2 agosto 2008

Ferrara, i tifosi fanno festa

Appresa la notizia del ripescaggio in Prima Divisione della Spal, la città si è vestita con i colori della festa. Rigorosamente biancoazzurri.

A Ferrara si è vissuta una serata all’insegna della festa. Una doppia festa. Si perché, in un colpo solo, la Spal esulta per il passaggio di proprietà tra il vecchio (Tomasi) e il nuovo (Butelli) patron e l’ammissione al campionato di Prima Divisione decretato ieri dal Consiglio Federale.

Andando però per ordine cronologico la prima gioia i tifosi spallini l’hanno già vissuta il 29 u.s. (quando si è concretizzato il passaggio societario). Considerata logora, la gestione Tomasi (poco apprezzata dall’ambiente ferrarese) ha vissuto i suoi ultimi fasti con la consegna della società nelle mani dell’imprenditore lucchese Cesare Butelli. Una boccata di aria fresca per i molti tifosi che non vedevano l’ora che il passaggio di mano avvenisse.

La grande notizia è arrivata però nel pomeriggio di ieri. La Spal è stata “ripescata” in Prima Divisione. Verificata l’ufficialità della notizia, Ferrara è scesa in piazza con tanto di bandiere per festeggiare una “promozione” che ripaga i tifosi delle molte amarezze del recente passato. Una festa durata per molte ore, cui hanno partecipato proprio tutti.

Anche sul web si è dato libero sfogo alla gioia. Chi da altre città d’Italia, chi dall’estero, tutti hanno voluto manifestare la propria felicità. E quindi il nuovo proprietario, Cesare Butelli, si ritrova a essere promosso senza ancora aver neppure disputato una gara ufficiale. Con lui il nuovo tecnico, Aldo Dolcetti, arrivato alla Spal dalla squadra Ungherese del BFC Siófok.

Insomma a Ferrara la festa ha avuto inizio. Ora sta al patron Butelli, in accordo con il neo tecnico e con tutto lo staff, allestire una squadra che possa essere protagonista anche in Prima Divisione. C’è da scommettere che l’entusiasmo di una città così attaccata ai propri colori non tarderà a far sentire il proprio apporto in fase di campagna abbonamenti. Le componenti per fare bene ci sono tutte. Ora la parola passa al campo.


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