Fonte: ilrestodelcarlino.quotidiano.net
Continua escalation di
violenza nel mondo del calcio italiano. La procura di Ascoli indaga
sull'episodio avvenuto nella tarda serata di domenica quando un gruppo
di tifosi della Samb ha atteso e aggredito i supporter del Perugia
Continua
escalation di violenza nel mondo del calcio italiano. Le indagini della
procura di Ascoli si stanno concentrando su un episodio avvenuto nella
tarda serata di domenica quando un gruppo di tifosi della Sambenedettese
Calcio, che tornava dalla trasferta dei rossublù da San Giovanni
Valdarno, ha atteso e aggredito i supporter del Perugia che tornavano
verso l’Umbria, dopo la trasferta di Martina Franca.
I tifosi
rossublù, al passaggio della carovana di auto dei ‘colleghi’ perugini,
alla periferia di Acquasanta, hanno messo in atto la loro aggressione.
Le autovetture su cui viaggiavano i suppoter perugini sono state
bloccate e i tifosi aggrediti brutalmente. Con corpi contudenti a molte
macchine sono stati infrati i vetri e i tifosi umbri si sono dovuti
difendere dai colpi.
Ci sono stati momenti di paura, poi per
fortuna da Ascoli sono arrivati in forze gli agenti della Polizia di
Stato. Dopo i momenti concitati, quando l’aggressione stava degenerando,
i supporter sambenedettesi hanno intuito l’arrivo delle forze
dell’ordine ed hanno cercato di abbandonare in fretta la zona. Sul posto
sono rimasti, invece, i numerosi tifosi perugini che, benchè contusi
pesantemente, non hanno fatto ricorso alle cure mediche, cercando invece
di riparare i danni alle loro autovetture, per riprendere la via di
casa.
Secondo una prima ricostruzione, sono stati danneggiati i
vetri di alcuni automezzi (auto e minibus) ed è volato qualche colpo
proibito, ma nessuno ha dovuto far ricorso alle cure del pronto
soccorso.
Tra tifosi rossublù e perugini non ci sono stati mai
buoni rapporti. Alcuni anni fa un gruppo di supporter rossublù incrociò
sull’autostrada A14 i tifosi perugini che andavano a seguire la loro
squadra: dall’incontro scaturì uno scontro che sfociò in momenti di
tensione, con numerosi feriti. In molti furono identificati e
sanzionati, con provvedimenti pesanti.
Della brutale aggressione
si sono subito interessati gli uomini della Digos, che ieri sono
riusciti ad identificare i sambenedettesi che viaggiavano sul pullmino e
che si sono resi responsabili dell’aggressione ai perugini, di ritorno
da Martina Franca, dove la partita non si è neanche giocata perché la
formazione locale ha rinunciato a presentarsi in campo permettendo agli
umbri di qualificarsi per i play-off.
Un’aggressione
ingiustificata e premeditata, dato che i tifosi sambenedettesi sapevano
che i perugini sarebbero passati sulla Salaria superiore, per
raggiungere la loro città attraverso il traforo di Forca Canapine.
⚠️ Abbiamo deciso di abilitare i commenti su tutti i post del Blog, senza alcuna forma di censura. ⚠️
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7 maggio 2008
Spezia, se i tifosi salvano la squadra
Lo Spezia, club iscritto al campionato di
serie B, ha rischiato seriamente di scomparire. La missione impossibile
di sventare un fallimento annunciato frutto di una maxi colletta dei
tifosi. Che hanno dato vita a una società di azionariato popolare,
divenuta azionista di maggioranza del club. Si chiama “Spezia Siamo
Noi”. Il nome, vista la storia, non avrebbe potuto essere diverso.
Si è riunita ieri a Milano, presso lo studio notarile Barassi, l’assemblea dei soci dello Spezia Calcio. Il club ligure milita in B. Ha attraversato una lunga burrasca finanziaria, dalla quale sembra ormai essere riuscito a tirarsi fuori.
L’assemblea ha come prima cosa ratificato le dimissioni di Cristina Cappellutti, cioè l'amministratore unico che rappresentava la vecchia proprietà. Dopo di che ha proceduto alla nomina del nuovo Cda.
Il consiglio dello Spezia è composto adesso da sei membri. Si tratta di Roberto Quber (indicato come prossimo presidente), Angelo Molinari (imprenditore, ex presidente della squadra di pallanuoto di Lerici), Stefano Carzola (allenatore di calcio giovanile), Paolo Garbini (assessore comunale), Marco Frione (uno dei capi storici della tifoseria bianconera) e Pino Sciumbata (dirigente della società di vecchia data).
Tutti questi nominativi sono stati indicati dallo “Spezia Siamo Noi”. Vale a dire la società di azionariato popolare che detiene il pacchetto di maggioranza dello Spezia Calcio. Mai nome fu più giusto. Quale altro poteva essere scelto per dare il nome a una società di azionariato popolare costituita dai tifosi e diventata azionista di maggioranza del club ligure dopo aver rilevato, dal dimissionario presidente Giuseppe Ruggieri, il settanta per cento delle azioni?
Il nuovo esecutivo ha preso atto che sono stati versati i 771mila euro di contributi previdenziali relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2007. Si tratta ora di presentare alla Covisoc la relativa documentazione al fine di non incappare in pericolosi deferimenti. Che pregiudicherebbero la stagione agonistica della squadra, mettendola a rischio retrocessione più di quanto non sia già.
Il denaro per realizzare queste complesse operazioni è il frutto di una maxi-colletta alla quale hanno dato vita i grandi tifosi spezzini. Un evento di cui si è molto parlato e che ha, di fatto, salvato dal rischio di una sicura scomparsa la loro squadra del cuore. Un gesto che dimostra come, nella vita, nessuna missione sia impossibile.
calciopress
Si è riunita ieri a Milano, presso lo studio notarile Barassi, l’assemblea dei soci dello Spezia Calcio. Il club ligure milita in B. Ha attraversato una lunga burrasca finanziaria, dalla quale sembra ormai essere riuscito a tirarsi fuori.
L’assemblea ha come prima cosa ratificato le dimissioni di Cristina Cappellutti, cioè l'amministratore unico che rappresentava la vecchia proprietà. Dopo di che ha proceduto alla nomina del nuovo Cda.
Il consiglio dello Spezia è composto adesso da sei membri. Si tratta di Roberto Quber (indicato come prossimo presidente), Angelo Molinari (imprenditore, ex presidente della squadra di pallanuoto di Lerici), Stefano Carzola (allenatore di calcio giovanile), Paolo Garbini (assessore comunale), Marco Frione (uno dei capi storici della tifoseria bianconera) e Pino Sciumbata (dirigente della società di vecchia data).
Tutti questi nominativi sono stati indicati dallo “Spezia Siamo Noi”. Vale a dire la società di azionariato popolare che detiene il pacchetto di maggioranza dello Spezia Calcio. Mai nome fu più giusto. Quale altro poteva essere scelto per dare il nome a una società di azionariato popolare costituita dai tifosi e diventata azionista di maggioranza del club ligure dopo aver rilevato, dal dimissionario presidente Giuseppe Ruggieri, il settanta per cento delle azioni?
Il nuovo esecutivo ha preso atto che sono stati versati i 771mila euro di contributi previdenziali relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2007. Si tratta ora di presentare alla Covisoc la relativa documentazione al fine di non incappare in pericolosi deferimenti. Che pregiudicherebbero la stagione agonistica della squadra, mettendola a rischio retrocessione più di quanto non sia già.
Il denaro per realizzare queste complesse operazioni è il frutto di una maxi-colletta alla quale hanno dato vita i grandi tifosi spezzini. Un evento di cui si è molto parlato e che ha, di fatto, salvato dal rischio di una sicura scomparsa la loro squadra del cuore. Un gesto che dimostra come, nella vita, nessuna missione sia impossibile.
calciopress
6 maggio 2008
ULTRAS VENETI, CORI SHOCK
Fonte: leggonline.it
Un gruppo di ultras del Verona ha più volte intonato il coro "Padre Pio terrone" dagli spalti dello stadio di Manfredonia (Foggia) in occasione della partita giocata domenica scorsa dalla squadra veneta in Puglia per il campionato di C1 girone A. Le offese sono state lanciate sin da quando il gruppo di sostenitori scaligeri, alcune centinaia di persone, è entrato nell'impianto, e sono riprese a fine gara (conclusasi con l'inutile vittoria del Manfredonia per 2-1, retrocesso in C2, mentre il Verona giunto a pari punti con i foggiani disputerà i playout). «Non ci sono parole verso gente così - afferma l'ex azzurro Beppe Signori, vicino da sempre ai frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo - provo pena verso queste persone, credo che la migliore cosa sia l'indifferenza. Chi è così imbecille da avere il coraggio di insultare un santo come Padre Pio non merita neanche la ribalta dei giornali».
INDAGINI IN CORSO La questura di Foggia ha avviato indagini per accertare se ultras del Verona calcio hanno gridato offese contro Padre Pio domenica scorsa, in occasione di Manfredonia-Verona, chiamandolo più volte terrone, come riportato oggi da un quotidiano. «Al momento - ha detto il capo di gabinetto della questura, Romagnosi - stiamo cercando di accertare quanto accaduto domenica scorsa». «Certamente - ha aggiunto - saranno analizzati i filmati per cercare di individuare se e chi può eventualmente aver insultato San Pio».
IL SINDACO: «EPISODIO GRAVISSIMO» «A me non risulta ma, se fosse vero, sarebbe un episodio gravissimo che denota grande stupidità da parte di chi l'ha messo in atto». È il commento del sindaco di Manfredonia, Francesco Paolo Campo, sui cori offensivi gridati contro Padre Pio da ultras veronesi in occasione della partita Manfredonia-Verona. «In ogni caso - aggiunge il sindaco - non l'ascriverei nè alla città di Verona, nè alla sua tifoseria ma soltanto all'imbecille che l'ha detto».
Un gruppo di ultras del Verona ha più volte intonato il coro "Padre Pio terrone" dagli spalti dello stadio di Manfredonia (Foggia) in occasione della partita giocata domenica scorsa dalla squadra veneta in Puglia per il campionato di C1 girone A. Le offese sono state lanciate sin da quando il gruppo di sostenitori scaligeri, alcune centinaia di persone, è entrato nell'impianto, e sono riprese a fine gara (conclusasi con l'inutile vittoria del Manfredonia per 2-1, retrocesso in C2, mentre il Verona giunto a pari punti con i foggiani disputerà i playout). «Non ci sono parole verso gente così - afferma l'ex azzurro Beppe Signori, vicino da sempre ai frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo - provo pena verso queste persone, credo che la migliore cosa sia l'indifferenza. Chi è così imbecille da avere il coraggio di insultare un santo come Padre Pio non merita neanche la ribalta dei giornali».
INDAGINI IN CORSO La questura di Foggia ha avviato indagini per accertare se ultras del Verona calcio hanno gridato offese contro Padre Pio domenica scorsa, in occasione di Manfredonia-Verona, chiamandolo più volte terrone, come riportato oggi da un quotidiano. «Al momento - ha detto il capo di gabinetto della questura, Romagnosi - stiamo cercando di accertare quanto accaduto domenica scorsa». «Certamente - ha aggiunto - saranno analizzati i filmati per cercare di individuare se e chi può eventualmente aver insultato San Pio».
IL SINDACO: «EPISODIO GRAVISSIMO» «A me non risulta ma, se fosse vero, sarebbe un episodio gravissimo che denota grande stupidità da parte di chi l'ha messo in atto». È il commento del sindaco di Manfredonia, Francesco Paolo Campo, sui cori offensivi gridati contro Padre Pio da ultras veronesi in occasione della partita Manfredonia-Verona. «In ogni caso - aggiunge il sindaco - non l'ascriverei nè alla città di Verona, nè alla sua tifoseria ma soltanto all'imbecille che l'ha detto».
5 maggio 2008
SCONTRI STAZIONE DI GENOVA, DENUNCIATO TIFOSO DELLA ROMA
Fonte: romanews.eu
Un tifoso giallorosso di 18 anni, di Roma, è stato denunciato per uso ingiustificato di oggetti atti ad offendere e resistenza a pubblico ufficiale nell'ambito della sassaiola che ieri sera poco dopo le 23 si è scatenata alla stazione ferroviaria di Genova Brignole, quando un gruppo di una cinquantina di romanisti che stavano aspettando il treno per tornare a casa si è incontrato con un più folto gruppo di tifosi del Genoa. Secondo quanto spiegato in questura, il giovane denunciato avrebbe lanciato un sasso contro lo schieramento degli agenti di polizia ed avrebbe tentato di fuggire spintonando e sferrando calci ai poliziotti. Sarà ora il questore del capoluogo ligure Salvatore Presenti a valutare se procedere anche con un provvedimento di Daspo
Un tifoso giallorosso di 18 anni, di Roma, è stato denunciato per uso ingiustificato di oggetti atti ad offendere e resistenza a pubblico ufficiale nell'ambito della sassaiola che ieri sera poco dopo le 23 si è scatenata alla stazione ferroviaria di Genova Brignole, quando un gruppo di una cinquantina di romanisti che stavano aspettando il treno per tornare a casa si è incontrato con un più folto gruppo di tifosi del Genoa. Secondo quanto spiegato in questura, il giovane denunciato avrebbe lanciato un sasso contro lo schieramento degli agenti di polizia ed avrebbe tentato di fuggire spintonando e sferrando calci ai poliziotti. Sarà ora il questore del capoluogo ligure Salvatore Presenti a valutare se procedere anche con un provvedimento di Daspo
ARRESTATI 17 TIFOSI NAPOLETANI
Sono diciassette i tifosi del Napoli arrestati dalla polizia con
l'accusa di associazione a delinquere, danneggiamento, detenzione di
oggetti per offendere e violenza privata. A tutti e' stato notificato un
Daspo di cinque anni. I provvedimenti sono stati presi dalla questura
di Firenze dopo i disordini provocati ieri mattina, intorno alle 7,
nella stazione di servizio di Montepulciano (Siena) dell'Autosole.
Un testimone inchioda i tifosi del Napoli. “C´era gente che urlava e con il volto coperto da fazzoletti e sciarpe correva verso il pullman dei tifosi della Roma mentre stava per rientrare in autostrada”. Lo racconta il gestore della stazione di servizio Esso dell´area di sosta di Montepulciano sull´A1, Ivo Baracchi, che ieri mattina era al lavoro quando un centinaio di tifosi partenopei ha dato l´assalto al pullman di romanisti. “Non è durato molto - prosegue il gestore -. Comunque saranno stati in quaranta, cinquanta. Avevano anche dei bastoni, e tiravano di tutto contro il bus”.
Alla stazione di servizio manca uno dei secchielli con la sabbia antincendio. “Forse hanno tirato anche quello contro il pullman, non saprei - dice ancora Buracchi -. Comunque non ho avuto altri danni”. Durante gli scontri non c´erano molte persone nell´area di sosta e neppure in autostrada. “Era ancora presto - aggiunge -. Ho chiamato la polizia ma era già al corrente della situazione”. Poi, quando il pullman è rientrato in autostrada, “i tifosi napoletani sono risaliti sulle loro macchine continuando ad andargli dietro”.
L´inseguimento, secondo la polizia, sarebbe andato avanti, in autostrada, per alcuni chilometri. Nel pomeriggio polizia stradale e Digos hanno iniziato ad esaminare i filmati delle telecamere situate nella stazione di servizio, una delle due presenti nell´area di Montepulciano.
CALCIOCAMAPANIA.COM
Un testimone inchioda i tifosi del Napoli. “C´era gente che urlava e con il volto coperto da fazzoletti e sciarpe correva verso il pullman dei tifosi della Roma mentre stava per rientrare in autostrada”. Lo racconta il gestore della stazione di servizio Esso dell´area di sosta di Montepulciano sull´A1, Ivo Baracchi, che ieri mattina era al lavoro quando un centinaio di tifosi partenopei ha dato l´assalto al pullman di romanisti. “Non è durato molto - prosegue il gestore -. Comunque saranno stati in quaranta, cinquanta. Avevano anche dei bastoni, e tiravano di tutto contro il bus”.
Alla stazione di servizio manca uno dei secchielli con la sabbia antincendio. “Forse hanno tirato anche quello contro il pullman, non saprei - dice ancora Buracchi -. Comunque non ho avuto altri danni”. Durante gli scontri non c´erano molte persone nell´area di sosta e neppure in autostrada. “Era ancora presto - aggiunge -. Ho chiamato la polizia ma era già al corrente della situazione”. Poi, quando il pullman è rientrato in autostrada, “i tifosi napoletani sono risaliti sulle loro macchine continuando ad andargli dietro”.
L´inseguimento, secondo la polizia, sarebbe andato avanti, in autostrada, per alcuni chilometri. Nel pomeriggio polizia stradale e Digos hanno iniziato ad esaminare i filmati delle telecamere situate nella stazione di servizio, una delle due presenti nell´area di Montepulciano.
CALCIOCAMAPANIA.COM
26 aprile 2008
Dopo i gravi incidenti di Parma,ennesimo stop per i Napoletani
Fonte: napolisoccer.net
L’osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, riunito oggi per la consueta seduta settimanale, ha stigmatizzato il comportamento tenuto in occasione delle ultime partite del campionato di calcio dalla tifoseria del Napoli . I tifosi partenopei, infatti, in occasione della gara con il Parma, hanno dapprima tentato di sfondare il cordone degli steward, poi hanno dato vita a tafferugli in città e successivamente, giunti alla stazione di Bologna, hanno ritardato di oltre 70 minuti la partenza di un eurostar costringendo all’attesa oltre 600 viaggiatori che sono potuti ripartire solo dopo l’intervento delle Forze dell’ordine. Per le prossime giornate di campionato, l’Osservatorio ha stabilito per la partita "Torino - Napoli" (serie A - in programma il 4 maggio) la chiusura del settore ospiti con la possibilità che il settore medesimo venga riutilizzato per favorire la presenza allo stadio di particolari categorie di spettatori(famiglie, scuole,associazioni di anziani,ecc.)nonché la limitazione della vendita dei biglietti nella sola provincia di Torino.
L’osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, riunito oggi per la consueta seduta settimanale, ha stigmatizzato il comportamento tenuto in occasione delle ultime partite del campionato di calcio dalla tifoseria del Napoli . I tifosi partenopei, infatti, in occasione della gara con il Parma, hanno dapprima tentato di sfondare il cordone degli steward, poi hanno dato vita a tafferugli in città e successivamente, giunti alla stazione di Bologna, hanno ritardato di oltre 70 minuti la partenza di un eurostar costringendo all’attesa oltre 600 viaggiatori che sono potuti ripartire solo dopo l’intervento delle Forze dell’ordine. Per le prossime giornate di campionato, l’Osservatorio ha stabilito per la partita "Torino - Napoli" (serie A - in programma il 4 maggio) la chiusura del settore ospiti con la possibilità che il settore medesimo venga riutilizzato per favorire la presenza allo stadio di particolari categorie di spettatori(famiglie, scuole,associazioni di anziani,ecc.)nonché la limitazione della vendita dei biglietti nella sola provincia di Torino.
18 aprile 2008
Catania, tredici arresti tra gli ultras
Fonte: quotidiano.net
Sono accusati di aver fatto parte di un gruppo di tifosi che avrebbe organizzato e commesso violenze durante diversi incontri di calcio, compreso il derby Catania-Palermo quando morì l'ispettore Raciti
La Digos di Catania ha arrestato tredici giovani accusati di aver fatto parte di un gruppo di tifosi che avrebbe organizzato e commesso violenze durante diversi incontri di calcio, compreso il derby Catania-Palermo del 2 febbraio 2007 quando davanti allo stadio 'Massimino' morì l'ispettore di polizia Filippo Raciti.
I tredici arrestati non sono comunque accusati dell'omicidio del poliziotto. Rispondono invece di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa di manifestazioni sportive, come contestatogli dal gip che ha emesso gli ordini di custodia cautelare su richiesta del procuratore aggiunto Renato Papa. I provvedimenti sono stati eseguiti in un'operazione denominata «Non stop», e di due di essi sono stati notificati in carcere a indagati già detenuti per altri reati. Tra i 13 arrestati c'è un personaggio noto negli ambienti degli ultras catanesi con il soprannome di «Koala», che era stato interrogato nell'ambito dell'indagini sul caso Raciti.
Sono accusati di aver fatto parte di un gruppo di tifosi che avrebbe organizzato e commesso violenze durante diversi incontri di calcio, compreso il derby Catania-Palermo quando morì l'ispettore Raciti
La Digos di Catania ha arrestato tredici giovani accusati di aver fatto parte di un gruppo di tifosi che avrebbe organizzato e commesso violenze durante diversi incontri di calcio, compreso il derby Catania-Palermo del 2 febbraio 2007 quando davanti allo stadio 'Massimino' morì l'ispettore di polizia Filippo Raciti.
I tredici arrestati non sono comunque accusati dell'omicidio del poliziotto. Rispondono invece di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa di manifestazioni sportive, come contestatogli dal gip che ha emesso gli ordini di custodia cautelare su richiesta del procuratore aggiunto Renato Papa. I provvedimenti sono stati eseguiti in un'operazione denominata «Non stop», e di due di essi sono stati notificati in carcere a indagati già detenuti per altri reati. Tra i 13 arrestati c'è un personaggio noto negli ambienti degli ultras catanesi con il soprannome di «Koala», che era stato interrogato nell'ambito dell'indagini sul caso Raciti.
6 aprile 2008
Dale Cavese - Video virale su Youtube
gazzette dello sport
ROMA, 4 aprile - Due minuti e 25'' di immagini e suoni che trovano quotidiani estimatori in tutto il mondo. “Dale Cavese” è cliccatissimo e oggi ha superato i 833.000 contatti (viaggia a una media di oltre tremila “click” giornalieri), una cifra altissima che colloca il filmato tra i più visti tra quelli presenti su YouTube. Tra i video dedicati alle tifoserie calcistiche è primo in assoluto al mondo, nella graduatoria generale ha un posto di tutto rispetto ed è anche il video italiano più visto.
“Dale Cavese” mostra i tifosi della Curva Sud (dedicata a Catello Mari, capitano della Cavese scomparso in un incidente stradale dopo la promozione in C1) dello Stadio Lamberti di Cava de’ Tirreni che, in occasione di una gara serale contro l’Ancona, si esibiscono in una coreografia che colpito i sostenitori di tantissime squadre di calcio tanto che centinaia di altre tifoserie hanno adottato “Dale Cavese” o liberamente si ispirano nei loro cori. Tifosi inglesi, turchi, tedeschi, austriaci, francesi, danesi, svedesi, rumeni, belgi, australiani e di molti altri Paesi inneggiano alla loro squadra del cuore sulle note di “Dale Cavese”. Basta andare in Internet su YouTube per vedere e leggere i quasi quattromila messaggi dedicati all’avvenimento. Ormai “Dale Cavese” è un fenomeno mondiale in una babele di lingue. Anche diverse tifoserie italiane utilizzano “Dale Cavese” tra i loro canti domenicali, naturalmente i sostenitori della Cavese (squadra di C1 fondata nel 1919 e tuttora conserva i colori originali bianco e blù scuro) invitano a diffidare dalle imitazioni.
“Dale Cavese” è la riproposizione europea di “Dale Boca”, un canto nato negli anni Cinquanta del secolo scorso in Argentina e utilizzato dai tifosi del Boca Juniors, antico club platense fondato nel 1905 dai xeneizes, ossia da genovesi. Il Boca è squadra conosciuta nel mondo anche per aver lanciato all’attenzione mondiale Diego Armando Maradona, universalmente riconosciuto come 'o maste, il maestro. La tifoseria del Boca è nota anche come la Numero Doce, il “dodicesimo calciatore” che nella buona e nella cattiva sorte fa sentire il suo incessante appoggio ai gialloblù.
“Dale Boca” riecheggia una canzone di protesta nell'era peronista e rispetto alla versione “Dale Cavese” utilizza una sezione fiati (trombe e trombette) più marcata mentre i tifosi biancoblù hanno preferito dare spazio ai tamburi, privilegiando una tradizione musicale campana più incline alla “tammorra”.
Un grande dibattito accompagna “Dale Cavese” nell’immensa comunità mondiale dei tifosi. Alcuni sostenitori del Genoa, per esempio, pur riconoscendo a “Dale Cavese” bellezza estetica e notevole appeal, preferiscono intonare “Dale Boca” per l’ancestrale rapporto con il club argentino. Nell’ultimo confronto disputatosi al Meazza di Milano tra Inter e Juventus si sono udite le note di incitamento di “Dale Cavese”.
Coloro che vogliono approfondire l’argomento devono inserire su YouTube la scritta “Dale Cavese” e il resto arriva da solo. Buon divertimento: intanto il milione di contatti non è lontanissimo.
ROMA, 4 aprile - Due minuti e 25'' di immagini e suoni che trovano quotidiani estimatori in tutto il mondo. “Dale Cavese” è cliccatissimo e oggi ha superato i 833.000 contatti (viaggia a una media di oltre tremila “click” giornalieri), una cifra altissima che colloca il filmato tra i più visti tra quelli presenti su YouTube. Tra i video dedicati alle tifoserie calcistiche è primo in assoluto al mondo, nella graduatoria generale ha un posto di tutto rispetto ed è anche il video italiano più visto.
“Dale Cavese” mostra i tifosi della Curva Sud (dedicata a Catello Mari, capitano della Cavese scomparso in un incidente stradale dopo la promozione in C1) dello Stadio Lamberti di Cava de’ Tirreni che, in occasione di una gara serale contro l’Ancona, si esibiscono in una coreografia che colpito i sostenitori di tantissime squadre di calcio tanto che centinaia di altre tifoserie hanno adottato “Dale Cavese” o liberamente si ispirano nei loro cori. Tifosi inglesi, turchi, tedeschi, austriaci, francesi, danesi, svedesi, rumeni, belgi, australiani e di molti altri Paesi inneggiano alla loro squadra del cuore sulle note di “Dale Cavese”. Basta andare in Internet su YouTube per vedere e leggere i quasi quattromila messaggi dedicati all’avvenimento. Ormai “Dale Cavese” è un fenomeno mondiale in una babele di lingue. Anche diverse tifoserie italiane utilizzano “Dale Cavese” tra i loro canti domenicali, naturalmente i sostenitori della Cavese (squadra di C1 fondata nel 1919 e tuttora conserva i colori originali bianco e blù scuro) invitano a diffidare dalle imitazioni.
“Dale Cavese” è la riproposizione europea di “Dale Boca”, un canto nato negli anni Cinquanta del secolo scorso in Argentina e utilizzato dai tifosi del Boca Juniors, antico club platense fondato nel 1905 dai xeneizes, ossia da genovesi. Il Boca è squadra conosciuta nel mondo anche per aver lanciato all’attenzione mondiale Diego Armando Maradona, universalmente riconosciuto come 'o maste, il maestro. La tifoseria del Boca è nota anche come la Numero Doce, il “dodicesimo calciatore” che nella buona e nella cattiva sorte fa sentire il suo incessante appoggio ai gialloblù.
“Dale Boca” riecheggia una canzone di protesta nell'era peronista e rispetto alla versione “Dale Cavese” utilizza una sezione fiati (trombe e trombette) più marcata mentre i tifosi biancoblù hanno preferito dare spazio ai tamburi, privilegiando una tradizione musicale campana più incline alla “tammorra”.
Un grande dibattito accompagna “Dale Cavese” nell’immensa comunità mondiale dei tifosi. Alcuni sostenitori del Genoa, per esempio, pur riconoscendo a “Dale Cavese” bellezza estetica e notevole appeal, preferiscono intonare “Dale Boca” per l’ancestrale rapporto con il club argentino. Nell’ultimo confronto disputatosi al Meazza di Milano tra Inter e Juventus si sono udite le note di incitamento di “Dale Cavese”.
Coloro che vogliono approfondire l’argomento devono inserire su YouTube la scritta “Dale Cavese” e il resto arriva da solo. Buon divertimento: intanto il milione di contatti non è lontanissimo.
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