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26 aprile 2021
25 aprile 2021
22 aprile 2021
Fieri Fossato sulla SuperLega
Stupiti dalla notizia della Superlega? Per quanto ci riguarda, assolutamente no.
Sono anni, infatti, che raccontiamo di un sistema che ha palesemente anteposto il puro business ai valori propri dello sport, perché la crisi del calcio non è di nascita recente ma ha radici profondissime. Ma come sempre, quando a lanciare certi moniti è il mondo ultras, a livello mediatico e di opinione pubblica è esercizio comune etichettarli negativamente e non dargli il giusto peso.
La mossa dei 12 club è stata soltanto la punta dell’iceberg di questo processo. Una VERGOGNA che non si potrà mai cancellare né dimenticare, sebbene alcune società abbiano fatto immediatamente marcia indietro provando a pulirsi la coscienza con tanto di scuse verso i tifosi e il progetto sia conseguentemente naufragato sul nascere.
La nostra posizione è netta: queste squadre meriterebbero la radiazione dai propri campionati.
Stessa VERGOGNA che dovrebbero provare anche FIFA, UEFA, Federazioni e Presidenti delle altre società che in queste ore hanno recitato la parte delle vittime, utilizzando la scusa della mancanza di rispetto verso i tifosi per denigrare un progetto che in realtà li avrebbe colpiti soltanto nel portafoglio.
Oggi questi signori che comandano il calcio gridano allo scandalo, ma siamo così sicuri che a breve non si siederanno ad un tavolo coi 12 club “dissidenti” per raggiungere un accordo che andrà a soddisfare pienamente ambo le parti?
Proprio loro ci vengono a parlare di diritti dei tifosi quando in questi anni hanno svenduto la nostra passione in nome del profitto, consentendo in primis alle televisioni di stravolgere completamente i calendari secondo le loro esigenze; non mettendo un freno a situazioni pericolose come il sempre più influente ruolo dei procuratori e il conseguente aumento dei costi di cartellini e ingaggi che hanno portato alla situazione di collasso economico odierna; creando regole farlocche come il Financial Fair Play, progetto decaduto dopo evidenti disparità di applicazione. Potremmo andare avanti per ore.
L’ipocrisia stessa dei Presidenti che piangono miseria per la mole di debiti accumulata ci disgusta, ma non da oggi.
Da anni ci battiamo perché il calcio torni ai fasti degli anni ’80, dove esisteva una vera competizione basata sul merito – sia a livello nazionale che europeo – e le belle favole come il Leicester campione d’Inghilterra rappresentavano non una rara eccezione che suscitava clamore, ma la normalità.
Gli strumenti per tornare a quel calcio esistono: salary cap, stop ai procuratori, riforma dei campionati con riduzione del numero di squadre partecipanti, riforma delle coppe europee tornando al format anni ’80, riduzione del numero di stranieri consentiti in rosa con conseguente valorizzazione dei settori giovanili e investimenti nelle strutture. Queste dovrebbero essere le proposte necessarie per riportare il calcio al suo splendore e per rimettere i tifosi al centro di tutto, eppure chi gestisce istituzionalmente il calcio non le prenderà mai in considerazione perché la macchina del profitto dovrà continuare a macinare denaro e il pensiero di provare a ridurre i costi non li sfiorerà minimamente.
Quindi, cari ipocriti del cazzo, non veniteci a parlare di valori, di sogni, di passione e di rispetto verso i tifosi: queste parole le avete irrimediabilmente cancellate dal vostro vocabolario da oltre 20 anni. Piuttosto, fatevi un bell’esame di coscienza e provate a guardarvi allo specchio…. sempre che ci riusciate!
Per chi volesse approfondire la nostra posizione sul tema Superlega, nel 2016 avevamo già lanciato l’allarme tramite questo articolo che vi riproponiamo al seguente link:
http://www.fierifossato.it/super-lega-apoteosi-del-calcio-moderno/#more-115
21 aprile 2021
20 aprile 2021
Curva Sud Milano : Sulla SuperLega...
Mentre la stagione calcistica si avvia alla conclusione, sul mondo del pallone si è abbattuta la tempesta chiamata Super League, una competizione fortemente voluta dalle squadre europee più blasonate, in aperto contrasto con le politiche della UEFA.
Un vero e proprio terremoto nell’ambiente calcio, che inevitabilmente ci riguarda da vicino dato che il nostro Milan rientra in quella dozzina di societá “scissioniste”, che intendono dare vita a questa nuova competizione europea.
Tanto veloce quanto scontata e pressapochista è arrivata la reazione delle varie componenti istituzionali calcistiche ma anche politiche, con capi di governo, vertici delle varie federazioni nazionali ed internazionali e dirigenti dei club di tutta europa, che non hanno perso tempo a scagliarsi con veemenza contro le componenti di questa nuova Lega, minacciando pesanti sanzioni al grido de “il calcio è della gente”.
Onestamente, che tutti i signori della stanza dei bottoni adesso mettano al primo posto noi tifosi ci fa molto sorridere.
Quella della Super League è solo l’ultima di innumerevoli manovre ormai in atto da decenni, che hanno portato il calcio a diventare un business. Certamente la nascita di questa nuova competizione sarebbe l’ennesima spallata al calcio di una volta che è ormai solo un lontano ricordo, ed inevitabilmente finirà per oscurare il fascino e la tradizione dei vari campionati nazionali, privando il calcio dall’imprescindibile principio della meritocrazia sportiva.
Ma la cosa che ci fa ancora più indignare è l’ipocrisia di tutti coloro che hanno contribuito a rendere questo sport solo un business, i quali oggi insorgono in nome dei tifosi, ma semplicemente in quanto vedono rompersi quel giocattolo tanto remunerativo che pensavano intoccabile.
Il calcio è stato della gente fino agli anni 90, quando nacque la Champions League a discapito della vecchia coppa campioni: da quel momento si è iniziato a scavare quel solco incolmabile tra grandi e piccole società.
Il calcio era della gente anche quando non è stato mosso dito per frenare il caro biglietti imposto da alcuni presidenti.
Il calcio era della gente anche quando non si è fatto nulla per ostacolare l’inarrestabile ascesa dei procuratori, i quali hanno portato gli ingaggi dei calciatori a cifre sempre più astronomiche, sostenibili solo grazie agli introiti dei diritti televisivi, quelle TV che hanno poi imposto calendari sempre più serrati, con partite in giorni ed orari assolutamente improbabili.
Il calcio era della gente anche quando sono state introdotte norme volte a vietare qualsiasi tipo di rapporto tra giocatori e tifosi.
Il calcio era della gente anche quando le finali di supercoppa venivano giocate in altri continenti o le date di alcune partite venivano modificate a pochi giorni della disputa, a discapito di tifosi che magari avevano già provveduto ad acquistare biglietti di treni o aerei per presenziare allo stadio.
Il calcio era della gente anche quando alcuni presidenti molto influenti in Lega, affermavano apertamente che nonostante il conseguimento del risultato sportivo, ad alcuni club con scarso bacino d’utenza sarebbe stato opportuno impedire di giocare in serie A.
Il calcio era della gente anche quando ad alcune società è stato permesso di aggirare il fair play finanziario, mentre altre con padroni meno influenti venivano penalizzate.
Il calcio era della gente anche quando con ogni mezzo si è deciso di assegnare il mondiale 2022 al Qatar, nonostante ciò comporti la disputa della rassegna iridata a novembre con conseguente stravolgimento del calendario dei club. Lo stesso Qatar oltretutto, sotto accusa per le innumerevoli violazioni dei diritti umani nei confronti dei lavoratori che hanno contribuito alla costruzione degli stadi, spesso in condizioni di lavoro disumane e che ha causato circa 6.500 vittime sul lavoro. Ecco, fa specie che ciò abbia lasciato indifferente la FIFA, solitamente sempre molto attenta alle tematiche sociali, anche se sorge spontaneo il dubbio che lo sia solo quando le fa comodo…
Potremmo elencare molti altri esempi per dimostrare l’assoluta incoerenza nelle parole di queste ore da parte dei vertici del calcio, rispetto all’operato svolto per decenni, il quale ha portato il calcio a diventare da gioco popolare a puro strumento del più sfrenato business.
Il calcio andava rivisto dalle fondamenta a tutti i livelli, federazioni, società, dirigenti, giocatori già molto tempo fa.
La Super League è solo l’ennesima porcheria, ma chi ha portato il calcio a questo punto di quasi non ritorno non è da meno quindi evitateci squallidi teatrini di retorica e moralità.
Adesso che i soldi stanno finendo, scornatevi fra di voi, ma non azzardatevi a nominare i tifosi.
PORCI!
Curva Sud Milano – A.I.M.C.
19 aprile 2021
Ultras Brescia 1911 "Super Lega o Super Cazzola ?"
Vista l’eco mediatica avuta dalla notizia in queste ore, tutti sapranno che la famigerata Superlega “minacciata” -ormai da anni- dai “grandi” Club europei è in dirittura di arrivo.
Alla faccia dei tifosi, naturalmente, e nonostante le ripetute smentite da parte degli interessati in tempi non sospetti.
Sì, perché dopo:
- avere cancellato tutte le tradizioni legate alla Maglia che hanno fatto grande e soprattutto popolare questo sport;
- avere fatto fallire/sprofondare decine di società storiche e blasonate;
- avere svenduto le anime (la loro e quella dei tifosi) alle televisioni a pagamento;
- avere svuotato gli stadi (ben prima del covid) e averli ridotti a salotti costosi e asettici;
- avere trasformato i tifosi in meri clienti senza diritti e senza opinioni;
- avere ripreso i campionati nonostante la situazione drammatica (causa covid) e i tantissimi pareri contrari;
- avere dato fondo a tutte le loro in-capacità manageriali per affossare il gioco più bello e ricco del mondo;
dopo tutto questo e molto altro ancora, gli stessi Club (su tutti quello dei famelici… “agnelli”) che fino a oggi avevano convertito il calcio italiano a seconda delle proprie esigenze e dei propri interessi, decidono di aprire una nuova “Lega europea” a proprio uso e consumo.
Ora, non staremo troppo tempo ad analizzare schemi, costi e benefici relativi a questo progetto; basterà infatti spulciare qualche giornale per capirne la portata e l’aberrazione.
Ci piacerebbe piuttosto fare una semplice riflessione sul tanto decantato “calcio moderno”, in particolare quello “italiota”, che chiaramente ha fallito in maniera miserabile.
Iniziato verso la fine degli anni ottanta, e accelerato negli ultimi anni nonostante le proteste dei tifosi e le evidenti perdite sia a livello sociale, sia a livello economico, il calcio italiano ormai incarna soprattutto le ambizioni, i poteri e gli appetiti di pochi Club, che sulla carta dovrebbero essere ricchissimi e vincenti.
In realtà la maggior parte di loro è alla canna del gas, e negli ultimi anni sono stati anche -quasi- tutti eliminati prima delle fasi finali di ogni competizione europea.
Una situazione disastrosa e paradossale, frutto di scelte autonome (non condivise coi tifosi, per intenderci) e ostinate, dettate solo ed esclusivamente dalla brama di potere e di denaro e dalla superficialità dei soliti noti.
La verità è che non solo hanno dilapidato il potenziale sociale, storico ed economico ereditato dai vecchi presidenti di calcio, ma hanno sperperato perfino i miliardi di euro con cui sono stati ricoperti -in tanti campionati- dalle Pay-TV.
Come se non bastasse, ora si apprestano a distruggere anche quel poco che era rimasto…
Il covid, sia chiaro, ha velocizzato semplicemente questo processo rovinoso e -con ogni probabilità- senza ritorno, che i tifosi stanno denunciando ormai da tempo immemorabile.
E proprio questa accelerazione -per certi versi inaspettata- e i tanti debiti accumulati hanno “convinto” alcuni Club a stringere i tempi e intraprendere la strada “europea”, apparentemente in discesa.
Per quello che vale, noi pensiamo che il loro sia un grande errore; l’ennesimo.
Crediamo soprattutto che -in ordine di tempo- questa sia solo l’ultima decisione irrispettosa di una classe dirigente presuntuosa e maldestra.
Una vera e propria “casta”, che farebbe meglio a recuperare le proprie origini/tradizioni, nel rispetto di chi ha reso unico il calcio (e lo ha sempre vissuto con passione), e negli interessi di tutti.
Sapete, all’inizio di questa pandemia ci raccontavamo che ne saremmo usciti tutti migliori…
Beh, evidentemente non è così…
Ti seguo sempre anche se perdi sempre…
Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord
Brescia 19/04/2021
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