22 marzo 2021

Comunicato Fedelissimi e Q.d.s.s.

 

Siamo stati mesi a chiederci: “Ma il campionato riparte? E se riparte, facciamo finta che nulla sia successo – al netto della pandemia, dei morti, dei ricoverati in terapia intensiva, delle zone rosse, gialle, arancioni, arancio-rinforzato ecc. – o ne traiamo un minimo di riflessione per capire chi siamo, dove vogliamo andare e, soprattutto, come ci poniamo nel contesto di uno scenario sociale e drammatico come quello attuale?”.

Ora che il momento fatidico della ripartenza è arrivato, dobbiamo rispondere a queste domande. Ma, per farlo, dobbiamo tornare indietro, ai mesi di settembre e ottobre dell’anno passato.

La stagione di Eccellenza laziale 2020/21, nonostante le porte chiuse, sembrava dovesse svolgersi “regolarmente”. Tre gironi (prima volta nella storia del massimo campionato regionale), 34 partite davanti a noi, poche promozioni, tante retrocessioni.

In un contesto, almeno allora, “quasi normale”, ci siamo detti che in maniera “quasi normale” potevamo seguire: recinzione esterna del Francesca Gianni in casa, come capita in trasferta. Ma sempre presenti, al netto degli effettivi.

Tutto questo, prendendoci sempre le nostre responsabilità e anche dei rischi di “incontri poco piacevoli”, e non parliamo dei tifosi avversari). E, a proposito di tali incontri, l’ultima trasferta, in quel di Pomezia, ci aveva già fatto capire che non sempre la ruota della fortuna avrebbe girato dalla nostra parte. Poi, è arrivata l’interruzione di campionato e la conseguente attesa di capire cosa ne sarebbe stato della stagione calcistica. Che, nel frattempo, è stata sempre meno una priorità nella vita di tutti noi.

Di sicuro, tutto pensavamo tranne che oggi, nel mese di marzo 2021, potessimo rivivere i lockdown, le emergenze sanitarie continue, le limitazioni della libertà personale. In tutto ciò, aggiungiamoci una ripartenza ostinata e contro ogni logica di un campionato che, nonostante sia stato dichiarato di “Interesse nazionale”, interessa veramente a pochi.

Un mini-torneo improvvisato con 11 squadre a girone (nell’eccellenza laziale ben 15 hanno rinunciato), senza gare di andata e ritorno, senza la sicurezza di arrivare alla fine, senza garanzia di regolarità.

Date tutte queste premesse, una parte della tifoseria (“Quelli del secolo scorso” più una buona parte di componenti che hanno superato gli “anta” o vi sono vicini) ha deciso quanto segue:

Non verrà attuata nessuna forma di tifo e di aggregazione per tutto il resto del campionato, riservandoci, per la prossima stagione, di capire se vi saranno le condizioni per poter tornare a tifare come ci è sempre piaciuto.

Per far sentire la presenza alla squadra, una nostra delegazione di non più di quattro persone, lascerà uno striscione tematico o di incitamento in casa e in trasferta, in un orario da definire a seconda delle regole in vigore sugli spostamenti (zone rosse, arancioni ecc. ecc. ecc.).

Il presente comunicato non è firmato a nome dell’intera tifoseria; altri gruppi o singole persone, chiaramente, agiranno con la massima libertà e in base al proprio metro di giudizio.

La decisione verrà rivista solamente qualora si verifichino delle condizioni favorevoli al ritorno della normalità. E per normalità intendiamo il riappropriarci dei nostri spalti e della possibilità di aggregarci e assembrarci senza rischiare fastidiose conseguenze.

Fedelissimi e Q.d.s.s.