7 maggio 2008

Spezia, se i tifosi salvano la squadra

Lo Spezia, club iscritto al campionato di serie B, ha rischiato seriamente di scomparire. La missione impossibile di sventare un fallimento annunciato frutto di una maxi colletta dei tifosi. Che hanno dato vita a una società di azionariato popolare, divenuta azionista di maggioranza del club. Si chiama “Spezia Siamo Noi”. Il nome, vista la storia, non avrebbe potuto essere diverso.
Si è riunita ieri a Milano, presso lo studio notarile Barassi, l’assemblea dei soci dello Spezia Calcio. Il club ligure milita in B. Ha attraversato una lunga burrasca finanziaria, dalla quale sembra ormai essere riuscito a tirarsi fuori.
L’assemblea ha come prima cosa ratificato le dimissioni di Cristina Cappellutti, cioè l'amministratore unico che rappresentava la vecchia proprietà. Dopo di che ha proceduto alla nomina del nuovo Cda.
Il consiglio dello Spezia è composto adesso da sei membri. Si tratta di Roberto Quber (indicato come prossimo presidente), Angelo Molinari (imprenditore, ex presidente della squadra di pallanuoto di Lerici), Stefano Carzola (allenatore di calcio giovanile), Paolo Garbini (assessore comunale), Marco Frione (uno dei capi storici della tifoseria bianconera) e Pino Sciumbata (dirigente della società di vecchia data).
Tutti questi nominativi sono stati indicati dallo “Spezia Siamo Noi”. Vale a dire la società di azionariato popolare che detiene il pacchetto di maggioranza dello Spezia Calcio. Mai nome fu più giusto. Quale altro poteva essere scelto per dare il nome a una società di azionariato popolare costituita dai tifosi e diventata azionista di maggioranza del club ligure dopo aver rilevato, dal dimissionario presidente Giuseppe Ruggieri, il settanta per cento delle azioni?
Il nuovo esecutivo ha preso atto che sono stati versati i 771mila euro di contributi previdenziali relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2007. Si tratta ora di presentare alla Covisoc la relativa documentazione al fine di non incappare in pericolosi deferimenti. Che pregiudicherebbero la stagione agonistica della squadra, mettendola a rischio retrocessione più di quanto non sia già.
Il denaro per realizzare queste complesse operazioni è il frutto di una maxi-colletta alla quale hanno dato vita i grandi tifosi spezzini. Un evento di cui si è molto parlato e che ha, di fatto, salvato dal rischio di una sicura scomparsa la loro squadra del cuore. Un gesto che dimostra come, nella vita, nessuna missione sia impossibile.



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