello sport verso cui la S.S. Lazio ed i suoi tifosi si sono sempre identificati».

COMUNICATO S.S. JUVESTABIA

A due gare dalla fine, le più importanti di un'intera stagione, ci si
aspettava da parte di tutte le componenti interessate alle sorti della Juve
Stabia un atteggiamento differente. Invece, con estremo disappunto, si è
costretti ad assistere ad un gioco al massacro, da parte della stampa e di
una fetta di tifoseria, che lascia perplessi facendo porre un'inquietante
interrogativo. Ma a chi fa piacere gettare fango sulla Juve Stabia? Chi
trova gusto in questo momento a destabilizzare l'ambiente? Con la squadra
che deve prepararsi ad affrontare nel miglior modo possibile le due gare di
play out, c'è gente che si "permette il lusso" di innescare polemiche
puerili creando un clima di tensione che non aiuta certamente a trovare le
giusta concentrazione in vista delle sfide con il Lanciano. Ultimamente,
poi, si è verificato uno strano fenomeno: molti non hanno rispettato il
ruolo di appartenenza. E' successo, infatti, che la stampa ha cercato di
diffamare piuttosto che informare, facendo pettegolezzi con il semplice
scopo di riempire pagine di giornali o "arricchire" le proprie trasmissioni
televisive; mentre una parte della tifoseria sta cercando in tutti i modi di
inquinare, con polemiche strumentali, un ambiente che dovrebbe, al
contrario, remare dalla stessa parte. Sono stati tanti gli errori commessi
dalla S.S. Juve Stabia spa in questa stagione, errori che sicuramente hanno
determinato l'attuale situazione di classifica, ma la colpa non può essere
addebitata solo e soltanto alla società. In questi undici mesi tutte le
componenti non possono ritenersi esenti da colpe. Questa società ha sempre
accettato la critica, del resto errare è umano, ma a tutto c'è un limite.
Criticare è consentito, accusare e calunniare no!!! La S.S. Juve Stabia spa
non è disposta a tollerare le accuse gratuite che danneggiano la propria
immagine e quella dei suoi tesserati. Stupisce come queste accuse gratuite
provengano, poi, oltre che da altri organi d'informazione, anche da chi come
Metropolis sia uno degli sponsor della squadra. Siamo consapevoli che esiste
la libertà di stampa ed il diritto di cronaca, guai se non fosse così, ma
le ultime notizie pubblicate dal quotidiano Metropolis e diffuse
dall'emittente televisiva Metropolis Tv, riguardanti i calciatori
Monticciolo e Soviero, oltre che tendenziose, hanno esasperato ancora di più
clima con sospetti e veleni. Sarebbe opportuno scrivere per quello di cui si
è a conoscenza e non per sentito dire. Ed invece, si getta benzina sul fuoco
delle polemiche dando risalto alle presunte dichiarazioni di Soviero,
pronunciate alla fine della gara contro la Paganese, o dando
un'interpretazione al commento rilasciato da Monticciolo sul social network
face book. Ma a che gioco giochiamo? Ma può essere costruttivo infiammare
l'opinione pubblica con tali insinuazioni? La S.S. Juve Stabia spa chiede
rispetto e si tutelerà nelle sedi opportune qualora dovesse persistere
questo stato di cose. L'obiettivo della società e della squadra è quello di
lottare con ogni sua forza per ottenere la permanenza in categoria e sarebbe
opportuno che anche i tifosi, che hanno dimostrato in passato attaccamento
alla maglia, si concentrino su quest'obiettivo mettendo da parte le
polemiche ed evitando di sostituirsi alla società chiedendo cessioni,
acquisti, licenziamenti e chi più ne ha più ne metta. Si è giunti nella fase
cruciale della stagione in un clima di tensione che può creare degli
irrimediabili danni. Questo clima non appartiene alla S.S. Juve Stabia spa,
questo clima non piace alla S.S. Juve Stabia !!! Gli attuali soci della S.S.
Juve Stabia, appena un anno fa, hanno evitato con degli investimenti
importanti il fallimento che avrebbe mortificato la centenaria storia
calcistica della città. E' già acqua passata? A distanza di tempo, con le
critiche piovute addosso da tutte più parti, le accuse di incompetenza ed
altro, è stato portato avanti il progetto, onorando tutti gli impegni spinti
dalla passione e dall'entusiasmo. Tutti, ma proprio tutti, devono capire che
difendere la categoria, conquistare la permanenza in Prima Divisione è un
traguardo importante. Poi al termine della stagione verranno tirate le somme
e solo in quel momento potranno essere emessi i verdetti. Se, poi, in quella
data, qualcuno mostrerà il proprio disappunto sull'operato della società, si
sentirà più competente, o nel caso in cui questo clima di veleni e polemiche
sia ancora in essere, gli attuali soci della S.S. Juve Stabia spa sono
disposti anche a mettersi da parte cedendo l'intero pacchetto azionario con
una grossa differenza rispetto al punto di partenza di giugno 2008: quella
di lasciare una società ripulita da tutti i debiti.

S.S. JUVE STABIA SPA
IL DIRIGENTE
NICOLA GIGLIO

Violenza ultrà, ferito uno steward

Fonte: espresso.repubblica.it

Gravi tafferugli sono accaduti al termine della partita di calcio valida per l’ultima giornata del girone A di Prima divisione Lega Pro, tra Portosummaga e Lecco, terminata 2-0 a favore della squadra veneta. Uno steward di 56 anni è rimasto ferito: rischia di rimanere cieco da un occhio. Illeso l’allenatore di casa, l’ex Udinese Alessandro Calori, rimasto oltre mezz’ora asserragliato negli spogliatoi assieme a tutta la squadra. Alla partita aveva assistito dalla tribuna centrale anche il capitano dell’Udinese, Antonio Di Natale, ma l’attaccante bianconero e della Nazionale era già andato via da un pezzo dallo stadio quando sono scoppiati gli incidenti. Nulla lasciava prevedere un simile epilogo. Anche perché i supporter lombardi per tutta la durata dell’incontro hanno sì contestato la squadra, ma senza impegnare più di tanto le forze dell’ordine. Alcuni ultrà comunque, molto arrabbiati perché la squadra dovrà disputare i play-out salvezza con la Sambenedettese, dopo una violenta contestazione sono passati alle vie di fatto. Si sono aggrappati alla recinzione della zona spogliatoi urlando frasi irripetibili verso i calciatori lecchesi. Giocatori e allenatore del Porto sono rimasti negli spogliatoi per motivi di sicurezza, assieme a invitati e giornalisti. Poi, quando il pullman del Lecco ha abbandonato l’area è successo di tutto. Una fitta sassaiola ha investito il mezzo in movimento, colpendo anche alcuni tifosi del Portogruaro che stavano festeggiando tranquillamente la salvezza (già maturata una settimana prima) all’interno dello stadio assieme al dj Toni Dotta. Tra loro i ragazzini della scuola calcio. Uno dei sassi ha colpito in testa un consigliere comunale, che tuttavia non è ricorso alle cure mediche. Negli stessi istanti qualcuno ha cercato di aggredire la fidanzata dell’attaccante del Portosummaga Andrea Maniero. Nel parapiglia, le forze dell’ordine hanno caricato. Lo steward si è trovato in mezzo (stava proteggendo Maniero e la sua ragazza dall’assalto ultrà) ricevendo una manganellata in pieno volto. Sanguinante lo steward nelle gare interne del Portosummaga e massaggiatore della squadra Berretti, è stato accompagnato al pronto soccorso di Portogruaro, proprio in quell’ospedale dove lavora come infermiere. Si era subito reso conto di cosa aveva rimediato. La frattura al setto nasale ha interessato anche un occhio e per questo in serata è stato trasferito all’ospedale di San Donà, per sottoporsi ad ulteriori accertamenti.

19 maggio 2009

Violenza ultras: feriti una decina di tifosi del Torino e due poliziotti

Scene di follia ultras all'esterno dello stadio San Paolo di Fuorigrotta domenica scorsa prima di Napoli-Torino. Centinaia di "tifosi" azzurri (le virgolette sono d'obbligo) hanno preso di mira un pulmino con a bordo una decina di supporters granata che si erano fermati nei pressi di piazzale Tecchio per chiedere informazioni ad alcuni poliziotti su come raggiungere il settore ospiti a loro riservato. Sono bastati pochi attimi, e non appena i tifosi del Torino sono stati avvistati da quelli del Napoli è partita l'aggressione nei loro confronti. I malcapitati tifosi hanno cercato di rintanarsi nel proprio mezzo anche perché in netta inferiorità numerica, mentre gli aggressori hanno preso d'assalto la vettura distruggendola e scagliandosi poi contro gli stessi occupanti del mezzo.
L'aggressione è feroce, con bastoni di legno, catene e caschi da utilizzare come mezzo contundente, mentre altri 'complici' esplodono potenti petardi per agevolare la loro 'opera'. Poco possono fare una ventina di poliziotti presenti, un numero assolutamente esiguo per opporre una valida resistenza contro un numero di persone tanto più grande e per di più animate da tanta violenza. Almeno fino all'arrivo di una cinquantina di agenti in tenuta antisommossa: il rinforzo mette infatti i teppisti in fuga in pochi attimi.
Alla fine si conteranno una decina di tifosi granata feriti, ai quali verranno riscontrate per fortuna solo delle contusioni dopo essere stati trasportati al vicino ospedale San Paolo. Feriti anche un paio di poliziotti. I tifosi del Torino hanno poi dato una sommaria descrizione degli aggressori, molti a volto coperto, per facilitare le indagini dopo la denuncia, mentre la Scientifica ha tentato di rilevare delle impronte dal mezzo preso d'assalto.
Gli investigatori della Digos confidano di risalire in breve tempo ai responsabili degli incidenti, molti dei quali potrebbero essere persone già schedate per fatti analoghi. Quella di domenica è stata una delle pochissime volte in questo campionato in cui il Casms ha permesso l'arrivo a Napoli della tifoseria ospite. Una decisione che aveva sorpreso non poco e che alla fine si è purtroppo rivelata controproducente per l'idiozia di non poche persone.

sportpeople.net

18 maggio 2009

Cari sampdoriani, grazie per non aver rotto il treno!

Il responsabile della Divisione Passeggeri Nazionale e Internazionale delle Ferrovie dello Stato, Pasquale Cammisa, ha inviato una lettera al presidente della Federclubs, Claudio Bisio, complimentandosi per il comportamento dei sostenitori blucerchiati durante la trasferta all’Olimpico di mercoledì scorso: «A conclusione dell’evento che ha visto giungere a Roma così tanti tifosi – è scritto nella lettera -, sento il dovere e il piacere di congratularmi con il vostro club e con tutti i vostri tifosi per il comportamento dimostrato sia durante il viaggio che sul campo di gioco: correttezza, spirito sportivo, civiltà di comportamento sono valori che vanno ben oltre il risultato dell’incontro e che fanno ben sperare per quel patrimonio di civiltà che vogliamo passare anche alle prossime generazioni di cittadini e di tifosi». La Federclubs vuole condividere questo merito della tifoseria organizzata e non con Fedelissimi, Fieri del Fossato, Ultras Tito Cucchiaroni e San Fruttuoso, organizzatori dei convogli.

fonte: il secolo XIX

JUVE-ATALANTA: STRISCIONE 'NO A LAPO PRESIDENTE'

"17 maggio, presenti contro l'ultima ingiustizia". I tifosi della Juventus protestano così con uno striscione esposto fuori dallo stadio contro la condanna a giocare a porte chiuse contro l'Atalanta. Altri striscioni con i nomi dei club del tifo sono stati esposti sempre all'esterno dell'Olimpico. Non manca un messaggio contro Lapo Elkann ("No a Lapo presidente") e il solito contro Cannavaro, che una parte degli ultras continua a non volere di nuovo in bianconero.

17 maggio 2009

Comunicato uffiaciale RED BLUE EAGLES L'AQUILA 1978

I Red Blue Eagles L'Aquila 1978 rendono noto i primi risultati del conto corrente bancario aperto in seguito al terremoto del 6 Aprile 2009
(per tutte le informazioni vedi precedenti comunicati)
, al giorno 15 Maggio 2009, i gruppi Ultras che hanno già aderito alla nostra iniziativa sono:
ASSOCIAZIONE SPORTIVA GUBBIO 1910
PANTHERS FANO 77
GIOVANNINI S.N.C. (un Ultras Curva Sud Roma)
CANI SCIOLTI LECCE
CRIPS 1988 CASERTA
FEDAYN BRONX CASERTA
SETTORE SUD CASERTA
FOREVER ATALANTA
CURVA SUD BENEVENTO

Al momento la cifra raccolta è pari a 4.005,22 €.
Altri gruppi Ultras si stanno adoperando alla raccolta fondi e saranno prossimi al versamento. Raccomandiamo a tutti di precisare bene il nome del gruppo di appartenenza, per noi è importante saperlo.
I risultati verranno aggiornati periodicamente: su internet, giornali sportivi e riviste ultras.
Ringraziamo tutti i gruppi Ultras che hanno già aderito e tutti quelli che lo faranno prossimamente.

IL VOSTRO GESTO NON SARA' MAI DIMENTICATO
PER SEMPRE ULTRAS
NON E' FORTE CHI NON CADE MA E' FORTE CHI CADE E SI RIALZA, L'AQUILA RIALZATI E TORNA A VOLARE.
RED BLUE EAGLES L'AQUILA 1978

14 maggio 2009

Lazio-Samp: tre tifosi arrestati e 7 denunciati, agenti feriti

ROMA (Reuters) - Tre tifosi sono stati arrestati e altri sette denunciati tra ieri sera e questa notte a Roma in occasione della finale di Coppa Italia Lazio-Sampdoria, come si legge in una note delle forze dell’ordine. 


Due tifosi della Sampdoria sono stati arrestati prima della partita all’ingresso dello stadio, uno perché trovato in possesso di un fuoco d’artificio e l’altro per resistenza a pubblico ufficiale. Altri quattro tifosi della Lazio sono stati invece denunciati per avere scavalcato le barriere interne allo stadio.
Al termine della partita sono stati denunciati altri tre tifosi: uno della Sampdoria, che aveva cercato di entrare in campo, e altri due della Lazio per aver lanciato dei fumogeni.
Dopo la partita, durante i controllo preventivi predisposti nel centro di Roma e in particolare in Piazza del Popolo, in Piazza di Spagna ed in via Condotti, poliziotti in borghese hanno arrestato un tifoso della Lazio che aveva aggredito un agente della Mobile, a cui è stata diagnosticata una frattura.
“Nello stesso contesto sono stati danneggiati alcuni mezzi, in particolare una volante, ed hanno riportato delle contusioni varie quattro appartenenti alle forze dell’Ordine, due poliziotti e due carabinieri, medicati e dimessi con prognosi dai 4 ai 10 giorni salvo complicazioni”, si legge in una nota.

Coreografia LAZIO - SAMPDORIA



coreografia:
distinti blu curva a scacchi bianco celesti tribuna tevere con bandiere a scacchi bianco celesti...niente di così straordinario,sopratutto a paragone con il passato,di questi tempi però è già un successone



Roma, ancora striscioni contro la Sensi I tifosi dell'Utr hanno chiesto un incontro

«Incapace vattene» e «Virtuosa de che? La nostra sfortuna è Rosella Sensi». Così è cominciata la mattina per i giocatori della Roma, accolti da questi striscioni fuori da Trigoria. E i tifosi dell'Utr (unione tifosi romanisti) hanno chiesto un incontro alle presidentessa, che ieri ha risposto alle critiche, per parlare del futuro della società. Il Consiglio direttivo dell'unione ha comunicato che «raccogliendo l'istanza di tanti associati, ha inviato una lettera al presidente della Roma chiedendo un urgente incontro per acquisire i punti fondamentali del futuro progetto».

13 maggio 2009

TREVISO-VICENZA: DENUNCIATI 50 TIFOSI PER SCONTRI

Circa cinquanta di tifosi giunti ieri sera a Treviso per assistere all'incontro di calcio di serie B fra Treviso e Vicenza sono stati denunciati dalla polizia in seguito ad una rissa scoppiata all'esterno dello stadio Tenni, nel corso della gara. Uno di essi, già raggiunto in precedenza da un decreto di allontanamento dagli impianti sportivi (Daspo), è stato arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Nelle operazioni per sedare il tafferuglio, due agenti di polizia avevano dovuto far ricorso alle cure del Pronto Soccorso per ferite giudicate guaribili in cinque giorni.

repubblica.it

11 maggio 2009

Cagliari: sequestrata la sede degli Sconvolts

La lotta alle “frange estreme del tifo” assume sempre più i connotati tipici della repressione contro i gruppi violenti dell’estremismo politico. Dopo la chiusura degli stadi e le trasferte vietate, ecco il sequestro delle sedi dei gruppi ultras. Il primato, poco invidiabile, di prima sede sequestrata spetta agli Sconvolts Cagliari.
Secondo l’accusa, la sede di via del Collegio ha rappresentato per il gruppo di tifosi “un sicuro punto di riferimento – spiega una nota della Questura – un luogo di aggregazione ove esercitare il proselitismo e un’esternazione della sussistenza di una ‘entita” idonea ad aggregare individui animati dalla stessa mancanza di qualsiasi valore civico. Dalla prepotenza del gruppo non sono riusciti a salvarsi nè i luoghi nè le persone – conclude la Questura di Cagliari – visto che il forte vincolo associativo era in grado di condizionare perfino la partecipazione agli incontri di calcio degli altri cittadini.” 
( L’Unione Sarda)

Sequestrata la sede degli Sconvolts Prima sede ultras chiusa in Italia

Dopo la chiusura a seguito di vari episodi di violenza, ora è arrivato anche il sequestro della sede degli Sconvolts, il gruppo di ultras del Cagliari. E' stato il tribunale (seconda sezione penale) del capoluogo sardo a firmare il decreto, sollecitato dalla Questura, fissando per il 19 maggio l'udienza di convalida. Si tratta del primo provvedimento del genere adottato in Italia, come ha sottolineato oggi il questore Salvatore Mulas nel corso della cerimonia per il 157esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato.

CHIUSA DOPO L'AGGRESSIONE AI TURISTI SICILIANI. La sede degli ultras, che si trova nel centro storico del capoluogo sardo, era stata chiusa con un provvedimento del questore al termine delle indagini seguite all'aggressione di una comitiva di studenti messinesi, il giorno della gara Cagliari-Catania. Il provvedimento è stato notificato nei giorni scorsi al proprietario dell'immobile dalla Divisione Anticrimine della Questura di Cagliari, che ha anche chiesto la misura della sorveglianza speciale per V********* M****, un pregiudicato considerato il leader degli "Sconvolts".

LA MOTIVAZIONE.
Secondo l'accusa, la sede di via del Collegio ha rappresentato per il gruppo di tifosi "un sicuro punto di riferimento - spiega una nota della Questura - un luogo di aggregazione ove esercitare il proselitismo e un'esternazione della sussistenza di una 'entita" idonea ad aggregare individui animati dalla stessa mancanza di qualsiasi valore civico. Dalla prepotenza del gruppo non sono riusciti a salvarsi nè i luoghi nè le persone - conclude la Questura di Cagliari - visto che il forte vincolo associativo era in grado di condizionare perfino la partecipazione agli incontri di calcio degli altri cittadini.



sportpeople.net

6 maggio 2009

Gabriele Sandri: il proiettile non fu deviato

«Ho provato a fare un gesto come per farli fermare, il gesto istintivo di alzare il braccio o tutti e due, non ricordo. Mi sono reso conto che il colpo è partito quando ho sentito il rumore». Lo ha detto il poliziotto Luigi Spaccarotella stamani durante l’udienza in Corte d’Assise ad Arezzo per il processo che lo vede imputato di omicidio volontario per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri. Prima che parlasse l’agente, uno dei difensori, Francesco Molino, ha detto che avrebbe fatto solo dichiarazioni spontanee. Quando Spaccarotella ha iniziato a parlare, il padre e la madre di Gabriele sono usciti dall’aula. L’agente ha quindi spiegato di non saper precisare se quando il colpo è partito era a fine corsa o se si era già fermato. «Ho visto l’auto partire – ha aggiunto Spaccarotella – e ho pensato: è andata bene. Non mi sarei mai aspettato nella vita di causare la morte di nessuno». L’agente ha più volte ribadito: «Non c’era la volontà di provocare la morte. Non mi aspettavo succedesse niente di tutto questo».

Ricostruendo le fasi dello sparo che uccise Sandri, Spaccarotella ha detto: «Sono arrivato affannato, anche per l’asma che mi perseguita da quando avevo 16 anni. Erano momenti concitati: lo stress, la corsa, l’asma». A quel punto una persona dal pubblico ha urlato: «Dicci la verità». La voce è stata zittita dal presidente della Corte d’Assise Mauro Bilancetti. Spaccarotella ha quindi continuato dicendo: «Non è stata una cosa volontaria, non volevo uccidere nessuno». Poi, riferendosi da quanto dichiarato dai suoi colleghi che nelle scorse udienze hanno detto che lui disse loro di aver sparato il colpo in aria, Spaccarotella ha spiegato: «Intendevo che non era rivolto contro niente e nessuno». Prima di raccontare la fase cruciale dello sparo, l’agente ha detto che aveva notato una zuffa dall’altra parte dell’ autostrada, di aver sparato un primo colpo in aria perchè lo scontro non cessava nonostante la sirena accesa, di aver visto spranghe e di aver pensato che fosse qualcosa di più grave di una zuffa e di aver quindi inseguito parallelamente il gruppo di giovani che poi sono saliti in auto partendo.


DANIELA SANDRI: “SBAGLIATO NON INTERROGARE L’AGENTE” «Sono rimasta sconcertata a non sentirlo interrogare. Se fosse onesto direbbe: ‘Ho sbagliato, pagò». Così Daniela Sandri, madre di Gabriele, il tifoso ucciso l’11 novembre 2007 ad Arezzo, ha commentato la decisione dei legali del poliziotto Luigi Spaccarotella di fargli rilasciare solo dichiarazioni spontanee, evitando così il controesame in aula. «Poteva rispondere – ha aggiunto Daniela Sandri – si doveva difendere, non mi sembra un uomo. Ho sentito dichiarazioni nelle quali si è contraddetto». Per il padre di Gabriele, Giorgio, Spaccarotella «ha voluto evitare di dire per l’ennesima volta delle bugie. Se io fossi innocente vorrei affrontare il tribunale per far capire che quello di cui sono accusato non è vero. Invece lui ha parlato di bronchite asmatica e stress, come se con questo fosse possibile difendersi». Uno dei difensori dell’agente, Federico Bagattini, ha spiegato ai giornalisti che quella delle dichiarazioni spontanee è stata una scelta dei difensori «sulla base di una valutazione sia umana, sia tecnica. Umana perchè Spaccarotella è una persona di grandissima fragilità emotiva, quindi, probabilmente non avrebbe retto il controesame. Tecnica, perchè secondo noi il processo ha offerto spunti positivi per la difesa e non ci sembrava che fosse necessario destabilizzarlo, sottoponendo l’imputato al controesame».

IL PUBBLICO GRIDA: “ASSASSINO” Al termine dell’udienza di stamani in Corte d’Assise d’Appello ad Arezzo, dopo che l’imputato Luigi Spaccarotella, accusato dell’omicidio di Gabriele Sandri, aveva rilasciato dichiarazioni spontanee, chiusa l’udienza, prima che l’agente lasciasse il suo banco, dal pubblico qualcuno gli ha urlato: «Vergognati, verme, assassino». Anche durante l’esposizione dell’agente, una persona del pubblico aveva gridato: «Dicci la verità», ma era stata subito zittita dal presidente della Corte Mauro Bilancetti, che qualche minuto prima aveva invitato ad uscire una persona che stava mostrando una foto di Gabriele Sandri. Prima delle dichiarazioni spontanee dell’agente, avevano parlato due colleghi di Spaccarotella e poi il medico legale di parte civile, Costantino Cialella. Quest’ultimo aveva spiegato che analizzando i fori di ingresso del proiettile nel collo di Gabriele Sandri e il foro del vetro, oltre alla velocità con cui viaggiava lo sparo, si deduceva che prima di raggiungere Sandri il colpo aveva impattato solo contro il vetro dell’auto e la catenina che Gabriele portava al collo, escludendo di fatto la deviazione della rete dell’autostrada. Davanti al tribunale sono stati appoggiati in terra tre striscioni con scritto: «Bronchite asmatica + stress = il vostro certificato per uccidere. Vergognatevi».

fonte: Leggo online

ULTRAS BARI: NON E' NOSTRO STRISCIONE SU BOSS

"Lo striscione esposto nella curva nord, per ricordare Michelangelo Stramaglia, non è una iniziativa degli Ultras Bari": tramite uno dei suoi leader, il direttivo del gruppo ultrà della squadra pugliese ha così commentato l'esposizione ripetuta nel corso della partita di ieri sera tra Bari ed Empoli di un telo con scritto 'Ciao Chelangelo', per commemorare il boss Michelangelo Stramaglia, ucciso in un agguato a Valenzano (Bari) nei giorni scorsi. Negli ambienti della curva più voci sottolineano che "è usuale ricordare con striscioni i tifosi recentemente scomparsi" e che "in questo caso l'iniziativa potrebbe essere partita dallo stesso figlio di Stramaglia".
Fonte: sport.repubblica.it

5 maggio 2009

La polizia al posto dell’arbitro

Le partite potranno essere bloccate o sospese definitivamente non soltanto a causa di striscioni razzisti.
La vicenda Balotelli, accaduta lo scorso Juventus-Inter del 18 aprile, ha spinto infatti il capo della polizia Manganelli ad intervenire, ed ora le gare, si potranno interrompere anche per via di ululati di sfondo razziale.
La novità è che la sospensione della partita non verrà decisa dall’arbitro, scelta considerata fin troppo “pesante”, ma dall’autorità dell’ordine di pubblico.
In questo modo si vuole evitare il ripetersi del brutto episodio accaduto durante il derby di Roma del 2004, quando la gara fui sospesa per voci di una presunta morte di un bimbo, rivelatesi poi infondate.
La partita incriminata, potrà quindi essere bloccata prima per 5 minuti ed eventualmente definitivamente.


fonte:  Goal.com

Bologna: Perché la maglietta “NO alla tessera del tifoso”

Fonte: Forever Ultras 1974

E’ già da un po’ di tempo che si sente parlare di questa “tessera del tifoso”, ma ancora non si sa precisamente come funzionerà, chi ne avrà diritto e chi no, quando entrerà in vigore... o meglio, a grandi linee molte di queste cose si sanno, ma di certo non sarà altro che un’ulteriore strumento di schedatura e di limitazione della libertà personale per coloro che ancora vogliono tifare con passione la propria squadra del cuore in uno stadio, e che ancora non si sono adeguati all’idea di assistere alla partita davanti ad una tv a pagamento. Negli anni i frequentatori degli stadi hanno già subito parecchie limitazioni e violazioni alle proprie libertà personali, vedi i biglietti nominali con l’obbligo di mostrare un documento all’ingresso dello stadio, i tornelli, l’obbligo di acquistare il biglietto per una partita della propria squadra in trasferta in prevendita e non il giorno stesso della partita, per non parlare della repressione sempre più pesante sui gruppi ultras organizzati delle curve e il dover dichiarare alla questura l’esposizione del proprio striscione (cosa a cui noi non ci siamo mai piegati, e gli striscioni che abbiamo esposto in ricordo di qualcuno non sono mai stati faxati in questura!). Tutti questi provvedimenti sono stati spacciati da chi li ha emessi come risolutori della violenza negli stadi, come se gli unici problemi del calcio e di questo paese fossero i tafferugli prima, durante o dopo una partita di pallone, mentre chi ha rovinato il sistema calcio con calciopoli, passaporti falsi, doping amministrativo e così via è ancora al proprio posto e l’opinione pubblica non si scandalizza. Sia chiaro, quando si sbaglia è giusto pagare, non vogliamo fare del vittimismo, però è ipocrita nascondersi dietro al problema della violenza negli stadi per distruggere il tifo organizzato e la passione delle curve a favore di spettatori seduti, composti, lobotomizzati, che pagano un prezzo del biglietto salatissimo, che vanno in un centro commerciale a vedere la partita anziché in uno stadio, perché è questo lo scopo dei signori che hanno adottato questi provvedimenti e che per dare la botta definitiva stanno spingendo per fare diventare obbligatoria questa tessera del tifoso, già adottata in via sperimentale da Milan e Inter e probabilmente, sempre in via sperimentale, anche dal prossimo campionato in Lega Pro (la ex serie C), per poi pian piano estenderla anche nelle serie maggiori, ma probabilmente basterà il prossimo casino grosso per farla diventare obbligatoria dappertutto in quatto e quattr’otto, come successe due anni fa con i tornelli dopo l’omicidio dell’ispettore Raciti a Catania.
Per spiegare meglio come funziona questa tessera del tifoso siamo andati a pescare un’analisi teorica e pratica dal sito www.asromaultras.it (gestito dall’avvocato romano Lorenzo Contucci, esperto in cause ultras) sulla tessera “cuore rossonero” adottata dal Milan:

COSA E': È lo strumento che ti consente l'ingresso allo stadio. A partire dalla stagione 2008/2009, infatti, Cuore Rossonero sostituirà la tessera di abbonamento e sarà il supporto su cui caricare i biglietti delle singole partite. Andrà a sostituire nel tempo il biglietto cartaceo.
È un attestato di fedeltà del tifoso. Per la prima volta grazie a questo strumento sarà possibile premiare la tua passione attraverso l'attribuzione di un punteggio. I Punti Stella - questo il nome dei punti assegnati - ti permetteranno di accedere a una speciale classifica che diventerà strumento per premiare i tifosi più fedeli. In base al numero di Punti Stella accumulati sulla Carta, infatti i titolari di Cuore Rossonero potranno godere di speciali facilitazioni nell'acquisto di biglietti per particolari partite.
E' anche una carta prepagata Cuore Rossonero, in quanto carta bancaria potrà essere utilizzata anche come una qualsiasi prepagata ricaricabile. In futuro ti consentirà di acquistare biglietti e tessere attraverso gli sportelli bancomat e/o su internet.
È uno strumento di Loyalty (fidelizzazione). Tramite l'utilizzo di Cuore Rossonero in esercizi commerciali convenzionati potrai accumulare speciali Punti Milan per vincere fantastici premi e indimenticabili giornate all'insegna dei colori rossoneri o in compagnia dei tuoi campioni. Sono inoltre in fase di studio e predisposizione alcune iniziative per accrescere sempre di più la fidelizzazione dei nostri sostenitori.

CHI NON LA POTREBBE AVERE, SECONDO IL SITO UFFICIALE DEL MILAN: L'abbonamento non sarà emesso a:
- soggetti che sono sottoposti a provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 (cosidetto DASPO),
- soggetti che siano stati condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.
Nel corso della stagione sportiva o dopo il rilascio della Carta, inoltre, le tessere intestate a (o utilizzate da) persone che risultassero destinatarie dei provvedimenti sopra indicati, saranno invalidate e inserite in apposita black list. Si ricorda inoltre che, in conseguenza dell'inserimento in black list, la Carta Cuore Rossonero sarà revocata: diverrà quindi inutilizzabile con conseguente risoluzione di ogni rapporto contrattuale ad essa connesso e saranno azzerati i Punti fedeltà fino a quel momento accumulati.

COME VIENE RILASCIATA: È rilasciata dalla Società sportiva previo nulla osta della Questura competente che comunica l’eventuale presenza di motivi ostativi (Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni).

COSA STA INVECE ACCADENDO: Dal sito del Milan si apprende che chi ha una diffida in corso non può avere la tessera "cuore rossonero". Anche il Dott. Massucci (O.N.M.S.), in una intervista a "Il Romanista" di qualche tempo fa (vedi aggiornamenti del 13 dicembre 2008), disse che "Per i Daspo, invece, parliamo solo di quelli in atto. Non di quelli scontati".
La cosa sarebbe del tutto ovvia, visto che il diffidato non può entrare allo stadio e una misura del genere aumenterebbe la sicurezza in ordine alla non frequentazione dello stadio da parte del diffidato.

Tuttavia a Milano non sta accadendo questo.
Sta infatti accadendo che anche le persone che hanno scontato una diffida in passato, hanno avuto comunicazione con lettera raccomandata a.r. che la loro tessera "Cuore rossonero" non vale più, e quindi non possono più andare allo stadio, in casa o in trasferta. Per tutta la loro vita.
Questo vale addirittura per coloro che, scontata la diffida, siano stati assolti nel procedimento penale che ha dato origine alla diffida stessa.
In altre parole, chi è stato diffidato ANCHE SE INGIUSTAMENTE perché poi è stato assolto, non potrà MAI PIU' ANDARE ALLO STADIO!
In effetti, rileggendo bene la norma (art. 9 della Legge Amato n. 41 /2007), si capisce che mostro giuridico ha creato il precedente Ministro dell'Interno:

Art. 9. Nuove prescrizioni per le società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio:
1. E' fatto divieto alle società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili della emissione, distribuzione, vendita e cessione dei titoli di accesso, di cui al decreto ministeriale 6 giugno 2005 del Ministro dell'interno, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 30 giugno 2005, di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

Quindi, cari ragazzi, visto che il modello di tessera del Milan sarà quello che verrà adottato in tutta Italia, il piano diabolico di Amato/Maroni e soci si sta compiendo.
In base alla Legge Amato, tutti quelli che hanno ricevuto una diffida, in qualunque anno, per qualsiasi ragione e qualsiasi sia stato l'esito del procedimento penale, non potranno avere la tessera del tifoso e quindi non potranno andare più allo stadio. Per sempre. Anche se innocenti e assolti dal giudice penale!

Sì regaz, avete letto bene: fondamentalmente chi ha avuto una diffida, colpevole o meno del reato per cui è stato denunciato, non potrà avere la tessera del tifoso, per cui non potrà più mettere piede in uno stadio. Questo, oltre ad essere una gravissima limitazione della libertà personale, porta alla morte dei gruppi organizzati; che senso avrebbe continuare tranquillamente la propria attività di gruppo quando una parte di ragazzi del gruppo stesso non potrà mai più entrare in uno stadio perché non ha diritto ad avere la tessera del tifoso?!? E poi invece di fare premi fedeltà come se fosse la tessera di un supermercato (dimostrazione che ormai i tifosi sono considerati non appassionati ma utenti!!) perché non parlare per esempio di abbassare i prezzi dei biglietti negli stadi, visto che si arriva a pagare anche 25€ una curva in serie A, nel settore che dovrebbe essere “popolare”!! Per tutti i motivi sopra elencati cercheremo di protestare in ogni maniera contro questo ennesimo sopruso, e cominciamo da oggi con la vendita di una t-shirt con scritto appunto NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO e con la distribuzione di questo volantino informativo, e non bisogna abbassare la guardia perché qui c’è veramente in ballo la libertà personale e la sopravvivenza dei gruppi organizzati…sì, sopravvivenza abbiamo detto, perché in questi anni hanno fatto di tutto per farci sparire ma non ce l’hanno fatta, che non sia questo invece lo strumento per farlo!!

Forever Ultras 1974

4 maggio 2009

«Aspettati per un anno, oggi giochiamo noi». E la Sud contesta col pallone

«Vi abbiamo aspettato un anno, oggi giochiamo noi». I gruppi della curva sud lo avevano annunciato in settimana, tramite un breve comunicato. Domenica pomeriggio lo hanno fatto. Due mini porte, dieci amici in campo, con la folla degli altri tifosi a delimitare il campo di gioco. A fare da cornice bandiere, stendardi e tanti cori contro squadra e società. Così i militanti dei gruppi ultrà romanisti si sono affrontati in un mini torneo di calcetto (cinque contro cinque) nel piazzale antistante la curva sud, scegliendo di boicottare per protesta, la partita vera e propria.

«Una protesta, civile, goliardica, ma al tempo stesso inequivocabile – dicono gli ultrà, che preferiscono rimanere anonimi – siamo stufi di questa dirigenza e dello scarso impegno dei giocatori». Nel mirino delle critiche l’operato di Rosella Sensi, giudicata colpevole, dopo l’incontro avvenuto in settimana a Trigoria, di «avere scarso rispetto per i tifosi». Ma loro, gli ultrà, non salvano nessuno. Sotto accusa anche rosa e tecnico: «La sconfitta di Firenze è stata la fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ora basta».

Così mezz’ora prima che l’arbitro Damato fischiasse l’inizio delle ostilità sul prato verde dell’Olimpico, nell’antistadio già avevano iniziato da qualche minuto. Il torneo degli ultrà era articolato in cinque match da 20 minuti ciascuno, ad eliminazione diretta. Alla fine l’hanno spuntata i Fedayn, aggiudicandosi la finale per 1-0, ai danni dei Boys, altro gruppo storico della sud.

Al posto del prato l’asfalto ruvido, niente tacchetti né parastinchi, e anche le maglie non sono quelle ufficiali griffate As Roma, ma t-shirt e polo autoprodotte dai vari gruppi: Boys, Fedayn, Padroni di casa, Ultras Roma Primavalle, Irish Clan, Giovinezza e altri. «Mancano solo gli Ultras romani» dicono gli organizzatori della protesta, che seppur senza dirlo apertamente, alludono alla posizione piuttosto filo societaria degli ultimi («Il perché della loro assenza? Non lo sappiamo»).

La partita nella partita dura circa un’ora e trenta, e per larghi tratti attrae gli spettatori assai più che la partita vera e propria. Nella sud, listata “a lutto” per mezzo di eloquenti striscioni fissati sulle vetrate dei rispettivi gruppi («Vattene»), ci sono ampi spazi vuoti. «La gente preferisce il calcio vero – dice Andrea, un astante della partitella - rispetto a quei quattro mercenari senza dignità».

All’astinenza da Roma si resiste 45 minuti. Quando Roma e Chievo Verona fanno il loro ingresso in campo per il secondo tempo, la sud è praticamente piena. Ma niente tifo, al posto dei cori di sostegno, bordate di fischi, cui segue a più riprese, come un tormentone, il grido arrabbiato «Rosella Sensi bla, bla, bla».

Ad ogni tocco sbagliato dei giocatori in maglia giallorossa la curva fischia. Sergio, 35 anni, più di 20 passati in curva, scuote la testa: «Non è questo il modo – dice contrariato – Chi ha scelto di vedere comunque la partita, dovrebbe rispettare la protesta dei gruppi e restare in silenzio. L’indifferenza è la miglior cosa». Altri, come Andrea, hanno scelto di prendere posto sugli spalti fin dal primo minuto: «Preferisco le contestazioni vecchia maniera – dice, aggiustandosi la visiera del berretto – tutti dentro lo stadio, con cori e striscioni per gridare la nostra rabbia». Lui la scelta dei gruppi la rispetta, pur senza condividerla: «Un’iniziativa goliardica, che però rischia di passare inosservata».

Ma i gruppi ultrà a passare inosservati non ci tengono proprio, così a pochi minuti dal fischio finale, fanno il loro ingresso sugli spalti. La Roma in campo latitata, la sud ribolle di rabbia, i gruppi danno voce al malcontento. La folla si trasforma in muro di mani, i cori vengono scanditi da scrosci ritmati «Noi non siamo sul libro paga», e ancora «Meglio di voi, giochiamo meglio di voi», per chiudere con un provocatorio «ma la Roma dove sta». Al 90° il fischio dell’arbitro viene seppellito dal mare dei fischi del pubblico, la sud invita la Roma «sotto la curva», ma la squadra non raccoglie.

La domenica amara del tifo romanista si conclude con l’ennesimo «Sensi vattene» urlato a perdifiato, mentre sul viale del Foro italico papà Roberto, 40 anni, da 30 abbonato alla Roma, cerca di spiegare al piccolo Valerio, sette anni, oggi per la prima volta allo stadio, che tifare la Roma significa anche e soprattutto delusioni come questa: «Un giorno dirai – dice rivolto al figlio - la mia storia è iniziata con Roma-Chievo 0-0». Lui annuisce, per nulla intristito: «Tanto domenica prossima vinciamo».

Nel ricordo di Gabriele, la Nord abbraccia Cristiano Sandri


La Curva Nord invita tutti coloro che desiderano esprimere personalmente la propria solidarieta' alla famiglia Sandri per il dramma che li ha colpiti con l'OMICIDIO del povero Gabriele, sabato alle ore 17.30 presso il Baretto.

Cristiano Sandri che sara' ospite della Nord se desiderera' assistere all'incontro, presentera' l'autore del libro sul Fratello.

La Nord auspica un'OCEANICA presenza per salutare il fratello di colui che e' stato vittima della piu' VERGOGNOSA pagina della storia nella gestione dell'ordine pubblico.

Mostriamo a tutti come la NORD NON DIMENTICHERA' MAI e come MAI SMETTEREMO DI CHIEDERE GIUSTIZIA.

GABRIELE SEMPRE CON NOI !!!

2 maggio 2009

Coreografia Gemellaggio Inter - Lazio

  

Gemellaggio tra tifosi laziali e interisti il 2 maggio 2009, con l'omaggio a Gabriele Sandri, tifoso biancoceleste morto nel 2007.