CALCIO: LEGA; DAL PROSSIMO ANNO SERIE B AL SABATO POMERIGGIO
(ANSA) - MILANO, 19 MAG - La serie B giochera' il sabato
pomeriggio alle 15 nella prossima stagione, fermi restando
l'anticipo di una partita il venerdi' sera e il posticipo di
un'altra gara il lunedi' sempre alle 20.30. E' questa la
principale decisione dell'assemblea delle 22 societa' della
serie cadetta comunicate alla fine della giornata di riunioni in
Lega.
''E' un motivo di soddisfazione per tutti - ha commentato il
vicepresidente per la serie B Enrico Preziosi - perche' credo
che, dopo l'incontro con la Rai per i diritti in chiaro, la
mossa vada nella direzione di dare nuovo valore e piu'
visibilita' al campionato cadetto''.
''La scelta servira' a facilitare la vendita del prodotto'',
ha detto da parte sua il presidente Adriano Galliani che ha
annunciato anche gli accordi per la copertura della Rai con una
specie di sabato sportivo e Novantesimo Minuto.
La decisione inoltre avra' anche ricadute positive nella
trattativa con le pay tv per la vendita dei diritti. ''Si va
verso un modo piu' moderno di seguire il calcio - ha aggiunto
Galliani - anche se ogni decisione ha i suoi pro e i suoi
contro. Anche qui ci sono, ma i pro sono sicuramente di piu'''.
Galliani ha poi accennato al problema della mancata ratifica
dell'accordo collettivo: ''Non c'e' stato l'accordo - ha
confermato - e quindi non firmeremo alcun contratto collettivo.
Fino al 30 giugno resta in vigore quello che c'era e poi
vedremo''.
I lavori della Lega Calcio proseguiranno comunque gia' nei
primi giorni di giugno con un'assemblea di categoria della serie
A e una di B e poi con un'assemblea generale che dovra' tornare
ad occuparsi di mutualita'. ''La B ha bisogno di certezze per
programmare il futuro e cercheremo di dargliele'', precisa
Galliani. La B ha poi chiesto il pagamento di conguagli relativi
al triennio 2002-2005: ''Spero si aprira' un garbato confronto -
chiosa Galliani - perche' ballano una trentina di miliardi di
vecchie
lire''.(ANSA).
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19 maggio 2005
Comunicato Curva Nord Alessandria
18 Maggio 2005 Comunicato Ufficiale Gradinata Nord Alessandria
La Gradinata Nord, con il presente comunicato, intende esprimere la propria soddisfazione per lacquisto dellAlessandria Calcio da parte degli imprenditori alessandrini guidati dal Dott. Bianchi che, a differenza dellultima compagine societaria, ha inoltre acquisito nel mese scorso il simbolo ufficiale dei grigi.
Risolti finalmente i problemi legati allidentità della nostra squadra (marchio e maglia grigia finalmente uniti), auspichiamo vivamente per il futuro di discutere solo ed esclusivamente di calcio giocato.
Auguriamo alla nuova dirigenza di saper dare alla esigente tifoseria alessandrina quelle soddisfazioni sportive consone al blasone dellOrso Grigio e alla passione della Nord.
Ricordiamo a tutti i tifosi di partecipare con il calore e lentusiasmo tipici di questa stagione calcistica allultimo impegno della squadra in programma Sabato 21 Maggio alle ore 20:30 ad Alba.
FORZA VECCHIO CUORE GRIGIO!
La Gradinata Nord, con il presente comunicato, intende esprimere la propria soddisfazione per lacquisto dellAlessandria Calcio da parte degli imprenditori alessandrini guidati dal Dott. Bianchi che, a differenza dellultima compagine societaria, ha inoltre acquisito nel mese scorso il simbolo ufficiale dei grigi.
Risolti finalmente i problemi legati allidentità della nostra squadra (marchio e maglia grigia finalmente uniti), auspichiamo vivamente per il futuro di discutere solo ed esclusivamente di calcio giocato.
Auguriamo alla nuova dirigenza di saper dare alla esigente tifoseria alessandrina quelle soddisfazioni sportive consone al blasone dellOrso Grigio e alla passione della Nord.
Ricordiamo a tutti i tifosi di partecipare con il calore e lentusiasmo tipici di questa stagione calcistica allultimo impegno della squadra in programma Sabato 21 Maggio alle ore 20:30 ad Alba.
FORZA VECCHIO CUORE GRIGIO!
18 maggio 2005
Raduno Ultras a Reggio Calabria
Giorno 27 maggio (venerdì) si svolgerà a Reggio Calabria un raduno cui sono invitate tutte le tifoserie.
I punti del RADUNO sono i seguenti:
1) LOTTARE AFFINCHE' LE DIFFIDE VENGANO EMESSE, SOLO DOPO REGOLARE PROCESSO, DA UN GIUDICE, COME ACCADE, QUOTIDIANAMENTE, PER I PIU' SVARIATI MOTIVI, E NON PIU' DAL PREFETTO
2) LE PARTITE LA DOMENICA ALLE 15.00 PERCHE', CON ORARI IMPOSSIBILI (SABATO ALLE 15.00, SABATO ALLE 20.30 ETC ETC ETC) VIENE TOLTO LA POSSIBILITA' DI ASSISTERE ALLA PARTITA A CHI NE AVREBBE IL DIRITTO
3) IL CAROPREZZI (ANCHE SE, IN TAL SENSO, GIA' QUALCOSA S'E' SMOSSA). NON E' POSSIBILE CHE, A PALERMO, ROMA, TORINO, (e questi sono solo alcuni esempi) SI PAGHINO CERTE CIFRE ESORBITANTI
chiunque volesse aderire, informazioni, maggiori dettagli, può contattarci all'email irriducibili1988@hotmail.com
I punti del RADUNO sono i seguenti:
1) LOTTARE AFFINCHE' LE DIFFIDE VENGANO EMESSE, SOLO DOPO REGOLARE PROCESSO, DA UN GIUDICE, COME ACCADE, QUOTIDIANAMENTE, PER I PIU' SVARIATI MOTIVI, E NON PIU' DAL PREFETTO
2) LE PARTITE LA DOMENICA ALLE 15.00 PERCHE', CON ORARI IMPOSSIBILI (SABATO ALLE 15.00, SABATO ALLE 20.30 ETC ETC ETC) VIENE TOLTO LA POSSIBILITA' DI ASSISTERE ALLA PARTITA A CHI NE AVREBBE IL DIRITTO
3) IL CAROPREZZI (ANCHE SE, IN TAL SENSO, GIA' QUALCOSA S'E' SMOSSA). NON E' POSSIBILE CHE, A PALERMO, ROMA, TORINO, (e questi sono solo alcuni esempi) SI PAGHINO CERTE CIFRE ESORBITANTI
chiunque volesse aderire, informazioni, maggiori dettagli, può contattarci all'email irriducibili1988@hotmail.com
8 maggio 2005
Ultras Palermo: "Noi controlliamo le curve"
«Il calcio non è un evento sportivo, ma una battaglia fra due fazioni
che si scontrano. La repressione è inutile, abbiamo il pieno controllo
delle curve. Quando non succede nulla è perchè siamo noi che lo
vogliamo». Sesto Terrazzini, storico capo ultras dei Warriors Palermo,
spiega perchè la violenza negli stadi non potrà finire e in
un'intervista per Ateneonline, il quotidiano telematico della scuola di
giornalismo dell'università di Palermo, annuncia battaglia al presidente
Maurizio Zamparini, intenzionato ad abbattere le barriere all'interno
dello stadio "Renzo Barbera".
Il proclama arriva subito dopo gli incidenti avvenuti ieri sera in curva sud durante Palermo-Chievo e la protesta dei tifosi contro il decreto sulla "tolleranza zero" del ministro Pisanu. Tre persone sono state arrestate dalla Polizia per resistenza a pubblico ufficiale, ma sono solo gli ultimi: dall'inizio della stagione sono stati emessi ben 41 divieti di accesso allo stadio, che fanno salire a 101 i provvedimenti dall'entrata in vigore della legge.
I tre sono giovani tifosi palermitani, rispettivamente di 19, 21 e 22 anni e sono stati arrestati ieri sera, poco prima dell'inizio della partita di calcio fra Palermo e Chievo Verona, per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. I giovani facevano parte di un cospicuo numero di tifosi rosanero, una quarantina circa, che, poco dopo le 19, hanno tentato di entrare all'interno dello stadio Barbera pur senza disporre del biglietto d'ingresso.
Dopo avere scavalcato un gruppetto di tifosi muniti di biglietto, e ordinatamente in coda per entrare allo stadio, i tifosi hanno tentato di forzare la resistenza delle maschere della società del Palermo calcio e dei poliziotti presenti. I tre tifosi, dopo una breve colluttazione con gli agenti, sono stati bloccati e condotti negli uffici della Polizia, dove sono stati inoltre trovati in possesso di una piccola quantità di hashish. Per i tre arrestati, che devono rispondere dei reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, verranno avviate le procedure per l'adozione di provvedimenti Daspo.
Fonte: LaSicilia.it
Il proclama arriva subito dopo gli incidenti avvenuti ieri sera in curva sud durante Palermo-Chievo e la protesta dei tifosi contro il decreto sulla "tolleranza zero" del ministro Pisanu. Tre persone sono state arrestate dalla Polizia per resistenza a pubblico ufficiale, ma sono solo gli ultimi: dall'inizio della stagione sono stati emessi ben 41 divieti di accesso allo stadio, che fanno salire a 101 i provvedimenti dall'entrata in vigore della legge.
I tre sono giovani tifosi palermitani, rispettivamente di 19, 21 e 22 anni e sono stati arrestati ieri sera, poco prima dell'inizio della partita di calcio fra Palermo e Chievo Verona, per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. I giovani facevano parte di un cospicuo numero di tifosi rosanero, una quarantina circa, che, poco dopo le 19, hanno tentato di entrare all'interno dello stadio Barbera pur senza disporre del biglietto d'ingresso.
Dopo avere scavalcato un gruppetto di tifosi muniti di biglietto, e ordinatamente in coda per entrare allo stadio, i tifosi hanno tentato di forzare la resistenza delle maschere della società del Palermo calcio e dei poliziotti presenti. I tre tifosi, dopo una breve colluttazione con gli agenti, sono stati bloccati e condotti negli uffici della Polizia, dove sono stati inoltre trovati in possesso di una piccola quantità di hashish. Per i tre arrestati, che devono rispondere dei reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, verranno avviate le procedure per l'adozione di provvedimenti Daspo.
Fonte: LaSicilia.it
30 aprile 2005
Comunicato Ultras Tito Cucchiaroni 30/04/2005
Interveniamo riguardo alla questione dei lavori necessari per rendere lo
stadio di Marassi agibile in vista della prossima stagione calcistica.
Esso presenta infatti limiti strutturali unici a livello nazionale, limiti che, se non verranno eliminati o ridotti porteranno ad una significativa riduzione della capienza dell’impianto stesso, ed in particolare alla mutilazione di numerosi posti di gradinata ossia i “popolari”.
Allo stato attuale è tuttavia prematuro oltrechè impossibile notificare la reale cifra di posti che andrebbero perduti, essendo questa una stima che non è stata ancora eseguita da chi di dovere.
Và poi sottolineato, per chiarezza, che il problema del taglio di posti non nasce in senso stretto dall’installazione dei famigerati seggiolini (cosa che limiterebbe di poche decine di unità la capienza), ma da un parametro detto “curva di visibilità”.
In pratica verrebbero tagliati quei posti dai quali, stando seduti, non è possibile vedere il campo. Và da se che gli attuali parterre, per la loro conformazione sarebbero interamente esclusi dalla capienza dello stadio: un disastro, insomma, per uno stadio che in meno di vent’anni ha già visto progressivamente ridursi di circa seimila unità i posti popolari di gradinata.
L’ulteriore taglio porterebbe via altri 1800 posti circa ad ogni gradinata. Davanti a noi, quindi, c’è uno scenario inquietante.
Da un lato la necessità non più rimandabile di mettere a norma uno stadio, che a norma non è mai stato dalla sua nascita. Di questi tempi infatti, se chi firma domenicalmente la deroga a giocare dovesse decidere o essere spinto a decidere di non assumersi questa responsabilità ci toccherebbe giocare altrove nel bel mezzo della stagione (italiana ed europea). Quindi, disagi in serie!!!
Dall’altro lato le norme guida che regolano l’agibilità degli stadi sono plasmate su un’idea di calcio e, soprattutto, di tifo, che non ci appartiene e non ci apparterrà mai, quello che comunemente chiamano “modello inglese”.
TUTTI SEDUTI, NIENTE VESSILLI, NIENTE COLORE, POCO CALORE.
Sono parole che noi, impegnati contro questa deriva ormai da anni, conosciamo troppo BENE.
Per noi non è mai stata una questione di orticelli, combattiamo il “modello inglese” da quando questa formula è balenata nel cervello di qualche presunto scienziato dell’ordine pubblico.
Che fare, quindi?
Innanzi tutto chiediamo a viva voce che venga fatta chiarezza sulla situazione e che la stima dei posti che attualmente andrebbero perduti venga fatta quanto prima.
Dopodichè chiederemo che i necessari lavori limitino al minimo indispensabile i disagi per i posti popolari.
Che, insomma, si trovi un’alternativa seria al disastro di perdere ancora quei 1800 posti popolari a gradinata.
Da parte nostra garantiamo tutta la collaborazione possibile per risolvere il problema, auspicando che tutte le parti in causa facciano lo stesso.
Esso presenta infatti limiti strutturali unici a livello nazionale, limiti che, se non verranno eliminati o ridotti porteranno ad una significativa riduzione della capienza dell’impianto stesso, ed in particolare alla mutilazione di numerosi posti di gradinata ossia i “popolari”.
Allo stato attuale è tuttavia prematuro oltrechè impossibile notificare la reale cifra di posti che andrebbero perduti, essendo questa una stima che non è stata ancora eseguita da chi di dovere.
Và poi sottolineato, per chiarezza, che il problema del taglio di posti non nasce in senso stretto dall’installazione dei famigerati seggiolini (cosa che limiterebbe di poche decine di unità la capienza), ma da un parametro detto “curva di visibilità”.
In pratica verrebbero tagliati quei posti dai quali, stando seduti, non è possibile vedere il campo. Và da se che gli attuali parterre, per la loro conformazione sarebbero interamente esclusi dalla capienza dello stadio: un disastro, insomma, per uno stadio che in meno di vent’anni ha già visto progressivamente ridursi di circa seimila unità i posti popolari di gradinata.
L’ulteriore taglio porterebbe via altri 1800 posti circa ad ogni gradinata. Davanti a noi, quindi, c’è uno scenario inquietante.
Da un lato la necessità non più rimandabile di mettere a norma uno stadio, che a norma non è mai stato dalla sua nascita. Di questi tempi infatti, se chi firma domenicalmente la deroga a giocare dovesse decidere o essere spinto a decidere di non assumersi questa responsabilità ci toccherebbe giocare altrove nel bel mezzo della stagione (italiana ed europea). Quindi, disagi in serie!!!
Dall’altro lato le norme guida che regolano l’agibilità degli stadi sono plasmate su un’idea di calcio e, soprattutto, di tifo, che non ci appartiene e non ci apparterrà mai, quello che comunemente chiamano “modello inglese”.
TUTTI SEDUTI, NIENTE VESSILLI, NIENTE COLORE, POCO CALORE.
Sono parole che noi, impegnati contro questa deriva ormai da anni, conosciamo troppo BENE.
Per noi non è mai stata una questione di orticelli, combattiamo il “modello inglese” da quando questa formula è balenata nel cervello di qualche presunto scienziato dell’ordine pubblico.
Che fare, quindi?
Innanzi tutto chiediamo a viva voce che venga fatta chiarezza sulla situazione e che la stima dei posti che attualmente andrebbero perduti venga fatta quanto prima.
Dopodichè chiederemo che i necessari lavori limitino al minimo indispensabile i disagi per i posti popolari.
Che, insomma, si trovi un’alternativa seria al disastro di perdere ancora quei 1800 posti popolari a gradinata.
Da parte nostra garantiamo tutta la collaborazione possibile per risolvere il problema, auspicando che tutte le parti in causa facciano lo stesso.
17 aprile 2005
Intervista ad ultras delle B.A.L. - Brigate Autonome Livornesi
M.D.ha 28 anni, lavora da un anno e mezzo in una delle tante acciaierie
che hanno sede nel porto di Livorno e “come tutti i veri tifosi del
Livorno” è iscritto alle B.A.L., brigate autonome livornesi, che
raccoglie il cuore del tifo amaranto. Non ha voglia di parlare con i
media dopo i fatti di domenica all’Olimpico, dove lui era presente
insieme al fratello e a 4 amici, ma fa uno strappo alla regola per
Violanetwork.
Ne viene fuori una “verità” vista dall’occhio del tifoso che non vuole avere l’ambizione di essere la cruda realtà ma delinea comunque alcuni contorni del tifo amaranto dopo i fatti dell’Olimpico e in vista del derby di domenica prossima.
Partiamo dal viaggio d’andata e dall’ingresso di voi tifosi del Livorno all’interno dell’Olimpico. Un inizio di giornata tranquillo?
"Il viaggio d’andata in treno già faceva presagire già come sarebbe andata la giornata. Partiamo dalla stazione con 35 minuti di ritardo e veniamo schedati dalla polizia che ci chiede nome, cognome e biglietto accalcandoci in scompartimenti da sei con all’interno invece in media dieci tifosi. Al nostro arrivo alla stazione di Roma non possiamo usufruire dei bagni pubblici e veniamo caricati sui pullman per lo stadio. Veniamo subito minacciati e vedo con i miei occhi angherie di alcuni poliziotti ad alcuni di noi, rei solo di essere restati indietro nel compattamento del gruppo".
All’ingresso dello stadio poi cosa accade?
"A me e ai miei amici non viene neanche controllato il biglietto, ma ci viene sequestrato uno zaino con dentro il pranzo e alcune riviste da distribuire allo stadio prima della partita. Ho saputo dello striscione sequestrato sulla commemorazione della strage della Moby Prince. Mi hanno raccontato alcuni tifosi che il sequestro è avvenuto urlando parolacce in faccia agli autori. Ormai non mi stupisco più di certe offese nei nostri riguardi da parte della polizia".
Nessun contatto con i tifosi laziali durante la partita?
"Per fortuna no, anche se abbiamo subìto almeno quattro cariche della polizia, una volta nel curvino per il nostro ricompattamento, e il lancio fitto di razzi nella ripresa da parte dei laziali in Curva sud".
Che effetto ti ha fatto vedere gli striscioni apparsi in curva nord e l’esposizione di simboli nazisti?
"Penso che ad uno del nostro gruppo è stata piegata la mano contro il braccio da parte di un poliziotto perché sventolava una bandiera della Cina popolare. Ho visto di peggio in questi anni come striscioni. Ormai viene concesso tutto anche se la costituzione vieterebbe certe cose".
A fine partita com’è avvenuto il deflusso dallo stadio?
"Aspettiamo le 18:30, anche se alcuni di noi avevano segnalato alla polizia che prima fossimo usciti, meglio sarebbe stato visto che molti erano esasperati e stanchi dal viaggio iniziato la mattina. Comunque la prolungata attesa nello stadio non serve perché veniamo letteralmente aggrediti da almeno 200 tifosi laziali nella zona del circolo del tennis mentre stiamo per riprendere il pullman. Proviamo a rispondere con quello che troviamo a terra e la polizia ci carica non facendo altrettanto con i tifosi laziali".
Ma perché l’aggressione alla stazione di San Pietro?
"Tutto il giorno sbeffeggiati dai tifosi avversari, derisi dalla polizia, insultati, privati delle minime esigenze, era evidente che ci potesse essere una ribellione. La polizia poteva evitare tutto questo, ma anzi con certe provocazioni sembrava non aspettare altro. Siamo stati ricontati e classificati anche prima del viaggio di ritorno e chi non rispondeva a tono aveva la sua".
Anche tu sei fra i 248 nuovi diffidati dallo stadio dopo gli incidenti di domenica, ma vale la pena fare quello che avete fatto e rinunciare a vedere il Livorno nelle prossime domeniche?
"Non mi pento di niente di ciò che ho fatto perché tifare Livorno è anche e soprattutto una difesa dei propri valori e del proprio credo politico. Quando vedo ragazzini di 16 anni minacciati con la forza e insultati non posso fare a meno di intervenire, costi quel che costi".
Quando sei tornato a casa?
"Sono stato interrogato io e altri tre dei miei amici con cui ero partito domenica notte, dopo un’attesa di oltre 4 ore, in piedi a Regina Coeli. Anche in questo caso evito di raccontare episodi che mi costerebbero solo ripercussioni... So solo che sono arrivato a casa alle 6,30 con uno dei pullman presi a noleggio da Cristiano Lucarelli".
Domenica cosa ti aspetti dalla curva livornese in risposta a questi episodi?
"Non mi aspetto niente. So solo che come sempre per difendere dei nostri diritti e delle idee io e tanti altri pagheremo delle conseguenze. Non so se contestare le forze dell’ordine o smettere di fare il tifo possa servire a qualcosa. Certo se mi ricapiterà di affrontare situazioni come quella di domenica non esiterò ad affrontare chiunque mi privi di sostenere Livorno e le mie idee politiche".
Un’ultima domanda: perché a tuo avviso è fallito il gemellaggio fra tifosi della Fiorentina e del Livorno?
"Negli incontri avuti recentemente con alcuni rappresentanti della curva Fiesole abbiamo spiegato il nostro tifo: prima la politica e l’appoggio ad alcune ideologie e poi anche il tifo allo stadio. I tifosi della Fiorentina hanno fatto orecchie da mercante. E tutto è finito lì".
Ne viene fuori una “verità” vista dall’occhio del tifoso che non vuole avere l’ambizione di essere la cruda realtà ma delinea comunque alcuni contorni del tifo amaranto dopo i fatti dell’Olimpico e in vista del derby di domenica prossima.
Partiamo dal viaggio d’andata e dall’ingresso di voi tifosi del Livorno all’interno dell’Olimpico. Un inizio di giornata tranquillo?
"Il viaggio d’andata in treno già faceva presagire già come sarebbe andata la giornata. Partiamo dalla stazione con 35 minuti di ritardo e veniamo schedati dalla polizia che ci chiede nome, cognome e biglietto accalcandoci in scompartimenti da sei con all’interno invece in media dieci tifosi. Al nostro arrivo alla stazione di Roma non possiamo usufruire dei bagni pubblici e veniamo caricati sui pullman per lo stadio. Veniamo subito minacciati e vedo con i miei occhi angherie di alcuni poliziotti ad alcuni di noi, rei solo di essere restati indietro nel compattamento del gruppo".
All’ingresso dello stadio poi cosa accade?
"A me e ai miei amici non viene neanche controllato il biglietto, ma ci viene sequestrato uno zaino con dentro il pranzo e alcune riviste da distribuire allo stadio prima della partita. Ho saputo dello striscione sequestrato sulla commemorazione della strage della Moby Prince. Mi hanno raccontato alcuni tifosi che il sequestro è avvenuto urlando parolacce in faccia agli autori. Ormai non mi stupisco più di certe offese nei nostri riguardi da parte della polizia".
Nessun contatto con i tifosi laziali durante la partita?
"Per fortuna no, anche se abbiamo subìto almeno quattro cariche della polizia, una volta nel curvino per il nostro ricompattamento, e il lancio fitto di razzi nella ripresa da parte dei laziali in Curva sud".
Che effetto ti ha fatto vedere gli striscioni apparsi in curva nord e l’esposizione di simboli nazisti?
"Penso che ad uno del nostro gruppo è stata piegata la mano contro il braccio da parte di un poliziotto perché sventolava una bandiera della Cina popolare. Ho visto di peggio in questi anni come striscioni. Ormai viene concesso tutto anche se la costituzione vieterebbe certe cose".
A fine partita com’è avvenuto il deflusso dallo stadio?
"Aspettiamo le 18:30, anche se alcuni di noi avevano segnalato alla polizia che prima fossimo usciti, meglio sarebbe stato visto che molti erano esasperati e stanchi dal viaggio iniziato la mattina. Comunque la prolungata attesa nello stadio non serve perché veniamo letteralmente aggrediti da almeno 200 tifosi laziali nella zona del circolo del tennis mentre stiamo per riprendere il pullman. Proviamo a rispondere con quello che troviamo a terra e la polizia ci carica non facendo altrettanto con i tifosi laziali".
Ma perché l’aggressione alla stazione di San Pietro?
"Tutto il giorno sbeffeggiati dai tifosi avversari, derisi dalla polizia, insultati, privati delle minime esigenze, era evidente che ci potesse essere una ribellione. La polizia poteva evitare tutto questo, ma anzi con certe provocazioni sembrava non aspettare altro. Siamo stati ricontati e classificati anche prima del viaggio di ritorno e chi non rispondeva a tono aveva la sua".
Anche tu sei fra i 248 nuovi diffidati dallo stadio dopo gli incidenti di domenica, ma vale la pena fare quello che avete fatto e rinunciare a vedere il Livorno nelle prossime domeniche?
"Non mi pento di niente di ciò che ho fatto perché tifare Livorno è anche e soprattutto una difesa dei propri valori e del proprio credo politico. Quando vedo ragazzini di 16 anni minacciati con la forza e insultati non posso fare a meno di intervenire, costi quel che costi".
Quando sei tornato a casa?
"Sono stato interrogato io e altri tre dei miei amici con cui ero partito domenica notte, dopo un’attesa di oltre 4 ore, in piedi a Regina Coeli. Anche in questo caso evito di raccontare episodi che mi costerebbero solo ripercussioni... So solo che sono arrivato a casa alle 6,30 con uno dei pullman presi a noleggio da Cristiano Lucarelli".
Domenica cosa ti aspetti dalla curva livornese in risposta a questi episodi?
"Non mi aspetto niente. So solo che come sempre per difendere dei nostri diritti e delle idee io e tanti altri pagheremo delle conseguenze. Non so se contestare le forze dell’ordine o smettere di fare il tifo possa servire a qualcosa. Certo se mi ricapiterà di affrontare situazioni come quella di domenica non esiterò ad affrontare chiunque mi privi di sostenere Livorno e le mie idee politiche".
Un’ultima domanda: perché a tuo avviso è fallito il gemellaggio fra tifosi della Fiorentina e del Livorno?
"Negli incontri avuti recentemente con alcuni rappresentanti della curva Fiesole abbiamo spiegato il nostro tifo: prima la politica e l’appoggio ad alcune ideologie e poi anche il tifo allo stadio. I tifosi della Fiorentina hanno fatto orecchie da mercante. E tutto è finito lì".
13 marzo 2005
Comunicato Oscura Marmaglia Brescia
Oggi dopo l'incontro odierno Brescia-Livorno, una dozzina di ragazzi si
sono incontrati come ai vecchi tempi in un bar di Brescia e da li hanno
deciso di dare inizio a quel progetto che da alcune settimane avevano
discusso:riportare una sana e genuina mentalita' ultras in una citta'
dove di ultras e' rimasto ben poco.Precisiamo:siamo completamete lontani
a quelli che si definiscono ultras nella nostra citta', propensi solo a
vendita di materiale, apparire in tv, e sopratutto collaborare con
progetto ultra e tanto tanto oltra.
Detto questo il nostro gruppo non avra' collocazione, cercheremo di portare una novita' assoluta nel panorama ultras, in casa e fuori saremo mescolati " a caso".Non avremo uno striscione di appartenenza ne tantomeno sciarpette o altro lucroso materiale ultras.
Ci faremo rispettare, sicuro contro tutto e tutti per questo non accetteremo mai nessun tipo di amicizia o gemellaggio...mai marceremo col nemico, e combatteremo "loro".
Saremo quella trentina ora...e per sempre.
Primo ed ultimo comunicato
Oscura Marmaglia Brescia
Detto questo il nostro gruppo non avra' collocazione, cercheremo di portare una novita' assoluta nel panorama ultras, in casa e fuori saremo mescolati " a caso".Non avremo uno striscione di appartenenza ne tantomeno sciarpette o altro lucroso materiale ultras.
Ci faremo rispettare, sicuro contro tutto e tutti per questo non accetteremo mai nessun tipo di amicizia o gemellaggio...mai marceremo col nemico, e combatteremo "loro".
Saremo quella trentina ora...e per sempre.
Primo ed ultimo comunicato
Oscura Marmaglia Brescia
10 marzo 2005
Comunicato Original Fans Avellino
Il direttivo Original Fans Avellino comunica di ritenere sciolto il
gemellaggio con gli ultras di Biella ad eccezion fatta con 2 esponenti
del gruppo di Trivero Alcolica con i quali resta un rapporto di amicizia
vera! Probabilmente i gruppi ultrà biellesi, in primis i Dannati, hanno
da risolvere problemi interni, ma tutto ciò non giustifica la
“freddezza” con cui siamo stati accolti. Non si gettano nel
dimenticatoio 6 anni di rapporti,non si possono tollerare certi
comportamenti. Veder passare sotto il proprio settore persone che sono
state sedute al nostro stesso tavolo senza degnarsi neanche di uno
sguardo, quelle stese che dopo il supplementare ad Avellino di 3 anni fa
hanno beneficiato di varie staffette all’aeroporto di Napoli, non può
essere digerito! Partire alle 2:00 di notte anziché la mattina ed essere
accolti da un solo ultrà locale, visibilmente imbarazzato, non basta!
UN GEMELLAGGIO è qualcosa di VERO…qualcosa che senti dentro! La posta in
palio era alta, è vero, ma non giustifica questa MANCANZA: non dovevamo
ad essere noi a fare gli onori di casa (cosa avvenuta ad Avellino con
l’unico tifoso di Biella venuto nel girone di andata)! Neanche un
coro….e pensare che fino allo scorso anno si effettuavano giri del
parquet o si guardava la partita insieme! DIFFIDATI (…O) è uno
striscione che capeggia all’interno della curva biellese e da parte
nostra ONORE AL DIFFIDAT..O, quello che nonostante il divieto rischia
per venirci ad abbracciare fin dentro il Palazzo (volutamente
autorizzati a scriverlo dalla stessa persona). Quello che ha pagato per
un’invasione pacifica, ma che è stato VOLUTAMENTE messo da parte per 3
lunghi anni. Quello che la nostra solidarietà l’ha avuta fin dal primo
giorno a differenza di chi espone gli striscioni, ma fattivamente non ha
fatto nulla! Complimenti a quella parte di tifoseria delle tribune che
ci ha applauditi e che non ha dimostrato di avere la MEMORIA CORTA….per
il resto per noi BIELLA E’ SOLO O’ ANIMAL!!!!
N.B. Solidali con tutti i diffidati italiani e il nostro pensiero non può che andare al ragazzo di Avellino arrestato in occasione degli scontri avvenuti domenica nel derby di calcio contro il Benevento! ONORE a tutti gli ultras avellinesi che in questi giorni saranno raggiunti da provvedimenti! ONORE a quelli di “IERI” di “OGGI” e di “DOMANI”….ONORE AI DIFFIDATI: QUELLI VERI!!!!!!!
DIRETTIVO ORIGINAL FANS
AVELLINO
Fonte: www.originalfans.it
N.B. Solidali con tutti i diffidati italiani e il nostro pensiero non può che andare al ragazzo di Avellino arrestato in occasione degli scontri avvenuti domenica nel derby di calcio contro il Benevento! ONORE a tutti gli ultras avellinesi che in questi giorni saranno raggiunti da provvedimenti! ONORE a quelli di “IERI” di “OGGI” e di “DOMANI”….ONORE AI DIFFIDATI: QUELLI VERI!!!!!!!
DIRETTIVO ORIGINAL FANS
AVELLINO
Fonte: www.originalfans.it
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