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28 aprile 2016

Comunicato per lo scioglimento dei Commandos Tigre

Ieri sera 25 aprile è successo quello che pensavamo non potesse mai succedere, abbiamo deciso di sciogliere i Commandos Tigre.
Viviamo questa scelta con dolore ma consapevoli che il gruppo non è più quello di una volta e dopo troppe vicissitudini, è arrivato il momento di prendere questa giusta quanto sofferta decisione.
Non abbandonero mai lo stadio ma semplicemente andro a vedere le partite con chi vorrà in altri settori.
Dopo 41 anni di trasferte, vittorie e delusioni, sarà dura non vedere più il nostro striscione che porteremo nel cuore di ognuno di noi!

Per sempre tigre

7 marzo 2016

Comunicato Curva Nord dell'Atalanta presentato alla Gazzetta dello Sport

Sabato 27 Febbraio 2016, sulle colonne del settimanale SportWeek allegato alla Gazzetta dello Sport è apparso un articolo a firma del Sig. Sebastiano Vernazza a commento di una manifestazione svoltasi a Bergamo promossa dalla tifoseria organizzata dell’Atalanta.
Il Sig.Vernazza non era presente alla manifestazione e non potendo raccontare i fatti, cosa che per altro ci pare dovrebbe essere alla base dei principi deontologici di chi esercita questa professione, ha dato spazio alla Sua personale visione delle cose.
Nel suo articolo ha posto l’accento sulla presenza alla manifestazione stessa di numerosi bambini ed ha citato, tra le altre cose, la frase di un ex calciatore “quando allenavo le giovanili sognavo una squadra di orfani” aggiungendoci la Sua personale conclusione: i genitori nel calcio che problema.

L’utilizzo della frase come paradosso in realtà cela l’evidente intento da parte del Sig.Vernazza di insinuare nella testa del lettore il concetto seguente : meglio dei bambini orfani piuttosto che con genitori che li accompagnano in manifestazioni stile quella di Bergamo.
L’autore dell’articolo si è avventurato sul terreno della sferaeducativa ed affettiva che sta alla base del rapporto tra genitori e figli. Ci appare grave ed irrispettoso verso chi ha manifestato e verso i lettori della Gazzetta stessa.

Ci permettiamo di far presente al Sig.Vernazza che portare i propri figli a manifestare per un’idea non significa condizionarli ma insegnar loro che per i propri ideali vale sempre la pena battersi, anche se qualcuno li considera, a torto o ragione, ideali di una minoranza.I Suoi attacchi al mondo Ultras sono cosa frequente, non Le piace il tifo organizzato, non Le piacciono gli Ultras ed in particolare non Le piace la nostra realtà: se ne faccia una ragione, c’eravamo, ci siamo e ci saremo sempre.
Una famosa locuzione latina recita: qui gladio ferit gladio perit.
Ed allora ci sia consentito di chiudere, a nostra volta con una citazione.

“ […] giornalisti avete troppa sete e non sapete approfittare delle libertà che avete, avete ancora la libertà di pensare ma quello non lo fate e in cambio pretendete la libertà di scrivere e di fotografare. Immagini geniali e interessanti di presidenti solidali e di mamme piangenti. E in questa Italia piena di sgomento come siete coraggiosi, voi che vi buttate senza tremare un momento […] . Voi vi buttate sul disastro umano col gusto della lacrima in primo piano...” (cit. G.Gaber)
CURVA NORD BERGAMO 1907

Qui l'articolo su Gazzetta.it con il comunicato del cdr.

2 marzo 2016

Comunicato Rude Boys 1989 Torino (Basket)

 La storica tifoseria dell’Auxilium Torino, i “Rude Boys”, ha diramato un comunicato in cui viene affronata la vicenda dello sputo partito dalla curva all'indirizzo di Kloof, che ha poi colpito White, e della contestazione avvenuta domenica nel finale di partita contro Varese.

“In seguito agli episodi accaduti al termine della gara interna con Varese, intendiamo con queste poche righe chiarire alcuni punti.
Sulla questione White è stato detto di tutto e di più dai soliti parolai di professione, sui vari media cartacei ed in giro per il web.
È stato un brutto gesto compiuto da uno di noi, ma il tutto è stato chiarito subito, con le scuse portate direttamente negli spogliatoi da un rappresentante del gruppo. Poi chi ci vuole marciare ci marci, i giuduzi morali li lasciamo ai professoroni, noi siamo beceri ed ignoranti, quindi ci limitiamo a scusarci con il giocatore ed a stringerci attorno ad uno di noi che ha perso le staffe 10 secondi, ma che con passione segue sempre ed ovunque la nostra amata Auxilium.
Per quello che riguarda l’avvenuta contestazione, ribadiamo quello che da sempre ci appartiene e che i più vecchi da sempre cercano di inculcare a chi si avvicina in curva. L’amore per la maglia, per il simbolo, per una storia. Noi vogliamo che chi veste quella canotta ne rispetti i colori. E rispetti la città che rappresentano e tutti i tifosi che la amano. Non è nostra abitudine contestare gratuitamente e chi ci conosce lo sa.
Il nostro striscione è stato presente nei campi più scalcinati che la gloriosa Auxilium ha dovuto vivere nella sua storia. Sempre e solo l’unico baluardo. L’unico sostegno.
Adesso il tempo delle chiacchiere è finito. Ora vogliamo vedere i fatti sul campo.
Lasciamo continuare a spettegolare ed indignarsi i giornalisti ed i moralizzatori del Web.
Noi torniamo a fare i fatti.
E anche domenica, come sempre, saremo sui gradoni dell’ennesimo palazzetto a sostenere la nostra passione.
Forza Auxilium. Forza Torino.
Rude Boys 1989 Torino”

Basket Torino, comunicato della tifoseria organizzata: lo sputo e la contestazione

La storica tifoseria dell’Auxilium Torino, i “Rude Boys”, ha diramato un comunicato in cui viene affronata la vicenda dello sputo partito dalla curva all'indirizzo di Kloof, che ha poi colpito White, e della contestazione avvenuta domenica nel finale di partita contro Varese.
“In seguito agli episodi accaduti al termine della gara interna con Varese, intendiamo con queste poche righe chiarire alcuni punti.
Sulla questione White è stato detto di tutto e di più dai soliti parolai di professione, sui vari media cartacei ed in giro per il web.
È stato un brutto gesto compiuto da uno di noi, ma il tutto è stato chiarito subito, con le scuse portate direttamente negli spogliatoi da un rappresentante del gruppo. Poi chi ci vuole marciare ci marci, i giuduzi morali li lasciamo ai professoroni, noi siamo beceri ed ignoranti, quindi ci limitiamo a scusarci con il giocatore ed a stringerci attorno ad uno di noi che ha perso le staffe 10 secondi, ma che con passione segue sempre ed ovunque la nostra amata Auxilium.
Per quello che riguarda l’avvenuta contestazione, ribadiamo quello che da sempre ci appartiene e che i più vecchi da sempre cercano di inculcare a chi si avvicina in curva. L’amore per la maglia, per il simbolo, per una storia. Noi vogliamo che chi veste quella canotta ne rispetti i colori. E rispetti la città che rappresentano e tutti i tifosi che la amano. Non è nostra abitudine contestare gratuitamente e chi ci conosce lo sa.
Il nostro striscione è stato presente nei campi più scalcinati che la gloriosa Auxilium ha dovuto vivere nella sua storia. Sempre e solo l’unico baluardo. L’unico sostegno.
Adesso il tempo delle chiacchiere è finito. Ora vogliamo vedere i fatti sul campo.
Lasciamo continuare a spettegolare ed indignarsi i giornalisti ed i moralizzatori del Web.
Noi torniamo a fare i fatti.
E anche domenica, come sempre, saremo sui gradoni dell’ennesimo palazzetto a sostenere la nostra passione.
Forza Auxilium. Forza Torino.
Rude Boys 1989 Torino”

9 febbraio 2016

Comunicato Atalanta Club Caravaggio

Siamo alla frutta!
L’Atalanta Club Caravaggio (ad oggi 247 soci) grida forte BASTA alle lettura su L’Eco di Bergamo, con tanto di nomi e cognomi, dell’ennesimo episodio relativo a tifosi atalantini (al momento non condannati e pertanto innocenti) o altri episodi che in malafede legate al tifo atalantino, Curva Nord in primis, con il solo scopo di screditare un feudo con valori veri che ancora resiste, contro tutto e tutti, ad una realtà bigotta nella quale i problemi dominanti pare siano ultras, matrimoni fra omosessuali e moschee per musulmani anziché lo scempio di furti quotidiani e l’indignazione che ognuno di noi dovrebbe avere verso una sicurezza sempre più latente...
Mai un articolo contro il Sistema, il domandarsi perché a certe tifoserie viene permesso di presentarsi a Bergamo con tessere del supermercato (carta away) o tdt false o contraffate con tanto di coltelli, chiavi inglesi e bombe carte sin dentro lo stadio mentre a noi vengono impedite trasferte, seppur in possesso di regolare tdt, ed i nostri bambini vengono perquisiti come fossero terroristi islamici... LA NOTIZIA sono gli SCONTRI post partita, NON CHI LI FOMENTA, chi li vuole, chi lo spera per buttare M addosso ad un popolo fedele e leale! L’obiettivo è denigrare, agire sulla mente dell’ignaro lettore al quale viene dato in pasto solo ciò che si vuol far passare!
Questo non è giornalismo, non è informazione! Dopo votazione democratica (esiste ancora fra le persone vere!) ci siamo trovati tutti uniti e d’accordo nel ritenere di dover prendere una netta distanza dal vs. giornale e, nel caso il Centro di Coordinamento Club Amici la pensasse come voi anche da loro! Il ns Club conta più di 50 bambini e noi tutti ci impegniamo, giorno dopo giorno, a crescere i nostri piccoli con la DEA nel cuore, con i colori neroblu cuciti addosso, "di padre in figlio!"... Se oggi i nostri figli sono atalantini al 101% lo dobbiamo ad iniziative vere, iniziative di demoniaci ultras (fra i quali quello da voi disegnato come l’orco, il solo ed unico male della città, il Bocia, lo stesso orco con il quale i nostri bambini giocano e scherzano) quali Festa della DEA, Torneo "Amici Scomparsi", mangiate benefiche al Covo e non sicuramente al vs. giornale o alla maglietta regalata alla nascita dalla Società Atalanta!!!

Così non si può continuare gente... Ognuno di noi si potrebbe domani trovare con nome e cognome spiattellato in prima pagina per una banale stupidata personale solo per il fatto di avere una sciarpa Curva Nord al collo! Una volta Curva e Club viaggiavano su binari differenti ma paralleli, oggi il secondo viaggia parallelo quando fa comodo salvo separarsi alla prima curva quando scomodo! Noi no!!! NOI VOGLIAMO VIAGGIARE PARALLELI CON I NOSTRI AMICI, nel bene e nel male, gioire ed imprecare con loro, siamo un popolo, siamo TUTTI ATALANTINI!!!
Noi le spalle agli Amici non le voltiamo, tendiamo una mano, 2 se servono! Nel ns Club ci sono bambini ed anziani, ceti sociali diversi, dal cassaintegrato al manager, dall’operaio all’imprenditore, gente che allo stadio "abita" in Nord, Sud, Parterre, Tribuna... gente che allo stadio non ci può andare per errori commessi in giovane età beniamini dei ns. piccoli perché loro preferiti compagni di gioco! Ma tutti noi siamo Amici, abbiamo un sentimento che ci lega, l’AMORE PER LA DEA!!!
Noi ci sentiamo orgogliosamente "FIGLI DI BERGAMO" e come tali ci sentiamo in dovere di difendere la nostra gente, umile e lavoratrice, la nostra città! Tutti i Club Amici anziché tacere dovrebbero prendere posizione, apriamo gli occhi!!! Spariremo come Club??? No Signori, nessuno potrà farci sparire!!! NOI SIAMO IL POPOLO DELLA DEA, sia essa in Serie A o in Lega PRO, nessuno potrà imporci di non poter ANDARE ALLA ‘TALANTA!!! C’eravamo, ci siamo e ci saremo!
SI all’INFORMAZIONE, NO alla DISINFORMAZIONE!!! + GIORNALI - CARTA STRACCIA!!!
A GHE’ DOMA L’ATALANTA
TOT OL REST AL VANSA

3 febbraio 2016

Comunicato Curva Nord Bergamo

BASTA FANGO SULLA CURVA NORD
Con il cuore scriviamo queste parole perché siamo davvero delusi e allo stesso tempo rabbiosi per il trattamento mediatico subito in queste settimane. Vogliamo partire fugando ogni dubbio, non sappiamo se i 10 ragazzi siano innocenti o colpevoli, questo lo deciderà solamente la Magistratura. Se saranno ritenuti colpevoli pagheranno e con le leggi speciali in vigore ne subiranno le conseguenze due volte, prima da cittadini poi da tifosi. Se invece verranno dichiarati innocenti, in molti dovranno scusarsi con queste persone. Crediamo di essere stati chiari, questo è il nostro pensiero.
Il nostro stato d'animo è cambiato molto in questi ultimi giorni, sopratutto quando abbiamo letto dell'accostamento spaccio di droga – Curva. Qui non ci stiamo e vogliamo immediatamente prendere una posizione chiara ma molto decisa. Qui nessuno di noi ha l'aureola in testa, non siamo santi ma ci fa bruciare il sangue venire accostati ad una situazione che nella nostra Curva Nord non è mai accaduta, l'approfittare dell'Atalanta per fini personali. Del nostro mondo fanno parte migliaia di persone di qualsiasi estrazione sociale, idea politica e modo di pensare, ma ci siamo sempre trovati insieme, in Curva abbracciati al gol o commuovendoci per ricordare chi ci guarda da lassù. Ognuno è responsabile della propria vita e si prende le proprie responsabilità ma MAI, ripetiamo, MAI a nessuno è stato permesso di usare questa storia bellissima per i propri fini. Accostare un sentimento cosi bello, cosi pulito, come amare e sostenere la squadra della propria città a situazioni come lo spaccio di droga questo ci fa davvero incazzare. Perché in quasi 45 anni di tifo organizzato a Bergamo solo noi sappiamo quante persone, grazie all'aggregazione e all'amicizia abbiamo salvato da questa piaga sociale, soprattutto negli anni '80 e '90. Solo noi sappiamo quanti ragazzi purtroppo abbiamo perso perché non frequentando più il gruppo sono ricascati. Ripetiamo ognuno della propria vita fa ciò che vuole ma è vergognoso cercare di portare la gente a pensare che questi ragazzi rifornivano la Curva. Anche loro se hanno sbagliato pagheranno, come prevede la legge, senza che una parte dei media inventi collegamenti o insinuazioni diffamanti verso un lavoro di anni e anni.
Con orgoglio ricordiamo a TUTTI che siamo figli di Bergamo, quanti sacrifici abbiamo fatto e continueremo a realizzare per quei colori che amiamo alla follia. Se abbiamo commesso degli errori, ripetiamo ancora una volta, pagheremo come la legge prevede ma non vogliamo che la Curva venga accostata alla criminalità, perché a tutto c'è un limite e alla nostra dignità non rinunceremo MAI!
CURVA NORD BERGAMO 1907

22 gennaio 2016

UNONOVEDUESEI, Il comunicato: "Repressione mirata"

Questo il comunicato del principale gruppo organizzato della Curva Fiesole ACF Unonoveduesei in seguito alla denuncia da parte della Digos di 12 tifosi viola in seguito all'ultimo Napoli-Fiorentina: "Sembra ormai diventato una routine, il fatto che la digos sezione tifoserie di Firenze dispensi denunce e diffide in modo arbitrario, secondo logiche che esulano da ogni diritto e tralasciando le prove, requisito indispensabile su cui almeno in teoria si dovrebbero basare provvedimenti del genere.
Stavolta è toccato a 12 ragazzi, convocati in questura per una notifica di una denuncia per dei fatti che risalgono all’ultimo Napoli-Fiorentina. Alla richiesta legittima di enunciare su quali basi i provvedimenti fossero stati emessi, vista la posizione dei ragazzi coinvolti è seguito un’imbarazzante silenzio e non poteva essere altrimenti.
I fatti sono questi: Dentro il settore ospiti di Napoli, in attesa di uscire a fine partita, centinaia di persone cantavano insieme come succede in ogni trasferta. Tra cori per la Viola, contro il Napoli e gli sfottò generali, gli unici a non averla presa bene sono stati gli agenti della digos di Firenze. Uno di loro si è sentito chiamato in causa e per dei normalissimi cori goliardici, che si sentono da sempre in ogni stadio, ha deciso di far partire delle denunce per oltraggio ed ingiuria a pubblico ufficiale verso 12 ragazzi. Come hanno fatto gli agenti a rintracciare la responsabilità oggettiva (di che cosa poi? Di cori di scherno?) di 12 individui che si trovavano in una folla di centinaia di persone che cantavano e saltavano? C’è da credere che non lo sappiano nemmeno loro. Ma non dovendo rendere conto a nessuno del loro operato, il problema per questi soggetti non si pone.
Ciò che deve colpire è la totale mancanza di controllo, l’impunità alla rovescia, che contraddistingue gli agenti della sezione tifoserie di Firenze. Non rendono conto a nessuno della loro autorità. Liberi di agire in base alle loro ripicche e ai loro progetti di guadagno. Chiedono risarcimenti con referti al limite dell’inverosimile. Utilizzano la loro posizione per una “resa dei conti” personale. Stilano verbali con informazioni fasulle, in base ai loro interessi. E’ una verità che non può più essere taciuta o messa da parte.
Ci troviamo davanti ad una repressione mirata, tesa a colpire il cuore organizzato del tifo viola, con mezzi meschini e abusi di potere. Di episodi, in questo senso, se ne sono susseguiti molti, troppi negli ultimi anni. Siamo stanchi di subire gli abusi di potere di soggetti frustrati che prendono soldi pubblici per sfogare la loro rabbia contro dei ragazzi.
A Firenze ci troviamo ad aver a che fare con dei pubblici ufficiali che festeggiano il record di daspo emessi in un anno, avendo il primato sulle altre questure d’Italia, scrivendone il numero su una bottiglia di spumante!
Poco importa a loro, se tante di quelle diffide decadono, dopo l’archiviazione dei processi per mancanza di prove. Gli unici a pagare saranno sempre i ragazzi, che con impegno e passione stanno portando avanti da anni il prestigio della curva, che non scordiamocelo, gode sempre del nome di “Curva Fiesole”.
A questi signori che si fanno belli sulle nostre spalle non chiediamo niente. L’unico “rapporto” che intratteniamo con loro è quello legale, curato dai nostri avvocati.
Ci rivolgiamo invece a tutta la tifoseria viola: Il tifo organizzato, rappresentato dal nostro gruppo, che sta al centro della Curva Fiesole, sta subendo un attacco senza precedenti. Quando vi chiedete perché lo stadio non è più quello di un tempo, occorre che teniate presente, tra le varie cause, anche e soprattutto quella della repressione.
In questi casi non c’è bisogno di un grande sforzo, occorre solo fermarsi un attimo a riflettere ed esprimere solidarietà concreta ai ragazzi.
Per attivare questa riflessione in tutti i tifosi viola presenti allo stadio, comunichiamo che per i primi 30 minuti del primo tempo, lo spazio centrale della curva, quello del tifo pulsante, resterà vuoto. Così come senza striscioni saranno la vetrata e la balaustra. Questo per rendere evidente e manifesto il progetto di lor signori: quello di eliminare la passione viscerale che contraddistingue da sempre la Curva Fiesole e i suoi Ultras. Quello di tagliar fuori un gruppo di ragazzi che si sono presi l’impegno di portare avanti un modo di essere. Quello di ridurre lo stadio a luogo di intrattenimento, dove al massimo si può battere le mani a tempo e mangiare pop corn.
Al trentesimo minuto del primo tempo, ognuno ai suoi posti a tifare per la Fiorentina, deve essere una bolgia: Per gridare che i loro provvedimenti non fermano la nostra passione.
Ultras Liberi
Tutti Liberi
Unonoveduesei"

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