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18 dicembre 2005
Saluto romano, Blatter furioso «Di Canio va cacciato dal calcio»
Gian Piero Scevola
Non c'è pace per Paolo Di Canio e il suo nostalgico saluto romano. Prima ci si è messa la Federcalcio che ha aperto un'inchiesta, ora a bollarlo ci pensa addirittura il presidente della Fifa, l'ex colonnello di ferro Joseph Blatter che da Tokio, dove è in corso il mondiale per club, ha tuonato contro il centrocampista biancoceleste. «In certi casi dovremmo escludere qualcuno dalla nostra famiglia», il duro commento di Blatter quando gli è stato posto il caso del giocatore laziale.
Una chiara minaccia di sanzioni da parte del numero uno del calcio mondiale che non ha proprio gradito come domenica scorsa Di Canio si sia rivolto con il saluto romano ai sostenitori biancocelesti presenti sugli spalti del Picchi a Livorno. «Stiamo seguendo con attenzione la vicenda - conferma Blatter - e contrasteremo fermamente ogni forma di discriminazione. La linea della Fifa nei confronti del razzismo è durissima. Le uniche sanzioni efficaci in questi casi per i club sono la penalizzazione in termini di punti, l'esclusione dalla competizione o la retrocessione. Inutile invece puntare sulle sanzioni pecuniarie, le multe non servono a nulla, sia per i giocatori che per le società. Bisogna prendere provvedimenti severi, bisogna essere duri sul serio».
Dopo questa filippica la sorte di Di Canio sembra proprio segnata, anche perché questo è un duro avvertimento alla nostra Federcalcio, Carraro in primis, e alla nostra giustizia sportiva. Di Canio, per il quale si è già mosso l'Ufficio indagini, verrà senz'altro squalificato, ma il previsto stop di un turno potrebbe a questo punto arrivare anche a tre, se non addirittura a sei giornate, visto come la pensa la Fifa e visti, soprattutto, i parametri di pena della federazione mondiale. Ma le parole di Blatter fanno anche paventare una possibile squalifica a vita da parte della Fifa. Per Di Canio si prospettano davvero tempi molto duri.
IlGiornale.it
13 dicembre 2005
Di Canio fa il saluto romano a Livorno
Di Canio che uscendo saluta i tifosi con il saluto romano. Scoppia la bufera per la provocazione del giocatore. L'anno scorso aveva saluto con il braccio alzato durante il derby con la Roma.
Livorno, 11 dicembre 2005 - Paolo Di Canio ci ricasca col 'saluto romano'. La bandiera della Lazio alla fine della gara persa a Livorno 2-1 e' andato sotto la curva dei suoi tifosi ed ha piu' volte mostrato il braccio teso come da gesto caratteristico del regime fascista.
Di Canio e' recidivo in tal senso perche' fu deferito alla Commissione Disciplinare lo scorso febbraio per lo stesso atteggiamento 'nostalgico' alla fine del derby vinto contro la Roma.
E al seguito del deferimento fu ammonito e multato di 10.000 euro, al pari della Lazio per responsabilita' oggettiva. Un precedente che potrebbe dare altri problemi a Di Canio, anche perche' Livorno-Lazio era partita a rischio incidenti per la cosiddetta contrapposizione politica delle due curve.
Gli ultras amaranto hanno risposto alla provocazione intonando cori contro Di Canio. L' episodio non e' piaciuto al portiere amaranto Amelia, un ragazzo cresciuto a Roma e nella Roma.
''E' un gesto stupido, non e' la prima volta che lo fa, esiste un regolamento e credo che la federazione debba prendere provvedimenti''. E Grandoni sottolinea che la risposta migliore a quel gesto ''l' ha data il campo con i giocatori che hanno disputato una partita corretta''.
E' vero, quei gesti macchiano una gara 'composta' in campo, dove i giocatori non hanno mai perso la testa, come dimostra una sola ammonizione, quella di Morrone, arrivata intorno al novantesimo. Episodi stonati in una sfida curvaiola giocata a colpi di slogan e striscioni e bandiere con croci celtiche e tricolori con l' aquila (simbolo della Rsi) da una parte, immagini del Che dall' altra, con i cori ''Duce Duce'' che si sono contrapposti a ''Bandiera rossa'', con il motto fascista ''Boia chi molla'' e i pugni chiusi.
Ai livornesi Di Canio non piace e cosi' non perdono l' occasione di aspettarlo al pullman, a fine gara. Sfotto', offese e lancio di oggetti, con lui che mentre sale le scalette per andare a sedersi fa sberleffi.
E fuori dal campo Livorno-Lazio, una delle partite ad alto rischio per l' ordine pubblico, registra un poliziotto ferito in uno scontro con tifosi livornesi (otto punti di sutura alla testa) avvenuto prima della gara e il lancio di un fumogeno al pullman della Lazio mentre stava arrivando allo stadio.
Per il resto, il servizio d'ordine montato dalla questura ha funzionato. Nessun contatto tra le due tifoserie. E questo era il pericolo maggiore, quello che dava piu' preoccupazione.
La Lazio, Di Canio e i tifosi che inneggiano al Duce lasciano Livorno, la curva del Che Guevara si scioglie: ognuno va per la sua strada. Tutto va via liscio. Ma piu' che una partita di calcio e' stato un derby politico.
1 dicembre 2005
Comunicato Curva Nord Foggia
COMUNICATO
I gruppi della CURVA NORD prendono decisamente le distanze dall'azione legale che i gruppi della Curva Sud stanno intraprendendo nei confronti del servizio d'ordine, relativo alla partita di campionato Napoli-Foggia del 27-11-2005.
Noi della Nord nel prendere le distanze da tale atto non vogliamo andare contro nessuno, sia chiaro. E' solo il nostro modo di pensare, e la nostra linea che ci fanno prendere con fermezza le distanze da questi mezzi. Crediamo che il dovere di un ultras non sia quello di denunciare, ma altro.
Anche noi siamo ovviamente dispiaciuti del ritardo del nostro ingresso, che non ci ha fatto esultare ai goal del Foggia, ma il nostro primo interesse da ultras era ed è sempre Essere Presenti, non importa se prima della gara, durante, o a fine gara. Questo per ciò che concerne il ritardo del nostro ingresso.
Per ciò che riguarda, infine, altre questioni della denuncia, su presunti agguati e quant'altro, prendiamo anche in questo caso, le distanze in modo deciso. Queste azioni legali non fanno parte del nostro comportamento. Di tutto quello che è accaduto, non ci lamentiamo, siamo ultras e sappiamo a cosa andiamo incontro.
Siamo anche stati combattuti nell'effettuare questo comunicato, ma non c'era altro modo per smentire questa faccenda.
Ribadiamo ancora una volta la nostra posizione, che non ci vede in nessuna maniera coinvolti come gruppo e curva in questo tipo di azioni.
Curva Nord Foggia
I gruppi della CURVA NORD prendono decisamente le distanze dall'azione legale che i gruppi della Curva Sud stanno intraprendendo nei confronti del servizio d'ordine, relativo alla partita di campionato Napoli-Foggia del 27-11-2005.
Noi della Nord nel prendere le distanze da tale atto non vogliamo andare contro nessuno, sia chiaro. E' solo il nostro modo di pensare, e la nostra linea che ci fanno prendere con fermezza le distanze da questi mezzi. Crediamo che il dovere di un ultras non sia quello di denunciare, ma altro.
Anche noi siamo ovviamente dispiaciuti del ritardo del nostro ingresso, che non ci ha fatto esultare ai goal del Foggia, ma il nostro primo interesse da ultras era ed è sempre Essere Presenti, non importa se prima della gara, durante, o a fine gara. Questo per ciò che concerne il ritardo del nostro ingresso.
Per ciò che riguarda, infine, altre questioni della denuncia, su presunti agguati e quant'altro, prendiamo anche in questo caso, le distanze in modo deciso. Queste azioni legali non fanno parte del nostro comportamento. Di tutto quello che è accaduto, non ci lamentiamo, siamo ultras e sappiamo a cosa andiamo incontro.
Siamo anche stati combattuti nell'effettuare questo comunicato, ma non c'era altro modo per smentire questa faccenda.
Ribadiamo ancora una volta la nostra posizione, che non ci vede in nessuna maniera coinvolti come gruppo e curva in questo tipo di azioni.
Curva Nord Foggia
21 novembre 2005
COMUNICATO FOSSA DEI LEONI
Non abbiamo voluto scrivere un comunicato in merito alla vicenda di
milan juve perchè in queste occasioni non siamo soliti rispondere con
questi mezzi ed anche questa volta non faremo alcuna comunicazione sui
fatti, ci limitiamo solo a dire che un'esposizione di parte e di comodo
puo' arrivare a far presupporre anche la piu' ignobile delle infamie,
pur di accreditarsi una posizione di vantaggio, ma un'accusa ha bisogno
di riscontri oggettivi e pertinenti, non puo' essere ambigua od evasiva
perchè altrimenti è delazione.
Questa storia ha posto in evidenza punti di vista ormai inconciliabili all'interno della nostra curva e dopo avere discusso e riscontrato divergenze incolmabili ed insanabili, siamo giunti all'amara ma orgogliosa decisione di scioglierci e chiudere così la meravigliosa avventura della Fossa dei Leoni.
Non è nostra intenzione utilizzare questo comunicato per difenderci dalle accuse mosseci, perchè siamo certi che chi ha avuto l'onore di conoscere o di scontrarsi con la Fossa dei Leoni non puo' nemmeno immaginare che qualcuno possa
essersi reso responsabile di cio che ci viene addebitato.
Per 37 anni tutti i ragazzi che hanno fatto parte della Fossa dei Leoni hanno condiviso con essa
i valori e lo spirito dei fondatori, li hanno portati avanti con passione, con dedizione ed una
convinzione ineguagliabile, per tutte le generazioni succedutesi e mantenendo tra esse un filo conduttore
senza interruzioni di sorta.
Queste sono state le nostre fortune, le nostre forze e le nostre conquiste e tutti noi anche oggi,
in un giorno che mai avremmo immaginato, dobbiamo essere felici, orgogliosi e fieri d' avervi
fatto parte, perchè oggi finisce la storia della Fossa dei Leoni ma rimangono vivi
e saldi dentro ciascuno di noi quei valori e quello spirito che sempre ci hanno contraddistinto.
Grazie a tutti.
Fossa dei Leoni
Questa storia ha posto in evidenza punti di vista ormai inconciliabili all'interno della nostra curva e dopo avere discusso e riscontrato divergenze incolmabili ed insanabili, siamo giunti all'amara ma orgogliosa decisione di scioglierci e chiudere così la meravigliosa avventura della Fossa dei Leoni.
Non è nostra intenzione utilizzare questo comunicato per difenderci dalle accuse mosseci, perchè siamo certi che chi ha avuto l'onore di conoscere o di scontrarsi con la Fossa dei Leoni non puo' nemmeno immaginare che qualcuno possa
essersi reso responsabile di cio che ci viene addebitato.
Per 37 anni tutti i ragazzi che hanno fatto parte della Fossa dei Leoni hanno condiviso con essa
i valori e lo spirito dei fondatori, li hanno portati avanti con passione, con dedizione ed una
convinzione ineguagliabile, per tutte le generazioni succedutesi e mantenendo tra esse un filo conduttore
senza interruzioni di sorta.
Queste sono state le nostre fortune, le nostre forze e le nostre conquiste e tutti noi anche oggi,
in un giorno che mai avremmo immaginato, dobbiamo essere felici, orgogliosi e fieri d' avervi
fatto parte, perchè oggi finisce la storia della Fossa dei Leoni ma rimangono vivi
e saldi dentro ciascuno di noi quei valori e quello spirito che sempre ci hanno contraddistinto.
Grazie a tutti.
Fossa dei Leoni
16 novembre 2005
COMUNICATO Curva Nord (Pisa Napoli)
I gruppi della Curva Nord Maurizio Alberti desiderano prendere posizione sui fatti di
Pisa-Napoli accaduti prima, durante e dopo la partita. Senza tanti giri di parole,
vogliamo esprimere una ferma condanna dell'aggressione subita a fine gara dal
genitore napoletano, a cui auguriamo una pronta guarigione. Un episodio del genere,
per dinamica e modalitÓ, non ci appartiene ed Þ lontano anni luce dalla nostra
mentalitÓ; sfidiamo chiunque ad affermare il contrario. Il nostro comportamento negli
ultimi anni Þ stato sotto gli occhi di tutti e ci piace definirlo coerente. Noi non rifiutiamo
a priori lo scontro tra gruppi o tifoserie, perchÚ le situazioni non sono sempre le
stesse e talvolta pu‗ esserci la necessitÓ far valere un principio o un diritto. Tutto
questo comporta un'assunzione di responsabilitÓ alla quale non ci sottraiamo: ragazzi
di noi hanno pagato e continuano a pagare con diffide e denunce. Ma allo stesso
tempo abbiamo sempre espresso disapprovazione verso i danneggiamenti, gli agguati
e le infamate, dalle coltellate agli striscioni contro i morti; questo deve essere
riconosciuto perchÚ fa parte di noi ed Þ una caratteristica della nostra tifoseria che ci
ha sempre fatto andare a testa alta su ogni campo. Anche nei momenti di confronto
con altri ultras non abbiamo mai ceduto di un passo: le nostre idee, se vogliamo
"integraliste", ci hanno fortemente distinto da altri gruppi del panorama nazionale che
invece difendevano la possibilitÓ di compiere azioni assolutamente aliene dalla
mentalitÓ dei pisani. Non sono parole vuote. Il razzismo, cosý come i coltelli, in Curva
Nord non entrano e non entreranno mai. I controlli sui treni e nei cortei li facciamo
prima noi, dopo la polizia. Chi Þ venuto un po' in giro con noi queste cose le conosce
benissimo. E allora si capisce bene come l'aggressione alla famiglia sia quasi da
interpretare come un atto compiuto anche contro di noi, in spregio a quelle norme di
comportamento che cerchiamo di inculcare nella testa dei ragazzi e della tifoseria
intera. Domenica peraltro Þ stata una giornata molto difficile: ci sono stati scontri
isolati dalla mattina alla sera. l tifosi napoletani sono arrivati per la stragrande
maggioranza senza scorta e quasi tutti hanno posteggiato auto e pulmini nella zona
della Nord e nelle strade circostanti. Si Þ creato cosý un miscuglio potenzialmente
esplosivo di sostenitori locali e ospiti. Se la mentalitÓ che ci animava fosse stata
davvero quella dellaggressione incondizionata, sarebbe stata, scusate il termine, una
carneficina: numerose famiglie passavano con le sciarpe biancazzurre e giravano nei
bar e nei ritrovi circostanti lo stadio. Ma, fatta eccezione per il fatto grave giÓ
ricordato, non Þ accaduto nientaltro di cosý eclatante. E anche vero, per‗, che diversi
gruppetti di napoletani non erano costituiti da famigliole, ma da ragazzi, giunti in auto
o pulmini, che giravano per le strade con atteggiamento provocatoria infastidendo
spesso passanti e sportivi. E cosý si sono verificati scontri. I ragazzi arrestati sono
accusati di aver partecipato a risse, dove le avranno date e prese, ma non alla
gravissima aggressione la cui eco, crediamo, deve aver contribuito ad inasprire i
provvedimenti contro di loro. L'escalation di incidenti, tutti non gravi, ma numerosi e il
risultato finale della partita, hanno portato ad un inasprimento dello scontro al termine
della gara, quando i napoletani festanti sono tornati a riprendere le macchine in un
deflusso incontrollato. Lepisodio incriminato Þ avvenuto in questo momento di caos.
Chi ha letto quanto detto sopra capirÓ che non vogliamo assolutamente giustificarlo,
ma contestualizzarlo, ferma restando la nostra pi¨ completa estraneitÓ
comportamentale e culturale di fronte ad un fatto che macchia l'immagine dellintera
tifoseria pisana.
Curva Nord Maurizio Alberti
A questo comunicato ufficiale NON ne seguiranno altri. La Curva Nord Maurizio
Alberti diffida da qualsiasi altro comunicato uscito o in uscita sulla rete e non solo.
Pisa-Napoli accaduti prima, durante e dopo la partita. Senza tanti giri di parole,
vogliamo esprimere una ferma condanna dell'aggressione subita a fine gara dal
genitore napoletano, a cui auguriamo una pronta guarigione. Un episodio del genere,
per dinamica e modalitÓ, non ci appartiene ed Þ lontano anni luce dalla nostra
mentalitÓ; sfidiamo chiunque ad affermare il contrario. Il nostro comportamento negli
ultimi anni Þ stato sotto gli occhi di tutti e ci piace definirlo coerente. Noi non rifiutiamo
a priori lo scontro tra gruppi o tifoserie, perchÚ le situazioni non sono sempre le
stesse e talvolta pu‗ esserci la necessitÓ far valere un principio o un diritto. Tutto
questo comporta un'assunzione di responsabilitÓ alla quale non ci sottraiamo: ragazzi
di noi hanno pagato e continuano a pagare con diffide e denunce. Ma allo stesso
tempo abbiamo sempre espresso disapprovazione verso i danneggiamenti, gli agguati
e le infamate, dalle coltellate agli striscioni contro i morti; questo deve essere
riconosciuto perchÚ fa parte di noi ed Þ una caratteristica della nostra tifoseria che ci
ha sempre fatto andare a testa alta su ogni campo. Anche nei momenti di confronto
con altri ultras non abbiamo mai ceduto di un passo: le nostre idee, se vogliamo
"integraliste", ci hanno fortemente distinto da altri gruppi del panorama nazionale che
invece difendevano la possibilitÓ di compiere azioni assolutamente aliene dalla
mentalitÓ dei pisani. Non sono parole vuote. Il razzismo, cosý come i coltelli, in Curva
Nord non entrano e non entreranno mai. I controlli sui treni e nei cortei li facciamo
prima noi, dopo la polizia. Chi Þ venuto un po' in giro con noi queste cose le conosce
benissimo. E allora si capisce bene come l'aggressione alla famiglia sia quasi da
interpretare come un atto compiuto anche contro di noi, in spregio a quelle norme di
comportamento che cerchiamo di inculcare nella testa dei ragazzi e della tifoseria
intera. Domenica peraltro Þ stata una giornata molto difficile: ci sono stati scontri
isolati dalla mattina alla sera. l tifosi napoletani sono arrivati per la stragrande
maggioranza senza scorta e quasi tutti hanno posteggiato auto e pulmini nella zona
della Nord e nelle strade circostanti. Si Þ creato cosý un miscuglio potenzialmente
esplosivo di sostenitori locali e ospiti. Se la mentalitÓ che ci animava fosse stata
davvero quella dellaggressione incondizionata, sarebbe stata, scusate il termine, una
carneficina: numerose famiglie passavano con le sciarpe biancazzurre e giravano nei
bar e nei ritrovi circostanti lo stadio. Ma, fatta eccezione per il fatto grave giÓ
ricordato, non Þ accaduto nientaltro di cosý eclatante. E anche vero, per‗, che diversi
gruppetti di napoletani non erano costituiti da famigliole, ma da ragazzi, giunti in auto
o pulmini, che giravano per le strade con atteggiamento provocatoria infastidendo
spesso passanti e sportivi. E cosý si sono verificati scontri. I ragazzi arrestati sono
accusati di aver partecipato a risse, dove le avranno date e prese, ma non alla
gravissima aggressione la cui eco, crediamo, deve aver contribuito ad inasprire i
provvedimenti contro di loro. L'escalation di incidenti, tutti non gravi, ma numerosi e il
risultato finale della partita, hanno portato ad un inasprimento dello scontro al termine
della gara, quando i napoletani festanti sono tornati a riprendere le macchine in un
deflusso incontrollato. Lepisodio incriminato Þ avvenuto in questo momento di caos.
Chi ha letto quanto detto sopra capirÓ che non vogliamo assolutamente giustificarlo,
ma contestualizzarlo, ferma restando la nostra pi¨ completa estraneitÓ
comportamentale e culturale di fronte ad un fatto che macchia l'immagine dellintera
tifoseria pisana.
Curva Nord Maurizio Alberti
A questo comunicato ufficiale NON ne seguiranno altri. La Curva Nord Maurizio
Alberti diffida da qualsiasi altro comunicato uscito o in uscita sulla rete e non solo.
15 novembre 2005
Comunicato ufficiale Curva Nord Milano del 15/11/2005
La Curva Nord Milano rende noto alle tifoserie italiane che lunedì 14
novembre è stato organizzato, in collaborazione con la Curva Sud, un
incontro tra gli Ultras, gli organi di stampa ed alcuni esponenti
Politici di vari schieramenti che si stanno adoperando per cambiare i
decreti repressivi adottati dal Ministro Pisanu al fine di reprimere il
tifo organizzato.
Sono intervenuti all'incontro: Paolo Cento (Verdi), Graziano Mazzarello (DS Genova), Paola Frassinetti e Alberto Arrighi (AN).
Tra le fonti giornalistiche erano presenti: Paolo Pasi (TG3), Fabio Stabile (AGR Rcs), Luca Uccello (Odeon TV e Telereporter), Manuel Colosio (Radio Onda D'urto Bs-Mi) e con loro altri giornalisti che non si sono accreditati all'arrivo tra cui quelli di Tuttosport.
All'incontro hanno aderito molte tifoserie che sebbene contattate solo negli ultimi giorni non hanno voluto mancare una così ghiotta occasione per ascoltare quale sia l'indirizzo del governo attuale e futuro in termini di provvedimenti riguardanti la violenza negli stadi ma soprattutto per valutare quali linee si stiano adottando per contrastare tali provvedimenti.
L'incontro è stato "moderato" dai rapresentanti di Inter e Milan che in apertura hanno voluto sottolineare come la volontà dell'incontro sia nata dagli Ultras per gli Ultras senza "intermediari" o eventuali "etichette", ogni tifoseria è stata contattata individualmente non per essere rappresentata ma per rappresentare se stessa ed avere pari opportunità di parola nel confronto.
Attraverso gli interventi dei vari politici che si sono succeduti al microfono
e quelli dei tanti rappresentanti Ultras intervenuti si è arrivati a concludere che la situazione attuale è a Nostro avviso la seguente.
In parlamento si sta cominciando a sensibilizzare quanti più parlamentari possibile riguardo l'irrazionalità degli attuali decreti e sui principi anticostituzionali su cui molti di essi si fondano.
L'impegno dei politici intervenuti è stato quello di continuare questa "battaglia" fino a che si creeranno le premesse per modificare i provvedimenti attualmente in vigore.
I politici hanno però anche fatto presente agli intervenuti che il tempo per le "modifiche" non è ancora prossimo e come sia necessario l'impegno di tutti a livello di singola Tifoseria per sensibilizzare ogni realtà locale sul ruolo degli Ultras nello sport.
Attraverso i vari interventi effettuati dagli Ultras intervenuti è stato rivolto l'invito alle tifoserie di non sprecare inutili energie in manifestazioni plateali in momenti inopportuni come questo ma di sfruttare l'opportunità di riaprire un dialogo a 360° tra gli ultras e SOLO tra gli Ultras per trovare delle linee comportamentali per farsi "sentire" tutti insieme quando il momento sarà opportuno cioè quando delle eventuali azioni congiunte potranno aver maggior effetto agli occhi dellopinione pubblica.
La Curva Nord ringrazia tutti coloro che si sono alternati negli accorati interventi a sostegno dellimportanza di combattere una lotta contro lo "stato di polizia" in cui sono stati condotti tutti gli Ultras Italiani offrendo ai Politici intervenuti una testimonianza diretta di quanto gli Ultras stiano subendo per causa dei decreti.
La Curva Nord di Milano auspica che l'incontro sia servito proprio a riaprire un dialogo tra gli Ultras e che questo dialogo possa portare col tempo a conseguire dei risultati per il bene di tutti.
La Curva Nord di Milano ringrazia la Curva Sud per la collaborazione e con essa tutte le Tifoserie intervenute:
AVELLINO AREZZO BRESCIA (Brescia 1911) CASALE CAVESE CASTROVILLARI CESENA INTER JUVENTUS (Viking Milano) LEGNANO MILAN PARMA PROSESTO PROPATRIA REGGINA SAMPDORIA SCAFATESE UDINESE (Sez.Milano) VARESE CdM Milano Hockey GBR Varese Basket
e quelle che hanno aderito allincontro ed hanno chiesto di essere relazionate non potendo fisicamente presenziare:
CUNEO LAZIO MONZA NAPOLI PADOVA PESCARA SANREMESE UDINESE VITERBESE
Boys-san.it
Sono intervenuti all'incontro: Paolo Cento (Verdi), Graziano Mazzarello (DS Genova), Paola Frassinetti e Alberto Arrighi (AN).
Tra le fonti giornalistiche erano presenti: Paolo Pasi (TG3), Fabio Stabile (AGR Rcs), Luca Uccello (Odeon TV e Telereporter), Manuel Colosio (Radio Onda D'urto Bs-Mi) e con loro altri giornalisti che non si sono accreditati all'arrivo tra cui quelli di Tuttosport.
All'incontro hanno aderito molte tifoserie che sebbene contattate solo negli ultimi giorni non hanno voluto mancare una così ghiotta occasione per ascoltare quale sia l'indirizzo del governo attuale e futuro in termini di provvedimenti riguardanti la violenza negli stadi ma soprattutto per valutare quali linee si stiano adottando per contrastare tali provvedimenti.
L'incontro è stato "moderato" dai rapresentanti di Inter e Milan che in apertura hanno voluto sottolineare come la volontà dell'incontro sia nata dagli Ultras per gli Ultras senza "intermediari" o eventuali "etichette", ogni tifoseria è stata contattata individualmente non per essere rappresentata ma per rappresentare se stessa ed avere pari opportunità di parola nel confronto.
Attraverso gli interventi dei vari politici che si sono succeduti al microfono
e quelli dei tanti rappresentanti Ultras intervenuti si è arrivati a concludere che la situazione attuale è a Nostro avviso la seguente.
In parlamento si sta cominciando a sensibilizzare quanti più parlamentari possibile riguardo l'irrazionalità degli attuali decreti e sui principi anticostituzionali su cui molti di essi si fondano.
L'impegno dei politici intervenuti è stato quello di continuare questa "battaglia" fino a che si creeranno le premesse per modificare i provvedimenti attualmente in vigore.
I politici hanno però anche fatto presente agli intervenuti che il tempo per le "modifiche" non è ancora prossimo e come sia necessario l'impegno di tutti a livello di singola Tifoseria per sensibilizzare ogni realtà locale sul ruolo degli Ultras nello sport.
Attraverso i vari interventi effettuati dagli Ultras intervenuti è stato rivolto l'invito alle tifoserie di non sprecare inutili energie in manifestazioni plateali in momenti inopportuni come questo ma di sfruttare l'opportunità di riaprire un dialogo a 360° tra gli ultras e SOLO tra gli Ultras per trovare delle linee comportamentali per farsi "sentire" tutti insieme quando il momento sarà opportuno cioè quando delle eventuali azioni congiunte potranno aver maggior effetto agli occhi dellopinione pubblica.
La Curva Nord ringrazia tutti coloro che si sono alternati negli accorati interventi a sostegno dellimportanza di combattere una lotta contro lo "stato di polizia" in cui sono stati condotti tutti gli Ultras Italiani offrendo ai Politici intervenuti una testimonianza diretta di quanto gli Ultras stiano subendo per causa dei decreti.
La Curva Nord di Milano auspica che l'incontro sia servito proprio a riaprire un dialogo tra gli Ultras e che questo dialogo possa portare col tempo a conseguire dei risultati per il bene di tutti.
La Curva Nord di Milano ringrazia la Curva Sud per la collaborazione e con essa tutte le Tifoserie intervenute:
AVELLINO AREZZO BRESCIA (Brescia 1911) CASALE CAVESE CASTROVILLARI CESENA INTER JUVENTUS (Viking Milano) LEGNANO MILAN PARMA PROSESTO PROPATRIA REGGINA SAMPDORIA SCAFATESE UDINESE (Sez.Milano) VARESE CdM Milano Hockey GBR Varese Basket
e quelle che hanno aderito allincontro ed hanno chiesto di essere relazionate non potendo fisicamente presenziare:
CUNEO LAZIO MONZA NAPOLI PADOVA PESCARA SANREMESE UDINESE VITERBESE
Boys-san.it
Comunicato Head out Sassuolo
Scriviamo all'indomani del posticipo di serie C2 tra Sassuolo e Ancona.
Con questo comunicato intendiamo chiarire l'episodio delle macchine danneggiate durante la partita.. Gli autori di questo gesto "vile" e che con la mentalità ultras non ha nulla a che fare, non sono da ricercarsi tra i gruppi organizzati della tifoseria neroverde, ma bensì sono da attribuire ad alcuni "cani sciolti" che di ultras non hanno assolutamente nulla!!
Prendiamo quindi le distanze da tali personaggi, ribadendo che noi siamo totalmente estranei a questi fatti e che provvederemo "a modo nostro" a fargliela pagare salata!
Per quanto riguarda la reazione GIUSTIFICATA dei supporters dorici e degli scontri che ne sono seguiti non diciamo altro che siamo ultras e quindi li accettiamo di buon grado.. date o prese che siano! Concludiamo dicendo che con i tifosi Anconetani non ci sarà nessun tipo di rancore in quanto riteniamo pienamente GIUSTIFICATA la loro reazione, se non fosse x quelle armi improprie che sono spuntate in uno scontro che già li vedeva in netta superiorità....
...CHI C'ERA SA!!!
Un saluto a chi combatte x il proprio credo con lealtà e coraggio..
Head Out e Combat 18 Sassuolo
Con questo comunicato intendiamo chiarire l'episodio delle macchine danneggiate durante la partita.. Gli autori di questo gesto "vile" e che con la mentalità ultras non ha nulla a che fare, non sono da ricercarsi tra i gruppi organizzati della tifoseria neroverde, ma bensì sono da attribuire ad alcuni "cani sciolti" che di ultras non hanno assolutamente nulla!!
Prendiamo quindi le distanze da tali personaggi, ribadendo che noi siamo totalmente estranei a questi fatti e che provvederemo "a modo nostro" a fargliela pagare salata!
Per quanto riguarda la reazione GIUSTIFICATA dei supporters dorici e degli scontri che ne sono seguiti non diciamo altro che siamo ultras e quindi li accettiamo di buon grado.. date o prese che siano! Concludiamo dicendo che con i tifosi Anconetani non ci sarà nessun tipo di rancore in quanto riteniamo pienamente GIUSTIFICATA la loro reazione, se non fosse x quelle armi improprie che sono spuntate in uno scontro che già li vedeva in netta superiorità....
...CHI C'ERA SA!!!
Un saluto a chi combatte x il proprio credo con lealtà e coraggio..
Head Out e Combat 18 Sassuolo
8 novembre 2005
Comunicato VikingJuve sui fatti di Milan-Juve
Abbiamo aspettato la conclusione della vicenda, per spiegare l'evolversi
dei fatti , riguardanti l'esposizione dei nostri bandieroni in curva
del milan, in occasione della partita milan-juve del 29/11/05.
Con noi, le parole, seguono i fatti !!!
Eravamo in partenza per la trasferta di Lecce, sabato 22 novembre e nel caricare i furgoni col materiale del gruppo, abbiamo dimenticato per terra lo zainetto contenente i due bandieroni, successivamente TROVATI ed ESPOSTI dai milanisti !!!
Cosa più ignobile e miserabile, sarebbe, se qualcuno "avesse contribuito" allo smarrimento ed al ritrovamento dei bandieroni, spinto da ragioni politiche, come qualcuno ha ipotizzato ! Fino a prova contraria quest'ipotesi non verrà presa seriamente in considerazione.
In occasione della partita milan-juve del 29 nov, con stupore e disgusto, constatavamo che nella loro curva venivano esposti i nostri bandieroni, cosa che mai ci saremmo aspettati, in quanto, le regole mai scritte dell'onore, prevedono che non ci si possa ne vantare di imprese mai fatte ne di esibire trofei mai conquistati !
Cosa che ci ha fatto "ancor di più arrabbiare", è che in curva del milan, circolava la voce, "che eravamo scappati abbandonando i nostri vessilli", accusa non vera ed infamante !!!
Non è nella nostra mentalità scappare o abbandonare i nostri vessilli.
In 20 anni di storia, che compiremo ad ottobre 2006, nessuno può vantarsi di averci MAI sottratto ne bandiere ne striscioni !!!
Dopo il loro gesto, poco "ULTRAS", di esporre le bandiere TROVATE, era stato chiesto ad alcuni esponenti del tifo rossonero di farci riavere entro 3 giorni i bandieroni, in quanto non conquistati e vergognosamente esibiti.
Scaduti i 3 giorni e davanti al loro silenzio, ci abbiamo pensato noi e ci siamo "trovati in mano" il loro striscione FOSSA.
Il giorno seguente, la DIGOS milanese, esegue delle perquisizioni in casa di alcuni ragazzi del gruppo, in cerca dello striscione della FOSSA.
I responsabili del gruppo VIKING JUVE MILANO, vengono convocati in questura con l'accusa di rapina, in quanto, a dir della polizia di stato, c'è una denuncia nei nostri confronti, con un'indagine in corso per rapina a mano armata. In più minacciarono che chiunque avesse esposto, in qualsiasi momento e/o in qualsiasi posto, questo pezzo di stoffa rossonera, sarebbe stato arrestato con la stessa accusa.
Il nostro intento, come precedentemente detto, era di tornare in possesso dei nostri bandieroni, cosa infine avvenuta, grazie al nostro spirito guerriero e mai domo.
Questo sia di monito per chiunque, in futuro, pensi di infamarci con menzogne gratuite ed azioni non da uomini.
A NOI ! MOLLATECI
Il direttivo VIKING JUVE MILANO
Con noi, le parole, seguono i fatti !!!
Eravamo in partenza per la trasferta di Lecce, sabato 22 novembre e nel caricare i furgoni col materiale del gruppo, abbiamo dimenticato per terra lo zainetto contenente i due bandieroni, successivamente TROVATI ed ESPOSTI dai milanisti !!!
Cosa più ignobile e miserabile, sarebbe, se qualcuno "avesse contribuito" allo smarrimento ed al ritrovamento dei bandieroni, spinto da ragioni politiche, come qualcuno ha ipotizzato ! Fino a prova contraria quest'ipotesi non verrà presa seriamente in considerazione.
In occasione della partita milan-juve del 29 nov, con stupore e disgusto, constatavamo che nella loro curva venivano esposti i nostri bandieroni, cosa che mai ci saremmo aspettati, in quanto, le regole mai scritte dell'onore, prevedono che non ci si possa ne vantare di imprese mai fatte ne di esibire trofei mai conquistati !
Cosa che ci ha fatto "ancor di più arrabbiare", è che in curva del milan, circolava la voce, "che eravamo scappati abbandonando i nostri vessilli", accusa non vera ed infamante !!!
Non è nella nostra mentalità scappare o abbandonare i nostri vessilli.
In 20 anni di storia, che compiremo ad ottobre 2006, nessuno può vantarsi di averci MAI sottratto ne bandiere ne striscioni !!!
Dopo il loro gesto, poco "ULTRAS", di esporre le bandiere TROVATE, era stato chiesto ad alcuni esponenti del tifo rossonero di farci riavere entro 3 giorni i bandieroni, in quanto non conquistati e vergognosamente esibiti.
Scaduti i 3 giorni e davanti al loro silenzio, ci abbiamo pensato noi e ci siamo "trovati in mano" il loro striscione FOSSA.
Il giorno seguente, la DIGOS milanese, esegue delle perquisizioni in casa di alcuni ragazzi del gruppo, in cerca dello striscione della FOSSA.
I responsabili del gruppo VIKING JUVE MILANO, vengono convocati in questura con l'accusa di rapina, in quanto, a dir della polizia di stato, c'è una denuncia nei nostri confronti, con un'indagine in corso per rapina a mano armata. In più minacciarono che chiunque avesse esposto, in qualsiasi momento e/o in qualsiasi posto, questo pezzo di stoffa rossonera, sarebbe stato arrestato con la stessa accusa.
Il nostro intento, come precedentemente detto, era di tornare in possesso dei nostri bandieroni, cosa infine avvenuta, grazie al nostro spirito guerriero e mai domo.
Questo sia di monito per chiunque, in futuro, pensi di infamarci con menzogne gratuite ed azioni non da uomini.
A NOI ! MOLLATECI
Il direttivo VIKING JUVE MILANO
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