21 novembre 2007

Bari, hai i tifosi a rischio

Vincenzo Matarrese in Prefettura per discutere della possibilità di incentivare gli stewart

Fonte: barilive.it
L'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni sportive, diretta diramazione del Ministero dell'Interno ha stabilito nei giorni scorsi che anche i tifosi del Bari sono considerati a rischio e che le trasferte per i tifosi biancorossi devono restare un ricordo. Ieri sera però il Prefetto di Bari Carlo Schiraldi ha convocato presso la Prefettura di Bari le autorità baresi, i rappresentati delle forze dell’ordine e il presidente dell’A.S. Bari, Vincenzo Mattarrese.
Tra i vari punti all’ordine del giorno, il problema della tifoseria è sicuramente quello che ha destato maggior interesse e preoccupazione sia da un punto di vista logistico sia per quanto riguarda le fitta rete di problematiche, tra società e tifoseria, che questa apparizione nella “lista nera” non fa che arrovellare ulteriormente.
“Nuove disposizioni per la sicurezza” - ha anticipato Schiraldi, ulteriori, ci sentiamo di aggiungere – per rientrare negli standard decretati dalla Federazione e dalle forze dell’ordine”.
Per raggiungere questo obiettivo la proposta che più si fa strada, e pare mettere d’accordo un po’ tutte le parti chiamate in causa, è l’istituzione della figura dello stewart.
Gli stewarts dovrebbero avere il compito, coadiuvati dalle forze dell’ordine, di sorvegliare il corretto comportamento dei tifosi prima, durante e dopo l’incontro di calcio.
Il loro numero è previsto in base ad un rapporto di 1 per ogni 250 spettatori, e la loro presenza nello stadio varierebbe a seconda del numero dei biglietti venduti e della previsione di pubblico partecipante.
Per diventare stewart sarà necessario presentare domanda presso le sede della società calcistica barese entro il 30 di novembre.
Successivamente la società invierà in Prefettura le varie richieste che verranno vagliate per verificare se le caratteristiche del candidato rispondano alle esigenze richieste.
Si prevede che queste nuove figure prenderanno servizio entro il primo di marzo del 2008, a stagione iniziata dunque.

Per quanto riguarda i provvedimenti relativi alle trasferte, si sta pensando di redigere una lista con i nomi dei tifosi che intendono recarsi in trasferta e inviarla presso la società padrona di casa.
Questo escamotage permetterebbe di interdire la vendita dei biglietti per la squadra ospite, che dunque sarebbe circoscritta ai soli richiedenti, in numero alquanto ridotto.
Nessun riferimento invece ai provvedimenti da prendere contro la condotta di eventuali agenti delle forze dell’ordine che, talvolta, si lasciano trasportare forse un po’ troppo dal clima teso che si respira negli stadi, esagerando sia da un punto di vista verbale sia, soprattutto, per quel che riguarda gli interventi fisici.
Vincenzo Mattarrese, dal canto suo, tende a sminuire l’accaduto, dichiarandosi decisamente sorpreso dalla presenza delle tifoseria barese nella succitata lista.
“Si, i tifosi baresi sono abbastanza sanguigni, ma le loro proteste sono sempre state rivolte alla propria società e alla propria squadra in virtù dei risultati non favorevoli. Tra l’altro, in passato abbiamo anche avuto il premio come migliore tifoseria”. Ha così commentato il presidente del Bari Calcio , definendo “esagerata” la decisione della Federazione.
La società è tuttavia disponibile a collaborare per la realizzazione di queste ulteriori misure di sicurezza. Non fortuito appare in questo caso il riferimento ai tornelli elettronici che in meno di un anno sono già stati manomessi da qualche “scaltro” tifoso. L’invito di Matarrese è intensificare i controlli affinché questo non accada.
“Sono convinto che i tifosi saranno accanto alla squadra in questo brutto periodo – l’ennesimo – del calcio italiano, e che torneranno ad essere premiati come migliore tifoseria”.
È alquanto ottimista il presidente barese, probabilmente perché abituato, ormai da anni, a vedere il San Nicola assolutamente vuoto; fatto sta che queste decisioni non fanno che rendere sempre più aspro il rapporto tra tifosi e società e, il grido unanime di 58.000 persone accorse a vedere la propria squadra, diventa sempre più mera utopia.