1 settembre 2008

Calcio, stretta contro i violenti

"Stop alle trasferte dei napoletani"

Dopo gli incidenti della prima giornata di campionato, il Viminale si prepara ad abbandonare la politica del dialogo con i tifosi violenti. Secondo quanto si apprende, il ministro dell'Interno potrebbe presto vietare le trasferte agli ultrà del Napoli. Per fare il punto sulla situazione, è già stato organizzato un incontro con il capo della polizia, Antonio Manganelli, l'Osservatorio e il Casmus, il neonato comitato di analisi della sicurezza.
Maroni e Manganelli avevano deciso di aprire tutti gli stadi per l'inizio del campionato, ma la fiducia riposta nei tifosi non è stata ripagata e, dopo gli scontri di Napoli, le autorità non sembrano intenzionate a fare sconti. "Hanno fatto tutto quello che dovevano fare, in una sola partita si sono bruciati tutto il credito, sono senza appello", sostengono fonti del Viminale.
Per i supporter del Napoli, dunque, le trasferte potrebbero essere già terminate alla prima giornata. I ben informati parlano di una lunga squalifica, che potrebbe durare anche fino alla fine della stagione, ma per ora non è stato ancora deciso nulla.
Nel frattempo il Sindacato autonomo di polizia (Sap) ha chiesto non solo di bloccare i trasferimenti degli ultrà napoletani, ma anche di punire le società. "La stagione del dialogo è fallita ancor prima di cominciare e gli incidenti di questa prima giornata di campionato di calcio - afferma il portavoce nazionale del sindacato, Massimo Montebove - hanno dimostrato che con i violenti travestiti da tifosi la risposta dello Stato non può che essere durissima. Occorre, a nostro avviso, sospendere immediatamente tutte le trasferte, punire economicamente i club i cui supporters si sono resi protagonisti di violenze e devastazioni, ipotizzare anche penalizzazioni di tipo sportivo nelle attuali classifiche. Se il gioco si fa duro, bisogna essere duri. Soprattutto per i tifosi pacifici che sono la maggioranza".
In attesa dell'incontro con i vertici della sicurezza per gli eventi sportivi e di decidere le contromosse, il ministro dell'Interno ha già chiesto al questore di Napoli un rapporto dettagliato su quanto accaduto alla stazione partenopea. La parola passa ora al Viminale, che sembra comunque intenzionato a ripristinare la politica del pugno duro contro i tifosi violenti.

"Branco di delinquenti da debellare"
Duro attacco agli ultrà del presidente della Figc, Giancarlo Abete, dopo le violenze alla stazione centrale partenopea provocate dai tifosi del Napoli."C'è amarezza e rammarico per quello che è avvenuto, non è possibile assistere a comportamenti contrari a ogni logica di convivenza. Dobbiamo fare il massimo per debellare questo branco di delinquenti che inquinano il nostro mondo e più in generale quello civile". "Il calcio non è rappresentato da questi delinquenti - ha aggiunto - che noi speriamo allo stadio non entrino più".

Già scarcerati 6 ultrà
Convalida dell'arresto ma remissione in libertà per i sei tifosi arrestati domenica prima e dopo la partita di calcio Roma-Napoli. Luigi Alberto Siccardi, Giovanni Corneli e Diego De Martino erano stati trovati in possesso, rispettivamente, di due bombe carta, di un martello e di un coltello. Giovanni Corsi è accusato di aver scippato un altro tifoso nei dintorni dello stadio, Nicola Cannone di aver violato un Daspo subito per bagarinaggio e Danilo Durevole di resistenza a pubblico ufficiale. Saranno processati prossimamente.


Fonte:tgcom