21 settembre 2007

Calcio, quando si fischia un inno nazionale...

L’inno nazionale francese fischiato dai tifosi azzurri prima della gara Italia-Francia disputata allo stadio Meazza di Milano, e terminata zero a zero, ha suscitato moltim strascichi polemici.
Non accennano a placarsi gli strascichi innescati dai vari opinionisti pseudo calciofili sull’inno nazionale francese fischiato dai tifosi azzurri prima dell’attesissima gara Italia-Francia disputata allo stadio Meazza di Milano e terminata zero a zero.
Tanti i giudizi e le opinioni espressi in merito alla vicenda. Le dichiarazioni da parte di personaggi del mondo politico e del mondo dello sport non si sono fatte attendere. Colpisce quella di Vittorio Sgarbi, personaggio di indiscussa cultura. Riferendosi al regolamento SIAE (società italiana autori editori) ha dichiarato ammissibile il proferire fischi all’inno nazionale francese. In quanto il pubblico del Meazza aveva pagato un regolare biglietto di accesso allo stadio.
Caro Sgarbi, Lei che ricopre la carica di Assessore alla Cultura del Comune di Milano, probabilmente disconosce che la gara valida per le qualificazioni al prossimo campionato europeo Italia- Francia si è giocata allo stadio Meazza di Milano non al Teatro la Scala. Sarebbe stato giustificabile l’atteggiamento dei tifosi azzurri se avessero fischiato dal loggione del celebre teatro milanese, icona della lirica internazionale, un do di petto steccato dal Radames di turno nell’Aida di Giuseppe Verdi.
Contrariamente alla dolce melodia del grande maestro di Busseto, gli ottantamila del Meazza fischiavano la Marsigliese, l’inno nazionale francese. Gli satdi calcistic non sono e non devono essere considerate zone franche dove tutto è permesso.
Fischiare un inno nazionale non è corretto, questo per essere ancora più chiari. Che sia la Marsigliese come quello del Camerun, mon cambia nulla. L’inno francese non rappresenta i Domenech o gli Hanry, ma un intero popolo che probabilmente neppure s’identifica nella propria nazionale di calcio.
La nostra cara e attempata Europa, unificata solo per quanto riguarda la moneta di scambio, ha mostrato di non essere ancora all’altezza della situazione e di averne ancora moltab di strada da percorrere.


fonte: calciopress.net