11 febbraio 2009

Due Genoani accoltellati dopo la partita

Ancora una volta coltelli all'Olimpico dove, in passato, frange ultrà romaniste e laziali si sono “distinte” per la loro violenza. I tifosi del Genoa erano andati a Roma nonostante il divieto, acquistando regolarmente i biglietti in una forma di protesta contro i decreti, dimostrando come sia, peraltro, non difficile aggirarli.

Ancora una volta una partita Roma-Genoa si chiude con un episodio di violenza. Mentre stavano viaggiando sul treno partito dalla stazione Termini in direzione Civitavecchia, dopo la partita, due giovani tifosi rossoblù sono stati feriti, alla stazione Ostiense, da un gruppetto di teppisti, armati di spray urticanti e coltelli. Uno sarebbe stato colpito al volto, vicino al mento, l’altro a una gamba: entrambi sono stati medicati e rimandati a casa. Sulla vicenda indaga la Digos di Roma.

«Questi vigliacchi sono saliti, hanno colpito e sono scesi immediatamente prima che il treno ripartisse - racconta Leo Berogno, presidente dell’Associazione club genoani - Noi eravamo tutti insieme, solo alcuni ragazzi dei nostri si erano sistemati un paio di vagoni più in là. Non ci siamo accorti di nulla: la gente poi è arrivata urlando e siamo così andati a soccorrerli. Non voglio raccontare altro, per rispetto nei loro confronti».

Anche l’anno scorso si verificò un episodio simile: dopo la partita due supporter genoani furono feriti al termine della partita, nelle vicinanze dello stadio, in piazza De Bosis, teatro in altre occasioni delle violenze della tifoseria oltranzista e dei facinorosi giallorossi. Per questo motivo l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive e il Comitato di analisi per la sicurezza sulle manifestazioni sportive (Casms) avevano stabilito la chiusura del settore ospiti. La decisione non ha però scoraggiato i tifosi rossoblù, che si sono organizzati e, analizzando attentamente il decreto, hanno trovato la scappatoia. Per la gara di San Siro contro il Milan era stata prevista la vendita riservata solo ai residenti a Milano e provincia (oltre a quelli all’estero): per quella di Roma, invece, c’era solo il divieto di vendita al di fuori dei confini del Lazio. Per questo motivo, chi proveniva da altre zone poteva comprare un biglietto per tutti i settori dello stadio, purché l’acquisto avvenisse dentro la regione.

Così hanno fatto quelli provenienti da Genova. «Abbiamo regolarmente comprato i tagliandi di Distinti Nord in una ricevitoria di Civitavecchia: se ne potevano prendere quattro a testa - racconta Berogno - In treno, eravamo circa un centinaio, abbiamo raggiunto la stazione Termini. Qui siamo stati accolti da un cordone di polizia: erano sorpresi dal nostro arrivo. Con 25 taxi, senza scorta, ci siamo diretti allo stadio Olimpico: eravamo uno spettacolo. Il nostro obiettivo era quello di non lasciare il Genoa da solo: siamo entrati tranquillamente, tutti insieme, senza creare problemi. Gli steward erano in difficoltà e si sono messi intorno a noi: la gente non ce l’aveva con noi, ma con chi ci aveva sistemato in quella posizione. La situazione si stava un po’ scaldando, qualcuno intorno si stava agitando e allora ci hanno chiesto di spostarci. Siamo così passati nel settore ospiti e abbiamo seguito la partita. Volevamo semplicemente tifare Genoa, alla faccia dei divieti, e ci siamo riusciti».

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