28 ottobre 2013

Inter e Milan, comunicato congiunto: La pace delle curve

‘La Gazzetta dello Sport’, in un articolo a firma di Giorgio Specchia, parla di un comunicato congiunto di Milan e Inter per promettere di far cambiare la legge per gli accessi allo stadio, chiedendo ai propri tifosi di non ripetere i cori anti napoletani che potrebbero portare alla chiusura dei settori.
La risposta è una tregua ultrà: “Le proteste continueranno, ma quello sfottò non verrà ripetuto”.

Riportiamo i passaggi più importanti di questo articolo.

”… La vostra forma di protesta contro una norma che appare per molti versi discutibile genera due effetti, entrambi indesiderabili. Un primo effetto è la limitazione ad accedere a San Siro. Un secondo effetto, molto più grave, è sentirsi accusare d’esser razzisti e di fare discriminazioni: eppure, il Milan/l’Inter è certo/a che nessuno di voi ha nel cuore sentimenti tanto incivili. La società farà quanto in suo potere per far modificare le norme che riguardano l’accesso agli stadi, ma ha bisogno del vostro aiuto. Ha bisogno cioè che ogni vostra eventuale, ulteriore protesta si manifesti altrimenti, con modi consentiti dalle norme vigenti e comunque tali da non far del male alla società e a voi stessi. Il Milan/L’Inter confida nella vostra collaborazione».

Una mano ai tifosi Il comunicato congiunto, una rarità nella storia ultracentenaria delle società milanesi, dà forza al messaggio che i vertici di Milan e Inter hanno indirizzato sia ai tifosi sia agli organi che governano il calcio”.

Ci si attende una risposta positiva da parte delle tifoserie organizzate di Inter e Milan.

“È quindi lecito attendersi una risposta intelligente sia dalla Nord interista stasera con il Verona, sia dalla Sud milanista nella trasferta di Parma di domani sia, soprattutto, in Milan-Lazio di mercoledì prossimo. La protesta, in qualche modo, continuerà e si farà sentire. Ma «quel coro» sarà quasi certamente cancellato dal repertorio. Il pericolo, semmai, è che qualche decina di imbecilli (o provocatori) si sottragga coscientemente all’invito delle società di Milano, ma in questo caso la norma riveduta e corretta (ora i cori devono essere ben percepiti) cancellerebbe eventuali sanzioni per Milan e Inter”.

Nel comunicato si parla anche di razzismo.

“Sentirsi accusare d’esser razzisti», in effetti, è uno dei punti che non può non scuotere le coscienze dei ragazzi delle curve di Milano che, da anni, hanno intrapreso un percorso di depoliticizzazione. Non a caso, qualche giorno fa, hanno rispedito al mittente una eventuale «nomination» all’Ambrogino d’Oro da parte di un consigliere della Lega Nord con una risposta secca: «Sono solo a caccia di voti». A proposito, resta clamorosa la presa di posizione alle ultime comunali con una dichiarazione di voto espressa con tanto di striscioni contro Maroni, l’inventore della tessera del tifoso. La norma sulla discriminazione territoriale, oltre ad aver compattato gli ultras di tutta Italia nella protesta (con gli ormai famosi cori contro se stessi dei napoletani) ha inoltre fatto tornare d’attualità l’annoso tema dei rapporti tra società e ultras”

Ci sarà una tregua tra ultras e società di calcio.

“ tregua degli ultras cancellerebbe definitivamente la tesi di chi vorrebbe vedere, dietro questo muro contro muro tra tifosi e istituzioni calcistiche, una sorta di minaccia alle società per avere in cambio soldi e biglietti. Milan e Inter ieri ci hanno messo la faccia, hanno annunciato che «faranno quanto in loro potere per far modificare le norme che riguardano gli accessi agli stadi». Un invito che non può lasciare indifferente chi fa del calcio una propria ragione di vita. Cioè gli ultras.”