18 giugno 2001

Messina - Catania: Onore ad Antonino!

è in coma irreversibile Antonino, il tifoso messinese colpito da una bomba carta lanciata dal settore occupato dagli ultras catanesi. Non ci sono molte parole da spendere per questa ennesima sconfitta di tutto il mondo del calcio. Dopo la morte di Spagna il “Basta lame basta infami” è rimasta una frase bella solamente da dire. Non si è preso coscienza che ultras è parola di vita non deve essere parola di morte. Si continuano a ripetere gli errori che avrebbero dovuto aprirci gli occhi, salvo poi unirci nel dolore quando il dolore è stato portato da noi stessi. Non si può parlare di “scheggie impazzite”, non si può parlare di “cani sciolti”, non si deve neanche generalizzare verso tutta la tifoseria catanese. La colpa è di tutti. Le bombe sono state lanciate da troppe persone, la rivalità tra messinesi e catanesi ha superato quel punto critico che alla fine ha portato alla tragedia. Quando le due tifoserie si sono incontrate ai traghetti all'inizio di quest'anno erano i catanesi ad essere armati persino di arpioni. Più di un messinese si è visto sfiorare lo stomaco da una lama di oltre 50 centimetri. Quella notte ho pensato a Spagna che ha pagato il suo coraggio con la vita, lanciandosi contro quel coltello. Si stava ripetendo la stessa scena, non si è ripetuta! Ricordo tutto quest'anno la rabbia dei messinesi che cercavano la vendetta a tutti i costi,vendetta non per gli stendardi persi negli scontri, vendetta per chi le mani nude non ha proprio intenzioni di usarle. Ecco che ci imbastardiamo pure noi, ecco che anche noi perdiamo il senso delle cose e cominciamo a perdere quella sana mentalità che ci ha sempre contraddistinto. Adesso è morto un giovane! Adesso tocca ai messinesi aprire gli occhi! Non  cercare la vendetta, non cercare un'azione ritorsiva, ma ritornare alle origini. Abbiamo pagato il nostro tributo di sangue, nel silenzio generale, magari nessuno verrà a stringerci con un abbraccio, la nostra è una voce debole,ma il dolore è grandissimo. Questa è la nostra tifoseria,un nostro striscione recitava:”DESTINATI A SOFFRIRE”. Adesso nessuno di noi pensa alla promozione,adesso è tutto finito.Dovreste vedere il volto del padre e della madre di Antonino,non ho più parole!!!
Si è proclamato innocente l'ultrà catanese accusato di avere lanciato la bomba carta che ha colpito in testa il tifoso messinese Antonino Currò, 24 anni, in coma irreversibile. Il giovane è indagato per tentato omicidio. "Non so niente, non ho fatto niente", avrebbe detto C. S. ai magistrati. Nella perquisizione compiuta a casa del ragazzo i poliziotti hanno trovato altri petardi e materiale esplodente e una copia dell'organo ufficiale del club "Irriducibili Catania", stampata in occasione della gara d'andata giocata al Cibali il 10 giugno scorso, il cui titolo era: "Catania-Messina, una sola parola, un solo grido: uccidiamoli".