25 settembre 2006

Tifoso di Castenedolo denunciò: «Sono stato picchiato»

Tifoso assolto, poliziotto condannato. È questo, in estrema sintesi, il risultato di una vicenda giudiziaria che si trascinava da anni, che ha visto in aula un tifoso, accusato di resistenza a pubblico ufficiale e un agente di polizia, accusato di lesioni. La vicenda, vecchia di sei anni, è arrivata ieri alla fase finale con la sentenza pronunciata ieri mattina dal giudice Maria Chiara Minazzato. Il giudice ha assolto Massimo Franzoni, di Castenedolo, assistito dall’avvocato Francesco Corbetta e condannato a sei mesi (con sospensione della pena) il poliziotto Angelo Celotto, che all’epoca dei fatti era in servizio alla polizia ferroviaria di Brescia, il corpo che presta servizio e garantisce la sicurezza dei cittadini in stazione.
La vicenda risale al 6 settembre 2000. Ben sei anni fa. In stazione, come ricostruito dalla difesa, è in partenza un treno speciale per Vicenza. Il Brescia deve scendere in campo, il treno è pieno zeppo di tifosi che vogliono incitare i loro beniamini fino a restare senza voce. Forse c’è qualche scaramuccia, forse i sostenitori delle Rondinelle si agitano più del dovuto, forse la situazione si presenta preoccupante. La polizia effettua un controllo, gli agenti salgono sul treno e, dopo le varie verifiche, prelevano due tifosi. Uno dei due è Massimo Franzoni. I due vengono portati negli uffici della polizia ferroviaria. Gli agenti controllano i documenti, fanno accertamenti. E il risultato è che il treno speciale parte, senza Franzoni e senza l’altro tifoso. A questo punto Franzoni perde la calma, si innervosisce, impreca. Forse passa i limiti. Un poliziotto, Angelo Celotto, come ricostruito dalla difesa, lo porta in un altro ufficio e, come denuncerà il tifoso, comincia a picchiarlo. Dalla stanza Franzoni esce malconcio, tanto che va al pronto soccorso dove gli viene riscontrata la frattura di due costole e un trauma cranico-facciale importante. Il tifoso sporge denuncia e contestualmente la polizia denuncia Franzoni per resistenza a pubblico ufficiale.
Franzoni non lascia perdere e ieri, dopo sei anni, in cui dichiara di aver subito intimidazioni e minacce, oltre che vari danneggiamenti (ma non ha mai sporto alcuna denuncia) è convinto di aver ottenuto giustizia. Il giudice che l’ha assolto ha creduto al suo racconto, alla versione della difesa. Il poliziotto, che dopo l’episodio non è più in servizio in stazione, è stato condannato, come detto a sei mesi, oltre che al risarcimento del danno civile con il pagamento di una provvisionale di 3.000 euro.
Ci sono voluti sei lunghi anni, ma alla fine Franzoni, tifoso privato di una partita del Brescia, è convinto di aver ottenuto la giustizia che cercava.
w.p.

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