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29 agosto 2005

Comunicato ufficiale FELSINEI Bologna

COMUNICATO UFFICIALE FELSINEI BOLOGNA
I FELSINEI con la loro presenza a Trieste si sono ufficialmente e
definitivamente dissociati da qualsiasi tipo di iniziativa presa dagli
altri gruppi della curva “A.Costa.”
Rimanendo coerenti con quelli che sono i nostri principi fondamentali,
abbiamo categoricamente deciso, una volta per tutte, di prendere le
distanze da certi personaggi che vogliono portare avanti le iniziative
di “movimento ultras”, senza essersi resi conto che i veri problemi
sono altrove, e che con il loro comportamento nuociono gravemente alla
credibilità e alla rispettabilità del Bologna e dei suoi tifosi.
Dove erano questi signori mentre gli ultras del Messina bloccavano lo
stretto, quelli del Toro minacciavano di boicottare le olimpiadi e
quelli del Genoa mettevano a ferro e fuoco la città?
Probabilmente a rilasciare interviste o ad applaudire il loro
presidente Gazzoni, la vera rovina del calcio a Bologna.
Gli indecorosi spettacoli calcistici visti negli ultimi anni al
Dall’Ara dovrebbero far riflettere i presunti capi curva, sempre
contrari a contestare squadre scandalose come quella dello scorso
campionato e allenatori incapaci.
Il loro servilismo e la loro staticità nei confronti di un presidente
che sta portando una gloriosa società come il Bologna alla deriva ci
disgusta e non intendiamo adeguarci in nessun moda questo sistema.
Riteniamo che le vere persone da contestare siano quelle che hanno
ridotto il Bologna ad una squadretta di provincia che non ha nessun
peso a livello politico.
Avremmo voluto vedere certe persone manifestare in piazza quando 5
membri del nostro gruppo erano in carcere, in seguito agli scontri del
dopo partita di
Bologna – Parma.
Vogliamo ricordare che tuttora non esistono vere prove che dimostrino
il coinvolgimento dei 5 ragazzi in quello che è successo nel finale di
partita.
Queste sono le battaglie che noi combattiamo.
Le altre iniziative decise dalle menti di “movimento ultras”, ovvero
dai bergamaschi e dai bresciani, a noi non interessano.
Non siamo abituati a prendere ordini da persone che in anni di
manifestazioni e apparizioni televisive non hanno ottenuto niente.
La repressione non ci piace, ma odiamo il servilismo.
Nessuno potrà mai decidere per noi.
Eternamente fieri.

Boia chi molla

FELSINEI a.c.a.b. 88
Cani sciolti
Quartiere Barca

23 agosto 2005

Genoa: comunicato stampa della tifoseria organizzata

La T.O. riunita in tutte le sue componenti decide di intervenire su due questioni che riteniamo fondamentali per il futuro del Genoa e della sua tifoseria.
In relazione agli articoli apparsi sui quotidiani genovesi sull'indirizzo politico di uno o più gruppi della Nord, ci preme chiarire che la politica non fa parte del nostro modo di vivere il Genoa e che ogni tentativo di dividerci non fa altro che cementare la nostra amicizia e il nostro rispetto per tutti i fratelli genoani; pertanto concludiamo questa vergognosa pagina di disinformazione dichiarando la gradinata nord UN ENCLAVE ULTRA' che niente e nessuno potrà dividere. Con questo riteniamo chiuso l'argomento politica in gradinata.
Il secondo punto vede subito alla prova la nostra unità d'intenti, invitiamo quindi i Tifosi del Genoa ad un'altra grande e commovente prova d'amore.
Alziamoci e andiamo fratelli, stringiamoci intorno al Vecchio Balordo, prendiamolo per mano per riportarlo lassù dove si possano vedere le stelle, non ha importanza da dove ricominceremo, noi lo faremo e lo faremo tutti insieme, perchè è un intero popolo che è stato ferito, ed è un intero popolo che risorgerà.
Chiediamo quindi ai Tifosi del Genoa, non solo di non restituire gli abbonamenti, ma di partecipare numerosi alle gare casalinghe ed in trasferta.
Noi sappiamo quanta invidia suscita il nostro amore, per questo siamo disposti a lottare per il nostro orgoglio e per il Genoa fino a che sorgerà il sole e fino a che scorreranno i fiumi......
FINO ALLA VITTORIA!
In ultimo vorremmo ringraziare le migliaia di Genoani che senza farsi intimorire si sono schierati al nostro fianco per combattere per il Grifone; non lo dimenticheremo mai!

22 agosto 2005

Comunicato ufficiale "Brigata Speloncia"

- A tutti i giornalisti (?) che si sono occupati e si occuperanno della vicenda Genoa e relative manifestazioni di protesta.
- A tutti i genoani.
- A tutti i gruppi ultrà d'Italia.
Per la prima volta, e con vivo disappunto, ci vediamo costretti ad utilizzare un mezzo mediatico, che non ci appartiene per cultura, come internet. Ma dovendo smentire infamie di "pennivendoli" che hanno a disposizione risme di carta bianca da inzozzare con il loro prezzolato inchiostro per fare informazione distorta, faremo di necessità virtù.
L'obiettivo di questo comunicato è quello di smentire o quantomeno correggere e chiarire quanto apparso sui quotidiani genovesi, ed in particolare sul Secolo XIX, nei giorni 20 agosto 2005 e 21 Agosto 2005, in merito alla Brigata Speloncia.
1) In relazione all'articolo apparso sul Secolo XIX del 20 agosto 2005 smentiamo categoricamente che la Brigata Speloncia, direttamente o tramite qualsiasi suo componente, abbia mai minacciato di morte il presidente del Genoa Enrico Preziosi o suo figlio Matteo. Ci stupiamo, ma non troppo visto le menti eccelse che affollano la redazione del Secolo, che chi ha redatto l'articolo possa aver dato spazio a minacce di fanfaroni che si nascondono dietro ad un computer. La Brigata Speloncia fino ad oggi non ha mai scritto su internet….questo sia chiaro a tutti!!!
2) In relazione agli articoli a pagina 3 del Secolo del 21 Agosto 2005, laddove si definisce la Brigata Speloncia "…un gruppetto di destra a cui non dispiace menare le mani" vorremmo sottolineare quanto segue: La B.S. non è un gruppo ultrà finalizzato a fare politica allo stadio, non indossa "divise", che lasciamo indossare volentieri a polizia e carabinieri, non ha sulla manica della sua maglia il "tricolore", bensì i 9 scudetti tricolori che il Genoa ha vinto nei suoi 112 anni di storia, alcuni dei suoi appartenenti simpatizzano per la "destra radicale", altrettanti per la "sinistra antagonista", altri ancora sono assolutamente disinteressati alla politica, ma tutto ciò rimane fuori dallo stadio, anzi deve rimanere fuori dallo stadio!!!
Il colore nero della maglia rappresenta il lutto per la morte di colui che dà il nome, Claudio Natale, detto "Speloncia", che peraltro diffidiamo i giornalisti a nominare…non ne siete degni!!!
Claudio allo stadio non ha mai fatto politica, era un Ultrà genoano!
La B.S. sventola una bandiera rossoblu, espone uno striscione rossoblu e non celtiche, svastiche o quantaltro che, finché chi scrive avrà vita non si vedranno nella Nord. Questo è un impegno che la B.S. si prende con tutti i genoani.
Sul fatto che non ci dispiaccia menare le mani quando siamo costretti, beh….siamo senza difese!!
3) Sempre in relazione allo stesso articolo del 21 Agosto 2005, vorremmo ricordare al mentecatto che lo firma, che andare a razzolare nei siti spazzatura di internet, che dovrebbero rimanere circoscritti ai pochi imbecilli che li frequentano, e riportare su un quotidiano che entra in tutte le case, "deliri" che incitano alla spaccatura della Gradinata (tutti a destra…tutti a sinistra…PAGLIACCIO!!), denota una predisposizione ad incitare alla violenza nella speranza, qualora questo si verifichi, di poter vendere qualche centinaio di copie in più.
Sappia questo "signore"(?) che lo riterremo responsabile di tutto ciò che potrebbe succedere!!!
4) In relazione all'articolo apparso sul "Corriere Mercantile" del 21 Agosto 2005 a pagina 3 a Firma M.V. (Michele Vari perché non ti firmi per intero?) vorremmo tranquillizzare tutti, il tifoso arrestato, F.P. non ha mai chiesto perdono a nessuno, non è nel suo stile!!!
Diversamente, nella fattispecie, utilizzò l'unico sistema consentito dalla legge per contrastare un provvedimento anticostituzionale come il DASPO, un'istanza al questore.
5) In relazione all'articolo del 21 Agosto 2005 pagina 3 titolato "La procura nel mirino", ……GRAZIE!!!!
Si, potrà sembrare strano, ma cari "pennivendoli raccontabugie", vi dobbiamo ringraziare per averci dato una meravigliosa idea: sulla manica destra della maglia "Brigata Speloncia" ci sono i nove scudetti tricolori vinti dal Genoa, quella sinistra era vuota, la riempiremo con il complimento più bello che ci potevate fare, quello che ci riempie di orgoglio...
DURI E PURI!
Per il Genoa e solo per il Genoa...fino all'ultimo Uomo!!!

BRIGATA SPELONCIA

6 agosto 2005

Genoa, manifestazione tifosi a Genova

Alcune migliaia di tifosi genoani si sono riuniti a Genova al Porto Antico per manifestare contro la sentenza di retrocessione in serie C e per chiedere la A ''conquistata sul campo''.
Alcune migliaia di tifosi genoani si sono riuniti a Genova al Porto Antico per manifestare contro la sentenza di retrocessione in serie C e per chiedere la A ''conquistata sul campo''. I tifosi hanno formato un corteo che si e' diretto verso il ponente bloccando via Gramsci. Sono stati distribuiti facsimili di schede elettorali che probabilmente verranno in seguito bruciate in segno di protesta.

21.51 - Il corteo dei tifosi ha lasciato via Gramsci, si e' diretto nel centro storico ed ha raggiunto Palazzo Tursi, sede del municipio, dove sono stati intonati cori contro il sindaco, accusato di non avere difeso la societa'. I tifosi hanno anche acceso dei candelotti fumogeni rossi ai piedi del portone del palazzo ed hanno fatto un piccolo falo' con i facsimile delle schede elettorali. I tifosi intonano cori contro la Figc, contro il quotidiano Il Secolo XIX e contro i pm genovesi che hanno svolto le indagini sulla presunta combine. Uno dei cori piu' ripetuti e' ''Serie A o violenza sara'''.

22.35 - Il corteo dei tifosi genoani si e' fermato in via Roma, davanti alla prefettura, dando vita ad un presidio. La manifestazione, durante la quale sinora non e' stato compiuto alcun atto vandalico, e' controllata a distanza da polizia e carabinieri. Su uno striscione, riferito alla sentenza, e' scritta la frase ''peggio della santa Inquisizione''. I tifosi alternano gli inni sportivi a slogan con insulti ai magistrati, al sindaco e ai giornalisti.

23.48 - Dopo la Prefettura, il corteo dei tifosi del Genoa ha raggiunto Palazzo di Giustizia, non presidiato dalle forze dell'ordine, dove sono stati intonati nuovamente cori contro i magistrati che hanno condotto le indagini sul caso Genoa-Venezia. Di fronte al portone del palazzo sono stati lasciati due striscioni con scritto ''GiustiziA o non si vota'' e ''Peggio della Santa Inquisizione''. Il corteo si e' quindi avvicinato a Piazza Piccapietra dove ha sede il quotidiano Il Secolo XIX, uno degli obiettivi della manifestazione, gia' oggetto di un assedio dei genoani la scorsa settimana. L'edificio e' stato pero' presidiato da un ingente schieramento di poliziotti, carabinieri e reparti della Guardia di Finanza. C'e' stata una trattativa tra i capi tifosi, che volevano andare a manifestare davanti all'ingresso della redazione, e i dirigenti della digos, e alla fine e' stato deciso di fare sfilare il corteo in una via adiacente la piazza. La manifestazione si e' quindi recata verso piazza De Ferrari e da qui lentamente il corteo si e' disperso.

28 luglio 2005

Napoletani e Genoani insieme alla manifestazione

domani alle 18.30 si terrà un corteo per le vie di genoa alla quale hanno confermato la loro adesione il tifo organizzato napoletano racchiuso sotto un'unica sigla "1926".
Poichè la stima reciproca è decennale gli ultras delle due squadre si daranno appuntamento a domani sera per intonare slogan e cori contro i potenti del mondo calcio e per ribadire il loro disappunto per le ultime vicende che stanno attanagliando il ondo del calcio!!!!
la questura di genova sta predisponendo un servizio d'ordine massiccia per evitare qualsiasi atto di vandalismo che potrebbe sfociare in atti di violenza!!!!!!!

6 giugno 2005

Nuovi decreti per gli Ultras

Biglietti nominali, telecamere e steward
il ministro Pisanu firma tre decreti legge



Tre decreti legge contro la violenza negli stadi: saranno firmati dal Ministro degli Interni, Giuseppe Pisanu, d'intesa con i suoi colleghi Lucio Stanca e Rocco Buttiglione. Tre decreti per dare più forza alla tolleranza zero, scattata dopo gli incidenti successi negli ultimi mesi, e soprattutto di San Siro (il derby europeo sospeso). Il Viminale, con l'importante contributo dell'Osservatorio per le manifestazioni sportive, diretto da Francesco Tagliente, ha lavorato su varie direzioni, e ne è nato un pacchetto di misure nuove, forti.

In arrivo soprattutto i biglietti nominali, dove verrà registrata anche l'identità dei titolari. Dal garante per la privacy è arrivato il primo via libera, con alcune condizioni per la protezione dei dati personali. Ma è un fatto di grande importanza, inedito per l'Italia: l'ufficio legale di Pisanu ha studiato a fondo la materia. Inoltre via libera agli steward sul modello inglese - ma avranno meno poteri rispetto all'Inghilterra (lì possono addirittura "fermare" i tifosi) - mentre la videosorveglianza estesa anche all'esterno degli stadi, nelle zone di prefiltraggio e anche nelle stazioni ferroviarie.

Inoltre negli stadi sarà ufficializzato il ruolo del "Gos", gruppo operativo sicurezza: in pratica una sala operativa, affidata al responsabile dell'ordine pubblico, che terrà sotto controllo tutte le situazioni a rischio. Del "Gos" faranno parte anche i vigili del fuoco, la Croce Rossa, ecc. Pisanu inoltre ha ribadito l'arresto in flagranza differita, entro le 36 ore, in scadenza il 30 giugno. Nel pacchetto del Viminale anche il piano per rendere più moderni gli stadi, soprattutto in vista della candidatura agli Europei del 2012: ci saranno anche barriere mobili, a scomparsa (minimo 1,20 metri, massimo 2,20) fra tribune e campo. Previsto in alcuni casi anche un fossato (largo 2,50 e profondo altrettanto). Dipenderà tutto dal comportamento dei tifosi: il primo progetto è scattato a Udine.

Ma si infiamma subito la polemica. "Le ipotesi su cui sta lavorando il ministero dell'Interno e che prevedono la schedatura di tutti i tifosi e l'istituzione di gruppi speciali di pronto intervento rischiano di violare i diritti fondamentali come la privacy, tutelati dalla nostra Costituzione". Paolo Cento, vice presidente della commissione Giustizia della Camera e deputato Verde, va all'attacco. E aggiunge. "D'altra parte tutte le norme antiviolenza degli ultimi anni, come ad esempio l'arresto in flagranza differita, si sono dimostrati inutili ed inefficaci. Anche per discutere di queste cose il prossimo 23 giugno alla Camera dei deputati terremo, per la prima volta, un incontro tra rappresentanti dei tifosi delle curve ultras delle principali città italiane e rappresentanti dei gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione con l'obiettivo di aprire finalmente un confronto non ipocrita su questi temi". La stessa Figc, comunque, ha già aperto un tavolo di confronto con gli ultrà.

Nel pomeriggio, alle ore 18, verrà inoltre firmata una convenzione fra il Viminale e i massimi organismi dello sport (Coni, Figc, le tre Leghe calcistiche) per "contrastare la violenza negli stadi". E' la prima volta che succede in Italia. Qualcosa si muove davvero, stavolta.

2 giugno 2005

La piccola differenza fra tifoso e hooligan

##parte tutto dq questo : ###

La verità che non interessa
di G.M
> 28/5/2005


Sabato 28 maggio 2005

1. Cara Italia,

basta scrivere e dire che le cariche dell'Heysel (che hanno portato al crollo del muro) sono frutto della "follia omicida" e del tutto immotivata degli hooligans (a proposito, basta usare il termine "hooligans" per definire tutti i tifosi inglesi in trasferta: "hooligans" sono i teppisti che usano il calcio come scusa per la violenza, non è un termine generico per i sostenitori inglesi). La motivazione c'era e chiunque si fosse preso la briga di vedere cosa era successo l'ultima volta che il Liverpool aveva giocato contro una squadra italiana diversa dalla Juve (incontrata tre mesi prima in Supercoppa) dovrebbe saperlo.

Parliamo della finale di Coppa dei Campioni l'anno prima: Roma-Liverpool, vinta dai Reds ai rigori. E' l'altra finale di Coppa Campioni che tutti hanno cercato di dimenticare. In quell'occasione, i tifosi del Liverpool vennero assaliti, picchiati e accoltellati da teppisti camuffati da tifosi della Roma (o tifosi veri, non lo sapremo mai). E, cosa ancora piu' grave, molti di questi fattacci avvennero sotto gli occhi della polizia, piu' preoccupata di togliere accendini, orologi e monete (tutti oggetti - si sa - pericolosissimi) agli inglesi all'entrata dello stadio (per poi non restituirli dopo). Fuori dallo stadio fu teso un vero e proprio agguato, con tanto di spranghe e coltelli (tanti coltelli). Anche perche' gli autisti dei pullman avevano pensato bene di andarsene a casa, lasciando per strada gli inglesi.

E notate bene che, visti i costi di quella trasferta e del fatto che Liverpool in quegli anni era una delle città più povere e depresse d' Europa (non che sia cambiato molto in questo senso), a fare il viaggio furono soprattutto famiglie, non la feccia che dodici mesi più tardi sarebbe arrivata a Bruxelles (viaggio del tutto più agevole, soprattutto economicamente). Questi poveracci furono bersagliati senza pietà, e ad evitare un autentico bollettino di guerra sarebbe stato - secondo i presenti - l'improvviso arrivo di un centinaio di ultras laziali, giunti all'Olimpico per sfottere i giallorossi. Ma il peggio venne dopo. I tifosi del Liverpool raccontano di bande di teppisti in motorino che diedero vita ad una vera e propria caccia all'inglese, con decine di accoltellati, tra cui un ragazzo di undici anni che rimediò ottanta punti di sutura al volto. O del fatto che alcuni albergatori serrarono le porte e gettarono in strada le loro valigie, lasciandoli al loro destino. Oppure che almeno duecento tifosi del Liverpool, disperati, furono costretti a rifugiarsi al Consolato Britannico, l'unico posto in grado di accoglierli.

Tutto ciò lasciò un senso indelibile di vendetta verso gli italiani. Una sete di vendetta - ingigantita, senza dubbio, dalle esagerazioni che, in questi casi, sono di rito - che si manifestò contro gli juventini all'Heysel. Condanniamo giustamente quindi i tifosi inglesi dell'Heysel (e con loro autorità belghe, l'UEFA e il resto del baraccone). Ma non raccontiamoci frottole. I motivi c'erano.

2. Cara Inghilterra,

basta continuare a illudersi che i tifosi del Liverpool erano stati provocati dagli "hooligan" italiani nel settore Z. Gli ultrà della Juve (a proposito, bella gente, come si è visto ad Anfield lo scorso marzo) erano in tutt'altro settore. E basta dire che si trattava di un semplice tafferuglio, diventato tragedia semplicemente perchè gli italiani imbelli sono scappati e il famoso muro gli è crollato addosso. Già, proprio così. Voi continuate a parlare di un comunissimo tafferuglio, cui è seguito un fuggi fuggi generale, e poi un muro che, all'improvviso, crolla inspiegabilmente in testa agli italiani, uccidendone 39. Leggere per credere. Ecco cosa scrive il sito ufficiale del Liverpool: www.liverpoolfc.tv/lfc_story/heysel/.

Per voi, il comportamento dei vostri ragazzi ha dato solo un piccolo, casuale contributo alla tragedia. Per voi, Heysel è come lo Tsunami, un fatto tragico ma inspiegabile. Tutte balle. Una parte di voi si rende conto dell'accaduto e ha chiesto scusa. Una parte di voi invece continua a fare finta di niente. E tra questi, purtroppo, ci sei anche tu, caro Liverpool Football Club, con le tue cinque Coppe dei Campioni.

####

##la risposta ###
Signor M,

Seriamente: trovo molto povero il suo articolo che, per ricordare una strage,
parla solo delle ragioni dei violenti con logiche da faida medio-orientale
e della mancanza di scuse da parte del Liverpool.

Molto meno seriamente, grazie a Lei, scopro che anche la strage dell'Heysel
è stata (sia pure indirettamente) colpa di teppisti travestiti da romanisti.
Oppure, come lei ha cura di completare, forse proprio di veri tifosi romanisti.

E' quindi possibile che anche i veri tifosi romanisti vadano allo stadio
per fare violenza.

Subito dopo Lei scrive che "basta usare il termine 'hooligans' per
definire tutti i tifosi inglesi". Hooligans sono " i teppisti che usano il calcio
come scusa per la violenza, non è un termine generico per i sostenitori
inglesi".

Secondo logica, ho dunque imparato che:
(a) "hooligan" è uguale a "teppisti";
(b) "hooligan" è diverso da "sostenitori inglesi";
ma © "teppisti" può essere un "termine generico per definire i sostenitori romanisti".

Aristotele concluderebbe che i veri hooligan sono i tifosi romanisti!

Come sarà oramai evidente, io sono romanista. Non ho mai usato il calcio
(né altro, per la verità) come scusa per la violenza, però potrei essere
hooligan o teppista lo stesso. Anche se ho pregato per quei 39 morti.

Anche se mi vergogno degli atti bestiali dei teppisti vestiti di giallorosso.
Anche se quel giorno dell'84 io c'ero e ho sentito cori per i nostri perdenti
e visto uomini piangere mentre applaudivano i vincitori. E, me lo ricorderò
sempre, avevo la pelle d'oca ed era BELLO!

Non ho visto cacce all'uomo, non ho visto polizotti-ladri (romanisti in
divisa blu?), non ho visto la pioggia di valige inglesi dalle finestre degli
alberghi.

Non ho visto neppure tante signore e bambini inglesi, ora che ci penso.
Anche perché -e qui ci torna d'aiuto Aristotele- non si è mai vista una città
così povera, ma così povera, che i giovani single non possono permettersi un
viaggio che sarebbe invece tranquillamente alla portata delle famiglie più
numerose.

A meno che, secondo Lei, i teppisti nascano solo tra poveri e disoccupati
(oltre che tra i romanisti).

Qualcuno più maligno potrebbe osservare che lei non ha citato alcuna
fonte a riprova delle sue (per me) rivelazioni e, a questo punto, mi
piacerebbe proprio saperne di più. Dove posso documentarmi un po' meglio?

Già che ci siamo, visto che Lei è sicuramente meglio informato di me, mi
spiega perché il derby interrotto di Roma è tanto peggio di quello di
Milano, visto che del primo si è parlato tanto (giustamente), ancora se ne parla
(ri-giustamente), mentre del secondo non si parla già più? E perché una
maledetta monetina lanciata da mano teppista pesa più di un motorino (per fortuna così intelligente da evitare una decina di spettatori sottostanti)?

P.R.

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##RISPOTA A R, DI G.M

Innanzitutto, la ringrazio per l'email. Il mio articolo non voleva
ricordare l'Heysel o i morti dell'Heysel. Voleva semplicemente
sottolineare che a distanza di vent'anni non siamo ancora capaci di
essere d'accordo sull'accaduto. Ognuna delle due parti ha creato una
mitologia più o meno conveniente che persiste tutt'ora.

Gli scontri dell'Olimpico non giustificano - ovviamente - cio' che è
accaduto all'Heysel. Però chiunque, dopo quegli scontri
(sufficientemente gravi, le ricordo, per fare sì che la Roma venisse
colpita da una squalifica UEFA), avrebbe capito che Liverpool-Juventus
sarebbe stata una gara a rischio (anche perche' a Liverpool, per dodici mesi, non si era parlato d'altro).

Quanto al suo discorso sugli hooligan, devo confessare che la seguo
poco. In inglese il termine viene usato per indicare coloro che usano
il calcio come pretesto per far violenza. Troppi media italiani lo
usano come termine generico per indicare tutti i tifosi inglesi.
Volevo solo precisare l'uso corretto del termine. E, converrà anche
lei, che tra i tifosi della Roma (come tra i tifosi di quasi tutte le
squadre di Serie A e B) vi sono anche degli hooligans.

Lei quindi non ha visto violenze quel giorno all'Olimpico? Molti la
pensano diversamente. Io non c'ero, ma ho parlato con numerosi
presenti. Credo che una rapida scorsa in google potrebbe fornirle
ulteriori documentazioni. Nel mio caso, ho parlato sia con Tony Evans,
redattore del Times di Londra (presente sia a Roma che all'Heysel) e
vari colleghi romani (e romanisti). Ma in ogni caso, se lei mastica un
poco d'inglese e naviga un po' su internet non faticherà certo a
torvare conferma.

Quanto alle differenze sui derby interrotti non so cosa dirle. Forse
di quello romano se ne parla di più per il modo in cui e' stato
interrotto (una telefonata a Galliani). Forse e' perchè, alla fine,
i media italiani sono di matrice settentrionale e tendono a minimizzare
le malefatte di Milan, Inter e Juve (e dei loro sostenitori). Ma forse
io sono di parte: dopo tutto lavoro per un quotidiano romano.

A presto,

G
####


###fonte: indiscreto.it

19 maggio 2005

Serie B al sabato alle 15

CALCIO: LEGA; DAL PROSSIMO ANNO SERIE B AL SABATO POMERIGGIO

(ANSA) - MILANO, 19 MAG - La serie B giochera' il sabato
pomeriggio alle 15 nella prossima stagione, fermi restando
l'anticipo di una partita il venerdi' sera e il posticipo di
un'altra gara il lunedi' sempre alle 20.30. E' questa la
principale decisione dell'assemblea delle 22 societa' della
serie cadetta comunicate alla fine della giornata di riunioni in
Lega.
''E' un motivo di soddisfazione per tutti - ha commentato il
vicepresidente per la serie B Enrico Preziosi - perche' credo
che, dopo l'incontro con la Rai per i diritti in chiaro, la
mossa vada nella direzione di dare nuovo valore e piu'
visibilita' al campionato cadetto''.
''La scelta servira' a facilitare la vendita del prodotto'',
ha detto da parte sua il presidente Adriano Galliani che ha
annunciato anche gli accordi per la copertura della Rai con una
specie di sabato sportivo e Novantesimo Minuto.
La decisione inoltre avra' anche ricadute positive nella
trattativa con le pay tv per la vendita dei diritti. ''Si va
verso un modo piu' moderno di seguire il calcio - ha aggiunto
Galliani - anche se ogni decisione ha i suoi pro e i suoi
contro. Anche qui ci sono, ma i pro sono sicuramente di piu'''.
Galliani ha poi accennato al problema della mancata ratifica
dell'accordo collettivo: ''Non c'e' stato l'accordo - ha
confermato - e quindi non firmeremo alcun contratto collettivo.
Fino al 30 giugno resta in vigore quello che c'era e poi
vedremo''.
I lavori della Lega Calcio proseguiranno comunque gia' nei
primi giorni di giugno con un'assemblea di categoria della serie
A e una di B e poi con un'assemblea generale che dovra' tornare
ad occuparsi di mutualita'. ''La B ha bisogno di certezze per
programmare il futuro e cercheremo di dargliele'', precisa
Galliani. La B ha poi chiesto il pagamento di conguagli relativi
al triennio 2002-2005: ''Spero si aprira' un garbato confronto -
chiosa Galliani - perche' ballano una trentina di miliardi di
vecchie lire''.(ANSA).

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