2 marzo 2009

"Resoconto di una trasferta"

Fonte: Friuliani al seguito.it

Dopo la bella vittoria casalinga con la Juventus la Nostra Udinese è impegnata questa volta a Napoli, partita importante sia dentro che “fuori” dall’impianto di gioco per i motivi che speriamo tutti conoscano… Anche quest’anno giochiamo in anticipo al sabato con calcio d’inizio alle ore 18.15 per decisione della categoria giocatori che intende così manifestare il proprio disappunto per il caso Mannini-Possanzini.
Visto l’orario di partenza alcuni di noi decidono di “fare serata” con altri ragazzi presenti alla trasferta presentandosi all’ora stabilita per la partenza dopo una nottata di bagordi. Si parte alle 04.30 dallo stadio “Friuli” a bordo di un pullman dove le componenti dei vari gruppi sono equamente ripartite.
Noi ci posizioniamo nella parte bassa del bus a due piani e ci portiamo appresso una buona scorta di birra e l’atmosfera è gioiosa. Uno dei ragazzi del gruppo “buca” l’appuntamento in autogrill. La sveglia non ha suonato o lui non l’ha sentita? Rallentiamo per permettergli di raggiungerci e prendere così parte a questa trasferta. Il ritardatario vola sotto l’occhio vigile dei tutor e il gruppo si ricompatta con qualche minuto di ritardo sulla tabella di marcia. Nonostante l’alcool abbondantemente in circolo, si alternano discorsi seri sulla repressione e sulla situazione socio-politica italiana, a scherzi telefonici esileranti, che mettono a dura prova il senso d’amicizia delle malcapitate.
La strada da fare è tanta ma fortunatamente il mezzo dispone di un bagno e questo ci evita di doverci fermare in continuazione. Riusciamo così a mantenere una media di viaggio molto buona. Sono le ore 16 quando giungiamo in vista del capoluogo campano; al casello veniamo fermati dalla Polizia per le solite perquisizioni al pullman, risaliamo biglietto alla mano e siamo di nuovo in movimento. L’adrenalina sale. Siamo in pieno territorio nemico mentre dalla tangenziale notiamo la popolazione locale, contenta e festante per il nostro arrivo(...)!
Arriviamo al San Paolo con un buon anticipo. Scendiamo e già partono i primi cori a risposta dei tifosi napoletani presenti dietro le gabbie del parcheggio ospiti. Dal nulla piove una torcia. Sale la tensione e la Polizia a forza ci obbliga ad entrare in settore; vola qualche manganellata per far capire che l’ambiente sarà ostile su tutti i fronti. Appena facciamo il nostro ingresso nel settore ospiti veniamo accolti con una bordata di fischi.
I nostri vicini della curva “A” non perdono tempo con i “saluti” che verranno riproposti a più riprese fino dopo il triplice fischio dell’arbitro. Manca ancora un’ora all’inizio della partita e ci sistemiamo per bene sotto alla copertura data l’abitudine partenopea di lanciare oggetti di ogni genere. Il San Paolo si presenta con le curve piene e compatte, ma con molti vuoti negli altri settori dello stadio. All’ingresso delle formazioni sul manto verde nelle due curve si vedono diverse torce accese alla faccia delle nuove leggi che, come recita un enorme striscione della “A” (NESSUN COMPROMESSO SEMPRE PRONTI A LOTTARE ME NE FREGO DEL VIMINALE), non destano preoccupazione. Sembra non corra buon sangue tra le due curve; in più di un’occasione ad un coro lanciato di risposta una pioggia di fischi dai dirimpettai... Al momento delle formazioni “all’americana” la curva B scandisce i nomi dei giocatori mentre la A se ne rimane in silenzio ad evidenziare un modo di intendere la vita sulle gradinate diametralmente opposta. Anche quest’anno il tifo di casa si dimostra su altissimi livelli: rumoroso e continuo con una flessione al pareggio dell’Udinese. Molti battimani, alcune belle bandiere e una varietà ed originalità nei cori secondi a nessuno. Noi facciamo quel che possiamo sotto il profilo del tifo, siamo in poco più di 40 unità in uno stadio che è una “Bombonera” pertanto non ci dilunghiamo in canzoni lunghe ma puntiamo tutto su cori secchi durante le pause del tifo campano riuscendo a farci sentire qualche volta come confermato dai fischi che riceviamo.
Al 24° il Napoli va in vantaggio con un autogol e 180 secondi dopo raddoppierà, facendo riapparire i fantasmi ai friulani presenti... Sembra già lontana nel tempo la prestazione di mercoledì, con la quale i ragazzi avevano avuto ragione dell’odiata Giubentus. Non facciamo in tempo a sconfortarci che cinque minuti dopo un rigore di Di Natale rimette in carreggiata la partita. Mentre noi riprendiamo un pò di tono, i tifosi locali decidono di omaggiarci di una bomba carta che scoppia nel fossato a pochi metri da noi. Troviamo un pò di continuità nei cori ed una manciata di secondi dall’intervallo Quagliarella ci regala il pareggio con un gol di pregievolissima fattura. Arriva l’intervallo. C’è poco tempo per recuperare le energie, comincia a piovere e le squadre sono già di ritorno sul campo. La ripresa vedrà le due compagini molto attente a difendere piuttosto che attaccare.
Al triplice fischio finale la squadra viene a salutarci, noi rispondiamo che è questa la grinta (e la squadra) che vogliamo.
Una nutrita fazione della curva “A” rimasta in settore ad insultarci per alcuni minuti; felici che il nostro odio sia contraccambiato. Veniamo trattenuti in settore per più di quaranta minuti e solo alle 21 saliremo sul nostro pullman. Dopo una sosta per mangiare un boccone riprendiamo la strada di casa; la stanchezza prende il sopravvento su tutti gli effettivi.. vere e proprie prove di contorsionismo per trovare una posizione decente ed arriviamo ad Udine che sono le 8 del mattino. Questa volta però c’è tutta una domenica per recuperare le forze.