2 febbraio 2009

Spari e dispari

CIVITAVECCHIA (ROMA) – E’ indagato per omicidio volontario l’ispettore di polizia Paolo Morra, vicedirigente dell’ufficio immigrazione del commissariato di Civitavecchia, da ieri in carcere per aver ucciso con un fucile a pompa un ambulante senegalese di 42 anni, suo vicino di casa, Chehari Behari Diouf,che viveva da 20 anni nella città a nord di Roma. Un omicidio che ieri ha dato origine alla protesta della comunità senegalese, che dal pomeriggio fino a tarda sera ha protestato di fronte al commissariato, chiedendo giustizia per il connazionale.
Oggi le indagini, coordinate dal pubblico ministero della Procura di Civitavecchia Bianca Maria Cotronei, sono proseguite con una serie di interrogatori. Gli inquirenti stanno cercando di accertare con sicurezza i motivi dell’omicidio di fronte alle versioni divergenti fornite dall’ispettore e dai due connazionali della vittima, che hanno assistito all’omicidio. Al magistrato, il primo, in isolamento nel carcere della borgata Aurelia, ha ribadito di aver sparato accidentalmente mentre cercava di sedare una lite scoppiata tra i senegalesi.
Una versione smentita da questi ultimi, che hanno inoltre ricordato i frequenti contrasti con il poliziotto, il quale non voleva che i suoi vicini si intrattenessero in giardino che era tra le due abitazioni. Secondo il legale della comunità senegalese, avvocato Luca Santini, è necessario indagare su chi ha concesso all’ispettore il porto d’armi per il possesso del micidiale fucile a pompa, sul quale è stata disposta una perizia. Una richiesta motivata con i precedenti di Morra, già in passato al centro di alcune disavventure giudiziarie, poi risolte positivamente.
Nel 1994, venne indagato inizialmente per tentato omicidio e poi condannato per spari in luogo pubblico per aver fatto fuoco contro l’auto di due uomini che riteneva molestassero la moglie, mentre due anni fa, venne denunciato per lesioni dalla figlia.

fonte Ansa.it