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19 gennaio 2007

Parma-Torino: il comunicato dei Boys 1977

Comunicato dei Boys 1997, lo storico gruppo ultras del parma, in vista del prossimo impegno di campionato contro il Torino.
"Il Parma calcio ha raccolto soltanto 12 punti in tutto il girone di andata, ed ora è penultimo in classifica. Una situazione estremamente preoccupante, figlia di una gestione societaria dissennata. Non si è voluto vendere la società (in tre anni, un record da Guinness dei primati), ma si è venduto e svenduto tutto il suo patrimonio.
La squadra ha fallito praticamente tutti gli appuntamenti più importanti (quelli alla sua portata), dimostrando di non avere carattere, grinta e senso del dovere.
Lottare per la salvezza significa tifare per i gialloblu, significa combattere chi ha impoverito la società senza venderla, significa adoprarsi affinché chi indossa la casacca del Parma Fc la onori impegnandosi al massimo.
Il tifoso DEVE contestare chi non s’impegna e chi non svolge diligentemente il proprio lavoro, ma solo dopo aver sacrificato tutto sé stesso, sostenendo il Parma anche quando le cose vanno male.
Luca Bucci, dopo la vergognosa prestazione di Empoli, ha dichiarato che la squadra è stata abbandonata dai propri tifosi. Ma noi non abbandoneremo mai il nostro Parma. Noi seguiremo il Parma sempre e ovunque, indipendentemente dalla categoria e da chi veste la Maglia, perché amiamo la nostra città e i nostri colori. Ma è proprio questo amore, oggi, che ci spinge a lottare con tutti i mezzi per la salvezza. E in questa battaglia non possiamo essere lasciati da soli, perché i destini del Parma riguardano tutta la comunità.
Stiamo scendendo in Serie B. Non solo noi dei Boys, non solo undici che indossano la crociata; tutta Parma. Perché se il Parma cadrà nei cadetti sarà peggio per gli ultras e per i tifosi, ma sarà peggio anche per le nostre istituzioni e per i nostri rappresentanti; per chi fa trasmissioni e scrive sul Parma calcio; per un’intera città che ha goduto dei successi internazionali della propria squadra.
E’ fondamentale una reale unità d’intenti, così come accadde in occasione della marcia restare in A e dello spareggio a Bologna. TUTTA LA CITTA’ deve lottare per la propria SALVEZZA!!!
Vogliamo trasformare il Tardini in una “torcida” incandescente, capace di incutere timore agli avversari e di trascinare i nostri giocatori alla vittoria.
Domenica arriva il Torino e ci servono punti; dobbiamo spingere la squadra alla vittoria e per farlo: tutti dobbiamo contribuire alla causa. Ai dirigenti chiediamo di favorire la partecipazione dei tifosi abbassando i prezzi dei tagliandi. Ai giornalisti di stimolare la tifoseria e la città con servizi ad hoc (sulla conquista della Seria A, sulle nostre vittorie, sui nostri momenti più difficili, ecc.). Ai rappresentanti della comunità di promuovere la partecipazione popolare e di essere presenti alle partite. Ai tifosi di venire al Tardini di buonora, di portare la sciarpa e magari una bandiera, di cantare a squarciagola seguendo il microfono, senza pause e senza tentennamenti fino al novantesimo. Noi, grazie ad una parte dei contributi raccolti con la nostra riffa, siamo già al lavoro per colorare la Curva Nord.
Se cadremo sarà solo dopo aver fatto il nostro dovere fino in fondo.
Noi vogliamo restare in Serie A".

18 gennaio 2007

Il Comunicato dei PMM Alessandria

Abbiamo deciso di scrivere per unirci al pensiero di tutti i gruppi organizzati che fanno parte della GRADINATA NORD e per rendere pubblico il nostro disappunto verso il Sig Gianni Bianchi presidente della nostra amatissima U.S. Alessandria Calcio 1912. Con queste poche righe chiediamo anche noi in modo pubblico e civile al Sig Presidente di vendere la società. L'Alessandria non è certo un giocattolo o uno strumento per attirare attenzioni e interessi e nessuno deve permettersi di utilizzarla per questi scopi! Questa squadra di calcio rappresentava e deve tornare a farlo, il cuore pulsante di una città che dorme ormai da anni! L'inizio dell'avventura del Sig Bianchi circa due anni fa, pur con qualche perplessità anche perché; era costata la perdita di un treno importante quale il duo Omodeo- La Rosa sul quale poter salire, aveva riportato entusiasmo al tifo alessandrino e molti di noi pensavamo fosse arrivato il timoniere giusto per una nave che era già affondata troppe volte. Finalmente un Alessandrino come presidente della squadra della città!!! Ma dopo poco tempo l'entusiasmo è svanito a causa di mille promesse fatte ma mai mantenute, risultati scarsissimi a livello tecnico e un'arroganza mai vista nei confronti di una tifoseria che dovrebbe essere motivo di vanto per un Presidente che invece non perde occasione per discriminarla e gettargli fango incolpandola spesso dei cattivi risultati sul campo. Siamo stufi di una dirigenza che pensa solo ai propri interessi, vogliamo persone serie con passione e progetti credibili, sarebbe il sogno di tutti noi avere un Presidente amico dei tifosi, un Presidente che capisca quanto sia importante per noi questa squadra e che non permetta più di fare figure meschine sui campetti di periferia in un campionato di serie D con il quale L'Alessandria Calcio non deve avere niente a che fare. Presidente se ne vada e lasci spazio a chi si intende di calcio e ha veramente voglia di riportare l'Alessandria Calcio al suo antico splendore!!!
Pochi Ma...Maledetti!!!
www.pochimamaledetti.it

4 dicembre 2006

COMUNICATO IRRIDUCIBILI LAZIO 1987

Gli Irriducibili Lazio comunicano che in occasione del derby Lazio - Roma si asterranno nel fare striscioni e cori provocatori in segno di gratitudine verso la Sud e non solo, per la solidarieta', sensibilita' e partecipazione espressa per le note vicende giudiziarie che ci riguardano e per rispetto della maggioranza dei tifosi della Lazio cosi' vicini a noi che non meritano di vivere in silenzio quello che e' un evento speciale, per questo torniamo a tifare solo ed esclusivamente per il derby.


IRRIDUCIBILI LAZIO

8 novembre 2006

Genoa-Boca Juniors, è gemellaggio tra "Gradinata Nord" e "Doce"

Nonostante rapporti dirigenziali non proprio idilliaci cresce l'amicizia tra le due curve.
Fra Genoa e Boca Juniors da quasi un anno i rapporti sono tesi per il braccio di ferro su Fernando Forestieri. Il grande gelo resta però confinato a livello dirigenziale. Anzi, con l'eccezione del presidente Mauricio Macrì, la commissione che guida gli Xeneizes si è rassegnata ed è dispiaciuta soltanto perché el Topa ha scelto l'Italia alla Nazionale argentina.

Fra i tifosi invece il legame è sempre saldo: a Buenos Aires è nato il Genoa Club La Boca, regolarmente affiliato all'Associazione Club Genoani; per reciprocità esiste anche il Peña Zeneize "Forza Boca" Genova Italia. Condizione indispensabile per l'iscrizione? «Essere genoani e tifare Boca», spiega il presidente Matteo Scalise. Che rivela: «Ho amici sampdoriani che simpatizzano Boca e vorrebbero iscriversi. Non è possibile». I tifosi della Doce, la componente ultrà del Boca, conoscono ovviamente la Samp, «perché Tito Cucchiaroni ha giocato con loro e anche Veron prima di passare in blucerchiato», ricorda Scalise.

Però sono legati al Genoa anche perché quando il Boca è stato fondato nel 1905 esisteva solo il Grifone. Anche oggi la maggior parte dei sostenitori gialloblù ha infatti antenati genovesi. Persino nella finale di Coppa Libertadores (l'equivalente sudamericano della Champions League) fra Boca e San Paolo diversi fra i capi tifosi Xeneizes indossavano la casacca rossoblù. Scalise è invitato spesso a Buenos Aires ed è amico tanto dei dirigenti quanto dei leader della Doce.


Fonte Secolo XIX

20 ottobre 2006

Palermo-Inghilterra, ci risiamo

Niente da fare, all’Inghilterra del pallone Palermo non piace proprio. Cosa suscitino nei tifosi d’Oltremanica il rosa e il nero, non ci è dato saperlo, ma è davvero curioso l’accanimento Made in England nei confronti di una compagine che solo dallo scorso anno ha cominciato a calcare palcoscenici europei. Il mondo delle curve, si sa, attinge a piene mani dal calderone delle etichette e dei luoghi comuni, con fini prevalentemente goliardici. Ma in terra albionica il limite tra ironia e cattivo gusto è stato oltrepassato da un pezzo. Prima l’attacco gratuito di Mourinho nel novembre 2004 («Se ho bisogno di quattro o cinque guardie del corpo per la trasferta contro il Porto? Direi di sì – affermò l’amabile tecnico del Chelsea - Se ti rechi a Palermo, penso che ne avresti bisogno»), poi le celebri t-shirt confezionate dagli inglesi in occasione di West Ham-Palermo, sfida ribattezzata The Hammers vs The Mafia, e infine gli scontri in pieno centro alla vigilia del match di ritorno.
Ed è proprio sui fatti di piazza Olivella che il Sunday Sun torna con testimonianze drammatiche dei tifosi inglesi e nuove ricostruzioni apocalittiche, in una sorta di avvertimento per i 3000 fans del Newcastle attesi a Palermo per la sfida di Uefa. Secondo alcuni sostenitori degli Hammers, sarebbero stati circa 500 palermitani, tra cui donne e bambini, a dare il via alle ostilità, armati di coltelli e bottiglie, pietre e razzi, con il benestare, particolare non da poco, delle forze dell’ordine, che avrebbero inoltre sottratto i telefoni cellulari ai supporters d’Oltremanica per impedirgli di scattare foto compromettenti. Uno scenario da brividi, di cui sarebbe responsabile la stampa italiana, colpevole, secondo il Sunday Sun, di aver contribuito a surriscaldare gli animi. Per la cronaca, come affermato dalle forze di Polizia, furono i tifosi inglesi a dare il via alla rissa, in seguito ad alcuni diverbi sorti tra di loro, coinvolgendo, in un secondo momento, alcuni sostenitori rosanero presenti in zona.

Insomma, l’articolo del Sunday Sun, apparso eccessivamente forzato, non sembra essere altro che il solito tentativo di infiammare una vigilia con ulteriori tensioni, di cui non si sente affatto il bisogno. I tifosi del Palermo, ormai, non ci fanno neanche più caso. Per loro, conta solo una cosa: che alle solite provocazioni, Corini e compagni rispondano alla solita maniera. 


Goal.com

25 settembre 2006

Tifoso di Castenedolo denunciò: «Sono stato picchiato»

Tifoso assolto, poliziotto condannato. È questo, in estrema sintesi, il risultato di una vicenda giudiziaria che si trascinava da anni, che ha visto in aula un tifoso, accusato di resistenza a pubblico ufficiale e un agente di polizia, accusato di lesioni. La vicenda, vecchia di sei anni, è arrivata ieri alla fase finale con la sentenza pronunciata ieri mattina dal giudice Maria Chiara Minazzato. Il giudice ha assolto Massimo Franzoni, di Castenedolo, assistito dall’avvocato Francesco Corbetta e condannato a sei mesi (con sospensione della pena) il poliziotto Angelo Celotto, che all’epoca dei fatti era in servizio alla polizia ferroviaria di Brescia, il corpo che presta servizio e garantisce la sicurezza dei cittadini in stazione.
La vicenda risale al 6 settembre 2000. Ben sei anni fa. In stazione, come ricostruito dalla difesa, è in partenza un treno speciale per Vicenza. Il Brescia deve scendere in campo, il treno è pieno zeppo di tifosi che vogliono incitare i loro beniamini fino a restare senza voce. Forse c’è qualche scaramuccia, forse i sostenitori delle Rondinelle si agitano più del dovuto, forse la situazione si presenta preoccupante. La polizia effettua un controllo, gli agenti salgono sul treno e, dopo le varie verifiche, prelevano due tifosi. Uno dei due è Massimo Franzoni. I due vengono portati negli uffici della polizia ferroviaria. Gli agenti controllano i documenti, fanno accertamenti. E il risultato è che il treno speciale parte, senza Franzoni e senza l’altro tifoso. A questo punto Franzoni perde la calma, si innervosisce, impreca. Forse passa i limiti. Un poliziotto, Angelo Celotto, come ricostruito dalla difesa, lo porta in un altro ufficio e, come denuncerà il tifoso, comincia a picchiarlo. Dalla stanza Franzoni esce malconcio, tanto che va al pronto soccorso dove gli viene riscontrata la frattura di due costole e un trauma cranico-facciale importante. Il tifoso sporge denuncia e contestualmente la polizia denuncia Franzoni per resistenza a pubblico ufficiale.
Franzoni non lascia perdere e ieri, dopo sei anni, in cui dichiara di aver subito intimidazioni e minacce, oltre che vari danneggiamenti (ma non ha mai sporto alcuna denuncia) è convinto di aver ottenuto giustizia. Il giudice che l’ha assolto ha creduto al suo racconto, alla versione della difesa. Il poliziotto, che dopo l’episodio non è più in servizio in stazione, è stato condannato, come detto a sei mesi, oltre che al risarcimento del danno civile con il pagamento di una provvisionale di 3.000 euro.
Ci sono voluti sei lunghi anni, ma alla fine Franzoni, tifoso privato di una partita del Brescia, è convinto di aver ottenuto la giustizia che cercava.
w.p.

www.bresciaoggi.it

10 settembre 2006

ONDA D'URTO 77 SAMB SI E' SCIOLTA

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – 8 settembre 2006: l’Onda d’Urto Samb non esiste più. Ora è ufficiale. Ammainata un’altra delle bandiere del tifo italiano. Dopo le Brigate Nerazzurre dell’Atalanta, la Fossa dei Leoni del Milan o i Nord Kaos dell’Udinese, tanto per restare alla stretta attualità, anche il teschio alato decide di farsi da parte. Parentesi: il paragone coi gruppi sopraelencati non può e non deve far sorridere perchè quello sambenedettese è stato un modello, indiscutibile, di tifo a livello nazionale.

Una volta si diceva che il calcio odierno bruciava le bandiere. Quelle sul campo, però. Da qualche anno a questa parte succede la stessa cosa sugli spalti. Ricambi generazionali, la convivenza tra i gruppi che si fa più difficile, le diffide – giusto in queste ore a San Benedetto ne stanno arrivando una trentina per i fatti accaduti nel prepartita dell’ormai famoso Samb-Genoa dello scorso 23 aprile - i tempi che cambiano.

Ecco allora che anche il gruppo per antonomasia del tifo rossoblu decide di fare basta. Nasce al Ballarin, nel lontano 1977, e muore al Riviera delle Palme. Lascerà un grande, un grandissimo vuoto. Gli ultras e tutti gli sportivi sambenedettesi (e non solo) erano attaccatissimi a quel “lenzuolo” lunghissimo che per tre decenni ha accompagnato le gesta della Sambenedettese, dal Nord al Sud, in dieci o in settemila. Si lascia alle spalle un anno difficilissimo, con frizioni tra le varie entità della Cioffi, curva attualmente priva di quell’unità che di recente le aveva fatto vivere uno dei quinquenni più belli in assoluto. Gli ultimi mesi vissuti in una sorta di coma senza soluzione di continuità. Poi l’ufficialità.

«Non c’era altra soluzione – dice Giuseppe Pallesca, capo storico dell’Onda d’Urto – Eravamo rimasti davvero in pochi, nessuno ha voluto dare seguito alla storia del teschio alato». Conseguenza: una sorta di anno zero del tifo rossoblu. Un comunicato di poche righe, intrise però di profonda tristezza per una storia cancellata in pochi minuti. Lo riportiamo qui di seguito.

In seguito alle varie riunioni effettuate, si comunica lo scioglimento dell’ONDA D’URTO 77.

Di conseguenza, non verrà più esposto lo striscione, né qualsiasi altro simbolo relativo al gruppo stesso.

Si ringraziano tutti coloro che, in 29 anni di storia del gruppo, hanno contribuito a far conoscere e rispettare l’ONDA D’URTO nei vari stadi d’Italia.

Lo scioglimento del gruppo non significa che verranno meno la presenza, l’attaccamento e la passione per la Samb da parte di coloro che dell’ONDA D’URTO hanno fatto parte.

DOMENICA ARRIVA IL TARANTO E domenica al Riviera arrivano i tifosi tarantini, curva tra le più calde dell’intero girone B. Nella Nord compariranno i soli striscioni di Nucleo e Baldi Giovani. Confidiamo nell’enorme passione dei tifosi, affinchè la Nord torni più forte di prima. E’ o non è Il Tempio del Tifo?

7 agosto 2006

JUVENTUS CAMPIONE D' ITALIA (INTERISTI BUFFONI D' ITALIA). DI GIOVANNI LORETTA

Cari amanti, come me, della Vecchia Signora, vi invito a prestare attenzione a quanto sto per comunicarvi, perché lo considero particolarmente importante. A spingermi a scrivervi subito è stata la deprimente visione di un manifesto, affisso in una località balneare ed in un paesino vicini al mio, con il quale, qualche particolarmente "geniale" gruppo di tifosi dell’Inter, ha avuto il coraggio(o meglio la bassezza morale) di affermare che " il popolo nerazzurro ringrazia la Figc per avere finalmente fatto luce e giustizia con l’accertamento della circostanza che per anni la dirigenza della Juve ha truccato le partite non permettendo così alle squadre pulite di vincere" e di continuare dicendo che "il popolo nerazzurro augura alla Juve di restare il più possibile nella serie cadetta a giocare, come merita, con squadre come Frosinone e Spezia, in modo da fare un bel bagno di umiltà".
Dopo la lettura di tali disgustose (ed avvilenti per il genere umano) parole, mi sono sentito in dovere di rispondere con la seguente lettera intitolata JUVENTUS CAMPIONE D’ITALIA(Interisti buffoni d’Italia):
" Il sempre più ridicolo popolo nerazzurro, per la buffonata da perdenti realizzata in questi mesi, farebbe bene a ringraziare non la Figc come organismo imparziale ma direttamente il Sig. Guido Rossi ex consigliere di amministrazione e tifoso frustrato dell’Inter(dovrebbe in pratica autoringraziarsi).
Il sempre più "onesto"popolo nerazzurro farebbe bene a chiedere luce e giustizia riguardo al passaporto falso di Recoba realizzato dall’"onestissimo" Oriali.
Il sempre più "pulito"popolo nerazzurro farebbe bene a chiedere luce e giustizia riguardo alle cene tra Facchetti e Bergamo riguardanti, per ammissione del designatore, le griglie arbitrali, nonché riguardo alle telefonate tra lo stesso "brindellone" e Pairetto per conoscere in anticipo gli arbitri di Coppa in cambio di biglietti per le partite.
Il sempre più patetico popolo nerazzurro farebbe bene a chiedere luce e giustizia sulle vendite fittizie ed illecite del marchio dell’Inter da parte del "santo" Massimo Moratti, sulle quali aveva promesso di intervenire duramente la Figc, salvo tirarsi indietro per non ledere gli interessi degli amici.
Il sempre più frustrato popolo nerazzurro deve ringraziare il suo azionista Tronchetti Provera, proprietario della Telecom, se le intercettazioni sono state effettuate in un certo senso.
Il sempre più "verginello" popolo nerazzurro ricordi che quando, negli anni Sessanta, vinceva(l’Inter vinceva?!), lo faceva in modo non del tutto limpido, come testimoniato dalle dichiarazioni di Ferruccio Mazzola sulla somministrazione ai giocatori di sostanze(queste sì) pericolose ed illecite, e dai racconti di molti addetti ai lavori sulle "amicizie arbitrali" di alcuni suoi dirigenti.
Il sempre più miserabile popolo nerazzurro ricordi il misero numero di scudetti che ha vinto negli ultimi 30/ 40 anni(Moggi o non Moggi).
Il sempre più pietoso popolo nerazzurro rifletta sul vero motivo del proverbiale status di perdente di Moratti. Rifletta sul fatto che se, malgrado centinaia di giocatori comprati,decine di allenatori avvicendati e migliaia di milioni di euro(che moralità!) spesi, se, malgrado falsi in bilancio e decreto spalmadebiti, l’Inter non vince sul campo uno scudetto da 17 anni, la colpa è solo dell’assoluta incapacità, incompetenza ed idiozia(vedi gestione dei giocatori) dei suoi dirigenti.
Il sempre più inferiore popolo nerazzurro, prima di accampare le solite meschine scusette da perdente, vada a riguardarsi le partite non affidandosi solo alle moviole ed ai commenti schifosamente antijuventini delle televisioni e dei giornali appartenenti alla Cupola dei Perdenti e scoprirà che se la sua squadra ha perso è solo perché lo ha meritato, perché è più debole, perché è l’Inter.
Il sempre più invidioso popolo nerazzurro ricordi che anche se fosse stato assegnato il rigore nel1998 a Ronaldo, l’Inter non avrebbe vinto automaticamente lo scudetto(la Juve vinceva 1 a 0 ed aveva un punto in più in classifica). Ricordi inoltre che in quel campionato gli errori arbitrali non furono solo pro Juve(basta rivedere Inter- Udinese della giornata precedente allo scontro diretto nella quale furono negati un rigore ed un gol clamorosi all’Udinese). Ricordi che nel 2002 perse lo scudetto quando tutti erano pronti a impiattarglielo e che nella giornata precedente all’indimenticabile 5 Maggio contro il Chievo l’Inter non fu danneggiata in quanto anche in questa occasione usufruì di un errore arbitrale (basta come al solito solo rivedere tutte le immagini).
Il sempre più piagnone popolo interista ricordi che(soprattutto dal 1998, quando il "signorile" Massimo Moratti si è scatenato nel gettare "garbatamente" fango sulla Juve) l’Inter ha avuto più favori che torti arbitrali specie negli scontri diretti: gol di Toldo con azione da Rugby e difesa della Juve buttata dentro la porta al 90°, varie mancate epulsioni in più partite per entrate assassine dovute alla frustrazione o per disperato fallo da ultimo uomo del portiere, gol regolare annullato a Trezeguet dal "nostro" arbitro De Sanctis nella finale di Supercoppa italiana, giocatori non espulsi come Samuel che pareggiano temporaneamente salvo arrendersi al magistrale ed incancellabile capolavoro su punizione di Del Piero per poi chiudere la porta degli spogliatoi alla terna arbitrale(sequestro?!) in modo isterico per l’ennesima umiliazione subita in campo.
Il sempre più becero popolo nerazzurro prima di cercare meschinamente di giustificare le sue cocenti sconfitte parlando di aiuti alle altre squadre vada ad analizzare bene le "sue" partite di quest’ultimo campionato tra le quali quelle contro Cagliari, la Lazio, il Treviso, il Milan e la Juventus.
Il sempre più vergognoso popolo nerazzurro ricordi che in questi due ultimi campionati in cui gli abbiamo inflitto 30 punti di distacco, più che mai le decisioni arbitrali non hanno inciso sulle sorti dello scudetto, come ammesso dalla maggior parte degli opinionisti e dallo stesso Massimo Moratti in una telefonata in cui si complimentava con uno dei designatori.
Il sempre più povero di dignità popolo nerazzurro ricordi che la realtà virtuale creata in questi mesi dalla sua cara "Cupola dei Perdenti"(l’unica Cupola emersa nel calcio italiano anche alla luce di ogni indagine) composta da pseudogiornalisti, magistrati sportivi e non , politici e dirigenti vari tutti uniti dall’odio dei perdenti nei confronti di noi juventini vincenti, è stata, come era logico che fosse, totalmente smentita dalla vera realtà.
Il sempre più ignobile popolo nerazzurro prima di parlare di partite truccate, se proprio non gli basta aver visto le partite, può andare ad analizzare il contenuto delle telefonate intercettate per accorgersi, come farebbe qualsiasi essere dotato di un minimo di cervello, che non esiste traccia di illecito(a differenza che nel caso del passaporto di Recoba).
Il sempre più grottesco popolo nerazzurro, che ha assistito miseramente con avida fame di vendetta al processo farsa che si è svolto in queste settimane, processo da bar dello sport, senza interrogatori e senza analisi dei filmati delle partite, senza possibilità di difesa e quindi per niente accettabile in un Paese che si reputa civile (e non lo sosteniamo solo noi ma anche tantissimi autorevoli ed imparziali opinionisti e giuristi), rifletta sull’assoluzione degli arbitri e vada a leggere le dichiarazioni del Presidente(Sandulli) e di uno dei componenti della Corte Federale(Serio ,purtroppo solo di nome) che hanno affermato che"il campionato 2004/2005 è stato regolare, non è stato falsato"."non si sono evidenziati illeciti reiterati da parte della Juventus". "non c’era nessun sistema"."non c’era illecito strutturale". "non c’era nessuna Cupola".
Il sempre più perdente popolo nerazzurro vada rivedere il Mondiale vinto dalla Juvitalia (in una finale con ben 8 giocatori della Juve dell’anno scorso) e riflettano sul perché la sua ed altre"squadre di avvoltoi" cerchino ora di acquistare i nostri giocatori. Non avremo mica vinto per l’assoluta supremazia e forza dei giocatori della nostra"mostruosamente" imbattibile squadra?
Il sempre più bieco popolo nerazzurro sappia che accettando la ridicola assegnazione(da parte anche di un avvocato vicino a Moratti) a tavolino del nostro scudetto è caduto sempre più in basso divenendo(dopo essere già stato il pane quotidiano di tutti i cabarettisti italiani) sempre di più la barzelletta del calcio italiano, dimostrando che dopo 17 anni di fallimenti poteva ottenere solo così il tricolore: senza vincerlo.da perdente.
Il sempre più comico popolo nerazzurro sappia che il tricolore, sulle maglie della sua squadra, è spaesato, a disagio perché si trova in un posto in cui non andava da tantissimo tempo e che non voleva assolutamente tornare a frequentare( tanto che vi è stato portato coattivamente).
Il sempre più divertente popolo interista sappia che così adesso potrà forse gioire anche per la vittoria del palio di Siena, del Festival di Venezia, di Miss Italia(già me lo vedo Moratti sorridente con la fascia e la corona da Miss) e lo Zecchino d’Oro(considerando l’età mentale di certi personaggi tra cui il sempre più infantile Mancini: gli infanti perdonino lo sminuente paragone ).
Il sempre più spassoso popolo interista sappia che la frase pronunciata da una massa di ebeti nello slogan pubblicitario che lo riguarda e che impazza in questi giorni danneggia seriamente l’ immagine di chi la pronuncia facendolo cadere sempre più nel ridicolo.
Il sempre più "interista"(mi scusi per la peggiore delle offese) popolo nerazzurro sappia che questi ultimi due scudetti che abbiamo vinto meritatamente in campo a suon di record(stando sempre in testa per 76 giornate e totalizzando 91 punti nell’ultimo torneo) noi Juventini li abbiamo festeggiati, ce li siamo goduti e continiamo e continueremo a goderceli.
Sappia che i nostri scudetti sono per noi sempre 29 perché a noi interessa il calcio giocato e non le porcate.
Sappia che il campo ha detto che i Campioni d’Italia siamo noi della Juve e che gli interisti potranno fregiarsi solo del titolo di Buffoni d’Italia.
Sappia che se andremo in serie B lo faremo da Campioni, da Vincenti, per eccesso di vittorie e di forza.
Sappia che quello che è successo costituisce una definitiva nostra vittoria morale perché rappresenta una "resa totale" da parte degli avversari che per fermare una leggendaria squadra inarrestabile in campo(che chissà per quanto tempo ancora avrebbe umiliato tutti) sono stati costretti a ricorrere a questa buffonata ,a questa meschinità epocale.
Sappia che noi siamo sempre più orgogliosi perché la Storia dice che siamo stati, siamo e saremo sempre i più forti, il calcio, la JUVE."
Invito gli altri tifosi della Juve, come me, a diffondere tale messaggio (o qualche altro dello stesso tenore) in ogni paese e città d’Italia con affissioni , volantinaggio o ogni altra modalità possibile. Solo così potremo riuscire a fare sentire a tutti la nostra voce ed a fare riflettere i poveri interisti (e con loro molti altri antijuventini che sguazzano in tutto il fango creato in questi mesi) sul perché loro devono vergognarsi mentre noi siamo e saremo sempre più orgogliosi di essere Juventini.

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