11 dicembre 2008

Manganelli: rigore su tifosi per stadi piu’ pieni

“Non prendiamo misure di rigore per il gusto di privare lo sport del suo pubblico, ma per consentire alle manifestazioni sportive di svolgersi e permettere alla gente di andare allo stadio più numerosa e serena”. Ha risposto così il capo della polizia Antonio Manganelli a chi gli chiedeva di commentare le critiche arrivate dal mondo del calcio alle limitazioni agli ingressi dei tifosi negli stadi decise dal Comitato di analisi sulla sicurezza delle manifestazioni sportive (Casms), in base alle indicazioni dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive. “I provvedimenti di rigore – ha spiegato Manganelli, a margine del primo raduno degli atleti delle Fiamme Oro – sono funzionali all’affermazione della non violenza”. Il capo dela polizia ha quindi auspicato “la diffusione della tessera del tifoso”. (ANSA).
Evitando di cadere in facile ironia in merito al cognome del capo della Polizia, Manganelli, vorremmo proporre qualche spunto di riflessione. Non ci sembra che gli stadi siano pieni, anzi. Se Galliani e Matarrese si lamentano sarà perche non hanno più gli incassi di un tempo. Come mai? Presto detto!

1. Spesso le tifoserie ospiti sono “limitate” se non addirittura bandite.

2. Quando è loro concesso di andare in trasferta,  i tifosi che risiedono in una provincia diversa da quella della propria squadra sono impossibilitati o quasi ad acquistare il biglietto del settore ospiti, salvo prenderlo nel luogo dell’evento la domenica mattina mischiandosi ai supporters di casa, tutto ciò non favorisce certo la serenità sugli spalti. Situazioni del genere non se ne vedevano dagli anni ’60…( l’ultimo caso domenica a Lecce:  putiferio  in curva sud, abbonati  letteralmente cacciati da tifosi juventini giunti da province diverse da Torino

3. Capitolo tifosi di casa: se la partita è a rischio la vendita dei biglietti è riservato ai residenti della provincia. Ora è facile immaginare quanto possano essere penalizzati i grandi club che hanno tifosi sparsi in tutta Italia, ma è altresì palese il fatto che la residenza non possa essere una discriminante collegata alla fede calcistica e da qui le assurdità dei casi simili a Lazio-Napoli (Olimpico pieno di napoletani ma residenti a Roma, laziali doc ma delle province limitrofe davanti alla Tv).

4. La tessera del tifoso, non piace nemmeno ai club figuriamoci ai tifosi ed è palesemente solo una schedatura collettiva.

Dottor Manganelli ci permetta : i provvedimenti di rigore, in questo caso, sono un grosso errore arbitrale!

fonte: ANSA