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23 gennaio 2016
22 gennaio 2016
UNONOVEDUESEI, Il comunicato: "Repressione mirata"
Stavolta è toccato a 12 ragazzi, convocati in questura per una notifica di una denuncia per dei fatti che risalgono all’ultimo Napoli-Fiorentina. Alla richiesta legittima di enunciare su quali basi i provvedimenti fossero stati emessi, vista la posizione dei ragazzi coinvolti è seguito un’imbarazzante silenzio e non poteva essere altrimenti.
I fatti sono questi: Dentro il settore ospiti di Napoli, in attesa di uscire a fine partita, centinaia di persone cantavano insieme come succede in ogni trasferta. Tra cori per la Viola, contro il Napoli e gli sfottò generali, gli unici a non averla presa bene sono stati gli agenti della digos di Firenze. Uno di loro si è sentito chiamato in causa e per dei normalissimi cori goliardici, che si sentono da sempre in ogni stadio, ha deciso di far partire delle denunce per oltraggio ed ingiuria a pubblico ufficiale verso 12 ragazzi. Come hanno fatto gli agenti a rintracciare la responsabilità oggettiva (di che cosa poi? Di cori di scherno?) di 12 individui che si trovavano in una folla di centinaia di persone che cantavano e saltavano? C’è da credere che non lo sappiano nemmeno loro. Ma non dovendo rendere conto a nessuno del loro operato, il problema per questi soggetti non si pone.
Ciò che deve colpire è la totale mancanza di controllo, l’impunità alla rovescia, che contraddistingue gli agenti della sezione tifoserie di Firenze. Non rendono conto a nessuno della loro autorità. Liberi di agire in base alle loro ripicche e ai loro progetti di guadagno. Chiedono risarcimenti con referti al limite dell’inverosimile. Utilizzano la loro posizione per una “resa dei conti” personale. Stilano verbali con informazioni fasulle, in base ai loro interessi. E’ una verità che non può più essere taciuta o messa da parte.
Ci troviamo davanti ad una repressione mirata, tesa a colpire il cuore organizzato del tifo viola, con mezzi meschini e abusi di potere. Di episodi, in questo senso, se ne sono susseguiti molti, troppi negli ultimi anni. Siamo stanchi di subire gli abusi di potere di soggetti frustrati che prendono soldi pubblici per sfogare la loro rabbia contro dei ragazzi.
A Firenze ci troviamo ad aver a che fare con dei pubblici ufficiali che festeggiano il record di daspo emessi in un anno, avendo il primato sulle altre questure d’Italia, scrivendone il numero su una bottiglia di spumante!
Poco importa a loro, se tante di quelle diffide decadono, dopo l’archiviazione dei processi per mancanza di prove. Gli unici a pagare saranno sempre i ragazzi, che con impegno e passione stanno portando avanti da anni il prestigio della curva, che non scordiamocelo, gode sempre del nome di “Curva Fiesole”.
A questi signori che si fanno belli sulle nostre spalle non chiediamo niente. L’unico “rapporto” che intratteniamo con loro è quello legale, curato dai nostri avvocati.
Ci rivolgiamo invece a tutta la tifoseria viola: Il tifo organizzato, rappresentato dal nostro gruppo, che sta al centro della Curva Fiesole, sta subendo un attacco senza precedenti. Quando vi chiedete perché lo stadio non è più quello di un tempo, occorre che teniate presente, tra le varie cause, anche e soprattutto quella della repressione.
In questi casi non c’è bisogno di un grande sforzo, occorre solo fermarsi un attimo a riflettere ed esprimere solidarietà concreta ai ragazzi.
Per attivare questa riflessione in tutti i tifosi viola presenti allo stadio, comunichiamo che per i primi 30 minuti del primo tempo, lo spazio centrale della curva, quello del tifo pulsante, resterà vuoto. Così come senza striscioni saranno la vetrata e la balaustra. Questo per rendere evidente e manifesto il progetto di lor signori: quello di eliminare la passione viscerale che contraddistingue da sempre la Curva Fiesole e i suoi Ultras. Quello di tagliar fuori un gruppo di ragazzi che si sono presi l’impegno di portare avanti un modo di essere. Quello di ridurre lo stadio a luogo di intrattenimento, dove al massimo si può battere le mani a tempo e mangiare pop corn.
Al trentesimo minuto del primo tempo, ognuno ai suoi posti a tifare per la Fiorentina, deve essere una bolgia: Per gridare che i loro provvedimenti non fermano la nostra passione.
Ultras Liberi
Tutti Liberi
Unonoveduesei"
7 gennaio 2016
Pisa: comunicato Curva Nord "Maurizio Alberti"
I Gruppi della Nord
21 dicembre 2015
Comunicato TO Genoa, gli striscioni tornano e...
Vogliamo i fatti, nessuno deve più solamente parlare! E dai fatti concreti vogliamo ripartire anche noi!
Quest'estate avevamo chiesto rispetto dopo l'ennesima buffonata della società in seguito alla mancata licenza Uefa.
Ci siamo privati dei nostri striscioni e dei nostri simboli impressi sulle bandiere, vitali per noi almeno quanto la maglia del Genoa, per lanciare un segnale forte e per cercare di ottenere quel riscatto da chi ha infranto e tradito il sogno europeo del Grifone.
Ad oggi, non solo la mancanza di rispetto da noi pretesa continua, ma anche i risultati sportivi sono venuti a mancare. Un fallimento completo!
Ora ci ritroviamo alla vigilia di un derby con: una squadra allo sbando; una società completamente in tilt; un allenatore narciso ed avido nello sfruttare ogni occasione per aumentare il suo ingaggio; un Enrico Preziosi che non sa più cosa promettere per apparire nella sua veste di presidente mediatico, ma già sostituito nelle speranze future della società rossoblu.
La Tifoseria Organizzata del Genoa dice basta a questo spettacolo indecoroso, fatto di presuntuosi scaricabarile e di mercanti in fiera. Il Genoa merita serietà, una programmazione societaria e obiettivi sportivi veri.
Così come anche chiesto da capitan Burdisso in settimana per mezzo stampa, non ci tireremo indietro e staremo al fianco dei nostri ragazzi per uscire da questo tunnel insieme.
Abbiamo preso la decisione di far ritornare striscioni e bandiere in tutto lo stadio, per non lasciare da sola la squadra e per dimostrarle la nostra vicinanza, per risollevare il grande Genoa da questa situazione imbarazzante.
Noi ci metteremo come sempre il massimo per non far mancare il nostro appoggio, ma la squadra deve dal canto suo svegliarsi, garantire massimo impegno e massima serietà e iniziare ad ottenere risultati concreti.
Detto questo comunichiamo che noi riteniamo i principali responsabili di questo tracollo il presidente e l'allenatore, che di comune accordo hanno fatto una campagna vendite e “acquisti” disastrosa, ed è per questo motivo che inizierà la contestazione verso di loro.
È finito il tempo di prese per il culo e umiliazioni che resteranno nella storia, come le sconfitte con il Carpi ed Alessandria, di false promesse e di chi allena prima la propria presunzione e dopo i calciatori.
Lavorate!!!
Forza Genoa! Forza ragazzi!!!
La Tifoseria Organizzata del Genoa
19 dicembre 2015
12 dicembre 2015
Lazio, comunicato Curva Nord: "Presidente in malafede che merita di restare solo. Il mister è una vittima"
“La situazione insostenibile che stiamo vivendo ha dei responsabili ben precisi, mentre le conseguenze le subiscono, da sempre, i tifosi.
Prima di tutto la società, figlia di un presidente che si permette di insultare non gli ultras ma tutto il popolo Laziale e che, regolarmente, disattende il promesso salto di qualità. Dopo undici anni possiamo affermare, con assoluta certezza, che dietro questo comportamento c’è un presidente in malafede che merita di restare solo.
Al secondo posto la squadra colpevole, oltre che di scarso impegno, di non essersi mai schierata al fianco di una tifoseria colpita da una repressione senza precedenti. Tifoseria che, durante tutta la scorsa stagione, le era stata vicino dentro e fuori lo stadio. Inoltre abbiamo dovuto ascoltare, dopo sei mesi di silenzio e indifferenza, un nostro giocatore lamentarsi della scarsa affluenza di pubblico, come se vivesse su un altro pianeta, mentre il capitano della Juventus, Gigi Buffon, manifestava solidarietà e vicinanza ai tifosi della Lazio per la situazione che stanno vivendo.
Per quanto riguarda il Mister ci dispiace vederlo protagonista di un film, purtroppo, già visto. Ennesima vittima sacrificale usata per nascondere le nefandezze altrui.
Dignità e Amore non vanno mai calpestate, insultate e ingannate.
Dal canto nostro continueremo a tifare, soltanto in trasferta, per la nostra gente e per la nostra maglia, consapevoli, comunque, che chi la indossa non merita l’affetto di questo meraviglioso popolo”.
Ultras Lazio Curva Nord
23 novembre 2015
Comunicato Curva Furlan Triestina
E’ un duro comunicato quello diffuso ieri dalla Curva Furlan. Il tifo triestino vuole dire la propria sul difficile momento del club alabardato che sta passando dalle mani del contestatissimo Pontrelli a quelle dell’imprenditore vitivinicolo Corvezzo che però pare non essere a sua volta ben accetto a Trieste. Il club friulano sta attraversando un momento davvero difficile della sua storia annaspando nei bassifondi del Girone C della Serie D. Ecco il comunicato integrale:
Stando alle notizie e ad alcune dichiarazioni di questi giorni, sembrerebbero imminenti novità societarie in seno alla Unione Triestina 2012. Premettendo che, le parole lasciano il tempo che trovano, noi a queste voci reagiamo con necessaria quanto dovuta diffidenza visto che i soggetti protagonisti in questa triste vicenda non hanno credibilità alcuna.
In queste ultime ore, con sorpresa, abbiamo notato anche una maggiore “sensibilità” da parte di alcuni organi di stampa, sulle sorti della realtà calcistica cittadina anche se, non capiamo quanto reale sia. Mancano cinque/sei mesi alle prossime elezioni comunali e forse più di qualcuno si sta accorgendo che così non si può e non si deve andare avanti.
A marzo scorso siamo stati costretti ad assumere una posizione netta contro questa società in quanto avevamo già capito tutto, com’è noto tra l’altro, la Curva Furlan ed il CCTC si assunsero anche la responsabilità di non cedere lo storico marchio all’attuale proprietà in quanto essi non garantivano più alcuna speranza di crescita alla Triestina come l’abbiamo sempre intesa noi.
Oggi dopo pochi mesi constatiamo che avevamo ragione, la nostra linea di ferma opposizione alla gestione Pontrelli era una scelta non solo inevitabile ma dovuta per chi come noi, tiene veramente alle sorti del club.
Premesso tutto ciò, l’intento di questo comunicato non è quello di sottolineare le vincenti prese di posizione di taluni o di talaltri ma l’obiettivo è invece quello di dichiarare fermamente a tutti i tifosi e a tutta la cittadinanza che noi non ci fermeremo qui, non modificheremo la nostra posizione di ferma protesta fino a quando non si presenteranno persone perbene che puntano seriamente (e non con i soliti slogan per babbei…) a riqualificare il calcio a Trieste.
Pertanto lanciamo un bel segnale d’allarme alla politica cittadina, stavolta tocca anche a voi fare qualcosa per l’Unione, dovete fare il vostro dovere e applicarvi attivamente e non più da semplici “spettatori” affinché vi possa essere una costante e maggior vigilanza su chi dice di voler acquisire la società.
I nomi che circolano, ad esempio, vi piacciono? A noi no. In primis Corvezzo, che ha già affossato il Treviso qualche anno fa. Quindi sia ben chiaro a tutti il senso della nostra presa di posizione, non rinunceremo mai alle nostre forme di dissenso finchè attorno alla Triestina non sarà veramente fatta piazza pulita di tutti questi personaggi che nulla hanno a che fare con il mondo del calcio.
La curva Furlan
Caos Triestina: duro comunicato dei tifosi
Stando alle notizie e ad alcune dichiarazioni di questi giorni, sembrerebbero imminenti novità societarie in seno alla Unione Triestina 2012. Premettendo che, le parole lasciano il tempo che trovano, noi a queste voci reagiamo con necessaria quanto dovuta diffidenza visto che i soggetti protagonisti in questa triste vicenda non hanno credibilità alcuna.
In queste ultime ore, con sorpresa, abbiamo notato anche una maggiore “sensibilità” da parte di alcuni organi di stampa, sulle sorti della realtà calcistica cittadina anche se, non capiamo quanto reale sia. Mancano cinque/sei mesi alle prossime elezioni comunali e forse più di qualcuno si sta accorgendo che così non si può e non si deve andare avanti.
A marzo scorso siamo stati costretti ad assumere una posizione netta contro questa società in quanto avevamo già capito tutto, com’è noto tra l’altro, la Curva Furlan ed il CCTC si assunsero anche la responsabilità di non cedere lo storico marchio all’attuale proprietà in quanto essi non garantivano più alcuna speranza di crescita alla Triestina come l’abbiamo sempre intesa noi.
Oggi dopo pochi mesi constatiamo che avevamo ragione, la nostra linea di ferma opposizione alla gestione Pontrelli era una scelta non solo inevitabile ma dovuta per chi come noi, tiene veramente alle sorti del club.
Premesso tutto ciò, l’intento di questo comunicato non è quello di sottolineare le vincenti prese di posizione di taluni o di talaltri ma l’obiettivo è invece quello di dichiarare fermamente a tutti i tifosi e a tutta la cittadinanza che noi non ci fermeremo qui, non modificheremo la nostra posizione di ferma protesta fino a quando non si presenteranno persone perbene che puntano seriamente (e non con i soliti slogan per babbei…) a riqualificare il calcio a Trieste.
Pertanto lanciamo un bel segnale d’allarme alla politica cittadina, stavolta tocca anche a voi fare qualcosa per l’Unione, dovete fare il vostro dovere e applicarvi attivamente e non più da semplici “spettatori” affinché vi possa essere una costante e maggior vigilanza su chi dice di voler acquisire la società.
I nomi che circolano, ad esempio, vi piacciono? A noi no. In primis Corvezzo, che ha già affossato il Treviso qualche anno fa. Quindi sia ben chiaro a tutti il senso della nostra presa di posizione, non rinunceremo mai alle nostre forme di dissenso finchè attorno alla Triestina non sarà veramente fatta piazza pulita di tutti questi personaggi che nulla hanno a che fare con il mondo del calcio.
La curva Furlan
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