25 novembre 2003

Comunicato Sconvolts Mantova

I sempre più frequenti attacchi al nostro gruppo confezionati attraverso il sito della Curva Te ,la stampa locale e in alcuni casi quella nazionale,ci impongono il dovere di una spiegazione o quanto meno di replicare ad accuse insensate.
Ci assumiamo tutta la responsabilità dei fischi di domenica e cogliamo l'occasione per portare le nostre scuse alle famiglie delle vittime della missione in Iraq e nello stesso tempo al Mantova calcio punito con una assurda e discutibile sanzione.
Quello che non condividiamo è l'attacco ridicolo, duro e falso rivolto al nostro gruppo.Non abbiamo la pretesa di rappresentare questa Curva,ma di far parte del gruppo trainante che ha sempre lottato in prima linea mettendo davanti a tutto la propria dignità e soprattutto la propria "faccia".
Siamo inseriti in un contesto spesso ipocrita,fasullo di cui il mondo del calcio costituisce una delle massime espressioni. E' un mondo in cui chi fischia, sbagliando,nel corso di un minuto di silenzio,è accusato di essere un talebano,o un drogato o un soggetto pericoloso per la società; al contrario chi gestisce società di calcio con bilanci falsi,non pagando tasse e stipendi, drogando giocatori (che in alcuni casi trovano la morte a fine carriera) confezionando decreti per salvare il mondo del pallone è soggetto da tenere nella massima considerazione,che comunque lavora per un bene collettivo, la cui squadra non può subire la squalifica del campo.
Veniamo condannati per un errore di pensiero,per aver manifestato nel posto sbagliato ,nel momento sbagliato,nel modo sbagliato, un'idea,per non essersi confrontati con gli altri gruppi presenti in curva.
Ripetiamo,ci assumiamo le responsabilità dell'errore commesso,che ha visto protagonisti alcuni membri degli Sconvolts,ma non solo. I fischi non erano certo indirizzati ale vittime o alle loro famiglie ma erano essenzialmente rivolti a chi spesso ha gestito l'ordine pubblico senza il rispetto delle persone e senza la piena conoscenza dei fatti.
Le uniche cose che chiediamo sono di:
1) non essere confusi con tifosi che utilizzano la curva per fini personali ,oppure che vendono il materiale per finanziarsi droghe e divertimenti. Chi crede questo è pregato di identificarsi ,ma soprattutto deve essere in grado di sostenere un confronto con tanto di prove e testimonianze.
2)di essere valutati per tutto quello che il gruppo Sconvolts ha fatto in questi numerosi anni di presenza in curva,per far sì che le diffide,le trasferte,le riunioni ,le coroegrafie non vengano dimenticate con troppa fretta e superficialità .
Ci riteniamo tifosi ultras del Mantova calcio,rappresentiamo la parte sana del tifo quella che non ha mai chiesto niente a nessuno ,che non accetta compromessi,che ha sempre pagato ,in prima persona,per gli errori commessi,si è sempre battuta per il mondo ultras ,ambiente che qualcuno sta cercando di massacrare ed eliminare in quanto scomodo e spesso e volentieri sostenitore della verità,dell'onestà e della coerenza qualità che nel mondo attuale stanno diventanto merce introvabile.
Nel ribadire le nostre scuse e nell'ammettere l'errore commesso speriamo che da qualche parte ci sia qualcuno che trovi la forza di smentire o ritirare le parole infamanti gettateci addosso,sarebbe un atto quantomeno dovuto.

SCONVOLTS MANTOVA