23 novembre 2007

COMUNICATO ESTREMO SOSTEGNO ASCOLI

Con questo comunicato,oltre ad esprimere solidarietà alla famiglia del giovane Gabriele Sandri,che due settimane or sono,ha perso la vita in un autogrill nei pressi d’Arezzo,vogliamo mettere in luce il comportamento deprecabile ed a dir poco vergognoso di chi gestisce il sistema calcio ed esprimere la nostra posizione riguardo l’accaduto.
Secondo noi il campionato sarebbe dovuto essere fermato così come avvenne quando morì Filippo Raciti durante i fatti ben noti di Catania-Palermo. La vita sia che sia di un giovane poliziotto o di un giovane tifoso,è il bene più importante che esista e come tale deve poter essere rispettato ed onorato.
Il gruppo, dato che non appartiene al nostro modo di essere ed alla nostra mentalità,non vuole presentarvi il solito discorso finto o ipocrita che già i mass media vi hanno rifilato fino alla nausea.

E’ per voi giusto riversare tutte le colpe del nostro calcio malato sul mondo ultras?

Prima di tutto chiariamo chi per noi è l’ultras. Per noi essere ultras vuol dire cantare a squarciagola per tutti i 90 minuti sia in casa che fuori ,con il sole o con la pioggia con il caldo o con il freddo; è l’amore smisurato per la nostra squadra che ci tiene uniti e ci fa convergere tutti nello stesso gruppo. L’ultras non è violenza gratuita;è la difesa intransigente di uno stile di vita messo in pericolo dai biglietti nominativi,dalle pay –tv ,dalla tv spazzatura e soprattutto dalla repressione; essere ultras vuol dire sentimenti non richiudibili in parole ma quel brivido che ti percorre la schiena e ti stringe il cuore, che provi quando chiunque entrando in uno stadio guarda una curva gremita e calda cantare

A questo punto, arrivando alla fine del nostro ragionamento, di chi è la colpa?

Secondo noi la maggior parte della responsabilità è da attribuire a chi dovrebbe gestire questo calcio, il quale, per poter mostrare fermezza ed autorità(????), alimenta giorno dopo giorno una crescente tensione,emanando ad esempio decreti che vietano gli striscioni e le bandiere allo stadio. Politici e ben pensanti,invece di scannarsi su diritti tv e su come fare più soldi a nostre spese,potrebbero concentrare i loro sforzi in una costruttivo e corretto modo di agire prima che altre giovani vite vadano perdute.


- il Direttivo -