Fonte: www.calciotoscano.it
Divieto
di trasferta infranto ancora una volta in Toscana. Dopo i numerosi
tifosi giallorosso all'Artemio Franchi senesi per Siena-Roma, stavolta
sono i napoletani ad evitare il blocco alla trasferta a Livorno.
Oltre
trecento tifosi del Napoli, infatti, hanno trovato posto in gradinata
mischiati ai livornesi nonostante la decisione dell' Osservatorio del
Viminale di tenere chiuso il settore ospiti dello stadio "Picchi".
Regole sulla carta, qualcuno ne tenga di conto.
⚠️ Abbiamo deciso di abilitare i commenti su tutti i post del Blog, senza alcuna forma di censura. ⚠️
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27 febbraio 2008
22 febbraio 2008
COMUNICATO CURVA SUD SALERNO CCSC
È inevitabile partire da Sorrento e
da quel coro che da domenica ci rimbomba nella testa. ANDATE A LAVORARE
!!! È inevitabile perché quel coro è l'emblema e il grido di allarme di
chi si è sentito umiliato e sconfitto non tanto dagli avversari quanto
dai nostri "eroi" scesi in campo senza grinta e non mostrando un minimo
di amore per questa maglia e per questi tifosi. Ma Sorrento è il passato
e Noi il passato lo mettiamo momentaneamente da parte perché vogliamo e
dobbiamo guardare al futuro. Ed il futuro si chiama Pistoiese. Adesso
non ci sono più alibi PER NESSUNO. TUTTI sono chiamati a dare il loro
apporto i giocatori e NOI tifosi innamorati di questa città e che
abbiamo sottoscritto idealmente un patto d'amore indissolubile con i
nostri colori. Adesso più che mai bisogna fare gruppo e non lasciarsi
prendere da chiacchiere e pettegolezzi vari. Tutto passerà e la miglior
medicina è solo quella di: giocare e vincere, a partire naturalmente da
domenica. ……CHIARO ???
E' tempo di dimostrare unità e compattezza, facciamolo per NOI, questi calciatori un giorno o l'altro andranno via, ciò che resterà in eterno siamo noi tifosi ed i nostri colori verso i quali nutriamo un immenso amore. Amiamo troppo questa maglia, cui abbiamo donato incondizionatamente e senza fini occulti, gran parte della nostra vita.
E allora domenica riempiamo l'Arechi tutti uniti dietro una sola bandiera, alla conquista del nostro oBiettivo, e con un unico coro : FORZA VECCHIO CUORE GRANATA!facciamo tremare l'intero stadio.
ULTRA' SALERNO CURVA SUD - CENTRO COORDINAMENTO SALERNITANA CLUBS
E' tempo di dimostrare unità e compattezza, facciamolo per NOI, questi calciatori un giorno o l'altro andranno via, ciò che resterà in eterno siamo noi tifosi ed i nostri colori verso i quali nutriamo un immenso amore. Amiamo troppo questa maglia, cui abbiamo donato incondizionatamente e senza fini occulti, gran parte della nostra vita.
E allora domenica riempiamo l'Arechi tutti uniti dietro una sola bandiera, alla conquista del nostro oBiettivo, e con un unico coro : FORZA VECCHIO CUORE GRANATA!facciamo tremare l'intero stadio.
ULTRA' SALERNO CURVA SUD - CENTRO COORDINAMENTO SALERNITANA CLUBS
Comunicati della Curva Nord Pisa: Noi non siamo autorizzati
Comunicati della Curva Nord "Maurizio Alberti"
Noi non siamo autorizzati
Siamo stati facili profeti. Ai tempi delle prime reazioni al Decreto Amato scrivemmo che il provvedimento in questione non mirava a debellare la violenza dalle curve e tanto meno il malaffare, ma si nascondeva ipocritamente dietro ragioni di ordine pubblico e prendeva a pretesto la morte di un poliziotto per togliere gli Ultras e in generale qualsiasi voce critica, scomoda, e di dissenso, dagli stadi del nuovo calcio, quello bello, pulito e televisivamente corretto.
In un regime totalitario sarebbe stato più facile: Ultras, sospetti Ultras, fiancheggiatori, chi può andare allo stadio e chi no lo decide a tavolino lo Stato.
In Italia purtroppo per loro cè una parvenza di democrazia e allora lo stesso disegno è stato presentato mascherato da legge contro la violenza. Di queste cose abbiamo già parlato al tempo, sostenendo delle tesi che adesso trovano facile conferma nei provvedimenti emanati contro ragazzi della Curva Nord rei di..nulla.
Si parte dalla gara di Verona, contro il Chievo. La Nord in trasferta espone uno striscione dove si chiede Giustizia per Gabriele. Non si offendono le forze dellordine, non si insinua ciò che sarebbe facilmente insinuabile, si chiede soltanto la giusizia negata a suo tempo a Maurizio, giustizia per un ragazzo di stadio ammazzato questa volta non da un malore mal curato ma da un poliziotto, e senza motivo. Ci pare una cosa grave. Giusto prendere posizione, e infatti aderiamo alla protesta nazionale decidendo di cantare solo nel pre-partita. Ma il servizio dordine di Verona si innervosisce e impone di togliere il lenzuolo, pena carica indiscriminata contro tutto e tutti. Gli Ultras non ci stanno, tolgono da soli lo striscione, che non viene rimosso dagli steward ma tolto dagli stessi tifosi, e questo è previsto, e tornano a casa per protesta. Il tutto davanti a mille spettatori e ai funzionari della Questura di Pisa.
E qui parte la manovra sostenuta dal Decreto. Alcuni cosiddetti responsabili, mesi dopo, vengono raggiunti da preavviso di diffida e da una denuncia per violenza e minacce a pubblico ufficiale (pena dai 6 mesi a tre anni di reclusione): la celere voleva caricare in caso di mancata rimozione, figuriamoci se ci fossero stati atti violenti e minacce. Accuse che speriamo cadranno miseramente, ma intanto le denunce e diffide sono dietro langolo e incombe la partita con il Cesena, anniversario della morte di Mau. Lo striscione rosso Mau Ovunque viene esposto, è un giorno particolare, è una cosa particolare, ma il servizio dordine senza ritegno e vergogna minaccia diffide e cè la reazione civile e intelligente di tutta la Nord con le persone che fanno a gara per toccare e tenere in mano lo striscione come per dire: diffidateci tutti. Se è per una cosa così diffidateci tutti. E in effetti, di cosa stiamo parlando? Gli atti gravissimi che mettono in moto il Decreto sono striscioni NON offensivi, la carta igienica dello scorso anno, la bandierina del Che per cui in settimana si cercano per ogni dove i responsabili, andando sui luoghi di lavoro, indagando come se si cercassero pedofili o mafiosi, e altre stupidaggini che svelano le reali intenzioni dello Stato, perseguitare, reprimere, debellare senza distinzioni. Le famiglie che il Decreto dovrebbe proteggere e invogliare a venire alla partita sono per caso quelle stipate allinverosimile nei carri bestiame di Brescia, esposte al vento dei due gradi sottozero e trattate come colpevoli di qualcosa sono perché, appunto, tra documenti e tornelli, facilmente identificabili, sono andate alla partita? Non si vede la contraddizione?.
Arriviamo alla gara con il Mantova. Viene esposto uno stendardo con la caricatura di un poliziotto e del Ministro Amato, la scritta riassume il nostro pensiero. I responsabili, per la Questura, sono gli stessi, ricordiamo che hanno eventualmente tenuto in mano un pezzo di stoffa non autorizzato, non hanno sparato, accoltellato, sassato, hanno protestato civilmente: guadagnano in questo modo la polizia in casa alle 6 di mattina, come al boss Lo Piccolo, polizia e identificazioni sui posti di lavoro, varie accuse vecchie e nuove ammassate insieme tra cui vilipendio allo Stato e, quella più bella, abbandono del posto assegnato. Nessuno allArena occupa il posto assegnato. Ma anche fosse, di quello si preoccupa lo Stato. Abbiamo scritto colpevoli di..nulla perché non parliamo di reati ma di una opposizione civile e non violenta ad un Decreto lesivo del diritto e ai limiti dellincostituzionalità.
Lopinione pubblica dovrebbe reagire, prendere posizione. Se non lo farà ora sarà costretta in seguito, quando i principi ispiratori dello stesso Decreto saranno rivolti contro altri problemi, dopo la consueta palestra negli stadi, come è sempre accaduto. E sarà troppo tardi. Noi, comunque, non ci arrendiamo.
Noi non siamo autorizzati.
Curva Nord Maurizio Alberti
Noi non siamo autorizzati
Siamo stati facili profeti. Ai tempi delle prime reazioni al Decreto Amato scrivemmo che il provvedimento in questione non mirava a debellare la violenza dalle curve e tanto meno il malaffare, ma si nascondeva ipocritamente dietro ragioni di ordine pubblico e prendeva a pretesto la morte di un poliziotto per togliere gli Ultras e in generale qualsiasi voce critica, scomoda, e di dissenso, dagli stadi del nuovo calcio, quello bello, pulito e televisivamente corretto.
In un regime totalitario sarebbe stato più facile: Ultras, sospetti Ultras, fiancheggiatori, chi può andare allo stadio e chi no lo decide a tavolino lo Stato.
In Italia purtroppo per loro cè una parvenza di democrazia e allora lo stesso disegno è stato presentato mascherato da legge contro la violenza. Di queste cose abbiamo già parlato al tempo, sostenendo delle tesi che adesso trovano facile conferma nei provvedimenti emanati contro ragazzi della Curva Nord rei di..nulla.
Si parte dalla gara di Verona, contro il Chievo. La Nord in trasferta espone uno striscione dove si chiede Giustizia per Gabriele. Non si offendono le forze dellordine, non si insinua ciò che sarebbe facilmente insinuabile, si chiede soltanto la giusizia negata a suo tempo a Maurizio, giustizia per un ragazzo di stadio ammazzato questa volta non da un malore mal curato ma da un poliziotto, e senza motivo. Ci pare una cosa grave. Giusto prendere posizione, e infatti aderiamo alla protesta nazionale decidendo di cantare solo nel pre-partita. Ma il servizio dordine di Verona si innervosisce e impone di togliere il lenzuolo, pena carica indiscriminata contro tutto e tutti. Gli Ultras non ci stanno, tolgono da soli lo striscione, che non viene rimosso dagli steward ma tolto dagli stessi tifosi, e questo è previsto, e tornano a casa per protesta. Il tutto davanti a mille spettatori e ai funzionari della Questura di Pisa.
E qui parte la manovra sostenuta dal Decreto. Alcuni cosiddetti responsabili, mesi dopo, vengono raggiunti da preavviso di diffida e da una denuncia per violenza e minacce a pubblico ufficiale (pena dai 6 mesi a tre anni di reclusione): la celere voleva caricare in caso di mancata rimozione, figuriamoci se ci fossero stati atti violenti e minacce. Accuse che speriamo cadranno miseramente, ma intanto le denunce e diffide sono dietro langolo e incombe la partita con il Cesena, anniversario della morte di Mau. Lo striscione rosso Mau Ovunque viene esposto, è un giorno particolare, è una cosa particolare, ma il servizio dordine senza ritegno e vergogna minaccia diffide e cè la reazione civile e intelligente di tutta la Nord con le persone che fanno a gara per toccare e tenere in mano lo striscione come per dire: diffidateci tutti. Se è per una cosa così diffidateci tutti. E in effetti, di cosa stiamo parlando? Gli atti gravissimi che mettono in moto il Decreto sono striscioni NON offensivi, la carta igienica dello scorso anno, la bandierina del Che per cui in settimana si cercano per ogni dove i responsabili, andando sui luoghi di lavoro, indagando come se si cercassero pedofili o mafiosi, e altre stupidaggini che svelano le reali intenzioni dello Stato, perseguitare, reprimere, debellare senza distinzioni. Le famiglie che il Decreto dovrebbe proteggere e invogliare a venire alla partita sono per caso quelle stipate allinverosimile nei carri bestiame di Brescia, esposte al vento dei due gradi sottozero e trattate come colpevoli di qualcosa sono perché, appunto, tra documenti e tornelli, facilmente identificabili, sono andate alla partita? Non si vede la contraddizione?.
Arriviamo alla gara con il Mantova. Viene esposto uno stendardo con la caricatura di un poliziotto e del Ministro Amato, la scritta riassume il nostro pensiero. I responsabili, per la Questura, sono gli stessi, ricordiamo che hanno eventualmente tenuto in mano un pezzo di stoffa non autorizzato, non hanno sparato, accoltellato, sassato, hanno protestato civilmente: guadagnano in questo modo la polizia in casa alle 6 di mattina, come al boss Lo Piccolo, polizia e identificazioni sui posti di lavoro, varie accuse vecchie e nuove ammassate insieme tra cui vilipendio allo Stato e, quella più bella, abbandono del posto assegnato. Nessuno allArena occupa il posto assegnato. Ma anche fosse, di quello si preoccupa lo Stato. Abbiamo scritto colpevoli di..nulla perché non parliamo di reati ma di una opposizione civile e non violenta ad un Decreto lesivo del diritto e ai limiti dellincostituzionalità.
Lopinione pubblica dovrebbe reagire, prendere posizione. Se non lo farà ora sarà costretta in seguito, quando i principi ispiratori dello stesso Decreto saranno rivolti contro altri problemi, dopo la consueta palestra negli stadi, come è sempre accaduto. E sarà troppo tardi. Noi, comunque, non ci arrendiamo.
Noi non siamo autorizzati.
Curva Nord Maurizio Alberti
21 febbraio 2008
Daspo per due tifosi del Pisa che lo scorso 16 febbraio durante la partita contro il Mantova avevano esposto uno striscione con il disegno del Ministro dell’Interno Giuliano Amato e di un poliziotto col manganello in mano recante la scritta “Siete voi i veri criminali”. Il provvedimento prevede il divieto ad assistere per tre anni a manifestazioni sportive e l’obbligo di firma in questura.
A dispetto dell’art.21 della costituzione, i tre provvedimenti a danno dei supporters pisani sfiorano lo psicoreato di orwelliana memoria. Nessuna libertà di espressione permessa all’interno degli stadi e clima simile a quello della Corea del Nord. Per tre anni questi famigerati criminali saranno tenuti a recarsi in questura in concomitanza delle partite del Pisa per evitare che possano esprimere giudizi infamanti nei confronti delle istituzioni…
fonte: freedomforfans
16 febbraio 2008
NOCERINA: PRECISAZIONI DEGLI ULTRAS
in una lunga nota, gli Ultras Nocera
Curva Sud hanno voluto rispondere alle tante accuse piovute addosso ai
sostenitori rossoneri dopo la trasferta di domenica scorsa a Caserta.
Secondo il comunicato, i 5 tifosi molossi sono stati arrestati
ingiustamente perché, alla richiesta di mostrare video e foto a sostegno
delle accuse delle forze dell’ordine, si è detto che il materiale non
era più disponibile.
Inoltre a Caserta non vi era la giusta organizzazione delle forze dell’ordine, nonostante si sapesse dell’arrivo di 400 tifosi circa da Nocera. Molti sostenitori erano privi del tagliando di ingresso perché, stranamente, non è stata organizzata una prevendita,
I tifosi rossoneri – continua il comunicato – sono stati provocati e aggrediti con lancio di oggetti e quant’altro. Il tutto pagando un biglietto di 7 euro a fronte dei 3 euro per il settore distinti riservato ai tifosi locali e, ancora peggio, senza poter nemmeno usufruire di servizi igienici, che nel settore riservato alla tifoseria nocerina non c’erano affatto.
Non esistono poi denunce di passanti che sarebbero stati aggrediti da tifosi della Nocerina. “Vogliamo solo ribadire – conclude la nota degli Ultras Curva Sud di Nocera – che tutti dovrebbero prendersi le proprie responsabilità, cominciando da chi ha stadi non a norma e da chi dovrebbe garantire e preservare l’ordine pubblic
calciocampania
Inoltre a Caserta non vi era la giusta organizzazione delle forze dell’ordine, nonostante si sapesse dell’arrivo di 400 tifosi circa da Nocera. Molti sostenitori erano privi del tagliando di ingresso perché, stranamente, non è stata organizzata una prevendita,
I tifosi rossoneri – continua il comunicato – sono stati provocati e aggrediti con lancio di oggetti e quant’altro. Il tutto pagando un biglietto di 7 euro a fronte dei 3 euro per il settore distinti riservato ai tifosi locali e, ancora peggio, senza poter nemmeno usufruire di servizi igienici, che nel settore riservato alla tifoseria nocerina non c’erano affatto.
Non esistono poi denunce di passanti che sarebbero stati aggrediti da tifosi della Nocerina. “Vogliamo solo ribadire – conclude la nota degli Ultras Curva Sud di Nocera – che tutti dovrebbero prendersi le proprie responsabilità, cominciando da chi ha stadi non a norma e da chi dovrebbe garantire e preservare l’ordine pubblic
calciocampania
14 febbraio 2008
Padova, arrestati 10 ultras per scontri in partita con Cremonese
Fonte: Reuters.it
La polizia di Padova ha arrestato dieci ultras padovani accusati di aggressione e sequestro di cinque auto, in un episodio avvenuto dopo la partita di calcio di serie C Padova-Cremonese, lo scorso dicembre.
A dirlo la polizia patavina in una nota diffusa oggi, in cui si precisa che nell'operazione sono state effettuate anche 12 perquisizioni domiciliari.
"Lo scorso 2 dicembre, due pullman con a bordo un centinaio di tifosi della Cremonese che stavano tornando dopo aver assistito all'incontro di calcio Padova-Cremonese, si fermavano nell'area di servizio 'Scaligera' ed un manipolo di persone travisate con cappucci, berretti e sciarpe, armate di bottiglie, mazze da baseball, spranghe e cinture con fibbie, all'improvviso si scagliava contro alcuni tifosi lombardi che erano rimasti all'esterno dell'autogrill", si legge nella nota.
Le forze dell'ordine sono riuscite a individuare gli aggressori -- noti ultras del Padova Calcio -- che avevano pedinato i tifosi cremonesi fino alla sosta nella stazione di servizio.
All'operazione hanno partecipato agenti della Digos di Verona e Padova, la questura di Cremona e la sezione della Polizia Stradale di Verona.
La polizia di Padova ha arrestato dieci ultras padovani accusati di aggressione e sequestro di cinque auto, in un episodio avvenuto dopo la partita di calcio di serie C Padova-Cremonese, lo scorso dicembre.
A dirlo la polizia patavina in una nota diffusa oggi, in cui si precisa che nell'operazione sono state effettuate anche 12 perquisizioni domiciliari.
"Lo scorso 2 dicembre, due pullman con a bordo un centinaio di tifosi della Cremonese che stavano tornando dopo aver assistito all'incontro di calcio Padova-Cremonese, si fermavano nell'area di servizio 'Scaligera' ed un manipolo di persone travisate con cappucci, berretti e sciarpe, armate di bottiglie, mazze da baseball, spranghe e cinture con fibbie, all'improvviso si scagliava contro alcuni tifosi lombardi che erano rimasti all'esterno dell'autogrill", si legge nella nota.
Le forze dell'ordine sono riuscite a individuare gli aggressori -- noti ultras del Padova Calcio -- che avevano pedinato i tifosi cremonesi fino alla sosta nella stazione di servizio.
All'operazione hanno partecipato agenti della Digos di Verona e Padova, la questura di Cremona e la sezione della Polizia Stradale di Verona.
12 febbraio 2008
Nocerina: arrestati 5 tifosi
Cinque tifosi della Nocerina sono
stati arrestati questa mattina da agenti della Digos della Questura di
Caserta per gli incidenti avvenuti prima e dopo la partita giocata
domenica scorsa allo stadio Pinto tra i molossi e la Casertana. Gli
arresti sono avvenuti in virtù della cosiddetta "flagranza differita".
Hanno tra i 20 e i 36 anni e sono tutti pregiudicati per vari reati e
già destinatari di divieti di accesso in impianti sportivi. Dovranno
rispondere di violenza a pubblico ufficiale. Sono stati individuati
grazie ai filmati girati durante gli incidenti.
calciocampania
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Taranto, Daspo in arrivo per i tifosi
Fonte: www.calciopress.net
Lo sfondamento di un cancello del settore di gradinata in occasione della gara di ieri tra Taranto ed Arezzo costerà cara ai tifosi protagonisti dell'episodio.
Se ancora una volta i controlli alle porte verranno forzati e l’anello inferiore della gradinata verrà occupato dai tifosi rossoblu la prossima gara interna con il Martina non verrà disputata. Lo rende noto la Questura di Taranto attraverso un comunicato che spiega quanto accaduto ieri prima dell’inizio della partita Taranto Arezzo. Solo la volontà di garantire l’incolumità abambini ed anziani rimasti coinvolti nella ressa ha impedito che la polizia intervenisse con decisione.
A chi si è reso responsabile dello “sfondamento” dei cancelli e dell’occupazione dell’anello inferiore della gradinata la Questura, esaminato il materiale fotografico raccolto, notificherà nelle prossime ore, come prevede la normativa vigente, il provvedimento di diffida dall’assistere a manifestazioni sportive. Riportiamo di seguito il testo integrale del comunicato.
“Ieri pomeriggio allo stadio "E.Iacovone", in concomitanza con l'inizio dell'incontro di calcio "Taranto-Arezzo", circa un migliaio di tifosi locali, privi del biglietto di ingresso o di abbonamento, dapprima hanno forzato il cordone di sbarramento delle Forze dell'Ordine all'esterno dello stadio e successivamente hanno occupato l'anello inferiore della gradinata interdetto al pubblico.
L'incredibile irruenza con la quale gli episodi si sono evoluti, avrebbe potuto determinare conseguenze ben più gravi se le Forze dell'Ordine non avessero incentrato il loro intervento soprattutto alla salvaguardia dell'incolumità di anziani e bambini presenti tra gli esagitati supporters. Considerata la gravità di quanto accaduto ieri allo Iacovone, per il prossimo incontro di calcio "Taranto-Martina", qualora simili episodi dovessero riproporsi, verrà adottato il provvedimento di "non disputa" dell'incontro, come previsto dalla normativa vigente.
Intanto, immediata è la risposta della Questura nei confronti di quei tifosi che si sono resi protagonisti di tali episodi, a cui nelle prossime ora sarà notificato il provvedimento di "divieto di accesso nei luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive".
Lo sfondamento di un cancello del settore di gradinata in occasione della gara di ieri tra Taranto ed Arezzo costerà cara ai tifosi protagonisti dell'episodio.
Se ancora una volta i controlli alle porte verranno forzati e l’anello inferiore della gradinata verrà occupato dai tifosi rossoblu la prossima gara interna con il Martina non verrà disputata. Lo rende noto la Questura di Taranto attraverso un comunicato che spiega quanto accaduto ieri prima dell’inizio della partita Taranto Arezzo. Solo la volontà di garantire l’incolumità abambini ed anziani rimasti coinvolti nella ressa ha impedito che la polizia intervenisse con decisione.
A chi si è reso responsabile dello “sfondamento” dei cancelli e dell’occupazione dell’anello inferiore della gradinata la Questura, esaminato il materiale fotografico raccolto, notificherà nelle prossime ore, come prevede la normativa vigente, il provvedimento di diffida dall’assistere a manifestazioni sportive. Riportiamo di seguito il testo integrale del comunicato.
“Ieri pomeriggio allo stadio "E.Iacovone", in concomitanza con l'inizio dell'incontro di calcio "Taranto-Arezzo", circa un migliaio di tifosi locali, privi del biglietto di ingresso o di abbonamento, dapprima hanno forzato il cordone di sbarramento delle Forze dell'Ordine all'esterno dello stadio e successivamente hanno occupato l'anello inferiore della gradinata interdetto al pubblico.
L'incredibile irruenza con la quale gli episodi si sono evoluti, avrebbe potuto determinare conseguenze ben più gravi se le Forze dell'Ordine non avessero incentrato il loro intervento soprattutto alla salvaguardia dell'incolumità di anziani e bambini presenti tra gli esagitati supporters. Considerata la gravità di quanto accaduto ieri allo Iacovone, per il prossimo incontro di calcio "Taranto-Martina", qualora simili episodi dovessero riproporsi, verrà adottato il provvedimento di "non disputa" dell'incontro, come previsto dalla normativa vigente.
Intanto, immediata è la risposta della Questura nei confronti di quei tifosi che si sono resi protagonisti di tali episodi, a cui nelle prossime ora sarà notificato il provvedimento di "divieto di accesso nei luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive".
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