Marcello Trapani, ex avvocato dei boss Lo Piccolo, accusa: due anni fa
si tenne un vertice fra i boss di Porta Nuova Nicola Ingarao e Salvatore
Milano, l'ex direttore sportivo del Palermo calcio Rino Foschi, l'ex
responsabile del settore giovanile Giovanni Pecoraro (insieme nella
foto) e i capi tifosi Johnny Giordano e Sesto Terrazzini
Mafiosi e
capi tifosi andavano a braccetto allo stadio, e si spartivano i
biglietti omaggio della società. Marcello Trapani, ormai ex avvocato dei
boss Lo Piccolo, accusa: si tenne un vertice fra i boss di Porta Nuova
Nicola Ingarao e Salvatore Milano, l´ex direttore sportivo Rino Foschi,
l´ex responsabile del settore giovanile Giovanni Pecoraro (insieme nella
foto sugli spalti, durante una contestazione) e i capi tifosi Johnny
Giordano e Sesto Terrazzini, responsabili dei club "Brigate rosanero" e
"Warriors". «L´incontro fu sollecitato da Foschi - ha messo a verbale
l´ultimo collaboratore di giustizia - dopo che era stato contestato dai
tifosi, per la riduzione dei biglietti omaggio». Alla fine, l´accordo fu
trovato. «Presero pure dei dolcini - racconta Trapani - così mi ha
raccontato Pecoraro. L´incontro si è tenuto due anni fa».
Sembra
che il boss Ingarao, assassinato il 14 giugno 2007, fosse di casa allo
stadio: «Milano aveva sponsorizzato con i dirigenti del Palermo il
figlio di Ingarao - accusa Trapani - perché giocasse nel settore
giovanile». Salvatore Milano, il boss condannato al maxiprocesso, era
molto più addentro alle cose del Renzo Barbera. «Il suo ruolo nasceva
dal legame con Foschi e si era esteso anche a Gaetano Castano, che
emetteva i biglietti, nonché a Guglielmo Micciché, vice presidente del
Palermo». Rino Foschi avrebbe frequentato pure un mafioso del calibro di
Benedetto Capizzi, di Santa Maria di Gesù. Anche questo rivela Trapani:
«Foschi lo conosceva dai tempi in cui Capizzi era al soggiorno
obbligato a Cesena. A Palermo, il direttore andò a trovarlo in
ospedale».
Ecco i verbali di Marcello Trapani, i primi depositati
dal procuratore aggiunto Ingroia e dai sostituti Del Bene, Paci,
Picozzi e Viola dopo la scelta dell´avvocato di collaborare. Nei giorni
scorsi, è stata chiusa la prima parte dell´inchiesta su calcio e mafia,
condotta dal nucleo speciale di polizia valutaria. Ed è subito emerso il
racconto inedito di Trapani. «Milano ha fondato il club Filiciuzza, che
è retto da Maurizio La Blasca», dice il collaboratore. «Anche Ingarao
era vicino a Filiciuzza».
I tre club storici del tifo palermitano
avrebbero subito l´influenza pesante del boss Milano: «I biglietti
omaggio solo formalmente venivano dati agli appartenenti ai tre club -
spiega Trapani - in realtà i componenti dei club venivano fatti entrare
senza biglietti, che venivano poi venduti al momento della partita». A
gestire la rete dei bagarini erano Totuccio Milano, per Palermo Centro, e
Calogero Lo Piccolo, per Tommaso Natale. «Per una partita, ad esempio
con l´Inter - spiega Trapani - gli incassi dei bagarini erano
esorbitanti. Anche quattrocento euro a biglietto».
A prendere gli
omaggio il boss Milano mandava un suo collaboratore: «Andava Andrea
Ciaramitaro da Castano (gestore dei servizi di biglietteria - ndr)»,
questa l´accusa di Trapani. Un giorno, i Lo Piccolo cominciarono a
essere gelosi del ruolo di Milano e Ingarao. «In gioco c´era la
questione del bagarinaggio - spiega il pentito - dopo essere uscito dal
carcere venne da me Calogero Lo Piccolo, mi disse di andare da Mario
Manno, Manno gomme di via Galilei, che doveva parlare con Milano, per
mettere ordine». Trapani sa che Nunzio Serio fu mandato da Milano come
ambasciatore dei Lo Piccolo: «All´incontro - accusa - era presente anche
Schio (team manager della società - ndr).
Adesso, i pm
contestano a Pecoraro il concorso esterno in associazione mafiosa. Dice
l´avvocato Giovanni Castronovo: «Prendiamo atto dell´onestà
intellettuale dei pm che hanno fatto cadere l´originaria contestazione
di estorsione. Per il resto, stiamo valutando un ulteriore chiarimento
tramite un interrogatorio. Dare degli biglietti a chicchessia può essere
concorso esterno? Da tifoso dico, Palermo è piena di scrocconi che
entrano gratis allo stadio».
(23 aprile 2009)da repubblica
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24 aprile 2009
23 aprile 2009
La Curva: "Andate a Lavorare"
Cronaca di una contestazione alla società, alla squadra, al mister ed al resto del pubblico dello stadio.
La serata inizia nel migliore dei modi. La tifoseria presenta uno striscione che vuole chiarire l'idea della curva su Balotelli: "DAVIDS, SEEDORF, SISSOKO: CAMPIONI VERI, IDOLI VERI". Uno striscione che sta a significare che la tifoseria juventina non è razzista e sa esaltare un campione qualunque sia il colore della sua pelle. Thuram era nero come Vieira e come lo è Sissoko, ma questi giocatori, secondo la tifoseria, son campioni oltre che sul campo anche come uomini.Il riscaldamento è accompagnato dalla musica ad alto volume, l'inno viene cantato con furore da tutto lo stadio fino a quando sfuma per far cominciare la vera musica della partita: il tocco del pallone, il calpestare il suolo delle scarpe ed i cori dei tifosi. Cori che contro la Lazio hanno assunto un significato importantissimo.In tutto il primo tempo la tifoseria incita la squadra ed ogni tanto rimarca il proprio pensiero su Balotelli apostrofandolo con insulti non razzisti. Insulti che in ogni caso spesso si sentono in uno stadio rivolti a tutti i giocatori.Nel secondo tempo la Scirea srotola uno striscione toccante: "PER NON DIMENTICARE, CONTINUARE A SPERARE - L'AQUILA TORNA A VOLARE". Poi lo 0-2 della Lazio e la situazione degenera.
Prima vengono presi di mira i giocatori: "ANDATE A LAVORARE", l'accusa è chiara poco impegno e scarso valore tecnico di alcuni. Poi la dirigenza: "CANNAVARO FIGLIO DI ....", anche in questo caso non c'è bisogno di commento. La curva continua puntando il dito sul tecnico: "CLAUDIO RANIERI VATTENE A CASA", in questo caso tutto lo stadio applaude. Infine la presidenza: "UN PRESIDENTE, C'E' SOLO UN PRESIDENTE" con l'invocazione a Giovanni Agnelli.La curva chiude la contestazione durante l'incontro invocando rispetto e avvicinandosi al campo, ma senza invaderlo.
Il dopo gara diventa incandescente. Un centinaio di tifosi arriva fino sotto le scale della tribuna centrale e cerca di entrare negli spogliatoi. Si pensa vogliano un contatto, forse un chiarimento con i giocatori e la società. Gli insulti arrivano pure ai giornalisti. Poi la Polizia fa sgomberare gli ultrà.
Il presidente Cobolli non si è detto colpito dagli insulti e ha dichiarato che i tifosi hanno contestato la partita ed il momento. Il messaggio però della tifoseria è chiaro. Non piace il presente e neppure il futuro che si sta costruendo. Cannavaro non lo vogliono.
Fonte: tuttojuve.com
La serata inizia nel migliore dei modi. La tifoseria presenta uno striscione che vuole chiarire l'idea della curva su Balotelli: "DAVIDS, SEEDORF, SISSOKO: CAMPIONI VERI, IDOLI VERI". Uno striscione che sta a significare che la tifoseria juventina non è razzista e sa esaltare un campione qualunque sia il colore della sua pelle. Thuram era nero come Vieira e come lo è Sissoko, ma questi giocatori, secondo la tifoseria, son campioni oltre che sul campo anche come uomini.Il riscaldamento è accompagnato dalla musica ad alto volume, l'inno viene cantato con furore da tutto lo stadio fino a quando sfuma per far cominciare la vera musica della partita: il tocco del pallone, il calpestare il suolo delle scarpe ed i cori dei tifosi. Cori che contro la Lazio hanno assunto un significato importantissimo.In tutto il primo tempo la tifoseria incita la squadra ed ogni tanto rimarca il proprio pensiero su Balotelli apostrofandolo con insulti non razzisti. Insulti che in ogni caso spesso si sentono in uno stadio rivolti a tutti i giocatori.Nel secondo tempo la Scirea srotola uno striscione toccante: "PER NON DIMENTICARE, CONTINUARE A SPERARE - L'AQUILA TORNA A VOLARE". Poi lo 0-2 della Lazio e la situazione degenera.
Prima vengono presi di mira i giocatori: "ANDATE A LAVORARE", l'accusa è chiara poco impegno e scarso valore tecnico di alcuni. Poi la dirigenza: "CANNAVARO FIGLIO DI ....", anche in questo caso non c'è bisogno di commento. La curva continua puntando il dito sul tecnico: "CLAUDIO RANIERI VATTENE A CASA", in questo caso tutto lo stadio applaude. Infine la presidenza: "UN PRESIDENTE, C'E' SOLO UN PRESIDENTE" con l'invocazione a Giovanni Agnelli.La curva chiude la contestazione durante l'incontro invocando rispetto e avvicinandosi al campo, ma senza invaderlo.
Il dopo gara diventa incandescente. Un centinaio di tifosi arriva fino sotto le scale della tribuna centrale e cerca di entrare negli spogliatoi. Si pensa vogliano un contatto, forse un chiarimento con i giocatori e la società. Gli insulti arrivano pure ai giornalisti. Poi la Polizia fa sgomberare gli ultrà.
Il presidente Cobolli non si è detto colpito dagli insulti e ha dichiarato che i tifosi hanno contestato la partita ed il momento. Il messaggio però della tifoseria è chiaro. Non piace il presente e neppure il futuro che si sta costruendo. Cannavaro non lo vogliono.
Fonte: tuttojuve.com
Sequestrato un decoder anche allo stadio!
Continua l’esperimento dello stadio senza polizia ad Empoli, ecco un resoconto relativo all’ultimo incontro disputatosi al Castellani :
Allo stadio “Castellani” di Empoli, si e’ disputato l’incontro di calcio “Empoli – Treviso”, valevole per il Campionato Nazionale di serie B TIM 2008/2009, cui hanno assistito 3627 tifosi, di cui 52 della tifoseria ospite, giunti con un pulman e mezzi propri. Tutti gli spettatori hanno fatto ingresso ai rispettivi settori previa verifica della corrispondenza della titolarita’ del biglietto con il documento di riconoscimento. E’ stato garantito un rigoroso controllo degli striscioni ammessi all’interno dello stadio e debitamente autorizzati come prescritto dalla normativa in vigore.
L’attivita’ di prefiltraggio e filtraggio effettuata da 90 steward ha impedito l’introduzione all’interno dello stadio di 21 accendini, 9 bottiglie, 12 ombrelli, 3 lattine, 1 casco e 1 decoder. Sono stati impiegati 25 addetti al soccorso sanitario (misericordia, pubblica assistenza e servizio 118) e 15 addetti alla protezione civile. Come negli ultimi sette incontri e’ stato applicato il nuovo modello di gestione della sicurezza delle partite di calcio con la Polizia lontana dagli stadi. La manifestazione e’ stata gestita solo con i componenti del G.O.S. e gli stewards, sotto la supervisione del Dirigente e di tre operatori della squadra stadio del Commissariato empolese.
In occasione della gara, i contingenti della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, abitualmente in servizio nelle aree di pertinenza dello stadio, sono stati impiegati in attivita’ di controllo del territorio in ambito cittadino, pur in stato di allerta per la gestione di eventuali criticita’ emergenti.
L’attivita’ svolta ha interessato le zone maggiormente frequentate del centro urbano, nonche’ alcune aree periferiche oggetto di esposti da parte dei cittadini residenti.
Complessivamente sono state identificate 99 persone, di cui 52 cittadini extracomunitari. Sono stati controllati 3 esercizi pubblici. 36 veicoli sono stati fermati nel corso dei posti di controllo attuati, che hanno consentito la contestazione di 6 contravvenzioni per la violazione del codice della strada, nonche’ il ritiro di una carta di circolazione. Nel corso del pattugliamento e’ stato rinvenuto anche un veicolo che dagli accertamenti e’ risultato provento di furto.
L’incontro e’ terminato con il risultato di 2 – 1.
Fonte : Agi
Ricapitolando, con gli steward che sequestrano un vero e proprio arsenale (pericolosi accendini e terribili ombrelli), finalmente le forze dell’ordine, invece di essere allo stadio possono sorvegliare meglio il territorio con multe e riconoscimenti di individui sospetti.
Ps: ma chi è il mito che s’è portato il decoder? Qualcuno può avvertirlo che per vedere la partita allo stadio non serve? Almeno per ora, poi non si sa mai, con questo calcio moderno…
Allo stadio “Castellani” di Empoli, si e’ disputato l’incontro di calcio “Empoli – Treviso”, valevole per il Campionato Nazionale di serie B TIM 2008/2009, cui hanno assistito 3627 tifosi, di cui 52 della tifoseria ospite, giunti con un pulman e mezzi propri. Tutti gli spettatori hanno fatto ingresso ai rispettivi settori previa verifica della corrispondenza della titolarita’ del biglietto con il documento di riconoscimento. E’ stato garantito un rigoroso controllo degli striscioni ammessi all’interno dello stadio e debitamente autorizzati come prescritto dalla normativa in vigore.
L’attivita’ di prefiltraggio e filtraggio effettuata da 90 steward ha impedito l’introduzione all’interno dello stadio di 21 accendini, 9 bottiglie, 12 ombrelli, 3 lattine, 1 casco e 1 decoder. Sono stati impiegati 25 addetti al soccorso sanitario (misericordia, pubblica assistenza e servizio 118) e 15 addetti alla protezione civile. Come negli ultimi sette incontri e’ stato applicato il nuovo modello di gestione della sicurezza delle partite di calcio con la Polizia lontana dagli stadi. La manifestazione e’ stata gestita solo con i componenti del G.O.S. e gli stewards, sotto la supervisione del Dirigente e di tre operatori della squadra stadio del Commissariato empolese.
In occasione della gara, i contingenti della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, abitualmente in servizio nelle aree di pertinenza dello stadio, sono stati impiegati in attivita’ di controllo del territorio in ambito cittadino, pur in stato di allerta per la gestione di eventuali criticita’ emergenti.
L’attivita’ svolta ha interessato le zone maggiormente frequentate del centro urbano, nonche’ alcune aree periferiche oggetto di esposti da parte dei cittadini residenti.
Complessivamente sono state identificate 99 persone, di cui 52 cittadini extracomunitari. Sono stati controllati 3 esercizi pubblici. 36 veicoli sono stati fermati nel corso dei posti di controllo attuati, che hanno consentito la contestazione di 6 contravvenzioni per la violazione del codice della strada, nonche’ il ritiro di una carta di circolazione. Nel corso del pattugliamento e’ stato rinvenuto anche un veicolo che dagli accertamenti e’ risultato provento di furto.
L’incontro e’ terminato con il risultato di 2 – 1.
Fonte : Agi
Ricapitolando, con gli steward che sequestrano un vero e proprio arsenale (pericolosi accendini e terribili ombrelli), finalmente le forze dell’ordine, invece di essere allo stadio possono sorvegliare meglio il territorio con multe e riconoscimenti di individui sospetti.
Ps: ma chi è il mito che s’è portato il decoder? Qualcuno può avvertirlo che per vedere la partita allo stadio non serve? Almeno per ora, poi non si sa mai, con questo calcio moderno…
21 aprile 2009
Gli Ultras tornano a cinema
Ciak, si gira in hotel L’ultimo ultras Il film
di Calvagna intende aprire uno squarcio inedito sul mondo dei supporter.
Altre riprese saranno fatte a Bardolino e Calmasino Sul set allestito
al Gardesana Mauro Meconi, Rossella Infanti e Giulia Gorietti Domani è
atteso Shevchenko che nel film interpreterà se stesso
Si intitola «L’ultimo Ultras» e promette di descrivere la piaga della violenza negli stadi e di «aprire uno squarcio inedito sul mondo dei supporter organizzati per le trasferte attraverso l’Italia, senza alcuna censura, mediazione o attenuazione di toni». Queste sono le «garanzie» che Stefano Calvagna, regista, sceneggiatore e produttore del film, si sente di dare al pubblico che andrà al cinema a vedere la sua ultima fatica. Del cast fanno parte Mauro Meconi, noto al grande pubblico grazie a «Tre metri sopra il cielo», Rossella Infanti, già sul set di Federico Moccia con «Scusa se ti chiamo amore», e Giulia Elettra Gorietti, che a soli 21 anni ha già recitato in diversi pellicole, come «Ho voglia di te», «Ti amo in tutte le lingue del mondo» e «Caterina va in città». Nel film ci sarà anche il calciatore del Milan Andriy Shevchenko, che interpreterà sè stesso. Il calciatore arriverà a Torri lunedì, dopo gli allenamenti, e in serata girerà alcune scene. Poi il set sarà spostato a Bardolino e a Calmasino. «La pellicola avrà un forte impatto sociale perchè descrive non solo come e da cosa possa scaturire la violenza negli ultras», spiega il regista, «ma anche la vita, i sentimenti, le relazioni amorose che gli ultras, che sono persone e non delinquenti, hanno al pari di tutti gli altri». Una promessa, quella di avere un forte impatto sociale, che sarà rispettata dato che, come ha illustrato Diego Biello, responsabile dell’associazione «Cinema giovane» «il film è stato in parte finanziato dalla Regione Veneto che, con un bando, ha assegnato alla Cinema Giovane l’incarico di mandare un messaggio educativo ai giovani». La scelta della location sul Garda e, in particolare a Torri, nasce proprio dall’indicazione di Biello a Calvagna, come il regista conferma. «Inizialmente avevamo preso accordi con la sponda bresciana», racconta l’autore di «Il lupo» (2006) e «Il peso dell’aria», «ma poi, quando Biello mi ha chiesto di fare un sopralluogo a Torri, ho capito che questo porto e questo albergo erano perfetti per la sceneggiatura». E l’Hotel Gardesana del patròn Mirco Lorenzini, dove ieri mattina sono state girate le scene, sul lago detiene una sorta di «record» dato che, lo scorso anno, ha ospitato anche le riprese del film a puntate «I Cesaroni» e, in passato, ha ospitato «Il Gioco delle coppie» e «La domenica del villaggio» per Mediaset. «Il film è una sorta di tributo indiretto al mio grande amico Gabriele Sandri (il tifoso laziale rimasto ucciso l’11 novembre scorso dal colpo di pistola esploso da un poliziotto in un autogrill nei pressi di Arezzo, ndr) che aveva anche suonato al mio matrimonio ed eramio amico da una vita», confessa Calvagna lasciando trasparire una rabbia e un dolore non ancora sopiti. «Anche se non si parlerà direttamente di Sandri», prosegue il regista, «ne “L’ultimo ultras” voglio fare capire a tutti che è ora di riflettere sul perchè ci sia questa violenza negli stadi. Ma, soprattutto, voglio che la gente conosca questi tifosi, sappia che hanno un cuore e una vita come gli altri. Si deve invece riflettere sul perchè accadono le cose, non solo su chi sia colui che va in trasferta». La storia è quella di un tifoso, interpretato dallo stesso Calvagna, che accidentalmente uccide un ultrà rivale durante una partita di calcio a Milano. Fuggito da San Siro, l’omicida si rifugia sul Garda in un albergo. Qui conosce e si innamora di una donna, interpretata da Francesca Antonelli che, alla fine, si rivela essere la madre del tifoso ucciso proprio dallo stesso fuggitivo. «Il finale non ve lo racconto altrimenti nessuno poi verrà a vedere un film per cui già mi prendono in giro, perchè ne sono regista, sceneggiatore, attore e produttore. Insomma: “me la canto e me la suono da solo”», ironizza Calvagna con inconfondibile accento romano.Una curiosità: a quanto è trapelato Shevchenko nel film sarà protagonista di un’emblematica discussione col tifoso-omicida. Un dialogo che promette davvero di fare riflettere.
Mio fratello è figlio unico perchè…non ha mai criticato un film senza prima, prima vederlo (Rino Gaetnao)
fonte :L’arena.it
Si intitola «L’ultimo Ultras» e promette di descrivere la piaga della violenza negli stadi e di «aprire uno squarcio inedito sul mondo dei supporter organizzati per le trasferte attraverso l’Italia, senza alcuna censura, mediazione o attenuazione di toni». Queste sono le «garanzie» che Stefano Calvagna, regista, sceneggiatore e produttore del film, si sente di dare al pubblico che andrà al cinema a vedere la sua ultima fatica. Del cast fanno parte Mauro Meconi, noto al grande pubblico grazie a «Tre metri sopra il cielo», Rossella Infanti, già sul set di Federico Moccia con «Scusa se ti chiamo amore», e Giulia Elettra Gorietti, che a soli 21 anni ha già recitato in diversi pellicole, come «Ho voglia di te», «Ti amo in tutte le lingue del mondo» e «Caterina va in città». Nel film ci sarà anche il calciatore del Milan Andriy Shevchenko, che interpreterà sè stesso. Il calciatore arriverà a Torri lunedì, dopo gli allenamenti, e in serata girerà alcune scene. Poi il set sarà spostato a Bardolino e a Calmasino. «La pellicola avrà un forte impatto sociale perchè descrive non solo come e da cosa possa scaturire la violenza negli ultras», spiega il regista, «ma anche la vita, i sentimenti, le relazioni amorose che gli ultras, che sono persone e non delinquenti, hanno al pari di tutti gli altri». Una promessa, quella di avere un forte impatto sociale, che sarà rispettata dato che, come ha illustrato Diego Biello, responsabile dell’associazione «Cinema giovane» «il film è stato in parte finanziato dalla Regione Veneto che, con un bando, ha assegnato alla Cinema Giovane l’incarico di mandare un messaggio educativo ai giovani». La scelta della location sul Garda e, in particolare a Torri, nasce proprio dall’indicazione di Biello a Calvagna, come il regista conferma. «Inizialmente avevamo preso accordi con la sponda bresciana», racconta l’autore di «Il lupo» (2006) e «Il peso dell’aria», «ma poi, quando Biello mi ha chiesto di fare un sopralluogo a Torri, ho capito che questo porto e questo albergo erano perfetti per la sceneggiatura». E l’Hotel Gardesana del patròn Mirco Lorenzini, dove ieri mattina sono state girate le scene, sul lago detiene una sorta di «record» dato che, lo scorso anno, ha ospitato anche le riprese del film a puntate «I Cesaroni» e, in passato, ha ospitato «Il Gioco delle coppie» e «La domenica del villaggio» per Mediaset. «Il film è una sorta di tributo indiretto al mio grande amico Gabriele Sandri (il tifoso laziale rimasto ucciso l’11 novembre scorso dal colpo di pistola esploso da un poliziotto in un autogrill nei pressi di Arezzo, ndr) che aveva anche suonato al mio matrimonio ed eramio amico da una vita», confessa Calvagna lasciando trasparire una rabbia e un dolore non ancora sopiti. «Anche se non si parlerà direttamente di Sandri», prosegue il regista, «ne “L’ultimo ultras” voglio fare capire a tutti che è ora di riflettere sul perchè ci sia questa violenza negli stadi. Ma, soprattutto, voglio che la gente conosca questi tifosi, sappia che hanno un cuore e una vita come gli altri. Si deve invece riflettere sul perchè accadono le cose, non solo su chi sia colui che va in trasferta». La storia è quella di un tifoso, interpretato dallo stesso Calvagna, che accidentalmente uccide un ultrà rivale durante una partita di calcio a Milano. Fuggito da San Siro, l’omicida si rifugia sul Garda in un albergo. Qui conosce e si innamora di una donna, interpretata da Francesca Antonelli che, alla fine, si rivela essere la madre del tifoso ucciso proprio dallo stesso fuggitivo. «Il finale non ve lo racconto altrimenti nessuno poi verrà a vedere un film per cui già mi prendono in giro, perchè ne sono regista, sceneggiatore, attore e produttore. Insomma: “me la canto e me la suono da solo”», ironizza Calvagna con inconfondibile accento romano.Una curiosità: a quanto è trapelato Shevchenko nel film sarà protagonista di un’emblematica discussione col tifoso-omicida. Un dialogo che promette davvero di fare riflettere.
Mio fratello è figlio unico perchè…non ha mai criticato un film senza prima, prima vederlo (Rino Gaetnao)
fonte :L’arena.it
FIORENTINA: TIFOSI CONTRO SQUADRA, 'BASTA DISCOTECHE'
La sconfitta con l' Udinese che ha impedito alla Fiorentina di
superare il Genoa al quarto posto della classifica ha lasciato il segno
nella tifoseria viola e sembra aver incrinato qualcosa nel rapporto con
la squadra.
La scorsa notte, per criticare il gruppo di Prandelli, alcuni tifosi hanno appeso nei pressi dell' ingresso principale dello stadio Franchi un grande striscione su cui hanno scritto: "19-4-09 Vergogna!!! Pretendiamo rispetto per la nostra città. Basta discoteche e più serietà!!!. Lo striscione è firmato Curva Fiesole.
La Curva Fiesole è il cuore della tifoseria viola. I sostenitori gigliati accusano la squadra non tanto per la sconfitta in sé (3-1), ma perché è arrivata con una prestazione brutta, forse la peggiore della stagione, nel momento chiave del campionato.
ansa
La scorsa notte, per criticare il gruppo di Prandelli, alcuni tifosi hanno appeso nei pressi dell' ingresso principale dello stadio Franchi un grande striscione su cui hanno scritto: "19-4-09 Vergogna!!! Pretendiamo rispetto per la nostra città. Basta discoteche e più serietà!!!. Lo striscione è firmato Curva Fiesole.
La Curva Fiesole è il cuore della tifoseria viola. I sostenitori gigliati accusano la squadra non tanto per la sconfitta in sé (3-1), ma perché è arrivata con una prestazione brutta, forse la peggiore della stagione, nel momento chiave del campionato.
ansa
VIOLENZA STADI: ARRESTATO UN ALTRO TIFOSO ULTRA' DEL PESCARA
Fonte: "ilcentro.gelocal.it"
Ieri pomeriggio la Digos ha arrestato un giovane tifoso del Delfino Pescara Calcio, S.S. di 19 anni, che nella partita Pescara / Reggiana del 18 aprile ha lanciato una bomba carta di alto potenziale esplosivo nel campo di gioco. L'identificazione e' stata resa possibile attraverso la comparazione delle immagini delle telecamere a circuito chiuso dell'impianto. Il giovane ha lanciato il petardo dopo essersi rapidamente travisato il volto con sciarpa e cappuccio della felpa, volgendo le spalle al campo. Subito dopo ha riscoperto il viso, permettendo il riconoscimento. Com/Ett (AGI)
Ieri pomeriggio la Digos ha arrestato un giovane tifoso del Delfino Pescara Calcio, S.S. di 19 anni, che nella partita Pescara / Reggiana del 18 aprile ha lanciato una bomba carta di alto potenziale esplosivo nel campo di gioco. L'identificazione e' stata resa possibile attraverso la comparazione delle immagini delle telecamere a circuito chiuso dell'impianto. Il giovane ha lanciato il petardo dopo essersi rapidamente travisato il volto con sciarpa e cappuccio della felpa, volgendo le spalle al campo. Subito dopo ha riscoperto il viso, permettendo il riconoscimento. Com/Ett (AGI)
17 aprile 2009
L’odissea dei biglietti nominali
di Luca Gallucci Buongiorno
Quante volte abbiamo toccato su LeccePrima l’argomento dell’assurdità di certe normative, che vorrebbero combattere la violenza negli stadi, ma che, di fatto, limitano la libertà di movimento sul territorio di tanti onesti cittadini? Non si tratta solo di norme probabilmente anti-costituzionali, ma che, per paradosso, potrebbero favorire persino quello che vorrebbero combattere, ovvero momenti di tensione e persino violenza. Leggete cosa dovrà fare questo nostro lettore, che ci scrive dalla Spagna. Per arrivare nel settore ospiti, ed essere quindi al sicuro in mezzo ai tifosi del Lecce, dovrà probabilmente mescolarsi ai romanisti e pregare gli steward di farsi accompagnare nello spicchio di stadio dove, per logica, dovrebbe e vorrebbe trovarsi…
“Sono il responsabile di un importante complesso alberghiero della città di Valencia, in Spagna, e sono indignato perché nessuno mi offre una soluzione sull’acquisto di un biglietto del settore ospiti per assistere alla partita Roma-Lecce di domenica 19 aprile. Le ricevitorie Lottomatica di Roma non rilasciano i biglietti se non con la presentazione di un documento d’identità originale (il mio collega ha presentato la fotocopia del documento ed ha ottenuto esito negativo). Il mio volo arriva sabato alle 14 e seconde le norme anti-violenza venerdì sera chiudono la prevendita dei biglietti del settore ospiti. La stessa società della Roma non è riuscita a trovare una soluzione, se non quella di comprare un biglietto dei Distinti Nord e cercare di convincere gli steward a farmi passare al mio settore, quello del Lecce. Vi sembra una risposta corretta? Spero che questa lettera possa essere di aiuto per qualsiasi italiano che si trova all’estero e voglia assistere ad una partita della sua squadra.”
Fonte: www.lecceprima.it
Quante volte abbiamo toccato su LeccePrima l’argomento dell’assurdità di certe normative, che vorrebbero combattere la violenza negli stadi, ma che, di fatto, limitano la libertà di movimento sul territorio di tanti onesti cittadini? Non si tratta solo di norme probabilmente anti-costituzionali, ma che, per paradosso, potrebbero favorire persino quello che vorrebbero combattere, ovvero momenti di tensione e persino violenza. Leggete cosa dovrà fare questo nostro lettore, che ci scrive dalla Spagna. Per arrivare nel settore ospiti, ed essere quindi al sicuro in mezzo ai tifosi del Lecce, dovrà probabilmente mescolarsi ai romanisti e pregare gli steward di farsi accompagnare nello spicchio di stadio dove, per logica, dovrebbe e vorrebbe trovarsi…
“Sono il responsabile di un importante complesso alberghiero della città di Valencia, in Spagna, e sono indignato perché nessuno mi offre una soluzione sull’acquisto di un biglietto del settore ospiti per assistere alla partita Roma-Lecce di domenica 19 aprile. Le ricevitorie Lottomatica di Roma non rilasciano i biglietti se non con la presentazione di un documento d’identità originale (il mio collega ha presentato la fotocopia del documento ed ha ottenuto esito negativo). Il mio volo arriva sabato alle 14 e seconde le norme anti-violenza venerdì sera chiudono la prevendita dei biglietti del settore ospiti. La stessa società della Roma non è riuscita a trovare una soluzione, se non quella di comprare un biglietto dei Distinti Nord e cercare di convincere gli steward a farmi passare al mio settore, quello del Lecce. Vi sembra una risposta corretta? Spero che questa lettera possa essere di aiuto per qualsiasi italiano che si trova all’estero e voglia assistere ad una partita della sua squadra.”
Fonte: www.lecceprima.it
15 aprile 2009
Gli ultras dell'Atalanta donano 15 mila euro all'Abruzzo
Migliaia di persone hanno partecipato allo stadio alla lotteria
organizzata dalla Curva Nord dell'Atalanta per raccogliere fondi da
destinare alle popolazioni terremotate dell'Abruzzo. Durante la serata,
organizzata sotto la curva sud dello stadio per il grande afflusso di
tifosi che avrebbero fatto esplodere il covo di Campagnola, sono state
estratte a sorte più di venti magliette indossate dai giocatori
nerazzurri nella partita di sabato contro il Napoli.
Come promesso gli stessi campioni nerazzurri hanno deciso di prendere parte alla serata "pescando" i numeri fortunati. Cristiano Doni, ovviamente il più applaudito, ma anche Sergio Floccari, Gianpaolo Bellini, Luca Cigarini, Josè Talamonti, Nando Coppola, Simone Padoin, Thomas Manfredini, Marino Defendi, Daniele Capelli, Federico Peluso. I risultato è la dimostrazione che il grande cuore atalantino batte più che mai: sono stati infatti raccolti 15 mila euro che verranno donati alla Congregazione della Misericordia di San Benedetto dei Marsi. Garante dell'effettiva consegna della somma Domenico Morfeo, nato nel paese abruzzese. I soldi serviranno per ricostruire un asilo.
I giocatori hanno voluto ringraziare i tifosi nerazzurri per la dimostrazione di solidarietà. "E' bello vedere tutta questa gente pronta a fare qualcosa per chi in questo momento ha bisogno - dice il capitano Doni - un grazie a tutti quelli che hanno voluto partecipare a questa iniziativa".
La Curva Nord ha voluto poi ricordare tutte le vittime del terremoto con un toccante minuto di silenzio, iniziato con l'accensione di fumogeni intorno alle barriere della zona di prefiltraggio della curva Sud e terminato con un lunghissimo applauso.
Fonte: www.bergamonews.it
Come promesso gli stessi campioni nerazzurri hanno deciso di prendere parte alla serata "pescando" i numeri fortunati. Cristiano Doni, ovviamente il più applaudito, ma anche Sergio Floccari, Gianpaolo Bellini, Luca Cigarini, Josè Talamonti, Nando Coppola, Simone Padoin, Thomas Manfredini, Marino Defendi, Daniele Capelli, Federico Peluso. I risultato è la dimostrazione che il grande cuore atalantino batte più che mai: sono stati infatti raccolti 15 mila euro che verranno donati alla Congregazione della Misericordia di San Benedetto dei Marsi. Garante dell'effettiva consegna della somma Domenico Morfeo, nato nel paese abruzzese. I soldi serviranno per ricostruire un asilo.
I giocatori hanno voluto ringraziare i tifosi nerazzurri per la dimostrazione di solidarietà. "E' bello vedere tutta questa gente pronta a fare qualcosa per chi in questo momento ha bisogno - dice il capitano Doni - un grazie a tutti quelli che hanno voluto partecipare a questa iniziativa".
La Curva Nord ha voluto poi ricordare tutte le vittime del terremoto con un toccante minuto di silenzio, iniziato con l'accensione di fumogeni intorno alle barriere della zona di prefiltraggio della curva Sud e terminato con un lunghissimo applauso.
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