4 febbraio 2010

ANTEPRIMA DELLA LETTERA DI PAPA' SANDRI AGLI INTERISTI

Amici interisti della Curva Nord, decidere di essere oggi qui in mezzo a voi è stato naturale. Dopo tanto tempo rimetto piede in uno stadio di calcio, che oltretutto non è neanche quello della mia Lazio, ma dista centinaia di chilometri dalla mia città. Lo faccio perché sentivo di farlo.
Quel maledetto 11 Novembre 2007 mio figlio Gabriele era partito da Roma per venire proprio qui a Milano, a guardarsi Inter-Lazio come aveva fatto altre volte. Da allora non è più tornato a casa per colpa di un poliziotto che lo ha ucciso con un colpo di pistola sparato contro la sua macchina in movimento sull'Autostrada del Sole. Da allora voi, amici interisti, non lo avete mai dimenticato e ogni cosa che avete fatto per ricordarlo è servita (eccome!) alla nostra famiglia per farci capire che non siamo soli in questa battaglia di verità e giustizia.
Vi voglio ringraziare per gli striscioni e i cori che da oltre 2 anni scandite puntualmente per ricordare Gabriele. Grazie per quella meravigliosa scenografia allestita in Curva Nord, quando il nome di mio figlio venne formato da migliaia di cartoncini sotto la scritta “Sarei sempre con noi!”. Grazie per gli articoli pubblicati su L'Urlo della Nord e per le foto scattate con i giocatori dell'Inter, che a San Siro hanno posato con la scritta GIUSTIZIA PER GABRIELE. Grazie per i manifesti affissi nella città di Milano e in altri centri della Lombardia. Grazie per la maglietta nerazzurra che ci avete portato a Roma con le firme dei vostri calciatori. Grazie di cuore per tutta questa solidarietà umana, sincera e leale, che ci riscalda il cuore e che fa capire - qualora ce ne fosse ancora bisogno - che proprio il mondo delle curve, e voi ne siete la riprova, è quello che più di altri ha avuto il coraggio di schierarsi dalla parte della verità, senza peli sulla lingua, per una giustizia uguale per tutti.
A breve il Tribunale di Firenze fisserà l'appello del processo. Confido nella magistratura affinché possa essere ribaltata la vergognosa sentenza di primo grado che, senza ritegno, ha graziato l'assassino di mio figlio, offendendo l'intelligenza di milioni di italiani che hanno capito quanta sofferenza la mia famiglia è costretta a subire. Ma oggi sono qui con voi per dirvi ancora semplicemente grazie, GRAZIE di tutto. Anche a nome di mio figlio Cristiano, che un anno fa avete ospitato proprio fuori la Curva Nord e a nome di Daniela, la mamma di Gabriele.

Siete voi i veri Campioni d'Italia.
Campioni nella vita e nel coraggio dell'onestà.
Vi porto tutti nel cuore, uno ad uno.
Giorgio Sandri, papà di Gabriele.