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31 ottobre 2009

Comunicato Direttivo Corallini

COMUNICATO “CORALLINI 99”

Il Direttivo “Corallini 99” comunica che, diserterà le prossime partite casalinghe a partire da oggi in segno di protesta contro dirigenza, squadra e chi ci ha portato nel baratro, dati gli ultimi risultati negativi in una categoria che già di per se ci sta stretta.
Continueremo a seguire la Turris 1944 solo in trasferta fino a data da destinarsi.

Torre del Greco 31-10-2009 Direttivo Corallini 99

28 ottobre 2009

Ultras “dimentica” la firma, condannato un anno

Fonte: "ilsecoloxix.ilsole24ore.com"

È costato davvero caro, il lancio di un fumogeno in campo a un tifoso dello Spezia. Una volta accendere torce e fumogeni in curva era consuetudine e folclore. Oggi è reato gravissimo. Quasi equiparato a una rapina. Senza considerare le pene accessorie. Ne sa qualcosa E. M., meglio conosciuto come don M., per il suo travestimento da prete che sino a qualche tempo fa esibiva al Picco mentre “benediva” il campo di gioco.

M. sta vivendo una vera e propria odissea giudiziaria. Nel marzo scorso venne condannato a un anno e mezzo per il lancio del fumogeno. Episodio che avvenne durante la partita Spezia-Pro Settimo Eureka dell’anno scorso e ripreso dalle telecamere interne dello stadio.

Il comportamento fece scattare automaticamente il provvedimento di diffida e quindi il divieto ad assistere a manifestazioni sportive. Non solo. Ogni volta che gioca lo Spezia don M. deve ripiegare l’abito talare e presentarsi in questura.

Nella partita infrasettimanale Albese-Spezia del gennaio scorso M. probabilmente si dimenticò di presentarsi davanti al poliziotto di servizio un’ora prima della partita come previsto dall’ordinanza. Ma lo fece regolarmente nel corso della ripresa. Per quella dimenticanza M. venne denunciato all’autorità giudiziaria. Un reato considerato grave dopo l’approvazione della legge Maroni, che ha voluto imprimere un giro di vite contro la violenza negli stadi. Così ieri M. è comparso davanti al giudice Mario De Bellis per rispondere delle accuse.

Il pubblico ministero Alessandro Casseri ha compreso la particolare situazione e ha chiesto il minimo della pena prevista dalla legge. Ma per questo tipo di reato la legge prevede comunque una condanna davvero pesante. Così il giudice, pur accogliendo la richiesta dell’accusa, ha inflitto all’imputato un anno di reclusione e diecimila euro di multa. Che aggiunti alla condanna precedente fanno due anni e mezzo di carcere. Tutto per un fumogeno lanciato sull’erba del Picco durante una partita di quinta serie...

Scontri a Verona, assolti gli otto ultrà

IL MATTINO

Assolti per non aver commesso il fatto. Questa la sentenza del giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Verona che ha deciso per l'assoluzione completa degli otto ultras della Cavese, arrestati e poi rimessi in libertà per gli scontri scoppiati nel febbraio del 2008 prima della gara giocata al Bentegodi tra Verona e Cavese. Ieri mattina a Verona si è concluso così il rito abbreviato condizionato all'acquisizione di prove (ovvero sentenza emessa sulla sola visione degli atti che porta ad un sconto di un terzo della pena per gli imputati) che vedeva alla sbarra, con l'accusa di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Andrea Alfieri 22 anni, Errico Coppola 20 anni, Antonio Ferrara 27 anni, Giovanni Ragosta 28 anni, Angelo Salsano 33 anni, Umberto Sorrentino 30 anni, Claudio Vernacchio 22 anni e Luigi Vitale 36 anni. Il gup (giudice per l'udienza preliminare) ha accolto le richieste dei difensori (l'avvocato cavese Mario Secondino, i legali Adami e Tremolini rispettivamente del foro di Udine e Verona) decidendo per l'assoluzione e rigettando la formulazione della pena avanzata nella precedente udienza dal pm che aveva chiesto dieci mesi di reclusione. Ieri in aula, come stabilito dall'ordinanza del giudice emessa a conclusione della precedente udienza, è stato visionato un dvd depositato dagli avvocati difensori per provare le presunte lesioni subite dai giovani ultras, malmenati con manganelli dagli agenti impiegati per il servizio d'ordine. E non solo. I difensori hanno anche presentato come prove i biglietti nominativi ed i tabulati telefonici che dimostrano come alcuni dei ragazzi erano al telefono al momento degli scontri. Al termine della seduta il giudice ha emesso la sentenza: assoluzione per non aver commesso il fatto. «Siamo molto soddisfatti di questa decisione del giudice», ha commentato l'avvocato Mario Secondino. Fino dalle prime ore dopo gli arresti il legale cavese aveva ribadito che, a differenza di come riportato, nessuno degli otto arrestati era privo di carta d'identità o di regolare biglietto per il settore ospiti. «Grazie alle immagini registrate dai tifosi presenti quel giorno a Verona - precisa l'avvocato Secondino - ai biglietti di ingresso allo stadio che sono stati prodotti, alla perizia del nostro consulente che ha dimostrato come i filmati delle forze dell'ordine di Verona fossero non sequenziali ed ai tabulati telefonici dei cellulari dei nostri clienti che abbiamo fatto acquisire, siamo riusciti a dimostrare l'assoluta estraneità ai fatti degli imputati. In ogni caso la sentenza di Verona dimostra l'assurdità della normativa che ha introdotto la carta del tifoso: infatti, in base all'articolo 9 della legge 41/07, i miei assistiti, tutti colpiti da diffida, non avrebbero potuto ottenere la stessa e, pertanto, sarebbe stato loro impedito l'accesso agli stadi per fatti che, evidenzio, non hanno commesso. In ogni caso rimane l'enorme ingiustizia che hanno subito questi tifosi in quanto tutti hanno, senza motivo, scontato una diffida di un anno dagli stadi che si è aggiunta all'arresto di 2 giorni. Ora non ci fermeremo il prossimo obiettivo sarà quello di chiedere un risarcimento danni per l'arresto e la diffida ingiustamente applicate».

24 ottobre 2009

Comunicato Ufficiale - Cruels 1988 - Avellino

CRUELS: 21 ANNI A DIFESA DEI COLORI BIANCOVERDI. OGGI FINISCE UN’ERA
Avellino, 21 ottobre 2009 – Finisce la storia dell’U.S. Avellino, durata 97 anni, e un altro gruppo storico del tifo Irpino, i CRUELS,si scioglie. Di conseguenza, non verrà più esposto lo striscione, e qualsiasi altro simbolo relativo al gruppo. I CRUELS nati nel 1988 grazie alla passione di amici e tifosi dell’ U.S. AVELLINO 1912 che avevano come unico amore la maglia bianco-verde.

“Sono trascorsi 21 anni dalla nostra fondazione. Per qualcuno sono stati anni lunghi, per altri brevi; noi diciamo soltanto che sono stati intensi e pieni di indelebili emozioni: gioie e dolori condivise con chi ama il Lupo e la città di Avellino. Con la scomparsa della squadra storica della città di Avellino riteniamo giusto concludere le nostre attività in curva e il nostro percorso, intrapreso 21 anni fa e consolidato con l’attiva partecipazione avuta nel movimento nazionale Ultras. Le nostre 6 lettere non hanno motivo di esistere: il nostro più grande amore, l’Unione Sportiva Avellino 1912, è scomparso.

Che ne sarà delle domeniche passate su quei gradoni della Curva Sud a cantare e a tifare per il nostro Avellino, che ne sarà delle giornate passate ad organizzare trasferte e coreografie, che ne sarà dell’odore della vernice degli striscioni, che ne sarà di quelle domeniche “bestiali” passate allo stadio con gli amici di sempre, che ne sarà di quella bandiera verde chiaro e verde scuro sempre pronta a sventolare…

Ci sembra doveroso ringraziare chi ha fatto parte del gruppo in questi 21 anni di storia contribuendo a far conoscere i CRUELS 1988 in tutti gli stadi d’Italia dove il LUPO ha giocato. Siamo convinti che chi è stato CRUELS, anche per un solo giorno, e ha condiviso progetti, valori e ideali: “ESSERE NON APPARIRE”, lo resterà per tutta la vita. E’ stata un’esperienza bellissima, indimenticabile, tutti indistintamente hanno contribuito a rendere i CRUELS un gruppo apprezzato e rispettato in tutta Italia. Un ringraziamento particolare va ai gruppi ultras della Curva Sud Avellino con cui abbiamo condiviso, progetti, trasferte, amori e dolori.

Un saluto speciale alle Crudeli, le donne del nostro gruppo, che ci hanno accompagnato e supportato in questo lungo “viaggio”…Mancherà a tutti quel tocco di rosa nella Curva Sud.

…21 anni vissuti A TESTA ALTA, 21 ANNI A DIFESA DEI NOSTRI COLORI, DELLA NOSTRA CITTA' E DELLE NOSTRE AMATE SEI LETTERE, 21 ANNI DI AMORE, UN AMORE PAGATO A CARO PREZZO...

DESTINO CRUDELE!!!

Buone notizie per i tifosi di tutta Italia!

di  D.Galli su IL ROMANISTA -del 24/10/2009

Tessera del tifoso, sì ai daspati. E nelle curve riecco i tamburi Non esistono ancora atti ufficiali, ma il Viminale avrebbe pronunciato nei giorni scorsi un sì storico. Quello alle coreografie. Nei nostri stadi torneranno bandieroni, tamburi e ci saranno meno vincoli per gli striscioni. Solo i fumogeni resteranno al bando. È una controrivoluzione culturale per il Ministero dell’Interno e un passo avanti sulla strada del dialogo tra Stato e ultras, che – udite, udite – è già iniziato. Anche se in sordina. A fari spenti. Il primo frutto sarà la modifica, con un disegno di legge, della legge Amato: chi ha scontato un Daspo o una condanna per reati connessi a manifestazioni sportive potrà acquistare biglietti e tessera del tifoso. Come giustamente ricordava ieri il senatore del Pdl Andrea Augello, cofirmatario del ddl, «questa è l’unica legge italiana che mantiene il principio della damnatio memoriae ». Dannazione della memoria. Un indelebile marchio di colpevolezza per chi in passato abbia commesso un errore. Spieghiamo. IL MEDIATORE A ravvisare l’incostituzionalità della legge è stata un’associazione di consumatori sportivi, la Adcs. Nata a luglio di un anno fa, e per questo forse sconosciuta ai più, in questi mesi si è data parecchio da fare. Il primo passo è stato quello di concentrare l’attenzione del Senato sull’articolo 9 della legge 41/2007. Vi dice niente? È la legge Amato, che spesso è accompagnata dalla sottolineatura “legge anti-violenza”. Come se le altre fossero a favore. Porta la firma dell’allora Ministro degli Interni, che dopo l’omicidio a Palermo dell’ispettore Raciti varò un autentico giro di vite, culminato in un decreto poi convertito nella legge 41. L’articolo 9 prevede che chi è stato punito con un Daspo (il provvedimento del Questore che vieta l’accesso agli stadi) o è stato condannato «anche con sentenza non definitiva» per un reato commesso durante una manifestazioni sportiva non possa acquistare o ricevere «titoli di accesso». Biglietti o tessere del tifoso, è la stessa cosa. La legge non specifica nemmeno il limite temporale del Daspo. Con le regole attuali, un daspato sarebbe privato a vita della tessera del tifoso. È il motivo numero uno dell’antipatia delle nostre curve verso la carta. LA RIFORMA L’Adcs ha ottenuto che il senatore (e giurista) del Pdl, Domenico Benedetti Valentini, si facesse firmatario di un disegno di legge, che è già stato presentato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato e che è stato illustrato ieri alla stampa. Nel nuovo articolo 9 si specifica che il Daspo deve essere «in atto». Solo in quel caso non si possono acquistare biglietti o ricevere la tessera del tifoso. Nel caso delle condanne, i tagliandi si possono invece comprare se il soggetto condannato negli ultimi cinque anni per reati da stadio ha già scontato un Daspo per lo stesso episodio. Complicato? Il principio è: se ho pagato per la mia colpa (con il Daspo), perché devo pagare un’altra volta? LE COREOGRAFIE L’Adcs è andata oltre. In un incontro avuto sette giorni fa con Ieva e Massucci, rispettivamente numero uno e due dell’Osservatorio, ha chiesto il ritorno delle coreografie negli stadi. La risposta è stata: «Sì a tamburi e striscioni, no ai fumogeni ». Ieva si è fatto vivo due giorni dopo con l’associazione. Garantendo che le promesse saranno mantenute.

15 ottobre 2009

Volantinaggio dei Boys contro la Tessera del tifoso

Volantino distribuito dai Boys Parma, in occasione di Italia-Cipro allo stadio Tardini, per protestare contro la tessera del tifoso e altri provvedimenti riguardanti il mondo ultras.

"Ciao, siamo i Boys Parma 1977,
oggi il Tardini si riempirà di tante persone, che magari non vengono abitualmente al stadio.
Cogliamo questa occasione per dirti alcune cose.

La trafila per i biglietti nominali scoraggia la partecipazione provocando lunghe code. E’ una schedatura preventiva che non ha eguali nel mondo. Anche l’Uefa l’ha criticata.

Vogliono imporre la carta di credito “Tessera del Tifoso” a chi desidera entrare allo stadio. E’ uno strumento che impone una spesa e che permette di selezionare le persone in modo arbitrario.

In Parlamento sta avanzando una proposta di legge (n. 1881) per privatizzare gli stadi italiani, per modificare le attuali destinazioni d’uso delle aree che li contengono (affinché vi si possa costruire qualsiasi cosa, anche condomini), per ergere nuovi impianti con negozi e centri commerciali, e per ottenere finanziamenti pubblici (per il cemento) con la scusa dello “sport”. Noi crediamo si debba salvaguardare la natura comunitaria e sportiva degli stadi nazionali, senza sperperare il denaro di tutti.

Divieti di trasferta e divieti per i non residenti. Rappresaglie, leggi speciali e colpi di burocrazia, inventando reati e nuove proibizioni. Colpire tutti… quando invece basterebbe punire chi sbaglia veramente (sempre, e non solo allo stadio), con senso di giustizia.

Negli stadi italiani non si possono più introdurre liberamente: striscioni, megafoni, tamburi, bandieroni, coreografie, torce e fumogeni. Hanno vietato il tifo e anche la libertà d’espressione.

Forse non sei un frequentatore abituale degli stadi, ma gli argomenti che ti abbiamo elencato vanno ben al di là degli impianti sportivi. Parlano di diritti, di garanzie costituzionali, di aree pubbliche, di soldi dello Stato e di speculazioni private. Cose che riguardano tutti, tifosi e non.
Questo volantino l’hanno scritto degli ultras. Ragazzi e ragazze che il sistema calcio italiano sta cercando di espellere dagli stadi. La scusa è la “sicurezza”, ma noi crediamo sia per le battaglie scomode che continuiamo a sostenere.

Queste battaglie,
che tu sia tifoso oppure no,
speriamo diventeranno anche le tue"
BOYS PARMA

13 ottobre 2009

Alessandria: Comunicato Stampa Gradinata Nord

Il direttivo della Gradinata Nord intende prendere posizione riguardo ai recenti episodi inerenti la vendita dei tagliandi per le partite casalinghe e le conseguenti difficoltà di acquisto degli stessi da parte dei tifosi. Simili difficoltà ora si presentano anche nelle trasferte, rendendo veramente la vita difficile a tutti i veri sostenitori della squadra. È ormai chiaro l’intento di allontanare dagli stadi la componente fondamentale di ogni spettacolo: il pubblico.
Le lungaggini dovute all’emissione dei biglietti nominativi, prima della tanto sospirata partita casalinga col Figline, che vedeva il ritorno al Moccagatta dei grigi per l’ultima volta della vecchia gradinata nord, hanno inevitabilmente esasperato gli animi di tutti coloro i quali vedevano affievolirsi le speranze di entrare in possesso di un tagliando, spingendo tanti ad abbandonare lo stadio, altri a sfondare un cancello con le conseguenze negative che tutto ciò avrebbe potuto comportare. Almeno 500 sostenitori hanno rinunciato loro malgrado alla partita, con grave danno sia per la società che per la squadra, e la stessa cosa si è ripetuta in maniera addirittura peggiore in occasione dell’incontro col Como. Qui si è sfiorato il ridicolo, destinando ai tifosi ospiti ( un’armata composta da una coppia di signori di mezza età) l’intera gradinata sud, costringendo il pubblico della nord ( che ricordiamolo, gremita, poteva ospitare 2000 persone) in una porzione dei distinti con una capienza inferiore alle 700 persone. Arrivati allo stadio, come se non bastasse, i tifosi hanno appreso che le biglietterie sarebbero state chiuse, su provvedimento della questura, alle ore 13. Se qualcuno avesse deciso di recarsi allo stadio della propria città dopo tale orario, come per altro sempre accaduto, avrebbe dovuto fare ritorno a casa.
Anche e soprattutto per questo motivo, in una C1 attesa da dieci anni, la media spettatori delle partite casalinghe, Ivrea compresa, è di molto inferiore ai nostri standard abituali.
Dividendo un settore in 2 parti uguali, ma con prezzo dimezzato da una parte rispetto all’altra, è ovvio che tanti abituali frequentatori dei distinti abbiano preferito acquistare il biglietto a 10 euro piuttosto che a 20, esaurendo in prevendita i biglietti e togliendo di fatto a tanti ragazzi della curva la possibilità di entrare a quel prezzo.
Al tempo stesso coloro i quali hanno acquistato un abbonamento dei distinti a 200 euro si trovano a distanza di pochi metri da persone che hanno pagato poco più della metà.
Inutile dire che siamo molto delusi dalle lungaggini burocratiche che hanno fatto slittare a fine settembre l’abbattimento della gradinata e al tempo stesso molto preoccupati per il futuro, in quanto, ad oggi, non risulta che sia stato approvato alcun progetto per la costruzione di quella nuova, che, stando alle promesse, sarà pronta per la partita di ritorno col Perugia, il 24 gennaio 2010. Anche in trasferta va sempre peggio: a Novara il biglietto nominativo non poteva essere acquistato per più di una persona, con una prevendita terminata di fatto al sabato, a Monza addirittura nessun punto vendita in città (Spinetta m.go, Strevi, Casale, Ovada, Tortona, San Salvatore, Isola S. Antonio) e nessun punto vendita fuori dalla provincia di Alessandria costringendo chi risiede fuori dalla provincia o chi lavora fuori a delegare ove possibile l’acquisto ad amici e parenti. Ancora più grave il fatto di indicare sul sito la vendita dei tagliandi fino alle ore 19 di Sabato ma in realtà terminarla di fatto nella mattinata in quanto la maggior parte dei punti dei vendita erano chiusi il pomeriggio lasciando così molte persone senza il tagliando.
Le responsabilità di tutti questi ed altri problemi riscontrati in questo inizio di stagione crediamo siano da ripartire tra vari soggetti: Ministro, Prefettura, Questura, Comune di Alessandria e US Alessandria Calcio. Questo non vuol dire che non meritiamo attenzione e non esigiamo delle risposte esaurienti e celeri oltre che dei correttivi ad una situazione ormai insostenibile.


GRADINATA NORD ALESSANDRIA - 13/10/2009

comunicato Curva Nord Sassari

Una cosa ci è rimasta: la dignità. E la nostra dignità ci impedisce di entrare allo stadio oggi e, forse, anche in futuro.
Non è il caso di scendere nei dettagli di cosa è successo domenica ad Alghero. Basti questa brevissima sintesi: è successo esattamente il contrario di quello che è stato scritto da qualche imbecille sui giornali. E siccome a noi i giri di parole non piacciono, diciamo pure che l’imbecille a cui ci riferiamo si chiama Mario Carta. Costui, “giornalista” che alla Torres non ha mai messo piede, si occupa solitamente di basket e martedì ha visto bene di scrivere un pezzo sul dopopartita col Fertilia, nonostante egli non fosse presente. Attacchi pesanti verso di noi, falsità enormi. Cose alle quali siamo abituati, anche se stavolta ci sono andati davvero pesanti.
Ciò che più ci ha irritato non sono però i soliti luoghi comuni contro gli ultras, ma le parole spese per offendere noi, definendoci come il vero male di questo sodalizio, la causa principale del suo tracollo nei dilettanti, il motivo per cui pubblico ed imprenditori si sono allontanati. A guarnire questo articolo di merda è stata poi la conclusione dove si puntava il dito contro la società, rea di dare troppo peso ai tifosi poiché ne ha legittimato l’ingresso negli spogliatoi.
Una marea di stronzate che hanno descritto noi, gli unici a continuare a seguire la Torres SEMPRE, come i responsabili di tutti i mali. Il silenzio della società a riguardo è sconcertante. Sono stati accusati anche loro e non hanno avuto le palle per replicare ma, soprattutto, sono stati accusati quei tifosi che non l’hanno mai abbandonata, che la finanziano pagando ogni domenica, che si sbattono per tenerla in vita nei momenti più critici.
Una dirigenza totalmente assente, che in questi giorni ha aperto bocca solo per annunciare la riapertura della campagna abbonamenti: che pena!
Il loro silenzio-assenso a ciò che è stato scritto nel giornale locale, ci fa capire quanto per loro siamo importanti, per cui ora vadano avanti da soli, dando retta al sig. Mario Carta che, adesso che non ci saremo più, avrà modo di vedere lo stadio riempirsi e dovrà placare la ressa di imprenditori che finalmente potranno avvicinarsi alla Torres, dato che il vero cancro è stato debellato.
Saranno tutti contenti ora, anche quei solerti “uomini” che, per l’ennesima volta, hanno estratto dal cilindro 9 nomi da sacrificare per mostrare all’opinione pubblica (ed al loro ministro) che sono bravi a fare numeri. Poi se non è successo nulla, se chi è stato coinvolto è estraneo ai fatti, se queste persone dovranno pagarsi avvocati e passare comunque anni a firmare ogni domenica….e se fra 5/6 anni il giudice decreterà che sono innocenti….beh, a loro poco importa, tanto nessuno gli potrà dire niente, hanno giocato con la vita di 9 persone e se hanno sbagliato pazienza, l’importante è stato fare notizia. Intendiamoci: se viene contestata la violenza è un conto, e in uno slancio di onestà intellettuale diciamo pure che non ci consideriamo farina per fare ostia. Ma qui si parla di altro.
La Torres siamo noi. Noi rivendichiamo il dovere (non il diritto… il DO-VE-RE!) di contestare. E il modo di contestare è quello che è stato mostrato ad Alghero: l’accesso all’area dello stadio è stata opera di tutti (oltre un centinaio di persone), ultras e semplici tifosi. E non si può certo parlare di aggressione alle forze dell’ordine visto che tra carabinieri e polizia c’erano si e no 10 agenti. Data la disparità di forze in campo un’aggressione avrebbe davvero fatto finire qualcuno all’ospedale. C’erano donne con bambini al seguito e nella delegazione che è entrata negli spogliatoi c’erano ultras e attempatissimi tifosi. La terna arbitrale è passata in mezzo ai contestatori senza che venisse proferita una parola di dissenso e della contestazione non c’è traccia nel referto arbitrale (a proposito, a Villasimius hanno squalificato il campo per intemperanze nei confronti della terna arbitrale, ma questo forse fa meno notizia), i tifosi hanno condiviso lo spazio antistante gli spogliatoi con giocatori e dirigenti del Fertilia, il bancone del rinfresco dopopartita (che qualsiasi scolaresca in gita avrebbe preso d’assedio in quella circostanza) è rimasto imbandito e ordinato come se intorno non fosse presente nessuno. Si sta spacciando un parapiglia qualsiasi come la sorella minore (ma non troppo) della tragedia dell’Heysel. E le cose non stanno per niente così!
In tutto ciò, come detto prima, il silenzio della società è vergognoso perché è avvilente vedere che, dal punto di vista etico, l’istituzione Torres non tutela la propria figura e quella dei suoi tifosi; cosa ancora più grave poi, che dal punto di vista pratico non sia stata presa posizione, rendendosi complice del sistema disinformativo che ha creato i presupposti mediatici all’azione della repressione a casaccio.
Noi, con sacrificio, disertiamo.

Curva Nord Sassari

Scontri del derby di Coppa Italia Spezia-Carrarese

Quattro tifosi della Carrarese sono stati denunciati a seguito degli scontri dello scorso 26 agosto in occasione del derby di Coppa Italia Spezia-Carrarese, vinto per 3-0 dalla squadra di mister Mango. Prima dell'inizio, i tifosi ospiti, arrivati da Carrara via treno e condotti allo stadio con pullman dell'Atc, avevano sfondato il cancello del parcheggio di via Pioppi, trovandosi di fronte gli agenti. Da qui una carica immediata con almeno cinquanta persone coinvolte: calci, pugni, sassi e anche alcuni fumogeni scagliati contro il personale di servizio al quali sono aggiunti alcuni stewart che hanno comunque portato fino in fondo il loro lavoro prima di farsi medicare.
Oggi, grazie al lavoro investigativo della Digos spezzina coordinata dal vice-questore aggiunto e dirigente capo Michele Lupi di concerto con la Digos di Massa-Carrara e il Commissariato di Carrara, sono arrivate le prime disposizioni. Quattro tifosi marmiferi, tutti nati e residenti a Carrara (di 21, 43, 20 e 33 anni), sono stati denunciati con diversi capi di imputazione: sono state le telecamere poste nell'area di parcheggio ospite a dare modo agli agenti di ricostruire quanto avvenuto nei minimi dettagli. Per i primi due tifosi si va da resistenza a pubblico ufficiale a lesioni aggravate, da travisamento al lancio di materiale pericoloso, reato quest'ultimo per il quale, in flagranza di reato, ci sarebbero stati i termini per l'arresto. Per il 20enne solo resistenza, lesioni e lancio materiale pericoloso ma senza travisamento mentre per il 33enne solo lancio di materiale pericoloso, presumibilmente fumogeni.
Altre indagini sono in corso per individuare gli altri responsabili dell'accaduto oltre ai provvedimenti Dasp in corso d'opera: i quattro di cui sopra, rischiano una lontananza dagli stadi piuttosto lunga, a partire da tre anni.


ultrasblog.biz

7 ottobre 2009

Comunicato Curva Nord Taranto

La Curva Nord in occasione della prossima partita casalinga contro il Giulianova precisa che in riferimento al comunicato precedente in cui dichiarava di essere disposta a raccogliere gli abbonamenti e restituirli per protestare contro l’assurda repressione sistematicamente presentatasi nelle nostre gare casalinghe, grazie ai vari attestati di stima ricevuti dai tarantini e da svariate tifoserie italiane per ora si asterrà da questa drastica decisione, consapevoli quindi di non essere soli in questa difficile lotta, nonostante le varie istituzioni tarantine non hanno speso una sola parola a difesa dei principi di libertà, che una volta entrati nel nostro stadio vengono volontariamente dimenticati. I gruppi della Nord pur astenendosi da qualsiasi forma di tifo organizzato domenicalmente andranno avanti con iniziative di ogni genere al fine di fare emergere questa assurda realtà effettuata volontariamente solo da parte della questura di Taranto unica in Italia in questo tipo di repressione. Ci auguriamo ben presto di ritornare a sostenere i nostri amati colori secondo la nostra mentalità cosi come abbiamo fatto in questo inizio di stagione e nei vari stadi d’Italia, dove tra l’altro ci è permesso di ricordare, senza assurde sanzioni la memoria di nostri cari fratelli che oggi purtroppo non ci sono più e che amavano il Taranto proprio come lo amiamo tutti noi. Se tali iniziative resteranno vane ribadiamo la nostra volontà di prendere tali decisioni, solo e soltanto per salvaguardare i nostri diritti prima di cittadini e poi di ultras.

TIFARE TARANTO NON E’ REATO

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