28 settembre 2010

Comunicato Ufficiale GRADINATA NORD ALESSANDRIA

Con il presente comunicato, la Gradinata Nord di Alessandria prende le distanze in maniera netta e decisa dai fatti di violenza che hanno visto coinvolto il portiere del Gubbio. Infatti, nessuno dei gruppi organizzati è parte in causa nella vicenda e, come riportato dalla Gazzetta del 28 settembre, anche da parte della Questura,"l'indagato sarà solo colui che ha sferrato il pugno". La storia è quindi riconducibile ad una lite tra due persone. A questo proposito siamo allibiti per quanto scritto dal vostro giornale lunedì 27 settembre in cui in prima pagina il titolo che spicca è "Ultrà ad Alessandria. Accoltellato il portiere del Gubbio". Andando a leggere l'articolo relativo a pag. 31, firmato da Euro Grilli e Nicola Pilotti , si parla di "un accerchiamento di
una dozzina di persone….alcuni hanno immobilizzato il padre, gli altri con un coltello e una bottiglia rotta,
hanno colpito il portiere più volte al viso e al corpo e poi hanno ferito i genitori prima di fuggire". Le scene
sopra descritte sono forse tratte da un film di Stanley Kubrick o Dario Argento, buone per vendere i giornali (quella dei tifosi violenti fa sempre cassetta) ma assolutamente lontane dalla realtà. I fatti dicono che nessuno ha usato coltelli o armi da taglio. A oggi l'unica cosa certa è che un pugno ha procurato la ferita al portiere.
Alcuni testimoni parlano di 2 ragazzini e una donna all'esterno di questo bar, che avrebbero salutato ironicamente il pullman dei giocatori del Gubbio, ricevendone in cambio gestacci ( una scena che accade tutte le domeniche all'esterno della maggior parte degli stadi italiani) . In quel momento transitavano il portiere Lamanna coi genitori, e a questo punto ci sarebbe stato uno scambio (vicendevole) di insulti e la rissa, tutta da ricostruire, che avrebbe coinvolto in TUTTO cinque o sei persone (portiere e genitori compresi).
Il nostro sconcerto nasce dal fatto che non ci sembra possibile che un giornale di tiratura nazionale si affidi a persone assolutamente non informate sui fatti che basano i loro articoli su voci da bar senza verificarne la veridicità. Ancora di più cresce la nostra delusione nel vedere parzialmente ritrattate le dichiarazioni nell'articolo della gazzetta odierna, senza però dare il giusto risalto, alla nuova e più veritiera versione. Dire di essere stati aggrediti da una dozzina di persone di cui alcune armate e' ben diverso dal dire che davanti al bar c'erano 10-15 persone (normali avventori e non ultras, non essendo il bar in oggetto "il bar degli ultrà" come scrive anche la Gazzetta).
Nell'intervista rilasciata a Sky Sport 24, il padre del ragazzo, mentendo, sostiene che il figlio sarebbe stato colpito con un oggetto di vetro quando anche la stessa Questura aveva già smentito la faccenda parlando solo di un pugno.
Dice anche di aver lottato contro 4 aggressori (e altri quattro sarebbero saltati addosso al figlio), ma è quantomeno strano che un uomo picchiato da quattro persone il giorno dopo non abbia alcun segno in volto e scoppi di salute.
L'amarezza nasce anche dal fatto che confrontando i due articoli solo un'attenta lettura permette di cogliere questa profonda differenza. A confondere ulteriormente le idee contribuiscono le vignette che dovrebbero rappresentare l'accaduto, che raffigurano parecchie persone armate e tutte attivamente partecipanti alla rissa.
Allora cari giornalisti qual è la verità?
Vogliamo lasciare la risposta ai fatti e non alle parole: tre persone brutalmente picchiate come nelle immagini da più di dieci energumeni armati non sarebbero nelle condizioni di raccontare l'accaduto il giorno successivo come da foto pubblicate. Con questa vicenda è stato infangato il nome di una tifoseria e della nostra città. Ci aspetteremmo solo che venisse raccontato l'accaduto in maniera
diversa, ma siamo certi che non ci verrà più riservato uno spazio in prima pagina e forse neanche un trafiletto di poche righe.
Agli occhi dell'Italia siamo stati descritti come la tifoseria che ha accoltellato il portiere del Gubbio e selvaggiamente aggredito i genitori, ma se il tutto fosse avvenuto in un parcheggio o all'uscita di un supermercato nessuno ne avrebbe parlato.


Alessandria e la Gradinata Nord meritano rispetto.


Siamo sicuri che un quotidiano nazionale non possa andare fiero di simili pagine di giornalismo.


ULTRAS ALESSANDRIA