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10 marzo 2006

Comunicato BRN sulla manifestazione di Brescia

Sabato 18 febbraio siamo andati a Brescia e abbiamo partecipato alla manifestazione organizzata dagli ultras bresciani per esprimere tutta la nostra solidarietà a Paolo e alla sua famiglia.
Paolo, lo ricordiamo, è il tifoso bresciano massacrato dalla celere il 24 settembre 2005 dopo la partita Verona – Brescia.
I bresciani, tutto il mondo ultras italiano, i tifosi, la gente comune chiede che venga fatta chiarezza su quanto accaduto quel giorno perchè, come recita il volantino della manifestazione:

QUALCUNO HA SBAGLIATO NESSUNO HA PAGATO!

Come curva sud di Milano eravamo presenti in centocinquanta, numero sicuramente notevole, tenuto conto che proprio il 18 febbraio si disputava Milan – Cagliari (e molti sono rimasti a Milano, visti i pessimi rapporti con i cagliaritani).
La manifestazione, nonostante la pioggia battente, ha visto la partecipazione di centinaia di ultras e tutto si è svolto per il meglio.
Da parte nostra, rinnoviamo gli auguri di una pronta guarigione a Paolo.
L’urlo di rabbia di sabato scorso, che abbiamo indirizzato contro questo sistema di leggi assurde e inutili, sarà la nostra bandiera. Perché venga fatta giustizia e perché tutti sappiano. Ora e sempre: NO ALLA REPRESSIONE!

Curva Sud

6 marzo 2006

Comunicato Noi Soli Juventus

Il direttivo del gruppo NoiSoli comunica che, dopo quasi 4 anni di piccola storia ma di grandi emozioni, dalla partita di domani sera Juventus-Werder non sarà più presente il nostro striscione nè lo sarà per le future partite.
A malincuore, dopo mesi e mesi di liti interne siamo arrivati a prendere questa dolorosa decisione; dolorosa perchè il nostro intento era quello di arrivare nel 2007 ancora tutti assieme più uniti e compatti che mai per dare un senso e uno stimolo ai nostri 6 ragazzi che in questi anni sono stati diffidati solo ed esclusivamente per il nostro nome.

Ma la realtà ci ha messo di fronte a questa decisione inevitabile; in faccia a tutte le malelingue che in questi mesi ci hanno criticato e ci hanno dato dei venduti, oggi più che mai ci sentiamo orgogliosi di essere quello che siamo e di tutte le decisioni che abbiamo preso, sempre in modo coerente e autonomo con noi stessi e con l’ideale Ultras per il quale eravamo nati!
E anche oggi, con la massima trasparenza, ci facciamo da parte e ritiriamo il nostro striscione, perchè sono venute a mancare quelle basi a noi fondamentali per farci credere ancora nel “nostro”, ora non più, movimento.

Concludiamo salutando e ringraziando tutti, ma proprio tutti, questi ragazzi; dai vecchi ai giovani, che anche per poco o per molto tempo hanno costruito questa piccola realtà con tanta voglia e tanti sacrifici, incuranti di tutto, ma solo con la grande voglia di portare ovunque il nostro ideale!

Ora si tornerà alle origini, le nostre vere origini, quelle che dal 1996 al 2002 ci hanno portato a seguire ovunque in 5 come in 20 la nostra fede, ma sempre presenti e sempre disposti a batterci per il nostro guerriero.

NOI SOLI
LIBERI DI VIVERE LIBERI DI MORIRE

TUTTI A LIVORNO!!!

-- Il Direttivo NoiSoli --

8 febbraio 2006

Comunicato UFFICIALE curva nord livorno

Per la prima volta dopo anni di onnipresenza al fianco della maglia amaranto, siamo amareggiati nel comunicare a tutti i livornesi e non solo, che abbiamo intrapreso la decisione di disertare la trasferta di Ascoli per la quale erano già stati completati (e pagati) 3 pullman.
Questa decisione è stata scelta come forma di protesta nei confronti dei veri responsabili dell’ordine pubblico e della gestione politica e sociale del territorio (media compresi) nonché nella parte della città benpensante che dimostra di disconoscere la natura e la tradizione livornese.
Come accade da ben due anni, infatti, si ignora lo scioglimento del gruppo Brigate Autonome Livornesi, avvenuto proprio per evitare che si ripetano gli assurdi teoremi con i quali troppo spesso le istituzioni intendono distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle responsabilità che certi ruoli impongono, o almeno dovrebbero. Teoremi che tutt’ora costano denunce per associazione a delinquere ridicolizzate da azioni militari terminate senza alcun esito.
La calata di Borghezio nella nostra città, elemento che nulla ha a che vedere con parole come democrazia, tolleranza e civiltà che tanto piacciono ai politici, è divenuta per forza di cose un evento provocatorio pubblicizzato dai media proprio per la sua natura bizzarra (non sono i giornali stessi ad averne pubblicato il curriculum?) per la quale non c’era bisogno di adunate o organizzazioni.(...)
(...)Organizzare una manifestazione come gruppo significa scegliere di mettersi in prima fila, e in questo non siamo mai venuti meno, scegliere di parteciparvi come singolo è legittimo, puo’ considerarsi deplorevole o ammirevole ma sempre riconducibile alle personali responsabilità.
Purtroppo le elezioni imminenti e i gioghi politici hanno fatto si che istituzioni locali, media e ministero degli interni andassero in tilt nominando di nuovo le BAL e la curva, non solo come responsabile diretta ma addirittura come organizzatrice.
Il tutto ha contribuito a creare una situazione esasperata oltre il limite immaginabile per la quale non riusciamo nemmeno ad essere più garanti nei confronti di noi stessi e di quelli che intendano seguire la squadra con noi (dal momento che siamo i soli ad essere sempre presenti).
Sentir parlare di associazioni a delinquere finalizzate alla sovversione gratuitamente, ci impone una doverosa pausa di riflessione che servirà a guardarsi dentro e a far capire ai veri “tifosi livornesi”, che la politica allo stadio la fanno (magari in tribuna) che è stato raggiunto il limite della sopportabilità.(...)
(...)Quale sarà il destino della curva e la situazione che creerà questa nuova ondata di criminalizzazione non lo sappiamo, di certo è che una volta tanto non siamo noi i responsabili dell’inutile coinvolgimento di fattori politici nella vita della curva.
Noi non siamo il capro espiatorio di nessuno.Ora Basta!
Curva Nord Livorno
Fronte liberazione Diffidati

Con questo comunicato sintetizzato dai media locali, la curva nord ha annunciato l'inizio di una dura protesta.
In seguito ai fatti avvenuti in centro per l'avvento del provocatore leghista Borghezio, il ministro Pisanu prima e alcuni politici locali poi avevano puntato il dito contro le BAL sciolte ormai da due anni.
Il tutto nonostante allo stadio domenica non vi sia effettivamente stato nessuno striscione, coro o altro elemento che potesse ricondurre la curva all'organizzazione della manifestazione.
Questa protesta, volta a sensibilizzare l'opinione pubblica, è scattata dall'eccessiva reiteranza delle istituzioni locali di addebitare ogni problema sociale o politico della città sulle spalle della curva amaranto.
Al domani di un disgelo avvenuto grazie al cambio del questore ed alle vittorie legali raggiunte grazie al lavoro degli avvocati Contucci e Cacciotti, si torna a parlare di aria pesante attorno al tifo labronico.
La protesta, che forse proseguirà nelle prossime domeniche tiene in subbuglio gli ambienti legati al calcio labronico il quale nel frattempo è stato scosso da un repentino cambio di allenatore.

amaranto news

2 gennaio 2006

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18 dicembre 2005

Saluto romano, Blatter furioso «Di Canio va cacciato dal calcio»


Gian Piero Scevola

Non c'è pace per Paolo Di Canio e il suo nostalgico saluto romano. Prima ci si è messa la Federcalcio che ha aperto un'inchiesta, ora a bollarlo ci pensa addirittura il presidente della Fifa, l'ex colonnello di ferro Joseph Blatter che da Tokio, dove è in corso il mondiale per club, ha tuonato contro il centrocampista biancoceleste. «In certi casi dovremmo escludere qualcuno dalla nostra famiglia», il duro commento di Blatter quando gli è stato posto il caso del giocatore laziale.

Una chiara minaccia di sanzioni da parte del numero uno del calcio mondiale che non ha proprio gradito come domenica scorsa Di Canio si sia rivolto con il saluto romano ai sostenitori biancocelesti presenti sugli spalti del Picchi a Livorno. «Stiamo seguendo con attenzione la vicenda - conferma Blatter - e contrasteremo fermamente ogni forma di discriminazione. La linea della Fifa nei confronti del razzismo è durissima. Le uniche sanzioni efficaci in questi casi per i club sono la penalizzazione in termini di punti, l'esclusione dalla competizione o la retrocessione. Inutile invece puntare sulle sanzioni pecuniarie, le multe non servono a nulla, sia per i giocatori che per le società. Bisogna prendere provvedimenti severi, bisogna essere duri sul serio».

Dopo questa filippica la sorte di Di Canio sembra proprio segnata, anche perché questo è un duro avvertimento alla nostra Federcalcio, Carraro in primis, e alla nostra giustizia sportiva. Di Canio, per il quale si è già mosso l'Ufficio indagini, verrà senz'altro squalificato, ma il previsto stop di un turno potrebbe a questo punto arrivare anche a tre, se non addirittura a sei giornate, visto come la pensa la Fifa e visti, soprattutto, i parametri di pena della federazione mondiale. Ma le parole di Blatter fanno anche paventare una possibile squalifica a vita da parte della Fifa. Per Di Canio si prospettano davvero tempi molto duri.


IlGiornale.it

13 dicembre 2005

Di Canio fa il saluto romano a Livorno


Di Canio che uscendo saluta i tifosi con il saluto romano. Scoppia la bufera per la provocazione del giocatore. L'anno scorso aveva saluto con il braccio alzato durante il derby con la Roma.

Livorno, 11 dicembre 2005 - Paolo Di Canio ci ricasca col 'saluto romano'. La bandiera della Lazio alla fine della gara persa a Livorno 2-1 e' andato sotto la curva dei suoi tifosi ed ha piu' volte mostrato il braccio teso come da gesto caratteristico del regime fascista.

Di Canio e' recidivo in tal senso perche' fu deferito alla Commissione Disciplinare lo scorso febbraio per lo stesso atteggiamento 'nostalgico' alla fine del derby vinto contro la Roma.

E al seguito del deferimento fu ammonito e multato di 10.000 euro, al pari della Lazio per responsabilita' oggettiva. Un precedente che potrebbe dare altri problemi a Di Canio, anche perche' Livorno-Lazio era partita a rischio incidenti per la cosiddetta contrapposizione politica delle due curve.

Gli ultras amaranto hanno risposto alla provocazione intonando cori contro Di Canio. L' episodio non e' piaciuto al portiere amaranto Amelia, un ragazzo cresciuto a Roma e nella Roma.

''E' un gesto stupido, non e' la prima volta che lo fa, esiste un regolamento e credo che la federazione debba prendere provvedimenti''. E Grandoni sottolinea che la risposta migliore a quel gesto ''l' ha data il campo con i giocatori che hanno disputato una partita corretta''.

E' vero, quei gesti macchiano una gara 'composta' in campo, dove i giocatori non hanno mai perso la testa, come dimostra una sola ammonizione, quella di Morrone, arrivata intorno al novantesimo. Episodi stonati in una sfida curvaiola giocata a colpi di slogan e striscioni e bandiere con croci celtiche e tricolori con l' aquila (simbolo della Rsi) da una parte, immagini del Che dall' altra, con i cori ''Duce Duce'' che si sono contrapposti a ''Bandiera rossa'', con il motto fascista ''Boia chi molla'' e i pugni chiusi.

Ai livornesi Di Canio non piace e cosi' non perdono l' occasione di aspettarlo al pullman, a fine gara. Sfotto', offese e lancio di oggetti, con lui che mentre sale le scalette per andare a sedersi fa sberleffi.

E fuori dal campo Livorno-Lazio, una delle partite ad alto rischio per l' ordine pubblico, registra un poliziotto ferito in uno scontro con tifosi livornesi (otto punti di sutura alla testa) avvenuto prima della gara e il lancio di un fumogeno al pullman della Lazio mentre stava arrivando allo stadio.

Per il resto, il servizio d'ordine montato dalla questura ha funzionato. Nessun contatto tra le due tifoserie. E questo era il pericolo maggiore, quello che dava piu' preoccupazione.

La Lazio, Di Canio e i tifosi che inneggiano al Duce lasciano Livorno, la curva del Che Guevara si scioglie: ognuno va per la sua strada. Tutto va via liscio. Ma piu' che una partita di calcio e' stato un derby politico.

1 dicembre 2005

Comunicato Curva Nord Foggia

COMUNICATO
I gruppi della CURVA NORD prendono decisamente le distanze dall'azione legale che i gruppi della Curva Sud stanno intraprendendo nei confronti del servizio d'ordine, relativo alla partita di campionato Napoli-Foggia del 27-11-2005.

Noi della Nord nel prendere le distanze da tale atto non vogliamo andare contro nessuno, sia chiaro. E' solo il nostro modo di pensare, e la nostra linea che ci fanno prendere con fermezza le distanze da questi mezzi. Crediamo che il dovere di un ultras non sia quello di denunciare, ma altro.

Anche noi siamo ovviamente dispiaciuti del ritardo del nostro ingresso, che non ci ha fatto esultare ai goal del Foggia, ma il nostro primo interesse da ultras era ed è sempre Essere Presenti, non importa se prima della gara, durante, o a fine gara. Questo per ciò che concerne il ritardo del nostro ingresso.

Per ciò che riguarda, infine, altre questioni della denuncia, su presunti agguati e quant'altro, prendiamo anche in questo caso, le distanze in modo deciso. Queste azioni legali non fanno parte del nostro comportamento. Di tutto quello che è accaduto, non ci lamentiamo, siamo ultras e sappiamo a cosa andiamo incontro.

Siamo anche stati combattuti nell'effettuare questo comunicato, ma non c'era altro modo per smentire questa faccenda.

Ribadiamo ancora una volta la nostra posizione, che non ci vede in nessuna maniera coinvolti come gruppo e curva in questo tipo di azioni.

Curva Nord Foggia

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